Kubo e la spada magica, la recensione

Kubo e la spada magica, Recensione

Kubo e la spada magica, la recensione

La Redazione di PianetaMamma è stata invitata all'anteprima del film Kubo e la Spada Magica, dal 3 novembre 2016 al cinema. Un film meraviglioso che saprà sorprendervi e incantarvi per la particolarità dei temi, la poesia e la dolcezza

La Redazione di PianetaMamma è stata invitata all'anteprima del film candidato all'Oscar 2017 Kubo e la Spada Magica, dal 3 novembre 2016 al cinema.

Una pellicola che sarà capace non solo di sorprendervi per l'originalità e la particolarità dei tema e dello sviluppo narrativo, ma anche di incantarvi con la sua poesia e dolcezza.

Una fiaba che prende vita dalla mitologia, dal romanzo di formazione e dal viaggio dell'eroe che deve superare delle prove per ritrovare le sue origini, e passare dall'infanzia all'età adulta.

Sinossi

Kubo (Art Parkinson) è un ragazzo giapponese dall'animo gentile, un mini samurai che abita in una grotta al confine di un villaggio del Giappone feudale.

Kubo si prende cura della madre, una donna dai poteri straordinari, ma che vive nel dolore della perdita del marito e nella paura di perdere anche suo figlio perseguitato da spiriti e divinità cattive appartenenti alla sua famiglia.

Anni prima, il potentissimo Re della Luna, il nonno di Kubo (Ralph Fiennes), e le figlie (entrambe con la voce di Rooney Mara), dopo aver ostacolato l'unione tra la mamma di Kubo e ucciso il padre, Hanzo (Matthew McConaughey), un potente samurai, e strappato un occhio al bambino, non smettono di dare la caccia al ragazzo per togliergli anche l'altro occhio e portarlo via dall'imperfezione della terra in cui vive.

Kubo è un cantastorie che con il suo Shamisen magico (una chitarra giapponese) è in grado di dar vita a degli origami che usa per raccontare tutti i giorni la stessa storia a cui non riesce a mettere la parola fine, perché all'arrivo del tramonto deve ritornare a casa per non farsi catturare dal nonno. Ma una notte si attarda, incontra i suoi antichi nemici e si trasforma in protagonista dell'avventura che da anni racconta agli abitanti del suo villaggio.

Con l'aiuto di una feroce e razionale scimmia e di un donchisciottesco scarafaggio parte per un viaggio alla ricerca di un'armatura che può aiutarlo a sconfiggere i suoi nemici:  l’armatura Impenetrabile, la spada indistruttibile e l’elmo invulnerabile.

Come in tutti i poemi epici che si rispettino, l'eroe dovrà superare delle prove e l’odissea di Kubo si dipana attraverso ululanti tempeste nelle Terre Lontane, nel sottomarino Giardino degli Occhi e nella pericolosa Foresta di Bambù.

Imparando a conoscere i propri poteri magici attraverso ogni nuova prova di forza e di carattere, Kubo combatterà contro dei e mostri.

E le sue vere armi sono la fantasia, l'immaginazione, la poesia, il potere del racconto, degli affetti e dei ricordi.

Come Ulisse, anche Kubo si troverà ad affrontare e lasciare andare le sue stesse paure per salvarsi, a vivere la morte per ritrovare la vita.

Come le sirene con il fascino della loro musica attiravano i marinai che passavano nelle vicinanze, così nel pericolosissimo Giardino degli Occhi cade in trance quando incontra gli occhi incantatori che lo mettono davanti ai suoi desideri più intimi per intrappolarlo e non farlo andare avanti nel suo cammino di crescita e abbandono dell'infanzia.

Il film, candidato all'Oscar 2017,  è un gioiello dell'animazione, delicato e poetico, curato sia nella grafica che nella sceneggiatura. Un film e una storia che ci hanno colpito, quella raccontata da Travis Knight, che nasconde una maturità e molteplici spunti di riflessione, adatti a un pubblico variegato.

 Fortemente simbolico e metaforico sottolinea l'importanza di alcuni temi: la forza del racconto e dell'immaginazione, la potenza dei ricordi che hanno il compito di plasmarci, ma che rappresentano un'ancora di salvezza per affrontare la realtà quando è troppo dolorosa.

Ed è proprio grazie ai ricordi e la memoria che Kubo sarà in grado di vincere la sua battaglia contro la morte e far trionfare la vita e l'amore.

Anche la magia ha un ruolo fondamentale nel film, perché ha tutta una valenza emotiva e serve da trait d'union tra il protagonista e le sue origini, la sua identità di cui l'eroe sarà consapevole alla fine del suo viaggio.

Inoltre tra i temi più interessanti del film c'è quello della bellezza dell'imperfezione terrena e degli affetti, linfa vitale di ogni uomo che vince sulla perfezione divina, sterile e fredda impersonificata dal nonno di Kubo che vorrebbe rapirlo e portarlo con sè.

 Ci sono inoltre diverse citazioni letterarie e cinematografiche interessanti e da approfondire, come ad esempio l'idea che la fine sia un nuovo inizio, per citare Terzani, che fa riflettere sull'idea che la fine di una fase è l'inizio di un'altra, che tutto ciò che muore, rivive in forma diversa, come ad esempio nei ricordi.

Kubo e la spada magica è anche una storia di maturazione e perdono, il racconto di un bambino che tenta di definire famiglia e tradizione, di comprendere come perdita e guarigione risiedano l’una accanto all’altra nel cuore dell’uomo.

I film LAIKA raccontano sempre una storia personale.- dice il regista Travis Knight -Paradossalmente, più intima e personale è la storia, più universale diventa.

Mentre tale assioma è stato valido per tutti i nostri film, c’è una parte maggiore di me in Kubo e la spada magica rispetto a tutto ciò che ho fatto in precedenza.

Ciò può rappresentare una prospettiva leggermente terrificante: rivelare una parte di noi stessi che solitamente teniamo sepolta e protetta. Ma questo è ciò che bisogna fare se si vogliono raccontare storie che abbiano significato, risonanza ed un cuore autentico.

Kubo e la spada magica è inoltre un omaggio alla cultura giapponese tradizionale e più antica, ma vista dall'occhio occidentale, diversa dall'atmosfera che si percepisce nei cartoni di Miyazaki, per fare un esempio. Kubo e la Spada Magica sarà nelle sale italiane a partire dal 3 Novembre 2016 su distribuzione Universal Pictures.

Informazioni sul film Kubo e la spada magica

  • : @KuboIlFilm
  • : /KUBOILFILM #KuboELaSpadaMagica
  • www.kubofilm.it
  • Durata: 101 minuti
  • Data di uscita: 3 novembre 2016 (Italia)
  • Regista: Travis Knight
  • Musica composta da: Dario Marianelli
  • Casa di produzione: Laika

Oscar 2017

Kubo e la spada magica è tra i cinque film d'animazione candidati all'Oscar 2017.

In nomination anche Oceania, Zootropolis, La mia vita da zucchina e La tartaruga rossa, ma sembra che il favorito sia Zootropolis. Non ci resta che aspettare la notte del 26 febbraio.

Tutti gli appassionati di cinema potranno seguire la diretta TV e Streaming degli Oscar 2017 in esclusiva su Sky. 

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/sport-e-tempo-libero/kubo-spada-magica-recensione.html

RomaFF11 – Kubo e la spada magica: recensione

Kubo e la spada magica, la recensione

Kubo e la spada magica è un film d’animazione del 2016 diretto da Travis Knight e prodotto dalla Laika Entertainment, studio noto per le sue precedenti pellicole La sposa cadavere, Coraline e la porta magica, ParaNorman e Boxtrolls – Le scatole magiche.

Il film è stato realizzato in larga parte in stop motion ed è stato doppiato da star del cinema internazionale come Charlize Theron, Matthew McConaughey, Rooney Mara e Ralph Fiennes.

La voce del protagonista Kubo è invece di Art Parkinson, noto per la sua interpretazione di Rickon Stark nella popolare serie televisiva Il trono di spade.

Kubo e la spada magica: un classico racconto di formazione in cui la luce e l’oscurità si toccano, si scontrano e si compenetrano l’una con l’altra

Ci troviamo nel Giappone antico, in cui l’umile e intelligente ragazzo di strada Kubo si guadagna da vivere intrattenendo gli abitanti del suo villaggio con simpatiche storie raccontate con l’ausilio dei suoi origami animati.

Quando cala la sera, Kubo accudisce la madre, una donna in contatto con il mondo degli spiriti che concepì il ragazzo con un leggendario guerriero samurai. Accidentalmente, Kubo evoca uno spirito, che finisce nel mondo dei vivi e comincia a dargli la caccia.

L’unico modo per distruggerlo è trovare tre leggendari oggetti usati in passato dal padre: L’Armatura Impenetrabile, La Spada Indistruttibile e l’Elmo Invulnerabile.

Comincia così per Kubo una rocambolesca serie di avventure, in cui con l’aiuto di una scimmia (Charlize Theron) e di uno scarabeo samurai (Matthew McConaughey) scoprirà di più su se stesso e sul suo passato.

Fin dai primi minuti di Kubo e la spada magica capiamo che non stiamo assistendo a una fiaba dagli ovvi risvolti e dall’esito scontato, ma a una storia molto più profonda e complessa, che partendo da uno spunto fantastico e fanciullesco riesce inaspettatamente a toccare corde del cuore che credevamo sopite e a suscitare ricordi e sentimenti dolorosi. Travis Knight non si limita infatti a mettere in scena una gioia per gli occhi, con la CGI e la stop motion che si fondono indistinguibilmente l’una nell’altra come raramente ci è capitato di vedere, ma imbastisce un classico racconto di formazione in cui la luce e l’oscurità si toccano, si scontrano e si compenetrano l’una con l’altra e in cui l’avventura e il mistero lasciano a poco a poco il passo a temi difficili e toccanti come l’elaborazione del lutto e il rapporto di amore e odio con la famiglia.

Kubo e la spada magica: una drammatica metafora sull’esistenza umana e sulla necessità di accettare e superare anche i momenti più dolorosi della vita

Kubo e la spada magica rifiuta di adeguarsi agli standard del cinema d’animazione, da sempre incline a stemperare la tensione con battute e gag volte a ingraziarsi e a tranquillizzare il pubblico dei giovanissimi, imponendosi come una storia decisamente più fruibile dagli adulti che dai bambini, in cui i momenti più cupi e drammatici hanno un peso specifico ben maggiore delle sequenze più frivole e leggere. Come già avvenuto per lo splendido Coraline e la porta magica, non mancano momenti in cui si arriva vicini a sconfinare addirittura nell’horror, dovuti in particolare alle inquietanti zie del protagonista (doppiate in originale da Rooney Mara), che più volte ostacolano veementemente la sua missione. Travis Knight sa però andare oltre all’opposizione fra riso e paura, dando luogo a una drammatica metafora sull’esistenza umana e sulla necessità di accettare e superare anche i momenti più dolorosi della vita.

Durante la visione di Kubo e la spada magica si ha più volte la sensazione di ritrovare quelle magiche pagine di narrativa popolare che hanno raccontato con dolcezza e umanità il disagio della crescita e la difficoltà del crescere e diventare adulti.

Sono riconoscibili, soprattutto nella parte finale, echi della saga di Star Wars, sia per quanto riguarda gli epici duelli con la spada, ma soprattutto per la profondità con cui vengono tessuti rapporti familiari tutt’altro che scontati, e difficili da trovare in produzioni di questo tenore.

Difficile quindi non emozionarsi e commuoversi di fronte a una storia che ci parla di noi più di quanto siamo disposti ad ammettere, e che ci riporta alla mente difficoltà e turbamenti che avevamo dimenticato o credevamo superati.

Kubo e la spada magica: un viaggio avventuroso, doloroso e tormentato fra i nostri ricordi, le nostre emozioni e i nostri tormenti

I meriti per la riuscita di Kubo e la spada magica vanno equamente divisi fra tutti i comparti tecnici.

Impossibile non lodare il comparto tecnico e visivo, con animazioni estremamente credibili e realistiche e paesaggi mozzafiato, o le vibranti musiche del nostro Dario Marianelli, decisive nei passaggi fondamentali del film, ma i meriti principali sono sicuramente da tributare all’eccellente sceneggiatura di Marc Haimes e Chris Butler e al coraggio di Travis Knight (Presidente della Laika Entertainment), che ha fortemente creduto in un progetto ardito, rivestendo contemporanemente sia il ruolo di regista che quello del produttore.

Kubo e la spada magica è un viaggio avventuroso, doloroso e tormentato fra i nostri ricordi, le notre emozioni e i nostri tormenti, capace di coinvolgere ed emozionare trasversalmente gli spettatori di tutte le età.

Un altro grande traguardo per lo studio di produzione Laika Entertainment, che con la forza delle idee e con un grande rispetto per il proprio pubblico continua a fronteggiare a testa alta colossi come Pixar, Disney e Dreamworks.

Auguriamo quindi il meglio a Kubo e la spada magica, che, anche se siamo appena all’inizio della stagione cinematografica, riteniamo giusto e doveroso inserire nel lotto dei più accreditati pretendenti all’Oscar per il miglior film d’animazione.

Kubo e la spada magica arriva al cinema il 3 novembre, distribuito da Universal Pictures.

Источник: https://www.cinematographe.it/news/festival/kubo-e-la-spada-magica-recensione/

Recensione Kubo e la spada magica #LegaNerd

Kubo e la spada magica, la recensione

La stop-motion, detta anche ripresa a passo uno o animazione a passo, è una tecnica di ripresa cinematografica e di animazione.

Il termine passo uno si ricollega ai quadri, ovvero i fotogrammi della pellicola, i quali vengono impressionati dalla fotocamera uno alla volta.

Con tale processo è possibile produrre cartoni animati riprendendo composizioni di fogli lucidi o servendosi di appositi pupazzi filmando le pose necessarie a creare il movimento.

La Laika è la casa di produzione che più di ogni altra utilizza la stop-motion per la creazione dei suoi film animati.

La ripresa a passo uno è inoltre largamente utilizzata per la realizzazione degli effetti speciali, basti pensare che sin dalla nascita del cinema è stata la tecnica più utilizzata per i trucchi presenti nei film, fino al 1993 quando con l’uscita di Jurassic Park si è andata affermando la computer grafica.

Negli anni molti sono stati i film di animazione creati utilizzando la tecnica del passo uno, basti pensare a The Nightmare Before Christmas, Galline in Fuga, Wallace e Gromit e molti altri.

La casa di produzione che più di ogni altra utilizza tale tecnica per la realizzazione dei suoi film è la Laika Entertainment che negli anni ha dato vita a pellicole come La sposa cadavere, Coraline e la porta magica e molti altri.

Ora la casa di produzione torna con una nuova avventura: Kubo e la spada magica (titolo originale Kubo and the Two Strings).

Ambientato nel Giappone Feudale la storia narra del viaggio di Kubo e della sua ricerca della magica armatura che gli permetterà di sconfiggere il Re della Luna

Nell’antico Giappone vive Kubo, ragazzo che si prende cura della madre e malata con la quale vive in una caverna sulla cima di una montagna. Ogni giorno il giovane si reca nel villaggio vicino dove racconta storie che risultano molto vivide grazie agli origami che prendono vita alimentati dalla sua magia.

La storia che racconta vede protagonista il coraggioso samurai Hanzo – suo padre – che combatte contro il malvagio Re della Luna. Kubo però è costretto a tornare dalla madre ogni giorno prima che il sole tramonti perché altrimenti le sue malvagie zie saranno in grado di trovarlo e prendersi così l’occhio che gli è rimasto, così come gli hanno preso l’altro quando era solo un neonato.

La sera della cerimonia Obon, in cui si onorano gli antenati, nel tentativo di riuscire a mettersi in contatto con lo spirito del padre, però senza riuscirci, Kubo resta fuori casa dopo il calar del sole, ma così facendo viene trovato dalle zie che cercheranno di portare a termine la loro missione. Grazie al repentino intervento della madre, che utilizzando la magia lo manda via e gli dice di cercare la magica armatura del padre poiché è l’unico modo che ha di sconfiggere il Re della Luna. Inizia così per il ragazzo un lungo viaggio che lo porterà a scoprire il segreto del suo passato.

Avvincente ed emozionante viaggio di formazione

Sceneggiato da Marc Haimes e Chris Butler e diretto da Travis Knight – all’esordio come regista – Kubo e la spada magica è un’avvincente ed emozionante road movie che vede protagonista un ragazzo coraggioso che accompagnato da una scimmia parlante ed un calabrone samurai imparerà ad avere fiducia in sé stesso, ad imparare ad usare i suoi poteri e soprattutto l’importanza della memoria e del perdono.

Proprio la memoria è l’argomento principale della pellicola. Knight mette in mostra come i ricordi siano rilevanti per ognuno di noi, come senza passato non può esserci un futuro perché ciò che siamo oggi è il risultato delle azioni di ieri.

La memoria, e quindi la tradizione, è ciò che ci connette con la nostra storia passata, con le generazioni che ci hanno preceduto.

Come diceva Cicerone: “la memoria è tesoro e custode di tutte le cose“, e non è un caso che Kubo si ritroverà a percorrere lo stesso cammino intrapreso dal padre anni prima, riuscendo però ad arrivare alla sua conclusione.

La memoria e le tradizioni sono gli argomenti intorno a cui ruota il film

Una storia molto shakespeariana quella di Kubo e la spada magica. Il film infatti presenta molti degli elementi che caratterizzano le tragedie del drammaturgo inglese.

Abbiamo così la presenza del sovrannaturale e della magia, personaggi assetati di potere, l’amore, il tradimento, l’ineluttabilità del destino e la presenza di una famiglia i cui membri sono nemici e si combattono per ottenere il potere, o meglio per far si che Kubo rinunci alla sua umanità ed abbracci la sua metà divina.

A ciò va aggiunto che la pellicola non solo mette in mostra come il ragazzo diventi protagonista della storia che è solito raccontare agli abitanti del villaggio, divenendo così egli stesso una storia e quindi memoria per le generazioni future, ma è anche il classico viaggio dell’eroe. Il ragazzo intraprende un viaggio che lo porterà a scoprire sé stesso e le sue origini, riallacciandosi così a quel padre che non ha mai conosciuto e svelando il passato che per lui è un mistero.

La vicenda ha aspetti shakespeariani e una narrazione circolare.

Una storia circolarein cui partenza e arrivo coincidono ma in cui il Kubo dell’inizio del film è molto diverso dal ragazzo che ha concluso il suo percorso. Il protagonista mantiene la sua bontà e la sua vivacità ma acquista determinazione e sicurezza, imparando a fare affidamento sulle proprie forze piuttosto che sugli oggetti.

Grazie alla regia di Knight lo spettatore viene trasportato in un’avventura epica, coinvolgente, divertente, emozionante ed appassionante che lo terrà con gli occhi incollati sullo schermo. Saremo testimoni privilegiati della nascita di una leggenda.

Quasi superfluo dire che anche in Kubo e la spada magica la Laika Entertaiment ha dato ancora una volta prova della bravura dei suoi animatori e di tutto lo staff che ha lavorato al progetto. I movimenti dei pupazzi sono fluidi ed armoniosi e le loro espressioni riescono a trasmettere a pieno le emozioni dei personaggi.

Un’avventura epica,coinvolgente, divertente, emozionante ed appassionante

Nonostante un finale un po’ troppo smielato la pellicola riuscirà a conquistare grandi e piccoli che non potranno che restare affascinati e piacevolmente colpiti dalla storia di un ragazzo coraggioso e della sua lotta contro un individuo che ha rinunciato alla sua umanità poiché incapace di cogliere la bellezza presente nel mondo.  Da non perdere.

Kubo e la spada magica sarà nei cinema italiani dal prossimo 3 novembre.

Источник: https://leganerd.com/2016/10/20/recensione-kubo-la-spada-magica/

Kubo e la Spada Magica Recensione

Kubo e la spada magica, la recensione

Articolo a cura di Antonella Murolo 2 Novembre 2016

In un mondo in cui l'animazione riesce a rappresentare la realtà in modo ogni giorno sempre più perfetto, ci sono delle eccezioni che decidono di staccarsi da tutto ciò e ritagliarsi un posto originale nel mondo della narrazione d'animazione.

Tra queste spicca senza ombra di dubbio Laika Entertainment che, fin dal primo giorno, ha messo bene in chiaro il proprio desiderio di voler raccontare delle storie diverse, dal sapore quasi antico, che mirano a colpire lo spettatore nel profondo, scuotendo la sua emotività e la capacità di elaborare riflessioni postume alla visione di una pellicola.

Le costruzioni visive portate sullo schermo cinematografico dalla major non saranno mai talmente perfette da sembrare fotografie della realtà, ma mantengono una potente caratterizzazione tattile, con texture marcate e linee nette a costruire personaggi e ambientazioni.

Si tratta si quella consapevolezza visuale tipica dell'animazione stop-motion, spesso considerata troppo vecchio stile per appassionare le nuove generazioni, ma che ancora una volta si dimostra il mezzo perfetto per raccontare una favola d'altri tempi e luoghi, una impresa epica dalle lontane radici fantasy, affascinante, misteriosa, coinvolgente ma non per questo meno divertente. Kubo e la spada magica, affidato alla regia di Travis Knight, è il cartoon che abbraccia in toto la filosofia dello studio che ha realizzato Coraline e la porta magica.

La magia delle storie

Kubo (Art Parkinson) è un ragazzo dall'aria arruffata, umile e sempre gentile che, per prendersi cura della sua sempre più evanescente madre, durante il giorno incanta gli abitanti del vicino villaggio di pescatori con le storie di un leggendario guerriero samurai, grazie al suo magico dono di dar vita a storie pazzesche facendole saltar fuori dagli origami animati a ritmo della musica di uno shamisen. Prima del calare del buio, non importa a che punto sia la sua storia (con somma frustrazione del pubblico) Kubo torna a casa, sulla cima di una spigolosa montagna, a prendersi cura della sempre più evanescente madre, spesso persa in momenti di trance che sembrano governati dal sorgere e tramontare della luna. La sua tranquilla esistenza è fatta a pezzi quando, per errore, Kubo evoca uno spirito del proprio passato che si abbatte sulla terra per portare a termine un'antica vendetta, costringendolo a fuggire in compagnia di una feroce e razionale Scimmia (Charlize Theron) e di uno Scarabeo samurai (Matthew McConaughey) per cercare gli antichi oggetti lasciati da suo padre: L'Armatura Impenetrabile, La Spada Indistruttibile e L'Elmo Invulnerabile. Gli elementi della più classica ed epica quest fantasy ci sono tutti: dagli antichi spiriti in cerca di vendetta alla ricerca degli oggetti magici in grado di salvare la situazione, così come l'evoluzione del personaggio in un eroe e la presenza di una guida, tipica della tradizione folclorica giapponese. Di solito si tratta di un maschio che accompagna l'eroe nel compimento della sua impresa, che in Kubo e la Spada Magica è rappresentato da Scimmia, una forte e significativa presenza femminile (rimarcando l'importanza che da sempre LAIKA dà ai personaggi femminili all'interno delle sue storie). Tutto il complesso intreccio di avvenimenti e situazioni che compongono il film, ruotano attorno al significato dell'avere una famiglia e di come questa possa definire quello che siamo e ciò che diventiamo: Kubo, nel suo passaggio all'età adulta, viene infatti chiamato a confrontarsi con la tradizione e con la propria storia familiare. Il tutto viene raccontato con la magia e la profondità tipica delle vecchie storie epiche, dove ogni passo dell'eroe ha una importanza cruciale per la buona riuscita dell'impresa, dove ogni particolare è legato da un filo rosso e ogni personaggio influisce su quello al suo fianco, non solo con la sua attività presente, ma anche con le sue intenzioni passate e future. Kubo e la Spada Magica è un puzzle narrativo estremamente complesso e affascinante, che rievoca qualcosa di più profondo e arcaico, ma che, grazie a dei personaggi ironici e dall'emotività leggera, riesce anche a far sorridere, arrivando alle sinapsi comunicative dei più piccoli, che sussultano e sorridono, si stupiscono e spaventano così come il film chiede loro di fare.

Angolazioni spigolose

Visivamente il mondo di Kubo e la spada magica è quanto più lontano dalla realtà: sembra uscito direttamente da vecchie rappresentazioni iconografiche giapponesi, piene di linee taglienti e angoli acuti, che minacciano la serenità dei personaggi.

Le trame a dente di sega, le forti striature lineari, l'intensa ma anche semplice palette di colori e la texture legnosa che sembra tagliata con l'accetta, sono palesemente ispirate alle opere dei maestri della stampa ukiyo-e, come Katsushika Hokusai e Kiyoshi Saito.

Di ogni cosa riesci a percepirne la pesantezza, la prestanza, l'ombra che genera sui personaggi e sulle loro anime: ogni materiale, ogni tessuto, ogni superficie è caratterizzata da una realtà iconografica particolare, così diversa dalla realtà eppure così estremamente realistica.

La major sfrutta al meglio le capacità espressive dell'animazione stop-motion affiancandole le più potenti migliorie tecnologiche, regalando a tutto una possente aura magica tipica delle antiche favole.

Così, quando Kubo per esempio si ritrova a dover viaggiare in mare, percepiamo l'acqua come una presenza effettiva ed estremamente particolareggiata, ma anche come un'espressione tangibile di minacciosi intenti e culla di pericolosi segreti.

Tutto nella scenografia di questo film sembra avere un duplice compito, espresso tramite la sua presenza il scena, le luci, la palette di colori, l'accurata selezione di texture: LAIKA ancora una volta si presenta come maestra assoluta di una tecnica d'animazione spesso temuta per la sua complessità, ma in grado di esprimere emozioni con la sua sola presenza scenica.

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Источник: https://cinema.everyeye.it/articoli/recensione-kubo-spada-magica-31266.html

Kubo e la spada magica: recensione del film di Travis Knight

Kubo e la spada magica, la recensione

Kubo e la spada magica è uno di quei film che stupiscono già dai primi frame della pellicola. Un insieme di emozioni travolgono colui che guarda, catapultandolo immediatamente in quel mondo così affascinante che è il folklore e la cultura giapponese.

Vi proponiamo la recensione di Kubo per raccontarvi quanto un film d’animazione realizzato con la tecnica stop-motion possa in realtà essere dinamico, fluido, veloce e forte nella narrazione, catturando ogni piccola smorfia del volto, ogni dettaglio o movimento.

Kubo e la spada magica: recensione – La trama

Kubo è un bambino che vive nell’antico Giappone, il Giappone dei samurai e della magia. È senza un occhio per colpa del nonno, che prima gli ha portato via il padre Hanzo, un valoroso samurai, poi l’occhio sinistro.

Il nonno, il Re Luna, insieme alle due sorelle della madre, rappresentano l’oscurità, il lato oscuro della magia.
Kubo racconta le storie del padre, narrategli dalla madre, al popolo, è dunque un cantastorie. Un artista della carta, potremmo definirlo.

Proprio grazie alla magia Kubo racconta le storie del padre con l’uso dell’origami, l’arte della carta per eccellenza.
Pezzi di carta che si trasformano e si muovono a suon di chitarra, mantenendo un ritmo energico.

La staticità della carta si trasforma in movimento con una semplice strimpellata.

Quando le sorelle malvagie attaccheranno Kubo e sua madre, quest’ultima sfrutterà l’ultima riserva di energia per salvare il bambino, che da quel momento in poi da artista diventerà un esploratore, con la missione di cercare un’armatura magica. L’unica armatura in grado di proteggerlo.

Recensione Kubo e la spada magica – il rapporto con i defunti

Travis Knight ha fatto un ottimo lavoro con questo film, cogliendo lui per primo la bellezza della cultura giapponese.

Solo se entri dentro il mondo del Giappone mitologico e filosofico-religioso puoi dare vita ad una storia così forte.

Il film, ovviamente, ha dei problemi, non è di certo un capolavoro, ma sul tema storico e della trama è originale e ben realizzato.

Oltre i vari temi come l’arte dell’origami, la musica e la magia, spicca un tema che nella cultura giapponese è molto prezioso e delicato: il rapporto con i propri morti. Un rapporto mistico che lega inevitabilmente i vivi con i propri cari, che a volte ritornano. Ritornano grazie al ricordo.

Il ricordo è ciò che evoca, grazie anche a dei riti, il defunto sulla Terra, per poi liberarlo e lasciarlo continuare il suo viaggio in un mondo parallelo. Il ricordo è anche ciò che smuove Kubo nei suoi momenti di buio e debolezza, donandogli la forza necessaria per continuare a combattere e farlo più ardentemente.

Recensione Kubo e la spada magica – cultura giapponese e non solo

In questo film troviamo tanti assaggi della cultura giapponese e non solo. Forse sono solo nostre interpretazioni personali, forse ogni persona che guarderà il film darà un’interpretazione diversa alla presenza di certi soggetti o di certi avvenimenti.

La cosa importante è dare sempre e comunque un’interpretazione, fare proprio questo film, così come ha fatto lo stesso Knight. Noi, con questa recensione, daremo la nostra. Nel corso della storia conosceremo il samurai-scarafaggio. Un tempo un grande samurai, poi condannato alla forma di scarafaggio.

L’agilità del samurai viene dunque appesantita dalla pesante corazza nera dell’insetto. Lo scarafaggio è presente nella cultura giapponese da migliaia di anni. Non per qualche motivo particolare, semplicemente perché in Giappone sono molto comuni. Non sono belli da vedere e nel caso di un samurai questa particolare forma di certo non aiuta né in agilità né in discrezione.

Si tratta dunque di una vera e propria maledizione.

Per non parlare della scena in cui lo scarafaggio si ritrova a a schiena in giù, trovando dunque qualche difficoltà nel compiere un’azione basilare per un essere umano.

Ecco allora che guardando quella scena ci è scappato un sorrisino: un uomo che diventa uno scarafaggio e proprio in una scena del film ha difficoltà a girarsi sulla schiena.

Ci riporta alla mente una scena piuttosto familiare.

La scena ci viene raccontata da Kafka nella metamorfosi. Non vi è solo cultura giapponese, al contrario, c’è una delicatissima operazione di incrocio tra la filosofia e cultura giapponese con quella occidentale, si cercano i punti in comune e Knight è stato bravo nel fare questo.

Recensione Kubo e la spada magica – Conclusioni

Il titolo originale è “Kubo and the two strings”, Kubo e le due stringhe. Un titolo forse ritenuto troppo poco incisivo da parte dei doppiatori italiani, tuttavia resta un titolo molto più significativo.

Le due stringe sarebbero i due “braccialetti” che Kubo porta in memoria della madre e del padre.

Come dicevamo prima sono proprio i ricordi a smuovere l’animo di Kubo, a risvegliare l’artista e il combattente di colui che è figlio di una maga potentissima e di un samurai con una forza inaudita.

Travis Knight ha fatto un ottimo lavoro dal punto di vista della storia e non solo. Rende perfettamente il mondo nipponico, sia grazie alla buona resa della sua cultura, della sua storia sia dei suoi tratti tipici. Anche la colonna sonora rafforza il concetto di Giappone e ci fa immergere in questo mondo un po’ mistico che è l’oriente.

La trama è buona, la filosofia che c’è dietro è una chicca, tuttavia questo film ha diversi problemi.

A volte dei passaggi sono un po’ forzati e in alcune sequenze i dialoghi sono terribili, con dei silenzi di troppo.

Nonostante ciò ci sentiamo di consigliare questo film perché è fatto bene e può appassionare sia chi ama il Giappone, sia chi questo mondo lo deve ancora conoscere.

Источник: https://www.filmpost.it/recensioni/kubo-e-la-spada-magica-recensione/

Gravidanza
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