Ipertiroidismo

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Ipertiroidismo

L’ipertiroidismo è una patologia caratterizzata da un’eccessiva quantità di ormoni tiroidei in circolo, dovuta nella maggior parte dei casi ad aumentata secrezione di tiroxina (T4) e triiodotironina (T3) da parte della tiroide in toto (malattia di Graves-Basedow) o di noduli tiroidei iperfunzionanti (Malattia di Plummer) e più raramente a una loro liberazione da parte della ghiandola per una distruzione del tessuto (tiroidite sub acuta, tiroidite post partum, tiroidite da farmaci).

Quali sono le cause dell’ipertiroidismo?

La forma più comune di ipertiroidismo, il “morbo di Graves-Basedow”, è una patologia autoimmune dovuta alla produzione di auto anticorpi contro il recettore del TSH (TRAb).

Questi anticorpi si comportano come il TSH ipofisario e stimolano la ghiandola a produrre ormoni tiroidei. Nelle forme classiche si ha un aumento del volume della ghiandola stessa.

In una quota minore di pazienti gli anticorpi TRAb possono causare un’infiammazione dei tessuti retro orbitari provocando una protusione dei bulbi oculari verso l’esterno (esoftalmo).

L’esoftalmo può essere di varia entità, dall’irritazione degli occhi alla forma più grave di protrusione del bulbo oculare per cui è impossibile la chiusura delle palpebre.

L’esoftalmo è più frequente nei soggetti fumatori, pertanto èindicata l’astensione dal fumo.

L’ipertirodismo può essere causato anche dalla presenza di un nodulo iperfunzionante (adenoma tossico o Malattia di Plummer).

Un’altra causa di ipertiroidismo è il gozzo multinodulare tossico, vale a dire da un gozzo in cui uno o più noduli divengono iperfunzionanti, più comune nelle persone con età maggiore ai 65 anni nelle zone a carenza iodica.

L’ipertiroidismo può essere causato anche dalla liberazione degli ormoni tiroidei da parte della ghiandola per distruzione del tessuto, in seguito a un’infiammazione (tiroidite sub acuta, tiroidite post partum); in genere si manifesta con una fase iniziale di ipertiroidismo, seguita a volte da ipotiroidismo.

Un cenno a parte merita l’ipertiroidismoiatrogeno, dovuto a un’eccessiva somministrazione di iodio o prodotti iodati (dentifrici, colluttori, antisettici, sale iodato, mezzo di contrasto iodato, farmaci ad alto contenuto di iodio), farmaci immunologici o litio, che inducono un’iperproduzione di ormoni tiroidei da parte di una tiroide ingrandita o sede di struma plurinodulare, o una abnorme dismissione ormonale da parte della ghiandola danneggiata dal farmaco stesso.

Quali sono i sintomi dell’ipertiroidismo?

sintomi più frequenti dell’ipertiroidismo sono perdita di pesostanchezza e debolezza muscolare, tremori, stati d’ansia e nervosismo, battito cardiaco accelerato, intolleranza al caldo, aumento della sudorazione e dell’appetito.

L’ipertiroidismo si manifesta clinicamente nel 2-3 % della popolazione nelle forme più lievi, e nel 5-6 % della popolazione in età più avanzata.

Come può essere individuato l’ipertiroidismo?

La diagnosi di ipertiroidismo si fonda soprattutto su un’accurata anamnesi familiare e patologica del paziente che può essere condotta dal Medico di Medicina Generale che potrà richiedere la consulenza dello specialista endocrinologo, in modo da poter sottoporre il paziente a una razionale procedura diagnostica.

Il percorso consiste in una visita, raccolta di dati precedenti e programmazione di esami ematochimici (TSH, FT3, FT4 e anticorpi TPO, TRAb), strumentali, radiologici e medico-nuclearistici atti a giungere in breve tempo a una corretta definizione diagnostica e a un’appropriata prescrizione terapeutica.

Nell’ambito dell’indagine radiologica, particolare importanza è oggi rivestita dall’ecografia della tiroide, l’esame più adatto a rilevare la presenza di noduli, definirne morfologia, dimensione, struttura e valutare ulteriori alterazioni a carico della ghiandola.

La scintigrafia tiroidea con TC99 o con I131 (iodocaptazione) è l’indagine strumentale a tutt’oggi più attendibile per la diagnosi differenziale tra Malattia di Graves Basedow e Malattia di Plummer e per svelare eventuali ipertiroidismi iatrogeni.

Come si può curare l’ipertiroidismo?

La terapia dell’ipertiroidismo può essere farmacologicaradiometabolica e chirurgica.

La terapia farmacologica si avvale di farmaci di uso consolidato quali il metimazolo e il propiltiouracile,a cui si possono associare i beta bloccanti.

Nel caso di “Morbo di Basedow-Graves”,  la terapia va in genere proseguita per parecchi mesi (fino a 18-24) mentre nel caso di adenoma tossico la terapia medica serve solo a ridurre gli ormoni tiroidei circolanti, in preparazione alla terapia elettiva che è chirurgica o radiometabolica con Iodio 131.

L’approccio chirurgico deve essere eseguito da chirurghi esperti per ridurre l’incidenza di complicanze, in particolare per rispettare integralmente i decorsi dei nervi laringei ricorrenti (che garantiscono la perfetta mobilità delle corde vocali) e per salvaguardare le 4 ghiandole paratiroidi, fondamentali per il corretto metabolismo del calcio e del fosforo.

L’ipertiroidismo dà diritto all’esenzione dalla quota di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie (esenzione ticket) che deve essere certificata dallo specialista endocrinologo.

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Ipertiroidismo

Ipertiroidismo

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IpertiroidismoSpecialitàClassificazione e risorse esterne (EN)OMIMMeSHMedlinePluseMedicine
Rappresentazione grafica di una molecola di triiodotironina (T3), un ormone tiroideo come la tiroxina T4
endocrinologia
603373, 609152, 603373 e 609152
D006980
000356
121865
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L’ipertiroidismo (sottocategoria delle tireotossicosi) è una condizione medica o disturbo del sistema endocrino derivante dall'eccesso di funzionalità della ghiandola tiroidea, caratterizzato cioè da un aumento in circolo di ormoni tiroidei, triiodotironina (T3) e/o tiroxina (T4), sia per aumento di funzione della tiroide che per distruzione della tiroide stessa.[1] La causa più comune è la malattia di Flaiani-Basedow-Graves.[2] La condizione opposta è l'ipotiroidismo dove vi è una riduzione di produzione e secrezione di T3 e/o T4.[3]

L'ipertiroidismo è una delle cause di tireotossicosi, una sindrome clinica ipermetabolica che si verifica quando vi sono elevati livelli sierici di T3 e/o T4.[4] La tireotossicosi può anche avvenire senza ipertiroidismo.

Alcuni individui sviluppano tireotossicosi per via di una infiammazione della ghiandola tiroide (tiroidite), che può causare un eccessivo rilascio degli ormoni tiroidei già presenti nella ghiandola, senza che vi sia una produzione di ormoni accelerata come avviene nell'ipertiroidismo.

La tireotossicosi può verificarsi anche dopo l'ingestione di quantità eccessive di ormoni tiroidei esogeni in forma di terapia supplementare, come la levotiroxina. Questo è un fenomeno noto come tireotossicosi esogena o tireotossicosi alimentare.[3]

L'imaging della tiroide e la misurazione dell'assorbimento del radiotracciante da parte di essa, insieme ai dati derivanti dalle analisi del sangue, permettono di formulare una diagnosi specifica e di pianificare al meglio il trattamento per il paziente.[5]

Cenni storici

Caleb Hillier Parry.

L'ipertiroidismo è stato descritto per la prima volta nel 1786 da Caleb Hillier Parry.

[6][7][8] Tuttavia, come gli altri medici del suo tempo, come Giuseppe Flaiani o Carl von Basedow[9][10] e Robert James Graves[11], egli non fece nessun collegamento tra i sintomi e una possibile malattia della tiroide. Il primo a determinare questa correlazione fu Paul Julius Möbius, nel 1886.[12]

All'inizio del XX secolo, i raggi X sono stati utilizzati per trattare la tiroide, oppure si ricorreva a piccoli bastoncini di radio direttamente inseriti nella ghiandola.

Saul Hertz e Arthur Roberts,[13] nel 1942 applicarono per la prima volta la terapia con radioiodio nella malattia di Graves.

[14][15] Nel 1943, Edwin Bennett Astwood, descrisse l'uso della tiouracile nel trattamento dell'ipertiroidismo.[12]

Segni e sintomi

I sintomi più evidenti nell'uomo sono:

  • perdita di peso;
  • affaticamento;
  • indebolimento;
  • iperattività;
  • irritabilità;
  • apatia;
  • depressione;
  • poliuria;
  • sudorazione;
  • pelle ingiallita.

Inoltre, nei pazienti si possono presentare una varietà di sintomi come:

  • palpitazioni e aritmia (specialmente fibrillazione atriale);
  • dispnea;
  • infertilità;
  • calo del desiderio;
  • nausea;
  • vomito;
  • diarrea.

Nella vecchiaia, questi classici sintomi potrebbero non comparire e potrebbero presentarsi solo con l'affaticamento e la perdita di peso.

Come altri disordini autoimmuni collegati alla tirotossicosi, un'associazione tra una disfunzione tiroidea e la miastenia gravis è stata riconosciuta. La disfunzione tiroidea, in questa condizione, è spesso autoimmune e circa il 5% dei pazienti con la miastenia gravis ha anche l'ipertiroidismo.

La miastenia gravis raramente si evolve dopo il trattamento della tiroide e la relazione fra le due cose è ancora sconosciuta.

Alcune manifestazioni neurologiche molto rare che sono riportate essere dubbiosamente associate con la tirotossicosi sono pseudotumore cerebrale, sclerosi laterale amiotrofica e la sindrome di Guillain-Barré.

Ipertiroidismo e agenti disaccoppianti

Uno degli effetti primari negli ipertiroidei è la stimolazione della calorigenesi, come aumento del metabolismo basale.A livello del mitocondrio, arrivano NADH+ e FADH2, che devono essere riossidati per poter essere nuovamente utilizzati.

La riossidazione degli enzimi avviene con il trasporto di elettroni che prevede il passaggio di elettroni e protoni dal NADH+ fino all'ossigeno O2 che viene ridotto a O= con formazione di acqua, in seguito al rilascio di acqua si ha anche il rilascio di energia.

Nella matrice mitocondriale sono presenti anche protoni, portati dal NADH H+, i protoni utilizzano l'energia liberata dalla reazione di ossido riduzione per formare un gradiente protonico per pompare all'esterno protoni, contro il gradiente di concentrazione.

Si effettua riduzione di ossigeno e sintesi di acqua nella membrana interna del mitocondrio. Vicino alla citocromo ossidasi è presente un enzima, l'adenosina trifosfato sintasi (ATP sintasi), formato da due domini, F1 e F0; il secondo è un canale protonico.

I protoni ripassando attraverso questo canale liberano energia che viene utilizzata dal secondo dominio, che così è in grado di sintetizzare una molecola ricca di energia come ATP.

Quando si verifica iper produzione di ormoni tiroidei T3 e T4, essi si comportano da agenti disaccoppianti; infatti essi stimolano la produzione di una proteina disaccoppiante che si chiama termogenina, la quale forma un canale che fa rientrare i protoni nella matrice, così l'energia liberata non è convertita in ATP, ma dissipata sotto forma di calore.

Diagnosi

La diagnosi avviene tramite il dosaggio di specifiche sostanze nel sangue (ormoni tiroidei).

Un incremento ematico di rilievo delle frazioni libere degli ormoni tiroidei (FT3, o free-triiodiotironina ed FT4, o free-tetraiodiotironina), associato ad un abbassamento dell'ormone tireotropo (TSH, Thyroid Stimulating Hormone), è infatti specifico di una condizione di ipertiroidismo conclamato.

Infatti, l'abbassamento del TSH (“soppressione” in gergo endocrinologico) deriva dalla controregolazione negativa a livello adenoipofisario, dove avviene la produzione del TSH, da parte degli ormoni tiroidei (FT3 ed FT4) in eccesso.

[16] La diagnosi del tipo di ipertiroidismo dovrebbe poi avvenire in campo specialistico allo scopo di valutare se trattasi di forme di ipertiroidismo autoimmune (mediante dosaggio di anticorpi specifici, come anticorpi anti-recettore del TSH, AbTPO o AbTg), da farmaci (per esempio da amiodarone) oppure di forme di tireotossicosi, distruttiva (tiroidite subacuta) o iatrogena (assunzione di ormoni tiroidei). In alcuni casi altri accertamenti ematochimici (VES, Tireoglobulina) o strumentali (ecografia tiroidea con color-Doppler, scintigrafia tiroidea con iodocaptazione) possono essere utili al fine di inquadrare meglio la diagnosi.

Cura

Le modalità di cura principali e generalmente accettate per la cura dell'ipertiroidismo nell'uomo sono tre:

  • Farmacologica, con l'impiego di propiltiouracile o metimazolo.
  • Terapia radiometabolica col radioiodio.
  • Chirurgia della tiroide.

Chirurgia della tiroide

La chirurgia (per rimuovere l'intera tiroide o una parte di essa) non è usata estensivamente perché la maggior parte delle forme comuni dell'ipertiroidismo sono curate abbastanza efficacemente con i farmaci o con il metodo dello iodio radioattivo.

Invece, pazienti che non possono tollerare i medicinali per una qualche ragione, o pazienti che rifiutano lo iodio radioattivo, optano per un intervento chirurgico. La procedura è relativamente sicura, e prevede, almeno nella maggior parte degli ospedali italiani, una degenza di 2-3 giorni.

Rischi correlati all'intervento sono, oltre ai classici rischi dovuti all'anestesia, quelli specifici, ossia ipocalcemia (per resezione delle paratiroidi) e lesione dei nervi ricorrenti (con compromissione della voce).

Terapia radiometabolica con lo iodio radioattivo

Lo stesso argomento in dettaglio: Terapia radiometabolica dell'Ipertiroidismo.

Lo iodio radioattivo viene somministrato oralmente (sia come pillola, sia come liquido) in un'unica volta per ledere in modo irreversibile una ghiandola iperattiva.

Lo iodio liquido (soluzione acquosa di ioduro) viene al giorno d'oggi utilizzato raramente, vista la sua notevole volatilità: esiste quindi un importante problema di radioprotezione per gli operatori, nonché un problema di dose alle ghiandole salivari dei pazienti.

Lo iodio somministrato per la terapia dell'ipertiroidismo è l'isotopo 131; altri isotopi (come il 123) sono usati, legati a diverse molecole, per diagnostica (ad esempio, nella diagnostica della malattia di Parkinson viene utilizzato un legante recettoriale marcato con I-123).

Lo iodio 131 può essere comunque utilizzato (a dosaggi enormemente inferiori rispetto a quelli impiegati per la terapia) anche per procedimenti diagnostici, ad esempio nel follow-up del tumore tiroideo.

Lo iodio radioattivo viene somministrato dopo alcuni accertamenti: innanzitutto una scintigrafia tiroidea, che permette di valutare lo stato di effettivo ipertiroidismo e l'assenza di aree “fredde” (che potrebbero indicare la presenza di un tumore), quindi un test di captazione che viene eseguito somministrando una dose-traccia (modestissima) di iodio-131 ed analizzando ad intervalli regolari di tempo (solitamente 6, 24, 48, 72 e 96 ore) l'attività presente in tiroide (mediante strumento dedicato).

Tali esami permettono quindi di calcolare in modo personalizzato l'attività tiroidea, in particolare in caso di noduli secernenti ormoni tiroidei per calcolare la quantità di iodio radioattivo da somministrare al soggetto; questa è solo una delle possibili modalità, dal momento che alcuni centri somministrano invece dosi fisse.

Lo iodio radioattivo viene captato in maniera attiva dalle cellule della tiroide mediante un symporter Na/I e viene quivi immagazzinato. La morte cellulare dovuta all'effetto citotossico delle radiazioni ionizzanti avviene in tempi variabili, legati essenzialmente alla capacità della singola tiroide di captare ed immagazzinare lo iodio radioattivo stesso.

Poiché lo iodio è captato quasi esclusivamente dalle cellule tiroidee, non si hanno grossi problemi di irradiamento ad altri organi: si ha una minima irradiazione a livello delle ghiandole salivari, ed una minima irradiazione a livello vescicale.

La metodica è stata sviluppata alla fine degli anni '40 ed è ormai ampiamente consolidata, anche per quanto riguarda le eventuali sequele a lungo e lunghissimo termine: non si sono dimostrati effetti collaterali a lungo termine.

Spesso il trattamento esita in ipotiroidismo: non è considerabile comunque come effetto indesiderato, poiché le patologie tiroidee (soprattutto la malattia di Basedow) tendono a recidivare, anche a distanza di tempo. Comunque, l'ipotiroidismo è abitualmente curato con facilità con l'assunzione di levotiroxina, che è una forma sintetica pura del T4.

  • Tirostatici – farmaci che inibiscono la produzione degli ormoni della tiroide, come il metimazolo (Tapazole), carbimazolo o PTU (propiltiuracile).

Se in trattamenti farmacologici viene usata una dose troppo massiccia, i pazienti possono sviluppare sintomi di ipotiroidismo.

L'ipotiroidismo è anche un risultato molto comune dei trattamenti di chirurgia o di radiazione, perché è difficile determinare la porzione di ghiandola della tiroide che dovrebbe essere rimossa.

In questi casi può essere richiesta l'integrazione di levotiroxina.

Negli animali

Nella medicina veterinaria, l'ipertiroidismo è una delle condizioni endocrine più comuni che colpiscono i gatti domestici più vecchi. La malattia è diventata significativamente più comune dalle prime notizie di ipertiroidismo felino nel 1970. Nei gatti, è quasi sempre causato da un adenoma benigno alla tiroide.

I sintomi più comuni sono: rapida perdita di peso, tachicardia, vomito, dissenteria, aumento del consumo di acqua e aumento della produzione delle urine.

La chirurgia normalmente non è un'opzione nell'ipertiroidismo felino. La cura con lo iodio radioattivo o il metimazolo possono essere usati per controllare i sintomi.

Distiroidismo

Vi è poi una condizione nella quale convivono, apparentemente paradossalmente, in proporzione variabile, i sintomi sia dell'ipotiroidismo sia quelli dell'ipertiroidismo, condizione probabilmente causata dallo squilibrio in senso reciprocamente opposto dei diversi tipi di ormoni tiroidei. Qualora si sospetti una patologia tiroidea, questa apparente incoerenza nei vari sintomi contrapposti può indurre in diagnosi errate, in tal caso si parla di distiroidismo.

Note

  1. RS Bahn Chair, HB Burch, DS Cooper, JR Garber, MC Greenlee, I Klein, P Laurberg, IR McDougall, VM Montori, SA Riees, DS Ross, JA Sosa e MN Stan, Hyperthyroidism and other causes of thyrotoxicosis: management guidelines of the American Thyroid Association and American Association of Clinical Endocrinologists., in Thyroid, vol. 21, n. 6, June 2011, pp. 593–646, DOI:10.1089/thy.2010.0417, PMID 21510801.
  2. Walter Siegenthaler, Differential Diagnosis in Internal Medicine: From Symptom to Diagnosis, p.485: Thieme.
  3. ab Floyd, J.L. (2009) Thyrotoxicosis. eMedicine, su emedicine.medscape.com.
  4. Kittisupamongkol W. Hyperthyroidism or thyrotoxicosis? Cleve Clin J Med. Mar 2009;76(3):152.
  5. Janet E. Hall, Lynnette K. Nieman: Handbook of diagnostic endocrinology, pp. 124-125
  6. Deutscher Ärztinnenbund: Schilddrüse und Herzerkrankungen, 2004; hier online, zuletzt eingesehen am 5. Feb. 2008
  7. M. Dietlein, H. Schicha: Schilddruse 2003, Walter de Gruyter 2004, ISBN 3-11-018147-9. hier online
  8. Louis J. Acierno: The history of cardiology

Источник: https://it.wikipedia.org/wiki/Ipertiroidismo

QUALI SONO LE CAUSE?

Normalmente la tiroide secerne il giusto quantitativo di ormoni ma, in caso di disfunzioni, può produrne in eccessive quantità. Le patologie che possono portare a un alterato funzionamento della tiroide sono:

  • la malattia di Graves: è una patologia autoimmune (dovuta quindi alla produzione di anticorpi diretti contro cellule dell’organismo invece che contro elementi estranei) che insorge prevalentemente nelle donne con un rapporto di 4:1 rispetto agli uomini. Si ha un aumento di volume della ghiandola che è tipicamente diffuso a entrambi i lobi della tiroide. È dovuto alla formazione, in soggetti con una predisposizione genetica-familiare, di anticorpi contro la tiroide che la stimolano a funzionare in maniera continua e non controllata;
  • adenoma tossico o autonomo: è una patologia benigna della tiroide in cui un nodulo va incontro a una mutazione che lo fa funzionare in maniera eccessiva e non controllata. Si determina pertanto un ipertiroidismo;
  • gozzo multinodulare iperfunzionante: in questo caso i noduli tiroidei che acquisiscono una funzione autonoma sono più di uno;
  • tiroiditi: sono patologie infiammatorie a carico della tiroide;
  • assunzione di elevate quantità di ormoni tiroidei.

SINTOMI DELL'IPERTIROIDISMO

Gli ormoni tiroidei hanno il compito di agire su tutte le cellule per modularne la funzionalità in relazione alle richieste metaboliche dell’organismo. I segni e i sintomi che possono comparire in caso di ipertiroidismo sono vari e legati all’aumento di tutti i processi metabolici:

  • perdita di peso senza alcuna perdita dell’appetito o modificazione dell’apporto calorico con la dieta, anzi l’appetito aumenta perché tutti gli alimenti introdotti vengono metabolizzati in un arco di tempo inferiore;
  • tachicardia: aumento dei battiti cardiaci durante tutto l'arco della giornata, palpitazioni o aritmie (battiti irregolari);
  • nervosismo, ansia, instabilità emotiva e insonnia: gli ormoni tiroidei agiscono anche sulle cellule nervose;
  • aumento della temperatura corporea ed eccessiva sudorazione: infatti gli ormoni tiroidei sono “termogenici” (cioè fanno in modo che l’organismo produca calore) e le risposte messe in atto dall’organismo stesso per abbassare la temperatura sono la sudorazione e la vasodilatazione, per cercare di disperdere il maggior quantitativo di calore possibile, la cute è infatti calda e sudata;
  • alterazioni del flusso mestruale;
  • fatica e debolezza muscolare;
  • sguardo sbarrato come conseguenza della retrazione della palpebra superiore;
  • esoftalmo: è presente in circa il 15% dei casi di ipertiroidismo autoimmune ed è dovuto all'accumulo di sostanze al di dietro del bulbo oculare con conseguente aumento della sua sporgenza e alterazione della fisionomia del viso. Spesso è presente anche irritazione congiuntivale, lacrimazione, fastidio alla visione della luce diretta.

MALATTIE CHE POSSONO INSORGERE CON L'IPERTIROIDISMO

L’ipertiroidismo può indurre una serie di problemi a carico dell’apparato cardiovascolare, dovuti all’aumento dei battiti cardiaci, aritmie e a quello della pressione arteriosa; può portare a fragilità ossea e inoltre osteoporosi, problemi alla vista, e, infine, a una crisi tireotossica, condizione associata all’ipertiroidismo non trattato in cui si assiste all’intensificazione di tutti i sintomi che ne derivano: aumento del battito cardiaco, della temperatura, ecc..

COME SI DIAGNOSTICA L'IPERTIROIDISMO?

La diagnosi si basa sull’attenta analisi della storia clinica e delle condizioni fisiche del paziente: durante la visita endocrinologica il medico osserva il paziente per verificare l’eventuale presenza di uno o più sintomi, ma la diagnosi definitiva può essere fatta solo dopo aver effettuato un dosaggio degli ormoni tiroidei nel sangue e di anticorpi anti-tiroidei.

COME SI CURA L'IPERTIROIDISMO?

La terapia dipende da una serie di fattori: gravità dell’ipertiroidismo, età e condizioni cliniche generali del paziente.

Nel caso in cui l'ipertiroidismo si associ a gozzo di piccole dimensioni o a nodulo iperfunzionante può essere indicata la terapia radiometabolica (con iodio radioattivo che viene captato dalle cellule tiroidee per la produzione degli ormoni e, grazie alla sua radioattività, le distrugge). Nelle forme più gravi si può ricorrere alla chirurgia. Nei pazienti con il morbo di  Graves-Basedow il trattamento medico si basa in genere sull’utilizzo di farmaci antitiroidei, mentre nei pazienti con tiroiditi si somministrano in genere dei cortisonici.

CENTRO TIROIDE DI AUXOLOGICO

Il Centro Tiroide di Auxologico si avvale di un’équipe altamente specializzata che è in grado di accogliere e soddisfare tutte le richieste diagnostiche e terapeutiche relative alle malattie benigne e maligne della tiroide di pazienti da 1 anno di età fino all’età anziana.

 Gli specialisti del Centro Tiroide utilizzano strumenti e tecnologie d’avanguardia come le nuove terapie mediche antineoplastiche e le tecniche interventistiche mini-invasive (ablazione e alcolizzazione dei noduli tiroidei), e test molecolari e genetici in grado di predire la prognosi di determinate malattie o individualizzare le terapie, in modo da renderle più efficaci. 

La diagnosi e la somministrazione delle terapie può avvenire in ambito ambulatoriale, con la possibilità di effettuare più prestazioni nell’arco della stessa mattinata (Day Service Tiroide), o di seguire un percorso di cura determinato dal medico durante la prima visita endocrinologica in regime di MAC (Macroattività Ambulatoriale Complessa).

Il percorso di cura può prevedere anche l'eventuale intervento chirurgico presso il Centro Chirurgia Endocrina di Auxologico Capitanio. 

Источник: https://www.auxologico.it/malattia/ipertiroidismo

Gravidanza
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