Ipertiroidismo

Ipertiroidismo | Humanitas Gavazzeni, Bergamo

Ipertiroidismo

L’ipertiroidismo è una patologia caratterizzata da un’eccessiva quantità di ormoni tiroidei in circolo, dovuta nella maggior parte dei casi ad aumentata secrezione di tiroxina (T4) e triiodotironina (T3) da parte della tiroide in toto (malattia di Graves-Basedow) o di noduli tiroidei iperfunzionanti (Malattia di Plummer) e più raramente a una loro liberazione da parte della ghiandola per una distruzione del tessuto (tiroidite sub acuta, tiroidite post partum, tiroidite da farmaci).

Quali sono le cause dell’ipertiroidismo?

La forma più comune di ipertiroidismo, il “morbo di Graves-Basedow”, è una patologia autoimmune dovuta alla produzione di auto anticorpi contro il recettore del TSH (TRAb).

Questi anticorpi si comportano come il TSH ipofisario e stimolano la ghiandola a produrre ormoni tiroidei. Nelle forme classiche si ha un aumento del volume della ghiandola stessa.

In una quota minore di pazienti gli anticorpi TRAb possono causare un’infiammazione dei tessuti retro orbitari provocando una protusione dei bulbi oculari verso l’esterno (esoftalmo).

L’esoftalmo può essere di varia entità, dall’irritazione degli occhi alla forma più grave di protrusione del bulbo oculare per cui è impossibile la chiusura delle palpebre.

L’esoftalmo è più frequente nei soggetti fumatori, pertanto èindicata l’astensione dal fumo.

L’ipertirodismo può essere causato anche dalla presenza di un nodulo iperfunzionante (adenoma tossico o Malattia di Plummer).

Un’altra causa di ipertiroidismo è il gozzo multinodulare tossico, vale a dire da un gozzo in cui uno o più noduli divengono iperfunzionanti, più comune nelle persone con età maggiore ai 65 anni nelle zone a carenza iodica.

L’ipertiroidismo può essere causato anche dalla liberazione degli ormoni tiroidei da parte della ghiandola per distruzione del tessuto, in seguito a un’infiammazione (tiroidite sub acuta, tiroidite post partum); in genere si manifesta con una fase iniziale di ipertiroidismo, seguita a volte da ipotiroidismo.

Un cenno a parte merita l’ipertiroidismoiatrogeno, dovuto a un’eccessiva somministrazione di iodio o prodotti iodati (dentifrici, colluttori, antisettici, sale iodato, mezzo di contrasto iodato, farmaci ad alto contenuto di iodio), farmaci immunologici o litio, che inducono un’iperproduzione di ormoni tiroidei da parte di una tiroide ingrandita o sede di struma plurinodulare, o una abnorme dismissione ormonale da parte della ghiandola danneggiata dal farmaco stesso.

Quali sono i sintomi dell’ipertiroidismo?

sintomi più frequenti dell’ipertiroidismo sono perdita di pesostanchezza e debolezza muscolare, tremori, stati d’ansia e nervosismo, battito cardiaco accelerato, intolleranza al caldo, aumento della sudorazione e dell’appetito.

L’ipertiroidismo si manifesta clinicamente nel 2-3 % della popolazione nelle forme più lievi, e nel 5-6 % della popolazione in età più avanzata.

Come può essere individuato l’ipertiroidismo?

La diagnosi di ipertiroidismo si fonda soprattutto su un’accurata anamnesi familiare e patologica del paziente che può essere condotta dal Medico di Medicina Generale che potrà richiedere la consulenza dello specialista endocrinologo, in modo da poter sottoporre il paziente a una razionale procedura diagnostica.

Il percorso consiste in una visita, raccolta di dati precedenti e programmazione di esami ematochimici (TSH, FT3, FT4 e anticorpi TPO, TRAb), strumentali, radiologici e medico-nuclearistici atti a giungere in breve tempo a una corretta definizione diagnostica e a un’appropriata prescrizione terapeutica.

Nell’ambito dell’indagine radiologica, particolare importanza è oggi rivestita dall’ecografia della tiroide, l’esame più adatto a rilevare la presenza di noduli, definirne morfologia, dimensione, struttura e valutare ulteriori alterazioni a carico della ghiandola.

La scintigrafia tiroidea con TC99 o con I131 (iodocaptazione) è l’indagine strumentale a tutt’oggi più attendibile per la diagnosi differenziale tra Malattia di Graves Basedow e Malattia di Plummer e per svelare eventuali ipertiroidismi iatrogeni.

Come si può curare l’ipertiroidismo?

La terapia dell’ipertiroidismo può essere farmacologicaradiometabolica e chirurgica.

La terapia farmacologica si avvale di farmaci di uso consolidato quali il metimazolo e il propiltiouracile,a cui si possono associare i beta bloccanti.

Nel caso di “Morbo di Basedow-Graves”,  la terapia va in genere proseguita per parecchi mesi (fino a 18-24) mentre nel caso di adenoma tossico la terapia medica serve solo a ridurre gli ormoni tiroidei circolanti, in preparazione alla terapia elettiva che è chirurgica o radiometabolica con Iodio 131.

L’approccio chirurgico deve essere eseguito da chirurghi esperti per ridurre l’incidenza di complicanze, in particolare per rispettare integralmente i decorsi dei nervi laringei ricorrenti (che garantiscono la perfetta mobilità delle corde vocali) e per salvaguardare le 4 ghiandole paratiroidi, fondamentali per il corretto metabolismo del calcio e del fosforo.

L’ipertiroidismo dà diritto all’esenzione dalla quota di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie (esenzione ticket) che deve essere certificata dallo specialista endocrinologo.

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Ipertiroidismo

Ipertiroidismo

L’ipertiroidismo è una condizione caratterizzata da un’eccessiva produzione degli ormoni tiroidei triiodotironina (T3) e tiroxina (T4).

Essendo questi responsabili della modulazione del metabolismo basale, del battito cardiaco, della temperatura e del peso corporeo, tutti questi processi fisiologici potrebbero risultare alterati nel soggetto che presenta ipertiroidismo.

QUALI SONO LE CAUSE?

Normalmente la tiroide secerne il giusto quantitativo di ormoni ma, in caso di disfunzioni, può produrne in eccessive quantità. Le patologie che possono portare a un alterato funzionamento della tiroide sono:

  • la malattia di Graves: è una patologia autoimmune (dovuta quindi alla produzione di anticorpi diretti contro cellule dell’organismo invece che contro elementi estranei) che insorge prevalentemente nelle donne con un rapporto di 4:1 rispetto agli uomini. Si ha un aumento di volume della ghiandola che è tipicamente diffuso a entrambi i lobi della tiroide. È dovuto alla formazione, in soggetti con una predisposizione genetica-familiare, di anticorpi contro la tiroide che la stimolano a funzionare in maniera continua e non controllata;
  • adenoma tossico o autonomo: è una patologia benigna della tiroide in cui un nodulo va incontro a una mutazione che lo fa funzionare in maniera eccessiva e non controllata. Si determina pertanto un ipertiroidismo;
  • gozzo multinodulare iperfunzionante: in questo caso i noduli tiroidei che acquisiscono una funzione autonoma sono più di uno;
  • tiroiditi: sono patologie infiammatorie a carico della tiroide;
  • assunzione di elevate quantità di ormoni tiroidei.

SINTOMI DELL'IPERTIROIDISMO

Gli ormoni tiroidei hanno il compito di agire su tutte le cellule per modularne la funzionalità in relazione alle richieste metaboliche dell’organismo. I segni e i sintomi che possono comparire in caso di ipertiroidismo sono vari e legati all’aumento di tutti i processi metabolici:

  • perdita di peso senza alcuna perdita dell’appetito o modificazione dell’apporto calorico con la dieta, anzi l’appetito aumenta perché tutti gli alimenti introdotti vengono metabolizzati in un arco di tempo inferiore;
  • tachicardia: aumento dei battiti cardiaci durante tutto l'arco della giornata, palpitazioni o aritmie (battiti irregolari);
  • nervosismo, ansia, instabilità emotiva e insonnia: gli ormoni tiroidei agiscono anche sulle cellule nervose;
  • aumento della temperatura corporea ed eccessiva sudorazione: infatti gli ormoni tiroidei sono “termogenici” (cioè fanno in modo che l’organismo produca calore) e le risposte messe in atto dall’organismo stesso per abbassare la temperatura sono la sudorazione e la vasodilatazione, per cercare di disperdere il maggior quantitativo di calore possibile, la cute è infatti calda e sudata;
  • alterazioni del flusso mestruale;
  • fatica e debolezza muscolare;
  • sguardo sbarrato come conseguenza della retrazione della palpebra superiore;
  • esoftalmo: è presente in circa il 15% dei casi di ipertiroidismo autoimmune ed è dovuto all'accumulo di sostanze al di dietro del bulbo oculare con conseguente aumento della sua sporgenza e alterazione della fisionomia del viso. Spesso è presente anche irritazione congiuntivale, lacrimazione, fastidio alla visione della luce diretta.

MALATTIE CHE POSSONO INSORGERE CON L'IPERTIROIDISMO

L’ipertiroidismo può indurre una serie di problemi a carico dell’apparato cardiovascolare, dovuti all’aumento dei battiti cardiaci, aritmie e a quello della pressione arteriosa; può portare a fragilità ossea e inoltre osteoporosi, problemi alla vista, e, infine, a una crisi tireotossica, condizione associata all’ipertiroidismo non trattato in cui si assiste all’intensificazione di tutti i sintomi che ne derivano: aumento del battito cardiaco, della temperatura, ecc..

COME SI DIAGNOSTICA L'IPERTIROIDISMO?

La diagnosi si basa sull’attenta analisi della storia clinica e delle condizioni fisiche del paziente: durante la visita endocrinologica il medico osserva il paziente per verificare l’eventuale presenza di uno o più sintomi, ma la diagnosi definitiva può essere fatta solo dopo aver effettuato un dosaggio degli ormoni tiroidei nel sangue e di anticorpi anti-tiroidei.

COME SI CURA L'IPERTIROIDISMO?

La terapia dipende da una serie di fattori: gravità dell’ipertiroidismo, età e condizioni cliniche generali del paziente.

Nel caso in cui l'ipertiroidismo si associ a gozzo di piccole dimensioni o a nodulo iperfunzionante può essere indicata la terapia radiometabolica (con iodio radioattivo che viene captato dalle cellule tiroidee per la produzione degli ormoni e, grazie alla sua radioattività, le distrugge). Nelle forme più gravi si può ricorrere alla chirurgia. Nei pazienti con il morbo di  Graves-Basedow il trattamento medico si basa in genere sull’utilizzo di farmaci antitiroidei, mentre nei pazienti con tiroiditi si somministrano in genere dei cortisonici.

CENTRO TIROIDE DI AUXOLOGICO

Il Centro Tiroide di Auxologico si avvale di un’équipe altamente specializzata che è in grado di accogliere e soddisfare tutte le richieste diagnostiche e terapeutiche relative alle malattie benigne e maligne della tiroide di pazienti da 1 anno di età fino all’età anziana.

 Gli specialisti del Centro Tiroide utilizzano strumenti e tecnologie d’avanguardia come le nuove terapie mediche antineoplastiche e le tecniche interventistiche mini-invasive (ablazione e alcolizzazione dei noduli tiroidei), e test molecolari e genetici in grado di predire la prognosi di determinate malattie o individualizzare le terapie, in modo da renderle più efficaci. 

La diagnosi e la somministrazione delle terapie può avvenire in ambito ambulatoriale, con la possibilità di effettuare più prestazioni nell’arco della stessa mattinata (Day Service Tiroide), o di seguire un percorso di cura determinato dal medico durante la prima visita endocrinologica in regime di MAC (Macroattività Ambulatoriale Complessa).

Il percorso di cura può prevedere anche l'eventuale intervento chirurgico presso il Centro Chirurgia Endocrina di Auxologico Capitanio. 

Источник: https://www.auxologico.it/malattia/ipertiroidismo

Gravidanza
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