Invasione di meduse nei nostri mari: rimedi e precauzioni

MEDUSE: GELATINE NEL MARE

Invasione di meduse nei nostri mari: rimedi e precauzioni

Meduse: affascinanti… quanto urticanti

Cari amici pescatori,

le vacanze sono alle porte, avete preparato la valigia? L’ombrellone e le creme solari?

Bene! Oggi abbiamo preparato un articolo a tema che tratta di un antico nemico dei bagnanti: le meduse!

Entriamo in atmosfera vacanziera: la sabbia è rovente e siete completamente arsi dal sole… davanti a voi una distesa di acqua cristallina… sembra il paradiso in terra… infilate la maschera, siete pronti a buttarvi… quando dal mezzo del mare sentite un urlo terrorizzato di donna: meduseeee meduseeeee!

Subito si attiva il vostro recettore radar da esperto pescatore, indossate la maschera e iniziate a scrutare ogni millimetro di acqua trasparente… per fortuna il fondale è bianco ed ecco che ne scorgete una, due, tre, quattro, dieci… che creature ammalianti, flessuose ed aggraziate… peccato che “pungano” da morireeeee

MEDUSE: come sono fatte?

Le meduse appartengono alla famiglia degli Cnidari. Sembrano dei plancton giganti tanto che il loro corpo gelatinoso è composto al 98% da acqua.

Viste da vicino assomigliano ai vermetti gommosi della Haribo…

MEDUSE: che forma hanno?

Bè chi non ha mai visto una medusa?

Indimenticabile la loro forma simile ad un ombrello fatto di pudding al caramello, la loro consistenza molliccia e i loro temuti tentacoli!

Non sappiamo voi… ma vederle galleggiare pacificamente, morbide e leggere nell’acqua ci dà un immenso senso di pace… se non fosse che poi ci ricordiamo di quella dannata volta che ci hanno “colpito”!

MEDUSE: tentacoli urticanti

Spesso quando siamo in spiaggia sentiamo urlare donne e bambini: ahiaaaa una medusa mi ha morso! Una medusa mi ha punto! Sfatiamo questo mito: le meduse non mordono e non pungono… ma soprattutto non ci attaccano… siamo noi ad andarci addosso! Ma allora… sto dolore allucinante da dove viene? I loro tentacoli sono dotati di capsule minuscole fortemente urticanti che si chiamano cnidocisti.

MEDUSE: cosa succede quando le tocchiamo?

Le meduse usano i loro tentacoli come difesa dai predatori e come strategia di attacco per paralizzare le loro prede! Infatti, le microcapsule situate sulla superficie dei loro tentacoli si aprono al contatto e rilasciano filamenti urticanti.

In particolare, rilasciano delle tossine che possono essere più o meno nocive per l’uomo e che hanno queste funzioni: paralizzante, infiammatoria e neurotossica.

Certo non faranno male come la scarica rilasciata dalle torpedini, però sicuramente non è piacevole!

MEDUSE: come si spostano?

Fino a pochi anni fa era credenza assoluta che le meduse fossero trasportate dalla corrente e che fossero in grado di muoversi solo dall’alto verso il basso e viceversa. Un recente studio del 2015, invece, ha rivelato che sebbene si tratti di creature mollicce, sono in grado di decidere dove e come spostarsi!

E come fanno? Semplicemente come degli esperti surfisti cavalcano le correnti, cavalcano le onde per prendere la direzione desiderata!

MEDUSE che abitano nel Mediteranneo

Dobbiamo iniziare con una breve premessa. Negli ultimi anni si può parlare di una vera e propria invasione di meduse nei nostri mari a causa di due problemi principali:

  1. innalzamento della temperatura delle acque che ne ha favorito la proliferazione;
  2. inquinamento e cementificazione dei litorali che ha modificato notevolmente gli ecosistemi. In particolare, ha ricreato l’habitat ideale per la proliferazione e la diffusione di colonie.

Ma quali specie abitano i nostri mari?

Abbiamo fatto una breve ricerca e abbiamo trovato un articolo molto interessante del National Geographic dal titolo “Meduse del Mediterraneo”.

Le specie più presenti sono:

  1. Pelagia noctiluca → medusa di colore rosato che abita prevalentemente nel Tirreno. È chiamata anche medusa luminosa, perché di notte diventa fosforescente ed è visibile nel mare. Rilascia una tossina tossica che genera bruciore intenso e segni rossi simili a frustrate sulla pelle;
  2. Rhizostoma pulmo → abita nell’Adriatico e nello Ionio → i suoi tentacoli di norma non risultano urticanti;
  3. Cotylorhiza tubercolata → chiamata anche medusa tubercolata → non ha tentacoli e vive in particolare nell’Adriatico → non è urticante;
  4. Velella Velella → la Velella in realtà non è un singolo individuo, ma una colonia. Infatti, sotto il tipico ombrello si nascondono altre piccole meduselle alla ricerca di cibo. È anche soprannominata la “barchetta di San Pietro”, perché è costituita da una cresta a forma di triangolo che come una vela viene sfruttata per muoversi e cambiare direzione → le sue tossine sono innocue per l’uomo;
  5. Caravella Portoghese (Physalia physalis) → anche in questo caso si tratta in realtà di una colonia di organismi strettamente dipendenti ed interconnessi. È molto velenosa, rilascia tossine in grado di provocare forti dolori e in alcuni casi anche l’arresto cardiaco;
  6. Cubomedusa Carybdea Marsupialis – vive lungo le coste spagnole. Fa parte della famiglia della “vespa di mare” (Chironex fleckeri) tipica dei mari australiani e di recente oggetto di cronaca → il veleno può provocare serie ustioni.

Ci teniamo a segnalare che negli ultimi anni sono state individuate circa 12 specie aliene per la maggior parte di proveniente dal Canale di Suez.

Per avere un’idea e capire di cosa stiamo parlando, date un’occhiata alla gallery pubblicata sul National Geographic!

MEDUSE: Usanze e credenze per sopravvivere al bruciore e all’irritazione dei tentacoli urticanti

In questi giorni ne abbiamo sentite di tutti i colori! Sui giornali, alla tv… ognuno ha sfoderato la sua arma segreta per lenire il bruciore e sopravvivere alle meduse. Ecco le usanze e credenze più assurde:

  • fare la pipì sulla bruciatura… d’altronde anche la pipì è fatta di ammoniaca…
  • usare una carta di credito come spatola per liberarsi di eventuali rimasugli… d’altronde chi non porta la carta di credito in spiaggia?
  • buttarci sopra della sabbia rovente…  ustione sull’ustione
  • chili e chili di aceto… non potete immaginare il doloreeee
  • buttarci su dell’alcool… inteso anche come la vodka… un po’ come buttare su del liquido infiammabile sul barbecue… siamo sicuri?
  • preparare una pappetta a base di chiodi di garofano da mischiare bene con un po’ olio… un bel soffritto insomma;
  • usare del dentifricio… pura freschezza al mentolo.

MEDUSE: rimedi efficaci in caso di incontri del terzo tipo

Ovviamente quelle citate sopra sono solo credenze popolari e sono del tutto inefficaci. Pertanto, se doveste entrare in contatto con delle meduse, ecco dei piccoli accorgimenti da seguire:

  • sciacquare con acqua salata;
  • rimuovere eventuali pezzetti di tentacoli rimasti sulla pelle;
  • non strofinate la pelle, non grattare;
  • per avere un sollievo immediato è meglio usare gli stick che vendono in farmacia;
  • per alleviare il prurito o il bruciore che possono insorgere anche successivamente, potete andare in farmacia e farvi consigliare la crema migliore da applicare.

MEDUSE: conclusioni

Negli ultimi anni il mare sembra essere pieno di questi animaletti gelatinosi… sarà per l’inquinamento, sarà per il surriscaldamento globale, ma confermiamo di averne visti tappeti fittissimi infrangersi sugli scogli, tanto da non riuscire a far affondare il galleggiante  e questo la dice lunga e fa davvero riflettere…

Источник: http://www.guidadelpescatore.com/meduse-gelatine-nel-mare/

Puntura di medusa: rimedi corretti e falsi miti

Invasione di meduse nei nostri mari: rimedi e precauzioni

Le meduse sono animali appartenenti alla famiglia dei celenterati, composte al 98% di acqua e al 100% ostili per l'uomo.

La pericolosità di questi piccoli alieni fluttuanti non è data dalla loro composizione o della loro forma, ma deriva esclusivamente dalle estremità tentacolari, molto urticanti per l'uomo.

Nei nostri mari, fortunatamente, un contatto accidentale con i tentacoli di una medusa non comporta gravi conseguenze, ma è bene sapere che chi risulta suscettibile alle tossine contenute nel veleno dell'animale può andare incontro a shock anafilattici.

Cosa succede quando una medusa ti punge

Parlare di vera e propria puntura in realtà non è propriamente esatto, dato che la medusa non ha un pungiglione, bensì delle piccolissime ventose posizionate lungo i tentacoli, dette ecnidocisti, le quali contengono una sostanza formata da tre proteine che scatenano la reazione urticante una volta a contatto con la pelle umana. Questa sostanza provoca dolore, prurito, eritema e gonfiore localizzato nella parte interessata; generalmente la sensazione intensa di dolore può durare in media 20 minuti, seguita da una fase di indolenzimento e di forte prurito.

Va ricordato che l'effetto della puntura di medusa dipende dalla suscettibilità individuale, dalla specie in questione, dal tempo di permanenza in acqua e dall'area geografica dell'incidente: per esempio, lungo le coste australiane e nei mari tropicali ci sono specie di meduse il cui contatto può portare anche alla morte.

Cosa fare se una medusa ti punge.

Nei nostri mari, come già detto in precedenza, non ci sono specie di meduse mortali né particolarmente pericolose, quindi se ti dovesse capitare di incontrare una e, inavvertitamente, entrare in contatto con i suoi tentacoli, ecco qualche pratico suggerimento per neutralizzare gli effetti della reazione.

  • Sciacquare la zona interessata con acqua di mare

In caso di puntura, sciacquare ripetutamente la parte colpita con acqua di mare aiuta a diluire le tossine rilasciate dai tentacoli non ancora penetrate nella pelle. Evita, invece, di sciacquare la parte con acqua dolce poiché non farebbe altro che favorire la rottura delle cnidocisti residue rimaste sulla pelle ed aumentare così la sensazione di dolore.

  • Pulire la pelle da filamenti residui

Finché i tentacoli e gli eventuali residui della medusa aderiscono alla pelle, continuano a rilasciare veleno, quindi vanno prontamente rimossi per interrompere il rilascio delle tossine urticanti.

Per pulire accuratamente la pelle, ti dovrai munire di uno strumento quanto più simile ad una spatola in plastica, come una carta di credito, o di un coltello (ovviamente da non usare dalla parte della lama!) e raschiare con molta delicatezza tutto ciò che di residuo è rimasto sulla pelle.

Ricorda che la delicatezza e la pazienza sono fondamentali in quanto la parte interessata su cui si sta operando è dolorante e gonfia.

  • Applicare un prodotto a base di cloruro di alluminio

Per lenire il prurito, applica una crema o un gel a base di cloruro di alluminio, meglio se ad una concentrazione del 5%. Questo prodotto è reperibile in farmacia e serve a lenire il prurito e a bloccare la diffusione delle tossine rilasciate dalla medusa.

In caso di reazioni di più grave entità (reazione cutanea diffusa, nausea, vomito, sudorazione profusa, mal di testa, pallore, vertigini, disorientamento e difficoltà respiratorie) chiama subito i soccorsi o recati presso una struttura medica il prima possibile.

.. e cosa non fare

L'errore più comune, ma allo stesso tempo più dannoso, che si possa compiere è seguire l'antico rimedio della nonna, ovvero quello di applicare ammoniaca, urina, limone, aceto o alcol sulla zona colpita; questo porterà ad un sensibile peggioramento dell'irritazione acutizzandone gli effetti sulla pelle. 
Ricorda inoltre di non strofinare né grattare la parte infiammata, perché così facendo potresti rompere e aumentare il rilascio delle tossine da parte delle cnidocisti residue rimaste attaccate alla superficie cutanea.

Источник: https://www.pisatoday.it/benessere/salute/puntura-medusa-rimedi-falsi-miti-mare-estate.html

Tutto sulle meduse dei nostri mari, innocue e pericolose

Invasione di meduse nei nostri mari: rimedi e precauzioni

Poche persone a questo mondo affermerebbero di amare le meduse eppure, se ci si sofferma ad osservarle per più di un secondo si possono scoprire creature eleganti e bellissime.

Talvolta i loro colori contrastano con il blu del mare, altre volte la trasparenza le rende molto difficili da individuare. Le meduse vengono viste come una minaccia per la balneazione e spesso causano un vero e proprio spopolamento delle spiagge.

In alcuni noti centri balneari sono state installate delle reti anti-medusa, che permettono di creare piscine “medusa free“.

Ma tutta questa paura è davvero giustificata? Le meduse sono davvero pericolose?

Cosa sono le meduse

Le meduse sono affascinanti creature plantoniche, appartenenti alla famiglia degli CnidariIl caratteristico aspetto gelatinoso è dovuto alla loro composizione, che comprende il 98% di acqua.

L’anatomia della medusa risulta assai semplice: è formata dall’ombrella, diversi tentacoli e tra essi la bocca, che si collega alla cavità gastrovascolare.

Sulla superficie dei tentacoli sono presenti delle piccole minuscole capsule urticanti, chiamate cnidocisti, che si aprono al contatto rilasciando filamenti urticanti e talvolta vere e proprie tossine.

Le meduse usano i loro tentacoli sia come difesa che come attacco per bloccare le proprie prede.

Non tutti sanno che le meduse rappresentano, almeno nella maggior parte dei casi, solo uno dei due stadi del ciclo vitale di un organismo più complesso.

Il primo stadio è quello di polipo (non polpo), che vive attaccato al fondo e si riproduce asessualmente per gemmazione o strobilazione fino alla trasformazione in medusa, la quale vive in acque libere e può riprodursi invece sessualmente, mediante creazione di gameti.

Dall’incontro di una medusa femmina e un maschio si originano delle larve che danno vita ai polipi.

Il complesso ciclo vitale degli organismi appartenenti al genere Cnidari è spiegato in modo molto chiaro nel video: “meduse, come si riproducono?“.

Come si spostano le meduse?

Recenti studi hanno dimostrato che le meduse non seguono solo passivamente le correnti oceaniche ma “decidono” dove andare e si spostano in modo attivo, talvolta anche controcorrente.

Questi antichi animali non possiedono cellule di tipo muscolare ma il loro rudimentale sistema nervoso genera degli impulsi contrattili, che vengono trasmessi alle cellule epiteliali del rivestimento. In questo modo si originano le caratteristiche pulsazioni dell’ombrella.

Quanto sono pericolose le meduse?

La medusa più pericolosa al mondo è la Cubomedusa, una piccola specie che vive sopratutto in prossimità delle coste australiane. Il contatto con i suoi terribili tentacoli può causare anche la morte di un essere umano.

Fortunatamente nel Mar Mediterraneo non sono presenti meduse mortali, la maggioranza delle specie sono completamente innocue, anche se è sempre meglio evitare di toccarle. Le meduse urticanti sono diffuse ma raramente rappresentano un serio pericolo per l’uomo.

L’ustione-irritazione che provocano le meduse è dovuta alla presenza di tossine nei tentacoli dell’animale, che vengono rilasciate a seguito di un contatto. Chi viene colpito avverte di solito una lieve scossa, seguita da un bruciore localizzato che scompare dopo qualche ora.

Solo una specie, Physalia, può causare reazioni pericolose per l’organismo umano, in rari casi anche mortali. Fortunatamente questa medusa vive in Atlantico e sono ancora pochi gli avvistamenti registrati nel mediterraneo.

I rimedi per la puntura da medusa

  1. La prima regola da osservare quando si viene punti da una medusa è: niente panico! Se siete al largo cercate di raggiungere la riva (o la vostra barca).
  2. Una volta raggiunta l’acqua bassa bisogna sciacquare la zona del contatto con acqua salata, per asportare più residui urticanti possibile. Grattare o strofinare la pelle potrebbe portare al risultato opposto.
  3. A questo punto il bruciore dovrebbe passare da solo, nel giro di qualche ora, ma si può alleviare con un gel astringente al cloruro di alluminio, acquistabile in farmacia.

    Meglio ancora sarebbe immergere l’area interessata in acqua calda a 40-50°C per circa 20 minuti, questa operazione discioglie le tossine. Evitate ogni altro “rimedio della nonna” come la pipì o l’ammoniaca; è stato dimostrato scientificamente che non servono a nulla.

  4. Se insorgono altri sintomi come sudorazione, confusione, vertigini, difficoltà nella respirazione, mal di testa, nausea, vomito o eruzione cutanea diffusa è meglio chiamare subito il 118 perché si potrebbe manifestare un shock anafilattico.
  5. Evitare di esporre l’ustione al sole per qualche giorno limiterà la formazione della cicatrice.

Le meduse sono utili all’ecosistema

Le meduse sono tra gli organismi più odiati dall’uomo ma non dobbiamo dimenticare che popolano il pianeta da molto prima di noi (sono tra gli animali più antichi comparsi sulla Terra) ed hanno un ruolo ecologico molto importante; fungono infatti da “filtro” per l’acqua di mare e contribuiscono al mantenimento della catena alimentare.

Imparare a riconoscere le diverse specie di medusa permette di rispettare questi magnifici animali e magari ammirare da vicino quelle innocue.

Nuove specie e più meduse nel Mar Mediterraneo

Il fatto che le meduse siano in aumento in tutto il Mediterraneo non è stato scientificamente provato ed esistono pareri contrastanti. Certo è che sono sempre esistite nei nostri marima negli ultimi decenni sono comparse nuove specie, provenienti dal Mar Rosso o dagli oceani.

L’aumento della temperatura dell’acqua, processo definito “tropicalizzazione”, ha permesso a meduse e altri organismi di sconfinare dal loro habitat abituale. Sono perciò sempre più frequenti gli avvistamenti di specie cosiddette “aliene”.

La mappa delle meduse

Esiste un importante osservatorio internazionale che grazie alle segnalazioni di bagnanti, sub e biologi marini mantiene aggiornata una mappa delle meduse, monitorando gli spostamenti e le presenze delle diverse specie. La rivista Focus ha creato invece l’app Meteo Meduse, che permette di inviare segnalazioni e foto direttamente dallo smartphone e consultare tutti gli avvistamenti.

Contribuire è molto importante!

Come riconoscere le meduse

Ecco una selezione di foto delle meduse che si possono incontrare più facilmente nei nostri mari.

VELELLA  o “Barchetta di San Pietro” in gergo, non è una medusa ma una colonia galleggiante di polipi, assolutamente innocua per l’uomo.

La colonia di questo tipo di meduse non vive in sospensione nell’acqua, ma galleggia sulla superficie del mare e utilizza la “vela” per spostarsi.

Molto comune nel Mediterraneo, può formare sciami lunghi chilometri e alla fine del ciclo si spiaggia.

COTYLORHIZA è una medusa molto comune nel mediterraneo, può assumere grosse dimensioni (anche 30 cm di diametro) ma è totalmente innocua per l’uomo. Si riconosce per i suoi caratteristici tentacoli ed è spesso associata a pesci o crostacei che la adottano come rifugio.

PHYLLORHIZA originaria dell’Australia questa medusa è stata avvistata nel mediterraneo ma non si è ancora diffusa. Non è una medusa urticante, si nutre di plancton, crostacei, uova e di larve di pesci. Si riconosce per la tipica colorazione bianca a pois.

PHYSALIA, chiamata anche “Caravella portoghese è la medusa più pericolosa del Mediterraneo, non mortale ma molto urticante. I tentacoli possono raggiungere anche 20 o 30 metri di lunghezza perciò chi viene colpito avverte una fortissima scarica ma raramente vede l’animale.

Il suo mix di veleni provoca, un forte dolore dell’area interessata dal contatto, vomito, ansia, svenimenti, piaghe e brutte cicatrici.In rari casi si presentano complicanze come shock anafilattico o interferenze con il sistema cardio-circolatorio.

Insomma l’incontro con questa tipologia di medusa non è tra i più consigliati.

RHIZOSTOMA è la medusa più grande del Mediterraneo (dopo Drymonema): il diametro del suo ombrello può arrivare a 60 cm e può pesare fino a 10 chili. Si riconosce per la sua colorazione bianco-blu e i tentacoli corti.

CHRYSAORA è una specie di medusa urticante al contatto. Il cappello può raggiungere anche i 30 cm diametro, riconoscibile per le tipiche 16 bande a forma di V che partono dal centro dell’ombrello e raggiungono il margine. Nel mar Mediterraneo queste meduse sono abbastanza frequenti.

PELAGIA è la medusa più comune nel mediterraneo, molto diffusa in tutte le coste e spesso raggruppata in banchi.

Ha una tipica colorazione violetta, il cappello generalmente non supera i 10 cm ma i tentacoli estesi, possono raggiungere anche i dieci metri.

Pelagia è una medusa urticante ma non particolarmente pericolosa, generalmente provoca ustioni, arrossamenti e prurito circoscritti attorno al punto di contatto. È detta anche “medusa luminosa” a causa della sua bioluminescenza notturna.

MNEMIOPSIS è una medusa innocua per l’uomo. È arrivata dal Mar Rosso negli anni ’80 ma è diventata nota a seguito dell’invasione della laguna di Orbetello. Mnemiopsis è un organismo gelatinoso lungo poco più di 10 cm, che si sposta grazie al movimento delle ciglia invece di sfruttare le pulsazioni del corpo come le altre meduse.

La conoscenza è la chiave per superare la paura verso le meduse, magnifici animali che fluttuano a pieno diritto nel loro mare. Quando riconoscete una specie di medusa innocua provate ad osservarla da vicino, molto spesso tra i suoi tentacoli possono trovarsi altri organismi come piccoli crostacei o pesci.

Источник: https://blog.ormeggionline.com/meduse/

Invasione di meduse in estate: come proteggersi da quelle pericolose

Invasione di meduse nei nostri mari: rimedi e precauzioni

Per evitare di essere punti da una medusa o limitare al massimo i rischi è opportuno prendere diverse precauzioni, sia prima che dopo essere entrati in acqua. Benché uno spiacevole incontro con questi affascinanti invertebrati possa avvenire anche in altri periodi dell’anno, l’estate è indubbiamente la stagione più a rischio. Ecco cosa c’è da sapere.

Durante l'estate il rischio di essere punti da una medusa aumenta esponenzialmente non solo perché è il periodo dell'anno in cui si fa il bagno con maggiore probabilità, ma anche perché è quello di maggiore diffusione per questi affascinanti invertebrati.

Con l'apertura e l'allargamento del Canale di Suez, inoltre, il rischio non riguarda più solo le specie autoctone, cioè quelle che vivono stabilmente nei mari italiani, ma anche quelle aliene provenienti dai mari tropicali.

L'aumento delle temperature legato ai cambiamenti climatici è un ulteriore volano alla diffusione dei celenterati (o cnidari) che amano l'acqua calda.

Fortunatamente non tutte le specie sono urticanti e pericolose per l'uomo, tuttavia è sempre bene tenersi alla larga da questi animali e non toccarli; ecco cosa fare per proteggerci dalle meduse.

Evitare le acque “infestate”

Per evitare di farsi pungere da una medusa, un regola d'oro da rispettare è quella di verificare se le acque in cui ci sta addentrando sono sicure o meno. Nelle spiagge possono essere esposti cartelli, bandiere e altra segnaletica che avvisa della presenza di meduse in acqua.

Dopo essersi informati con bagnini e altro personale specializzato, si può decidere o meno se tentare la sorte. Ovviamente, in caso di vere e proprie invasioni o quando si tratta di meduse letali (come le cubomeduse che popolano le acque australiane), è opportuno non entrare in acqua.

Ci sono condizioni in cui le meduse sono più numerose del normale, ovvero le giornate molto ventose. Le meduse sono infatti creature planctoniche, che pur potendo nuotare in verticale vengono spinte dalla corrente. Ecco perché possono accumularsi sulla riva.

Va tenuto presente che le meduse non vogliono attaccarci, come farebbe una vespa, ma siamo noi che andiamo incontro al nostro “destino”.

Fare sempre attenzione

Una volta in acqua è cosa buona e giusta munirsi di occhialini, che permettono di controllare meglio l'ambiente marino che ci circonda. Le meduse possono essere viste piuttosto facilmente in acque molto limpide, meno in quelle più inquinate e scure.

È comunque opportuno sapere che alcune specie hanno tentacoli lunghi molti metri, e potrebbero essere molto più vicini a noi di quanto non lo sia il corpo principale dell'animale.

Basti pensare alla famigerata caravella portoghese (Physalia physalis), non una vera e propria medusa ma un sifonoforo (quattro organismi in simbiosi), i cui tentacoli possono raggiungere decine di metri di lunghezza.

Fortunatamente questa specie aliena è molto rara nei nostri mari, anche se nel 2010 ha causato una vittima nel cagliaritano per shock anafilattico, una donna di 69 anni.

Caravella portoghese. Credit: Andrea Centini

Deterrenti per le meduse

Per chi non vuole affidarsi solo ai propri sensi e vuol sentirsi ancor più sicuro esistono in commercio prodotti pensati appositamente per proteggersi dalle punture di medusa.

Si possono acquistare lozioni antimedusa che sono molto simili a una crema solare; il loro principio di azione si basa sul rendere la pelle troppo scivolosa per far aderire gli “uncini” urticanti delle nematocisti delle meduse, gli organi responsabili delle punture, inoltre ostacolano i processi che determinano l'infiammazione.

In alternativa si possono acquistare vere e proprie mute antimedusa in neoprene, molto in voga in Australia dove vivono le specie più letali del pianeta.

Qualora una medusa dovesse pungervi non dovete farvi prendere dal panico.

Se si è al largo e necessario tornare immediatamente a riva sopportando il dolore, perché nei soggetti sensibili le punture di determinate specie – come la già citata caravella portoghese, che includiamo tra le meduse per comodità – possono determinare uno shock anafilattico, una reazione allergica sproporzionata potenzialmente fatale. L'area interessata va risciacquata più volte con acqua salata per rimuovere eventuali residui dei tentacoli e nematocisti inattivate. Grattarsi e sfregare la pelle potrebbero peggiorare la situazione, così come usare acqua dolce. No a pipì, ammoniaca e altri rimedi popolari che non servono assolutamente a nulla, ma rischiano solo di peggiorare l'infiammazione. Poiché le tossine delle meduse sono termolabili, cioè si disgregano col calore, sarebbe opportuno (ove possibile) immergere la zona colpita in acqua a 40-50° centigradi. Le pietre riscaldate al sole sono inefficaci. Molto utili anche i gel astringenti al cloruro d’alluminio, in vendita in farmacia. Rilvolgersi immediatamente al personale sanitario se il dolore persiste e si registrano reazioni come dermatiti estese, difficoltà nella respirazione, confusione, vomito, mal di testa e altri sintomi.

Le specie urticanti dei nostri mari

Al di là del sifonoforo caravella portoghese, vi sono diverse specie di meduse urticanti presenti nei nostri mari, anche se meno pericolose.

La cubomedusa Carybdea marsupialis è una parente decisamente meno tossica della letale specie australiana, tuttavia i suoi tentacoli sono molto urticanti e il veleno potrebbe scatenare un pericolosissimo shock anafilattico.

Un'altra specie da evitare è la grande medusa nomade (Rhopilema nomadica), anch'essa “aliena” e proveniente dal Mar Rosso attraverso il Canale di Suez.

Attenzione anche alla Pelagia noctiluca, la specie più diffusa e comune del Mar Mediterraneo; è caratterizzata da tentacoli che possono superare i due metri di lunghezza e le sue punture sono dolorosissime. Meno urticanti ma in grado di scatenare dermatiti sono i tentacoli dell'affascinante Aurelia aurita e quelli della Chrysaora hysoscella, specie avvistate nell'Adriatico.

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Источник: https://scienze.fanpage.it/invasione-di-meduse-in-estate-come-proteggersi-da-quelle-pericolose/

Meduse, 10 consigli per difendere i bambini

Invasione di meduse nei nostri mari: rimedi e precauzioni

Finalmente al mare con la famiglia! Ma se il bambino non vuole fare il bagno perché ha paura delle meduse ? Ecco una serie di consigli su cosa dire al piccolo per non spaventarlo e soprattutto su cosa fare (e non fare) in caso di puntura. A cura di Fabrizia Sacchetti e Ferdinando Boero, biologo dell'Università del Salento, CoNISMa e Cnr-Ismar.

Indice

  1. Possiamo evitare una puntura di medusa?
  2. Se vediamo una medusa in mare, possiamo comunque fare il bagno?
  3. Che cosa si prova quando si viene punti?
  4. Cosa fare subito?
  5. Qual è la giusta medicazione?
  6. Che cosa non fare?
  7. Come evitare che resti la cicatrice?
  8. Tutte le meduse pungono?
  9. E se il bambino vuole toccare une medusa non urticante?
  10. Conosci Meteomeduse

​1 – Possiamo evitare ai nostri figli una puntura di medusa?

No, ma possiamo guardare il mare con la maschera o gli occhialini. Le meduse non vengono verso di noi, siamo noi che andiamo loro addosso. Le meduse si spostano verticalmente, quindi possono stare in superficie e possono scendere sul fondo. Sono animali che si muovono, e spesso vanno dove le portano le correnti.

3 – Cosa provano i bambini quando sono punti?

Bruciore e dolore. La pelle si arrossa e compaiono piccoli pomfi (rigonfiamento della cute), tipo orticaria. Ma dopo circa 30-60 minuti la sensazione di dolore si esaurisce e può restare la sensazione di prurito.

Il grado di dolore-bruciore varia a seconda delle aree colpite. Quando il bruciore e il dolore diventano insopportabile, ovvero se la parte colpita è più del 50% della superficie corporea, meglio portare il bambino al Pronto Soccorso.

4 – Cosa dobbiamo fare subito dopo la puntura?

Attirare la sua attenzione, tranquillizzarlo, farlo uscire dall’acqua. Farlo restare è pericoloso perché, anche se raramente, possono esserci casi di reazioni gravi come lo shock anafilattico.

E subito lavare abbondantemente la parte colpita con acqua di mare (non di acqua dolce!), per diluire la tossina non ancora penetrata.

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5 – Qual è la medicazione giusta da fargli?

Dopo aver sciacquato bene con acqua di mare la parte colpita, bisogna cercare di rimuovere eventuali residui di tentacoli: si può utilizzare della sabbia “spolverandola” sulla parte colpita (senza sfregare) oppure una carta plastificata (bancomat, patente, carta fedeltà) da passare delicatamente sul bordo sulla pelle.

Un rimedio efficace per lenire il dolore è immergere la parte interessata in acqua calda (non bollente, ovviamente, ma alla temperatura più alta tollerata da parte del bambino). Si può anche applicare una crema a base di solfato di alluminio o cloruro di alluminio (sono utili anche per le punture di zanzare).

Le creme a base cortisone o antistaminico vanno bene se il fastidio persiste, ma al momento sono inutili perché entrano in azione solo dopo 30 minuti dall’applicazione.

6 – Che cosa non fare dopo la puntura?

Lavare con acqua dolce, sfregare vigorosamente con la sabbia, lavare con ammoniaca, urina o alcool: rimedi che potrebbero ulteriormente infiammare la parte colpita.

Controverso l'uso dell'aceto diluito con acqua, che può effettivamente inattivare la tossina ma la cui utilità dipende soprattutto dalla specie di medusa contro la quale viene utilizzato: in alcuni casi è efficace, in altri non lo è.

(Leggi anche: Estate in città, 10 idee per divertirsi con i bimbi)

7 – Come evitare che sulla pelle resti la cicatrice?

Non esporre la parte al sole ma tenerla coperta. Oppure mettere sempre protezione totale più volte al giorno. L'infiammazione può durare fino a due settimane, e l'area di pelle colpita tende a scurirsi perché resta sensibile alla luce solare.

8 – Tutte le meduse pungono?

No. Né tutte le meduse fanno male. Alcune sono così innocue e belle che i bambini con le maschere possono fare tranquillamente jellywatching. Da evitare sicuramente è la Pelagia, che è ovunque, soprattutto nel mar Ligure e nel Tirreno.

Da ammirare, invece, ci sono la Rhizostoma, quella bianca grande dal bordino blu. Oppure la Cotylorhiza, quella giallognola con i tentacoli corti e colorati. Sotto a queste due meduse ci sono spesso dei pesciolini colorati che così sono protetti dai predatori.

(Leggi anche: In estate i bimbi ingrassano di più)

9 – E se i nostri figli vogliono toccare le meduse non urticanti?

La regola è sempre “ammirare e non toccare”. Anche i tentacoli delle meduse innocue, infatti, hanno i cnidocisti (i piccoli organelli cellulari che contengono il veleno) che possono restare sul palmo della mano e, se non le laviamo e poi ci tocchiamo gli occhi (o altre parti delicate), possiamo trasferire il veleno e provocare un'infiammazione.

10 – Meduse: impariamo a conoscerle. Perché è molto utile la app gratuita di Focus MeteoMeduse?

Per scoprire in tempo reale dove sono concentrare maggiormente le meduse sui nostri mari. E per imparare, grazie al poster scaricabile (potete appenderlo nei vostri stabilimenti balneari, o in cameretta, o in classe) le specie delle meduse: quali sono quelle urticanti da evitare e quelle innocue da osservare con la maschera.

Infatti, l'app MeteoMeduse che Focus ha sviluppato in collaborazione con i biologi dell’Università del Salento, CoNISMa e Cnr-Ismar guidati da Ferdinando Boero e Stefano Piraino, consente di mappare la presenza delle varie specie di meduse nei mari italiani.

Dal 2009 ad oggi sono arrivate quasi 20mila segnalazioni. Si tratta del più importante esperimento di scienza dei cittadini al mondo relativo all'ambiente marino, perché funziona proprio grazie ai bagnanti che fanno le segnalazioni. Occhio alla medusa, fate la foto e mandate la segnalazione. Anche la scienza vi ringrazia.

E insegnate ai vostri figli che non tutte le meduse fanno male!

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E' la prima estate del tuo bambino e per lui è una festa per i sensi: le luci, i colori, i profumi, il calore. Quanti stimoli, quante nuove esperienze! Per lui tutto è nuovo,…

Aggiornato il 01.07.2019

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bimbi-in-viaggio/meduse-10-consigli-per-difendere-i-bambini

Gravidanza
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