Inserimento al nido: come funziona?

Inserimento al nido: in 3 giorni, ma ad alto contatto!

Inserimento al nido: come funziona?

L’inserimento al nido fatto in 3 giorni, con il metodo svedese, può essere l’ideale per un bambino sensibile e ad alto contatto. Non ci credi?  Leggi qui e dimmi cosa cosa ne pensi

Hai un bambino ad alto contatto?

I bimbi cosiddetti ad “alto contatto” sono bambini che richiedono e/o che sono abituati a ricevere, un’alta dose di contatto fisico con il proprio caregiver, spesso fin dalla nascita.

Sono bimbi portati in fascia, solitamente abituati a dormire nel lettone con mamma e papà, spesso allattati a lungo (ma non è detto), talvolta anche massaggiati per lungo tempo. In poche parole: accuditi con tanto contatto corporeo e alta dose di prossimità.

A volte sono i genitori per primi che amano questi tipo di approccio e lo coltivano, serenamente, per lungo tempo; altre volte è invece una richiesta esplicita del bambino che trova più o meno consenso nel genitore.

Questo è tipico dei neonati ad alta sensibilità, che richiedono in modo intenso e molto chiaro il loro alto bisogno di contatto corporeo e vicinanza con il proprio caregiver, fin dalla nascita.

Piangono non appena posati in culla, non dormono se non addosso a qualcuno, vanno in ansia se non hanno qualcuno nelle vicinanze, cercano molto il contatto visivo, si sentono spesso in balìa degli stimoli esterni se non sono fisicamente tra le braccia di qualcuno.

A volte la loro sensibilità è derivata da condizioni oggettivamente difficili che hanno dovuto vivere, come ad esempio una  prematurità o un lungo ricovero ospedaliero, altre volte sono semplicemente fatti così, geneticamente predisposti all’alta sensibilità, tanto quanto potrebbero esserlo le loro mamme o i loro papà.

Scopri di più sull’ALTA SENSIBILITA’ leggendo QUI

Ma come conciliare alto contatto e asilo nido? Bisogna cambiare abitudini prima di cominciare il nido?

L’asilo nido è un ambiente di comunità, dove la presenza di tanti bambini determina inevitabilmente la necessità di non poter stare  sempre addosso all’educatrice e dove è importante  imparare a gestire momenti di maggior autonomia e assenza di fisicità.

Spesso quindi mi  viene chiesto se il bambino debba abituarsi a stare senza contatto, senza essere allattato e dormendo da solo, anche a casa, prima di cominciare il nido.

Rispondo subito di NO

Il bambino ad alto contatto può tranquillamente continuare a vivere la sua modalità di relazione con i propri caregiver come ha sempre fatto, anzi!  E’ proprio quella serenità che gli deriva da questo stile di accudimento che gli permette di “inserirsi” al nido in modo più sereno e sicuro.

Per quanto debba abituarsi a situazione diverse da quelle cui è abituato, un bambino è ben consapevole della situazione che vive e delle persone con cui si relaziona. Al nido si abituerà a vivere certe dinamiche e certe routine, a casa ne vivrà altre. Senza rischio di entrare i confusione o non riuscire a vivere bene nessuna di queste.

Come funziona l’inserimento al nido fatto in 3 giorni?

È una pratica importata dalla Svezia, riadattata al territorio italiano, che prevede la presenza continua del genitore per tutta la durata della giornata al nido, per almeno 3 giorni interi.

Bambino e genitore, sempre insieme, esplorano il nuovo ambiente, conoscono le educatrici e gli altri bambini, vivono insieme tutti i normali momenti previsti nella giornata. Condividono il momento del gioco libero, delle attività, del  pasto, e anche la nanna. È il genitore che cambia il piccolo, lo addormenta e lo accoglie al suo risveglio.

In queste giornate mamma, bambino ed educatrici si conoscono in modo più approfondito, si osservano ed imparano l’un l’altro.

Il quarto giorno il genitore accompagna il bimbo al nido, lo saluta e poi va via.

L’esperienza conferma che 3 giorni sono un tempo sufficiente affinché il bambino familiarizzi con l’ambiente, il personale e le routine del nido.

Valgono comunque tutte le attenzioni di sempre: massima personalizzazione, concessione di tempi più lunghi qualora necessario ed eventuali revisioni in corso d’opera.

Da non dimenticare la grande attenzione al momento del saluto, che sempre e comunque va fatto bene. A questo proposito, forse può interessarti anche questo mio articolo scritto per Genitori Channel sull’importanza del saluto al nido.

L’inserimento in 3 giorni funziona coi bimbi ad alto contatto?

Assolutamente sì, e forse anche meglio del metodo di ambientamento tradizionale.

Durante le 3 giornate insieme, il piccolo può infatti rimanere in braccio alla genitore per tutto il tempo che vuole, può essere allattato, cullato, calmato. In modo tale da sentirsi nella situazione più sicura e fidata, mentre esplora e conosce un nuovo ambiente.

Non gli viene richiesto di staccarsi subito dalla mamma, nemmeno per soli 10 minuti. Non gli viene impedito di essere allattato, anzi. Non gli viene imposto di essere cambiato, nutrito o addormentato dalle educatrici. Fa tutto insieme alla mamma, nel pieno rispetto delle loro modalità e dei loro tempi.

Questo rassicura tantissimo il bambino ma anche la mamma stessa. Che ha il tempo di metabolizzare l’ambiente nido tanto quanto i figlio. Entrambi prendono dimestichezza con le routine presenti, ne possono parlare insieme con parole e gesti che appartengono solo a loro due, anche al di fuori del contesto nido, in totale sintonia ed allineamento.

Il genitore imparerà a fidarsi giorno dopo giorno sempre di più delle educatrici e avrà tutto il tempo di mostrare loro cosa può essere più utile e funzionale per gestire meglio il suo bambino.

In conclusione: sì all’inserimento al nido in  3 giorni, purché vissuti tutti ad alto contatto!

L’esperienza, praticata già da qualche anno in diversi asili nido si sta diffondendo sempre di più.

I rimandi sono tutti positivi, i bambini più sereni, gli inserimenti meno traumatici, minor lacrime e molta più leggerezza e comodità per le famiglie che non si vedono costrette a richiedere lunghi periodi di permesso a discapito di altri momenti e necessità.

Quindi evviva l’inserimento al nido in pochi giorni, ma in quei giorni lasciate che i bambini stiano addosso alle loro mamme quanto vogliono, quanto ne hanno bisogno, quanto serve loro per fare il pieno di sicurezza, per partire sereni alla scoperta del mondo!

Источник: https://www.silviacolombinipedagogista.it/inserimento-al-nido-in-3-giorni/

Inserimento al nido

Inserimento al nido: come funziona?

La nostra pedagogista ci spiega nel dettaglio le varie fasi dell'inserimento al nido, così da rendere questo importante momento, più semplice e naturale, sia per il bambino che per i genitori

La nostra pedagogista ci spiega nel dettaglio le varie fasi dell'inserimento al nido quando si ritorna a scuola, così da rendere questo importante momento, più semplice e naturale, sia per il bambino che per i genitori.

Il momento dell’inserimento al nido è così delicato e coinvolge tante emozioni e sensazioni diverse che mi sembra doveroso dedicare diversi articoli di consigli e raccomandazioni.

Come comportarsi

  • Innanzitutto, è consigliabile mostrarsi contenti e pieni d’entusiasmo per questa nuova esperienza, anche se dentro di noi non è proprio così.
  • Dare fiducia al bambino significa essere certi che è in grado di superare un momento difficile.

    Pur sapendo che sta soffrendo è bene offrirgli tutto il nostro sostegno senza però cedere ad ogni suo capriccio; il bambino, infatti, non deve sentirsi allontanato da noi nè tantomeno abbandonato.

  • Lo so, non è facile sorridere e mostrarsi entusiasti quando dentro di noi si accavallano 1000 dubbi e paure, sensi di colpa smisurati e angosce infinite…chi più chi meno, chi prima e chi dopo qualche giorno, ogni genitore sente una miriade di sensazioni, un turbinio di emozioni che, spesso, non sa decifrare.

In realtà per il bimbo è molto semplice abituarsi alla nuova situazione: nel giro di una settimana, due nei casi più “ostinati”, tutti quanti si ambientano e sono sereni.
Ma a noi genitori rimane il “dubbio”… cosa farà? Piangerà? Sentirà la mia mancanza?

Suggerimenti pratici, utili per rispettare il suo tempo

  • Portatelo per un paio d'ore a scuola senza la fretta di lasciarlo per tutto il giorno
  • Evitate, se possibile, di lasciarlo a scuola durante il riposo pomeridiano fino a che non si è inserito
  • Evitate in sua presenza di fare commenti negativi sulle insegnanti e parlate bene con lui delle maestre
  • Infine ricordatevi che se vostro figlio è sereno, è disposto ad accettare tutte le novità che gli offre il mondo che  lo circonda: dalle vostre richieste a ciò che la scuola gli propone.

In ogni asilo nido c’è una “tabella dell’inserimento”, una sorta di schema da rispettare per aiutare il bambino ad ambientarsi serenamente. Va da sé che ogni bimbo è diverso dall’altro per cui la tabella potrebbe subire variazioni a seconda delle reazioni del bambino e della mamma. Vi propongo la tabella che utilizziamo negli asili in cui lavoro:

Il mercoledì, dopo la prima ora, l’educatrice informa la mamma dell’andamento dell’inserimento, se il bimbo è sereno può rimanere fino all’ora di pranzo (pranzo escluso) in questo caso l’orario del venerdì verrà seguito anche il giovedì.

Qualora l’educatrice ritenesse opportuno prolungare il momento dell’inserimento, chiederà al genitore di ripetere l’orario del mercoledì giovedì e venerdì durante la settimana successiva.
Spesso i genitori chiedono se c’è qualcosa che può agevolare l’inserimento al nido del bambino.
Ci sono degli oggetti che è utile tenere sempre a portata di mano come:

  • Il ciuccio (se il bimbo lo usa);
  • Oggetto di transizione (orsetto delle ninne, libro preferito…)

Ecco qualche suggerimento da adottare nella fase del distacco

  • Salutatelo e, con decisione, andate via evitando di continuare a salutarlo.

    Se continuerete a salutarlo percepirà la vostra indecisione, penserà che qualcosa non va e comincerà a piangere…

  • Salutatelo e sorridete se guarda alla finestra o dall’aula e andate via; sfuggite la tentazione di nascondervi per vedere quello che fa.

    Potreste correre il rischio di essere scoperti e visti e, come sopra, il bimbo comincerà a piangere nel vedervi ancora lì;

  • Comprendetelo e fategli capire che a volte, quando si sta per superare un momento difficile, si piange;
  • Infondetegli sicurezza…

    soprattutto comprendete che l’inserimento non è facile e costa tempo e fatica;

  • Evitate di lasciarvi prendere dall’ansia e di mostrarla a vostro figlio… lo so che non è facile, ho un bimbo di 14 mesi che va al nido anche io…ma almeno provate!!!

Inoltre se conosciamo i nostri figli, sapremo di sicuro che ognuno di loro è diverso, ha i suoi ritmi e necessita di un “tot” di tempo per inserirsi a scuola

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/nido-asilo-e-scuola/inserimento-al-nido-come-funziona.html

Gravidanza
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