Inserimento a scuola: cosa fare se piange ancora?

Bambina di tre anni che piange alla scuola materna: consigli

Inserimento a scuola: cosa fare se piange ancora?

Oggi voglio condividere con voi un bello scambio di mail avuto con una mamma che ci segue con affetto.

Ancora una volta si parla di inserimento alla scuola dell’infanzia (sì, nel titolo abbiamo scritto scuola materna, colpa di Google!) e anche questa mamma ha bisogno di ricevere dei consigli per rendere questa fase più serena possibile. Volete anche voi contribuire a darglieli? Vi aspettiamo numerose e grazie in anticipo!!!

La prima mail: la mia bambina piange alla scuola materna, ma non mi dice di non voler andare

Salve ho bisogno del suo aiuto. Ho una bambina di tre anni che piange alla scuola materna. Ha iniziato da settembre, ma, dopo quasi tre mesi, non si è ancora ambientata.

Lei la mattina si prepara e va volentieri: non dice mai di non voler andare a scuola! Però, dopo un po’, ha delle crisi e inizia a piangere perché vuole la mamma.

Quando vado a prenderla, dopo circa 3 ore, la trovo che piange e mi dice che lei lì si annoia però non mi dice mai di non voler andare. Sono disperata non so che fare… mi aiuti, se può!

La risposta: qualche consiglio per gestire il distacco

Anche se a lei sembra che sia già passato molto tempo (da settembre ad ora), per la bambina, evidentemente, il tempo intercorso è ancora poco. Questo è un cambiamento abbastanza forte, soprattutto se non ci sono stati altri “distacchi” precedentemente (es.

nido, ludoteche ecc). Quindi è un percorso ancora in divenire ed è opportuno concedere alla piccola tutto il tempo necessario.

Tra l’altro, lei dice anche una cosa molto bella: la bambina ha piacere di andare a scuola e parla serenamente del tempo trascorso in sezione!

E allora come mai poi piange e ha queste forti crisi di pianto?

C’è da dire che i bambini si attrezzano ad adattarsi alle situazioni come meglio possono, ad esempio nel caso in cui il bambino viene “lasciato” dalla mamma o dal papà per rimanere a scuola, riesce poi a spostare l’attenzione sui compagni e sui giochi presenti.

E’ chiaro che il pensiero della mamma e del papà non va di certo via completamente, ma viene “compensato” da queste modalità alternative che divertono il bambino. Capita, però, che dopo un po’ di tempo il pensiero della mamma ritorni, magari nei momenti un po’ più “tranquilli”.

Ed ecco che subentrano il senso di abbandono e le crisi di pianto! Cosa fare? Innanzi tutto, come già credo stiate facendo, è opportuno un inserimento graduale, potete aumentare il tempo di permanenza mezz’ora alla volta: quando siete sicuri che la bambino sta iniziando a tollerare il distacco, spostate le lancette avanti di 30 minuti.

E’ importante che saluti sua figlia, non “sparisca” appena lei non la guarda: in questo modo la bambina capirà che questo momento è inevitabile e imparerà ad accettarlo piuttosto che entrare in uno stato d’ansia. Le maestre faranno sicuramente del loro e a poco a poco si costituiranno come figure di riferimento per la piccola.

Questo è importante affinché la bambina sappia di essere sempre “in un porto sicuro”. Un’altra cosa che è opportuno fare, sempre che non lo facciate già, è quella di abituare la piccola a delle piccole assenze della mamma… potrebbe capitare che lei vada a far la spesa e torni dopo un’oretta, o che la piccola vada a fare una passeggiata con i nonni.

Questo capita? O anche è opportuno che quando siete a casa iniziate ognuno a costruire i propri spazi (la bambina dorme nella sua cameretta?). Insomma ci sarebbero tanti accorgimenti, ma per ora possiamo iniziare così… Cercate poi di non trasmettere la vostra ansia alla piccola.

Se questo non avviene, la bambina percepirà che c’è in effetti un reale pericolo davanti a lei… Insomma la bambina sta crescendo e questo, d’altronde, è il lato bello della medaglia! Prima di proseguire, per favore

La mamma: forse pretendo troppo dalla mia bambina

Grazie dottoressa per i suoi preziosi consigli, alcuni dei quali già applico, anche se è vero che mia figlia sta quasi sempre con me e soprattutto dorme ancora con noi.

Io vorrei farla dormire nella sua cameretta però non so se in questo momento sia opportuno inserire un altro cambiamento visto che lei è una bimba che ci mette un po’ ad accettare le novità.

Anche io all’inizio sono un pò diffidente, anche se lei, a differenza di me, è determinata ed è anche molto sveglia: per questo motivo la situazione che si è creata mi rattrista così tanto! Lei è una bambina stupenda, è come una piccola donnina e le mie amiche mi hanno sempre invidiato… forse io pretendo troppo da lei… sta di fatto che nella sua classe su 10 bimbi di 3 anni (è una classe di scuola materna eterogenea) lei è l’unica che ancora non si è ambientata e questo mi fa stare male perché mi sento in colpa e mi fa capire che ho sbagliato qualcosa sebbene sia io che mio marito abbiamo cercato di agire sempre seguendo delle regole ben precise. Io spero che questo momento passi presto perché in un certo senso sta un po’ condizionando la nostra vita.

La psicologa: non arrendetevi ora

Ora non è il caso di aggiungere un altro cambiamento al cambiamento, ma quando la bambina inizierà ad acquisire maggiore sicurezza, in particolare nel contesto scolastico, sarà opportuno procedere anche in questo senso.

Non è questione di pretendere troppo da lei ma è appunto di darle i giusti tempi per adattarsi alla nuova situazione… anche se è l’unica e lei non pensava che questo inserimento potesse essere cosi problematico, non importa! E’ un passaggio obbligato che la bambina deve superare… tra l’altro non penso che la piccola pianga per tutte e tre le ore (mi corregga se sbaglio). Non arrendetevi ora, assolutamente! Sarà difficile di nuovo dopo lo stacco delle vacanze natalizie, ma cercate sempre di alternare le figure di riferimento in modo che lei non associ la scuola materna al “momento in cui non c’è più la mamma con me” ma piuttosto a un momento di svago o divertimento.

La mamma: grazie per il suo incoraggiamento

Grazie per il suo incoraggiamento e spero proprio che, come lei dice, questa fase possa al più presto passare.

A volte però mi sembra di tornare indietro anziché migliorare, ieri infatti la maestra mi ha detto di anticipare alle 11 l’ orario in cui andare a prenderla perché è come se la bimba avesse un orologio che a quell’ora le fa scattare quella “crisi di nostalgia”. Sará che nei primi periodi andavo alle 11? Se anche adesso torno a prenderla a quell’ora si abituerà mai a poter stare un po’ di più senza iniziare a piangere? Per favore mi dica lei cosa fare, a volte mi sembra di vedere anche le maestre un po’ scocciate. Forse è una mia impressione, certo mi piacerebbe arrivare a scuola e vedere la mia bambina che si diverte come gli altri! Speriamo bene…

E voi che consigli dareste a questa mamma?

Ecco i consigli delle Social Mamme di Google Plus, per leggerli fai click sull’icona del fumetto in fondo al box. Per dare a questa mamma il tuo consiglio, vai a fondo pagina e usa il box commenti!

Источник: https://www.socialmamma.it/bambina-che-piange-alla-scuola-materna

mammaepapa.it

Inserimento a scuola: cosa fare se piange ancora?

Si intende per fobia della scuola quella situazione di ansia e disagio che prende alcuni bambini quando è il momento di recarsi alla scuola materna o alle elementari, prevalentemente al mattino,caratterizzata da vaghi disturbi tipo nausea, mal di pancia, mal di testa, ma anche febbricola, mal di denti, mal d'orecchie, macchie sulla pelle, dolori generici alle ossa. Spesso tali disturbi svaniscono nel fine settimana o durante le vacanze; il bambino con l'ansia per la scuola anche quando è in classe piange e vuole la mamma o pretende di essere riportato a casa.

L'ansia per la scuola si manifesta quasi sempre al momento del primo impatto con la vita di collettività, cioè a tre anni. Alcuni bambini hanno la stessa reazione a sei anni, all'inizio delle elementari.

In molti casi il rifiuto per la scuola si presenta dopo un primo periodo di accettazione del nuovo quando, esaurita l'iniziale fase di novità, il bambino capisce di dovere rimanere lontano da casa e dai genitori per buona parte del giorno.

La paura della scuola è in realtà ansia di separazione dalla casa, dalla mamma, considerati dal piccolo come il posto più sicuro e tranquillo dove stare.

Certi bambini sviluppano gli stessi sentimenti di ansia anche quando rimangono per periodi più o meno lunghi da parenti o da amici, lontani da casa loro, di cui sentono nostalgia.

L'ansia da separazione a volte può portare a perdere la stima di sé e ad avere difficoltà ad affrontare da solo le situazioni future.

Talvolta la fobia della scuola si accentua se il piccolo incappa in un'insegnante severa, o in un gruppo di coetanei che si impongono con la forza: ricordate però che queste condizioni solo in parte determinano il disagio del bambino e non sono un motivo sufficiente per ritirare vostro figlio dalla scuola.

Se il problema non è legato ad altre tensioni psicologiche di fondo, l'ansia per la scuola svanisce nel giro di poche settimane e non necessita di interventi drastici immediati (darla vinta al bambino, cambiare l'istituto, tenere a casa il piccolo). La paura della scuola non è altro che un percorso, anche se in parte sofferto, che i bambini devono compiere per rendersi indipendenti a piccoli passi dall'ambiente domestico e per inserirsi nella vita sociale.

Che cosa fare per far superare a vostro figlio l'ansia da scuola?

  • Insistete a mandare regolarmente a scuola il bambino
    La frequenza giornaliera a scuola, cioè la routine, è il miglior sistema per abituare il bambino a questa nuova situazione. Evitate perciò di tenere a casa spesso il bambino o di farvi commuovere dalle sue lagne.

    Non dovete negoziare l'andare all'asilo, dovete essere inflessibili e decisi nel mandarcelo: siate ottimisti con lui e rassicuratelo che si divertirà giocando coi coetanei.

  • Siate decisi al mattino, cioè al momento di mandare vostro figlio all'asilo
    Il mattino è il momento più difficile, perché coincide col distacco dalla mamma. Non chiedetegli: “come stai, hai voglia di andare a scuola oggi?”, dareste solo spazio e possibilità alle sue rimostranze.

    Se il piccolo comincia a segnalare disturbi, ma vi sembra che non abbia nulla, portatelo comunque; se veramente ci fosse una malattia, siate disponibili a farvi chiamare dal personale della scuola.

    Se il bambino frigna e si lamenta e il tempo passa e siete in ritardo, portatelo comunque a scuola; se accampa scuse e inizia a far capricci, parlategli pacatamente, ma preparatelo per uscire comunque. A volte ci si può far aiutare da un parente o vicino di casa quando si vede che il bambino con lui fa meno storie.

  • Portate il bambino a visita medica quando presenta i disturbi
    Se il bambino presenta uno o più dei seguenti sintomi: febbre sotto i 38°C, dolori di pancia, mal di denti, vomito, tosse, macchie sulla pelle, mal d'orecchio e lo tenete a casa dall'asilo, fatelo controllare dal pediatra che spesso potrà dissipare i dubbi circa una vera malattia, piuttosto che per un disturbo psicosomatico. Cercate di portarlo in ambulatorio quando ha i sintomi cioè, possibilmente, nella stessa mattinata. Se i problemi sono solo espressione di ansia, il bambino dovrebbe essere riaccompagnato a scuola subito dopo la visita. Quando il bambino segnala stanchezza, è un po' pallido, ha doloretti alle gambe, mal di testa modesto, dovrebbe essere comunque mandato a scuola; in questi casi la visita potrà essere programmata, se lo riterrete opportuno, durante gli orari di ambulatorio pomeridiano, dopo la frequenza regolare alla scuola materna.
  • Consultate l'insegnante della scuola
    Spesso le insegnanti, se sono informate di queste fobie e dei disturbi che il bambino presenta, sono in grado di intervenire perché conoscono perfettamente questi problemi. Possono tenere il bambino in osservazione per un certo periodo di tempo, prima di avvisare la famiglia: se il mal di pancia o la nausea passano, il bambino sarà prontamente reinserito nel gruppo.
  • Parlate col bambino dei suoi problemi riguardo alla scuola
    In un momento in cui è calmo, preferibilmente di pomeriggio o sera, provate a domandargli se ha delle cose che non vanno all'asilo o cosa gli succede quando va a scuola. Chiedetegli: “ma secondo te cosa ti spaventa a scuola?” e poi: “ti prometto che parlerò all'insegnante, ti farò stare meglio, risolveremo la situazione”. Rassicuratelo che quando si sente male può comunque rivolgersi all'insegnante che si occuperà di lui. Fategli capire che è necessario che frequenti la scuola: “tutti in famiglia hanno le loro occupazioni, papà va al lavoro presto, tuo fratello maggiore va anche lui a scuola, la mamma deve uscire a fare le spese”.
  • Date a vostro figlio la possibilità di stare insieme ai coetanei
    Al di fuori delle ore scolastiche i bambini che presentano la fobia della scuola hanno la tendenza a rimanere vicino alla mamma, a giocare in casa, a guardare la TV. Molti di loro non amano stare neanche con gli amici e viene loro la nostalgia di casa. Cercate invece di dare loro parecchie opportunità per stare con altri: l'iscrizione ad un'attività sportiva, uno spettacolo da andare a vedere insieme ad un gruppo di coetanei, accompagnati da un adulto, sono alcune proposte concrete da offrire. In altre occasioni cercate di invitare voi a casa gli amici del bambino, per farlo socializzare, oppure invitate i suoi amici ad una gita insieme al mare, ai monti o in campeggio. Quando si ha a che fare con ragazzini delle scuole elementari, può essere utile far loro frequentare insieme campi estivi o farli partecipare a gite parrocchiali.

Come evitare la paura di andare all'asilo o a scuola?

La tendenza ad aver paura di vivere in un posto nuovo, sconosciuto e di adattarsi alla situazione può diminuire se aiutate il bambino ad acquisire indipendenza, in modo graduale, già da quando è piccolo.

  • Affidate vostro figlio, già dai sei mesi di vita, per poco tempo ai nonni o ad una baby-sitter: i piccoli maturano prima se hanno la possibilità di stare con altri e di staccarsi poco per volta dai genitori.
  • Mettetelo a contatto con coetanei già verso l'anno, l'anno e mezzo, anche se a questa età il bimbo tende ad essere egocentrico; dai tre anni il bambino socializza in modo spontaneo anche senza la presenza dell'adulto e inizia il gioco in gruppo.
  • Iscrivete il bambino alla scuola materna ai tre anni: questo serve a renderlo indipendente dai genitori e a cimentarsi con il gruppo.
  • Aiutatelo durante l'inserimento alla scuola materna: nei primi giorni è normale che il bambino si disperi e pianga. L'insegnante potrà essere d'aiuto: se il bambino è in crisi, potete chiederle di fermarvi per un po', per vedere come si comporta per la prima ora. Ad ogni buon conto non portate il bambino via dall'asilo, anche se potrebbe far parte di quel gruppo di bambini (sono circa 5 su 100) che proprio non ne vuole sapere della collettività.
  • Nelle scuole materne, è prassi abbastanza diffusa attuare un inserimento graduale dei bambini piccoli, al primo anno. Per abituarli all'ambiente nuovo, si inizia con una permanenza di un'ora, poi di mezza giornata, infine, dopo un paio di settimane, la frequenza copre tutto il giorno.

In caso di ansia da scuola, contattate il vostro pediatra se:

  • vi pare che i disturbi presentati dal bambino siano dovuti ad una malattia e non a tensione emotiva;
  • il rifiuto della scuola dura per più di un mese;
  • il bambino è grande, di 10-12 anni;
  • vi sembra depresso oppure ha disturbi riferibili ad ansia da separazione;
  • ha un rendimento scolastico molto scarso;
  • il disturbo diviene ricorrente. 

Источник: https://www.mammaepapa.it/psicologia/p.asp?nfile=ansia_da_scuola

Gravidanza
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: