Insegnare a un bambino a dormire senza la mamma

Contents
  1. Far dormire i bambini da soli: come abituarli
  2. Perché abituare un bambino a dormire da solo
  3. Come abituare un bambino a dormire da solo?
  4. Creare delle abitudini
  5. Come Aiutare un Bambino a Dormire da Solo: consigli utili
  6. Perché è importante che i bambini imparino a dormire da soli
  7. Quando iniziare a dormire da soli?
  8. Un ambiente confortevole
  9. Il rituale della nanna
  10. I sostituti della mamma
  11. Il giocattolo della buonanotte
  12. 10 consigli Montessori per aiutare il bambino a fare la nanna
  13. 1 Seguite il ritmo del neonato e abituatelo poco per volta al giusto ritmo sonno/veglia
  14. 2 Fate attenzione che di giorno non sia iperstimolato
  15. 3 Create un rituale della nanna sempre uguale
  16. 4 Fatelo dormire vicino a voi almeno fino all'anno di età
  17. 5 Se vi chiama di notte, andate da lui
  18. 6 Di giorno non tenetelo costretto sulla sdraietta, deve essere libero di muoversi
  19. 7 Lasciatelo giocare da solo
  20. 8 Non dategli il ciuccio appena piange
  21. 9 Per farvi ascoltare siate gentili ma risolutivi
  22. 10 Se si sveglia per un brutto sogno alla mattina raccontate che anche voi avete avuto un incubo
  23. Far addormentare i bambini: tecniche e metodi | Sitly Blog
  24. Rituali consolidati
  25. Niente fretta
  26. Coccole e baci
  27. Voce calma e pacata
  28. Un ambiente idoneo al riposo
  29. Accoglienza quando serve
  30. Rassicurare ma non restare
  31. Far addormentare i neonati: cosa c’è da sapere
  32. Far addormentare un neonato in braccio: sì o no
  33. La giusta posizione per far dormire un neonato
  34. VUOI CHE IL TUO BAMBINO SI ADDORMENTI DA SOLO? ECCO COME FARE!
  35. Come insegnare ai bambini a dormire da soli
  36. Libro “Insonnia”

Far dormire i bambini da soli: come abituarli

Insegnare a un bambino a dormire senza la mamma

Abituare un bambino a dormire da solo, non è semplice. È però necessario che impari a farlo anche se ha paura o piange. Vediamo quando e come farlo.

Nella maggior parte dei casi il contatto con i genitori aiuta i bambini a rilassarsi e, di conseguenza, ad addormentarsi. Anche i genitori, però, hanno bisogno di spazi in cui mantenere la loro intimità, e il la camera da letto è uno di questi, per questo sarebbe meglio abituare il bambino a dormire da solo sin dai primi giorni di vita.

Questa scelta porta con sé anche altri vantaggi, primo fra tutti aiutare il bambino a sviluppare una personalità più sicura e a combattere l'ansia generata al distacco. Infatti il momento di andare a dormire rappresenta per il piccolo una vera e propria separazione dai genitori associata alla paura di non ritrovare, al risveglio, il proprio mondo di affetti.

A tutto ciò si aggiunge il fatto che quando il bambino è piccolo farlo dormire da solo riduce il rischio di soffocamento. Infine, non bisogna sottovalutare la possibilità che dormendo nel letto con la mamma il piccolo faccia fatica ad abituarsi agli orari dell'allattamento.

Perché abituare un bambino a dormire da solo

Poiché più passa il tempo più il distacco dai genitori diventa difficile, alcuni esperti consigliano di far dormire il bambino nella sua stanza già quando è molto piccolo, anche prima che compia il primo anno di vita.

Un bimbo che dorme ancora nella culla non riesce infatti a uscire dal suo letto per correre nella camera dei genitori, e questo eviterà di fargli credere di poter andare da mamma e papà in qualunque momento della notte, proprio come se fosse un gioco.

In ogni caso, per riuscire nell'intento è prima di tutto importante che i genitori siano uniti e fermi nelle loro decisioni, e che entrambi ricordino che non è necessario sentirsi in colpa se un bambino non riesce a dormire tutta la notte. In questo modo sarà meno difficile averla vinta sulle lacrime del piccolo.

Come abituare un bambino a dormire da solo?

Fra gli approcci consigliati ce n'è uno che richiede di portare pazienza proprio da questo punto di vista; infatti secondo alcuni esperti per abituare il bambino a dormire da solo ci si dovrebbe rassegnare alla possibilità di lasciarlo piangere per un po' prima di correre a consolarlo.

La teoria alla base di questo approccio sostiene che se il bambino si abitua a essere coccolato per addormentarsi non riuscirà mai a farlo da solo. Di conseguenza, anche nel caso in cui si dovesse svegliare durante la notte finirebbe inevitabilmente per aver bisogno di un genitore per potersi riaddormentare.

Secondo i sostenitori di questa teoria il pianto sarebbe un inevitabile effetto collaterale dell'allenamento del bambino ad addormentarsi da solo. Dal punto di vista pratico, il loro consiglio è mettere il bimbo nella sua culla o nel suo lettino quando è assonnato ma non ancora addormentato, dargli la buonanotte e lasciarlo solo già al primo tentativo.

Nel caso in cui si dovesse mettere a piangere è bene attendere 3 minuti prima di correre a consolarlo. Solo trascorso questo tempo si può tornare nella stanza per non più di 1 o 2 minuti, lasciando la luce spenta e parlando a voce bassa e con tono rassicurante, senza però prenderlo in braccio e andandosene prima che si sia addormentato, anche se sta ancora piangendo.

Se il bambino non dovesse riaddormentarsi si può tornare a consolarlo, ma solo dopo aver aspettato per 5 minuti dall'inizio del nuovo pianto. A partire dal terzo tentativo, invece, i minuti di attesa devono essere 10. E se il bambino dovesse riaddormentarsi per poi svegliarsi nuovamente andrà riproposto lo stesso schema.

A partire dalla seconda notte i minuti di attesa devono salire a 5 per il primo pianto, 10 per il secondo e 12 per il terzo, e ad ogni notte successiva bisogna avere la forza di attendere sempre più a lungo. In questo modo nell'arco di una settimana al massimo il bambino dovrebbe abituarsi a dormire da solo.

D'altra parte, c'è anche chi sostiene che i bambini che si stanno abituando a dormire da soli non dovrebbero essere lasciati a piangere in solitudine, anzi, rispondere rapidamente alle richieste del piccolo rappresenterebbe una vera e propria opportunità per stabilire un legame e sviluppare rituali che garantiscano un riposo tranquillo e profondo. Al contrario, lasciare il bambino piangere da solo potrebbe portarlo ad associare al sonno emozioni negative che il piccolo potrebbe portare con sé per sempre.

I sostenitori di questa seconda teoria consigliano prima di tutto di stabilire orari regolari, senza cedere alla tentazione di tenere il bambino sveglio fino a tardi per farlo stancare il più possibile. Infatti quando sono molto stanchi i bambini possono fare ancora più fatica ad addormentarsi; al contrario, metterli a letto presto potrebbe anche aiutarli a dormire più a lungo.

Eventuali cambiamenti negli orari devono essere graduali. Inoltre è importante creare un ambiente confortevole; la scelta migliore varia da bambino a bambino: alcuni hanno bisogno di più silenzio e più buio rispetto ad altri.

In generale, le coperte non dovrebbero essere fredde ma la stanza non deve essere nemmeno troppo calda. La biancheria utilizzata durante la notte deve essere comoda e il piccolo non deve essere vestito troppo.

Anche se questo approccio prevede di non aspettare a consolare un bambino che si sveglia piangendo, non consiglia di rispondere a qualsiasi rumore del piccolo. Mamma e papà dovrebbero piuttosto imparare a distinguere il vero pianto dalle piccole lamentele, entrando eventualmente nella stanza per verificare se sta dormendo senza però disturbarlo.

Creare delle abitudini

In realtà sembra che non esista un metodo migliore rispetto a un altro: tutto dipende dalle reazioni del piccolo e dalle altre esperienze che sta affrontando.

Nemmeno l'età più adatta per iniziare ad abituarli a dormire in una stanza tutta loro è la stessa per tutti i bambini; in caso di dubbi, il modo migliore per sapere quando farlo è chiedere consiglio al proprio pediatra.

Decidere di iniziare ad abituarlo a dormire in una camera diversa da quella dei genitori nello stesso periodo in cui si sta imparando a usare il vasino potrebbe, ad esempio, non essere una buona idea. Cogliere, invece, l'occasione di un trasloco per proporgli di avere finalmente una cameretta personale potrebbe rivelarsi una scelta vincente.

Qualunque sia l'approccio prescelto, alcuni consigli restano invariati. In particolare, è importante accompagnare il bambino lungo questa esperienza, creando un'atmosfera serena e piccole abitudini che lo aiutino a prepararsi al sonno.

Ciò che conta è mantenere il più possibile la calma, ad esempio utilizzando sempre un linguaggio positivo e incoraggiante, in modo che il piccolo non percepisca il momento di addormentarsi come un attimo di tensione.

In ogni caso, non bisogna dimenticare che quando si tratta di abituare un bambino a dormire da solo la tenacia dei genitori è considerata la chiave del successo dell'impresa.

Источник: https://www.bepanthenol.it/it/essere-mamma/il-tuo-bambino/abituarlo-a-dormire-da-solo/

Come Aiutare un Bambino a Dormire da Solo: consigli utili

Insegnare a un bambino a dormire senza la mamma

Una fase di transizione molto importante nella vita di un bambino è il momento in cui deve cominciare a dormire da solo nella sua cameretta.

Abituati a essere presi in braccio e al rassicurante contatto con la mamma e il papà, molti bambini affrontano con difficoltà questo spostamento e molti genitori fanno fatica a separarsi dai loro piccoli.

Con questo articolo vogliamo darvi dei piccoli consigli sul comportamento da adottare per aiutare i vostri figli a passare dal co-sleeping al dormire da soli, affrontando questo distacco in maniera naturale e serena.

Perché è importante che i bambini imparino a dormire da soli

Insegnare ai bambini a dormire da soli è utile e necessario al loro sviluppo per diversi motivi.

Finché sono molto piccoli, intorno a 1 anno di età, risulta utile non farli dormire nel lettone con mamma e papà per abituarli a dei precisi ritmi di allattamento, utili per garantire una certa quantità e qualità di sonno ristoratore anche alla mamma e al papà.

Potete scegliere di farli dormire in un lettino o in una culla, anche se si trova nella stessa stanza con voi. La vicinanza del corpo con i genitori spesso calma i bambini anche da molto piccoli, soprattutto nei primi mesi di vita.

Quando sono un po' più grandi, insegnare ai bambini a dormire da soli li aiuterà a sviluppare il loro senso di autonomia e di sicurezza.

Inoltre, guadagnarsi i propri spazi fin da piccoli, il proprio lettino e la propria cameretta, è un'importante conquista per ogni bambino, che aiuterà a superare più facilmente l'ansia da distacco anche in altre tappe importanti della vita, quando con la crescita dovrà affrontare degli eventi importanti come il primo giorno di scuola, la prima gita e la prima notte fuori casa.

Saranno infatti diverse le occasioni della vita in cui il bambino dovrà dormire senza la mamma o il papà: si pensi per esempio a un viaggio di lavoro di uno dei genitori, alle vacanze estive dai nonni, a quando andrà al nido o verrà affidato alle cure della baby-sitter. Se avrà imparato presto ad addormentarsi nella sua stanza anche senza la presenza di un genitore, potrà affrontare queste situazioni con più serenità e anche i genitori potranno stare più tranquilli. Molto importante, quindi, è iniziare subito dopo la nascita con le buone abitudini.

Quando iniziare a dormire da soli?

Su quando sia il momento giusto per cominciare a far dormire il bambino nella propria cameretta ci sono diverse teorie: alcuni esperti di psicologia infantile sostengono che sia meglio abituarli presto, anche prima del compimento del primo anno di vita.

In questa fase non sono in grado di alzarsi e camminare per andare nella stanza dei genitori, per cui, dopo i primi probabili pianti, si abitueranno a dormire da soli.

I genitori dovranno armarsi di pazienza e cercare di resistere alla tentazione di correre al primo lamento del bambino, anche se sicuramente non sarà facile per una madre o un padre sentire il pianto del proprio figlio.

Ovviamente non bisogna ignorarli e lasciarli piangere senza considerazione: basterà fare tutto con le giuste dosi e con i giusti tempi procedendo con una separazione graduale.

Altre teorie sostengono che questo passaggio può avvenire in maniera più graduale, anche dopo il compimento dei 2-3 anni, sfruttando una serie di trucchi e di strategie per far sentire il bambino a proprio agio nel nuovo ambiente, ossia la sua cameretta, e aiutandolo ad affrontare in maniera meno brusca il distacco notturno dai genitori.

Per riuscire nell'intento dovrete comprendere i loro sentimenti e le loro paure e cercare di rispettare i loro tempi, senza forzarli o obbligarli a stare da soli in cameretta prima del tempo o all'improvviso.

Se per esempio il bambino si sveglia dopo un incubo, è normale che il genitore lo rassicuri.

Non fare questo li porterebbe a vivere con angoscia il momento di andare a letto e potrebbe renderli timorosi del distacco anche in altre circostanze.

Tutti i genitori hanno affrontato questa fase e hanno messo a punto alcune tecniche e strategie per insegnare ai loro bambini a dormire da soli, senza traumi e in maniera serena e naturale, in modo che il riposo dei bambini sia tranquillo e allo stesso tempo anche gli adulti possano avere a disposizione le giuste ore di sonno. Vediamole insieme e scegliete quella che secondo voi è più adatta al vostro piccolo.

Un ambiente confortevole

Cominciamo intanto dalla camera del bambino, ossia il luogo dove dovrà dormire da solo e che dovrà diventare il valido sostituto del vostro caldo lettone appena sarà abbastanza grande.

Un ottimo modo per fare in modo che i bambini si abituino a dormire nel loro lettino e nella loro cameretta, è quello di farli affezionare e abituare a tale ambiente. Rendetelo quindi bello e confortevole, con oggetti e colori a misura di bambino, e magari trascorreteci del tempo insieme a loro durante l'arco della giornata.

Anche la messa a letto dovrà essere studiata a regola d'arte: la stanza deve essere calda ma non troppo, affinché il bimbo non sudi durante la notte, e le coperte e il cuscino morbidi e confortevoli. Anche l'alimentazione è importante: la sera, potreste proporre ai vostri bambini un pasto non troppo pesante per favorire un riposo più tranquillo.

Nella stanza ci dovrebbe essere buio, in modo da conciliare il sonno e non svegliare il bimbo la mattina con le prime luci dell'alba, ma nulla vieta di lasciargli una piccola lucina soprattutto nel primo periodo. Molti bambini infatti si sentono rassicurati dalla presenza di una piccola luce, che gli permetta di vedere i profili degli oggetti e della stanza nel caso di risvegli notturni.

Potete scegliere una lucina colorata a risparmio energetico, una lucina a timer, che si spegne durante la notte quando il bambino si sarà ormai addormentato, ma che gli servirà per addormentarsi tranquillo, o le lucine adesive, a forma di stelline, che potete attaccare sui mobili e sulle pareti, per rendere ancora più magica e rassicurante la cameretta dei vostri bimbi.

Il rituale della nanna

Una strategia molto utile per far abituare i bambini a dormire da soli, è quella di creare un rituale preciso e scandito attorno al momento di andare a letto.

I bambini piccoli infatti sono molto abitudinari e hanno il bisogno di sapere cosa li attende, perché questo li rassicura e li aiuta ad affrontare le situazioni e il futuro con maggiore sicurezza.

Risulta quindi utile ideare una sorta di rituale o una procedura per mettere a letto i bambini, con una serie di azioni semplici che si ripetono ogni sera e che possono essere svolte anche da persone diverse dalla mamma, se non poi in futuro in autonomia dai bambini stessi.

Intanto l'ideale sarebbe stabilire un orario fisso per andare a letto, cercando di mantenerlo nel tempo.

Alcuni genitori cercano di tenere svegli i bambini fino a tardi, in modo da far sì che dormano tutta la notte, ma in realtà spesso questo porta l'effetto contrario: quando sono molto stanchi i bambini fanno molta più fatica ad addormentarsi e metterli a letto rischia di divenire un'impresa ardua.

Stabilite quindi un orario fisso per metterli a nanna, e fate precedere la vera e propria messa a letto da una serie di gesti che ripeterete ogni sera: lavarsi i denti, mettersi il pigiama, rimboccargli le coperte, una storiella della buonanotte, un bacio sulla fronte e luce spenta.

Chiaramente, in base al vostro carattere e a quello del vostro bambino, potete fare delle piccole modifiche al rituale: potete far ascoltare delle musiche rilassanti al vostro bambino, oppure cantargli voi una ninna nanna della buona notte, oppure leggergli una fiaba: l'importante è che siano azioni che potrete ripetere le notti seguenti.

I sostituti della mamma

Una volta messo a punto un efficace rituale della buona notte, il bambino si sarà abituato a essere messo a letto in questo modo e, con il tempo, potranno farlo anche altre persone diverse dalla mamma o dal papà.

Per introdurre questi sostituti, conviene seguire la stessa tecnica che usano in alcuni asili: le prime volte, per aiutare i bambini ad addormentarsi senza un genitore e il contatto fisico diretto, le mamme si fermano con le maestre per vegliare sul loro bambino fino al momento in cui non si sarà addormentato.

Allo stesso modo, potete coinvolgere nel vostro rituale della buonanotte i fratelli maggiori o la baby sitter, in modo che i bambini si abituino anche alla loro presenza, li eleggano a figure di riferimento, parte della loro sfera affettiva, e si affidino a loro nel momento prima del sonno.

Altri sostituti della mamma e del papà possono essere gli zii o i nonni, in base alle necessità e alla struttura della vostra famiglia. Se siete spesso fuori per lavoro, sapere di poter lasciare il vostro bambino a dormire da loro, senza timori e senza problemi, vi farà stare sicuramente più tranquilli.

Il giocattolo della buonanotte

Un altro utile alleato per scacciare l'ansia e la paura e far addormentare tranquilli i vostri bambini, è quello che gli studiosi chiamano l'oggetto transizionale.

Altro non è che un semplice oggetto, in genere un peluche morbido e coccoloso o la loro bambola preferita, che i bambini possono portare nel lettino con loro per facilitare la fase di addormentamento.

Lasciate quindi che siano i bimbi a scegliere l'oggetto che preferiscono e permettete loro di portarlo sotto le coperte o vicino al letto, in modo che li faccia sentire al sicuro.

Quando saranno cresciuti, tale oggetto rimarrà un ricordo prezioso della loro infanzia, che potranno tenere in camera o passare ai propri figli, per aiutarli a dormire e farli sentire protetti per tutta la notte.

Источник: https://www.fruttolo.it/fruttolo-magazine/come-aiutare-un-bambino-dormire-da-solo

10 consigli Montessori per aiutare il bambino a fare la nanna

Insegnare a un bambino a dormire senza la mamma

La pedagogista Grazia Honegger Fresco, allieva di Maria Montessori, nel suo libro “Facciamo la nanna” fornisce ai genitori consigli preziosi per abituare i piccoli a fare la nanna.

Si tratta di un metodo “dolce” basato sui ritmi naturali del bambino, sulla sua esigenza di essere consolato, ma anche sull'importanza di dargli dei giusti limiti.

E soprattutto di fargli passare delle belle giornate, “perché una giornata buona predispone a un buon sonno”.

Mettere a nanna un bambino, abituarlo al giusto ritmo sonno/veglia è così stressante che negli ultimi anni sono stati pubblicati diversi manuali per aiutare i genitori ad affrontare questo momento.

Uno dei libri più famosi e controversi è quello del medico spagnolo Estivill, “Fate la nanna”, basato su un metodo piuttosto “duro” che mira ad abituare i bambini ad addormentarsi da soli senza che i genitori accorrano al loro pianto.

Grazia Honegger Fresco, pedagogista, allieva di Maria Montessori, nel libro “Facciamo la nanna” (Il leone verde) critica il metodo Estivill, tra l'altro in parte ritrattato dallo stesso autore, sostenendo che “con questo metodo un bambino smette di piangere non perché ha imparato a regolare il proprio sonno, ma perché si è rassegnato, non senza tristezza, a rimanere da solo”.

Grazia Honegger Fresco propone, invece, un metodo dolce, che si basa sui ritmi naturali del bambino, sulla sua esigenza di essere consolato, ma anche sull'importanza di dargli dei giusti limiti. Ma soprattutto, secondo la pedagogista, bisogna fargli passare delle belle giornate, “perché una giornata buona predispone a un buon sonno”. Ecco 10 consigli della pedagogista

1 Seguite il ritmo del neonato e abituatelo poco per volta al giusto ritmo sonno/veglia

Se invece nasce di notte, il primo riposo durerà fino a mattina e così per i giorni a seguire.

Nella prima eventualità, quindi, il bimbo avrà bisogno di un tempo più lungo per riuscire a dormire di notte.

Per abituarlo al ritmo notte/giorno la mamma deve fare giorno per giorno piccoli spostamenti di orario.

L'importante è non fare modifiche troppo improvvise che disturbano il piccolo e alla fine sono controproducenti.

2 Fate attenzione che di giorno non sia iperstimolato

Il concetto fondamentale di Grazia Honegger Fresco è che la “la notte riflette molto il giorno”. Un neonato, per essere sereno, ha bisogno di passare del tempo con se stesso, a sperimentarsi e a conoscersi, attraverso giochini ripetitivi come aprire e chiudere la manina.

Capita invece di bambini sballottati tutto il giorno, portati da un ambiente all'altro: nido, nonni, casa; confusi da stimoli eccessivi: troppe parole, continue proposte di gioco da parte di adulti sempre presenti… Questi stimoli in eccesso finiscono per rendere il piccolo agitato e addirittura stressato, tanto che alla sera farà fatica ad addormentarsi.

3 Create un rituale della nanna sempre uguale

Il bambino è abitudinario e conservatore. Quindi è fondamentale, fin dalla nascita, creare un rituale breve ma rassicurante che accompagni la messa a nanna.
Ad esempio il rituale può iniziare tra le 18 e le 20 con un bagnetto che deve essere piuttosto caldo (38 °C) e prolungato: 15, 20 minuti.

Poi indossa il pigiamino, segue una cena leggera. Dopo mangiato niente giochi vivaci e in cameretta i genitori gli possono cantare una canzoncina (a voce bassa) o leggergli un libretto.

Una volta spenta la luce, gli si può rimanere accanto in silenzio, con una mano sul corpo e facendogli qualche lieve carezza sulla schiena o sul capo. Devono essere gesti lievi e di breve durata.

Si risveglia di notte? Non prendetelo subito in braccio, non accendete la luce né portatelo in soggiorno. Ma ripetete nell'oscurità naturale della casa gli stessi gesti, parlate poco e a bassa voce. Mantenendo abitudini calme, rassicuranti e ferme, il bambino si adeguerà senza soffrire.

“La risposta pacata e tranquilla della madre è il miglior balsamo lenitivo e rafforzante. Le neomamme non devono farsi prendere dall'ansia, ma cercare una tranquilla serenità.

La ripetitività è il mezzo migliore per dare al piccolo quel quieto conforto che previene ogni timore di abbandono”. Se il rituale necessita dei cambiamenti, è sempre meglio proporli a piccole dosi.

Leggi anche: Nanna, rispettare i ritmi del bambino e la regolarità negli orari

4 Fatelo dormire vicino a voi almeno fino all'anno di età

Se la mamma allatta, la cosa migliore è che dorma nel letto insieme a lei, sostiene la pedagogista (si ricordi però che dormire nel lettone espone a un maggiore rischio Sids, ndr): in questo modo le fasi del sonno di mamma e figlio si armonizzano, garantendo il riposo migliore per entrambi.

Oppure si può tenere la culla vicino al letto dalla parte della mamma.

Il bambino potrà essere messo in un'altra stanza solo a partire da un anno di età. Tale raccomandazione è stata formulata dall'Accademia Americana di Pediatria per la prevenzione della morte in culla, SIDS.

Infatti, alcune ricerche hanno dimostrato che il bambino che dorme con la mamma ha un sonno più superficiale rispetto a quando dorme da solo. E il sonno leggero rende il lattante più pronto a reagire a eventuali problemi, come rigurgito, coperta sulla faccia, ostruzione nasale…

Quindi un sonno troppo profondo non sempre è il sonno migliore per il bebè.

5 Se vi chiama di notte, andate da lui

I risvegli notturni di un bambino devono essere considerati un fatto assolutamente normale, che può durare fino ai cinque anni.

In particolare tra l'8° mese e i tre anni il piccolo sviluppa la cosiddetta ansia da separazione. L'istinto naturale del piccolo cerca la vicinanza della madre, anche di notte.

Quindi in questo periodo la risposta “sensibile” della madre al pianto del bambino, contribuisce a creare in lui la fiducia verso la mamma.

E questo è alla base dello sviluppo del senso di sicurezza interiore e di un attaccamento sicuro.

Alcune ricerche hanno dimostrato che i bambini che smettono di chiamare perché i genitori non accorrono (come previsto ad esempio dal metodo Estivill) in realtà non instaurano una buona regolamentazione del sonno, ma “sviluppano una rassegnazione intrisa di sofferenza che costituisce una deviazione dal percorso normale stabilito dalla natura”.

Accogliere il piccolo nel lettone durante il periodo dell'ansia da separazione non è una pratica diseducativa. Prima o poi i bambini imparano a dormire da soli”. Nella maggior parte dei casi i disturbi del sonno che si verificano in questa fase sono limitati nel tempo. Quasi tutti i bambini riprendono a dormire tranquillamente entro il terzo o quinto anno.

6 Di giorno non tenetelo costretto sulla sdraietta, deve essere libero di muoversi

Come abbiamo già visto, la tranquillità della notte dipende moltissimo da come il bambino trascorre le ore di veglia. Per esempio un bambino che passa tutto il giorno bloccato su una sdraietta o in un seggiolone o in un ovetto, non ha la possibilità di sviluppare le sue esperienze motorie.

non ha la possibilità di sviluppare le sue esperienze motorie.

Un piccolo durante il giorno deve essere lasciato su un piano d'appoggio piuttosto ampio in modo che possa imparare a spostarsi da solo su un fianco o a strisciare… Mentre gli oggetti costrittivi bloccano il suo sviluppo.

Sono mezzi comodi per l'adulto ma non rispondenti alla naturale evoluzione motoria del bambino. Un bambino costretto durante il giorno da questi mezzi impropri diventa stressato e facilmente il suo malessere si traduce in un dormire inquieto.

7 Lasciatelo giocare da solo

Maria Montessori diceva: ”Le cure sono il compito dell'adulto; il gioco è il lavoro dei bambini”. Questo significa che l'adulto non deve intromettersi nei giochi dei piccoli, perché li impoverisce, sostituendosi a lui con meccanismi mentali diversi che rendono il bambino passivo.

“Se l'adulto agisce di continuo da protagonista nelle situazioni di gioco, il bambino non vive al proprio livello l'esperienza della libera scelta delle proprie azioni, del creare a suo modo. E questo ricade negativamente sulle necessità fisiologiche quotidiane, come sulle sue abilità mentali”.

Il gioco, l'esplorazione, il mettersi alla prova, sono tutte attività che contribuiscono a rendere un bambino indipendente e un bambino indipendente riuscirà a gestire bene i suoi ritmi di sonno e veglia.

Infatti, se di giorno passa del tempo giocando per conto suo gli sarà più facile di notte stare un po' da solo nel silenzio.

8 Non dategli il ciuccio appena piange

Il pianto di un bambino piccolo è acuto ed è predisposto dalla natura per far intervenire i genitori. Però non bisogna mettersi in agitazione o accorrere con un ciuccio per calmarlo. Basta fargli sentire che la mamma e il papà ci sono. Accarezzatelo, tranquillizzatelo con un abbraccio.

Non cedete alla voglia di bloccare subito il pianto. Bisogna imparare a tollerare i suoi vagiti e capire di cosa ha davvero bisogno.
Offrire subito il ciuccio, anche in prevenzione del pianto, significa dare una risposta univoca a un malessere che un adulto non è in grado di interpretare.

“Con il ciuccio sempre pronto, succhiare diventa l'autoconsolazione predominante e questo fissa il piccolo su un piacere orale molto limitato e ripetitivo che va avanti negli anni con anche effetti negativi sul linguaggio” spiega la pedagogista.

Il ciuccio semplifica la vita ai genitori, ma non è un vantaggio per i piccoli.
Un'altra pratica sbagliata è insegnargli a succhiarsi il dito.

Se i un bambino non lo fa spontaneamente non bisogna anticipare un comportamento che non è necessario per forza.

9 Per farvi ascoltare siate gentili ma risolutivi

Il bambino ha bisogno di un binario sicuro sul quale procedere. Se un genitore dice sempre sì a ogni richiesta il piccolo si sentirà più potente del genitore e questo sentimento spaventa e fa arrabbiare.

Un'altra cosa che rende il bimbo fragile è porlo davanti a scelte continue.

Chiedere a un bambino: “ti va di andare a nanna?” significa dare un'immagine di genitore insicuro che rende il bambino a sua volta insicuro.

Compito del genitore è decidere per il bene del piccolo. Ma molti hanno paura delle rezioni oppositive o di incorrere in capricci. Come fare per far sì di essere ascoltati?

La soluzione: è parlare al piccolo in modo gentile ma risolutivo. Avere modi garbati ma fermi, senza scelte alternative, dà pace al bambino.

Se al momento di andare a dormire, si dice tranquillamente “Ora è il momento della nanna” , il bambino percepisce che si tratta della ineluttabilità delle cose che vanno fatte quotidianamente e questo trasmette tranquillità.

Leggi anche: Come farsi ubbidire dai figli senza urlare (e perché è meglio)

10 Se si sveglia per un brutto sogno alla mattina raccontate che anche voi avete avuto un incubo

Se il piccolo chiama per un brutto sogno è meglio non accendere la luce, ma semplicemente stargli vicino, in silenzio, accarezzandolo e facendogli sentire le vostre mani sul suo corpo…

Al mattino potete raccontare voi di aver fatto un brutto sogno che vi ha spaventato. Il bambino si deve ritrovare indirettamente in questo racconto, senza che nessuno alluda a ciò che ha vissuto.

In questo modo il piccolo sente che quello che ha provato succede anche agli altri, perfino ai suoi genitori.

Guarda anche il video su come fare la nanna

Источник: https://www.nostrofiglio.it/neonato/nanna/consigli-montessori-per-aiutare-il-bambino-a-fare-la-nanna

Far addormentare i bambini: tecniche e metodi | Sitly Blog

Insegnare a un bambino a dormire senza la mamma

Mamme stanche di tutto il mondo, unitevi! L’ora è giunta di far addormentare il vostro piccolo nel lettino.

Basta trascinarsi come uno zombie col bambino in braccio dalla camera al salone alla cucina, basta corse in macchina (appena metto in moto crolla!),  basta ninne nanne cantate nel cuore della notte a bambini dagli occhi sgranati. Far addormentare i bambini nel lettino e velocemente si può. Vuoi sapere come? Continua a leggere!

Le situazioni di vita quotidiana  che abbiamo appena tratteggiato sono talmente diffuse che esistono centinaia di metodi per far addormentare i bambini.

Alzi la mano chi non ha comprato almeno un libro con la solita “tecnica infallibile per addormentare i neonati” in 5 minuti.

Anche trabocca di video per insegnare, a genitori ormai allo stremo, metodi per addormentare bambini dal sonno difficile: musica, rumore bianco, trucchetti vari.

Sei stanca e avresti bisogno di una mano?  Cerca una baby sitter su Sitly. Registrarsi  è gratis!

Noi abbiamo chiesto a un’esperta, la dottoressa Simonetta Scazzosi, psicologa e psicoterapeuta dell’età evolutiva, di darci qualche dritta per abituare i bambini a fare la nanna nel lettino, con tranquillità e velocemente.

Abbiamo interpellato un’esperta anche perché la difficoltà ad addormentarsi in certi casi può essere legata alle paure dei bambini. Vediamo cosa ci ha detto.

In coda, troverete anche un paragrafo dedicato in modo specifico al sonno del neonato. 

Rituali consolidati

Il momento di andare a letto deve essere incluso in un rituale sereno, da ripetere tutte le sere. Ad esempio può essere costituito così: gioco tranquillo, bagnetto, pigiamino,  camomilla, lettura di una storia.

I rituali sono, soprattutto per i bambini molto piccoli, dei fattori che danno sicurezza e fiducia. Il bambino sa cosa aspettarsi, quindi è sereno e non avrà richieste particolari che vadano al di là del rituale concordato con il genitore.

(Il rituale della sera può essere anche un buon momento per le filastrocche che piacciono ai bambini).

Niente fretta

Cerca di fare attenzione ai tempi necessari per mettere in atto le diverse azioni che costituiscono il rituale, abbandonando la fretta. I tempi del bambino sono infatti diversi rispetto a quelli dell’adulto. L’attenzione per i – diversi – tempi genitori / figli è molto importante. Come abbiamo visto, spesso c’è questo alla base dei capricci dei bambini.

Coccole e baci

Non deve mancare il momento delle coccole, dei baci, delle carezze e dello scambio di sguardi, magari proprio mentre si legge o si racconta una fiaba al bambino. Questo sarà il tempo della vicinanza autentica, esclusiva, piacevole e rilassante in cui il genitore mostra al bambino di volergli bene.

Voce calma e pacata

Mantieni un tono di voce calmo e pacato che infonda tranquillità nel bambino. Un tono di voce nervoso o incerto può trasmettere un senso di inquietudine. Con l’effetto di ostacolare il rilassamento necessario per addormentarsi.  (Se hai modo, osserva una brava baby sitter come si comporta con i bambini, e con quanta calma e autorevolezza parla loro).

Un ambiente idoneo al riposo

La differenza fra il momento della veglia (giorno, luce) e del riposo (notte, buio) deve essere marcata. Quando metti a letto il bambino per farlo addormentare, la stanzetta deve essere nella penombra.

Inoltre, aggiungiamo noi, la temperatura ideale per far addormentare i bambini è dai 20 ai 23 gradi: né fredda né troppo calda.

Ed è un’ottima idea che nel lettino il bambino trovi il suo pupazzo della nanna, un ottimo regalo per bambini di 2 anni, soprattutto.

Accoglienza quando serve

Quando il bambino non vuole dormire e ti fa le più disparate richieste, valuta attentamente come rispondere. Se assecondi ogni sua richiesta, gli dimostri che i suoi comportamenti sono il modo più efficace per ottenere ciò che desidera (cioè non dormire).

Ma se le richieste sono dovute al fatto che il bambino ha paura di addormentarsi, devi invece prestare attenzione.

E in questo caso la tua funzione è di trasmettere al bambino il messaggio che, pur essendo pronta ad aiutarlo,  sei allo stesso tempo certa che non gli accadrà nulla e che riuscirà, pur restando nel suo lettino, a superare le sue paure.

Rassicurare ma non restare

Quando il bambino è nella sua cameretta e piange, cerca di  far passare 5-10 secondi prima di intervenire, rientra nella stanza del bambino per mostrargli che non lo hai abbandonato, accarezzalo, tranquillizzalo con la voce ma poi  non restare con lui.

Importante, se vuoi far addormentare i bambini, è non accendere la luce.

Se il bambino chiama ancora puoi tornare al suo lettino dopo averlo lasciato piangere un po’ più a lungo, aumentando gradualmente il tempo di attesa, finché poco alla volta riuscirà a dormire tranquillo.

Far addormentare i neonati: cosa c’è da sapere

Alcune delle accortezze che abbiamo visto essere necessarie per far addormentare i bambini sono valide anche per i neonati: la temperatura della stanza, la tranquillità che la mamma deve avere, la calma e l’affettività fisica che rassicurano il piccolo e lo fanno addormentare. Idem, la necessità di instaurare dei ritmi regolari durante la giornata, ritmi e abitudini che devono essere rispettati da tutti coloro che si occupano del bebè, nonni o baby sitter.

Esistono poi altri accorgimenti specifici dovuti alla diversa fase evolutiva di un neonato di tre mesi rispetto, per esempio, a un bambino di due anni.

I ritmi dei bambini fino a 4 mesi sono indipendenti dalla luce e dal buio: piuttosto dipendono dal bisogno di nutrirsi o di bere o per altre sensazioni (leggi il nostro post sul pianto del neonato per saperne di più).

Per questo è la mamma che deve adeguarsi ai ritmi del neonato. Questo può essere molto stancante, per cui è bene che – se possibile – la mamma si faccia aiutare. Da una nonna, o anche da una baby sitter per neonati.

 

Far addormentare un neonato in braccio: sì o no

No. In realtà è meglio adagiare il neonato nel lettino quando è insonnolito, pronto al sonno ma non del tutto addormentato. Così imparerà a “cullarsi” da solo, a passare dal dormiveglia al sonno. L’ideale è quindi dopo la poppata e il ruttino.

Suggerimento: fagli indossare il pigiamino per notte prima di allattarlo, e al momento di cambiare il pannolino puliscilo con una salvietta umidificata e non con l’acqua, per non rischiare di svegliarlo del tutto. Idem quando si sveglia di notte. Un trucco per farlo addormentare prima? Non guardarlo negli occhi (se ci riesci).

I neonati sono molto facilmente stimolati, basta lo sguardo della mamma per “rimetterli in moto”.

La giusta posizione per far dormire un neonato

A pancia in giù? Di lato per evitare che il bambino si soffochi con il rigurgito? No, questi sono luoghi comuni. La migliore posizione per mettere a il neonato nel lettino è:

  • sulla schiena
  • senza cuscino
  • con i piedini che toccano il fondo del letto in modo che non possa finire con la testa sotto le coperte oppure in un sacco-nanna (legg il nostro post sull’abbigliamento del neonato per saperne di più).

Molti genitori temono che il neonato che dorme sulla schiena abbia maggiori rischi di soffocare in caso di rigurgito. Al contrario, un neonato che dorme a pancia in su ha minori rischi di morte in culla . Per saperne di più, leggi il nostro post su come ridurre il rischio di SIDS – Sudden Infant Death Syndrome.

Un piccolo vademecum, che riassuma un po’ quello che abbiamo detto sulle tecniche per far addormentare i bambini? Eccolo qui, dalla rivista in pdf dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

E tu ci vuoi raccontare la tua esperienza? Come va (o come è andata) con tuo figlio?

Источник: https://www.sitly.it/blog/far-addormentare-i-bambini/

VUOI CHE IL TUO BAMBINO SI ADDORMENTI DA SOLO? ECCO COME FARE!

Insegnare a un bambino a dormire senza la mamma

Home » Blog » VUOI CHE IL TUO BAMBINO SI ADDORMENTI DA SOLO? ECCO COME FARE!

Ti ritrovi tutto storto a dormire sul pavimento della stanza del tuo bambino ogni notte, o vieni preso a calci dal tuo bimbo, che trasforma il letto in un “ring”?
Se desiderate che il vostro bambino dorma da solo nel suo letto, ecco qui un piano per voi.

È importante sapere che tutti sviluppiamo dei rituali di addormentamento. Come un adulto potrebbe aver bisogno di un cuscino preferito o di una coperta, e di seguire una routine come la lettura di un libro.

I bambini spesso si abituano ad addormentarsi solo se hanno i genitori nelle vicinanze. (Questo può succedere nella prima infanzia o apparire improvvisamente dopo una vacanza in famiglia.

)
Questa associazione può far “regredire” il bambino quando il genitore cerca di assentarsi e non riescono a dormire.

Piuttosto che affrontare una discussione, il genitore stanco più facilmente cede e finisce prono sul pavimento, o prende il bambino nel letto.

In realtà, un bambino non ha bisogno di un genitore durante la notte. Il bambino ha bisogno di riposo. E dormire da soli è meglio per tutti.

Inoltre, imparare ad addormentarsi da soli, è una dote importante da raggiungere. Lo aiuta a  comprendere che si può essere soli ed essere al sicuro, allo stesso tempo. (Dopo tutto, i suoi genitori sono nella stanza accanto.)

Come insegnare ai bambini a dormire da soli

È possibile insegnare al bambino ad addormentarsi con un metodo gentile e supportivo. Qui, sono indicati sei passi per una migliore notte di sonno, per tutta la famiglia.

  • Esaminare i propri sentimenti. I genitori possono facilmente sentirsi in conflitto con la separazione. Si può  godere di questa particolare vicinanza, o sentire che in qualche modo permetta di recuperare il tempo perso durante il giorno. È meglio cercare di organizzare momenti speciali da condividere, come averlo vicino mentre si prepara la cena o  pianificare qualcosa di singolare durante il fine settimana.
  • Spiegare al bambino il cambiamento. Se si vuole che il bimbo capisca il nostro ragionamento, cosicché non si senta abbandonato e sia più cooperativo, si potrebbe dirgli, per esempio: “è importante per i bambini imparare ad addormentarsi da soli nei loro letti. Questo è il modo in cui i bambini possono ottenere il miglior riposo, e li aiuta a crescere sani e forti. Anche mamma e papà possono stare meglio così. Mamma e papà hanno il compito di mantenerti in buona salute, e hanno intenzione di aiutarti a farlo”.
  • Passare attraverso la vostra naturale routine serale. Le routine sono di fondamentale importanza per i bambini perché associano l’andare a dormire con attività come la lettura di libri o parlando di cosa è successo durante il giorno e sono pronti a lasciarsi andare quando è il momento di “spegnere le luci”.
  • Spostare a una sedia. Se di solito vi sedete sul letto o  vi sdraiate accanto a lei, imparate sedervi su una sedia accanto al letto. Se protestano dite: “Mamma è più a suo agio in questo modo”, e cominciate a leggere un libro. Rassicurateli in un modo gentile, ma fermo e vedrete che andrà bene.
    Ogni notte spostate lentamente la sedia sempre più lontano dal letto.
  • Di tanto in tanto, prendete delle pause per il bagno, in modo che il bambino inizi ad abituarsi a brevi assenze, e potrebbe persino addormentarsi nell’ attesa del vostro ritorno. Dopo qualche tempo, ponete la sedia davanti alla porta. Comunicate la vostra presenza (“Sono qui”), e se  esce dal letto per venirvi incontro ripetetegli con fermezza,  di “tornare a letto”. Lentamente, uscire dal suo campo visivo, ma restando vicino alla porta così potrete ancora controllare se sono svegli o se stanno prendendo sonno.
    Continuate ad aggiungere interruzioni fino a quando vi sentirete liberi di dire, “Io vado in cucina a lavare i piatti, poi torno a rimboccarti le coperte.”

Mettete da parte almeno una settimana o due per lavorare su questo, dopodiché vi sentirete meno sotto pressione. Non disperatevi se ci vuole più tempo. È necessario dedicare a ciò tutto il tempo di cui si ha bisogno. Questa è un’abitudine difficile da rompere, ma con pazienza, fermezza e supporto questo approccio dovrebbe valere lo sforzo.

FONTE:

psychologytoday.com

Libro “Insonnia”

GRATIS PER TE IL PRIMO CAPITOLO

INSERISCI NOME ED EMAIL PER RICEVERE GRATIS IL PRIMO CAPITOLO DEL LIBRO 

Источник: https://www.iwatson.com/vuoi-che-il-tuo-bambino-si-addormenti-da-solo-ecco-come-fare/

Gravidanza
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: