In 17 anni raddoppiato il tempo dei bambini davanti alla tv

I danni della TV sul cervello dei bambini

In 17 anni raddoppiato il tempo dei bambini davanti alla tv

Neuroscienze e Cervello

Neuroscienze e Cervello

Così come non si danno alcool e nicotina ai bambini, altrettanto si dovrebbe prendere molto sul serio il consumo di televisione

Marco Medeot – 22/04/2020

Ti è mai capitato di guardare la TV o il computer per troppo tempo e sentirti instupidito? È una sindrome diffusa ed in espansione al giorno d`oggi, causata dall'impercettibile sfarfallio degli schermi moderni. Fasci di elettroni colpiscono lo schermo accendendo e spegnando sfumature di luce nei 3 colori base e creando l'illusione di un'immagine reale. Tanto più intenso è il fascio di elettroni e tanto più intensa è la luce.

Ma cosa succede quando invece di un adulto è un bambino ad essere sottoposto alla visione della televisione?

Lo Stato di Trance Ipnotico

Il cervello umano è capace di elaborare in un secondo non più di 10 stimoli visivi. Invece i segnali luminosi della TV sono molto ma molto più rapidi.

È per questo che non ci accorgiamo del continuo accendersi e spegnersi dell'energia luminosa: l'occhio (e la coscienza) non sono in grado di percepirlo, creando l'illusione di un'immagine pressoché reale e del movimento della stessa.

Questa condizione fornisce un ambiente favorevole al verificarsi di uno stato di trance ipnotico.

Cosa accade quando questo si verifica? L'attività del cervello muta in modo radicale: le informazioni entrano nel subconscio senza essere filtrate perché la presa di coscienza dei dati viene inibita.

La rapida sequenza di stimoli luminosi e sonori mantengono eccitati i sensi, mentre il cervello si “spegne” bombardato da infinite sollecitazioni.

In questo stato di paralisi mentale il delicato emisfero destro del bambino, sede dell'attività onirica, dell'immaginazione e dell'intuizione viene totalmente invaso. Alcune parti del corpo sono come paralizzate, tra cui gli occhi.

È stato tra l'altro dimostrato che esiste una correlazione stretta tra movimenti degli occhi e il pensiero.

Se gli occhi del bambino rimangono immobili davanti alla TV, il pensiero viene represso e la ricettività ai comandi viene ampliata in maniera anomala: ed ecco che il fragile cervello del bambino viene condizionato in maniera irreparabile dalle pubblicità (studiate in modo approfondito da team di psicologi infantili). Si vuole condizionare il bambino all'acquisto fin da subito e si creano le premesse per una dipendenza.

La TV causa danni cerebrali

Pochi sanno che quando un bambino (soprattutto se molto piccolo) viene esposto alla visione di uno schermo artificiale subisce una vera e propria lesione cerebrale: viene impedita infatti una sana conformazione del cervello e si creano danni a ciò che si chiama “meccanismo neuronale” che sta alla base della capacità di attenzione e del controllo degli impulsi nervosi. La risonanza magnetica funzionale ci mostra chiaramente come il cervello di un bambino esposto alla TV si distingua in modo inconfondibile da quello di un bambino che non la guarda essendo attivate in maniera del tutto differente sia le zone del cervello che stanno alla base del pensiero logico sia quelle correlate con la creatività

In poche parole, quando esponi tuo figlio alla TV lo rendi più stupido. Sembra una frase forte e dura da accettare, ma questa è la realtà.

 [PRODOTTO_PH_7739] 

Quanta TV fa male?

La scienza ha dimostrato che il cervello sviluppa un sistema unico dalla nascita ai tre anni.

A 2 anni il cervello di un bambino crea 2 milioni di connessioni neuronali al secondo! Tuttavia, se un bambino siede come ipnotizzato davanti allo schermo della TV, quelle vie neuronali non si creano e l’importante sviluppo del cervello rischia di fermarsi. Certo, sembra impossibile che qualcosa di così innocente come anche solo un cartone animato possa ledere tanto, ma questa è la realtà.

Nella sua ricerca condotta su 2623 bambini tra gli 1 e 3 anni, il Dr.

Christakis ha scoperto che quanto più i bambini più piccoli venivano esposti alla TV tanto più sviluppavano problemi di attenzione che possono essere diagnosticati all’età di 7 anni come ADHD (sindrome da deficit di attenzione e iperattività).

Un lungo servizio su questo disturbo riporta che «sembra quasi impossibile, ma basta davvero poca esposizione alla TV per creare dei problemi al futuro di tuo figlio». [Christakis D.A., et al.(2004). Early television exposure and subsequent attentional problems in children. Apr;113(4):708-13.]

Un film o un cartone animato presuppone che si possa classificare una correlazione tra le varie immagini. Tuttavia, i bambini non hanno ancora il background necessario per poter giudicare in modo appropriato e critico le immagini artificiali.

Questo mette in difficoltà il cervello dei bambini, perché richiede loro qualcosa che devono ancora elaborare nel corso dei primi anni della vita. I bambini inoltre non afferrano ancora che i fatti che percepiscono sono pura finzione.

È famosa la notizia di un bambino di 6 anni morto soffocato da un laccio appeso alla maniglia della porta d'ingresso di casa mentre giocava a imitare Spiderman.

Solo quando si è sviluppato completamente il prosencefalo è possibile acquisire una distanza critica

Tuo figlio si risveglia spesso di notte o fa gli incubi?

Potrebbe essere causa della luminosità dello schermo: l'esposizione alla TV diminuisce il sonno perché riduce il livello di melatonina, un ormone prodotto durante la notte che migliora la qualità del sonno. Inoltre, la visione continua altera le cellule impiegate nel sistema immunitario e impoverisce la difesa contro le malattie ed il risanamento delle ferite. Incredibile vero?

Cosa rischiano i bambini se guardano troppa TV?

Oltre a danneggiare in modo inequivocabile le connessioni neuronali del cervello, è stato dimostrato che l'esposizione alla TV in tenera età ha altre disastrose conseguenze:

  • Repressione delle Emozioni: uno studio effettuato dallo psicofisiologo Michael Myrtek su dimostra come i bambini più esposti agli schermi presentavano una forte attenuazione delle emozioni. Viceversa, chi guardava pochissimo la TV era più vivace e aveva rendimenti scolastici migliori e voti più alti. Johnson et al. in uno studio concluso nel 2002 hanno dimostrato che chi passa da bambino più di un'ora al giorno alla TV si distingue da adulto per un comportamento più aggressivo e violento. The Journal of Early AdolescenceAugust 1996 vol. 16 no. 3 301-323 Physiological, Behavioral, and Psychological Effects Associated with Television Viewing in Schoolboys: An Exploratory Study.
  • Rischio di Depressione: L'Università Di Pittsburgh ha dimostrato che per ogni ora di televisione guardata dai bambini aumenta in modo significativo la probabilità di ammalarsi di un disturbo depressivo dopo sette anni. Lo studio è stato effettuato su 4142 bambini inizialmente non depressi. Brian A., et al.(2009). Association Between Media Use in Adolescence and Depression in Young Adulthood. A Longitudinal Study Arch Gen Psychiatry. 66(2):181-188.
  • Scarso Rendimento Scolastico: è stato effettuato un lunghissimo studio condotto su 1000 bambini nati tra il 1 aprile 1972 e il 31 marzo 1973. i soggetti sono stati osservati fino all'età di 26 anni. Lo studio dimostra come l'esposizione alla tv durante l’infanzia e l’adolescenza sia direttamente associata con l’ abbandono scolastico ed inversamente proporzionale all’ottenimento di una qualificazione universitaria all’età di 26 anni e al conseguente status socioeconomico. Hancox R.J., Milne B.J., Poulton R.(2005). Association of television viewing during childhood with poor educational achievement. Arch Pediatr Adolesc Med. Jul;159(7):614-8.
  • Rischio di Gravidanza indesiderata: l’esposizione ai contenuti televisivi ha raddoppiato la probabilità di una gravidanza non voluta tra i 15 e i 20 anni. Lo studio comprende soggetti di entrambi i sessi. Chandra A,et al.(2008). Does watching sex on television predict teen pregnancy? Findings from a national longitudinal survey of youth. Pediatrics. Nov;122(5):1047-54.
  • Malattie Cardiocircolatorie: la ricerca condotta dal dipartimento di medicina preventiva e sociale di Otago, in Nuova Zelanda, ha dimostrato che ogni ora al giorno di televisione guardata durante l’infanzia e l’adolescenza aumenta da adulti del 25% il rischio di obesità e peggiora l’efficienza cardiocircolatoria del 40%. Landhuis C.E., et al.(2008). Programming obesity and poor fitness: the long-term impact of childhood television. Obesity (Silver Spring). Jun;16(6):1457-9.
  • Bullismo: il dott. Zimmerman dell'università di Washington ha dimostrato che per ogni ora di televisione guardata in età precoce aumenta la probabilità di bullismo tra i 6 e gli 11 anni. Zimmerman F.J., et al.(2005). Early Cognitive Stimulation, Emotional Support, and Television Watching as Predictors of Subsequent Bullying Among Grade-School Children. Arch Pediatr Adolesc Med.159:384-388.
  • ADHD: uno studio pubblicato sul prestigioso “Official Journal of the American Academy Pediatrics” ha scoperto che ogni ora al giorno di televisione guardata tra 1 e 3 anni d’età aumenta in modo imponente la probabilità di sviluppare un disturbo da deficit d’attenzione/iperattività (ADHD) a 7 anni. Allo studio hanno partecipato 2623 bambini tra gli 1 e 3 anni. Christakis D.A., et al.(2004). Early television exposure and subsequent attentional problems in children. Apr;113(4):708-13.

Marco Medeot Naturopata, consulente alimentare, ricercatore scientifico-spirituale, si interessa da sempre allo studio dell’uomo a 360°, ritenendo… Leggi la biografia Naturopata, consulente alimentare, ricercatore scientifico-spirituale, si interessa da sempre allo studio dell’uomo a 360°, ritenendo fondamentale agire non solo sul corpo fisico, ma anche sulle energie vitali che lo muovono, sullo stato animico che lo condiziona e sugli aspetti del Sé che lo guidano.Dopo essersi laureato nel 2002 presso… Leggi la biografia

Potrebbero interessarti altri articoli del blog

L'omeopatia: il simile cura il simile
Leggi subito

I funghi medicinali per la Mente
Leggi subito

Il geniale John Gribbin
Leggi subito

La Medicina Integrata sulle riviste scientifiche
Leggi subito

È meglio la Medicina Convenzionale o quella Alternativa?
Leggi subito

Iscriviti alla newsletter. Per te subito in REGALO:
Abc della Salute Naturale

Источник: https://www.scienzaeconoscenza.it/blog/neuroscienze-cervello/i-danni-della-tv-sul-cervello-dei-bambini

ESPOSIZIONE DEI BAMBINI AGLI SCHERMI : COME TROVARE IL GIUSTO LIMITE?

In 17 anni raddoppiato il tempo dei bambini davanti alla tv

In Francia il CSA (consiglio superiore dell’audiovisivo) suggerisce di non esporre i bambini agli schermi prima dei 3 anni e di limitare l’esposizione dai 3 ai 6 anni privilegiando i programmi adatti a quella fascia d’età.

  L’OMS invece fissa il limite del “no screen time” per i bambini al di sotto dei 2 anni, mentre tra i 2 e i 4 anni stabilisce che il “sedentary screen time” dovrebbe raggiungere al massimo 1 ora al giorno.

 L’American Academy of Pediatrics consiglia la non esposizione prima dei 18 mesi, tra 18 e i 24 mesi solo programmazione di qualità con presenza dei genitori e tra i 2 e i 5 anni solo 1 ora al giorno.

Nonostante i numerosi studi sull’argomento, gli esperti non sono ancora arrivati a dei risultati conclusivi su quale sia realmente l’impatto di un’esposizione precoce ed eccessiva agli schermi sullo sviluppo neurologico e psicologico di un bambino.

Questo perché sono tante, troppe, le variabili da prendere in considerazione (caratteristiche peculiari del bambino, ambiente circostante, presenza qualitativa dei genitori, attività svolte durante il resto della giornata ecc…).

Ciononostante, sono praticamente tutti concordi nell’affermare che i bimbi piccoli abbiano bisogno di interagire con l’ambiente circostante esclusivamente attraverso i 5 sensi e che quindi il rapporto passivo che si ha con lo schermo sia da evitare totalmente nei primi anni di vita.

RISCONTRO NELLA REALTÀ

Al di là di quelle che sono le linee guida dei vari organismi competenti, quello che più mi ha convinta sin dall’inizio a limitare l’uso di tv, tablet e quant’altro è il comportamento di mia figlia di fronte ad uno schermo. Giulia è una bambina molto vivace e piena di energia.

Ha iniziato a correre ancora prima di imparare a camminare (proprio così, qualsiasi cosa facesse lo faceva correndo e bisognava spesso dirle: Giulia, cammina!). Di fronte ad un cartone però restava ipnotizzata e non c’era nulla che la interessasse di più.

Le peggiori crisi che ha avuto in passato, e tutt’ora, sono legate al momento di spegnere la tv!

Allora mi è stato chiaro da subito che quella che mi sembrava essere un’ancora di salvezza nei momenti in cui mi serviva che Giulia stesse calma, altro non era che un’arma a doppio taglio. Dopo la quiete, infatti, arrivava (e arriva) sempre la tempesta!

EFFETTI STUDIATI AD ARTE

Le immagini che sfilano ad una velocità sostenuta, le musiche, i lampi di luce e colori hanno un effetto ipnotico.

I bambini piccoli non capiscono neanche il significato della maggior parte di quelle immagini, sono semplicemente attratti dal flusso frenetico di tutte quelle scene animate.

È una tecnica studiata apposta per catturare l’attenzione dello spettatore: il rapido susseguirsi delle immagini costringe il cervello a restere in continuo stato di allerta per poter analizzare il fotogramma successivo.

Ne risulta un’alterazione della normale attività cerebrale che spesso è causa di difficoltà di concentrazione. Ed è per questo che vi sono studi che dimostrano che l’esposizione agli schermi durante la mattinata riduce la capacità di attenzione e quindi di apprendimento dei bambini.

Si è persino osservato che i bambini che giocano in una stanza con la tv accesa tendono ad avere tempi di concentrazione nel gioco più brevi. Secondo altri studi, ad un’esposizione precoce agli schermi corrisponderebbe anche una maggiore incidenza di disturbi del linguaggio.

Inoltre, come molti di voi sapranno, i bambini piccoli non fanno una grossa differenza tra realtà e finzione, quindi alcune scene potrebbero spaventarli senza che siano capaci di esprimere il loro turbamento, producendo conseguenze negative sul sonno e sul comportamento in generale.

LE CONSEGUENZE DI UN’ESPOSIZIONE PRECOCE ED ECCESSIVA AGLI SCHERMI

Oltre al lavoro passivo al quale gli schermi costringono il cervello in pieno sviluppo dei nostri bimbi precludendogli la possibilità di dare spazio all’immaginazione, il ricorso a questo strumento di intrattenimento inibisce lo sforzo del bambino a trovare un modo per intrattenersi da solo. I bambini di oggi tendono ad essere iperstimolati. Le loro giornate sono riempite di attività in modo tale che non siano mai costretti ad annoiarsi. Invece è importante che un bambino sappia annoiarsi, perché è proprio la necessità di uscire dallo stato di noia che aguzza l’ingegno!

All’eccessiva esposizione agli schermi viene associata anche una maggiore tendenza all’obesità e a problemi alimentari in generale.

Del resto il fatto di mangiare davanti ad uno schermo, oltre ad inibire il senso di sazietà, impedisce al cervello di concentrarsi su quello che c’è nel piatto, riducendo il pasto ad un movimento mandibolare automatico e privo di consapevolezza.

È vero che molti genitori farebbero di tutto pur di far ingoiare un boccone ai propri figli, ma personalmente ritengo che creare una correlazione diretta tra schermo e cibo sia più dannoso a lungo termine di qualche pasto saltato.

UN CIRCOLO VIZIOSO

Inoltre l’effetto calmante della tv è solo apparente. Il bambino è totalmente assorbito dalle immagini che sfilano davanti ai suoi occhi e questo lo porta a restare incollato allo schermo dandoci una parvenza di calma.

Salvo che spesso, in seguito ad un’esposizione eccessiva, si verificano stati di agitazione più frequenti, il che porterà i genitori ad aumentare il tempo di esposizione agli schermi entrando in un circolo vizioso difficile da invertire.

MA NOI SIAMO CRESCIUTI BENE MALGRADO l’esposizione agli schermi!

Lo so, vi starete probabilmente dicendo che voi la tv l’avete vista senza tutte ste paranoie, e su di voi tutto sommato gli effetti non sono stati così deleteri… quindi ok, non bisogna esagerare con gli schermi, ma neanche demonizzarli!

Vi assicuro che non è questa la mia intenzione.

Anche io ho visto e continuo a guardare con piacere i cartoni della Disney, Pixar e quant’altro…, e ricordo bene quanto mi facesse piacere seguire le puntate che mandavano in onda il pomeriggio (bim bum bam per i meno giovani ).

Non ho mai avuto particolari limitazioni dai miei genitori a riguardo, e questo non ha fatto di me una teledipendente…anzi! E allora perché porre dei limiti ai nostri figli?

IL GUSTO DELL’ATTESA E LA NOIA

È la tensione che si crea nell’attendere qualcosa che genera il piacere. Una volta ottenuto quello che si è tanto atteso, subentra la noia.

I bambini di oggi non hanno praticamente alcun modo per alimentare quest’attesa. La loro pazienza non viene allenata dalla necessità di dover aspettare un giorno intero per conoscere il seguito di un episodio.

Anche per quanto riguarda la musica vale lo stesso discorso. Da piccola dovevo aspettare che passassero quella canzone che mi piaceva tanto alla radio per poterla registrare.

E dovevo scrivere a mano il testo (spesso in un inglese improbabile!) per poterla cantare.

Oggi tutto è disponibile online immediatamente tramite le varie applicazioni che rendono accessibile serie complete di un cartone, musiche e testi e tolgono qualsiasi gusto nell’attesa. Allora come riuscire a raggiungere un minimo di equilibrio in questo tempo di iperconnessione se non ponendo dei limiti?

FACILE A DIRSI, DIFFICILISSIMO A FARSI!

Lo so per esperienza vissuta. È una delle cose più complicate da fare. Ma proprio il fatto che sia così complicato dovrebbe convincerci della necessità di farlo, perché ci mostra quanto quella dagli schermi diventi facilmente una vera e propria dipendenza.

E dico diventa perché anche per mia figlia, che non ha praticamente quasi mai visto un cartone prima dei 3 anni, bastano pochi giorni in cui per un motivo o per un altro le lascio guardare un po’ più di tv, per instaurare una routine che diventa difficilissima da disinnescare.

QUALCHE CONSIGLIO per limitare l’esposizione agli schermi

Come già ho anticipato in altri post, per limitare l’esposizione agli schermi io e Lola abbiamo sperimentato varie tattiche e qui di seguito riporterò quelle che hanno funzionato per noi.

Bisogna tener presente che queste tecniche possono essere valide per bambini che non hanno sviluppato una dipendenza eccessiva. Quando un bambino è abituato all’uso di tv, tablet e smartphone tutti i giorni per più ore al giorno, prima di ricorrere a questi strumenti potrebbe essere necessario un periodo di interruzione totale.

LA REGOLA DEI BIGLIETTI  

Ogni settimana i bimbi hanno a disposizione un numero limitato di biglietti (per Giulia erano 4) e hanno la libertà di utilizzarli quando vogliono (per noi escluso la mattina e durante i pasti), non più di una volta al giorno e per un tempo limitato (massimo un’ora per Giulia). Questo metodo consente di responsabilizzare il bambino che imparerà a gestire da solo i suoi biglietti per l’intera settimana.

LA REGOLA DEI GIORNI ALTERNI

Valgono le stesse limitazioni previste per il metodo appena descritto, ma la tv si guarda un giorno si e uno no. Questo consente di evitare la dipendenza che si innesca facilmente quando il bambino, incapace di aspettare, esaurisce tutti i biglietti in pochi giorni.

Naturalmente ognuno può trovare il proprio modo per disciplinare l’esposizione agli schermi, ma secondo me è preferibile che le regole vengano stabilite a priori perché se la scelta di guardare la tv viene affidata alla necessità del momento, possono aumentare le occasioni in cui il bambino cercherà di convincere i genitori che quello è il momento giusto!

Qualunque sia la vostra scelta, l’importante è che le regole vengano fatte sempre rispettare. Se si cede anche solo una volta diventa difficile far capire a nostro figlio perché le altre volte non si possa cedere ugualmente. Ancora peggio se si cede a seguito di urla e pianti in quanto il bambino tenderà a ripetere la stessa scena al fine di ottenere lo stesso risultato.

LA MIA ESPERIENZA

A casa nostra le regole sono piuttosto rigide: mai tv la mattina né durante i pasti (tablet e smartphone sono banditi del tutto). Il tempo di visione è limitato da un timer o lo stabiliamo prima.

5 minuti prima che arrivi il momento di staccare l’avverto, e lascio giusto il tempo necessario per far finire l’episodio prima di chiederle di spegnere.

Malgrado le apperenze non sono un militare, per me le regole importanti sono poche e le faccio rispettare sempre. Giulia lo sa e lo accetta.

Ma nonostante io abbia limitato il ricorso agli schermi fin dall’inizio, capitano periodi in cui, per cause varie (lockdown, periodi di lavoro più intenso del solito, soggiorni più o meno lunghi dai nonni ecc…) mia figlia si trovi a guardare più televisione del solito. In quel caso il ritorno al rigore passa sempre per periodi di difficile adattamento perché è facilissimo cedere un po’ ma è difficilissimo ristabilire il rigore.

RISULTATI ECLATANTI

Quando Giulia era più piccola avevo adottato il metodo dei biglietti e funzionava benissimo.

Addirittura Giulia tendeva a voler conservare i biglietti per non sprecarli e capitava che alla fine della settimana ne avesse usati meno di quelli a disposizione.

Il risultato è stato strabiliante in quanto prima di stabilire queste regole usavo la tv nei momenti in cui non riuscivo a trovare altro modo per occuparla.

Poi però mi sono resa conto che era proprio la tv ad impedirle di concentrarsi su altro perché non appena sentiva sopraggiungere la noia, il suo cervello la portava a chiedere la tv. Ed io, con le limitazioni di cui sopra, assecondavo questo suo desiderio. Così facendo però impedivo al suo cervello di sforzarsi a trovare un modo non passivo per occuparsi.

Una volta superata la difficoltà iniziale nell’accettare una nuova regola, Giulia ha iniziato ad apprezzare il tempo di gioco da sola ed è stato lì che le sue capacità di concentrazione hanno iniziato ad aumentare.

Io pensavo che non fosse capace di stare ferma per più di 5 minuti a fare qualcosa, ma in realtà era la tv ad inibire questa sua capacità di concentrazione.

Tolta la tv si è innescato un processo virtuoso che non ha lasciato spazi ad alcun dubbio.

IL GIUSTO MEZZO

Come già ho detto non voglio assolutamente demonizzare la tv o colpevolizzare quei genitori che ricorrono agli schermi per avere un momento di respiro.

È normale ed è anche giusto in quanto, non smetterò mai di ripeterlo, i bisogni ed il benessere dei genitori non passano in secondo piano rispetto a quello dei figli.

Inoltre privare completamente della tv anche i bambini più grandi vuol dire impedire loro di essere al passo coi tempi e conoscere alcuni soggetti di conversazione comuni tra coetanei.

Quindi non temiate di aver rovinato irrimediabilmente il cervello dei vostri figli! Il fatto stesso che siate qui a leggere significa che vi ponete il problema e questo fa di voi dei buoni genitori!

Se pensate di stare esagerando, non è mai troppo tardi per correggere il tiro. Basta trovare il giusto mezzo. Fate una selezione dei programmi in modo da poter eliminare quelli diseducativi, violenti e non adatti all’età, ed accompagnateli nella visione per spiegare quello che potrebbe essere mal interpretato e quindi fonte di turbamento.

La tv non dev’essere un nostro sostituto, ma un breve momento di svago che va ponderato rispetto all’età e alle caratteristiche peculiari dei nostri figli.

Источник: https://generazionepositiva.it/2020/07/17/esposizione-dei-bambini-agli-schermi-come-trovare-il-giusto-limite/

Gravidanza
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: