Il rilassamento fa bene ai bambini?

Massaggio infantile: breve manuale per i genitori

Il rilassamento fa bene ai bambini?

Il massaggio, insieme con il contatto visivo e l’ascolto della voce, stimola i sensi del bambino e favorisce un legame più profondo e consapevole tra mamma e bambino.

Il massaggio infantile è una pratica antica, diffusa con modalità differenti nella cultura di molti popoli. Pur essendo una tradizione millenaria, è solo negli ultimi decenni che, con l’esperienza maturata in India da medici occidentali, si inizia nuovamente a diffondere in Occidente la tecnica del massaggio.

Imparare a massaggiare il proprio bambino è semplice; non richiede la conoscenza di tecniche complesse ma piuttosto di apprendere, attraverso il contatto fisico, un nuovo modo di comunicare con il proprio bambino.

Ecco quindi un breve manuale per i neo-genitori, affinché possano conoscere i molti benefici – fisici, psichici ed emotivi – del massaggio e muovere i primi passi in questo affascinante percorso di conoscenza del proprio bambino.

Perché massaggiare un bambino

Il feto è naturalmente massaggiato già prima della nascita dalle delicate carezze del liquido amniotico nell’utero materno.

Il tatto è il primo senso a svilupparsi nell’utero materno (si sviluppa infatti già tra la sesta e la nona settimana di gestazione) e l’ultimo a lasciarci prima della morte.

La pelle inoltre è il nostro organo di senso più esteso e rappresenta un importante collegamento con il mondo esterno, in particolare nelle prime epoche della vita, quando gli altri sensi sono ancora immaturi.

Grazie ai benefici del tatto il neonato non solo sopravvive, ma cresce e si sviluppa.

Leggi anche Come si sviluppa il tatto del bambino da 0 a 12 mesi

Il massaggio nell’uomo agisce in modo equivalente al leccamento tipico degli animali. Gli animali che non vengono leccati, carezzati, o ai quali venga impedito il contatto, crescono più magri e vulnerabili. Il contatto inoltre è essenziale anche per stimolare le capacità di accudimento della madre.

Nell’uomo, il legame affettivo profondo che verrà a formarsi durante l’infanzia getterà le basi per una vita ricca di fiducia, coraggio, affidabilità, amore.

Il “bonding”, cioè il legame affettivo che unisce il neonato alla propria madre (dall’inglese bond, che significa appunto legame), è favorito dal contatto fisico del massaggio che avviene attraverso il tatto.

Il massaggio inoltre costituisce una combinazione di intimità, gioco e carezze che riesce a intensificare enormemente il sentimento di competenza dei genitori.

Un genitore che si è preso cura, che ha saputo toccare il proprio figlio, molto probabilmente riuscirà a gestire meglio i piccoli problemi che incontrerà il proprio bambino e, tramite il massaggio, anche a risolvere piccoli problemi quali stipsi e pianto da “colichette” del neonato.

Nei bambini più fragili, come i neonati pretermine e quelli di basso peso alla nascita, è stato documentato il beneficio del massaggio in termini di aumento di peso e diminuzione del periodo di ospedalizzazione.

Nel bambino malato, inoltre, il massaggio contribuisce alla riduzione dell’ansietà e ad un rilassamento delle tensioni muscolari.

Se vogliamo prendere in considerazione poi la medicina tradizionale cinese e la sua teoria dei cinque movimenti, possiamo dire che con il massaggio andiamo a contattare la pelle, che è l’espressione esterna dell’elemento metallo, cui corrisponde dal punto di vista emozionale l’ansia, oltre che la tristezza.

Sempre secondo la medicina tradizionale cinese, inoltre, la Wei Qi (cioè l’energia difensiva più superficiale) è legata all’ambiente esterno e quindi alla cute che è a sua volta collegata all’organo polmone.

Massaggiando quindi la cute andremmo a rafforzare questa nostra energia difensiva, in particolare nei confronti dell’ambiente esterno (ricordiamo che tra i problemi più frequenti dei bambini piccoli ci sono proprio quelli respiratori e cutanei!).

Possiamo così riassumere i benefici del massaggio infantile.

  • Procura piacere e divertimento sia al bambino che ai genitori.
  • Genera benessere emotivo (il massaggio infatti riproduce quella sensazione di benessere provocata dal liquido amniotico).
  • Migliora le condizioni di salute (tonifica pelle e muscoli ma stimola anche organi interni aiutandoli a sviluppare e conservare un funzionamento equilibrato).
  • Permette di seguire e controllare lo sviluppo armonico delle ossa e dei muscoli ed intercettare precocemente eventuali difetti o disturbi.
  • Favorisce lo sviluppo cognitivo.
  • Migliora il legame genitori-figli e ha un effetto rilassante sui genitori.
  • Riduce problemi minori ma frequenti e disturbanti nel bambino (coliche, agitazione, disturbi del sonno, stipsi).

Quando iniziare il massaggio infantile

Il massaggio può essere praticato sin dai primi giorni di vita, anche se per prudenza si preferisce aspettare la completa cicatrizzazione dell’ombelico, iniziando in genere dopo il primo mese di vita.

Può tranquillamente essere praticato nel corso dell’accrescimento del bambino, senza limiti di età, anche se con la crescita cambiano le sequenze ed il senso del massaggio stesso, che nel bambino più grande può essere più frequentemente quello di scaricare le tensioni o alleviare un dolore.

In alcuni casi saranno i bambini, che una volta cresciuti, ricambieranno con un massaggio le tenerezze ricevute dalla propria madre.

Come fare il massaggio infantile

Esistono molti tipi di massaggio infantile, ognuno con tecniche e modalità proprie: tra questi il massaggio Shiatsu, il massaggio indiano, il massaggio svedese.

In Occidente, le tecniche di massaggio infantile sono state sviluppate e diffuse da Vimala McClure (fondatrice della IAIM – International Association of Infant Massage, da cui deriva l‘AIMI – Associazione Italiana Massaggio Infantile) che, prendendo spunto dal massaggio indiano, ed inserendo elementi di massaggio svedese, di yoga e di riflessologia plantare, ha ideato un nuovo metodo nel quale, durante l’esecuzione del massaggio, è significativo anche l’uso della voce. Il massaggio AIMI si differenzia dalle altre tecniche proprio per il valore della comunicazione, del bonding, ed è ricco di significati terapeutici ed emozionali.

Quelle che proponiamo di seguito sono tecniche di base del massaggio secondo la metodologia AIMI, che i genitori possono da subito provare a mettere in pratica. Chi desiderasse approfondire l’argomento o iscriversi a corsi specifici può visitare il sito di AIMI.

Prima di iniziare

Il massaggio va praticato in ambiente confortevole, dove vi sia la giusta temperatura e non vi siano rumori o luci disturbanti, con il bambino se possibile nudo, o comunque poco vestito, e con l’uso di olio di origine vegetale (in genere quello di mandorle o di sesamo).

Prima di iniziare. è consigliata la respirazione addominale per la madre, poiché favorisce il rilassamento fisico ed emotivo.

Ugualmente importante è “chiedere il permesso”per quello che andremo a fare prima di iniziare il massaggio, come forma di rispetto e per sciogliere eventuali tensioni del bambino, con le tecniche delle “mani che riposano” e del “tocco di rilassamento”. Queste tecniche possono servire anche durante il massaggio, se il bambino appare teso, per sciogliere eventuali tensioni.

Nelle “mani che riposano” si poggiano solo le mani tiepide su una parte del corpo e si lascia che diventino sempre più calde e pesanti, rilassando intenzionalmente il proprio corpo e rallentando il proprio respiro, immaginando che benessere e riscaldamento fluiscano attraverso le mani fino al bambino.

Nel “tocco di rilassamento”si avvolge delicatamente la zona contratta con la propria mano e poi, con delicatezza, usando strofinii, rimbalzi, piccoli movimenti, si rilassano i muscoli contratti, dando un riconoscimento positivo (un bacio, una carezza, un sorriso, una parola pronunciata dolcemente) quando si percepisce una reazione favorevole.

Gambe e piedi

In generale nel massaggio del bambino si inizia dalle sue parti meno vulnerabili, cioè le gambe ed il piede; si è visto inoltre che spesso per molti bambini questa parte del massaggio è molto piacevole e favorisce il rilassamento.

Per massaggiare le gambe, si utilizzerà la “tecnica della “vite”: si afferra la gamba con il palmo delle mani e si massaggia dalla coscia alla caviglia ruotando delicatamente le mani in direzione opposta, avanti e indietro, spremendo molto delicatamente.  Si può effettuare questo massaggio anche nella direzione opposta, cioè dalla caviglia verso il cuore.

Questo massaggio, oltre a favorire la circolazione, rilassa la muscolatura.

Nella prosecuzione del massaggio si continuerà con il trattamento del piede: pressione alla base delle dita, al tallone e lungo tutta la pianta del piede, pressioni sul dorso e quindi attorno alla caviglia.

Addome e torace

Poi si passerà all’addome: palmo delle mani con rotazione dall’alto verso il basso e poi in senso orario, pressione leggera con i pollici dal centro verso l’esterno, passeggiata da destra verso sinistra all’altezza dell’ombelico.

Quindi si passerà al torace con la posizione delle mani a libro aperto e movimento verso l’esterno e verso il basso, e poi con un movimento a farfalla in senso diagonale.

Braccia e mani

Si continuerà con le braccia e le mani con movimenti simili a quelli per le gambe e i piedi.

Volto

Da ultimo si terminerà con il volto.

Appoggiate le vostre mani delicatamente attorno alla testa del bambino accarezzandola con movimenti circolari; poi con i polpastrelli partite dal centro della fronte e andate verso le tempie, massaggiandole con movimenti circolari. Scendete dalla radice del naso verso le guance fino ad arrivare alle orecchie, e proseguite fino al mento.

I massaggi per le coliche e la stipsi

Le “coliche” e la stipsi sono molto frequenti nei primi mesi di vita. In questo caso il massaggio, favorendo l’emissione di gas e il movimento delle feci verso l’ultima parte dell’intestino, può essere di valido aiuto nella risoluzione di questi problemi.

Sole e luna

Immaginiamo un orologio che ha il centro sull’ombelico del bambino, una mano fa un cerchio completo sull’addome (sole), mentre l’altra fa un semicerchio, come dalle 10 alle 5 dell’orologio (luna). Le mani ruotano in senso orario. La sequenza viene ripetuta almeno 6 volte.

I Love yoU

Con il bambino davanti a noi, massaggiamo il lato sinistro del suo addome, a livello del colon discendente, dall’alto verso il basso (come la lettera I)poi orizzontalmente dal suo lato destro verso il suo lato sinistro e quindi dall’alto verso il basso (come una L rovesciata) e quindi con movimento semicircolare in senso orario, sempre partendo dal suo lato destro verso il suo lato sinistro, salendo dal basso verso l’alto, passando sopra l’ombelico e quindi scendendo dall’alto verso il basso (come una U capovolta).

Durante il massaggio la madre ripete dolcemente le parole I love you.

Questo breve articolo non ha la pretesa di sostituire un corso di massaggio, ma di stimolare i genitori a frequentarlo per vivere questa bellissima esperienza con il proprio bambino.

Leggi anche Le coliche gassose del neonato: domande e risposte Rimedi naturali ed omeopatici per le coliche gassose del neonato Stipsi (stitichezza)

Источник: https://www.amicopediatra.it/crescita/massaggio-infantile-breve-manuale-per-i-genitori_neonato_sviluppo-cognitivo_sviluppo-fisico/

Rilassamento per bambini

Il rilassamento fa bene ai bambini?

Le tecniche di rilassamento possono essere utilizzate sia dagli adulti e sia dai bambini e i benefici che ne conseguono sono visibili sul piano prestazionale, emotivo e di relazione

Le ricerche scientifiche hanno da anni valutato l’importanza delle tecniche di rilassamento per migliorare la qualità di vita.

Gestire nel miglior modo possibile lo stress non significa soltanto adoperarsi in situazioni critiche, quanto piuttosto abbassare la soglia di reazione alle trazioni esterne.

Le metodologie maggiormente utilizzate variano dalle discipline orientali a quelle di spiccata consistenza occidentale.

Tre le une e le altre, la differenza consta sicuramente nella possibilità, per alcune, e come per il Training Autogeno, di applicarle più facilmente e senza sforzo da parte del soggetto.

Mente e corpo sono fortemente correlati tra loro per cui una condizione psicologica di benessere induce inevitabilmente una risposta omeostatica a livello neurovegetativo.

Le tecniche possono essere utilizzate sia dagli adulti e sia dai bambini e i benefici che ne conseguono sono espressamente visibili sul piano prestazionale, emotivo e di relazione.

Il rilassamento favorisce il recupero di energie, regola le funzioni fisiologiche quali la circolazione sanguigna, la respirazione, il battito cardiaco e la digestione, migliora le funzioni corporee e psichiche quali la memoria, le intuizioni interiori e i ricordi. Aiuta a sentirsi più sicuri di sé e favorisce l’introspezione. Lo yoga, al pari del Training Autogeno, permette di raggiungere una condizione di benessere mentale e uno stato “senza pensieri” nel quale la mente si svuota e diventa tranquilla mentre la mindfulness a metà strada tra le discipline orientali (filosofia buddista) e la psicoterapia, favorisce una maggiore consapevolezza di sé e l’acquisizione di una diversa e cosciente percezione delle proprie emozioni.

Per i bambini, è quindi importante riuscire a gestire situazioni particolarmente impegnative quali lo studio, le relazioni e le tensioni quotidiane.

Nei casi più specifici, i disagi emotivi come l’ansia, la timidezza, l’enuresi notturna (se riferita a una condizione di malessere psicologico), le crisi di pianto o i disturbi dell’apprendimento, del comportamento e della condotta per i quali il piccolo vive condizioni di assoluta difficoltà a relazionarsi in maniera sana e naturale con i compagni, le tecniche di rilassamento agevolano il percorso di maggiore percezione della propria corporeità ed emotività favorendo la concentrazione e l’attenzione carente.

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Nove oli fatti in casa per aiutare i bambini in caso di colichette, tosse e altri disturbi

Proprio perché la soglia di eccitabilità fisiologica si riduce, quindi l’alterazione del battito cardiaco e respiratorio, l’aumento della pressione sanguigna e dell’attività cerebrale e degli organi interni si stabilizzano, il bambino avverte una diminuita ricettività agli stimoli esterni e diviene più sicuro di sé non solo nelle relazioni sociali, ma anche nelle attività cognitive. Inoltre, il miglioramento del sonno determina una tollerabilità più persistente allo stress col raggiungimento di una condizione di benessere generale.

Gli esercizi che il Training Autogeno di Schultz propone sono semplici da eseguire, ma necessitano del supporto di un operatore esperto (generalmente uno psicologo o un medico) e, se integrati a giochi o attività di fantasia, ottengono un buon riscontro in termini di energia, calma e concentrazione armoniosa.

Il rilassamento dovrebbe diventare una buona abitudine di vita poiché oltre a prevenire la possibilità di una manifestazione psicosomatica allo stress e alle tensioni emotive, induce una maggiore sensibilizzazione alla dimensione corporea e percettiva tanto che le singole esperienze assumono un significato differente e meno superficiale rispetto a come si è abituati a fare.

L’importanza di cogliere questa dimensione più profonda di sé, vivendosi a 360 gradi sul piano di realtà, pone inevitabilmente i bambini, ma anche gli adulti, a prestare un’attenzione diversa alla propria salute e al proprio benessere psicofisico affrontando la quotidianità, e di conseguenza la vita, con più determinazione e riuscita assaporando ogni esperienza in maniera unica e singolare.

Ma come utilizzarlo?

Non per tutti i bambini è facile rilassarsi. Per alcuni è particolarmente problematico restare fermi per 15-20 minuti di seguito, per questo coinvolgerli utilizzando diverse strategie è un modo per farli partecipare attivamente all’esperienza.

Le associazioni rappresentano una particolare modalità per “entrare” nel mondo dei piccoli e favorire un’attenzione diretta alle sensazioni corporee attraverso l’immaginazione.

Si utilizzano prevalentemente i 6 esercizi base per favorire un allenamento a percepire le emozioni attraverso il corpo.

  1. Il primo “della calma”, propedeutico e riferito prevalentemente ad una condizione psicologica, è connesso alla fiducia ed è legato all’esperienza dell’esserci, del percepirsi nel qui ed ora.

    Pertanto può essere utilizzato un giocattolo preferito dal bambino che possa accompagnarlo (a livello immaginativo) nel percorso che si va ad intraprendere.

  2. Un’ulteriore integrazione, e che rappresenta il primo esercizio fondamentale della tecnica di Schultz, è quello della “pesantezza” per il quale, dato che il suo fine è la distensione muscolare, il bambino impara a lasciarsi andare poco alla volta.

    Per aiutarlo a vivere il rilassamento, può essere utile il gioco della fattoria o della jungla all’interno della quale c’è un animale che il piccolo sceglie e con cui si identifica percependone anche il suo peso.

  3. E così via..anche l’esercizio del “calore”, legato al contatto e alla relazione affettiva, può essere un’esperienza unica se l’immaginare di trovarsi al mare e sentire il calore del sole sulla pelle, la agevola.

Proseguendo con l’allenamento anche gli altri esercizi potranno essere inseriti gradualmente cosicché il feedback e gli scambi che derivano dal gruppo potranno facilitare i più timidi nelle relazioni, la gestione del tempo nell’ascolto e nel racconto di se stessi e arricchendo il proprio bagaglio esperienziale interiorizzando le esperienze altrui.

Perché è importante che ci sia una persona esperta ad eseguirlo?

Il training autogeno è una tecnica che nasce dagli studi sulla fisiologia e sulla psicosomatica.

È considerata una psicoterapia breve, e nonostante gli esercizi siano di facile applicazione, può avere delle controindicazioni o far emergere durante lo svolgimento del materiale inconscio o esperienze traumatiche che hanno necessità di essere gestite al momento.

In questo caso, le basi di una preparazione adeguata all’uso dello strumento sono indispensabili per fornire risposte equilibrate e contenere possibili reazioni emotive.

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/sviluppo-e-crescita/come-rilassare-bambini.html

Giochiamo a rilassarci: la meditazione insegnata ai bambini

Il rilassamento fa bene ai bambini?

Se ad ogni bambino di 8 anni venisse insegnata la meditazione, riusciremmo ad eliminare la violenza nel mondo entro una generazione. – Dalai Lama

Anche i bambini possono imparare a meditare e beneficiare sin da piccolissimi di questa antichissima disciplina.

Immaginiamo come sarebbe il mondo se a scuola, oltre alla storia e alla geografia, i bambini imparassero a riconnettersi con sé stessi e con il proprio respiro, a conoscere la loro essenza più profonda, a rilassarsi e a prendere consapevolezza di sé e degli altri. In realtà non sarebbe così impossibile: la meditazione si può facilmente imparare a scuola, oppure a casa con mamma e papà, può diventare un momento naturale di benessere e cura di sé stessi, con incredibili vantaggi, dimostrati anche dalle neuroscienze. L’ho scoperto grazie a questo bellissimo libro che mi è capitato tra le mani qualche settimana fa.

Quali sono i benefici della meditazione e da dove partire per insegnarla ai nostri piccoli? Ce lo raccontano Marina Panatero e Tea Pecunia con il loro libro Giochiamo a rilassarci, edito da Feltrinelli.

La meditazione dovrebbe essere una sana abitudine quotidiana, un po’ come lavarsi i denti alla fine di ogni pasto. (Marina Panatero, Tea Pecunia)

Mi è piaciuta molto questa analogia, con cui inizia il terzo capitolo del libro.

Ed effettivamente è così: la meditazione è un esercizio che fa bene alla mente, con tantissimi benefici sul corpo, sull’umore, sulla memoria, sull’equilibrio emotivo, sulla creatività, sulla consapevolezza di sé, sulle relazioni e sulla pace interiore. Ecco perché insegnarla ai nostri figli, fin da piccoli è così importante!

Soprattutto al giorno d’oggi in cui la quotidianità dei nostri figli è scandita da attività e ritmi stressanti, il rilassamento e il saper gestire le proprie emozioni è così importante. Meditare è anche uno strumento per aiutarli a realizzarsi.

Abbiamo incontrato le due autrici del libro Giochiamo a rilassarci, entrambe laureate in Filosofia e specializzate nelle tradizioni orientali, per capire meglio il rapporto tra meditazione e bambini e perché questa pratica può aiutarci a crescerli più sereni.

Perché è diventato importante/necessario insegnare meditazione ai bambini?

La meditazione è una pratica laica, semplice, piacevole che apporta innumerevoli benefici, a ogni livello. La pratica della meditazione con i bambini risponde a una comune, profonda aspirazione: il desiderio di serenità interiore ed esteriore, di calmamentale e fisica.

I nostri bambini sovente appaiono stressati, dispersivi, ansiosi, agitati, perché sottoposti a numerose sollecitazioni e a uno standard di vita che li vuole eccellenti e performanti.

Ma noi cosa vogliamo davvero per loro? Che siano felici, che i loro sogni diventino realtà, che possano essere chi sono e realizzare i loro potenziali, qualunque essi siano. La meditazione è uno strumento impareggiabile in questo, perché permette al bambino di sbocciare.

Ci piace anche ricordare un’affermazione del Dalai Lama: “Se a ogni bambino di otto anni venisse insegnata la meditazione, riusciremmo a eliminare la violenza nel mondo entro una generazione”. Qualcosa su cui riflettere.

Quali sono i benefici della pratica della meditazione?

Alcuni minuti (per i bambini, per gli adulti i minuti devono essere almeno 10!) di pratica regolare di meditazione apporta numerosi e impagabili benefici: rilassamentofisico, soglia dell’attenzione più alta, maggiorecontrollo sul flusso di pensieri, potenziamento delle capacità creative, aumento dell’autostima e dell’autosufficienza, migliore gestione delle emozioni, sviluppo di qualitàprosociali, sviluppo di gentilezza amorevole, diminuzione della sensazione di ansia. Di fronte a tali e tanti benefici, perché non dedicarsi a questa pratica tutti insieme, in famiglia? È un momento piacevole di condivisione di un’“attività” che richiede pochi minuti quotidiani e che migliorerà la qualità della vita.

Come si può avvicinare i piccoli a questa pratica?

Nel nostro libro Giochiamo a rilassarci (Feltrinelli) partiamo proprio dall’ABC della meditazione, per offrire un metodo semplice e concreto per accompagnare i più piccoli in questa pratica; spieghiamo qual è la posizione migliore, il luogo, il momento e ogni domanda troverà risposta. In questi ultimi anni, la meditazione è entrata nelle scuole di numerosi Paesi occidentali e recentemente anche l’Italia si sta aprendo a questa possibilità; noi stesse collaboriamo con numerosi insegnanti e teniamo corsi di meditazione per i bambini, accompagnati da chi li ama, e adulti (anche tanti adulti amerebbero avvicinarsi alla meditazione ma non sanno come. Per loro c’è il nostro Impariamo a rilassarci. La meditazione per principianti stressati e senza mai tempo. Urra/Feltrinelli).

Quali sono le principali tecniche di meditazione e come trovare quella giusta per i nostri figli?

Le tecniche di meditazioni sono svariate (Osho era arrivato a contarne centoventi); esistono meditazioni da fare seduti e altre in movimento; alcune si praticano nel silenzio mentre altre richiedono musica o voce guida.

In “Giochiamo a rilassarci” proponiamo sia meditazioni guidate, che sfruttano il potente mezzo della visualizzazione, sia meditazioni silenziose basate sul semplice respiro, sia meditazioni dinamiche, da fare in movimento.

Le meditazioni che offriamo sono originali e appositamente concepite per fasce d’età ed eventuali problematiche (iperattività, ansia, sviluppo della creatività e così via), rispettose dei tempi dei bambini, facili da insegnare, adatte al nostro mondo occidentale, piacevoli da fare e “pronte all’uso”. Il consiglio è di sperimentare la meditazione nelle sue diverse forme, ogni tecnica per alcuni giorni, fino a trovare la propria: è più facile da fare che da pensare.

Possiamo “giocare a rilassarci” con i nostri bimbi anche in vacanza?

Certamente! Noi e i nostri figli troviamo bellissimo meditare in luoghi naturali: in spiaggia, al mattino o verso sera, quando non c’è troppa confusione e in montagna, davanti a un paesaggio spettacolare, o immersi nei rumori e suoni della campagna.

Attimi in cui godiamo della bellezza della natura: anche questa è una meditazione, informale, perché siamo presenti a noi stessi, nel qui e ora, avvertendo la connessione con la meraviglia quotidiana che troppo spesso, per la fretta, ignoriamo.

La meditazione informale è accessibile sempre: assaporiamo i cibi che mangiamo, osserviamo il paesaggio, respiriamo a pieni polmoni, finalmente pienamente consapevoli. La vacanza è un ottimo luogo da cui partire per inserire poi la meditazione nella quotidianità della vita ordinaria.

La meditazione è una pratica piacevole, ecologica, gratuita, fruibile ovunque, un valore aggiunto alla vacanza da soli o in famiglia.

Grazie Marina e Tea per questa piacevole scoperta, sicuramente approfitteremo delle prossime vacanze per giocare a meditare con i nostri bambini!

Titolo del libro: Giochiamo a rilassarci

Casa editrice: Feltrinelli

Da leggere assolutamente se: praticate meditazione e volete scoprire come renderla accessibile ai vostri figli (ma anche nipoti, o alunni). Se siete curiosi di sperimentare uno strumento di mindfulness che ha risultati importanti (scientificamente provati) sul benessere, e anche sui risultati scolastici dei vostri bimbi.

Da non leggere se: se pensi che meditare sia una cosa da budditsti, e se niente e nessuno può smuoverti dalle tue vecchie abitudini.

Ci certo qualcuno avrà pensato che sia un po’ “folle” proporre la meditazione ai bambini, ma noi lo abbiamo fatto con i nostri figli e con parecchi altri piccoli “allievi” e abbiamo potuto constatare i benefici che ne hanno ricevuto, con il tempo. D’altronde, come Steve Jobs ha detto: “Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di cambiare il mondo lo cambiano davvero”. (Marina Panatero, Tea Pecunia)

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Источник: https://ecobnb.it/blog/2016/07/meditazione-bambini/

Massaggio infantile, un toccasana per il neonato

Il rilassamento fa bene ai bambini?

Federica Martinelli, Insegnante

La pelle è l’organo più esteso del nostro corpo e fin dalla nascita il contatto pelle a pelle rappresenta per ogni neonato una vera e propria fonte di nutrimento, così come il latte materno.

In quest’ottica, massaggiare il proprio bambino significa imparare a leggerne i segnali e instaurare con lui un dialogo profondo che va al di là delle parole. Imparare il massaggio infantile non significa solo apprendere una tecnica, ma avere a disposizione un utile strumento per comunicare meglio con il proprio bambino.

Chi per la prima volta sente parlare del massaggio infantile, inevitabilmente si chiede: «Ma perché massaggiare un lattante? È forse una specie di terapia? Serve a curare qualcosa?».

Benefici del massaggio infantile per il bambino…

Il massaggio infantile, più che curare, rappresenta un “prendersi cura”. Negli anni numerosi studi scientifici e l’esperienza di tanti genitori in tutto il mondo hanno via via confermato gli effetti positivi del massaggio sullo sviluppo e la maturazione del bambino a livello fisico, psicologico ed emotivo.

In particolare, il massaggio facilita nel bambino la conoscenza del suo schema corporeo (la rappresentazione della posizione e dell’estensione del corpo nello spazio), lo aiuta a coordinare i movimenti e accelera le connessioni tra le cellule del cervello.

In questo modo vengono stimolati in particolare i sistemi nervoso, circolatorio, digerente, immunitario e respiratorio.
Un secondo beneficio del massaggio è il rilassamento. Il movimento ritmico delle mani del genitore e la ritualità dei gesti facilitano l’acquisizione del ritmo sonno-veglia e aiutano il bambino a scaricare le eccessive tensioni.

Durante il massaggio aumenta la produzione di alcuni ormoni “benefici” (endorfine, ossitocina e prolattina) e si abbassano i livelli degli ormoni legati allo stress (ACTH, cortisolo e norepinefrina).
Molto spesso i genitori si avvicinano al massaggio infantile perché questa pratica è di grande sollievo durante le cosiddette “coliche”.

Massaggiare regolarmente il proprio bambino ha effetti benefici anche per i dolori legati alla crescita, alle tensioni muscolari e ai fastidi della prima dentizione.

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…e per i genitori

Il massaggio infantile, così come altre tecniche (come il Babywearing e il Kangaroo mother care) favorisce il bonding, cioè quel processo di attaccamento fra i genitori e il loro bambino, facilita lo scambio di messaggi affettivi (sia verbali sia non verbali) e fa sentire il bambino sostenuto, amato e ascoltato.

Contemporaneamente, gli effetti benefici si riflettono anche sul benessere del genitore; il massaggio, infatti, aiutando i genitori a riconoscere i segnali inviati dal loro bambino, rafforza la loro capacità di sentirsi competenti.

Il contatto tra una mamma e il suo bambino favorisce inoltre la produzione di alcuni ormoni materni (prolattina e ossitocina, già citati in precedenza) che favoriscono l’allattamento.

Anche in situazioni particolari, come l’adozione e l’affido, il massaggio infantile rappresenta un’esperienza di contatto positiva e rassicurante, che aiuta i neogenitori a creare e rafforzare quel legame d’amore così desiderato e immaginato.

Come imparare il massaggio infantile?

I genitori possono imparare facilmente a massaggiare il proprio bambino partecipando a un corso di massaggio infantile tenuto dall’Associazione Italiana Massaggio Infantile (AIMI, IAIM in inglese), durante il quale l’insegnante mostrerà loro la sequenza di massaggio su una bambola didattica.

I bambini vengono massaggiati solo dai loro genitori, che ne rispettano i bisogni e le esigenze, evitando dunque di forzare il bambino se in quel momento non si mostra predisposto: la cosa importante è utilizzare il massaggio come strumento di comunicazione, anche una volta rientrati a casa.

Prima di iniziare il massaggio i genitori si mettono in ascolto della disponibilità del bambino e promuovono un dialogo ricco di stimoli e interazioni, che possono risultare efficaci e tranquillizzanti anche per un neonato.

Durante gli incontri i genitori hanno la possibilità di confrontarsi e sostenersi reciprocamente. L’esperienza del gruppo è sempre molto stimolante e arricchente e rappresenta un vero e proprio beneficio di tipo sociale e relazionale.

La condivisione di questo particolare momento, soprattutto per i neogenitori, crea legami profondi e pone le basi di amicizie che spesso proseguono anche in seguito.

Come nasce il massaggio infantile?

La diffusione del massaggio infantile in Occidente è partita negli anni ’70, e integra il massaggio tradizionale indiano con alcuni elementi del massaggio svedese e altri elementi estrapolati dallo studio della riflessologia.

Al termine della sequenza viene proposta una serie di esercizi ispirati alla pratica dello yoga, che possono aiutare la percezione corporea e stimolare la coordinazione motoria in un periodo così importante della crescita.

Bibliografia:

Источник: https://www.uppa.it/nascere/neonato/massaggio-infantile-neonato/

Perché lo yoga fa bene ai bambini

Il rilassamento fa bene ai bambini?

Leggendo questo articolo scoprirai perché i bambini hanno bisogno dello Yoga tanto quanto noi.

Lo yoga presentato nella lingua di un bambino può aiutare a contrastare lo stress dei più piccoli che vivono in un mondo in fretta. Imparare i benefici dell'insegnamento dello yoga per bambini.

Lo yoga, presentato “nella lingua” di un bambino, può aiutare a contrastare lo stress dei più piccoli che vivono in un mondo dove tutto è fatto in fretta.

I nostri figli vivono in un mondo di genitori impegnati, pressioni scolastiche, lezioni incessanti, videogiochi, centri commerciali e sport competitivi.

Di solito non pensiamo a queste influenze come stressanti per i nostri figli, ma spesso lo sono. Il ritmo frenetico della vita dei nostri figli può avere un effetto profondo sulla loro felicità da grandi – e di solito non in meglio.

Ho scoperto che lo yoga può aiutare a contrastare queste pressioni. Quando i bambini imparano le tecniche per il benessere, il rilassamento e la realizzazione interiore, possono affrontare le sfide della vita con un po' più facilità.

Lo yoga in tenera età incoraggia l'autostima e la consapevolezza del corpo con un'attività fisica non competitiva. Promuovere la cooperazione e la compassione, invece che l'opposizione, è un grande dono da dare ai nostri figli.

I bambini traggono enormi benefici dallo yoga. Fisicamente, aumenta la loro flessibilità, forza, coordinazione e consapevolezza corporea. Inoltre, la loro concentrazione e il senso di calma e rilassamento migliora.

Fare yoga, i bambini fanno esercizio fisico, giocano, si connettono più profondamente con l'io interiore e sviluppano una relazione intima con il mondo naturale che li circonda. Lo yoga porta in superficie quella meravigliosa luce interiore che tutti i bambini hanno.

Quando gli yogi svilupparono le asana molte migliaia di anni fa, vivevano ancora vicino al mondo naturale e usavano animali e piante come ispirazione: il pungiglione di uno scorpione, la grazia di un cigno, la statura di un albero.

Quando i bambini imitano i movimenti e i suoni della natura, hanno la possibilità di entrare in un altro essere e immaginare di assumerne le qualità.

Quando assumono la posa del leone (Simhasana), per esempio, sperimentano non solo il potere e il comportamento del leone, ma anche il proprio senso di potere: quando essere aggressivi, quando ritirarsi.

I movimenti fisici introducono i bambini al vero significato dello yoga: unione, espressione e onore per se stessi e per la propria parte nella delicata rete della vita.

Come insegnare lo yoga a un bambino

Lo yoga con i bambini offre molte possibilità di scambiare saggezza, condividere momenti di bene e gettare le basi per una pratica che continuerà ad approfondirsi per tutta la vita.

Tutto ciò che serve è un po' di flessibilità da parte dell'adulto perché, come ho subito scoperto quando ho iniziato ad insegnare la pratica ai bambini in età prescolare, lo yoga per bambini è molto diverso dallo yoga per adulti.

Sei anni fa, ho avuto la mia prima esperienza di insegnamento dello yoga ai bambini in una scuola di Torino. Non vedevo l'occasione con fiducia: dopo tutto, avevo insegnato yoga agli adulti per un bel po' di tempo, avevo due figli piccoli e avevo insegnato scrittura creativa per diversi anni in varie scuole.

Ma dopo due lezioni con un gruppo di bambini dai 3 ai 6 anni, ho dovuto rivalutare seriamente il mio approccio. Avevo bisogno di imparare a lasciar andare (la pratica stessa che avevo predicato per anni) della mia agenda e delle mie aspettative su cosa sia e non sia lo yoga.

Quando ho iniziato ad onorare l'intelligenza innata dei bambini e a sintonizzarmi su come mi stavano istruendo per istruirli, abbiamo iniziato a co-creare le nostre lezioni.

Abbiamo usato le asana yoga come trampolino di lancio per l'esplorazione di molte altre aree – adattamenti e comportamenti animali, musica e strumenti di gioco, narrazione, disegno – e il nostro tempo insieme è diventato un approccio veramente interdisciplinare all'apprendimento. Insieme abbiamo intrecciato storie con il corpo e la mente in un flusso che poteva avvenire solo nel gioco dei bambini.

I bambini cominciarono a chiamarmi signora Yoga, e io li chiamai Yoga Kids. Abbiamo continuato a lavorare e giocare insieme fino a quando le nostre creazioni sono fiorite in un programma chiamato YogaKids.

Il programma combina tecniche di yoga progettate appositamente per i bambini utilizzando la teoria delle intelligenze multiple del Dr. Howard Gardner.

Gardner, autore e professore di educazione alla Harvard Graduate School of Education, descrive otto intelligenze innate in tutti noi – linguistica, logica, visiva, musicale, cinestetica, naturalistica, interpersonale e intrapersonale – e sottolinea che ai bambini dovrebbe essere data l'opportunità di sviluppare e incarnare il maggior numero possibile di queste intelligenze.

In linea con questa teoria, YogaKids integra lo storytelling, i giochi, la musica, la lingua e altre arti in un curriculum completo che coinvolge “l'intero bambino”.

Utilizziamo lezioni di ecologia, anatomia, nutrizione e vita che riecheggiano i principi yogici di interdipendenza, unicità e divertimento. Soprattutto, il nostro programma coinvolge l'intera mente, corpo e spirito in un modo che onora tutti i modi in cui i bambini imparano.

Come si può trarre beneficio dall'insegnamento dello Yoga per bambini

Se avete intenzione di insegnare yoga ai bambini, ci sono alcune cose generali da sapere che miglioreranno la vostra esperienza. La sfida più grande con i bambini è di mantenere la loro attenzione abbastanza a lungo per insegnare loro i benefici dello yoga: quiete, equilibrio, flessibilità, concentrazione, pace, grazia, connessione, salute e benessere.

Fortunatamente, la maggior parte dei bambini amano parlare e amano muoversi – entrambi i quali possono accadere nello yoga. I bambini salteranno alla possibilità di assumere il ruolo di animali, alberi, fiori, guerrieri.

Il vostro ruolo è quello di fare un passo indietro e permettere loro di abbaiare nel Dog Pose, sibilo nel cobra, e meow in tratto gatto. Possono anche recitare gli ABC o 123 mentre tengono le pose. Il suono è una grande liberazione per i bambini e aggiunge una dimensione uditiva all'esperienza fisica dello yoga.

I bambini hanno bisogno di scoprire il mondo da soli. Dir loro di pensare di più, fare meglio, o essere in un certo modo, perché non è il modo migliore per loro. Invece, fornire loro un ambiente amorevole, reattivo e creativo per scoprire le proprie verità. Come si esibiscono i vari animali e asana natura, coinvolgere le loro menti per approfondire la loro consapevolezza.

Quando sono nella posizione del cobra (Bhujangasana), invitateli a immaginare davvero di essere solo una spina dorsale lunga senza braccia e gambe.

Potresti ancora correre o arrampicarti su un albero? Nella posizione dell'albero (Vrksasana), chiedete loro di immaginare di essere una quercia gigante, con radici che crescono dal fondo dei loro piedi.

Potresti rimanere nella stessa posizione per 100 anni? Se venissi abbattuto, andrebbe bene? Ti farebbe male?

Quando si allungano come un cane, si equilibrano come un fenicottero, respirano come un coniglietto, o sono forti e alti come un albero, fanno da collegamento tra il macrocosmo del loro ambiente e il microcosmo dei loro corpi.

L'importanza del rispetto per tutta la vita e del principio di interdipendenza diventa evidente. I bambini cominciano a capire che siamo tutti fatti della stessa “roba”. Siamo solo in forme diverse.

Pensate a voi stessi come un facilitatore piuttosto che un insegnante. Guida i tuoi figli e contemporaneamente apri il tuo cuore e lascia che siano loro a guidarti. Senza dubbio vi inviteranno in un mondo sconfinato di meraviglia e di esplorazione.

Se scegliete di unirvi a loro, il processo di insegnamento/apprendimento sarà continuamente reciproco e fornirà a tutti l'opportunità di creare, esprimersi e crescere insieme.

Источник: https://www.centrodharmayoga.it/perche-lo-yoga-fa-bene-ai-bambini/

Gravidanza
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