Il Piccolo Principe. La recensione del film

Il Piccolo Principe, la recensione del film

Il Piccolo Principe. La recensione del film

Vedere un film dedicato a uno dei libri che considero tra i migliori della letteratura può incutere un po' di timore. Mark Osborne è riuscito a farmi emozionare, riflettere e ricordare perché “Il Piccolo Principe” resterà un capolavoro che va letto da piccoli, ma soprattutto da grandi

La Redazione di Pianeta Mamma ha visto in anteprima uno dei film più attesi dell'anno, Il Piccolo Principe, e vi diciamo perché andarlo a vedere con i bambini, e soprattutto perché dovete vederlo soprattutto voi mamme.

Ho sempre pensato che bisogna avvicinarsi a qualsiasi forma artistica con il giusto rispetto, apertura, e senza pregiudizi. Per lo stesso motivo quando mi è capitato di vedere un film tratto da un libro, ho cercato di esprimere un'opinione, libera da qualsiasi condizionamento.

Ma in alcuni casi, di fronte a capolavori che sono entrati nell'immaginario collettivo, verso i quali si prova un sentimento di protezione, e di adorazione spirituale ed emotiva, è difficile entrare in sala scevri di qualsiasi “paura” e di quella tipica presunzione da lettore esperto e innamorato.

E la domanda è sempre la stessa, ma il film deve essere fedele al libro, o semplicemente dovrebbe interpretare con il suo linguaggio e i suoi mezzi il messaggio principale di quanto abbiamo letto? Personalmente credo non ci sia una verità e una risposta univoca, l'importante è essere aperti e pronti a lasciarsi emozionare, e la bellezza di solito è sempre capace di far risuonare le giuste corde.

Vedere un film dedicato a uno dei libri che considero tra i migliori della letteratura può incutere un po' di timore, ma Mark Osborne è riuscito a farmi emozionare, riflettere e ricordare perché “Il Piccolo Principe” resterà un capolavoro che va letto da piccoli, ma soprattutto da grandi.

E' riuscito ad essere fedele alla “favola” raccontata da Antoine de Saint Exupéry, e allo stesso tempo interpretarla raccontando una seconda storia, creando una cornice narrativa che funziona e lascia allo spettatore la sensazione di aver visto qualcosa di originale, ma che allo stesso tempo rispetta quanto voleva dirci il famoso scrittore e aviatore francese.

Sinossi del Film

La protagonista è Prodigy, una bambina decisamente matura per la sua età, che vive in una città efficiente, dove tutto è perfettamente organizzato, quadrato, ordinato: dal lavoro, alla vita privata.

La leggerezza è bandita e non viene rispettato il diritto al gioco e alla spensieratezza che andrebbe coltivato nell'infanzia.

La mamma di Prodigy è una donna in carriera che cerca di pianificare anche la vita della figlia, in vista dell’obiettivo principale: l’ammissione nella prestigiosa “Werth Academy”, scuola d’élite dove vengono formati i futuri manager.

Ma non si rende conto che la figlia non ha amici e sta perdendo la cosa più importante nella sua vita: il suo spirito bambino. Ma come spesso accade, quando si cerca di programmare e controllare tutto, arrivano le sorprese a scardinare e mettere in dubbio ogni certezza.

Qualcosa cambia nella vita di Prodigy, quando si trasferisce in un nuovo quartiere. La nuova casa è accanto a quella di un anziano un po' strambo ed eccentrico, un aviatore che ha un aereo parcheggiato in giardino. Sarà lui a raccontare a Prodigy del Piccolo Principe, della rosa e della volpe. Le mostrerà i disegni, instillando in lei la curiosità, le insegnerà a giocare, a sognare e a riappropriarsi della propria fantasia, e della capacità di meravigliarsi e credere a ciò che non è reale.

L'alter ego di Saint Exupéry le dimostrerà che anche da adulti si può guardare e affrontare la vita con lo spirito di un bambino. E così anche Prodigy proverà quello che il Piccolo Principe prova per la sua rosa, capirà che l'essenziale è invisibile agli occhi e che l'insegnamento della volpe è tra le verità più semplici e belle della vita:

Il Piccolo Principe: Che cosa vuol dire “addomesticare”

La Volpe: “E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami”

Il Piccolo Principe: “Creare dei legami?”

“Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io saro' per te unica al mondo”.

La stop motion 

Personalmente ho apprezzato anche la tecnica utilizzata per trasporre in film le immagini in acquarello del Piccolo Principe, parte importante della storia e del libro.

Caliri, Juhasz e il direttore per l'animazione in stop motion Anthony Scott hanno lavorato a stretto contatto con Osborne per dar vita al mondo che filtra dalle pagine del diario dell'aviatore.

Abbiamo deciso di usare la carta come mezzo principale perché Mark aveva costruito la storia attorno alla figura del Principe… sulle pagine del diario a fogli mobili che il vecchio aviatore ha tenuto per molti anni. È un collegamento ovvio con la storia.

Per cui partiamo all'inizio con una sequenza realizzata interamente con la carta, poi, quando diventa più dimensionale, usiamo una combinazione di carta e creta, che permette di applicare l'acquarello sui volti.

Abbiamo creato tutto dandogli un'atmosfera teatrale, ma illuminando i set in modo realistico

Caliri osserva che una delle sequenze del film che preferisce è proprio all'inizio.

Nella nostra prima sequenza, mostriamo per la prima volta tutto questo mondo di carta attraverso gli occhi della bambina – spiega – Passiamo da una sequenza in CG a questo mondo in stop motion.

La carta si muove in un tunnel che sembra fatto di nuvole, che poi si trasformano in dune di sabbia.

Abbiamo fatto questo lavoro usando semplicemente carta colorata, disposta in uno spazio 3D, praticamente su un tavolo.

Informazioni sul film “Il Piccolo Principe”

  • Tratto dal romanzo di Antoine de Saint-Exupéry
  • USCITA NELLE SALE: 1 gennaio 2016
  • REGIA: Mark Osborne
  • SCENEGGIATURA: Bob Persichetti, Irena Brignull
  • VOCI ITALIANE: Toni Servillo, Lorenzo D'Agata, Paola Cortellesi, Stefano Accorsi, Micaela Ramazzotti, Alessandro Gassmann, Giuseppe Battiston, Pif, Vittoria Bartolomei, Jeff Bridges, James Franco, Mackenzie Foy, Rachel McAdams, Benicio Del Toro, Marion Cotillard, Paul Giamatti, Riley Osborne
  • DURATA: 108 minuti

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/sport-e-tempo-libero/il-piccolo-principe-recensione-film.html

Un libro al cinema: Il piccolo principe (2015)

Il Piccolo Principe. La recensione del film

Reading Time: 4 minutes

Il film di cui vi parlo questo mese è un cartone animato ispirato a uno dei titoli più letti di sempre, e tra i miei libri del cuore devo ammetterlo. Oggi vi racconto di Il Piccolo Principe, ma il film.

Il film è del 2015, e d è stato diretto da Mark Osborne; attori del calibro di Benicio del Toro e James Franco hanno prestato le voci nella versione inglese per questa pellicola animata.

Questo è il primo lungometraggio dedicato al libro di Antoine de Saint-Exupéry.
Il film è disponibile su Netflix (guardalo qui).

La trama del film di Il piccolo principe

Una bambina, che vive con la mamma dedita al lavoro, la quale programma la vita di sua figlia nel più piccolo dettaglio, si trasferisce in un nuovo quartiere. Quella del trasferimento era la sua unica possibilità per poter frequentare la scuola più esclusiva della città, dopo essere stata rifiutata alle selezioni ufficiali.

La bambina, che la sua infanzia la sta vivendo come una piccola adulta, andrà a vivere di fianco alla casa più stramba della zona, dove abita un vecchio aviatore, fissato con una bizzarra storia di un Piccolo Principe venuto dalle stelle.

Recensione del film

Il film di animazione è rivolto a un pubblico prettamente di bambini: il riadattamento del celeberrimo libro Antoine de Saint-Exupéry si rivolge a un target di piccoli per veicolare alcuni dei messaggi che passano nel romanzo, amato sia da adulti che piccini.

Le animazioni principali sono molto carine e divertenti, con dei giochi cromatici per distinguere il grigiore dei grandi alle sgargianti tinte dell’aviatore, l’unico anziano della storia che però non si è scordato come è essere un bambino.

In disegni che riprendono la storia originale, quella del libro, invece sono molto simili alle illustrazioni dell’autore del romanzo stesso, giocando con le dimensioni e facendo apparire i personaggi bidimensionali, come a richiamare la carta del volume da cui vengono ispirati.Carina l’idea in teoria ma in pratica secondo me perdono un po’; questo è solo un parere personale perché il film è stato accolto molto bene dalla critica, soprattutto per le sue animazioni.

Le musiche scelte sono davvero belle, dando un gusto vintage alla storia.

L’ambientazione, come già accennavo con i giochi cromatici, richiama un mondo in cui essere adulti produttivi è la cosa più importante. Devo ammettere che anche questo aspetto è davvero ben riuscito, unito alle animazioni, rendono il contesto molto particolare ed efficace.

La trama invece, essendo questo un riadattamento che un po’ stravolge l’originale, vede la storia vera e propria del Piccolo principe messa in secondo piano per raccontarne una diversa: quella di una bambina che si ricorda di essere tale, che si affeziona a un amico, che potrebbe perdere. Il messaggio fondamentale è quindi di accettazione della perdita, d’immaginare qualcosa oltre alla morte. Che non è così diverso da uno dei messaggi originali del libro, ma si focalizza su alcuni dei temi trattati da de Saint-Exupéry.

(Se volete leggere la recensione del LIBRO invece, che avevo scritto per il portale ArtSpecialDay visitate questo link).

Le differenze tra libro e film

Parlare di differenza fra libro e film in questo caso è più difficile del solito, proprio perché la trama non segue fedelmente il romanzo, ma aggiunge una storia completamente diversa a quella del principino più famoso della letteratura.

Le vicende raccontate qui quindi sono diverse e aggiungono un dopo alla storia di Il Piccolo principe originale; la storia è quella dell’aviatore che dopo aver vissuto la sua avventura nel Sahara con uno speciale straniero, nella quale riscopre il suo lato bambino e poi rimane quello diverso nella società, ancora legato al fanciullo che si nasconde in lui.

(non leggere i prossimi due paragrafi se non vuoi incontrare Spoiler)

Se si fosse fermata qui la storia sarebbe stato anche meglio (secondo me); ma invece prosegue e vede la piccola protagonista di questa pellicola animata prendere il volo con un semplice aeroplano e raggiungere un pianeta (molto simile alla terra grigia in cui vive) dove lavorare e produrre è più importante di qualsiasi cosa, dove i personaggi che Il piccolo principe incontra nel suo primo viaggio sono tutti lì (e un po’ cambiati, il re fa l’uomo della ascensore, perché poi?) e dove Il piccolo principe è cresciuto.
E si è dimenticato pure lui come è essere bambino.

La cosa interessate è il paragone sogno realtà anche presente nel libro, ma questo stravolgimento della storia, da fan accanita che rilegge con frequenza il romanzo, non l’ho proprio apprezzato. Ma sono gusti personali.

Non vi parlo qui delle incoerenze vere e proprie (come l’aviatore vivo e vegeto in tempi moderni o come il fatto che una bambina arrivi su un pianeta con un aeroplano vecchio di almeno 50 anni) perché è un cartone animato.

Il film, per quanto caruccio che fa scattare molte emozioni vedendo sullo schermo frasi e immagini di scene solo immaginate fino a ora, ha un po’ snaturato un libro che ho amato e continuo ad amare.

Capisco che però è un film per bambini e i fan di vecchia data del libro possono risentire di questa cosa, avendo come me sperato in qualcosa di diverso.

Detto ciò, Il piccolo principe (il film) è carino, una storia dolce che reinterpreta un libro davvero celebre e amato; non aspettatevi quindi una trasposizione letterale del classico, sia chiaro, ma guardatelo per fare un viaggio di nuovo con un vecchio amico; un  se siete dei fan del romanzo quanto me  non si può non guardarlo almeno per incontrare ancora una volta quel Piccolo principe che ci ha fatto innamorare.

Voi lo conoscevate? Lo avete visto? Cosa ne pensate?

Siete d’accordo con la mia recensione?

Il mese prossimo vi parlerò di un nuovo film, tratto da un nuovo libro, quindi a presto.

Giorgia

Guarda il trailer in italiano:

Founder di Book-tique.Nata nel varesotto alla fine dei gloriosi anni ’80, adottata da Trieste in giovane età e infine emigrata in Australia, dove mi sono data alla lettura in digitale e in inglese.

Nella vita ho fatto un po’ di tutto, ma le due costanti sono state l’amore per i libri e la passione per la scrittura. Per questo ho deciso di aprire questo blog e parlare con frequenza di libri e di quel che ruota attorno a loro.

Nata nel varesotto alla fine dei gloriosi anni '80, Giorgia Chiaro ha fatto un po' di tutto nella sua vita, dopo un'infanzia passata vicino alla metropoli imbruttita e un trasferimento in giovane età nella mitteleuropea Trieste.È stata una studentessa, un'impiegata diverse volte, un'assicuratrice, una venditrice, una avventuriera.

Nonostante le poliedriche carriere intraprese e la lotta al precariato, le costanti della sua vita sono state l'amore per i libri e una passione coltivata a singhiozzi per la scrittura, che sono sfociate nel 2017 nella nascita di Book-tique, dopo qualche esperienza di articoli online per alcuni magazine (Mangiatori di Cervello, ArtSpacialDay, Bora.la).

Ora vive in Australia dove, oltre a godere appieno di quest'esperienza, legge digitale (e ogni tanto in inglese) e continua a parlare di libri e di quello che gira intorno al loro mondo.

… I miei Cinguettii

Источник: https://www.book-tique.it/2020/05/20/un-libro-al-cinema-il-piccolo-principe-2015/

Il piccolo principe ci guida alla scoperta di un classico

Il Piccolo Principe. La recensione del film

Tutti conoscono Il piccolo principe, il romanzo di Antoine de Saint-Exupéry con cui tante generazioni sono cresciute.

Soprattutto perché è un romanzo che dice cose importanti, e dirette, sul senso della vita, dell'amore e dell'amicizia.

Un adattamento contemporaneo, con le tecnologie attuali, era quantomeno prevedibile, oltre che auspiscabile, ed è Mark Osborne, già regista di Kung Fu Panda, ad occuparsi della resa su grande schermo dell'opera.

Se il libro, datato 1943, segue e mostra l'incontro del protagonista con svariati personaggi che gli propongono diversi insegnamenti, struttura diversa ha Il piccolo principe cinematografico, che sceglie di mettere al centro del racconto una bambina prodigio, mostrandoci prima la vita che le è stata imposta e poi la via di fuga, e l'insegnamento, che la storia del piccolo principe rappresentano per lei. Il tutto raccontato, ovviamente, con l'ausilio dell'animazione CGI con tutte le potenzialità che il mezzo offre oggi, ma non soltanto.

Storia di una bambina

Non è semplice affrontare l'adattamento di un'opera nota e sentita da tanti e una traduzione letterale del testo in immagini non sarebbe stato, probabilmente, di semplice realizzazione. Da questo deriva la scelta di abbracciare quei personaggi e quelle situazioni in qualcosa di più ampio, che permettesse di raccontarli attraverso un punto di vista esterno.

É infatti una bambina la protagonista de Il piccolo principe targato Mark Osborne, una ragazzina prodigio, come accennato più su, a cui è stato imposto dalla madre uno stile di vita rigoroso, opprimente per qualcuno della sua età, con l'intento di renderla perfetta e poter accedere alla prestigiosa Werth Accademy.

Per questo, quando il colloquio per accedere all'agognata scuola va male, madre e figlia si trasferiscono in un nuovo quartiere che renderebbe l'accesso a quella struttura più semplice mentre la genitrice pianifica per la figlia un programma rigoroso ed omnicomprensivo per le giornate delle vacanze estive, ovvero i 53 giorni che la separano all'inizio del nuovo anno scolastico, ed oltre. Affinché sia perfetta. Ma la vita si mette di mezzo e scombussola i programmi della donna: scopre presto, infatti, che se si è potuta permettere quella casa è perché accanto a loro vive un bizzarro vecchietto squinternato col quale la bambina stringe amicizia e che le fa scoprire una storia incantevole attraverso i suoi disegni e i suoi racconti: la storia del piccolo principe.

Il Piccolo Principe: l'aviatore e la bambina in una scena del film d'animazione

Noi piccoli bambini

A conti fatti, non è la piccola bambina la vera protagonista dell'adattamento scritto da Irena Brigull per Osborne, ma tutti noi che abbiamo letto il romanzo.

Nella sua scoperta di quella storia incantevole e incantata c'è la scoperta che tutti noi ne abbiamo fatto alla nostra prima lettura; negli insegnamenti che lei ne trae, ci sono quelli che noi stessi ne abbiamo tratto; nel suo incantato stupore, rivediamo il nostro.

É una chiave di lettura interessante e un modo intelligente di condurci nuovamente nel mondo immaginato da Antoine de Saint-Exupéry, una storia intorno alla storia che si avvale di una messa in scena diversa da quella usata per il racconto dell'anziano vicino: se la monotona quotidianità della piccola bambina è narrata usando la moderna animazione in computer graphic, tutta la parte che affronta il mondo e i personaggi vicini al romanzo è girata in uno stop motion qualitativamente notevole, affascinante nello stile e dal sapore magico e incantato.

Le due facce della favola

Il Piccolo Principe: il piccolo principe con la volpe in una scena del film d'animazione

L'idea è buona, un pochino meno lo è la realizzazione.

É ovviamente voluto il netto distacco stilistico e narrativo tra la storia della bambina e il racconto del bizzarro vicino, ma stona leggermente il dislivello qualitativo quasi altrettanto evidente che lo accompagna: la CGI a disposizione di Osborne, pur dignitosa e al passo con i tempi, non è quella a cui ci hanno abituato la Pixar o Disney Animation nelle ultime produzioni ed il volontario grigiore che caratterizza le sequenze di ordinaria quotidianità ed impegnativo studio della ragazzina non fanno che accrescere questa sensazione. Al contrario, le prime animazioni delle illustrazioni dell'anziano vicino e la messa in scena del racconto di lui brillano fin da subito per un'apertura ed un'atmosfera sognante e magica amplificate dal valore qualitativo della stop motion e per lo stile visivo originale scelto per rappresentarla. Questo passaggio visivo e stilistico è reso ancora più evidente, ed è forse questo che ci lascia con un pizzico di perplessità, dal diverso tono che lo accompagna nello script, molto meno lirico ed ispirato quando ci racconta della piccola bambina e della sua vita guidata dalla madre alla ricerca della perfezione.

Operazione riuscita?

Questo non rende Il piccolo principe un brutto film, affatto, lo rende però una piccola delusione, almeno per chi scrive che riponeva molte aspettative in questo progetto.

Il film diretto da Mark Osborne, che è riuscito a radunare anche un cast vocale notevole per la versione inglese (parliamo infatti di Jeff Bridges, Rachel McAdams, Paul Rudd, Marion Cotillard, l'immancabile James Franco, Benicio Del Toro e Ricky Gervais), rappresenta un modo originale per avvicinare gli spettatori, e nuovi lettori, all'opera a cui si ispira, caricandosi sulle spalle la stessa responsabilità che il buffo e vivace vicino del film prende nei confronti della piccola protagonista. É un film che ci sa portare a contatto con un mondo magico e personaggi affascinanti, dischiudendoci le sue porte e guidandoci con grazia e delicatezza in un universo ricco di sentimenti e significati importanti. Non è del tutto riuscito, questo no, ma rappresenta un buon film per famiglie che potrà dire la sua in sala il prossimo dicembre, quando andrà a completare l'offerta natalizia nostrana.

Источник: https://movieplayer.it/articoli/la-recensione-de-il-piccolo-principe-da-cannes-2015_14555/

Gravidanza
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