Il pediatra: casi di bimbi con febbre da caldo

Contents
  1. Febbre bambini in estate
  2. Febbre in estate, le cause
  3. Febbre e centri estivi
  4. Febbre da caldo
  5. Cosa fare
  6. Si può uscire con la febbre?
  7. Febbre nei neonati: cosa fare
  8. Che cos'è la febbre
  9. Il meccanismo della febbre
  10. Le cause più frequenti della febbre nei neonati
  11. Come abbassare la febbre
  12. Scopri come abbassare la febbre con questo rimedio naturale per la febbre
  13. Che cos'è la febbricola?
  14. Quando rivolgersi al pediatra
  15. Febbre della crescita: è reale?
  16. A partire da quale temperatura parliamo di febbre?
  17. Febbre con convulsioni 
  18. Febbre per infezione urinaria
  19. Mal di pancia nei bambini: cause e rimedi
  20. Mal di pancia e vomito
  21. Il mal di pancia notturno
  22. Mal di pancia psicologico
  23. Mal di pancia intermittente
  24. Qualche rimedio al mal di pancia dei bambini
  25. Febbre bambini in estate: tutto quello che c’è da sapere
  26. Febbre: vero o falso?
  27. La febbre è una malattia?
  28. I colpi di freddo possono causare la febbre?
  29. Il termometro più affidabile è quello tradizionale?
  30. La temperatura deve sempre essere misurata a livello rettale?
  31. Le infezioni possono causare febbre?
  32. In caso di febbre ciò che conta è controllare a quanto arriva?
  33. In caso di febbre bisognacoprire il bambino?
  34. In caso di febbre bisogna dare da bere al bambino?
  35. In caso di febbre bisogna far mangiare il bambino?
  36. Bisogna sempre fare le spugnature se il bambino ha la febbre?
  37. I farmaci antipiretici vanno somministrati sempre?
  38. I farmaci antipiretici vanno somministrati in caso di temperatura corporea superiore ai 38,5°-39°C ascellari?
  39. I farmaci antipiretici agiscono “raffreddando il corpo”?
  40. I farmaci antipiretici curano la malattia responsabile della febbre?
  41. Il farmaco di prima scelta è il paracetamolo?
  42. Il paracetamolo può essere somministrato nuovamente dopo 6 ore?
  43. E’ preferibile somministrare i farmaci antipiretici per via rettale?
  44. I farmaci antipiretici “prevengono” la febbre?
  45. L’antibiotico è sempre efficace contro la febbre?
  46. In caso di infezione batterica, dato l’antibiotico, la febbre passa subito?
  47. La febbre può ricomparire, nonostante l’antibiotico?
  48. Il pediatra va consultato subito in caso di febbre?

Febbre bambini in estate

Il pediatra: casi di bimbi con febbre da caldo

Anche in estate può venire la febbre. La colpa? Infezioni (alcune caratteristiche del periodo estivo) o, nei più piccoli, una reazione al troppo caldo. E quest'anno non si può dimenticare la Covid-19. Ecco come comportarsi

Anche in estate, al bambino può capitare di avere la febbre

Succede meno di frequente che in inverno perché si passa più tempo all'aria aperta, dove le occasioni di contagio sono minori, ma succede. Vediamo perché e come comportarsi con l'aiuto di Michele Fiore, pediatra di famiglia a Genova.

Febbre in estate, le cause

“In primavera e all'inizio dell'estate sono frequenti le infezioni da parte del batterio streptococco, come faringite, tonsillite e scarlattina, che in genere portano febbre anche alta”, spiega il pediatra.

“Per quanto riguarda la piena estate, invece, proprio come in inverno la causa più comune della febbre è rappresentata dalle infezioni virali, per esempio da adenovirus, Coxsackie e altri, che spesso si accompagnano a esantema, cioè eruzione cutanea. Tra queste, una forma ben nota a mamme e papà è la mani-piedi-bocca, che può colpire anche gli adulti”.

Anche forme intestinali che danno diarrea e infezioni cutanee come piodermiti e impetigine, caratteristiche proprio del periodo estivo, possono accompagnarsi a febbre.

Febbre e centri estivi

Dove c'è una comunità, c'è un aumento del rischio di malattie infettive trasmissibili. Succede in inverno negli asili e nelle scuole, ma succede anche in estate, nei centri estivi.

Per tornare a frequentarli dopo una malattia infettiva, valgono le stesse indicazioni che si danno anche in inverno: almeno 24-48 ore senza febbre e ritorno a una condizione di benessere del bambino.

“Non bisognerebbe mai trascurare l'importanza della convalescenza” sottolinea Fiore.

Quest'anno, come misura preventiva nei confronti del coronavirus, l'accesso ai centri estivi è regolamentato in modo molto più stringente (misurazione della temperatura, gruppi piccoli per la fascia d'età 3-6 anni, mascherina sopra i 6 anni…). “Ogni regione – pur partendo da un documento interministeriale – ha regolamentato sia le regole di accesso sia quelle di allontanamento dei bambini in caso di malattia e, ovviamente, la loro riammissione” conclude il pediatra.

Febbre da caldo

“Una condizione tipica del periodo estivo è anche la cosiddetta 'febbre da caldo', molto più comune di quanto si pensi, soprattutto nelle prime epoche della vita (soprattutto neonati e lattanti)” afferma Fiore.

Da non confondere con il colpo di calore, è una normale reazione dell'organismo al fatto che i bambini molto piccoli non sanno ancora termoregolare alla perfezione.

“Per questo risentono molto della temperatura esterna, come pure della scarsa idratazione, che può verificarsi in estate.

Cosa fare

“In estate, la gestione del bambino con la febbre non cambia rispetto all'inverno. Le cose da fare sono sempre le stesse”, spiega Fiore. Ecco di cosa si tratta:

  • Misurare la temperatura con un termometro adeguato: al momento le linee guida consigliano di usare solo il termometro digitale in sede ascellare;
  • Tenere fresco il bambino, cioè non coprirlo e tenerlo in un ambiente fresco;
  • Farlo bere;
  • Usare l'antipiretico solo in caso di malessere generale (e non solo perché la temperatura è alta);
  • Come antipiretico, usare solo il paracetamolo oppure l'ibuprofene (e non altri farmaci), chiedendo il dosaggio corretto da utilizzare al proprio pediatra. Anche se oggi i foglietti illustrativi di questi farmaci riportano i dosaggi in maniera corretta (dipendono dal peso del bambino) è sempre meglio avere la supervisione del medico.

Proprio in considerazione della situazione emergenziale che si è creata con la pandemia di Covid-19, quest'anno in caso di febbre il consiglio è quello di cercare di consultare il pediatra nelle prime ore di comparsa. “Questo per una più corretta pianificazione assistenziale da parte del pediatra che, in base anche alla situazione epidemiologica locale, deciderà il miglior percorso da far seguire al bambino” precisa Fiore. 

Si può uscire con la febbre?

“Il bambino con la febbre può sicuramente uscire: in estate come in inverno, con il sole o le nuvole, perfino con il vento e la pioggia. Il fatto di stare fuori, di per sé, non fa ammalare né aggrava la febbre” spiega Fiore. Sottolineando che se però fa molto caldo potrebbe essere più opportuno stare dentro, in un ambiente fresco, che stare fuori.

“In ogni caso – prosegue lo specialista – bisogna intendersi bene: un conto è uscire per andare a casa dei nonni o dal pediatra, o anche a fare due passi per distrarsi un po'. Un altro conto è andare a 'sfrenarsi' ai giardini, saltando, correndo, arrampicandosi. Questo sarebbe da evitare per non stressare troppo un organismo già indebolito”.

Revisionato da Valentina Murelli

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bambino/febbre-bambini-in-estate

Febbre nei neonati: cosa fare

Il pediatra: casi di bimbi con febbre da caldo

​La febbre è un sintomo molto comune nei bambini ed è importante tenerla sotto controllo. Gli studiosi ritengono che la febbre si manifesti quando l’organismo aumenta il numero di globuli bianchi, detti leucociti, necessari a combattere un’infezione causata da batteri o virus.

Che cos'è la febbre

Per febbre si intende l'aumento della temperatura corporea oltre i 37,2°C  misurata sotto l'ascella. Questo aumento indica che c'è uno squilibrio tra la produzione e la dispersione del calore nell'organismo.   

La temperatura può subire alterazioni durante il giorno. In generale, la mattina è più bassa (35,8°C – 36,4°C circa). Nelle prime ore del pomeriggio, inizia ad aumentare e continua a salire fino a tarda sera. Poi, di notte, diminuisce gradualmente. 

La variazione della temperatura  può essere provocata da varie cause, che non hanno niente a che vedere con le infezioni. Ad esempio, dalla digestione di un pasto abbondante o da un intenso esercizio fisico. Si parla di febbre nei neonati, quando la temperatura rimane al di sopra dei valori normali per un periodo di tempo più o meno lungo.  

Il meccanismo della febbre

La febbre si manifesta quando l'organismo aumenta la produzione di globuli bianchi  (leucociti) necessari per combattere un'infezione causata da virus o batteri.  

Grazie all'attività dei globuli bianchi, le cellule dell'organismo stimolano a loro volta la produzione di sostanze dette pirogeni endogeni, che letteralmente significa “sostanze che generano fuoco”.  

Queste sostanze agiscono sul centro di controllo della temperatura corporea, l'ipotalamo, che è situato nel cervello e lo spingono ad accrescere la temperatura nel tentativo di distruggere i microrganismi nocivi.

Se si interviene contrastando l'azione dell'organismo e abbassando la temperatura, si impedisce che il meccanismo della febbre abbia effetti benefici.   

Le cause più frequenti della febbre nei neonati

La febbre è una sindrome causata da un'infiammazione, un’infezione o entrambe le cose allo stesso tempo. In funzione della sua evoluzione e degli altri sintomi associati, il pediatra può identificarne la causa e prendere le misure più opportune.  

Ecco una lista di sintomi che posso aiutare a identificare la causa della febbre, che ti aiuterà a scegliere il comportamento più indicato da seguire mentre aspetti l'intervento del medico:  

- Pesantezza, mal di testa, debolezza e brividi: influenza. 

- Vomito: intossicazione o gastroenterite. 

- Tosse e naso chiuso: influenza, infezione virale o bronchite. 

- Diarrea: infezione intestinale, indigestione, intossicazione o avvelenamento. 

- Mal di testa: dolore sulla fronte, sopra le sopracciglia o nel naso: sinusite. 

- Dolore alle orecchie: otite o parotite. 

- Mal di stomaco: appendicite, coliche o infezione intestinale. 

- Dolore durante la minzione: cistite o infezione del tratto urinario. 

- Macchie rosse sulla pelle e piccole pustole. Una malattie esantematica, come morbillo, scarlattina, rosolia, varicella, quinta malattia, eccetera. 

Come abbassare la febbre

Non bisogna abbassare la febbre, a meno che non si alzi sopra i 38°C rettoli (38,5°C ascellari) o provochi malessere al bambino.   

- Se la temperatura è superiore ai 38°C ascellari, si consiglia di somministrare al bambino un farmaco antipiretico, sempre su prescrizione del pediatra.

I farmaci più comuni sono il paracetamolo e l'ibuprofene. Sarà il pediatra a stabilire quale farmaco usare, in quali dosi e ogni quante ore.

Gli antipiretici sono raccomandati anche quando la temperatura è inferiore, se il bambino è molto debole o stanco.  

– È molto importante che l'organismo possa disperdere calore. Per questo motivo, bisogna preferire abiti leggeri. Inoltre la temperatura della stanza non dovrebbe superare i 20 °C. 

- Bisogna dare al bambino molti liquidi per evitare la disidratazione dell'organismo. Le bibite più appropriate sono l'acqua, il succo di limone, a cui si può aggiungere acqua tiepida o miele, e i succhi di frutta che, oltre ad aiutare a recuperare i liquidi persi, apportano l'energia necessaria.  

– Se è bene insistere perché il bambino beva molto, è invece controproducente obbligarlo a mangiare, se non vuole.   

– Ci sono genitori che normalmente ricorrono ad antibiotici in caso di febbre. Tuttavia,  gli antibiotici, anche se efficaci contro i batteri, non lo sono contro i virus, responsabili di molte infezioni che causano la febbre. Anche per quanto riguarda gli antibiotici, quindi, mai prendere iniziative e consultare sempre il pediatra.

Quando la febbre sparirà, il bambino avrà bisogno di quattro o cinque giorni di convalescenza nei quali deve stare a riposo.  

La febbre non è una malattia, ma il segnale che l'organismo sta lottando contro un'infezione. Eliminare la febbre significa, in molte occasioni, non dare la possibilità all'organismo di reagire all'aggressione e di risolvere il problema con le sue forze.  

Scopri come abbassare la febbre con questo rimedio naturale per la febbre

La febbre può essere controllata applicando garze imbevute di aceto sui polpacci. L'efficacia del rimedio è dovuto al fatto che l'aceto agisce come vasodilatatore su un'altra zona del corpo, nel punto più lontano alla testa. 

Le garze imbevute di aceto vanno applicate sui polpacci nel seguente modo: mettere delle piccole garze con una miscela composta da 2/3 di acqua fredda e 1/3 di aceto di vino. Per i neonati, nel cui caso le percentuali sono metà acqua e metà aceto, si consiglia aceto di mele. Bisogna ripetere l'applicazione frequentemente.  

Che cos'è la febbricola?

La febbricola è, per così dire, una febbre “lieve”, popolarmente definita con l'espressione “avere qualche lineetta”. Più concretamente, si definisce febbricola l'ipertermia, o aumento della temperatura corporea, superiore ai 37°C e inferiore ai 38°C.

La febbricola è un tipo di febbre che normalmente è prolungata e sostenuta, ossia che non superare i 38°C e può essere dovuta a diverse cause: l'inizio di un processo infettivo, un semplice raffreddore, lo stress…

Bisogna anche tenere presente che la temperatura corporea varia in funzione dell'ora del giorno e della zona in cui viene misurata.

Quando rivolgersi al pediatra

Normalmente, la febbre non necessita della presenza immediata del medico. Infatti, esistono casi di infezioni virali lievi che spariscono spontaneamente nel giro di 48 ore.  

Bisogna chiamarlo immediatamente se

– Il bambino ha meno di sei mesi e la febbre supera i 38°C. I lattanti, infatti, corrono il rischio di disidratarsi.  

– Il bambino ha più di sei anni e la febbre supera i 39°C. 

– La febbre è accompagnata da vomito o difficoltà respiratoria.  

– La febbre si manifesta dopo un'esposizione al sole o alla permanenza in un luogo molto caldo.  

– La febbre non scende nell'arco di 48 ore o, benché moderata, continua per vari giorni. 

Febbre della crescita: è reale?

In linea generale, la crescita durante la prima infanzia è omogenea, ma possono esserci periodi in cui accelera leggermente, a tal punto che i genitori percepiscono una sorta di picco di crescita. In ogni caso, si tratta di cambiamenti minimi.

L'aumento di statura subisce un’accelerazione repentina più avanti, nella pubertà, quando nell'organismo entrano in azione gli ormoni sessuali maschili e femminili. Prima succede alle bambine e, più avanti, ai bambini. Normalmente, dopo questo ultimo picco, la crescita si arresta e permane stabile per il resto della vita.

A partire da quale temperatura parliamo di febbre?

Vorrei sapere da quale temperatura si parla di febbre in un bambino di un anno. Bisogna rivolgersi al medico nel caso di un episodio di febbre e catarro o aspettare qualche giorno e dargli ibuprofene per vedere se migliora?  

Risposta del pediatra 

La temperatura nei bambini si aggira intorno ai 37°C, decimo più, decimo meno. Ma dipende dalla zona in cui si misura: se si misura la temperatura nel retto, quella normale è intorno ai 37,5°C. Si considera febbricola quando la temperatura non supera i 38°C (38,5°C rettale).

In realtà, non si deve per forza far scendere la febbre se il bambino sta bene, anche se la febbre normalmente provoca un malessere generale. Queste sono le indicazioni:

Se ha 38,5°C: bisogna svestirlo parzialmente o totalmente (in base alla temperatura dell'ambiente), in modo che elimini calore. Bisogna anche arieggiare la camera e dargli spesso acqua da bere in piccole quantità.

Se la temperatura arriva ai 39°C: gli si può rinfrescare la fronte con un impacco di acqua tiepida o fare spugnature di acqua tiepida sul corpo. Non bisogna usare mai alcol o acqua di colonia.

Queste sostanze possono provocare problemi anche molto gravi. Si può mettere il bimbo nella vasca da bagno con un po' d'acqua tiepida che arrivi, da seduto, a mezza coscia.

L'acqua fredda può provocargli brividi, contrazioni muscolari repentine e rapide che possono aumentare il calore e aumentare la temperatura.

Se la temperatura non scende e il bambino sta male: gli si può somministrare un antipiretico. Deve essere stato prescritto dal pediatra, secondo le dosi e l'orario prescritti.

La cosa più importante è identificare la causa della febbre. Se l'aumento della temperatura coincide con un'infiammazione catarrale, mucosità e tosse, non si tratterà di un'emergenza. Deve preoccuparla molto di più la presenza di sintomi o segnali che non riesce a identificare, accompagnati o meno da febbre.

Febbre con convulsioni 

Mio figlio di 13 mesi, quando ha la febbre, la temperatura sale sempre molto. A 38,8 ha i brividi e gli trema il mento. Dura poco, ma vorrei sapere se si tratta di una convulsione. Se è così: che cosa devo fare quando gli succede?  

Risposta del pediatra 

Non mi sento di negarlo categoricamente, poiché le convulsioni febbrili possono manifestarsi in molti modi. Tuttavia, questi sembrano più che altro segnali tipici della sindrome febbrile.

Se la temperatura è elevata, non necessariamente ci sono più probabilità di avere convulsioni.

Queste appaiono in bambini predisposti e, in molti casi, prima che la madre si renda conto che il bambino ha la febbre, poiché a volte rappresentano il primo segnale.   

Il trattamento della febbre passa per varie tappe. La prima è idratare correttamente il bambino, dandogli frequentemente acqua in piccole dosi. Occorre anche svestirlo e fare in modo che la temperatura della camera non superi i 20°C.

Se, nonostante ciò, la febbre persiste e il bambino sta male, si possono applicare impacchi umidi sulla fronte e gli avambracci. Per ultima cosa, se necessario, gli si può somministrare l'antipiretico prescritto dal suo pediatra.

Le spugnature con acqua di colonia o alcol sono pericolose e non è raccomandabile immergere il bambino in acqua fredda. Questo provocherebbe brividi, aumento del lavoro muscolare e conseguente aumento della temperatura corporea. Non bisogna far scendere la febbre se il bambino sta bene, anche se non è il caso di suo figlio.

Questo perché, molte volte, la febbre accorcia il processo infettivo che, nella stragrande maggioranza dei casi, ha un'origine virale. Capire la causa della febbre aiuta a trattarla.  

Febbre per infezione urinaria

A mio figlio di 11 mesi è stata diagnosticata un'infezione urinaria da leucociti. Gli hanno prescritto un trattamento con antibiotici. Ha avuto 39 di febbre e lo abbiamo portato dal pediatra.

Adesso, però, sono due giorni che ha 37,5: con il paracetamolo la febbre ci mette molto a scendere. Gli stiamo dando antibiotici da due giorni.

Quando smetterà di salirgli la febbre? È troppo presto o lo porto di nuovo dal pediatra? In più fa le feci liquide, molto maleodoranti e scure. Non so se è per le medicine che prende o perché può avere la gastroenterite.

Risposta del pediatra 

Non mi chiaro quale sia stato il percorso diagnostico.

Se, per via della febbre e attraverso l'esplorazione, è sorto il sospetto di infezione urinaria, suppongo che sia stata rilevata una maggiore presenza di leucociti con un test con striscia reattiva.

Se è così, il sospetto è fondato. Tuttavia, per identificare il germe responsabile e l'antibiotico più indicato ènecessario eseguire un'urinocoltura e un antibiogramma.

La durata del trattamento dipenderà dal tipo di antibiotico impiegato.

Inoltre, normalmente, alla fine del trattamento (che in genere dura 7 o 10 giorni) bisogna verificare oggettivamente la guarigione, attraverso prove specifiche (almeno un'ecografia renale) per scartare alterazioni nelle vie urinarie che possano rendere il bambino più sensibile alle infezioni. La temperatura di 37,5°C non è febbre, ma febbricola e non richiede un trattamento antipiretico. Non si deve abbassare la temperatura a tutti i costi, ma far in modo che il bambino stia meglio. Tenga anche presente che è più importante somministrare ripetutamente acqua in piccole quantità che dare un antipiretico. Le deiezioni liquide possono essere provocate dall'antibiotico. Il trattamento deve prevedere anche un'adeguata idratazione del bambino.

Источник: https://quimamme.corriere.it/neonati/salute-neonato/febbre

Mal di pancia nei bambini: cause e rimedi

Il pediatra: casi di bimbi con febbre da caldo

Il mal di pancia è un disturbo molto comune e frequente nei bambini; generalmente si risolve spontaneamente nel giro di ore o di pochi giorni. Il dolore può essere costante oppure andare e venire, simile al dolore causato dai crampi, e può essere di diversa intensità.

Se l’origine del disturbo è un’infezione batterica o virale che interessa lo stomaco e l'intestino, il mal di pancia è accompagnato da altri sintomi quali nausea, vomito, diarrea, febbre, pallore.

La prima importante distinzione da fare è quella tra un dolore acuto o un dolore ricorrente o cronico.

Le cause possono essere organiche (dovute a patologie, infezioni o altre cause mediche) oppure psicologiche, legate cioè a un evento o più eventi che hanno influito nella vita del bambino e che il bambino non riesce a superare, come l’ansia da prestazione scolastica o sportiva, la nascita di un fratellino o la conflittualità nell’ambito familiare o scolastico.

In generale, le cause del mal di pancia possono essere mediche o chirurgiche. Vediamo le principali.

  1. Cause mediche
    • Gastroenteriti
    • Stipsi
    • Infezione delle vie urinarie

  2. Cause patologie chirurgiche
    • Invaginazione (penetrazione di un segmento intestinale in quello successivo, colpisce soprattutto i neonati)
    • Volvolo (torsione su sé stesso di un viscere tubolare dell’apparato digerente, non è molto frequente)
    • Ernia strozzata
    • Appendicite
    • Traumi di varia natura

  3. Altre patologie
    • Coliche infantili
    • Linfadenite mesenterica, infiammazione dei linfonodi nella membrana che collega l’intestino alla parete addominale (il mesentere)
    • Polmonite
    • Dolori funzionali

Di mal di pancia soffre circa il 10-20% dei bambini di età superiore ai 2-3 anni (età prescolare); l’incidenza aumenta con l’età per diventare massima in epoca pre-adolescenziale, colpendo più le femmine dei maschi.

Questo tipo di dolore addominale, di solito, viene riferito come un dolore di intensità tale da interrompere il gioco e le normali attività della vita quotidiana. Si associano anche altri sintomi come pallore e dolore avvertito in una zona intorno all’ombelico, la cui durata può variare.

Come detto, si tratta di un disturbo che generalmente si risolve spontaneamente, ma in alcuni casi occorre prestare attenzione e consultare un medico. 
Le principali situazioni che devono destare allarme sono quando:

  • Il bambino riferisce il dolore in un punto preciso della pancia che va generalmente dall’inguine al dorso e il dolore ha lunga durata (più di 3-4 ore)
  • Il mal di pancia fa svegliare il bambino durante la notte
  • Il mal di pancia è accompagnato da febbre e/o vomito
  • Diarrea o stitichezza persistenti
  • Calo di peso
  • Rallentamento della crescita
  • Sangue nelle feci

È sempre bene consultare con urgenza il pediatra o il Pronto Soccorso quando:

  • Il dolore è fisso, con bambino sofferente, che piange, che vuole stare fermo perché se si muove il dolore aumenta.
  • È presente febbre (anche febbricola), vomito, qualche piccola scarica di diarrea o dolore riferito all’inguine
  • Il bambino continua ad avvertire dolore addominale dopo un trauma

Mal di pancia e vomito

In caso di febbre o vomito, è importante escludere che si tratti di un’appendicite acuta, che richiede invece l'intervento chirurgico. Nella prima infanzia le malattie chirurgiche sono frequenti prima dei 2 anni, sono quasi assenti tra i 2 e i 5 anni, per poi tornare dopo i 5 anni.

In particolare, fino ai 2 anni le principali patologie sono rappresentate quasi esclusivamente dalle invaginazioni intestinali, e dopo i 5 dalle appendiciti.

Il vomito associato al mal di pancia potrebbe essere dovuto anche a infezioni intestinali (gastroenterite); di solito in questi casi il dolore ha un andamento crampiforme (in certi momenti è molto forte, poi diminuisce fino a scomparire e poi si ripresenta nuovamente).

Il mal di pancia notturno

Quando il mal di pancia è così forte da interrompere il sonno del bambino è utile approfondire la situazione. Se è la prima volta che succede è bene attendere un’ora per capire se è un fenomeno estemporaneo che si risolve da solo.

Se invece il mal di pancia persiste, il bimbo fa fatica a riaddormentarsi, non vuole muoversi per il dolore o subentrano altre complicazioni, è bene rivolgersi a un medico.

Come primo rimedio per alleviare il dolore si può utilizzare un blando antidolorifico, ma se i sintomi persistono è meglio chiamare un dottore.

Mal di pancia psicologico

Non sempre le cause del mal di pancia sono organiche, soprattutto nei bambini. Un disagio emotivo che il bambino non sa esprimere a parole può trasformarsi in mal di pancia.

Quando il disagio viene “somatizzato” dal corpo e non viene elaborato correttamente a livello mentale si è in presenza di un mal di pancia psicologico.Nella prima infanzia si parla più con il corpo che con la mente, poi crescendo si attiva l’elaborazione mentale delle emozioni ed è più facile gestirle a livello psichico.

 

Le cause che possono provocare mal di pancia psicologico sono soprattutto rabbia, ansia da separazione, gelosia, difficoltà nel confronto con gli altri bambini, ansia da prestazione in generale (scolastica e sportiva).

Il dolore provato da questi bimbi è reale e non va mai sminuito; occorre invece coinvolgere i genitori per cercare di lavorare sul sintomo e comprendere il significato che ha per il bambino, aiutandolo quindi a trovare diverse strategie per affrontare il disagio e lo stress.

Mal di pancia intermittente

Quando questo disturbo si presenta diverse volte anche nell’arco dello stesso mese, si parla di dolore cronico o intermittente.

Nel caso di dolore cronico, dopo un’accurata analisi della dieta e della crescita, il pediatra valutata la presenza o assenza di sintomi importanti, come febbre, vomito o diarrea e può scegliere di fare ulteriori esami per capire se la causa possa essere dovuta a intolleranze alimentari, celiachia, parassitosi o altre cause. Se invece il dolore è acuto e improvviso, va valutata prima di tutto l’età del bambino.

Nei lattanti e nei bambini più piccoli il mal di pancia non va mai sottovalutato, perché può essere sentinella di patologie importanti. Dai tre anni in avanti, quando il piccolo riesce a descrivere meglio quello che sente, il medico potrà formulare una diagnosi più accurata.

Qualche rimedio al mal di pancia dei bambini

Nei bambini piccoli spesso il mal di pancia (quando non è causato da patologie più gravi) è associato alle coliche gassose: il piccolo piange inconsolabile, anche per diverse ore.

Se è allattato al seno si può provare a variare la dieta della mamma, chiedendo al pediatra quali alimenti evitare. Se invece il neonato beve latte artificiale si possono provare le tettarelle anticolica.

Oltre a questi rimedi si può provare a seguire questi semplici accorgimenti: 

  • Regolarizzare le poppate
  • Fare un bagnetto caldo al bambino
  • Massaggiare la pancia del neonato con movimenti leggeri e delicati;
  • Cullare il bambino tenendolo a pancia in giù, con movimenti molto dolci e ritmici, eventualmente passeggiando lentamente.

Nei bambini più grandi i rimedi dipendono in larga parte dalla causa scatenante del disturbo. In caso di patologie occorre sentire il parere del proprio pediatra; quando invece si tratta di infezioni o intolleranze, vi sono alcuni semplici rimedi che si possono seguire.

  • In caso di gastroenterite virale il mal di pancia si risolve spontaneamente, stando a riposo e mettendo qualcosa di caldo sull’addome. 
  • In caso di stipsi può essere utile modificare l’alimentazione introducendo frutta, verdura di stagione, yoghurt e alimenti ricchi di fibre. 
  • In caso di intolleranza alimentare, occorre parlarne con il pediatra prima di procedere a escludere alimenti sospetti dalla dieta del bambino.

Источник: https://www.enterogermina.it/area-bambino/mal-di-pancia

Febbre bambini in estate: tutto quello che c’è da sapere

Il pediatra: casi di bimbi con febbre da caldo

Anche in estate, al bambino può capitare di avere la febbre. Succede meno di frequente che in inverno perché si passa più tempo all’aria aperta, dove le occasioni di contagio sono minori, ma succede. Vediamo perché e come comportarsi con l’aiuto di Michele Fiore, pediatra di famiglia a Genova.

Febbre: vero o falso?

Il pediatra: casi di bimbi con febbre da caldo

Vero.

Per febbre si intende l’aumento della temperatura:

  • sopra i 37°-37,3° se misurata a livello ascellare;
  • sopra i 37,5° – 38° se misurata a livello rettale.

Più propriamente, si parla di febbricola fino a 38°C ascellari, e di febbre propriamente detta al di sopra dei 38°C ascellari.

Riferendo la temperatura del bambino al pediatra, intendete sempre quella ascellare.

Se la misurazione è stata effettuata per via diversa da quella ascellare, per ottenere la temperatura reale, dalla temperatura rettale e auricolare vanno sottratte “cinque lineette”, cioè 0,5°C.

 Ad esempio, se dopo la misurazione rettale o auricolare il termometro segna 38°C, il vero valore della temperatura corporea è di 37,5°C.

Attenzione, però!

La temperatura corporea, peraltro, varia considerevolmente da persona a persona ed alcuni bambini possono avere, in condizioni normali, una temperatura superiore ai valori sopra riportati.

In una stessa persona, inoltre, la temperatura varia notevolmente (anche di 1 grado e mezzo) nel corso della giornata, con un minimo nelle prime ore del mattino e un massimo nel tardo pomeriggio.

Infine, soprattutto nel bambino e ancora di più nel lattante, la temperatura può aumentare:

  • dopo l’assunzione di pasti o bevande calde;
  • in seguito a sforzi (ad esempio il pianto intenso e prolungato);
  • per un ambiente troppo caldo (bagno caldo, alta temperatura esterna, bambino troppo coperto);
  • al rientro in casa, dopo essere stati a lungo in un ambiente freddo.

Pertanto, se sospettate una di queste situazioni, provate a misurare nuovamente la temperatura dopo mezz’ora.

La febbre è una malattia?

Falso.

Contrariamente a ciò che si pensa, la febbre non è una malattia, ma un meccanismo con cui l’organismo naturalmente reagisce ad una malattia. Non solo, ma si tratta di un meccanismo utile, per vari motivi:

  • è una “spia” di qualcosa che non va;
  • l’aumento della temperatura rallenta ed addirittura blocca la moltiplicazione dei virus;
  • il sistema immunitario (cioè il sistema che difende l’organismo dalle infezioni) aumenta la sua efficienza all’aumentare della temperatura.

Solo in casi particolari (temperature superiori a 41°C o convulsioni febbrili) la febbre può causare problemi.

I colpi di freddo possono causare la febbre?

Falso.

Le cause più frequenti di febbre sono:

  • infezioni, batteriche o, più spesso, virali;
  • vaccinazioni;
  • colpo di sole o colpo di calore.

Non sono causa di febbre l’eruzione dei dentini, i vermi e i colpi di freddo.

Il termometro più affidabile è quello tradizionale?

Vero.

Esistono diversi tipi di termometro. Il più affidabile è quello tradizionale pediatrico. Le modalità di misurazione della febbre cambiano in funzione del tipo di termometro utilizzato e della sede di misurazione.

La temperatura deve sempre essere misurata a livello rettale?

Falso.

La misurazione rettale è consigliabile fino a 2-3 anni, poi è preferibile la misurazione ascellare.

Leggi anche Come misurare la febbre ai bambini

Le infezioni possono causare febbre?

Vero.

Il centro nervoso che regola la temperatura corporea si comporta come un “termostato” (analogamente al termostato dei sistemi di riscaldamento delle abitazioni), mantenendo normalmente costante la temperatura corporea nonostante le variazioni della temperatura esterna. Batteri e virus, responsabili delle infezioni, liberano particelle che “starano” il termostato, che lavora per mantenere una temperatura corporea superiore al normale.

In caso di febbre ciò che conta è controllare a quanto arriva?

Falso.

Anche più importanti della febbre sono altri sintomi.

  • Condizioni generali: è presente? E’ vivace? Ha appetito? Succhia bene? E’ noioso? Piange disperatamente o inconsolabilmente?
  • Sembra avere mal di pancia, mal d’orecchie o dolore alla gola o in bocca?
  • Ha vomito o diarrea?
  • Ha tosse? Il bambino respira bene o con affanno?
  • Ha raffreddore? In tal caso, come è lo spurgo (trasparente, giallastro, verde scuro)?
  • Il bambino ha macchie sulla pelle?

In caso di febbre bisogna coprire il bambino?

Falso.

Non coprite eccessivamente il bambino, anzi, scopritelo: in questo modo si permette al corpo di
traspirare e, pertanto, di disperdere il calore

In caso di febbre bisogna dare da bere al bambino?

Vero.

Date da bere al bambino acqua, tè, camomilla, zuccherati, a piccoli sorsi, a volontà (non forzate il
bambino, comunque!): i liquidi compensano la disidratazione dovuta alla febbre

In caso di febbre bisogna far mangiare il bambino?

Falso.

Non forzate il bambino a mangiare; concedete piccoli pasti facilmente digeribili.

Bisogna sempre fare le spugnature se il bambino ha la febbre?

Falso.

Non sono necessarie, se non in casi particolari:

  • immediatamente in caso di emergenze come colpo di calore, delirio da febbre, febbre sopra i 41°C;
  • 20 minuti dopo la somministrazione di paracetamolo, se la temperatura rimane superiore a 40°C e il bambino è giù di corda.

Per effettuare le spugnature:

  • spogliate il bambino completamente; potete metterlo a bagno in 2 dita d’acqua (il bagno completo è meno efficace delle spugnature);
  • prendete dell’acqua del rubinetto, ad una temperatura di circa 25-28°C;
  • inumidite dei piccoli teli o garze, nell’acqua, strizzateli e poneteli sotto le ascelle e gli inguini del
    bambino;
  • inumidite una spugna e frizionate delicatamente, prima sulla faccia e sul collo, poi su petto e braccia, infine sul dorso, sulle natiche e sugli arti inferiori;
  • continuate per non più di mezz’ora.

I farmaci antipiretici vanno somministrati sempre?

Falso.

L’uso dei farmaci antifebbrili (farmaci antipiretici) andrebbe riservato ai casi in cui la febbre sia causa di disagio per il bambino; di solito ciò si verifica per temperature elevate.

Febbri di lieve entità, invece, non richiedono terapia con farmaci, che possono, sia pur raramente, causare effetti collaterali.

I farmaci antipiretici vanno somministrati in caso di temperatura corporea superiore ai 38,5°-39°C ascellari?

Vero.

Talora anche a temperature più basse

  • se il bambino è molto sofferente o mostra dolore;
  • se il bambino abbia avuto in precedenza convulsioni febbrili;
  • se il bambino è affetto da malattia cronica.

I farmaci antipiretici agiscono “raffreddando il corpo”?

Vero.

Agiscono sul “termostato” dell’organismo, cioè sui centri nervosi che regolano la temperatura corporea, in modo che ne riporti la temperatura a 37°C.

I farmaci antipiretici curano la malattia responsabile della febbre?

Falso.

Servono solo a limitare il livello della febbre. Il loro effetto comincia dopo ½ ora-1 ora dalla somministrazione e svanisce dopo 4-6 ore.

Il farmaco di prima scelta è il paracetamolo?

Vero.

Il paracetamolo è il farmaco di prima scelta. In alternativa, si può somministrare ibuprofene. L’acido acetilsalicilico e altri farmaci sono abbastanza efficaci, ma sono gravati da effetti collaterali. L’acido acetilsalicilico non deve essere somministrato in caso di influenza e di varicella, per il rischio di seri effetti collaterali.

Il paracetamolo può essere somministrato nuovamente dopo 6 ore?

Vero.

Il paracetamolo può essere ripetuto ogni 6 ore ore, sempre che la febbre sia risalita. L’ibuprofene può essere somministrato ogni 8 ore.

E’ preferibile somministrare i farmaci antipiretici per via rettale?

Falso.

E’ preferibile la via orale, perché garantisce un assorbimento del farmaco più regolare. Le supposte sono da preferire solo se c’è vomito, ma non vanno bene se c’è diarrea o mal di pancia.

I farmaci antipiretici “prevengono” la febbre?

Falso.

Gli antipiretici vanno somministrati “al bisogno”, per abbassare la febbre.

Leggi anche

Come utilizzare i farmaci per la febbre dei bambini

L’antibiotico è sempre efficace contro la febbre?

Falso.

L’antibiotico è efficace contro la malattia che causa la febbre, purché si tratti di infezione batterica. E’ del tutto inutile in caso di infezione virale.

In caso di infezione batterica, dato l’antibiotico, la febbre passa subito?

Falso.

Possono passare anche 2 giorni dalla prima somministrazione dell’antibiotico. Oltre i 2 giorni, comunque, è bene consultare il medico.

La febbre può ricomparire, nonostante l’antibiotico?

Vero.

E’ possibile, se:

  • l’antibiotico non è abbastanza efficace;
  • l’antibiotico non è stato dato ai dosaggi, agli orari o per il numero di giorni consigliati;
  • è sopravvenuta una nuova infezione virale, quindi non sensibile all’antibiotico.

In ogni caso, in questa evenienza, consultare il medico.

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Come somministrare l’antibiotico ai bambini

Il pediatra va consultato subito in caso di febbre?

Falso.

Consultate il pediatra immediatamente se:

  • il bambino ha meno di 3 mesi;
  • la febbre supera i 40,5°C effettivi e resiste all’antipiretico;
  • il bambino piange inconsolabilmente o piange ogni volta che lo toccate o lo muovete;
  • il bambino è sonnolento, poco presente, difficile da risvegliare;
  • il collo è rigido (il bambino non riesce a toccare il torace con il mento);
  • vi è tosse con difficoltà respiratoria che non passa dopo pulizia del naso;
  • si verifica una convulsione;
  • il bambino perde saliva e non riesce a deglutire nulla;
  • il bambino sembra stare molto male (controllate che la situazione cambi dopo somministrazione di paracetamolo).

Consultate il pediatra entro le 24 ore dall’inizio della febbre se:

  • la febbre supera i 38,5°C e il bambino ha meno di 2 anni;
  • vi è dolore a urinare;
  • la febbre è ritornata dopo almeno 24 ore di scomparsa.

Consultate il pediatra senza urgenza, dopo 24-48 ore, negli altri casi.

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Febbre I comici di Zelig per Amico Pediatra: la febbre

Pediatra Libero Professionista a Cantù (CO). Tutor di Pediatria per il corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia – Università degli Studi di Milano Bicocca.

Tutti gli articoli di Dott. Antonio Brienza

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Источник: https://www.amicopediatra.it/malattie/febbre-vero-o-falso_medicinali_febbre/

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