Il cambio del pannolino per lui

Come cambiare il pannolino?

Il cambio del pannolino per lui

Il cambio del pannolino è un momento speciale e delicato da dedicare al neonato. Ecco i consigli della pediatra su come cambiare il pannolino

Se è vero che la pace nel mondo inizia dal fasciatoio, i momenti delle cure ripetute, giorno dopo giorno, agiscono e agiranno sull’inconscio profondo del bambino sia fisicamente sia emotivamente e i gesti eseguiti, bruschi e frettolosi o calmi e delicati, hanno e avranno conseguenze sulla percezione di se stesso e degli altri anche per il resto della vita.

Il cambio del pannolino è il momento, assieme alla poppata, più delicato, implica il contatto con le parti più intime del corpo e prevede una totale vulnerabilità da parte del neonato.

Il momento delle cure fisiche va considerato con il massimo rispetto e visto come uno dei momenti cruciali in cui sviluppare la fiducia e la relazione col bambino.

Ciò vuol dire che tutti gli aspetti dell’accudimento devono essere fatti con la collaborazione del neonato: il piccolo è invitato a partecipare a tutti i passaggi e niente può esser fatto senza il suo consenso.

Il cambio del pannolino è lento e delicato e chi lo fa deve essere pienamente coinvolto con il piccino perché si tratta di un momento speciale da dedicare a quel lui in particolare. L’attenzione piena è essenziale alla creazione della fiducia.

A ogni bimbo vanno dedicati momenti speciali: durante il cambio del pannolino, ai pasti e prima e dopo il sonnellino, a seconda dell’età.

L’attenzione della mamma, e dell’accudente, non è solo sul compito pratico da eseguire, ma è aperta agli interessi del bambino relativi alle cure che riceve e/o all’ambiente circostante.

L’accudimento in generale e il cambio del pannolino nello specifico, si trasformano in uno speciale movimento, qualcuno ha detto una danza.

La mamma, e chi per lei, guidano il movimento, la danza, facilitano la conversazione e si adattano al bambino, senza dimenticare quello che devono fare.

Durante il cambio del pannolino il bambino non riceve qualcosa con cui giocare, ma è coinvolto al fine di non dissociarsi da quello che avviene nel suo corpo.

 Un neonato può capire cosa chiede la mamma per il cambio del pannolino, e quando cresce la conversazione riguarda gli interessi passati, presenti e futuri. Col tempo questo creerà un profondo senso, da parte del bambino, di essere pensato dal suo operatore speciale, mamma o papà, durante tutto il giorno, aprendo così una porta naturale verso l’apprendimento e l’uso del linguaggio.

La mamma si adatta ai movimenti del bambino, gli permette di rotolarsi sul pancino, in seguito di stare in piedi sul fasciatoio se è ciò che desidera.

Fasciatoi specifici rendono questa libertà di movimento possibile e così facendo il bisogno di movimento del piccolo può essere assecondato e il piccino è felice e coinvolto.

 Cambiando il pannolino in modo corretto, le ripercussioni per il bambino e la relazione con la sua mamma saranno varie e importanti. Il bambino è appagato emotivamente e poco alla volta interiorizzerà l’attenzione piena, calma e gentile che avrà ricevuto.

Cure non frettolose e delicate sono momenti ricchi e gratificanti in cui sviluppare una relazione a due, chiave per raggiungere un attaccamento sicuro e favorire l’insorgenza di quell’esplorazione giocosa in cui l’iniziativa parte dal bambino stesso.

Quando cambiare il pannolino

  • Il cambio del pannolino va effettuato ogni volta che sia necessario, prima o dopo le poppate a seconda delle abitudini del bambino. Spesso conviene far poppare a volontà da un seno, cambiare il pannolino quando il bimbo si stacca o si appisola, e quindi offrire l’altro seno. Durante i primi mesi è possibile che il bambino non gradisca le operazioni igieniche, vuoi per il cambio di temperatura, vuoi per i modi bruschi di fare, vuoi perché ha fame… in tali casi cercherà spontaneamente il seno come consolazione.
  • Se il bambino soffre di reflusso conviene cambiarlo prima delle poppate o cercare di tenere comunque sul fasciatoio un cuscinetto sotto le spalle e la testa, in modo da non abbassare troppo il tronco, cosa che indurrebbe il reflusso.
  • Se il bambino viene allattato di notte nel lettone non è necessario alzarsi per cambiarlo (salvo “inondazioni”). Un pannolino pulito prima dell’ultima poppata serale (generalmente verso mezzanotte) può consentire di lasciarlo tranquillo fin verso le sei di mattina.

Il cambio del pannolino, per quanto detto precedentemente, è un momento in cui l’attenzione del piccolo è molto vigile: è usuale che egli scelga un oggetto semplice e a forte contrasto cromatico vicino al fasciatoio (l’interruttore della luce, un tratto del disegno delle mattonelle…) vi fissi l’attenzione e lo riconosca successivamente. Questo costituirà il suo primo giochino scelto autonomamente.

Dermatite da pannolino

In alcuni casi il bebè può manifestare una antipatica manifestazione nota come dermatite da pannolino, causata da un micete, Candida Albicans, che spesso causa problemi su una possibile dermatite pre-esistente. In questi casi l’area di pelle interessata ha un colore rosso intenso, è scorticata ed è circondata da piccoli puntini rossi.

È compito del pediatra prescrivere una crema adatta e dare le giuste indicazioni. Se ben trattata la dermatite si risolve solitamente in 2 o 3 giorni. La maggior parte dei bambini manifesta un eritema da pannolino. Il sederino è spesso a contatto con umidità, batteri, ammonio e con il continuo sfregamento del pannolino.

Consigli per il cambio del pannolino

  • Cambiare frequentemente il pannolino è la regola.
  • Mantenere l’area asciutta e pulita.
  • Durante la notte il pannolino va controllato almeno una volta.
  • Lavaggi frequenti e vigorosi possono privare la pelle, a questa età molto delicata, delle sue naturali barriere protettive. La parte in oggetto va lavate con delicatezza in ogni punto, comprese le pieghe della pelle.
  • Non si usano fazzolettini rinfrescanti se il bimbo ha un arrossamento, perché possono aumentare l’irritazione.
  • Possiamo mettere il bambino seduto in un lavandino o una vaschetta di acqua tiepida per alcuni minuti ad ogni cambio di pannolino, per rendere più facile la pulizia e dargli sollievo.
  • Non si usa sapone, ma se le feci sono molto appiccicose usiamo un detergente delicato, poi asciughiamo bene l’area lavata.
  • Asciugare bene o lasciare il bambino senza pannolino per un po’ di modo che la pelle si asciughi all’aria o tamponiamola molto delicatamente con un asciugamano soffice.
  • Lasciamo la pelle all’aria per il maggior tempo possibile.
  • Chiudiamo il pannolino largo e non usiamo mutandine strette di plastica.
  • Proteggiamo la pelle con creme e pomate, le più adatta al nostro bambino, seguendo i consigli del Pediatra.

Cambio del pannolino, VIDEO

Antonia Donvito, puericultrice, ci spiega in quest'utilissimo video qual è il modo giusto per cambiare un pannolino.

Quando rivolgersi al pediatra

  • Se si formano bolle grandi o ferite.
  • Se la dermatite non migliora dopo 3 giorni.
  • Quando l’arrossamento diventa intenso, ruvido o sanguina.
  • Se si formano papule, vescicole, bolle, ulcere o croste.
  • Nel caso il rash si espande oltre l’area del pannolino.
  • Quando il bambino appare molto sofferente e piange alla minzione.

Il mercato dei pannolini è molto vasto, ma è fondamentale ricordare che un buon pannolino non deve sbriciolarsi, né attaccarsi alla pelle del bambino né essere rigido.

Il cambio del pannolino mediamente va fatto ogni 2-3 ore, ma se il piccolo dorme non è necessario svegliarlo per questo. Appena il bambino si sveglia, va cambiato immediatamente perché il contenuto acido evacuato può irritare la pelle molto delicata.

Occorrente per il cambio pannolino

Per il cambio abbiamo bisogno di:

  • L’ambiente deve essere ben riscaldato, specie d’inverno.
  • Un piano di appoggio sicuro (letto o fasciatoio).
  • Un pannolino pulito.
  • Acqua corrente, migliore delle salviette profumate imbevute di soluzioni o saponi che non devono essere usate nei neonati.
  • Salviettine umidificate/salviette o panni in tessuto puliti e acqua tiepida.
  • Una coperta per neonato o un piccolo asciugamano facili da lavare.
  • Lozioni e creme per le irritazioni della pelle del bimbo dovute al contatto con il pannolino.

Cambio del pannolino in 10 mosse

  1. Adagiamo il bambino sul fasciatoio con delicatezza e facciamo attenzione che non cada.
  2. Laviamoci bene le mani.
  3. Stacchiamo gli adesivi del pannolino sporco ma senza toglierlo.

    Se stiamo cambiando un maschietto sistemiamo un piccolo asciugamano in modo da prevenire accidentali emissioni di pipì, mentre se stiamo cambiando una femminuccia laviamola e asciughiamola dal davanti al dietro per evitare contaminazioni batteriche e infezioni dovute alle feci, che potrebbero passare dall'ano alla vagina con una possibile successiva infezione.

  4. Puliamo la parte di cute che è stata coperta dal pannolino con acqua o salviettine umidificate o con salviette in tessuto imbevute in acqua tiepida. Laviamo accuratamente l’area tra le pieghe della pelle. Nei maschi che presentano ancora la parte terminale del pene coperta da una sottile pellicina (prepuzio), lavare solo la zona esterna.

    Nei bimbi più grandicelli, abbassiamo delicatamente il prepuzio e laviamo anche la punta del pene, per rimuovere eventuali depositi di smegma (una sostanza secreta dai genitali, mischiata a cellule cutanee, sebo e materiali umidi provenienti dalle urine).

    Nelle femmine, si procede sempre con movimenti dall’avanti all’indietro (per non contaminare l’area con i germi intestinali presenti nelle feci), ricordando di detergere anche la zona vulvare, tra le grandi e piccole labbra.

    Solo dopo aver asportato ogni traccia di materiale fecale e aver ben sciacquato dal sapone, si divaricheranno leggermente le grandi labbra nelle femminucce per far scorrere dell’acqua pulita, il tutto con grande delicatezza e tenendo il più possibile la schiena della bimba dritta e le gambine divaricate (come se stesse seduta sul bidet).

  5. Apriamo il pannolino pulito e sistemiamolo aperto vicino a noi in modo che sia facilmente raggiungibile senza doverci spostare troppo dal bambino.
  6. Solleviamo le gambe del bambino dalle caviglie tenendo con una mano entrambe le caviglie del bimbo e con la mano libera rimuoviamo il pannolino sporco e sostituiamolo con il pannolino pulito.

    Il pannolino pulito dovrà essere sistemato sotto la schiena del bambino, poco oltre l’altezza della vita e il lato del pannolino con le linguette adesive deve trovarsi sotto il bambino.

  7. Applichiamo la crema anti irritazione consigliata dal pediatra, poiché la pelle del neonato è molto delicata.

  8. Portiamo la parte davanti del pannolino tra le gambe del bambino tirando leggermente il pannolino e usiamo una mano per trattenerlo con delicatezza sulla pancia del bimbo, mentre con l’altra mano, rimuoviamo la protezione della linguetta adesiva da uno dei lati del pannolino e attacchiamola alla parte davanti del pannolino stesso.
  9. Facciamo la stessa cosa dal lato opposto. Le linguette possono essere staccate e riposizionate più volte.
  10. Assicuriamoci che il pannolino non sia troppo stretto o troppo largo: in alto, sul davanti, tra il pannolino ed il pancino deve esserci lo spazio per due dita.

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/igiene/consigli-per-cambio-pannolino.html

Cambio pannolino: istruzioni per l’uso

Il cambio del pannolino per lui

Lei: “L’ha fatta?”

Lui: “No no, l’ha fatta poco fa….”

Lei: “Controlla lo stesso. L’ha fatta?”

Lui: “Oddio sì, di nuovo!”

Se questo dialogo vi è familiare, non ho dubbi: siete neogenitori e questo è l’argomento, come dire, puzzolente, di tutta la faccenda.

Quando in casa arriva un cucciolo di uomo i pannolini sono in cima alla lista della spesa, una top ten dalla quale faticano ad uscire per almeno 2 – 3 anni.

Il pannolino, l’uso, la tipologia e la frequenza con la quale si cambia sono solo alcune delle preoccupazioni che ci affliggono.

Voglio ricordarvi però che, nonostante il corretto funzionamento intestinale e la regolare evacuazione del piccoletto siano sicuramente importanti non si dovrebbe dimenticare che farne argomento di discussione di cene, pranzi e incontri casuali con amici e parenti, non è sempre cosa gradita.

I primi cambi di pannolino non si dimenticano facilmente. La neomamma non ha molta dimestichezza con culetti morbidi e piccolissimi e il cambio assume la complessità di un intervento di cardiochirurgia.

Questa fase fortunatamente passa subito, grazie all’intervento dell’ostetrica, della mamma neononna o della zia –ho 3 figli–  che prontamente rasserenano dicendo: “ ma non preoccuparti che i bambini sono di gomma”.

Per i neopapà la strada è invece lunga e tortuosa. Spesso loro, potendo scegliere, preferiscono occuparsi della faccenda quando i bimbi sono un po’ più grandi. Rassicurati dal vederli più robusti e resistenti, procedono senza indugio al cambio del pannolino, sentendosi meno pericolosi per se stessi e per il bebè.

Provo a rispondere alle domande e ai dubbi più frequenti.

Operazione cambio pannolino neonato

Le neomamme, come dicevamo, durante i primi cambi sono terrorizzate, è facile riconoscerle: spostano le gambette con estrema cautela e il piccolo che, probabilmente comprende la difficoltà della mamma, non si ribella ma solo all’inizio perché questa pacchia dura pochissimo.

Il bebè diventa più grande e di conseguenza più forte, in pochissimi mesi si trasformerà in un serpentello difficile da contenere ma, per quel momento la non più inesperta mamma sarà diventata una maga del cambio pannolino: con una mano, ad occhi chiusi, col pannolino tra i denti, insomma una campionessa del cambio in tutte le situazioni, dal comodo e confortevole in casa, a quello acrobatico in spiaggia e nei bagni pubblici.

Cosa serve per il cambio pannolino

  • Ambiente riscaldato (se è inverno);
  • Fasciatoio, in alternativa un piano d’appoggio come un letto o un tavolo;
  • Pannolino pulito, e il mangiapannolino per quello usato;
  • Acqua tiepida o salviettine umidificate senza profumo; (in casa mi preparavo dell’acqua tiepida in uno squizeer ed inumidivo dei quadrotti di cotone, per i cambi fuori utilizzavo le salviette usa e getta della Hipp, le migliori che abbia provato);
  • Lavette in cotone bianco per asciugare (io ho utilizzato quelle in mussola);
  • Pasta o crema per le irritazioni della pelle del bimbo, ne ho provate molte, ma l’unica che consiglio sempre è la pasta lenitiva protettiva Bepanthenol.

Come cambiare un pannolino

  1. Staccare gli adesivi del pannolino sporco, alzare entrambe le gambe, sfilare il pannolino sporco, chiuderlo e gettarlo via.
  2. Lavare il bambino con abbondante acqua tiepida o con salviettine umidificate.

    Se si tratta di una femminuccia bisogna fare attenzione a lavarla compiendo dei movimenti da avanti verso dietro per evitare che la vagina possa entrare a contato con i batteri delle feci.

    Se si tratta di un maschietto invece, bisogna fare attenzione a pulire bene il pisellino, aprendo delicatamente il prepuzio per eliminare eventuali impurità. Dopo aver sciacquato bene, asciugare delicatamente con la lavetta di cotone asciutto non dimenticando le piegoline della parte inguinale.

  3. Aprire il pannolino pulito e sollevare le gambe del bambino dalle caviglie per posizionarlo sotto il sederino all’altezza della schiena. Attenzione: il lato del pannolino con le linguette adesive deve trovarsi sotto il bebè.
  4. Applicare una crema lenitiva e protettiva per prevenire le irritazioni, o il temuto eczema da pannolino.
  5. Chiudere il pannolino portando la parte anteriore tra le gambe del bebè assicurandosi che non sia ne troppo stretto ne troppo largo, ponendo una mano sulla pancia rimuovere la protezione della linguetta adesiva un lato per volta e attaccarla su. Et voilà, un gioco da ragazzi, vero?!

Ogni quanto cambiare il pannolino

Come già accennato ad inizio articolo non esistono regole precise, certo è che il pannolino va cambiato tutte le volte che è necessario quindi tutte le volte che il piccolo/a è sporco, anche solo di pipì.

Lasciare il bambino sporco di pipì provoca alla pelle così delicata delle irritazioni dovute proprio all’umidità che si crea all’interno del panno. Per evitare queste irritazioni che comportano fastidi e bruciori è necessario che il panno venga cambiato ogni 3-4 ore.

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Esistono anche dei particolari periodi dello sviluppo dei bambini, come quello in cui cominciano a mettere i primi dentini, in cui le feci sono molto acide e lasciarlo sporco, può provocare arrossamenti persistenti e difficili da lenire.

Il pannolino è davvero uno degli ambienti più favorevoli per la proliferazione batterica, umido e caldo com’è è praticamente perfetto. Per questo consigliamo cambi frequenti e accurati.

Durante i primi mesi di vita del bebè i cambi possono superare i dieci giornalieri per poi regolarizzarsi con il passare dei mesi.

È consigliabile mettere a nanna il bimbo ben pulito e asciutto e cambiarlo a metà del sonno. Alcuni bambini si svegliano di continuo quindi il cambio del pannolino non costituisce un problema per l’interruzione del loro sonno, altri, quelli i cui genitori possono ritenersi infinitamente fortunati, dormono tutta la notte e spesso non si svegliano neanche durante il cambio.

Cambio pannolino per lei e per lui. Esistono differenze?

Si, esistono molte differenze tra il cambio pannolino dei maschietti e quello delle femminucce. Potremmo dire che le differenze tra i due generi iniziano a scorgersi proprio da qui! Scherzi a parte, le differenze sono determinate dalla diversa anatomia, vediamole:

Cambiare il pannolino ad un maschietto

Quando si cambia un maschietto c’è sempre il pericolo fontanella inaspettata. L’acqua utilizzata durante il lavaggio e la sensazione di freschezza stimolano inevitabilmente altra pipì, per questo cambiare un maschietto è un po’ più rischioso. Tenete con voi un asciugamano sempre pronto per qualsiasi inconveniente e, se dovesse succedere, beh pare porti fortuna!

Cambiare il pannolino ad una femminuccia

Nel cambio pannolino delle femminucce è molto importante la direzione del movimento da compiere, bisogna sempre seguire il verso avanti – dietro cosi da evitare di contaminare con batteri fecali la vagina rischiando brutte e fastidiosissime infezioni.

Scegliere i pannolini usa e getta o i pannolini lavabili?

Da alcuni anni stiamo assistendo alla ribalta dei pannolini lavabili che, con l’avvento dei più moderni usa e getta, sembravano ormai un vecchio ricordo legato ai racconti delle nostre nonne. Ed invece una nuova tendenza, dettata dalla volontà di compiere una scelta ecologica, più naturale ed economica li ha riportati in auge.

Ciascuno dei due prodotti vanta inevitabilmente pro e contro: l’usa e getta comporta un dispendio monetario maggiore, direttamente proporzionale alla praticità.

I genitori che scelgono i pannolini lavabili non sono attratti solo dalla convenienza economica ma soprattutto dall’etica che accompagna tale scelta: non inquinare rispettando l’ambiente ed evitare di far indossare al proprio figlio un prodotto che, se pur controllato e a norma di legge, è trattato chimicamente.

I pannolini lavabili, realizzati con tessuti naturali hanno meno capacità di assorbimento e di barriera per evitare la fuoriuscita della popò liquida ma, soprattutto nei casi di infiammazioni molto gravi, di ipersensibilità o di allergie sono consigliati visto che sono composti interamente di fibre naturali.

La diatriba e ardua e la scelta solo dei genitore. Per noi, l’argomento è chiuso!

Passare dal pannolino al vasino

L’età in cui solitamente si abbandona il pannolino per cominciare ad usare il vasino, oscilla tra i due anni e mezzo e i tre anni e mezzo. Non dimentichiamo però che ogni bambino ha tempi diversi e che bisogna dare il tempo necessario per accogliere di buongrado il nuovo amico: il vasino.

Esistono molte scuole di pensiero circa il passaggio dal pannolino all’inizio dell’autonomia rappresentata dal vasino. Armandosi di pazienza e determinazione bisogna avvicinare il bambino all’idea di poter lasciare il pannolino, inutile dire che la più convinta che ciò avvenga dev’essere la mamma.

É possibile pensare a questo passaggio nel momento in cui si nota che il bambino al momento del cambio è asciutto, questo è il primo segnale che il piccolo ha cominciato a controllare gli sfinteri.

È possibile cominciare a parlarne con l’ausilio di un libro illustrato che tratta l’argomento in modo chiaro e divertente per i bambini. Sono necessari alcuni giorni di transizione in cui il bambino deve capire la necessità di comunicare i suoi bisogni e farsi accompagnare in bagno.

Durante questa transizione capita che scappi qualche pipì ma questa possibilità non deve affatto scoraggiare.

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Cambio pannolino: come farlo nel modo corretto

Il cambio del pannolino per lui

È assolutamente normale da neo-mamma avere dei dubbi sul primo cambio pannolino. Anche se le nonne si prodigano nel dispensare consigli e l’ostetrica in ospedale ti ha mostrato come fare, al rientro a casa dopo il parto, tutto sembra complicarsi!

In effetti all’inizio gestire sia bambino che pannolino, lavaggio e crema, con due mani “soltanto” può apparire un’impresa. Ma l’importante è organizzare a dovere lo spazio dedicato a questa attività e leggere questi consigli.

Come cambiare il pannolino in poche e semplici mosse

Il momento del cambio pannolino, una volta superate le incertezze iniziali, diventa perfino divertente. Mamma e bimbo diventano sempre più complici e questo delicato momento di igiene personale si trasforma perfino in un pretesto di gioco e risate. 

All’inizio però non sempre fila tutto liscio…Sono tanti i neonati che cominciano a strillare in questa posizione e la situazione può non migliorare nel tempo.

Ci sono bambini che, anche quando diventano più grandi, vogliono essere cambiati in piedi! Oppure ci sono piccoli appena nati che, al cambio pannolino, cominciano a starnutire: ecco che la mamma va in apprensione e si agita. L’importante è sapere che non si tratta di nulla di grave. 

E che di solito invece le cose filano per il verso giusto.

Cosa serve

Come già accennato, lo spazio destinato al cambio, con tanto di fasciatoio, deve essere organizzato al meglio. Questo per due motivi principali:

  • evitare al bambino spostamenti nella stanza o tra una stanza all’altra, che potrebbero causare un raffreddamento, visto che è svestito
  • procedere in totale sicurezza, perché il bambino non può essere lasciato solo neppure per un istante sul fasciatoio, col rischio di cadere

Quindi innanzitutto bisogna pensare a dove posizionare il fasciatoio. Il posto ideale è in bagno, accanto al lavabo così da poter detergere le parti intime con l’acqua corrente ad ogni cambio.

Se lo spazio in bagno manca, allora l’opzione migliore è quella di scegliere un fasciatoio con cassettiera sottostante, da posizionare in cameretta. In tal caso bisogna avere l’accortezza di riempire una bacinella di acqua tiepida, per procedere al lavaggio del piccolo.

Ecco una lista di ciò che occorre avere a portata di mano, quindi senza avere bisogno di spostarsi dall’altra parte della stanza:

  • Pannolini
  • Crema allo zinco
  • Asciugamani o i pratici panni in cotone sterilizzato disponibili in commercio
  • Cambi completi per il bebè, dalla biancheria intima alle tutine
  • Sacchetto per riporre il pannolino sporco
  • Salviettine

In alcuni casi un giochino può aiutare a calmare il bambino, se comincia a strillare. In realtà i pediatri consigliano di mantenere attiva l’attenzione del piccolo su ciò che sta avvenendo, di spiegare i gesti del cambio e renderlo partecipe. Tante volte però, il pianto insistente non consente questo “dialogo”…Un giochino lo aiuterà a distrarsi!

Procedimento

È dunque giunto il momento del fatidico cambio. Ecco come procedere:

  1. Adagia il bambino sul fasciatoio, accompagnando la testolina con la mano
  2. Ora svestilo e slaccia il pannolino sporco
  3. Con una mano “aggancia” entrambi i piedini e sollevali. In questo modo puoi utilizzare, con l’altra mano, le salviette per eliminare “il grosso”. Se invece si tratta solo di pipì, meglio evitare la salviettina (che alla lunga diventa irritante) e procedere con una rinfrescata con acqua pulita.
  4. Lascia le salviette o la carta igienica sporca nel pannolino e richiudilo, così da buttarlo nel sacchetto del residuo. In alternativa potete anche utilizzare un mangiapannolini, che costituisce un’opzione più igienica in grado di trattenere i cattivi odori.
  5. Prendi in braccio il neonato, con la testa nell’incavo del gomito e mantenendo le gambine alzate. Procedi con la detersione sotto l’acqua corrente ma utilizzando solo saponi specifici (se si tratta solo di pipì puoi evitare di usare il sapone ogni volta).
  6. A questo punto adagia di nuovo il piccolo sul fasciatoio. È questo il momento di tamponare con l’asciugamano (senza strofinare) e controllare bene che ogni residuo di sporco sia scomparso. Soprattutto in caso di femminuccia è fondamentale lavare sempre dall’alto verso il basso ed evitare assolutamente di far entrare in contatto l’organo genitale con le feci, col rischio di infezioni o cistiti.
  7. Se la temperatura della stanza lo permette, lascia qualche secondo in più il piccolo senza pannolino. L’aria asciuga la pelle e lui si diverte! Se è estate, è molto piacevole il sollievo dal caldo che purtroppo il pannolino accentua. In inverno, è preferibile riscaldare bene l’ambiente, magari accendendo per qualche minuto uno scaldotto o termoventilatore
  8. Nel frattempo stendi un velo di crema allo zinco (meglio evitare il borotalco) e prendi un pannolino pulito. Alza di nuovo le gambe del piccolo, sistema il pannolino sotto il sederino. Abbassa le gambe, alza la parte anteriore del pannolino fino all’ombelico. Se si tratta di un maschietto, l’accortezza è che l’organo genitale resti posizionato in basso. 
  9. Tieni ferma questa parte del pannolino con una mano e con l’altra tira le linguette adesive poste sui lati. Se la misura del pannolino è quella giusta, devono posizionarsi al centro quasi a sfiorarsi. Così non si rischia di stringere troppo o al contrario di lasciarle troppo larghe, col rischio di fuoriuscita alla prima pipì!
  10. Terminato di rivestire il bambino, posizionalo in un luogo sicuro, prima di riordinare il bagno, buttare il pannolino e mettere a lavare i vestitini sporchi.

Ogni quanto cambiarlo

Quante volte è necessario cambiare il pannolino al neonato? In media il neonato va cambiato ogni 2-3 ore. Di solito c’è sempre la necessità di farlo dopo la poppata.

Se invece sta dormendo, non è il caso di svegliarlo, se è tranquillo. In ogni caso può accadere anche che ci sia necessità di un cambio tra una poppata e l’altra, soprattutto se si è fuori casa e i tempi si dilatano.

Basterà dare un’occhiata ogni tanto per accertarsi che il piccolo sia pulito. 

Anche durante la notte è bene controllare, almeno dopo la poppata notturna. In seguito al terzo-quarto mese, il neonato di solito perde la poppata notturna. Pertanto, si può effettuare un cambio pannolino all’ultima poppata verso le 23 e aspettare le 6-7 del mattino per la successiva (e conseguente cambio del pannolino).

Infine capita spesso che il bambino risulti pulito dopo la poppata e che si addormenti.

Come comportarsi allora? Va cambiato prima o dopo la pappa? Molto probabilmente farà pipì durante il sonno oppure evacuerà appena sveglio, messo in posizione verticale.

Ovviamente va cambiato, prima di passare alla poppata. Ed ecco che può verificarsi una seconda evacuazione, mentre mangia addirittura o immediatamente dopo. 

Che fare? Armarsi di pazienza e cambiarlo di nuovo, ovviamente!

Alcuni consigli

Ecco alcuni consigli supplementari per un cambio pannolino corretto:

  • come già sottolineato, è assolutamente fondamentale non lasciare mai il bambino incustodito sul fasciatoio, neppure per pochi secondi. Basta davvero un attimo perché si rigiri su stesso col rischio di cadere dal fasciatoio
  • inoltre un consiglio utile è di limitare l’utilizzo delle salviettine ai casi di vera necessità (quando si è fuori casa ad esempio). Questo perché soprattutto nei primi mesi, la pelle del bambino è delicatissima e l’uso di salviettine, per quanto specifiche, può causare irritazioni 
  • anche la qualità del pannolino è un elemento importante per il benessere del neonato. Non deve risultare troppo rigido, da ostacolare i movimenti delle gambe. Non deve assolutamente “sbriciolarsi” a contatto con il bagnato e le linguette non devono rompersi troppo facilmente o risultare poco adesive

Infine, alcuni bambini soffrono di reflusso, dopo aver mangiato.

Poggiarlo subito sul fasciatoio per cambiare il pannolino aumenta il disturbo e spesso capita che il neonato rigurgiti il latte appena bevuto.

In questi casi allora è bene tenere il bambino in posizione verticale appoggiato sulla spalla, per qualche minuto supplementare, dopo il classico “ruttino”. 

Se fa solo pipì, è bene lasciarlo addormentare, per poi cambiarlo “a pancia vuota” quando si sveglia, prima della nuova poppata. Se invece ci sono le feci, allora si dovrà avere l’accortezza di cambiarlo sostenendo la schiena, con l’aiuto di un’altra persona o posizionando un cuscino sotto spalle e testa.

Dermatite

Può accadere di veder formare nella zona genitale del bambino, un’area arrossata, scorticata e con puntini rossi.

Si tratta di dermatite da pannolino che, di solito, si risolve in 2-3 giorni, utilizzando una crema specifica.

Molto più comune è invece l’eritema da pannolino: un leggero arrossamento che si può scongiurare utilizzando, dopo ogni cambio pannolino, una crema allo zinco. 

Il consiglio è di acquistare prodotti specifici anche per la detersione, perché il comune sapone per le mani o anche l’intimo utilizzato dalle mamme risulta comunque troppo aggressivo per il ph della pelle del neonato (perlomeno nei primi mesi di vita).

Cambio pannolino: da momento tragico a magico, passo per passo

Il cambio del pannolino per lui

D: Ciao! ho un bimbo di 4 mesi, Francesco: ogni volta che gli cambio il pannolino, fa una tragedia, piange e si agita molto. Mi sento in colpa perché penso di non essere ancora capace e di danneggiarlo. Quali consigli potete darmi?

R: Ciao cara mamma, il cambio del pannolino, per tutti i bambini, così come per il tuo piccolo Francesco, è un momento molto delicato.

Infatti i gesti che tu, in qualità di genitore, ti appresti a mettere in atto, durante questo momento di cura, non influiranno solo a livello prettamente fisico, bensì avranno risvolti significativi anche sulla psiche del bambino.

IL CAMBIO DEL PANNOLINO: UN MOMENTO IMPORTANTE

Durante il cambio del pannolino, che implica il contatto con le parti più intime del bambino, in un  clima di totale vulnerabilità dello stesso, viene sviluppata, implicitamente, non solo la relazione tra te, o chi per te, e tuo figlio, ma anche la fiducia reciproca, due basi di partenza per un’ appagante percezione di sé e degli altri.

Per poter consentire a tutti questi aspetti di concorrere tra loro, sarebbe necessario che il bambino partecipasse, con collaborazione, a tutti i passaggi necessari al corretto cambio del pannolino.

Questo, all’atto pratico, significa poter adattarsi e assecondare tutti i suoi movimenti, tesi alla scoperta del proprio corpo, delle proprie capacità e del “mondo” circostante, fermo restando che è necessario assicurarsi che tutto ciò avvenga in totale sicurezza.

Certo: potrebbe verificarsi il caso per cui, soprattutto nei primi mesi di vita, il bambino, in questo caso tuo figlio, non gradisca questo momento e tutti i passaggi ad esso connesso.

Questo suo atteggiamento contrariato potrebbe sì dipendere dai tuoi gesti, cara mamma, ma non solo, anche dal fastidio provato per il cambio di temperatura nel momento in cui viene parzialmente svestito, dal disagio provato a stare in posizione stesa, a maggior ragione se soffre di reflusso, oppure semplicemente perché esprime altre esigenze, come quella della fame, per esempio, in questi casi ti consiglio di offrirgli consolazione tra le tue braccia, anche solo per il breve tempo necessario a calmarlo.

CAMBIO PANNOLINO: PRONTI VIA!

Iniziamo, dunque, da qui: il cambio del pannolino va effettuato ogni volta che sia necessario, mediamente ogni 2/3 ore: è infatti molto importante tenere asciutta e pulita la pelle delicata del bambino, per evitare che un pannolino umido possa irritarla con conseguenti arrossamenti e dermatiti, e per evitare che il bambino sia infastidito dalla sensazione di bagnato.

Adagia il tuo piccolo sul fasciatoio, o su di un asciugamano steso sul letto o su una qualsiasi altra superficie piana, ma sempre in totale sicurezza. Eventualmente puoi utilizzare un piccolo cuscino che sorregga le spalle e la testa del tuo piccolo, tenendo leggermente sollevato il tronco, e quindi evitando che sia sdraiato e possa provare fastidio in questa posizione supina.

Per distrarre e nello stesso tempo divertire, incuriosire e impegnare il tuo bambino, puoi offrirgli un oggetto qualsiasi, seppure adatto, che sia colorato ed eventualmente che produca dei suoni, meglio se è sempre lo stesso, in modo che tuo figlio possa collegare l’oggetto in questione, con la routine del cambio del pannolino.

Potendo padroneggiare le sue competenze in merito all’utilizzo di questo ausilio, proverà una sensazione di sicurezza che gratificandolo, lo renderà più propenso ad accettare le tue cure.

Allo stesso scopo potrai intonare per lui una canzoncina o raccontargli una favoletta accompagnando il tutto con tanti sorrisi e buffe espressioni che prima di tutto lo rassicurino e lo tranquillizzino.

Per rendere il cambio del pannolino più agevole e senza intoppi, assicurati di avere pronto tutto l’occorrente. Quindi togli il pannolino sporco al tuo bimbo. Lavalo con acqua corrente, meglio se tiepida, con gesti estremamente premurosi, in virtù del fatto che la sua pelle è molto delicata.

Assicurati, inoltre, di pulire bene anche tra le pieghe della pelle. Se tuo figlio dimostra di apprezzare il contatto con l’acqua, puoi sederlo dentro al lavandino o a una vaschetta per qualche minuto: oltre a dargli sollievo, questo metodo ti renderà più facile la pulizia delle sue parti intime.

Usa detergenti intimi delicati e dedicati, solo se necessario, altrimenti l’acqua è più che sufficiente e soprattutto non aggredisce le naturali barriere protettive della pelle.

Eventualmente puoi utilizzare anche delle salviettine  per detergere la pelle ma è importante che non contengano profumo e che non vengano utilizzate nel caso in cui la pelle sia irritata, perché peggiorerebbero la situazione.

A fine lavaggio, cara mamma, dovrai asciugare accuratamente la pelle di tuo figlio, magari tamponandola con l’asciugamano e non strofinandola, e assicurandoti che non rimanga umida; se ti è possibile, inoltre, sarebbe bene che tu potessi lasciare asciugare all’aria la pelle del bambino, ritardando per un po’ il momento in cui gli metterai il pannolino.

Si può dare un velo di crema lenitiva che mantenga morbida la pelle, meglio se vi è stata consigliata dal pediatra che ha in cura tuo figlio; l’utilizzo del talco, invece, è sconsigliato in quanto potrebbe essere inavvertitamente inalato dal bimbo e, in alcuni casi, provocare irritazioni.

Terminato questo procedimento, ti manca solo di rimettere a tuo figlio il pannolino pulito.

Capisco che tra il dire e il fare ci sia di mezzo il tuo bagaglio emozionale, che amplifica le sensazioni che provi e che, sia implicitamente che inconsciamente, coinvolge anche tuo figlio e la sua percezione di ciò che avviene: proprio per questo il mio consiglio più sentito è quello di affrontare questo momento, così delicato e importante, con serenità e senza ansia, e giorno dopo giorno diventerai la regina del cambio pannolino, almeno in casa tua, cara mamma, ne sono certa!

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Источник: https://www.educandoli.it/2016/11/cambio-pannolino/

Gravidanza
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