Il bambino morde: come comportarsi?

Cosa fare quando il bambino morde

Il bambino morde: come comportarsi?

Un genitore che va a prendere il proprio figlio dall’asilo non si aspetta di trovarlo con un livido da morso su una parte del corpo. Altrettanto antipatico è essere un’educatrice che ha il dovere di raccontare l’accaduto e di consegnare un bambino che ha un segno tangibile sulla pelle.

Il classico segno dell’orologio spaventa i genitori perché rimane lì per qualche giorno.

Parto dal presupposto che mordere è naturale per un bambino di età compresa tra i 24 e i 30 mesi. Ma se ripetuto costantemente diviene un campanello d’allarme di qualcosa che non va, che il bambino sta vivendo un disagio.

Alcuni bambini faticano a regolare le proprie emozioni in modo autonomo, sono immaturi emotivamente, ciò porta a scaricare in modo errato reattività, rabbia assumendo comportamenti aggressivi che non permettono di gestire la tempesta interiore avvertita.

La reazione dei genitori del bambino morso è quella di arrabbiarsi, di perdere la fiducia nelle educatrici addossando la colpa della non vigilanza durante l’accaduto.

Allo stesso tempo, i genitori del bambino che ha morso si arrabbiano utilizzando metodi poco consueti per dire al proprio figlio che quel gesto “non si fa”.

É di fondamentale importanza far capire ai genitori, anche agli educatori, che questo è un fenomeno fisiologico, momentaneo e che si verifica solo in una precisa fase di sviluppo del bambino.

In età prescolare è del tutto normale che l’aggressività è un atto connaturata alla natura relazionale. La crescita, la maturità in termini di età porta all’acquisizione di competenze cognitive, emotive, linguistiche e sociali che permette al bambino di imparare a comunicare con le parole piuttosto che con il corpo.

Nell’articolo che segue troverai risposte alle domande:

  • perché un bambino morde?
  • come comportarsi?
  • quali comportamenti evitare?

Morsi del bambino: cosa fare

Come mi devo comportare di fronte al morso del mio bambino?

Domanda che spesso mi viene rivolta dalle mamme. I bambini, prima di tutto, hanno bisogno di esplorare, sperimentare e di trovare soluzioni all’interno del proprio gruppo perciò il ruolo dell’adulto è di fondamentale importanza. La realtà è che un bambino desidera avere accanto un adulto che non lo giudica ma che sappia accoglierlo e rispettarlo.

Adulti che sanno accogliere sono adulti che osservano dall’esterno le dinamiche tra bambini dando a ognuno la possibilità di esprimersi e che intervengono solo in situazioni di bisogno reale.

I bambini sanno comunicare, anche se con i soli gesti, negoziare e avere capacità empatiche che chiedono grande fiducia da parte degli adulti.

Per quando un bambino morde ci sono dei comportamenti da assumere e altri che è meglio evitare. É giusto:

  • Creare alleanza tra adulti cioè tra genitori e insegnanti, genitori e baby sitter, genitori e nonni, tra mamma e papà affinché il messaggio che arrivi al bambino sia sempre lo stesso.
  • Comunicare la disapprovazione di quel gesto con fermezza e sicurezza evitando di essere aggressivi.
  • Dare delle regole, in caso di bambini dai 2 anni in su, che esprimano la contrarietà verso quel gesto. Va fatto notare che mamma e papà non utilizzano questa modalità per comunicare.
  • Comprare giochi morbidi per bambini con età inferiore a 24 mesi. Questo tipo di giochi può essere morso e non rappresenta nessun pericolo supportandolo nella fase di conoscenza per ciò che lo circonda.
  • Ripetere al bambino, ogni qualvolta commette quest’azione, che è sbagliata. La ripetizione è importante per far in modo che il comportamento sia appreso  e interiorizzato.
  • Esprimere dissenso non solo con le parole anche guardandolo fisso negli occhi e tenendo le sue manine strette fra le vostre. Le parole avranno un effetto diverso.
  • Mantenere la calma mentre parlate con il vostro bambino. Mostrare preoccupazione o ansia indurrà nel bambino uno stato di nervosismo che aggraverà la situazione.
  • Consolare il bambino perché ha bisogno di sapere che continuate a volergli bene nonostante tutto.

Offerta Non si morde Anna!!! Suggerimento: prova a leggere un libro, insieme la sera nel lettino, potrebbe essere un bel modo per affrontare il problema

Cosa non fare

Dopo aver analizzato i gesti da compiere per stoppare questo comportamento è giusto analizzare quali comportamenti sono da evitare.

  • Urlare dicendo che non si fa. Gridare il bambino dopo un morso non lo aiuterà a capire che il suo gesto è sbagliato. Urlare è controproducente perché è un gesto che mina la relazione, la fiducia tra voi e il vostro bambino e la sua stabilità.
  • Contraccambiare con un altro morso. A volte i genitori utilizzano il loro morso per far provare lo stesso dolore che il proprio figlio provoca agli altri. É un errore. Il bambino che riceverà un morso dal genitore capirà che è un gesto normale, si sentirà autorizzato a farlo e imparerà che per gestire rabbia, frustrazione, collera può mordere.
  • Evitare di ridicolizzare o mortificare l’emozione che sta provando in quel momento. Le emozioni vanno accolte, comprese e guidate. Per esempio, nel caso della rabbia è giusto far capire al bambino che non c’è nulla di male nell’essere arrabbiati. Sbagliato è il modo di esprimerla. L’alternativa poterebbe essere suggerirgli un’altra azione da compiere quando sente questo stato d’animo. Potreste comprare un peluche da usare in caso di rabbia con il quale sfogare questa emozione.
  • Sgridare il bambino in presenza di altra gente. É un gesto umiliante che lo farà sentire piccolo piccolo, non capito e amato. In quel momento, il bambino si concentrerebbe sul gestire il suo imbarazzo invece che focalizzarsi sul comportamento sbagliato adottato. Parlategli in un luogo appartato, in cui siete soli e dove potete concentrarvi l’uno sull’altro.
  • Urlare da lontano che i morsi non si tirano. Rimproverarlo a una certa distanza non sortirà l’effetto desiderato perché con i bambini vale molto di più come si dice piuttosto che le parole dette. Se vi avvicinate a lui, gli parlate si sentirà capito smettendo di fare quel gesto. Guardandolo negli occhi mentre gli parlate con tono deciso lo farà sentire importante, è avere un motivo in più per ascoltare ciò che avete da dirgli.
  • Punire non serve. I bambini molto piccoli non comprendono la lezione del castigo, genera in loro solo un grande senso di colpa che sarebbe bene evitare. Potreste invitarlo a sedersi in un luogo tranquillo, magari vi mettete accanto a lui seppur in silenzio; la vostra vicinanza gli farà capire che non è solo, che può contare sempre sulla vicinanza del genitore.
  • Giocare a mordicchiare vostro figlio perché ha dei bei cosciotti da mordere. Questi gesti amorevoli da parte degli adulti possono essere captati dal bambino come normali, quindi evitate affinché siate esempio positivo da ricalcare per il vostro modo di mostrare affetto.

Morsi al nido

I morsi al nido sono uno dei problemi che le educatrici incontrano nel loro lavoro quotidiano, uno degli eventi più difficili da gestire.

La primissima cosa da capire è il motivo, la causa che ha portato un bambino a mordere.

Un morso “insensato” può essere una reazione dovuta a un’eccessiva stimolazione (rumori, colori, oggetti) che possono portare a una carica eccessiva sensoriale.

In questo caso il bambino reagisce istintivamente mettendo in atto un comportamento poco adeguato alla situazione e inspiegabile dal punto di vista dell’educatore.

A volte, invece, il morso è espressione di un comportamento aggressivo in seguito a un gioco sottratto, all’invadenza nel suo spazio, in seguito a un piccolo litigio con altri bambini.

Quali atteggiamenti adottare?

Per prima cosa bisogna distinguere morsi di tipo istintivo da quelli di tipo aggressivo.

Nel primo caso non è conseguenza di qualcos’altro, il bambino sta semplicemente scoprendo il mondo intorno a lui attraverso la bocca e i dentini.

Nel secondo caso, invece, il morso è una reazione che risponde a un’azione precedente.

In genere si tende a occuparsi del bambino che ha ricevuto il morso sottovalutando la richiesta del bambino che ha morso.

Involontariamente si crea un’etichetta in cui il bambino che morde si ritrova a essere il cattivo mentre chi lo ha ricevuto, la vittima.

Attraverso il morso, un bambino sta chiedendo attenzione da parte dell’educatore perciò è opportuno far capire che quel gesto non è corretto con una modalità decisa ma accogliente. Verbalizzare con frasi semplici l’accaduto aiuterà il bambino a comprendere e elaborare l’avvenimento nel tempo.

L’educatrice del nido oltre a adottare un comportamento tranquillo può valutare dei compiti precisi da far svolgere al bambino che ha morso in modo da distrarlo.

La presenza forte e costante di un adulto rassicura il bambino.

Come spiegare a un genitore che il proprio bambino è stato morso?

L’educatore può aiutare i genitori a sentirsi adeguati e non colpevoli per ciò che è successo spiegando l’accaduto. Il morso è una manifestazione normale in quella fascia d’età e che non sarà un comportamento duraturo nel tempo. Sottolineare che il gesto è rapido, quasi impossibile evitarlo.

Consigliare ai genitori di rafforzare a casa i gesti d’affetto da parte dei genitori; l’amore è la medicina che può aiutare il bambino a smettere di fare quel gesto.

Perché i bambini mordono?

La bocca è il primo organo utilizzato da un bambino per scoprire il mondo.

Un neonato come si rapporta alla sua mamma? Attraverso il seno che raggiunge appunto dalla sua bocca.

I bambini dai sei mesi in su portano tutto alla bocca perché è il loro modo di conoscere l’ambiente intorno a sé.

Durante questa fase il morso può essere anche un modo per ritrovare sollievo in seguito alla formazione dei denti.

Ovviamente l’intensità di un morso varierà in base all’età di un bambino.

Il morso di un bambino così piccolo non ha intenzionalità, non ha l’obiettivo di far male chi lo riceve.

Allo stesso modo, il morso di un bambino di 6-8 mesi non ha la stessa intensità di un morso di un bambino di 24 mesi che ha tutta la dentizione ben formata.

I bambini tra  12 e i 18mesi mordono perché vogliono delimitare la propria zona di sicurezza.

Dopo un anno di età, il bambino comincia a comprendere che il morso può essere un comportamento da utilizzare quando sente che qualcosa o qualcuno lo infastidisce. Diventa un modo per dire: “Lasciami stare”, “I miei giochi non si toccano”, “Voglio stare da solo”, “Mi devo difendere”.

Più l’età avanza più il bambino utilizza il morso per comunicare insoddisfazione, insofferenza e disagio.

Dopo i 24 mesi diventa un modo per esprimere e incanalare delle emozioni forti come la rabbia.

  Non tutti i bambini sanno esprimere la loro rabbia nel modo migliore perciò la risposta immediata è mordere solo fine di liberarsi da quella emozione dannosa che sente dentro.

Cambiamenti all’interno della famiglia come la nascita di un fratellino, la ripresa al lavoro della mamma, un trasloco, il passaggio nella propria cameretta, il distacco dal seno possono essere tutti motivi di disagio nel bambino. I cambiamenti hanno bisogno di un po’ di tempo per essere metabolizzati soprattutto nei bambini i quali sono molto abitudinari.

Anche un genitore troppo rigido o che scarica il proprio stress sul bambino può essere causa di questo comportamento.

Osservare le situazioni a 360 gradi è il punto focale per comprendere la causa di questo forte gesto.

Quando la situazione nasconde un disagio importante o il bambino continua a vivere questa difficoltà è opportuno rivolgersi a una persona competente.

Al di là di tutti questi aspetti e motivazioni negative c’è una ragione positiva che si cela dietro un morso.

Avete mai visto bambini mordere la mamma per gioia? In questo caso è un gesto d’affetto fatto durante giochi e coccole in modo inaspettato.

Mordere non è un comportamento che va comunque giustificato perché mordere gli oggetti per esplorare l’ambiente circostante è una cosa, morde gli altri è altro. Perciò è fondamentale che un genitore o adulto blocchi quel comportamento spiegando al bambino che il morso a una persona fa male a differenza dell’oggetto.

É opportuno intervenire subito dopo che è avvenuta l’azione dicendo al bambino che mordere un’altra persona non è giusto, che è un comportamento da non ripetere.

Il comportamento dell’adulto deciso e costante è fondamentale per far capire al bambino che non è bene comportarsi così.

Genitore o educatore è giusto porre dei limiti, delle regole ai bambini affinché capiscano ciò che è giusto fare cosa no.

Non dimenticate che i bambini hanno continuamente bisogno di una guida che sia amorevole, poco giudiziosa per comprendere che ce la faranno, che qualcuno crede in loro, che li ama al di là dei comportamenti non sempre appropriati alle situazioni.

Sono Vanessa, figlia unica, donna divorziata e mamma di 2 maschietti. Ho una famiglia allargata, un compagno che mi ama, il quale ha due bimbe bellissime. Vita incasinata, sempre correndo e su di giri.

Credo nel cambiamento di ogni persona, nella positività della vita, nella possibilità di capire il perché gli eventi si ripetono e far in modo che questa ruota incominci a cambiare il suo giro.

Accompagno mamme e donne nel cammino di riscoperta di sé stesse e del loro dono riappropriandosi della libertà perduta. Sostengo i loro sogni, le conduco verso i loro obiettivi attraverso il riequilibrio emotivo.

Come scriveva Alda Merini “Da queste profonde ferite usciranno farfalle libere”, voglio donare una nuova opportunità nella vita di chi a me si affida. Ogni ferita può diventare motivo di crescita, inizio di una nuova e diversa vita libera dai vincoli interiori e esteriori.

Источник: https://www.lerosa.it/mamma/bambini/cosa-fare-quando-il-bambino-morde/

Il mio bambino morde

Il bambino morde: come comportarsi?

Il mio bambino morde: quante volte ho visto genitori alle prese con questo problema.

Ricordo ancora dei primi anni che lavoravo al nido, i colloqui con i genitori e le comunicazioni da dover dare al genitore, segnate in rosso sulla mia agenda. 

Tra queste comunicazioni c’era quella relativa ai morsi! 

La frase che ripetevo a tutti i genitori era:

Potrebbe succedere durante l’anno che il bambino subisca o dia dei morsi ad altri bambini, in questa fase è normale che avvenga, questo è il primo luogo in cui sperimenta a lungo interazioni con sconosciuti.
Il morso è un atto comunicativo che il bambino mette in atto per interagire con chi lo circonda.

Quando poi, durante l’anno, si manifestano questi episodi il genitore entra solitamente in crisi, crede di non essere un buon genitore e di non aver dato la giusta educazione al proprio bambino.

Ma cosa significano realmente i morsi dei bambini?

In questo articolo andremo a vedere nel dettaglio cosa si nasconde dietro i morsi che i bambini danno ai coetanei e agli adulti.

Perché morde?

Il bambino, fino almeno ai 3 anni, fatica a gestire le proprie emozioni, questa immaturità, associata a quella di verbalizzazione, lo spinge a comunicare prevalentemente attraverso il corpo. 

Quindi possiamo dire che il morso è un mezzo di comunicazione.
Non tutti i bambini mordono e non tutti lo fanno con la stessa forza. 

Possiamo dire che il bambino, nella primissima fase di scoperta, utilizza la bocca per conoscere il mondo esterno.

Fasce d’età

Il bambino cresce molto velocemente e dentro di lui cambiano continuamente tutti gli approcci e i tentativi di scoperta e comunicazione. 

Possiamo quindi differenziare l’approccio al morso a seconda del periodo di vita:

Dai 6 ai 12 mesi, come abbiamo detto in precedenza, la bocca serve per conoscere.Il bambino porta tutto alla bocca, mette in bocca gli oggetti e grazie a questo li conosce.

In questa fase iniziano anche a spuntare i denti, il fastidio alle gengive e la sensazione nuova, dovuta alla presenza di piccole puntine che sporgono dalle gengive, spinge il bambino a conoscere ancora meglio la propria bocca.

Dai 12 ai 24 mesi il bambino usa il morso per testare un po’ i limiti, per giocare e per interagire, scopre che morsicare provoca delle reazioni nell’adulto e nel bambino (morsicato) e cerca di sperimentare in varie modalità.

Dai 24 mesi esprime i propri sentimenti, la propria rabbia, dissenso..Non essendo ancora in grado di gestire le proprie emozioni il bambino si esprime attraverso anche questa modalità consolidata nel tempo. 

Motivazioni per i quali il mio bambino morde

L’adulto attribuisce a questi morsi delle spiegazioni proprie, spesso molto differenti da quelle del bambino. Le motivazioni dedotte dall’adulto sono solo ipotesi.Quello che per l’adulto risulta ovvio, per il bambino non lo è!

 Spesso anche il bambino stesso non ha motivazione di un tale gesto.

Il bambino potrebbe mettere in atto questa modalità per:

  • difendere qualcosa di proprio, 
  • difendere sé stesso, 
  • esprimere la propria disapprovazione, la propria rabbia, 
  • noia
  • gioco
  • comunicazione 
  • disorientamento

Le motivazioni possono essere davvero tante e ridurre a un’unica soluzione dedotta dal genitore è troppo riduttivo.

All’interno di una famiglia, con almeno due figli, le liti tra fratelli potrebbero sfociare in botte e morsi, contendersi i giochi e l’affetto di mamma e papà  sono al primo posto tra le cause di questi scontri.

Cosa fare?

Crescendo, il bambino perde naturalmente questa modalità: al momento non ci sembrano esistere troppi uomini morsicatori adulti! 

Nell’immediato, un comportamento adeguato potrebbe essere quello del dialogo. 

Parlare al proprio bambino è fondamentale, anche se lui ancora non parla. Spiegare che con il suo gesto ha fatto male ad una persona e chiedere le motivazioni di quel gesto. 

Arrabbiarsi con il bambino, urlare e allontanarlo (magari in cameretta) non serve a nulla, il bambino ha bisogno di imparare ad esprimersi in modo diverso e solo tu, genitore, puoi aiutarlo in questo.

Se tuo bambino morde non è un cattivo bambino, si tratta di un bambino che deve imparare come gestire sé stesso e averti accanto è l’unico modo che ha per imparare. Si tratta di una tappa del suo sviluppo ed è bene che venga accolta, compresa e gestita al meglio. 

È importante in questa fase essere amorevoli ma decisi nel far rispettare le regole, tutti i membri della famiglia devono avere le stesse modalità di interazione con il bambino.  

I cambiamenti

Durante una fase di cambiamento, potrebbero manifestarsi momenti di rabbia, di perdita di controllo.

L’arrivo di un fratellino, una separazione, un trauma possono essere delle cause scateanti di comportamente abbandonati da tempo o l’inizio di comportamenti insoliti, come ad esempio iniziare a mordere. 

Anche in questo caso, sgridare il bambino è inutile e controproducente, quello che bisogna fare è osservare quello che sta succedendo in quel preciso periodo. 

Non arrivare a conclusioni affrettate

Ora che sappiamo che i morsi non vengono fatti con la rabbia che intende l’adulto, con l’intenzionalità e la motivazione più ovvia; ora che sappiamo che il morso è una fase passeggera e che non è così drammatico come abbiamo sempre creduto, possiamo anche imparare che il morso è comunicazione e per eliminarlo bisogna solo insegnargli a comunicare in modalità differente. 

Insegnare al bambino a comportarsi in modo consono e farlo in maniera consistente richiede un grande impegno che però può dare risultati fantastici, se si fanno le cose bene. Per questo abbiamo creato un percorso strutturato che ti permette di creare il miglior ambiente educativo per la tua famiglia, così che tu possa avere la massima serentià e tranquillità possibili. 

Scopri GENITORE FUORICLASSE!

Источник: https://genitoreinformato.com/il-mio-bambino-morde/

Perché bambini mordono? E come farli smettere? | Sitly Blog

Il bambino morde: come comportarsi?

Molti bambini mordono, soprattutto nella fascia d’età 1-3 anni. Bimbi che mordono allìasilo, bambini che mordono la mamma. Il problema è diffuso, eppure poche cose provocano maggiore disagio e imbarazzo. E allora, cosa fare se fai da baby sitter a un “morsicatore” oppure tuo figlio morde?

Al parco, il bambino gioca tranquillo, in un clima di serenità. Improvvisamente lo vedi con i denti affondati nel braccio di un amichetto: tutti accorrono,  la mamma del ferito consola suo figlio e guarda il tuo bambino e te con riprovazione. Tu ti profondi in scuse.

Un morso da bambino a bambino è peggio di una crisi di pianto al supermercato; è forse il comportamento più antisociale  che un bambino possa avere in pubblico.

Ed è senz’altro quello che suscita le reazioni emozionali più forti, tanto fra gli adulti quanto tra i bambini. Eppure, mordere è una fase normale nella crescita di un bambino. Non tutti i piccoli la attraversano ma molti sì.

Certamente, un bambino che morde non può essere ignorato.

Hanno male ai denti

Durante la dentizione, i bambini mordono per dare sollievo alle gengive, tutto qui (dai 6 ai 12 mesi).

È il loro modo per esplorare il mondo

La bocca dei bambini piccoli è come le loro mani: per conoscere mettono in bocca e talvolta stringono. Il seno della mamma, il ciuccio, oppure le dita di un fratellino o del papà. Il bambino che morde vuole scoprire quale reazione provoca.

Di solito, la risposta non proprio deliziata della “vittima” basterà a far finire l’esperimento: non è una cosa piacevole e il bambino lo impara. Ricorda che in questa fase il morso è un impulso, il bambino che morde non ha nessuna intenzione di far male.

Semplicemente fa quello che deve fare per imparare (dai 6 ai 12 mesi).

Si devono difendere

Specialmente se non sanno ancora parlare! Molti bambini mordono per delimitare i loro spazi, la loro zona di sicurezza. Mordere è allora il loro modo per dire: “ehi tu,allontanati!”. Quando mordi qualcuno, quel qualcuno si allontana e questa è la miglior difesa (dai 12 ai 18 mesi).

Sono in cerca di attenzione (o di potere)

Se un bambino si sente ignorato, può decidere di mettere in atto comportamenti che porteranno a una punizione.

Negativa o positiva che sia, l’attenzione è pur sempre attenzione! Altri bambini mordono per far sì che i genitori oppure altri bambini facciano una determinata cosa. Non è un comportamento che attuano consciamente.

Per esempio, può darsi che il bambino più piccolo della famiglia morda il fratellino più grande per “conquistare il potere” (dai 12 ai 24 mesi).

Non sanno come esprimere le emozioni e la frustrazione

Per i bambini più grandicelli, la ragione del mordere è più spesso di natura emotiva. Non sono ancora capaci di esprimere sentimenti e sensazioni con le parole: vogliono indietro un giocattolo che un amichetto ha preso; hanno voglia di stare soli; hanno paura e non sanno come comunicarlo. Non tutti i bambini esprimono rabbia o tristezza con i capricci o con il pianto.

Soprattutto, nella prima infanzia, il morso può essere la risposta più immediata per esprimere sentimenti di ansia  e frustrazione (se hai voglia, dai un’occhiata al link: è utile per “riscoprire” cosa vuol dire frustrazione nel bambino, al di là della banalizzazione che il termine ha avuto nel linguaggio quotidiano). L’incapacità o l’impossibilità di esprimersi porta i bambini a mordere. In molti casi infatti, il bambino che morde è un bambino che sta sperimentando una tensione che non riesce a sciogliere altrimenti, uno stress che ha occupato la sua vita e di cui non sa come liberarsi.

Tuttavia, i bambini possono usare il morso anche per esprimere sensazioni e sentimenti positivi.

Un bambino di due anni può provare una gioia intensissima che vuole condividere pur non avendone i mezzi linguistici o affettivi. E allora che fa? Morde.

Se non ti è capitato, di sicuro ti sarà stato raccontato di un bambino che, nel bel mezzo di coccole e giochi con la mamma le ha morso, con forza e inaspettatamente, una mano (dai 12 ai 26 mesi).

Bambino che morde: come farlo smettere?

Se il bambino di cui ti occupi morde per tutte le ragioni che hai visto sopra, è chiaro che sgridarlo o mortificarlo in pubblico serve a poco. Anzi può essere addirittura controproducente: se morde per la frustrazione di non riuscire a esprimere un suo sentimento, vedersi sgridato lo condurrà ad accumulare maggiore stress, e ancora più rabbia.

Ecco invece qualche buon consiglio per evitare che morda o che impari a non farlo più:

  • se il bambino sta attraversando la fase di dentizione, assicurati di avere sempre con te giocattoli refrigerati da mordere;
  • cerca di evitare tutte le situazioni che hai sperimentato rendono il bambino irritabile. Prima di uscire assicurati che abbia riposato e che il pannolino sia pulito;
  • cerca, se ti è possibile, di fare delle pause nel corso delle sue attività oppure di cambiare gioco: servirà a farlo riposare e ad evitare che accumuli eccessiva tensione; cerca di scegliere un gioco che sia adatto alla sua età (se sei in cerca di ispirazione leggi i nostri post sui giochi per bambini di 1 e 2 anni oppure sulle attività per bambini dai 3 ai 5 anni).
  • se è con altri bambini, sorveglia la situazione e se necessario intervieni. Aiutalo ad esprimere con le parole (anche  dicendole al suo posto) i motivi di rabbia e frustrazione: “chiedi a Paolo di restituirti la tua paletta”. Se invece ti accorgi che sta per mordere per amore, digli “abbraccia Sofia e dalle un bacino”;
  • se arrivi troppo tardi e ha già morso, occupati in prima battuta del bambino “vittima”; in questo modo vedrà che mordere non è un granché come strategia per attirare l’attenzione;
  • ogni volta che morde, senza alzare la voce ma con tono fermo e pacato e guardandolo negli occhi dagli un’istruzione chiara e semplice: “Non si morde. I morsi fanno male”. Ripeti sempre la stessa frase con le stesse modalità tutte le volte che si ripresenta il problema;
  • in ogni caso non gridare, non mortificarlo o peggio non punirlo fisicamente. In nessun caso dovrai morderlo a tua volta per mostrargli che fa male: dovrai insegnarglielo con le parole.

Vuoi trovare un lavoro come babysitter? Registrati a Sitly. È gratis!

Voglio fare la babysitter

Per cominciare, scarica l’App di Sitly sul tuo telefono o sul tuo tablet!

Trovare lavoro come babysitter è facile con l’App di Sitly . Guarda questo video:

Vedrai che, se ti applicherai con costanza e con calma, i risultati arriveranno e la “fase morso” diventerà roba del passato.

PS Se ti piace la nostra Guida per baby sitter? Dai un’occhiata anche a “Il bambino non mi ascolta. E io che faccio?”

Источник: https://www.sitly.it/blog/bambini-mordono/

Bambino che morde: i consigli della psicologa per farlo smettere

Il bambino morde: come comportarsi?

La fase del mordicchiare è assolutamente fisiologica nella evoluzione psico-fisiologica di un bambino. Nel corso del primo anno di vita, normalmente, i bambini utilizzano il corpo e la corporeità come strumento per capire, comprendere, apprendere, comunicare, sperimentare e sperimentarsi.

Inizialmente, proprio per capire dove finisca il loro corpo e dove inizi l’altro da sé.Nella fase di dentizione, poi, mettere le cose in bocca e mordicchiare è spesso legato al fastidio che lo spuntare dei dentini genera, oltre al bisogno di testare /tastare l’ambiente esterno.

E sono gli adulti stessi a suggerire al bambino di mordicchiare oggetti atti allo scopo, o cibo duro…Il mordere si associa alla rabbia, all’aggressività (anche alla sessualità, e questo forse è uno dei motivi per cui l’adulto va così in crisi davanti al mordere dei bambini) e al disagio, mentre altre volte può essere inteso come manifestazione di affetto.

Il termine aggressività deriva dal latino ad-gredior dove ad inidica il movimento verso; e significa dunque andare verso, andare incontro, avvicinarsi a, quindi.L’aggressività e il mordere vanno dunque interrogati come modo di entrare in relazione e di dire delle cose; cose spesso non chiare e non verbalizzabili.

È importante, fondamentale, che gli adulti di riferimento abbiano chiaro che per i bambini il morso può rappresentare uno degli strumenti nella loro cassetta degli attrezzi ancora acerba, con cui possono entrare in relazione e attirare l’attenzione.

Abbiamo, quindi, rivolto alcune domande alla dr.ssa Giovanna Tatti, specialista in psicologia.

Quando nasce il problema, allora?

Come diciamo sempre, le nostre antennine devono sollevarsi quando questa modalità permane nel tempo, fino a diventare da mezzo naturale e funzionale un sintomo di disagio, cronicizzandosi.Non sempre gli adulti sono capaci di codificare i messaggi che arrivano nel loro linguaggio dai bambini, ivi compreso il significato di un gesto o di un morso.

Sappiamo che nei momenti di frustrazione può essere un gesto che il bambino mette in atto senza l’intenzione di fare del male; infatti, per come è strutturato l’apparato psichico del bambino, nella fascia 0-2 / 0-3 il bambino non è in grado di distinguere il bene dal male in modo chiaro, né esattamente che effetto ha sull’altro la sua azione.

Mordere può comunicare proprio la non capacità del bambino di comunicare le proprie emozioni, i sentimenti, i desideri magari frustrati.

Inoltre, non guasta ricordare che anche negli adulti, talvolta, quando la quota emotiva travalica la possibilità di contenimento psichico, la soluzione è il “passaggio all’atto”, a un’azione, che talvolta si agisce proprio sul corpo (mordersi, tagliarsi, graffiarsi).

Quando, intorno ai 2 o 3 anni il linguaggio verbale, nuova modalità di comunicazione, diventa famigliare, tende a sostituirsi naturalmente, per quanto parzialmente, all’azione e, dunque, anche alla tendenza a mordere.Talvolta, le modalità possono cronicizzarsi, ma al netto di patologie strutturate, il comportamento inadeguato potrà essere convertito in altri più adeguati con un po’ di pazienza e qualche accortezza.

A volte, i bambini mordono sé stessi e, in questo caso, è importante non ignorare questa particolare forma di aggressività.

Quali sono le cause?

La causa può ricercarsi in uno stress emotivo che eccede la possibilità di contenimento e che può portare il bimbo (o anche l’adulto) a mordersi per sfogare rabbia, frustrazione, gelosia o altro.

È fondamentale cercare di individuare le cause che portano il bambino a sperimentare questo stato di ansia, paura o franca angoscia per aiutarlo a evitare comportamenti violenti e aggressivi verso se stesso e gli altri, ma ancora più importante per aiutarlo a strutturare un apparato per pensare, interno, che possa fungere da contenitore per queste emozioni “troppe” senza arrivare a ferirsi.Personalmente, non ritengo sempre utile impedire di mordere. Anzi. Se questo è il modo in cui si gestisce la disorganizzazione emotiva togliere uno strumento di gestione prima che se ne siano strutturati altri, potrebbe essere destrutturante.Quello che può essere utile fare, fino a che non si capisce il senso del gesto, è rendere sicuro il gesto stesso, ad esempio, fornendo oggetti sicuri, che possano essere succhiati e morsi.

L’impegno dell’adulto sarà comunque anche orientato a cercare di far comprendere al bambino che il “morso”, se rivolto ai genitori, ai compagni e a tutte le persone, è un gesto scorretto che provoca dolore e al suo posto possono essere utilizzati oggetti sostitutivi creati per essere morsi.

Bambini che mordono: come comportarsi?

Il bambino morde: come comportarsi?

Molto spesso, intorno ai 12-18 mesi, quando i bambini vengono inseriti al nido e si devono cimentare, per la prima volta, in interazioni sociali con gli altri, il mordere può rientrare in una tappa fisiologica del loro sviluppo.

I piccoli, si trovano a sperimentare emozioni molto forti che non sono ancora in grado di gestire e di verbalizzare agli adulti di riferimento, che in alcuni casi possono portare ad agire in modo impulsivo, come dare un morso, un pugno, una spinta e tirare i capelli.

E’ importante, ovviamente, osservare la frequenza di questi comportamenti e capire se sono di carattere transitorio o più sistematici.

Sicuramente, fino a quel momento la bocca ha rappresentato lo strumento principale che il bambino ha utilizzato per esplorare e sperimentare il mondo circostante, ma è importante spiegare loro che non può essere fatto con gli altri bambini e con nessun altro, perché può fare male e non è il modo giusto.

Dopo i 2 anni d’età, se i morsi persistono e caratterizzano la modalità con cui si relazionano con gli altri bambini, possono rappresentare un campanello d’allarme più importante, una condizione di stress interna alla famiglia che il bambino sta sperimentando, come per esempio la separazione dei genitori, assistere a forti litigate, la nascita di un fratellino, un trasloco, una perdita o una malattia di un familiare. Insomma, qualcosa non sta funzionando e il bambino non ha altri mezzi e strumenti per poter esprimere il suo disagio e per dire come si sente dentro. Altre volte i morsi sono rivolti direttamente ai genitori e anche in questo caso rappresentano una comunicazione importante che va ascoltata, bloccando il comportamento e incentivando le parole.

Il ruolo del genitore in questi casi, quindi, è molto importante.

Ecco allora cosa si deve fare:

Bloccare il comportamento. Separare fisicamente i due bambini e interrompere il morso con un “no” secco.

Bisogna spiegare in maniera chiara e semplice al piccolo, che le persone non si possono mordere come gli oggetti, perché i dentini fanno male e lasciano il segno. È importante ripetere queste parole e rispiegarlo ogni volta che il bambino metterà in atto tale comportamento.

La comunicazione per essere più efficace, deve essere fatta abbassandosi alla sua altezza, guardando il bambino negli occhi e tenendolo fermo.

Dare delle regole. I bambini hanno bisogno di regole per permettere loro di apprendere i limiti, i confini e gli spazi per muoversi in sicurezza e tranquillità. Dare regole ferme e decise sia con il tono di voce che con la postura che si assume,vi aiuterà a rinforzare l’efficacia del messaggio che volete dare al bambino.

Dialogo. Stimolare un dialogo con il bambino e chiedere se c’è qualcosa che in quel momento lo fa arrabbiare e che gli fa fare dei brutti pensieri, cercando di farlo esprimere il più possibile a livello verbale. In questo modo il bambino si tranquillizzerà, abbasserà i livelli di tensione e si sentirà contenuto.

Rinforzi positivi. Prestare particolare attenzione a quando si comporta bene e gioca insieme agli altri bambini serenamente, senza ricorrere a modalità aggressive. È importante rinforzarlo positivamente attraverso frasi come “Sei stato proprio bravo oggi” o “Che bel gioco che hai fatto insieme agli amichetti”.

Giocattoli morbidi. Il bambino in alcuni momenti può accumulare nel proprio corpo un quantum di energia che deve essere scaricato: giocattoli morbidi, come ad esempio pupazzi o cuscini, che si possono anche mordere, possono fungere da canale di sfogo per abbassare i livelli di tensione interna.

Dare il buon esempio. I bambini sono delle piccole spugne in grado assorbire indirettamente il comportamento degli adulti,quindi,nella quotidianità siate modelli positivi per loro, utilizzando la fermezza e non la rigidità, l’accoglienza e non il rifiuto, il dialogo e non la violenza.

Osservare con attenzione. I genitori devono diventare i migliori osservatori del loro bambino, capire cosa si nasconde dietro al morso e se sta attraversando un momento di difficoltà. Mai negare il problema ma al contrario cogliere tempestivamente i primi segnali di disagio.

Cosa non fare?

Evitare le punizioni. Le punizioni mortificano e umiliano il bambino, non permettono di comprendere perché ha sbagliato e alimentano sensi di colpa e vissuti di ingiustizia.

Non inibire le emozioni. E’ importante non reprimere le emozioni negative del bambino come il pianto, la rabbia o la gelosia, ma al contrario bisogna accoglierle e rispettarle. Un litigio può essere l’occasione per aiutare i bambini a riconoscere le emozioni, a regolarle e insegnargli a tollerare la frustrazione, fondamentale per la loro crescita e il loro sviluppo.

Non usare la violenza. Non rispondere ai morsi del bambino con altra aggressività: mai alzare le mani o restituire il morso per fargli capire cosa si prova. In alcune occasioni sarete costretti ad intervenire anche fisicamente ma questo non significa picchiarli, ma bloccarli, per poi farli ragionare sul senso di ciò che stanno facendo.

di Redazione AdoleScienza.it

Источник: https://www.adolescienza.it/sos/sos-genitori-bambini/bambini-che-mordono-come-comportarsi/

Gravidanza
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: