Il bambino ha gli incubi: come aiutarlo?

Contents
  1. I bambini si svegliano di notte a causa degli incubi? 16 consigli per evitarli!
  2. Incubi dei bambini: cosa fare
  3. I bambini hanno bisogno di aiuto per affrontare gli incubi
  4. Ecco quindi alcuni suggerimenti per aiutare i piccoli
  5. Le Paure dei bambini di 2-9 anni: Ecco Come Gestirle ⋆ Aiamc
  6. Ma che cos’è davvero la paura?
  7. Tipologie di Paure
  8. Paura dei mostri e dei fantasmi
  9. Paura del giudizio dei genitori
  10. Quindi cosa possiamo fare?
  11. Come superare le paure nei bambini
  12. Quando ci dobbiamo preoccupare e quando dobbiamo rivolgerci ad uno psicologo infantile?
  13. Articoli Consigliati
  14. Incubi notturni nel bambino, cosa fare
  15. Incubi: cosa sono e perché si manifestano
  16. Incubi ed attacchi di panico notturni, facciamo attenzione a distinguerli
  17. Quali sono gli incubi più ricorrenti nei bambini
  18. Cosa possono fare i genitori
  19. Bambini e incubi: cosa fare per aiutarli
  20. Incubi, la definizione
  21. Pavor nocturnus o terrore notturno
  22. Perché i bambini hanno gli incubi?
  23. Come intervenire
  24. Come aiutare il bambino a dormire meglio
  25. Incubi nei neonati e nei bambini
  26. Cos'è il pavor nocturnus
  27. Cause del pavor nocturnos
  28. Sonnambulismo o pavor nocturnos?
  29. Che fare in caso di pavor nocturnos
  30. Cosa sono gli incubi
  31. Cause degli incubi 
  32. Cosa fare quando il bambino ha gli incubi
  33. Melatonina per dormire bene ed evitare gli incubi 
  34. Quando devi parlarne con il pediatra
  35. Come aiutare un bambino che ha fatto un brutto sogno
  36. Come comportarsi dopo un brutto sogno di vostro figlio
  37. Non confondete gli incubi con il terrore notturno
  38. Perché si fanno brutti sogni?
  39. Come aiutare i bambini

I bambini si svegliano di notte a causa degli incubi? 16 consigli per evitarli!

Il bambino ha gli incubi: come aiutarlo?

Unimamme, i vostri piccoli soffrono di incubi notturni? Forse non vi stupirà sapere che moltissimi altri bambini di ogni età li hanno.

Uno studio compiuto su bambini olandesi ha evidenziato che più del 73% dei piccini tra i 4 e i 12 anni sostengono di aver sperimentato timore durante la notte.

Incubi dei bambini: cosa fare

Un’altra ricerca di origine australiana invece ha mostrato che il 64% dei piccoli tra gli 8 e i 16 anni hanno avuto incubi.

Contemporaneamente però i loro genitori non erano al corrente dei problemi avuti dai bimbi.

Secondo gli scienziati è normale che i bambini si sentano stressati per via della separazione notturna. Nell’antichità infatti le comunità vivevano raccolte, trascorrendo insieme ai piccoli anche la notte per paura di lasciarli vulnerabili ai predatori. Lasciare solo un bimbo di notte significava abbandonarlo e condannarlo alla morte.

Da quel periodo quindi deriverebbe la paura che provano i bambini moderni ad essere lasciati soli la notte. Oltretutto molti hanno difficoltà a separare la realtà dalla fantasia.

Questi piccoli quindi saranno inclini ad avere più incubi, di notte.

Una ricerca compiuta su 900 bambini canadesi ha dimostrato che i piccoli che dormivano nel letto con la mamma erano meno inclini ad avere incubi.

Secondo alcuni ricercatori ci potrebbe essere una relazione tra le ansie dei bambini e i loro incubi notturni, i bambini indicati dalle madri come difficili o emotivamente disturbati era più propensi ad avere incubi a 29 mesi.

I bambini hanno bisogno di aiuto per affrontare gli incubi

Gli adulti hanno difficoltà ad affrontare ansie e paure e quando vanno a dormire le preoccupazioni li portano a produrre alti livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) per il giorno dopo.

Per un bambino è la stessa cosa, se non peggio. Per affrontare le sue ansie un piccolo ha bisogno, come si legge su Patience Science:

  • un senso ben sviluppato del tempo (“Quando vedrò di nuovo la mamma?”)
  • l’abilità di controllare gli impulsi emotivi
  • l’abilità di distinguere fantasia e realtà
  • la capacità di ragionare in modo consapevole e arrivare a conclusioni razionali su informazioni sensoriali fuorvianti

La maggior parte dei bambini però non sviluppa questa capacità fino a 5 – 6 anni.

Le implicazioni quindi sembrano evidenti. Quando i bambini piccoli e in età prescolare vengono lasciati da soli non sanno come calmarsi e anche dopo aver trovato il modo di ragionare sulle proprie emozioni non possono inventare terapie di gestione della paura.

Inoltre, bimbi che hanno un temperamento più inibito tendono ad avere un ritmo cardiaco più elevato a riposo e tassi di stress più alti. Il loro lobo frontale dove risiedono i processi riguardanti ansie e paure è molto attivo.

Ecco quindi alcuni suggerimenti per aiutare i piccoli

  • consultare sempre i genitori il cui consiglio è quello di tendere a lasciare i bambini in difficoltà soli la notte: i bambini mancano degli strumenti necessari per riuscire a farcela da soli. sono in molti a sostenere che si tratta di un approccio sbagliato
  • parlare ai bambini della differenza tra realtà e fantasia e provare loro che non ci sono mostri nell’armadio: i bambini che faticano a  distinguere tra realtà e fantasia sono ad alto rischio di paure notturne
  • considerate le ragioni dello stress quotidiano: bambini che soffrono di ansie di giorno (la scuola, separazione dai genitori, ecc… ) sono più inclini a temere l’oscurità e la paura di dormire da soli. Potete ridurre le loro ansie aiutandoli a gestire le ansie giornaliere
  • rivedete i requisiti del sonno del bimbo e il calendario del riposo: a volte i genitori sovrastimano la necessità di sonno dei piccoli. Quindi li mettono a letto prima del necessario. Bimbi “lasciati a cuocere al buio” avranno più tempo per soffermarsi sulle paure notturne.
  • evitare storie paurose in televisione, ma anche racconti prima di andare a nanna: questo include anche l’esposizione passiva, cioè quando i figli sono presenti mentre guardate materiale che può turbarli
  • combattete la paura con il potere del tocco: l’affetto fisico spegne l’ansia da separazione
  • offrite al vostro bambino conforto con un giocattolo morbido o una bambola: ci sono prove sperimentali che questo espediente funziona. In alcuni studi in cui ai bambini è stato dato un cucciolo di giocattolo da abbracciare i piccoli hanno mostrato meno paura e ansie.
  • cercate di essere pazienti: se gli incubi notturni dei figli vi stanno privando del sonno è normale provare risentimento, ma è molto importante non indirizzare la vostra rabbia e frustrazione verso il bimbo. Se il piccolo si sente rifiutato questi intensificherà l’ansia.
  • rispondere prontamente agli incubi: assicurate il bimbo che i suoi incubi non sono reali, che tutti li hanno qualche volta. Prima spezzerete l’incantesimo di un sogno spaventoso e prima il bimbo tornerà a dormire
  • date al piccolo una luce notturna: a mano a mano mentre affrontate le sue paure notturne diminuite l’intensità della luce, ma fate attenzione a trovare una lampadina che emana una luce morbida e calda
  • siate un modello di calma e sicurezza: quando il vostro bambino viene da voi impaurito siate calmi, sensibili e reattivi. Ditegli che capite che è spaventato e che capita a tutti. Non lasciate che la simpatia si trasformi in iperprotettività. Se i bambini capiscono che siete in ansia o spaventati loro lo saranno ancora di più
  • mostrate ai bambini come rilassarsi: nel corso di uno studio per ridurre l’ansia nei bambini che dovevano affrontare una procedura medica i ricercatori hanno insegnato ai bambini come fare respiri profondi e lenti facendoli poi espirare in parti per soffiare. Questo ha ridotto l’ansia nel 40% dei bambini
  • contrastare i pensieri spaventosi con immagini di felicità, sicurezza e coraggio: quando ha paura aiutate il vostro bimbo a pensare a situazioni che lo rendano felice e in controllo. Potreste suggerirgli di pensare di giocare con il suo animale preferito
  • insegnategli strategie per superare la situazione con il gioco di ruolo: molti bambini superano la paura dei controlli medici giocando al dottore. Durante il giorno parlate del problema e suggerite come affrontarlo. Aiutate il bambino a mettere in pratica le tattiche che abbiamo ricordato prima, pensare a cose felici, dirgli quanto è coraggioso, provare tecniche di rilassamento, trasformare le creature che gli fanno paura in qualcosa di non spaventoso. Provate a mostrargli un gioco di ruolo in cui una persona interpreta l’adulto e l’altra il bimbo spaventato. Dopo la dimostrazione invertite le parti
  • durante il giorno create delle storie con il bambino in cui il protagonista impara a superare gli incubi: questa tecnica è progettata per rendere i bimbi meno timorosi facendoli confrontare con le loro paure a piccoli passi. Cominciate a raccontare storie prive di elementi paurosi. Poi introducete qualcosa di leggermente pauroso. L’eroe della storia reagisce al pericolo applicando i suggerimenti di cui abbiamo parlato sopra. Se la storia non turba il piccolo potete inventarne un’altra più spaventosa
  • se il bambino soffre di gravi incubi notturni consultate un medico o un terapista: recenti ricerche hanno dimostrato che i bambini che soffrono di incubi, durante il giorno presentano ansia impulsività e problemi di comportamento.

Unimamme e i vostri bimbi hanno gli incubi? Magari questi consigli potrebbero tornarvi utili.

Noi vi lasciamo con uno studio che spiega come la paure facciano bene ai bambini.

Источник: https://www.universomamma.it/2015/07/03/incubi-notturni/

Le Paure dei bambini di 2-9 anni: Ecco Come Gestirle ⋆ Aiamc

Il bambino ha gli incubi: come aiutarlo?

Due occhi sgranati cercano la mamma, si attaccano a lei e con voce tremolante dicono “Aiuto! Mamma ho paura!”
Ma paura di cosa?
Del buio, di entrare in acqua in piscina, di un insetto, di affrontare il primo giorno di scuola o del mostro sotto il letto…

I genitori possono trovarsi spiazzati di fronte a questi timori, ingiustificati per un adulto, rischiando reazioni sbagliate: a volte accogliendo e coccolando soprammisura il figlio, dimostrandogli, con questo comportamento di protezione, che hanno ragione ad avere paura, altre, esortano il bambino ad essere coraggioso, lasciando trasparire il messaggio che provare paura sia qualcosa di assolutamente sbagliato.

Ma che cos’è davvero la paura?

Una emozione, naturale, sana e utile!

E l’emozione può essere definita come una reazione soggettiva a un evento saliente, caratterizzata da cambiamenti fisiologici, esperienziali e comportamentali.

Ogni emozione assume una valenza differente in base all’influenza di alcuni fattori specifici come la situazione iniziale o contesto, l’interpretazione cognitiva e soggettiva, la risposta comportamentale messa in atto e l’automatica e specifica reazione fisiologica.

La paura è fondamentale per la nostra sopravvivenza: ci mette in allarme davanti a situazioni minacciose o che potrebbero arrecarci danno e ci consente di attivare risposte di attacco o fuga con correlati fisiologici ben definiti.Insomma senza una giusta dose di paura saremmo già estinti.

Partendo da questa precisazione è facile capire come le paure dei bambini siano assolutamente naturali e derivino dalla continua esplorazione della realtà, tuttasconosciuta e quindi possibile fonte di minaccia.

La paura permette al bambino di comprendere la natura pericolosa dell’ignoto e mettersi al riparo attraverso diverse strategie, apprendere abilità di vigilanza e resistenza.

Tipologie di Paure

Possediamo diverse tipologie di paure:

  • quelle innate, presenti fin dalla nascita, perlopiù associate a cambiamenti fisiologici repentini, come un forte rumore o un lampo;
  • quelle più prettamente legate alla crescita come la paura dell’estraneo (8/9 mesi),
  • dellaseparazione dal genitore (12/18 mesi con apice a 2/3 anni);
  • dei mostri, delle streghe, del temporale e del buoi (3/5 anni)
  • paure di minacce alla propria incolumità come quella dei ladri, di essere rapiti, delle malattie (6/12 anni);
  • paure legate all’immagine di sé, al corpo che cambia, al giudizio degli altri (adolescenza).
  • le paure derivate da possibili eventi traumatici passati, come la paura del dottore associata al dolore fisico se, per esempio, ci ha fatto una puntura, dell’acqua, se una volta abbiamo bevuto facendo il bagno o di essere maltrattati se in passato li abbiamo osservati o subiti.

Paura dei mostri e dei fantasmi

Accanto alle paure legate alla realtà o a situazioni oggettive, ce ne sono altre associate alla fervida fantasia dei bambini: un esempio su tutti la paura dei mostri.

Solitamente si manifesta intorno ai 3 anni di età e finisce normalmente a 6-8 anni, periodo in cui il bambino comprende l’inesistenza dei mostri assimilando e imparando a gestire le angosce e le paure in essi rappresentate.

Questi spaventi derivano dal mondo interno del bambino fatto di preoccupazioni, e insicurezze di fronte all’ignoto, che viene proiettato all’esterno e rappresentato nelle figure fantastiche che animano la realtà del bambino.La loro produzione deriva dal normale pensiero animistico del bambino che vede tutto, appunto, come animato.

Oltre

ai mostri possono avere paura dei fantasmi, delle streghe, degli zombi, del lupo cattivo e dell’uomo nero…figure che diventano reali per il bambino rappresentando una minaccia contro cui lottare ogni giorno, specialmente la notte nel buio.

Mamma e papà non dovrebbero minimizzare ma piuttosto cercare di entrare nel mondo dei loro figli e cercare
di comprendere la natura dei personaggi fantastici e quale significato assumono per loro.

Solo in questo modo possiamo aiutarli a sperimentare una sensazione di sicurezza e, nel tempo, a trovare strategie per sconfiggere i mostri e interiorizzare la paura imparando a gestirla.

Potrebbe, per esempio, essere utile costruire con i bambini una fiaba in cui loro e il mostro diventano amici, oppure dove il mostro presenta delle fragilità o caratteristiche
positive o ancora dove viene sconfitto sperimentando così una percezione di autoefficacia.

Bellissimi gli esempi riportati dalla Pixar nel cartone Monster & Co, cito la giornalista Karin Ebnet che del cartone animato scrive: “Un film che guarda in faccia le paure infantili, le esorcizza con una risata e riappacifica i bambiniMomento maggiormente critico, ovviamente, la notte, in cui il bambino vive il distacco dalle figure genitoriali e, a causa del sonno, percepisce la perdita di controllo, sentendosi in pericolo.Il timore della separazione è qualcosa che viene sperimentato normalmente e superato in modo differente in base alla relazione con il genitore.

Fornire al bambino elementi rassicuranti può favorire il distacco e quindi anche la creazione di un buon feeling con l’oscurità.

Paura del giudizio dei genitori

Gioca infatti un ruolo fondamentale lo stile educativo in cui il bambino cresce, che può incrementare la numerosità delle paure, impedire lo sviluppo di adeguati sistemi di controllo dell’angoscia o far nascere nuove paure legate al sé.

Genitori eccessivamente ipercritici che contestano e sottolineano ogni errore del figlio possono far sorgere un sensodi inadeguatezza e di incapacità, con riduzione eccessiva dell’autostima e blocchi emotivi o evitamenti nel compiere delle azioni, per il timore di commettere errori.Eccessive richieste di precisione, tipiche di uno stile perfezionistico, possono indurre nel bambino, ancora una volta, la paura di sbagliare vivendo ogni situazione come se fosse una “verifica” con grande carico di angoscia e preoccupazione di deludere le

aspettative.

Ugualmente un’eccessiva iper-protezione rende la realtà eccessivamente angosciante e trasmette la convinzione che il pericolo sia ovunque, creando uno stato di allarme continuo e totalmente inadeguato.

Quindi cosa possiamo fare?

Riassumendo: ci sono paure tipiche e funzionali alle diverse età che permettono, se ben superate, l’acquisizione di sicurezze rispetto al sé e alla realtà, grazie anche alle figure di riferimento e al loro supporto.

Per esempio, se la paura è quella del buio è possibile abituare gradualmente il bambino a restare da solo in un ambiente senza luce, si possono utilizzare delle lucine e accompagnarlo nell’esplorazione degli ambienti poco illuminati, scegliere un compagno

fedele da portare con sé, un pupazzo, una bambola, un gioco…la classica copertina di Linus, aiutandolo a comprendere che la realtà non cambia.

Quello che c’è nella stanza con la luce, rimane nella stanza con il buio.

Un buon modo per favorire il distacco dai genitori prima del sonno e quindi affrontare le tenebre notturne è quello del racconto di una favola che presenti il buio e l’oscurità in modo fantasioso e divertente. In esse le cose pericolose possono essere minimizzate e rese simpatiche. Se sono meno spaventose possiamo affrontarle.

Come superare le paure nei bambini

Poiché legittime e naturali, le paure dei bambini non vanno criticate ma accolte e ascoltate con cura e reale attenzione. L’adulto deve aiutare il bambino ad esprimere il proprio vissuto e a comunicarlo così da ridurre la tensione e trasmettergli un senso diaccettazione e supporto.

Sentire di non essere solo nella lotta contro quanto temuto è per i piccoli molto importante perché sperimentano la possibilità di affrontare l’ignoto con maggiore sicurezza e senza sentirsi soli.Cerchiamo di non sminuire mai i loro timori, nemmeno i più bizzarri. Dobbiamo piuttosto aiutarli a superarli ed interiorizzare delle strategie funzionali.

Non diciamo “non avere paura” o “non fare il fifone “ perché queste frasi alimenteranno in lui l’idea di essere sbagliato e che non è possibile esprimere liberamente le proprie emozioni andando erroneamente a inibirle e nasconderle.

È fondamentale riuscire a entrare nel loro mondo e nei loro racconti per comprenderne il vissuto e il significato dei singoli comportamenti.Agire all’interno della sua realtà, in un contesto conosciuto e controllato, consente di comprenderne la natura e ridurre l’ansia sperimentata nella lotta alla paura.

Utile utilizzare le favole, le fiabe o i racconti dove è possibile identificare e riconoscere le paure ma soprattutto dove sono evidenziate modalità funzionali per superarle. Il gioco e il disegno sono inoltre un buon palcoscenico in cui il vissuto emotivo prende vita e può trovare la sua espressione.

Presentare eroi positivi che affrontano le sfide con coraggio e ridimensionando le avversità, trasmette al bambino fiducia e presenta in modo ludico strumenti e modelli di comportamento per gestire quanto non conosce.Tutto deve avvenire nel rispetto dei modi e dei tempi dei bambini, ricordando che ognuno è unico e diverso.

Le paure devono fisiologicamente ridursi ed esaurirsi ma, seppur ci siano finestre temporali riconosciute per questa naturale evoluzione, non sono rispettate da tutti in modo preciso: mai fare confronti e mai dire al bambino frasi come

“sei grande per avere paura di…” perché attacchiamo la sua autostima, facendolo sentire un “fifone” incapace e inadeguato.

È bene essere modelli positivi per il bambino: mostrare angosce, preoccupazioni e paure eccessive trasmette al bambino l’immagine di una realtà incontrollabile e pericolosa. Le paure del genitore vengono interiorizzate andando a incrementare la rosa già proficua di preoccupazioni e ansie.

Quando ci dobbiamo preoccupare e quando dobbiamo rivolgerci ad uno psicologo infantile?

Le “paure sane” hanno la caratteristica di essere tipiche dell’età del soggetto, passeggere, mutevoli e facilmente gestibili, diversamente quelle “non sane” che terrorizzano il soggetto, hanno la caratteristica di essere permanenti e possono creare inlui dei veri e propri blocchi emotivi.

Tra i campanelli di allarme sicuramente la presenza di una paura specifica in età non consona, bambini che hanno paura ad affrontare tutto e tutti o più semplicemente quando l’intensità dell’angoscia raggiunge livelli tali da rappresentare un limite nel

normale svolgimento delle attività quotidiane o nella costruzione delle relazioni.

Come abbiamo già detto il non superamento delle paure può avere delle ripercussioni sul normale funzionamento del bambino e sul suo sviluppo futuro.

Nel dubbio, quindi, rivolgiamoci con fiducia a uno specialista anche solo per una consulenza: saprà tranquillizzarci se giudicherà i timori adeguati all’età o suggerirci le giuste strategie per aiutare efficacemente i nostri bambini.

Articolo scritto da
Michaela Fantoni Psicoterapeuta – Milena Rota Dottore in PsicologiaCentro Elpis Ispra (Varese)Michaela FantoniTitolare Centro Elpis, Centro Multidisciplinare per la salute e il benessere psicofisico.

Psicoterapeuta, si occupa dei principali disturbi dalla prima infanzia alla terza età.Specializzata in psicologia dello sport, da Pechino ad oggi ha sempre avuto atleti alle Olimpiadi.

Ha fatto parte del Team Olimpico Londra 2012, componente commissione sanitaria FIC ed è stata la Psicologa responsabile del Progetto AcquaRio, per la preparazione di nuotatori paralimpici per le Olimpiadi di Rio 2016, (7 atelti qualificati e 7medaglie). Attualmente psicologa della FINP.

Formatore in azienda, porta le sue esperienze finalizzate al benessere e all’incremento della perfomance attraverso formazione tradizionale, formazione esperienziale, sport outodoor e percorsi di coaching. E’ docente, supervisore, membro eletto nel Consiglio Direttivo e responsabile dell’areascuola e rapporti con i soci di AIAMC.

Formatore in ambito scolastico e consulente su progetti educativi. Esperta DSA. Responsabile equìpe n. 17 ASL Varese, RegioneLombardia, soggetti autorizzati a effettuare prima certificazione diagnostica valida ai fini scolastici secondo quanto previsto dalla L.170/2010

Milena Rota

Collaboratrice Centro Elpis, Dottore in Psicologia Clinica dello Sviluppo e Neuropsicologia, Mindfulness pratictioner, allenatrice programmi legati allo sviluppo motorio e relazionale. Operatrice in servizi e progetti educativi di sostegno allo sviluppo in bambini problematici. Interventi sulla prevenzione dello stress lavoro correlato in azienda. Redattrice su CrescitaPersonale.it

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Источник: https://www.aiamc.it/come-gestire-paura-nei-bamibini/

Incubi notturni nel bambino, cosa fare

Il bambino ha gli incubi: come aiutarlo?
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Il vostro bambino si sveglia nel cuore della notte con pianti e grida disperate? Di sicuro si può trattare di incubi.

Incubi: cosa sono e perché si manifestano

Gli incubi sono un fenomeno piuttosto comune nei bambini e si verificano nella fase REM del sonno.

Cosa fare in questo caso, quando il vostro bambino si sveglia in reda al panico, ricordando alla perfezione le immagini che lo hanno così tanto spaventato? Naturalmente ci può essere la paura di riaddormentarsi per il conseguente terrore di rivivere quelle sensazioni orribili. A cosa possono essere legati questi incubi e, soprattutto, come ci si deve comportare in questo caso per aiutare il nostro bambino?

Innanzitutto, la prima cosa da fare in questi casi è naturalmente stargli accanto e quando si addormenta, cercare di non svegliarlo.

Soprattutto bisognerebbe che abbia una routine giornaliera che gli consenta di andare a dormire rilassato e senza nessun tipo di angoscia; queste sono le basi per favorire una qualità del sonno migliore.

Di per sé, infatti, c’è da dire che gli incubi non costituiscono una vera e propria patologia e spesso e volentieri si trattano meramente di proiezioni delle paure del bambino.

Fino ai quattro anni, infatti, i bambini non sono capaci di distinguere la realtà dal sogno e dunque fare un incubo può essere un’esperienza davvero traumatica! Dunque, tornando a noi, come abbiamo già detto l’incubo non costituisce una patologia ma può dare vita ad altre forme di patologie come l’insonnia o il pavor nocturnus (attacchi di panico notturni).

Incubi ed attacchi di panico notturni, facciamo attenzione a distinguerli

Il pavor nocturnus si distingue dai normali incubi per la presenza di segnali che possono destare una certa preoccupazione e che sono assimilabili agli attacchi di panico. Si manifestano più nei bambini che negli adulti e tra i sintomi possiamo trovare:

  • risveglio improvviso e traumatico
  • urla
  • pianti
  • difficoltà respiratore (affanno, difficoltà ad inspirare)
  • tachicardia
  • iperventilazione
  • pallore
  • tono muscolare aumentato
  • rigidità nei movimentio

Per questa patologia, comunque, è stata riscontrata un’importante componente genetica. Infatti, se i familiari hanno sofferto di alterazioni del sonno o terrori notturni, i lbambino può avere dei fattori di rischio in più che porta allo sviluppare il disturbo.

Oltre ala componente genetica inoltre, la presenza di altre patologie come reflusso gastroesofageo, asma, apnee notturne e via discorrendo può contribuire all’insorgere dei terrori notturni.

Nei soggetti con predisposizione al pavor nocturnus è strettamente in contatto con il modo in cui il bambino conduce la sua quotidianità. In causa di forti stress e, appunto, la presenza di predisposizioni familiari si può iniziare a sviluppare questa patologia.

Dunque bisogna rivolgere una particolare attenzione a quello che è lo stato emotivo del proprio bambino.

Quali sono gli incubi più ricorrenti nei bambini

Come dicevamo, gli incubi sono un modo che ha il cervello di proiettare le proprie ansie e le proprie paure, diversamente dai sogni che più generalmente sono proiezioni di desideri. Gli incubi sono in un certo senso un modo inconscio di rappresentare ciò che avviene nella vita reale. Ma vediamo un po’ assieme quali sono gli incubi più ricorrenti nei bambini!

  • Incubi in cui si teme di cadere: spesso in incubi del genere viene a rappresentarsi una mancanza di equilibrio che può avere radici strettamente emotive. Il piccolo in questo caso potrebbe sentire di non avere sotto controllo la propria realtà, soprattutto se vive situazioni particolarmente stressanti in quanto non riesce a sentire un senso di stabilità e non ha punti di riferimento solidi Ciò può accadere per i motivi più disparati, qualora ci sia un mutamento nella propria routine quotidiana, sia che abbia una quotidianità troppo brusca e piena di cose da fare – magari non adatta ai bisogni psico-fisici di un bambino piccolo – o più generalmente quando vive in una situazione precaria;
  • Incubi con insetti o parassiti: sognare cose tipo scarafaggi o vermi nel letto, possono essere legati ad esempio a cambiamenti inaspettati nella vita del soggetto, come traslochi o separazioni dei genitori.
  • Incubi con i mostri: sono tra gli incubi più diffusi. Quante volte, nei film, abbiamo assistito ai bambini che vanno in camera da letto dei genitori a chiedere conforto perché hanno sognato che ci siano mostri sotto al letto, oppure nell’armadio? Ebbene, anche questi sogni hanno un fondamento psicologico. Infatti, i mostri spesso sono la trasfigurazione di una figura adulta dal comportamento piuttosto rigido o aggressivo, che sia essa un genitore o un insegnante.

Cosa possono fare i genitori

In quest’ottica, forse gli incubi non potranno mai scomparire del tutto (infatti, ricordiamo che degli incubi non ci si può liberare! Occorrono nella vita, sono naturali). Ma potremmo vedere come affrontare questa situazione con i nostri bambini per comprendere come affrontare al meglio gli incubi ricorrenti che possono portare alle patologie del sonno.

In caso di incubi che occorrono più di una volta a settimana o pavor nocturnis, possiamo correre ai ripari in questo modo:

  • possiamo mantenere un corretto ciclo del sonno ossia mantenere ritmi del sonno regolari, come l’andare a dormire sempre alla stessa ora e garantire un quantitativo di ore di sonno regolare nel bambino.
  • ridurre lo stress quotidiano, infatti come abbiamo visto lo stress emotivo può essere un fattore di rischio in questo caso.
  • nel caso in cui vi accorgiate che vostro figlio stia avendo un incubo, abbiate cura di non svegliare il bambino durante un episodio del genere. Bisognerebbe in questo caso provare a tranquillizzare il bimbo utilizzando un tono di voce basso e accarezzandolo con dolcezza.
  • sembrerà controproducente, ma non bisogna raccontare per filo e per segno al bambino cosa è successo durante la notte perché potrebbe spaventarsi ulteriormente e quindi iniziare a soffrire di insonnia, rifiutarsi di dormire ecc.
  • evitare che il bambino abbia attorno a sé oggetti contundenti con i quali possa farsi male durante il sonno o gli episodi di attacchi di panico;

Bisogna comunque rimanere molto presenti nella vita del proprio bambino, dunque, proteggerlo e fornirgli un adeguato supporto psicologico e vedrete che gli episodi di sonno interrotto dagli incubi diventeranno sempre meno ricorrenti. Certo, se invece dovessero continuare ad intensificarsi, sarà meglio rivolgersi ad uno specialista.

Buona nanna!

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Источник: https://www.mammastobene.com/incubi-notturni-bambini/

Bambini e incubi: cosa fare per aiutarli

Il bambino ha gli incubi: come aiutarlo?

La necessità dei bambini di cercare la mamma e il papà quando hanno degli incubi e si svegliano è ben spiegata da una famosa citazione di Maria Montessori, che spiega l’amore del bambino e il suo bisogno di sentire l’adulto accanto a sé.

“Chi realmente ama è invece il bambino, che desidera sentire l’adulto accanto a sé e che si compiace di attirare l’attenzione di lui sopra se stesso: “guardami, stammi vicino. La sera, quando va a letto, chiama la persona che ama e vorrebbe che non lo lasciasse.

E quando noi andiamo a mangiare, il lattante vorrebbe venir con noi, non già per mangiare anche lui, ma per guardarci, per starci vicino. L’adulto passa accanto a questo mistico amore senza riconoscerlo: ma badate, quel piccino che vi ama crescerà e scomparirà”.

Incubi, la definizione

Per definizione un incubo, è un sogno capace di procurare uno stato di profonda angoscia ed oppressione. E’ dunque facile, immaginare la preoccupazione e il senso di impotenza che può assalire un genitore, quando ad esperire le sensazioni spiacevoli sopracitate, è il proprio bambino. 

Innanzitutto, è bene chiarire che l’incubo in sé nonrappresenta un qualcosa di patologico, ma può certamente essere, in alcunicasi, una manifestazione di paureirrazionali e situazioni conflittuali che il bambino  vive inconsciamente.

E’ quindi importante fare attenzione agli incubi dei bambini per riuscire a cogliere le differenze sostanziali tra una manifestazione non patologica ed una invece di effettivo disagio.

Pavor nocturnus o terrore notturno

Si tratta diuna perturbazione non patologica delsonno, piuttosto frequente nei bambini. Si verifica nella fase di sonnoprofondo: il bambino grida agitandosi in movimenti scomposti e rigidi.Solitamente la crisi dura pochi minuti, ma può arrivare anche a trenta.

Questofenomeno generalmente, è dovuto ad un’attivazione del sistema limbico noncausata da vissuti emotivi, tuttavia, può talvolta rappresentare un sintomo‘più grave’ che rientra nei disturbi d’ansia.

Perché i bambini hanno gli incubi?

Gli incubi sono abbastanza comuni neibambini, già a partire dal primo anno dietà; ed esattamente come i sogni, permettono di elaborare frustrazioni, paure e desideri.

Durante lagiornata, il bambino deve obbedire alle regole della famiglia e della società eal contempo, adattarsi al gruppo dei pari vivendo non pochi conflitti. Durantela notte, tutto questo ‘vissuto’, viene metabolizzato inconsciamente dalbambino attraverso gli incubi, che rappresentano un modo per esprimerel’angoscia, spesso riguardante la paura di crescere e il desiderio di farlo.

Normalmentegli incubi bambini, funzionanoquindi come una sorta di valvola di sfogo, estremamente utile non solo ad‘esternare’ emozioni, sensazioni e paure motivate da quello che accade, maanche per ‘domare’ la realtà del mondo esterno e quella degli adulti.

Tuttavia inaltri casi, questa esternazione, può riguardare paure più primitive eirrazionali, come ad esempio, il terroredell’abbandono da parte della madre o del padre; e il bambino piccolo, nonessendo in grado di verbalizzare adeguatamente tale disagio  lo esprime attraverso l’incubo.

In queste particolari situazioni, gli incubi  posso essere il segnale di un conflitto intenso che il bambino vive internamente, inconsapevolmente: se questo malessere a lungo andare non viene capito o, peggio, viene ignorato, può in età scolare, portare a disagi psichici effettivi.

Come intervenire

La prima cosa che si può fare quando vostro figlio si sveglia nel bel mezzo della notte a causa di un incubo, è senza dubbio quella più naturale: stargli accanto; mostrarsi rassicuranti, assolutamente non sgridarlo, ma anzi confortarlo e tranquillizzarlo infondendogli il senso di protezione e sicurezza di cui ha bisogno per riuscire ad abbandonarsi nuovamente al sonno.

Se invece ilbambino continua a dormire nonostante i sogni agitati, sarebbe meglio nonsvegliarlo, ma far sentire al piccolo lavostra presenza attraverso il contatto fisico: fategli sentire la vostravicinanza con le carezze. Riconoscete le sue paure e i suoi timori, perchéreali, senza commettere l’errore di svilirli o sminuirli.

In caso diterrore notturno invece, è preferibile toccare il bambino solo per prevenirel’eventualità che nei gesti inconsapevoli si faccia male. Può invece essereutile parlargli con voce tranquilla e toni bassi.

Come aiutare il bambino a dormire meglio

Creare una routine quotidiana che precede la messa a letto, può essere sicuramente un modo per aiutare il bambino a rilassarsi e a dormire senza angosce.

 Anche rallentare i ritmi della giornata evitando quindi un accumulo di stress eccessivo, può rivelarsi decisamente utile a migliorare la qualità del sonno.

Altri fattori che incidono su quest’ultima, sono: uno stile di vita sano ed un’alimentazione adeguata.

Unespediente valido, è anche quello di raccontare ed inventare piccole storie,che ripercorrono i momenti più belli e gioiosi della giornata del bambino.

Nel caso incui ci si accorge di incubi frequenti che il bambino non riesce poi a spiegare,diventa necessario consultare uno psicoterapeuta che aiuti non solo il piccolo,ma anche i genitori, a capire quale conflitto interno sta vivendo.   

Источник: https://tuttomontessori.com/bambini-e-incubi-cosa-fare-per-aiutarli/

Incubi nei neonati e nei bambini

Il bambino ha gli incubi: come aiutarlo?

In qualche momento della loro vita, in quantità più o meno maggiore, tutti i bambini soffrono di incubi e pavor nocturnos. Sono fasi considerate normali nei vari momenti della crescita e, prima o poi, scompaiono. 

Tuttavia, è importante distinguere tra incubi e pavor nocturnos, perché sono dovuti a cause diverse, si manifestano in differenti momenti della notte e non vanno affrontati alla stessa maniera.

Cos'è il pavor nocturnus

– Il pavor nocturnos è meno frequente degli incubi. Si definisce come episodi di paura molto intensa che non sono relazionati con un evento preciso o con il contenuto di un sogno. 

Il pavor nocturnos si manifesta nei piccoli durante le prime ore del sonno (fase no REM) o nelle prime ore del mattino e dura solitamente tra i 5 e i 15 minuti, anche se si può protrarre per un'ora. 

Il bambino appare sveglio e addormentato allo stesso tempo, apre gli occhi, mormora, può gridare, si agita e sembra voglia scappare da qualcosa.

Sono frequenti nei bambini tra 1 e 8 anni, sebbene, in alcuni casi, possa capitare anche in bambini più grandi.

– Tra un bambino e l'altro esistono differenze notevoli, tanto nell'intensità di un evento quanto nella sua durata.

Cause del pavor nocturnos

La causa del pavor nocturnos non è chiara. Può essere causato da diversi fattori, come la febbre, la mancanza di sonno, i medicinali che agiscono sul sistema nervoso centrale, un eccesso di eccitazione prima di andare a letto o dei ricordi o delle esperienze vissuti durante la giornata. 

Sonnambulismo o pavor nocturnos?

Il sonnambulismo e il pavor nocturnos hanno la stessa origine. Entrambi i disturbi del sonno si verificano nella fase 3 e 4 del sonno. Tuttavia, la differenza è che, mentre il sonnambulismo è la forma più lieve del disturbo, il terrore è la più grave. 

Tanto il sonnambulismo quanto il pavor nocturnos sono più frequenti nell'infanzia e nell'adolescenza, e di solito durano fino ai 15 anni, che è il momento in cui vanno via in modo spontaneo. 

Ma in cosa consiste esattamente il sonnambulismo? La persona sonnambula, sembra sveglia, però il suo stato di coscienza e neurofisiologico è addormentato.

Pertanto, reagiscono di fronte a qualsiasi stimolo: rispondono se gli si parla, mangiano, camminano ecc. Ma si comportano in modo automatico e dopo non ricordano niente.

Tuttavia, capita spesso che non si sveglino se qualcuno prova a svegliarli. 

Che fare in caso di pavor nocturnos

– Nella maggior parte dei casi, il bambino che ha il pavor nocturnos non è cosciente, ha gli occhi spalancati e guarda il vuoto, però non si sveglia anche se viene chiamato. Dopo la crisi, il bambino si addormenta placidamente, come se non fosse successo niente. Il giorno dopo, non ricorda assolutamente niente

Pertanto, i genitori non devono intervenire e devono evitare di svegliare il bambino, sebbene sia conveniente stare insieme a lui per controllare che non si faccia male. La mattina seguente, il bambino non ricorda niente ed è raccomandabile non fargli domande, dato che non potrà rispondere.

– Il pavor nocturnos impaurisce di più gli adulti che i bambini, i quali non sono coscienti nemmeno di averli avuti. 

(Ti interessa: Melatonina ai bimbi? Meglio non rischiare)

Cosa sono gli incubi

Gli incubi non sono altra cosa che brutti sogni e, come tutti i sogni, si fanno durante la fase del sonno agitato, chiamato sonno REM, dunque, si hanno a notte inoltrata.

Possono durare più di dieci minuti e sono frequenti nei bambini tra i 2 e i 4 anni, dato che, a questa età, ancora non sanno distinguere bene tra sogno e realtà. 

Quando il bambino ha degli incubi, si sveglia terrorizzato e piange fino a che i suoi genitori non riescono a calmarlo.  Il giorno dopo, il bambino è capace di ricordare il contenuto del sogno. 

– I bambini non riescono a distinguere un incubo dalla realtà fino a dopo i due anni. Sono frequenti nei bambini tra i 2 e i 4 anni, dato che, a questa età, tuttavia non sanno distinguere tra realtà e sogno. 

Cause degli incubi 

Gli incubi esprimono l'angoscia che sente un bambino rispetto a un fatto concreto successo durante il giorno: per esempio, l'assenza del papà o della mamma, una lite familiare o una scena che lo ha impressionato. Una delle cause frequenti possono essere gli spettacoli o film violenti che il bambino vede in televisione.

Cosa fare quando il bambino ha gli incubi

La prima cosa che bisogna fare è tranquillizzare il bambino. Parlagli lentamente, dicendogli che in camera sua è al sicuro. Fagli capire che si è trattato di un sogno. Nella scelta delle parole, devi cercare di non dare l'impressione di sottovalutare l'accaduto. Le paure del bambino sono reali e vanno prese sul serio. 

Rimani con lui finché non si riaddormenta di nuovo.  Spesso, lo impaurisce riaddormentarsi, perché pensa che l'incubo possa ripetersi. In questo caso, puoi raccontargli che il nostro cervello ha un bottone speciale che controlla i sogni e, se si preme, funziona come il telecomando della televisione: cambia programma. 

Melatonina per dormire bene ed evitare gli incubi 

La melatonina è un ormone prodotto dalla ghiandola pineale durante la notte. Questo ormone aumenta in maniera graduale quando è notte e diminuisce quando è giorno. La sua produzione comincia intorno ai tre mesi del bambino e la sua maggiore quantità si ha verso gli 8-10 anni. Verso i 70 anni, è quando comincia a diminuire. 

Le funzioni della melatonina per l'organismo sono molto importanti. Per esempio, è responsabile di controllare i cicli dl sonno del corpo e ci aiuta a migliorare il sonno. Ha anche degli effetti positivi per il sistema immunitario. 

Per questo, la sua presenza è fondamentale per garantire il sonno, ma anche la comparsa di disturbi del sonno, come gli incubi. 

Quando devi parlarne con il pediatra

– Se durante le crisi il bambino ha anche convulsioni, rigidità, sussulti. 

– La crisi di terrore dura più di 30 minuti.

– Gli incubi e il pavor nocturnos non diminuiscono, o addirittura peggiorano, dopo aver applicato i consigli esposti in precedenza. 

– Il bambino è angosciato per diversi motivi, cosa che interferisce con le sue attività quotidiane. 

Di seguito, ti presentiamo una galleria nella quale troverai l'interpretazione che hanno i sogni più comuni degli adulti. Ti presentiamo anche un video molto interessante, nel quale l'esperta dà i consigli giusti per aiutare il bambino a superare le sue paure.

Источник: https://quimamme.corriere.it/neonati/sonno/incubi-terrori-notturni

Come aiutare un bambino che ha fatto un brutto sogno

Il bambino ha gli incubi: come aiutarlo?

Per un bambino fare un brutto sogno è qualcosa di completamente normale. Se vostro figlio ha un incubo non dovete preoccuparvi. A tutti noi è successo ed accadrà ancora. Ma se questi brutti sogni continuano a ripetersi nel tempo allora sarà necessario intervenire.

Vostro figlio può fare un brutto sogno una notte. In quel momento sentirete il bisogno ed il desiderio irrefrenabile di aiutarlo. Non dovete frenarvi. State li, insieme a vostro figlio per evitare che soffra.

Come comportarsi dopo un brutto sogno di vostro figlio

Quando vi accorgete che vostro figlio ha avuto un incubo, la prima cosa da fare è mantenere la calma. Il piccolo si sveglierà all’improvviso, spaventato. In questo caso stategli vicino, quando noterà la vostra presenza si rilasserà.

Quando il bambino sarà sveglio ed ormai lucido potrà raccontarvi dell’incubo che ha avuto. Non vi preoccupate, la cosa migliore da fare è quella di commentarlo e parlarne. Usate il comune buon senso, parlate dell’argomento con naturalezza e fategli capire che è normale fare brutti sogni, può succedere a tutti.

È importante che al bambino passi la paura dei brutti sogni. Non li vedrà mai come qualcosa di buono, come è logico che sia, però ci sono, si possono fare e sono parte di ogni essere umano. Non vanno ingigantiti, semplicemente sono brutti sogni che, una volta passati, lasciano il tempo che trovano.

Se dopo un brutto sogno vostro figlio vi chiede di venire a dormire nel lettone, lasciate che lo faccia, non c’è nessuno problema in questo. Sentire il vostro corpo e la vostra compagnia lo rilasserà.

Farà fatica a riaddormentarsi dal momento che si è completamente svegliato. Nonostante questo, sentire che gli siete accanto lo aiuterà a chiudere gli occhi, ridurre l’ansia ed avere un sonno riparatore.

Non confondete gli incubi con il terrore notturno

Bisogna avere chiara la differenza che c’è tra un incubo passeggero ed il terrore notturno. Anche se sono entrambi tipici dell’età prescolare, non sono esattamente la stessa cosa.

Gli incubi sono sogni alterati che fanno in modo che il bambino si svegli all’istante. Vostro figlio sarà pienamente cosciente e una volta passato farà fatica a riaddormentarsi.

Il terrore notturno invece non permette al bambino di svegliarsi completamente. Se vostro figlio ne sta soffrendo, lo vedrete che può alzarsi molto alterato, nervoso ed anche scalciando. Non è completamente sveglio.

Se notate che vostro figlio si alza ma non è pienamente cosciente, significa che ha avuto un terrore notturno. Non è completamente sveglio quindi è meglio che lo tranquillizzate e lo rimettete a letto. Noterete che non farà fatica tornare a dormire perché in realtà non si è mai svegliato.

Perché si fanno brutti sogni?

Come abbiamo già detto, i brutti sogni non sono estranei ai vostri piccoli. Sono relativamente normali tra i 3 ed i 6 anni anche se possono proseguire fino agli 8 anni in casi più gravi.

Sono diversi i motivi che possono scatenare un incubo nei bambini. In alcuni si possono fare per aver avuto una pessima giornata. Un litigio a scuola, una maestra che ha brontolato, qualcosa che ha mangiato e non gli è piaciuto…

Ci sono anche altri motivi. Possono essere provocati da un litigio con un familiare. Anche i cambiamenti possono portare a fare degli incubi. Il cambio di casa o di scuola per esempio. Oppure un cambio improvviso o prolungato nelle sue abitudini, cosa che toglie il bambino dalla sua zona di comfort, dove si sente più sicuro.

Anche la gelosia può far fare brutti sogni. L’arrivo di un fratellino può causare il problema. O forse può sentirsi messo da parte da un altro bambino o addirittura da un animale presente in casa.

Come aiutare i bambini

Come avete visto, possono essere svariati i motivi che portano un bambino a fare un brutto sogno. In queste situazioni potete e dovete aiutarlo. Per questo è importante dargli tranquillità, avere delle abitudini e seguirle.

Bisogna passare del tempo di qualità con i piccoli. Bisogna parlarci molto. Fargli svolgere attività divertenti, fargli fare disegni e i giochi che gli piacciono.

È necessario evitare che veda film di paura o scene scabrose.

Si possono studiare delle strategie da mettere in pratica per la notte, come lasciare la luce accesa, raccontargli una storia tenera per farlo addormentare, ecc.

Come potete ben vedere, evitare che vostro figlio faccia un brutto sogno è possibile. Ma se il problema sussiste sarà necessario un aiuto professionale. Contattate uno psicologo infantile, lui saprà consigliarvi al meglio.

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Источник: https://siamomamme.it/bambini/come-aiutare-bambino-brutto-sogno/

Gravidanza
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