Il bambino cammina sulle punte: ecco perchè

Le prime scarpine: quando iniziare a usarle e come sceglierle

Il bambino cammina sulle punte: ecco perchè

Quando intorno all’anno i bambini iniziano a camminare, i genitori hanno molti dubbi sull’uso delle prime scarpine: quando iniziare a usarle? Quali caratteristiche devono avere? Meglio le scarpine o i piedi nudi?
Prima di rispondere, mi sembra importante dare qualche informazione sul piede, una parte del nostro corpo più complessa di quanto possa sembrare in apparenza.

Le funzioni del piede

Alle funzioni  svolte dal piede partecipano più di 100 muscoli, tendini e legamenti, 26 ossa, 33 articolazioni e migliaia di fibre nervose di  tipo sensoriale.

Attraverso queste componenti i piedi svolgono una funzione statica, quando da fermi viene mantenuta la posizione eretta, e una funzione dinamica durante la deambulazione o la corsa.

Oltre a queste attività le terminazioni nervose dei piedi consentono una importante funzione propriocettiva che permette agli esseri umani di essere consapevoli della posizione del proprio corpo nello spazio indipendentemente dalle informazioni fornite dalla vista.

Liberi si sviluppano meglio

I piedi dei lattanti sono dei veri e propri organi di senso con una sensibilità paragonabile a quella delle mani. Nell’esplorazione dell’ambiente in cui si muove il bambino i piedini ricevono informazioni tattili, termiche e dolorifiche che risultano molto importanti  per favorire

  • lo sviluppo della muscolatura degli arti inferiori,
  • un’attività motoria sempre più organizzata e
  • una corretta acquisizione dello schema corporeo (la rappresentazione cognitiva del nostro corpo nello spazio).

Per sviluppare al meglio le proprie funzioni, il piede del bambino piccolo ha bisogno di avere un contatto diretto con gli stimoli ambientali e, di conseguenza, di essere libero da calzature o di essere coperto in modo non costrittivo.

Ecco perché è importante far muovere i bambini piccoli in casa a piedi nudi o con calze antiscivolo (quando il pavimento delle loro abitazioni è freddo o scivoloso) già da quando iniziano a gattonare, a bordeggiare (a muoversi cioè appoggiandosi con le mani ad un sostegno, come ad esempio il divano) e a muovere i primi passi aiutati da un adulto.

Piedi piatti

Quando i bambini iniziano a camminare in modo autonomo, la muscolatura del piede non è ancora abbastanza sviluppata, il piede sotto il peso del corpo tende fisiologicamente a diventare piatto e a cedere un pochino verso l’interno. In questa fase, camminare a piedi nudi consente ai muscoli di tonificarsi, di favorire una graduale cavizzazione (flessione e curvatura) e la conseguente formazione dell’arco plantare.

Quando mettere le prime scarpine?

Sulla base di quanto detto, possiamo dire che i bambini non hanno bisogno di scarpe fino a quando non iniziano a camminare in modo autonomo fuori dall’ambiente domestico

Prima che i bimbi camminino, durante le uscite nella fascia, nel marsupio o sul passeggino si possono lasciare i piedini nudi nelle stagioni calde e in quelle fredde è sufficiente far indossare dei calzettoni o, per un piacere puramente estetico, delle simpatiche calzature in tessuti morbidi e caldi (non costrittive!).

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Le prime scarpine andrebbero utilizzate solo quando i bambini iniziano a camminare in modo autonomo fuori dall’ambiente domestico. Quando il piccolo si sposta per casa o dove sia possibile (ad esempio sulla spiaggia) è importante lasciare il bambino il più possibile a piedi nudi.

Le scarpe non aiutano a camminare meglio (come si diceva una volta!), ma sono molto utili per  proteggere i piedi dal freddo, dalla pioggia e da possibili traumi.

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Quali scarpine scegliere per i primi passi?

La scelte delle scarpine dei bambini non deve avere come primo requisito quello estetico (come avviene quasi sempre per gli altri indumenti) ma si deve basare su alcune caratteristiche tecniche:

  • la punta deve essere ampia per permettere alle dita una adeguata libertà di movimento;
  • la suola deve essere flessibile in modo da consentire la marcia sulle punte e la mobilizzazione dei muscoli del piede durante la corsa. Si  può verificare la flessibilità esercitando una pressione con la mano sulla parte anteriore della scarpa che dovrebbe  piegarsi a 90 gradi;
  • la tomaia dovrebbe avere rinforzi (contrafforti) interni ed esterni bassi (al di sotto dei malleoli) in modo da non ostacolare i movimenti della caviglia. Da evitare le scarpe completamente prive di contrafforti come quelle in tela e le pantofole;
  • il tacco dovrebbe essere largo e alto circa un decimo della lunghezza della suola, per assorbire correttamente gli urti cui normalmente il piede è sottoposto durante la deambulazione;
  • il materiale deve consentire una corretta traspirazione. Soprattutto nei periodi caldi, è bene evitare calzature completamente in gomma che fanno sudare molto il  piede favorendo le micosi e altre infezioni della pelle.

Come scegliere la misura delle scarpe per i bambini

Bisogna considerare che il piede del bambino sotto il peso del corpo si distende e anche che il piede cresce rapidamente (circa 3-4 mm al mese nei primi 3 anni di vita): per questo è bene misurare la lunghezza della scarpa in piedi e controllare che sia di 12-13 mm più lunga rispetto alla punta dell’alluce. Scarpe troppo corte o strette, in questa fase della crescita, sono in grado di provocare danni alle dita, alle unghie o arrossamenti della pelle. Scarpe invece troppo lunghe possono interferire con una corretta postura.

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Источник: https://www.amicopediatra.it/crescita/le-prime-scarpine-quando-iniziare-a-usarle-e-come-sceglierle_primo-anno_sviluppo-fisico/

Bambini che camminano in punta di piedi. Quali sono le cause e come intervenire

Il bambino cammina sulle punte: ecco perchè

Solitamente i bambini iniziano a camminare verso i 12 mesi. Alcuni sono più pigri e insicuri e ritardano questo momento anche fino ai 18 mesi.

Oggi, rispetto a un tempo, sono sempre di più, invece i bambini che già verso gli 8 mesi si alzano in piedi.


Inizialmente i bambini che camminano sono molto instabili, hanno paura e tendono ad appoggiarsi ai mobili o pretendono di essere rassicurati dagli adulti che li portano per mano.

Fanno tante cadute, ma l’importante è essere sempre incoraggiati per evitare di spaventarsi e rinunciare a riprovare ancora

Il bambino, per avere maggiore stabilità, all’inizio cammina con le braccia alzate sul d’avanti, permettendo così alla colonna vertebrale di stare eretta. La sua andatura insicura tende a farlo camminare con le ginocchia leggermente flesse e le gambe divaricate, per aumentare la base d’appoggio.

Avete notato che molti bambini camminano sulle punte?

Inizialmente potrebbe trattarsi di un’abitudine, ma se la cosa continua nel tempo c’è da domandarsi cosa sta accadendo.
Questo modo di camminare sulle punte è più evidente quando i bambini hanno un sostegno come la mano dei genitori o utilizzano il girello.

Bisogna dargli il tempo che acquisiscano maggiore autonomia e stabilità per potersi rendersi conto che possono esserci delle stranezze nel loro modo di camminare.

Solo dopo un po’ di tempo, si può notare che il bambino ha sviluppato delle caratteristiche tutte sue nel deambulare come fare i passi portando le punte dei piedi verso l’interno oppure camminare sulle punte dei piedi.

Nel giro di pochi mesi, l’appoggio del corpo, gravando sulle piante dei piedi, fa si che la camminata si normalizzi e quindi il bambino abbassa i piedi, poggiando l’intera pianta.

Fino al secondo anno di vita, si noterà un miglioramento nel modo di camminare del bambino, ma se la caratteristica di camminare sulle punte perdura è consigliabile fare degli accertamenti.

Bambini che camminano sulle punte. Le cause

Escludendo un problema ortopedico, che è il primo al quale si pensa, come il legamentocorto o la dorsiflessione del piede, si passa alla diagnosi “toe walking” idiopatico di cui sono affetti fra il 7 e il 24% dei bambini in età pediatrica.
Con il termine “toe walking” si vuole indicare chela deambulazione avviene prevalentemente in punta di piedi. Si presenta nei bambini piccoli e va a scemare verso i 2/3 anni di età per arrivare a un’andatura normale.
Le cause potrebbero essere derivate da danni alla colonna vertebrale o malattie paralitico-muscolari come la distrofia muscolare. I bambini affetti da questa caratteristica, associano anche dei problemi di linguaggio e anche delle forme di autismo.

I genitori osservando il bambino nelle sue attività quotidiane potranno riferire ad uno specialista se ci sono delle difficoltà nell’uso delle mani e nella coordinazione dei movimenti

Un bambino di circa 3 anni deve essere in grado di abbottonarsi, di vestirsi, di tenere in mano una matita e di svolgere tante attività tipiche dei bambini della sua età.
Uno specialista sarà in grado di verificare se sono presenti dei ritardi relazionali o nella coordinazione motoria.

Bambini che camminano in punta di piedi

Non è sempre detto che si tratti di problemi neurologici, perché un bambino con toewalking idiopatico può avere una iper o iposensibilitàtattile e per questo motivo non ama sentire la superficie sotto ai suoi piedi, tanto da indurlo ad alzare il tallone per esporre meno il piede al contatto con il pavimento.

Come intervenire?

Ad ogni modo, è necessario che i genitori aiutino il bambino ad acquisire la più correttapostura.

Con il supporto di un periodo di fisioterapia si può dare un ulteriore aiuto al bambino e a casa si possono lasciare i piedi scoperti, lasciando camminare i bambini scalzi; in estate, gli farà bene camminare sulla sabbia.

  Possono indossare dei calzini antiscivolo per evitare che con i piedini sudati possano scivolare. Camminano e corrono scalzi e man mano prendono sempre più sicurezza.

In questo modo si aiuta il piede a rafforzare la muscolatura.
Molti bambini assumono questo modo di camminare soltanto per gioco o perché hanno utilizzato impropriamente il girello.

Bambini che camminano in punta di piedi. Quando preoccuparsi?

Il bambino che muove i primi passi e no è mai riuscito ad appoggiare completamente la pianta del piede, deve mettere in allarme i genitori che si devono rivolgere immediatamente al pediatra che darà i consigli più appropriati per approfondire il problema.

Источник: https://www.bambino.it/salute/bambini-che-camminano-1240

TUO FIGLIO HA I PIEDI PIATTI? ECCO LA VERITÀ SUI PIEDI PIATTI CHE NESSUNO TI DIRÀ MAI…

Il bambino cammina sulle punte: ecco perchè

“Tuo figlio ha i piedi piatti…”

Questo è quello che ti ha detto il pediatra, dopo aver visitato tuo figlio.

Poi prosegue dicendoti che è meglio fare una visita specialistica da un ortopedico per ‘CORREGGERE’ i piedi piatti, perché se i piedi di tuo figlio rimangono piatti, quando crescerà potrà avere dolore ai piedi a tal punto da non riuscire a camminare.

Quindi impaurito dalle parole del pediatra vai dall’ortopedico il quale ti conferma che i piedi di tuo figlio sono piatti e che vanno corretti con dei plantari o delle scarpe ortopediche e se queste soluzioni, non funzionano allora è necessario operare tuo figlio.

Ti ritrovi almeno in parte su quanto ho appena descritto? Allora continua a leggere, perché non ti hanno detto la verità!

Quando ti parlano di ‘correggere i piedi piatti’ automaticamente nella tua mente pensi che per risolvere il problema, ’bisogna mettere dritto ciò che è storto’.

Questa credenza ci è stata trasmessa dai nostri genitori quando ci dicevano:

‘Stai dritto sennò ti viene la gobba!’

Almeno in Toscana diciamo così…

Questa credenza viene rafforzata anche dai medici, dagli operatori del fitness e dalle pubblicità che vendono prodotti per raddrizzare le ossa, come i busti, i plantari, scarpe ortopediche, ecc…

Come vedi è molto facile per te credere che per stare bene bisogna raddrizzare ciò che è storto.

Alcune volte mettere dritto è necessario, ma non è un principio applicabile sempre e non vale per tutti.

Prima di tutto è importante capire il motivo per cui sei storto e se questo è un problema per te.

Applichiamo questo principio ai piedi piatti.

Per capire quali sono le strategie e le soluzioni da adottare per risolvere il problema dei piedi piatti è necessario rispondere a due domande:

1- Perché i piedi di tuo figlio sono piatti?

2- Qual è l’età consigliata per vedere se tuo figlio ha i piedi piatti?

Prima di rispondere a queste due domande definiamo cos’è il piede piatto.

“Il piede piatto è un piede che ha perso la volta plantare, ovvero quando una persona sta in stazione eretta, le piante dei suoi piedi sono appoggiate completamente o parzialmente al terreno”.

PIEDE PIATTO PIEDE NORMALE

Devi sapere che SOLO il 7% dei piedi che vengono nominati piatti da ortopedici e podologi, sono dei ‘VERI’ piedi piatti, il restante 93% sono ‘FALSI’ piedi piatti, ovvero i piedi stanno compensando delle problematiche che vengono da altre parti dell’arto inferiore, come caviglia, ginocchio, anca, bacino.

A dirlo è il biomeccanico del piede numero 1 al mondo il dott. DANIELE BELLUTO.

Il dott. Daniele Belluto ha condotto ricerche e studi che nessuno al mondo prima di lui ha fatto, rivoluzionando così i princìpi che stanno alla base della funzione del piede.

È grazie al dott. Daniele Belluto se ho potuto conoscere la verità sui piedi piatti!

Vediamo ora di rispondere alla prima domanda.

Prima ho parlato di ‘VERI’ piedi piatti e ‘FALSI’ piedi piatti, questo perché in entrambi i casi guardando i piedi entrambi sono piatti, ma quello che li differenzia sono le cause per cui i piedi sono piatti e quindi le strategie per risolvere il problema sono diverse.

È come vedere due macchine dello stesso modello e stesso colore solo che una è a benzina e l’altra è diesel. Esternamente sono uguali, ma il loro motore è completamente diverso, quindi se metti il gasolio nella macchina a benzina o viceversa, il motore della macchina si rompe.

Questo vale anche per i piedi piatti, se curiamo i piedi piatti senza prima distinguere i ‘VERI’ piedi piatti dai ‘FALSI’ piedi piatti, il rischio è quello di creare un danno ai piedi di tuo figlio e quando crescerà avrà problemi durante lo sport o semplicemente a camminare per più di 30 minuti consecutivi, proprio perché i piedi non sono stati curati in maniera giusta.

Vediamo le cause che differenziano i ‘VERI’ piedi piatti dai ‘FALSI’ piedi piatti.

La causa dei ‘VERI’ piedi piatti, è dovuta ad una lassità legamentosa dei piedi, cioè i legamenti e i tendini del piede sono allentati e quindi le ossa cedono. La lassità legamentosa  è una caratteristica che erediti dai genitori.

Ti ricordo che solo il 7% dei piedi, sono ‘VERI’ piedi piatti.

I ‘FALSI’ piedi piatti sono causati da molti fattori ed è per questo che ben il 93% dei piedi che vediamo piatti, in realtà non lo sono, proprio perché il piede lo vedi piatto ma sta compensando delle problematiche che derivano dal piede stesso o da altre parti del corpo. Visto che le cause sono tante, per praticità te le elenco:

  • Debolezza muscolare dei muscoli della gamba
  • Torsioni del piede, tra la parte anteriore e la parte posteriore
  • Posture scorrette, come ginocchia a X (valghe) o arcuate (vare)
  • Traumi come fratture a bacino, femore, tibia e perone, oppure a distorsioni a ginocchio e o caviglia
  • Sviluppo del femore non fisiologico, cioè non cresce dritto ma si storce

Se leggendo l’elenco tuo figlio rientra almeno in uno di questi punti, allora tuo figlio non ha i piedi piatti.

Per capire se ci troviamo di fronte a dei ‘VERI’ piedi piatti o a dei ‘FALSI’ piedi piatti è fondamentale la valutazione non solo dei piedi ma anche di tutto il resto del corpo.

In genere l’ortopedico e il podologo valutano solo i piedi e quindi danno per scontato che il problema è solo dei piedi. Mentre come abbiamo appena visto il problema può derivare anche da altre parti del corpo.

Cosa succede se la valutazione dei piedi è sbagliata?

La soluzione che ti daranno non risolverà il problema dei piedi piatti e come vedremo più avanti le soluzioni che ti danno possono peggiorare la situazione.

Immagina di avere la broncopolmonite, ma il medico pensa che tu abbia la tosse e quindi ti prescrive uno sciroppo.

La broncopolmonite rimane e addirittura peggiora fino a quando con gli esami approfonditi il medico capisce che si tratta di broncopolmonite e ti danno la cura giusta.

Lo stesso principio vale per i piedi piatti, la valutazione è fondamentale per curare l’origine del problema, per spegnere un incendio l’acqua va diretta all’origine delle fiamme e non sulle fiamme altrimenti il fuoco invece di spegnersi si propaga.

C’è un’età in cui ha senso vedere se tuo figlio ha i piedi piatti, prima è assolutamente inutile, in quanto il bambino ancora non è sviluppato ed è normale che i piedi siano piatti.

2- QUAL È L’ETÀ CONSIGLIATA PER VEDERE SE TUO FIGLIO HA I PIEDI PIATTI?

Quando il pediatra o l’ortopedico trova tuo figlio con i piedi piatti, ti dice che dovrà mettere i plantari per correggere i piedi e se a 11-12 anni i piedi sono ancora piatti, per risolvere il problema bisogna ricorrere all’intervento chirurgico, altrimenti quando tuo figlio sarà grande avrà dolore ai piedi.

Quindi preso dalla paura e dall’urgenza di risolvere il problema, rischi di fare due grandi errori:

  • mettere i plantari a un bambino troppo piccolo
  • far operare tuo figlio anche se non è necessario

L’età in cui è opportuno vedere se tuo figlio ha i piedi piatti è dopo gli 8-9 anni, perché prima di quest’età è normale che tuo figlio abbia i piedi piatti, fa parte dello sviluppo naturale del piede nel bambino.

La cosa che devi imprimere nella tua mente è:

prima degli 8-9 anni di età NON devi mettere i plantari e le scarpe ortopediche a tuo figlio

Questo per 3 motivi:

  • è normale che il bambino sotto gli 8-9 anni abbia i piedi piatti
  • sono dannosi, in quanto impediscono la formazione naturale dell’arco plantare, perché disattivano i muscoli

– impediscono al bambino di camminare in modo naturale.

SOLO dopo gli 8-9 anni di età, se i piedi sono ancora piatti allora è necessario andare da un professionista e valutare i piedi, per capire se tuo figlio ha dei ‘FALSI’ piedi piatti o dei ‘VERI’ piedi piatti.

QUAL È LA SOLUZIONE MIGLIORE PER I PIEDI PIATTI?

Come abbiamo visto ci sono due tipi di piedi piatti, i ‘VERI’ piedi piatti e i ‘FALSI’ piedi piatti, quindi anche il tipo di soluzione per risolvere il problema dovrà essere diverso, altrimenti non risolvo il problema.

Quando parliamo di piedi piatti come soluzione al problema pensiamo immediatamente ai plantari e alle scarpe ortopediche, ma sono così efficaci come si pensa?

La risposta è no, per due motivi principali:

1- inibiscono (disattivano) i muscoli della gamba che sostengono la volta plantare, peggiorando la situazione, ovvero i piedi di tuo figlio una volta tolti i plantari non si sono corretti, ma addirittura il piede risulta ancora più piatto di prima.

2- Provocano dolore, infatti nel caso dei plantari ai bambini sembra di avere due sassi sotto ai piedi oppure avvertono dolore in altre parti del corpo, come ginocchia, anche o schiena. Nel caso delle scarpe ortopediche invece il bambino le sente scomode e gli risulta difficile camminare, in più sono orrende esteticamente e quindi tuo figlio viene deriso dagli altri bambini.

Quindi sia che i piedi siano ‘VERI’ o ‘FALSI’ piedi piatti i plantari e le scarpe ortopediche non solo sono inefficaci, ma possono essere pure dannosi.

Ora vediamo quali soluzioni esistono in base alle caratteristiche del piede piatto:

In questo caso se tuo figlio non ha dolore hai piedi, potrà vivere tranquillamente senza dolore anche se i piedi saranno brutti da vedere, ma del resto meglio un piede storto ma sano che dritto ma che fa male.

Nel caso tuo figlio ha dolore ai piedi e fa fatica a camminare, allora la soluzione migliore è l’intervento chirurgico.

L’intervento mio figlio lo deve fare entri i 12 anni o eventualmente può farlo anche da adulto?

Sì l’intervento può farlo tranquillamente da adulto, soprattutto se i piedi piatti non danno problemi a tuo figlio.

In questo caso è fondamentale capire qual è il motivo per cui tuo figlio ha il piede piatto e lavorare su di esso. Quindi la valutazione è la base per risolvere il problema dei piedi piatti al di la della tecnica che verrà usata. Infatti ci sono diversi modi e gli approcci per risolvere il problema dei ‘FALSI’ piedi piatti:

  • rieducazione funzionale del piede
  • Stimolatori, inventati e brevettati dal dott. Daniele Belluto l’unico al mondo che sa farli. Sono simili ai plantari, non li trovi in commercio in quanto, il dott. Belluto li crea SOLO su misura. Quindi non ha niente a che vedere con gli elettrostimolatori.

La strategia vincente per risolvere i piedi piatti passa SEMPRE attraverso queste due fasi e SEMPRE mantenendo questo ordine cronologico:

1- VALUTAZIONE: dove si capisce se i piedi sono ‘VERI’ piedi piatti o ‘FALSI’ piedi piatti e nel caso di piedi ‘FALSI’ qual è la causa del problema.

2- SOLUZIONE: qui si sceglie la soluzione migliore, in base ai risultati emersi dalla valutazione.

ECCO 2 CONSIGLI SU COSA È MEGLIO FARE PER IL BENE DI TUO FIGLIO

1- Se tuo figlio non ha ancora 8 anni, aspetta che i piedi si sviluppino in modo naturale senza supporti esterni. La cosa più importante è stimolare costantemente i piedi. Più avanti troverai alcune strategie semplici e molto efficaci.

2- Se tuo figlio ha passato i 9 anni di età e ha i piedi piatti, allora la prima cosa da fare è una visita specialistica in modo da capire se ha dei ‘VERI’ piedi piatti o dei ‘FALSI’ piedi piatti, solo così potrai risolvere il problema.

Se vuoi conoscere come intervenire suoi piedi di tuoi figlio senza commettere errori, allora prenota la consulenza gratis.

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Se tuo figlio ha i piedi piatti è importante che i suoi piedi siano stimolati, perché è grazie agli stimoli che riceve il piede se l’arco plantare della pianta del piede si forma, perché in questo modo si attivano in maniera naturale i muscoli che sostengono la pianta del piede.

1- Lascia tuo figlio a piedi scalzi in casa e se ha una stanza da gioco oppure nella sua camera metti un tappeto puzzle per bambini CLICCA QUI, perché questo essendo morbido stimola il piede e quindi aiuta a formare l’arco plantare.

Fai camminare scalzo tuo figlio sulle superfici naturali come sabbia, rocce, erba.

Suona un po’ new age o da figli dei fiori lo so, ma i piedi sono fatti per camminare su superfici naturali e morbide, non su terreni artificiali e duri creati dall’uomo come il pavimento, il cemento o l’asfalto.

2- Ecco due esercizi per rieducare la funzione del piede:

Esercizio 1:  alzare l’ultime 4 dita dei piedi mantenendo l’alluce appoggiato al terreno.

Esercizio 2:  alzare l’alluce e mantenere l’ultime 4 dita del piede appoggiate al terreno.

3- Acquista le scarpe da running professionali, soprattutto se tuo figlio ha dolore ai piedi, in quanto le scarpe da running stabilizzano i piedi e attutiscono l’impatto del piede con i terreni duri come asfalto e cemento, prevenendo l’insorgenza dei dolori ai piedi. Se vuoi consigli per scegliere le scarpe da running CLICCA QUI e leggi il mio articolo.

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A presto, dott. Raffaele Nannini

Источник: https://posturapro.com/2017/09/01/figlio-piedi-piatti-la-verita-sui-piedi-piatti-nessuno-ti-dira-mai/

Gravidanza
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