Idee per aiutare un bambino timido in spiaggia

I 5 sport più adatti per aiutare i bambini aggressivi e insicuri

Idee per aiutare un bambino timido in spiaggia

Per i loro effetti benefici da un punto di vista psicomotorio e psicologico le arti marziali, il nuoto e la ginnastica a corpo libero sono un vero toccasana. In special modo se sono troppo vivaci e con scarsa capacità di concentrazione. O al contrario se sono bambini molto timidi al limite dell’insicurezza.

Lo sport è una di quelle parti fondamentali per la crescita sana dei bambini, non solo da un punto di vista fisico, ma anche psicologico.

Infatti, oltre ad essere un’appurata fonte di benessere per figli e genitori, è anche un toccasana per migliorare e gestire alcuni aspetti caratteriali che a volte i genitori faticano a tenere sotto controllo.

L’iperattività, l’aggressività, la difficoltà ad aprirsi e a socializzare con gli altri, la continua richiesta di attenzioni e l’eccessiva timidezza e insicurezza sono tutte caratteristiche caratteriali che lo sport può aiutare a riequilibrare, favorendo una crescita armonica del bimbo.

Un bambino con eccessi di aggressività, ad esempio, ha bisogno di trovare uno sport che aiuti a sfogare l’argento vivo in modo naturale, migliorando il suo benessere psichico e fisico.

È importante tener presente che nella scelta dello sport per i bambini molto spesso è utile che i bimbi sperimentino tante discipline diverse per capire quella che è più congeniale alle proprie caratteristiche.

Per i bambini aggressivi una delle discipline più indicate sono le arti marziali, poiché si tratta di un tipo di attività fisica in grado di mettere un freno all’aggressività in quanto non solo non insegna a picchiare, ma promuove l’insegnamento del rispetto, delle regole e del controllo emotivo, trasmettendo importanti valori per la vita.

Infatti attraverso questo sport il bambino inizia a stimolare l’ascolto di sé, fondendo corpo e mente e rendendo questa pratica un ottimo alleato della psicoterapia. Tale attività, se praticata con costanza, può essere d’aiuto anche per i bambini che seguono una terapia farmacologica a livello psichiatrico.

Con il termine arte marziale, però, vengono racchiuse migliaia di interpretazioni diverse e tra queste troviamo due sport adatti ai bambini più vivaci: judo e karate. Per informazioni sui centri accreditati è possibile rivolgersi alla Federazione Judo Lotta Karate Arti Marziali .

Il judo riprende gli insegnamenti dei grandi maestri orientali e si concentra sul rispetto per se stessi e per gli altri.

Attraverso questa disciplina i bambini aggressivi potranno sfogare la loro vivacità mediante movimenti del corpo specifici e controllati, imparando a dosare la forza che li anima e rendendola positiva. Si tratta di uno sport di solito consigliato a partire dagli 8-9 anni.

Come per il judo, anche il karate è una disciplina orientale molto utile per lo sviluppo psicomotorio dei bambini e, in particolare, questo tipo di attività contribuisce a sviluppare una coordinazione neuromotoria molto importante per la crescita dei bambini, meglio se praticata, però, a partire dai 7 anni.

Con il karate i bambini più vivaci e maneschi troveranno un progressivo giovamento nel controllo della propria aggressività.

Nuoto per bambini anche piccolissimi

Per i bambini più piccoli, intorno ai 3-4 anni, invece, è consigliabile praticare sport come il nuoto poiché, oltre a riuscire ad aiutare a sviluppare l’intero apparato motorio dei bambini, insegna loro il controllo del proprio corpo, riuscendo a scaricare le energie in modo naturale e mirato.

Inoltre questo sport è indicato anche per quei bimbi che fanno fatica a rimanere in silenzio e che hanno sempre bisogno di sfogare la propria iperattività verso qualcosa o qualcuno.

Ginnastica a corpo libero: disciplina e divertimento per bambini anche molto piccoli

Anche la ginnastica a corpo libero è un’attività altamente raccomandabile per i bambini aggressivi e ha il vantaggio di poter essere intrapresa abbastanza presto, intorno ai 5 anni.

È sicuramente uno degli sport più completi poiché favorisce l’armonico sviluppo dell’apparato locomotore, agendo su ossa, muscoli e articolazioni, e aumenta la conoscenza, la consapevolezza ed il controllo del proprio corpo anche nei soggetti che sprigionano energia e forza incontrollata.

Praticando ginnastica i bambini aggressivi diminuiranno piano piano gli episodi di aggressività che li caratterizzano.

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Come aiutare tuo figlio a superare la timidezza

Idee per aiutare un bambino timido in spiaggia

La timidezza è una caratteristica comune a molti bambini. È un tratto della personalità che influenza direttamente le relazioni sociali.

Può portare i bambini a essere più introversi, insicuri, avere difficoltà a mantenere i rapporti con gli altri bambini o avere difficoltà a esprimere i propri sentimenti.

Vediamo come puoi aiutare tuo figlio a superare la sua timidezza e acquisire sicurezza.

Timidezza nei bambini

È una caratteristica che vediamo molte volte. Bambini che si nascondono dietro la madre davanti a uno sconosciuto o che hanno difficoltà a partecipare a giochi di gruppo con altri bambini.

La timidezza può manifestarsi dal primo anno di vita e di più dall'età di 3 anni quando iniziano la scuola.

Circa il 15% dei bambini sotto i 6 anni è timido, e dall'adolescenza questa percentuale sale a quasi il 50% con tutte le insicurezze che questa fase porta con sé.

Un bambino può nascere timido a causa del temperamento. Ma può anche essere il risultato del vivere determinate situazioni negative che hanno fatto perdere loro fiducia e sicurezza, a causa dell'educazione dei genitori o del vederlo a casa (se i genitori sono timidi, possono imparare questo comportamento).

Essere timidi non è male, entro i limiti. A volte può anche essere utile, poiché i bambini timidi sono più attenti, analitici e cauti. Prima osservano e poi agiscono. Di solito va via da solo con il tempo.

Ma se il grado di timidezza è tale da impedirti di relazionarti correttamente con gli altri, preferisce la solitudine allo stare con gli amici o si aspetta sempre che gli altri ti dicano cosa fare, allora può essere considerato un problema patologico e dovresti chiedere aiuto.

Come aiutare tuo figlio a superare la sua timidezza

Ci sono una serie di suggerimenti che possiamo fare affinché tuo figlio acquisisca sicurezza e fiducia e non rafforzi i suoi comportamenti limitanti. Vediamo cosa sono:

Non costringerlo a relazionarsi

La cosa peggiore che puoi chiedere a un bambino timido è di smetterla di essere timido.

Se lo costringi o lo costringi a fare comportamenti oa vivere in situazioni in cui non è a suo agio, rafforzerà le sue insicurezze. Non insistere perché li fermino, li puniscano o li critichino.

In molte occasioni, quando i genitori vogliono aiutare, ciò che provochiamo è aggravare il problema a causa dell'ignoranza.

Crea opportunità per loro di fare rete

Una strategia meno aggressiva è invitare i bambini della sua età a casa, che è un ambiente sicuro per lui e non sarà così brusco, per iscriverlo a un'attività extrascolastica che piace al bambino, per cenare / pranzare con altre famiglie che hanno figli la sua età, o semplicemente portarlo al parco. Puoi accompagnarlo all'inizio in modo che si senta più a suo agio e si rilassi.

Incoraggiatelo a essere lo stesso

Non dirgli come deve essere o come dovrebbe comportarsi. Si tratta di acquisire abilità sociali che ti aiutano nelle tue relazioni con altre persone, non di diventare qualcun altro. Accettalo così com'è.

Non mettere etichette su di esso

La timidezza denota insicurezza, se gli diciamo costantemente quanto sia timido e chiuso, lo faremo solo identificare di più con quell'etichetta. Il tuo lavoro è sostenerlo e trattarlo in modo naturale.

Evita sia l'iperprotezione che l'autoritarismo

Nessuno dei due estremi va bene in materia di istruzione. Come abbiamo visto sopra, lo stile educativo dei genitori può rendere timido un bambino.

Sia l'autoritarismo con le sue continue richieste, sia l'iperprotezione con la sua ossessione di spianare la strada, possono causare insicurezze nei bambini che influenzano le loro relazioni sociali.

I bambini devono essere educati in un ambiente amichevole, che fornisce loro sicurezza ma senza evitare situazioni scomode o non impareranno a gestire le proprie risorse.

Educa con l'esempio

Se vedi che i loro genitori hanno un comportamento socievole con gli altri, i bambini lo vedranno e lo impareranno naturalmente.

Congratulati con lui per i suoi risultati

Ogni vittoria è un traguardo da celebrare. Ciò che è normale per un bambino estroverso per un bambino timido è una vera sfida. Congratulati con lui per i suoi comportamenti positivi, gli farà acquisire fiducia in se stesso e autostima.

Perché ricorda … essere timidi non è una brutta cosa, ma con una serie di strumenti possiamo migliorare notevolmente le nostre abilità sociali.

Источник: https://madreshoy.com/it/como-ayudar-a-tu-hijo-a-superar-la-timidez/

Timidezza del bambino. Non bisogna correggerla, va rispettata la sua personalità

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Molti genitori mettono a confronto i loro figli differenziando quelli estroversi da quelli più chiusi e timidi.
La timidezza è stata considerata da sempre un fattore invalidante che rende più difficile il rapporto con gli altri e la capacità di potersi esprimere e farsi notare nella società.

In realtà, ogni bambino che è l’adulto di domani, deve essere rispettato per come è. Il fatto di essere timidi non deve essere visto come un handicap

Non tutti hanno lo stesso temperamento e carattere uguale.
I genitori si sentono essi stessi penalizzanti nell’avere figli timidi e cercano in tutti i modi di spronarli e spesso rispetto agli altri si sentono più sfortunati.

Bisogna però essere cauti.
Generalmente un bambino timido non viene valorizzato a scuola e difficilmente riceve dei riconoscimenti.

Molte insegnanti non sono in grado di vedere in loro delle potenzialità poiché questi bambini vengono lasciati nell’ombra.

Timidezza nel bambino. La scuola come può aiutarlo

Come dimostra la ricerca della Stony Brook University di New York, anche molti personaggi famosi che erano timidi da piccoli, sono riusciti a diventare qualcuno. Nonostante il loro carattere chiuso, anche loro hanno trovato la loro collocazione giusta nel mondo.

Spesso, gli insegnanti tendono a fare dei confronti tra i bambini più spigliati e quelli più timidi. Assegnano dei compiti rilevanti ai bambini più estroversi e che spiccano subito.

Il loro compito è invece quello di trattare tutti i bambini allo stesso modo perché anche quelli timidi sono capaci al pari degli altri; forse hanno soltanto bisogno di fidarsi di più degli insegnanti e dei compagni.

Le maestre devono coinvolgere tutti allo stesso modo e fare lavori di gruppo per permettere a tutti di interagire e mettere un po’ di sè nel lavoro che svolgono

Assegnare ad ogni bambino un ruolo ben distinto per consentire anche a quello più introverso di dare il suo contributo senza essere prevaricato.
Ciò che non va fatto è invece forzare i bambini nella socializzazione quando non si sentono pronti.


Costringere i bambini ad essere ciò che non sono gli causerebbe solo un inutile stress e può avere delle ripercussioni negative nel loro sviluppo.

I bambini devono essere liberi di scegliere come comportarsi e capire quando mostrarsi più aperti agli altri, fidandosi.

Qual è il compito degli adulti?

I genitori hanno il dovere di fornire ai loro bambini quanti più stimoli possibili perché l’atteggiamento di chiusura potrebbe essere stato causato anche dallo stile di vita che si conduce in famiglia.

E’ importante mostrare ai bambini un carattere aperto e comunicativo verso gli altri, organizzando incontri a casa e all’aperto. Con l’arrivo delle belle giornate, si possono invitare i compagni per una merenda o nei fine settimana per una gita al mare o in campagna.

E’ un modo per aiutare i bambini più timidi ad essere accettati e contemporaneamente spronarli ad aprirsi agli altri senza avere timore.

Dare sempre il buon esempio è importante e perciò gli adulti devono fare in modo che i bambini notino il loro atteggiamento di apertura verso gli altri, mostrandosi sempre disponibili. Ad esempio offrirsi di accompagnare un amichetto a scuola o invitarlo a casa per fare i compiti.

Sono tutti piccoli gesti significativi che aiuteranno il bambino a mostrarsi più aperto alle esigenze altrui

In questo modo anche se il suo carattere è timido, ciò non significa che deve essere egoista e chiuso ai bisogni del mondo esterno.
I bambini hanno bisogno di vivere in un clima sereno sia a casa che a scuola.

Spesso un bambino può diventare timido e taciturno a causa di traumi che ha vissuto e che hanno fatto in modo da bloccare la sua vera natura.

Per questo motivo si deve evitare di coinvolgerli in situazioni difficili e poco adatte alla loro tenera età.

Un bambino che si sente al sicuro, pian piano esce dal suo guscio e riesce a amalgamarsi al gruppo. Gli altri riusciranno a comprenderlo e accettarlo.

Cresceranno anche le sue capacità cognitive e a scuola il suo rendimento scolastico sarà al pari degli altri.

E’ importante rispettare i bambini accettando il loro modo di essere e se rispetto agli altri parlano poco e non si intromettono dei discorsi oppure non dicono la loro opinione, ciò non significa che non sono intelligenti.

Quali atteggiamenti assumono gli adulti che non vanno commessi

Spesso, questi bambini timidi vengono feriti da atteggiamenti errati degli adulti che provocano in loro una maggiore chiusura che rende ancora più difficile il modo di rapportarsi con gli altri.

  • Non bisogna mai fare i paragoni e tanto meno i bambini vanno derisi. Anche loro hanno una personalità che va rispettata. Non siamo tutti uguali e questa è una regola che va ricordata.
  • I bambini timidi non amano stare al centro dell’attenzione e per questo non amano spiccare poiché proverebbero imbarazzo.Evitare quindi di coinvolgerli in attività di recitazione che li costringerebbe a salire sul palco ed esibirsi d’avanti a tanta gente. Anche gli sport competitivi non fanno per loro. Perciò se i bambini non si mostrano interessati inutile forzarli.
  • E’ inutile ripetergli sempre che se non fosse per la timidezza potrebbe fare questo o quello o insistere ripetendogli che sarebbe bello se facesse una determinata attività pur sapendo che il bambino non ne è attratto. Questo atteggiamento opprimente degli adulti lo fa sentire poco accettato e lui perderebbe la sua autostima.

Soltanto dimostrandogli che nessuno lo vuole cambiare, il bambino si sentirà accettato, nonostante la sua timidezza, troverà a sua dimensione e vivrà una crescita serena, che lo aiuterà pian piano a inserirsi in gruppi diversi.

Источник: https://www.bambino.it/psicologia/timidezza-1325

Timidezza del bambino: non viviamola come un problema!

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«La timidezza è, in realtà, un tratto del temperamento che, in sé, non ha niente di patologico», sottolinea Anna Ogliari, professore Associato di Psicologia Clinica dell’Università Vita e Salute San Raffaele di Milano. «Potremmo definirla come una modalità di approccio verso l’esterno, una sorta di ‘spazio’ psichico, fisico e temporale, all’interno del quale il bambino si colloca per osservare gli altri e l’ambiente circostante».

Un atteggiamento che ha una sua funzionalità. «In pratica, è una misura di protezione», conferma Elena Zighetti, neuropsicomotricista e pedagogista a Milano.

 «È come se il bambino dicesse: “Prima di esplorare il mondo, ho bisogno di capire”.

 A maggior ragione questo succede nelle situazioni nuove: una fase tipicamente critica, per esempio, è quella dell’inserimento a scuola».

Quando diventa condizionante

Più accentuata nei piccolissimi, la timidezza tende, nella maggior parte dei casi, a stemperarsi a mano a mano che il bambino diventa grande, frequenta nuovi ambienti, allarga i suoi orizzonti e le sue conoscenze. E se invece questo non accadesse? Quali sono i segnali che ci fanno capire che questo tratto del carattere sta diventando preponderante e, forse, eccessivo?

«Il campanello d’allarme dovrebbe scattare quando la timidezza si fa condizionante, nei vari aspetti della vita quotidiana», risponde Ogliari. «Per esempio, il bambino non riesce a relazionarsi con gli altri, non ha un gruppo di pari con cui stare, ha difficoltà a essere interrogato dall’insegnante davanti alla classe.

A questo punto, è possibile che inizi a mettere in atto i cosiddetti ‘comportamenti di evitamento’: dice, per esempio, di non aver voglia di fermarsi a giocare ai giardinetti dopo la scuola oppure di non voler andare alla festa di compleanno del compagno che ha invitato tutta la classe.

In realtà, si tratta di vere e proprie fughe, modi per evitare situazioni che lui ritiene che gli provocherebbero un disagio eccessivo».

Il linguaggio del corpo

La timidezza spiccata è anche correlata a tipici segnali fisiologici.

«Specialmente quando deve affrontare situazioni che lo mettono in difficoltà, il bambino tende ad arrossire in viso e ad avvertire il cuore che batte forte.

Poi può anche balbettare o avere mani molto sudate», precisa Anna Ogliari. «La stessa postura esprime questa tendenza all’introversione», commenta Zighetti.

«Di solito, il bambino assume un atteggiamento corporeo di chiusura, di raccoglimento in se stesso. Lo sguardo non è aperto sul mondo circostante, non spazia all’orizzonte, ma è basso, concentrato su di sé, come se persino guardare gli altri gli costasse fatica». 

Un sostegno importante

Che cosa può fare, quindi, il genitore per aiutarlo a superare il disagio?«Intanto, questo tratto comportamentale va accolto e ascoltato», risponde Ogliari. «È fondamentale che il bambino possa parlare di ciò che prova, delle proprie emozioni, sentendosi compreso e non giudicato. Compito del genitore è, inoltre, quello di incoraggiarlo, senza sforzarlo.

Gli si può spiegare, per esempio, che è vero: è possibile avere delle difficoltà nelle relazioni con gli altri. Ma quando, poi, si prova a interagire, il più delle volte si scopre che tutte le preoccupazioni si dissolvono e ci si diverte. E, quindi, può valere la pena provare». 

Piccole strategie da mettere in campo

Per esempio, può essere d'aiuto invitare a casa uno o due compagni di scuola: nel gruppo piccolo, il bambino timido si trova molto più a suo agio. E può essere un buon modo per iniziare a socializzare.

Iscriverlo a un’attività extrascolastica, come a uno sport di squadra, può essere una buona idea? «Sì, ma a patto che il bambino sia d’accordo», risponde la specialista.

«Come già detto, l’incoraggiamento non deve mai diventare una forzatura». 

Talvolta, la timidezza diventa così estrema da indurre il bambino a rifiutare qualsiasi tipo di contatto sociale.

«Può capitare che il senso di disagio sia talmente forte da compromettere addirittura la frequenza a scuola», conferma Ogliari.

«In questo caso è meglio rivolgersi a uno specialista che possa aiutare a sbloccare la situazione, evitando il rischio che, crescendo, la timidezza possa trasformarsi in un vero e proprio disturbo d’ansia».

Timidezza: 3 situazioni tipiche..

  • DAL DENTISTA, A UNA FESTA, IN VISITA A PARENTI «Qualunque sia la situazione nuova che il bambino si trova a dover affrontare, cerchiamo di spiegargli in anticipo quello che succederà, che cosa deve aspettarsi», suggerisce la neuropsicomotricista Elena Zighetti. «Una volta sul posto, dategli il tempo di cui ha bisogno per ambientarsi, senza mettergli fretta».

  • AI GIARDINETTI Non osa reclamare il suo turno sull’altalena e gli altri bambini ne approfittano.

    «Sarebbe preferibile non intervenire direttamente, ma parlarne con lui, prendendolo in disparte e incoraggiandolo a ritagliarsi il suo spazio», afferma l’esperta.

    Se proprio questo non riesce, si può concordare con i bambini una soluzione che vada bene per tutti. Per esempio, si può proporre: “Che ne dite se stabiliamo con l’orologio il tempo in cui ciascuno sta sull’altalena?”.

  • IN SPIAGGIA Gli altri bambini hanno già formato un gruppo, ma lui non conosce nessuno e resta isolato.

    «In tal caso, potremmo essere noi a cominciare un’attività con lui, magari costruendo un mega castello di sabbia che attiri l’attenzione degli altri ragazzini», osserva la specialista.

    «Così, la situazione si rovescia: saranno loro a farsi avanti e a chiedere di potersi unire al gioco».

… e 3 suggerimenti per aiutare il bambino

  • NON PREOCCUPATEVI ECCESSIVAMENTE «Spesso nella timidezza c’è una forte componente familiare: il genitore del bambino timido è stato un bambino timido a sua volta», spiega Anna Ogliari.

    «Può capitare che si immedesimi a tal punto da pensare che una certa situazione possa essere problematica per suo figlio, mentre in realtà non lo è… Il suggerimento è di non farsi prendere dall’ansia, mostrando un atteggiamento eccessivamente preoccupato: il rischio è quello di trasmettere al piccolo il messaggio che in lui c’è qualcosa che non va».

  • CERCATE DI NON SOSTITUIRVI A LUI «Per un genitore, la tentazione di togliere il proprio bambino dall’imbarazzo, per esempio rispondendo al posto suo alle domande che gli vengono rivolte, può essere forte», commenta l’esperta. «Anche in questo modo, però, il messaggio che passa è: “Faccio io perché tu non ce la puoi fare”. Con il risultato di alimentare ancora di più la sua insicurezza».

  • DATE IL BUON ESEMPIO Un comportamento aperto e fiducioso verso gli altri è anche qualcosa che si impara: se la mamma e il papà sono soliti rispondere con un bel sorriso alle persone che li salutano, il bambino sarà più portato a imitarli. «E quando ha affrontato una situazione che gli sembrava difficile e gli procurava ansia, non dimentichiamo di lodarlo», conclude la specialista.

    Francesca Mascheroni

    Tuo figlio è timido? Cosa fai per aiutarlo?

Источник: https://quimamme.corriere.it/bambini/psicologia-infantile/timidezza-bambino-non-viviamola-come-problema

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