I trucchi per far dormire i bambini

Far dormire i bambini da soli: come abituarli

I trucchi per far dormire i bambini

Abituare un bambino a dormire da solo, non è semplice. È però necessario che impari a farlo anche se ha paura o piange. Vediamo quando e come farlo.

Nella maggior parte dei casi il contatto con i genitori aiuta i bambini a rilassarsi e, di conseguenza, ad addormentarsi. Anche i genitori, però, hanno bisogno di spazi in cui mantenere la loro intimità, e il la camera da letto è uno di questi, per questo sarebbe meglio abituare il bambino a dormire da solo sin dai primi giorni di vita.

Questa scelta porta con sé anche altri vantaggi, primo fra tutti aiutare il bambino a sviluppare una personalità più sicura e a combattere l'ansia generata al distacco. Infatti il momento di andare a dormire rappresenta per il piccolo una vera e propria separazione dai genitori associata alla paura di non ritrovare, al risveglio, il proprio mondo di affetti.

A tutto ciò si aggiunge il fatto che quando il bambino è piccolo farlo dormire da solo riduce il rischio di soffocamento. Infine, non bisogna sottovalutare la possibilità che dormendo nel letto con la mamma il piccolo faccia fatica ad abituarsi agli orari dell'allattamento.

Perché abituare un bambino a dormire da solo

Poiché più passa il tempo più il distacco dai genitori diventa difficile, alcuni esperti consigliano di far dormire il bambino nella sua stanza già quando è molto piccolo, anche prima che compia il primo anno di vita.

Un bimbo che dorme ancora nella culla non riesce infatti a uscire dal suo letto per correre nella camera dei genitori, e questo eviterà di fargli credere di poter andare da mamma e papà in qualunque momento della notte, proprio come se fosse un gioco.

In ogni caso, per riuscire nell'intento è prima di tutto importante che i genitori siano uniti e fermi nelle loro decisioni, e che entrambi ricordino che non è necessario sentirsi in colpa se un bambino non riesce a dormire tutta la notte. In questo modo sarà meno difficile averla vinta sulle lacrime del piccolo.

Come abituare un bambino a dormire da solo?

Fra gli approcci consigliati ce n'è uno che richiede di portare pazienza proprio da questo punto di vista; infatti secondo alcuni esperti per abituare il bambino a dormire da solo ci si dovrebbe rassegnare alla possibilità di lasciarlo piangere per un po' prima di correre a consolarlo.

La teoria alla base di questo approccio sostiene che se il bambino si abitua a essere coccolato per addormentarsi non riuscirà mai a farlo da solo. Di conseguenza, anche nel caso in cui si dovesse svegliare durante la notte finirebbe inevitabilmente per aver bisogno di un genitore per potersi riaddormentare.

Secondo i sostenitori di questa teoria il pianto sarebbe un inevitabile effetto collaterale dell'allenamento del bambino ad addormentarsi da solo. Dal punto di vista pratico, il loro consiglio è mettere il bimbo nella sua culla o nel suo lettino quando è assonnato ma non ancora addormentato, dargli la buonanotte e lasciarlo solo già al primo tentativo.

Nel caso in cui si dovesse mettere a piangere è bene attendere 3 minuti prima di correre a consolarlo. Solo trascorso questo tempo si può tornare nella stanza per non più di 1 o 2 minuti, lasciando la luce spenta e parlando a voce bassa e con tono rassicurante, senza però prenderlo in braccio e andandosene prima che si sia addormentato, anche se sta ancora piangendo.

Se il bambino non dovesse riaddormentarsi si può tornare a consolarlo, ma solo dopo aver aspettato per 5 minuti dall'inizio del nuovo pianto. A partire dal terzo tentativo, invece, i minuti di attesa devono essere 10. E se il bambino dovesse riaddormentarsi per poi svegliarsi nuovamente andrà riproposto lo stesso schema.

A partire dalla seconda notte i minuti di attesa devono salire a 5 per il primo pianto, 10 per il secondo e 12 per il terzo, e ad ogni notte successiva bisogna avere la forza di attendere sempre più a lungo. In questo modo nell'arco di una settimana al massimo il bambino dovrebbe abituarsi a dormire da solo.

D'altra parte, c'è anche chi sostiene che i bambini che si stanno abituando a dormire da soli non dovrebbero essere lasciati a piangere in solitudine, anzi, rispondere rapidamente alle richieste del piccolo rappresenterebbe una vera e propria opportunità per stabilire un legame e sviluppare rituali che garantiscano un riposo tranquillo e profondo. Al contrario, lasciare il bambino piangere da solo potrebbe portarlo ad associare al sonno emozioni negative che il piccolo potrebbe portare con sé per sempre.

I sostenitori di questa seconda teoria consigliano prima di tutto di stabilire orari regolari, senza cedere alla tentazione di tenere il bambino sveglio fino a tardi per farlo stancare il più possibile. Infatti quando sono molto stanchi i bambini possono fare ancora più fatica ad addormentarsi; al contrario, metterli a letto presto potrebbe anche aiutarli a dormire più a lungo.

Eventuali cambiamenti negli orari devono essere graduali. Inoltre è importante creare un ambiente confortevole; la scelta migliore varia da bambino a bambino: alcuni hanno bisogno di più silenzio e più buio rispetto ad altri.

In generale, le coperte non dovrebbero essere fredde ma la stanza non deve essere nemmeno troppo calda. La biancheria utilizzata durante la notte deve essere comoda e il piccolo non deve essere vestito troppo.

Anche se questo approccio prevede di non aspettare a consolare un bambino che si sveglia piangendo, non consiglia di rispondere a qualsiasi rumore del piccolo. Mamma e papà dovrebbero piuttosto imparare a distinguere il vero pianto dalle piccole lamentele, entrando eventualmente nella stanza per verificare se sta dormendo senza però disturbarlo.

Creare delle abitudini

In realtà sembra che non esista un metodo migliore rispetto a un altro: tutto dipende dalle reazioni del piccolo e dalle altre esperienze che sta affrontando.

Nemmeno l'età più adatta per iniziare ad abituarli a dormire in una stanza tutta loro è la stessa per tutti i bambini; in caso di dubbi, il modo migliore per sapere quando farlo è chiedere consiglio al proprio pediatra.

Decidere di iniziare ad abituarlo a dormire in una camera diversa da quella dei genitori nello stesso periodo in cui si sta imparando a usare il vasino potrebbe, ad esempio, non essere una buona idea. Cogliere, invece, l'occasione di un trasloco per proporgli di avere finalmente una cameretta personale potrebbe rivelarsi una scelta vincente.

Qualunque sia l'approccio prescelto, alcuni consigli restano invariati. In particolare, è importante accompagnare il bambino lungo questa esperienza, creando un'atmosfera serena e piccole abitudini che lo aiutino a prepararsi al sonno.

Ciò che conta è mantenere il più possibile la calma, ad esempio utilizzando sempre un linguaggio positivo e incoraggiante, in modo che il piccolo non percepisca il momento di addormentarsi come un attimo di tensione.

In ogni caso, non bisogna dimenticare che quando si tratta di abituare un bambino a dormire da solo la tenacia dei genitori è considerata la chiave del successo dell'impresa.

Источник: https://www.bepanthenol.it/it/essere-mamma/il-tuo-bambino/abituarlo-a-dormire-da-solo/

10 trucchi per far Dormire un Neonato

I trucchi per far dormire i bambini

Se siete interessati a saperne di più sui trucchi per far dormire un neonato siete nel posto giusto.

Aiutare i nostri bambini a dormire meglio è la base per un corretto sviluppo neuro-psicologico ed un sano rapporto con il sonno una volta diventati grandi.

1. Perchè si fasciano i neonati?

Dalla nascita fino all’età di circa quattro o cinque mesi, i bambini possiedono per natura un riflesso istintivo (chiamato riflesso di Moro) che dà loro l’impressione di cadere .

Questa sensazione causa movimenti a scatto, ed il bambino di conseguenza si sveglia.

L’antica usanza di fasciare i neonati può in questo caso aiutare a tranquillizzare i bebè, soprattutto durante la nanna, o nell’insorgere di problematiche tipiche dei primi giorni di vita (come ad esempio le coliche).

2. Cos’è il Dreamfeeding?

Il dreamfeeding è un metodo utilizzato per minimizzare gli incubi notturni del bambino, oltre che i disturbi causati dalla fame.

E’ consigliato praticarlo tra le 10:00 e le 11:00 di sera, prima che i genitori vadano a letto, e consiste nel pendere delicatamente in braccio il neonato ed allattarlo.

Dal momento che il bambino è quasi sempre addormentato, il sonno non viene affatto interrotto. Anzi, questo gesto favorisce un ulteriore rilassamento ed un sonno più profondo.

3. Più sonnellini diurni

Sappiamo che è difficile da svegliare un bambino che dorme come un angioletto. Dormire troppo a lungo durante il giorno può però rubare preziose ore di sonno alla notte. Meglio dunque piccoli sonnellini di due ore ciascuno.  far dormire un neonato

4. Il “rumore bianco” che fa addormentare

Non è ancora del tutto chiaro il motivo, ma il rumore del phon, dell’aspirapolvere o del ventilatore possono favorire la nanna nei neonati. “L’importante è non esagerare, né con il volume, né con i tempi” afferma il neuropsichiatra infantile Oliviero Bruni, Professore associato all’Università di Roma Sapienza e Presidente dell’International Pediatric Sleep Association.

5. Seguire il ritmo nanna, veglia, pappa

Il bambino si sveglia, mangia, rimane sveglio per un po’ a giocare e di nuovo si riaddomenta.

Questo ciclo ha diversi scopi.

Nutrendo il piccolo subito dopo il risveglio, non solo gli si danno tutte le energie necessarie, ma lo si rende anche più incline ad assumere una alimentazione completa, allungando l’intervallo di tempo tra le diverse poppate.

Il gesto di attaccarlo al seno verso sera, prima che i genitori vadano a letto, non è una vera e propria poppata quanto un piccolo rinforzino, volto a rilassare il piccolo e non farlo svegliare affamato nel cuore della notte.

6. La routine pre-nanna

E’ noto che i bambini vivono di routine. Creare una routine dedicata al vostro piccolo aiuterà a portare ordine in un mondo molto caotico. Scegliete la routine pre-nanna che più si adatta a voi.

Un esempio? Accompagnare il bambino nella sua stanza, chiudere le tende, rimboccargli le coperte, accendere il rumore bianco e cantare una breve ninna nanna accompagnata da un dolce massaggio dall’immancabile bacio della “buona notte”.

Nel corso del tempo il bambino imparerà che il sonno segue immediatamente la routine che avete appositamente pensato per lui. far dormire neonato 

7. Cambio del pannolino….strategico!

Cambiare il pannolino prima della poppata notturna impedisce al bambino di svegliarsi troppo dopo la fine della poppata. Se si cambia il pannolino dopo la poppata notturna, è facile che il bimbo si svegli e non ne voglia più sapere di dormire, a meno che non lo si riattacchi al seno o al biberon (con il pericolo che si sporchi di nuovo!!!) far dormire un neonato

8. Come un dorme un bambino?

Tenere un bimbo sveglio nella speranza di farlo stancare può effettivamente causare un eccesso di stimoli a cui egli deve far fronte, causando difficoltà nell’addormentarsi e nel mantenere il sonno. E’ molto più probabile che un bambino troppo stanco dorma meno, non di più. Chiedete conferma al vostro pediatra!

9. Mamma sii paziente!

Spesso, i bambini si svegliano balbettando e tornano a dormire. A volte addirittura piangono mentre sono ancora addormentati. Cosa fare dunque? Concedere al bambino un po’ di tempo, e vedere se si riaddormenta da solo, è sicuramente la scelta migliore. Evitate dunque di correre subito da lui e lo aiuterete  sicuramente a non interrompere il sonno e a dormire meglio.

10. Lasciatelo riaddormentare

Il modo più importante per incoraggiare il bambino a dormire bene, e a lungo, è quello di insegnargli ad addormentarsi in modo indipendente. I bambini, come gli adulti, tendono naturalmente a svegliarsi durante la notte.

Senza sapere come tornare a dormire, il bambino si troverà a piangere subito dopo il risveglio, a prescindere dalla effettiva necessità.

Una volta cresciuto, se il bambino sa addormentarsi in modo indipendente, saprà anche dormire meglio nel lungo periodo.

Non è mai troppo tardi per creare ottime abitudini nel sonno di un bambino e, non dimentichiamolo, aiutare anche i genitori a conquistare il meritato riposo.

Источник: https://www.medelit.com/it/portfolio-items/far-dormire-un-neonato/

Far addormentare i bambini: tecniche e metodi | Sitly Blog

I trucchi per far dormire i bambini

Mamme stanche di tutto il mondo, unitevi! L’ora è giunta di far addormentare il vostro piccolo nel lettino.

Basta trascinarsi come uno zombie col bambino in braccio dalla camera al salone alla cucina, basta corse in macchina (appena metto in moto crolla!),  basta ninne nanne cantate nel cuore della notte a bambini dagli occhi sgranati. Far addormentare i bambini nel lettino e velocemente si può. Vuoi sapere come? Continua a leggere!

Le situazioni di vita quotidiana  che abbiamo appena tratteggiato sono talmente diffuse che esistono centinaia di metodi per far addormentare i bambini.

Alzi la mano chi non ha comprato almeno un libro con la solita “tecnica infallibile per addormentare i neonati” in 5 minuti.

Anche trabocca di video per insegnare, a genitori ormai allo stremo, metodi per addormentare bambini dal sonno difficile: musica, rumore bianco, trucchetti vari.

Sei stanca e avresti bisogno di una mano?  Cerca una baby sitter su Sitly. Registrarsi  è gratis!

Noi abbiamo chiesto a un’esperta, la dottoressa Simonetta Scazzosi, psicologa e psicoterapeuta dell’età evolutiva, di darci qualche dritta per abituare i bambini a fare la nanna nel lettino, con tranquillità e velocemente.

Abbiamo interpellato un’esperta anche perché la difficoltà ad addormentarsi in certi casi può essere legata alle paure dei bambini. Vediamo cosa ci ha detto.

In coda, troverete anche un paragrafo dedicato in modo specifico al sonno del neonato. 

Rituali consolidati

Il momento di andare a letto deve essere incluso in un rituale sereno, da ripetere tutte le sere. Ad esempio può essere costituito così: gioco tranquillo, bagnetto, pigiamino,  camomilla, lettura di una storia.

I rituali sono, soprattutto per i bambini molto piccoli, dei fattori che danno sicurezza e fiducia. Il bambino sa cosa aspettarsi, quindi è sereno e non avrà richieste particolari che vadano al di là del rituale concordato con il genitore.

(Il rituale della sera può essere anche un buon momento per le filastrocche che piacciono ai bambini).

Niente fretta

Cerca di fare attenzione ai tempi necessari per mettere in atto le diverse azioni che costituiscono il rituale, abbandonando la fretta. I tempi del bambino sono infatti diversi rispetto a quelli dell’adulto. L’attenzione per i – diversi – tempi genitori / figli è molto importante. Come abbiamo visto, spesso c’è questo alla base dei capricci dei bambini.

Coccole e baci

Non deve mancare il momento delle coccole, dei baci, delle carezze e dello scambio di sguardi, magari proprio mentre si legge o si racconta una fiaba al bambino. Questo sarà il tempo della vicinanza autentica, esclusiva, piacevole e rilassante in cui il genitore mostra al bambino di volergli bene.

Voce calma e pacata

Mantieni un tono di voce calmo e pacato che infonda tranquillità nel bambino. Un tono di voce nervoso o incerto può trasmettere un senso di inquietudine. Con l’effetto di ostacolare il rilassamento necessario per addormentarsi.  (Se hai modo, osserva una brava baby sitter come si comporta con i bambini, e con quanta calma e autorevolezza parla loro).

Un ambiente idoneo al riposo

La differenza fra il momento della veglia (giorno, luce) e del riposo (notte, buio) deve essere marcata. Quando metti a letto il bambino per farlo addormentare, la stanzetta deve essere nella penombra.

Inoltre, aggiungiamo noi, la temperatura ideale per far addormentare i bambini è dai 20 ai 23 gradi: né fredda né troppo calda.

Ed è un’ottima idea che nel lettino il bambino trovi il suo pupazzo della nanna, un ottimo regalo per bambini di 2 anni, soprattutto.

Accoglienza quando serve

Quando il bambino non vuole dormire e ti fa le più disparate richieste, valuta attentamente come rispondere. Se assecondi ogni sua richiesta, gli dimostri che i suoi comportamenti sono il modo più efficace per ottenere ciò che desidera (cioè non dormire).

Ma se le richieste sono dovute al fatto che il bambino ha paura di addormentarsi, devi invece prestare attenzione.

E in questo caso la tua funzione è di trasmettere al bambino il messaggio che, pur essendo pronta ad aiutarlo,  sei allo stesso tempo certa che non gli accadrà nulla e che riuscirà, pur restando nel suo lettino, a superare le sue paure.

Rassicurare ma non restare

Quando il bambino è nella sua cameretta e piange, cerca di  far passare 5-10 secondi prima di intervenire, rientra nella stanza del bambino per mostrargli che non lo hai abbandonato, accarezzalo, tranquillizzalo con la voce ma poi  non restare con lui.

Importante, se vuoi far addormentare i bambini, è non accendere la luce.

Se il bambino chiama ancora puoi tornare al suo lettino dopo averlo lasciato piangere un po’ più a lungo, aumentando gradualmente il tempo di attesa, finché poco alla volta riuscirà a dormire tranquillo.

Far addormentare i neonati: cosa c’è da sapere

Alcune delle accortezze che abbiamo visto essere necessarie per far addormentare i bambini sono valide anche per i neonati: la temperatura della stanza, la tranquillità che la mamma deve avere, la calma e l’affettività fisica che rassicurano il piccolo e lo fanno addormentare. Idem, la necessità di instaurare dei ritmi regolari durante la giornata, ritmi e abitudini che devono essere rispettati da tutti coloro che si occupano del bebè, nonni o baby sitter.

Esistono poi altri accorgimenti specifici dovuti alla diversa fase evolutiva di un neonato di tre mesi rispetto, per esempio, a un bambino di due anni.

I ritmi dei bambini fino a 4 mesi sono indipendenti dalla luce e dal buio: piuttosto dipendono dal bisogno di nutrirsi o di bere o per altre sensazioni (leggi il nostro post sul pianto del neonato per saperne di più).

Per questo è la mamma che deve adeguarsi ai ritmi del neonato. Questo può essere molto stancante, per cui è bene che – se possibile – la mamma si faccia aiutare. Da una nonna, o anche da una baby sitter per neonati.

 

Far addormentare un neonato in braccio: sì o no

No. In realtà è meglio adagiare il neonato nel lettino quando è insonnolito, pronto al sonno ma non del tutto addormentato. Così imparerà a “cullarsi” da solo, a passare dal dormiveglia al sonno. L’ideale è quindi dopo la poppata e il ruttino.

Suggerimento: fagli indossare il pigiamino per notte prima di allattarlo, e al momento di cambiare il pannolino puliscilo con una salvietta umidificata e non con l’acqua, per non rischiare di svegliarlo del tutto. Idem quando si sveglia di notte. Un trucco per farlo addormentare prima? Non guardarlo negli occhi (se ci riesci).

I neonati sono molto facilmente stimolati, basta lo sguardo della mamma per “rimetterli in moto”.

La giusta posizione per far dormire un neonato

A pancia in giù? Di lato per evitare che il bambino si soffochi con il rigurgito? No, questi sono luoghi comuni. La migliore posizione per mettere a il neonato nel lettino è:

  • sulla schiena
  • senza cuscino
  • con i piedini che toccano il fondo del letto in modo che non possa finire con la testa sotto le coperte oppure in un sacco-nanna (legg il nostro post sull’abbigliamento del neonato per saperne di più).

Molti genitori temono che il neonato che dorme sulla schiena abbia maggiori rischi di soffocare in caso di rigurgito. Al contrario, un neonato che dorme a pancia in su ha minori rischi di morte in culla . Per saperne di più, leggi il nostro post su come ridurre il rischio di SIDS – Sudden Infant Death Syndrome.

Un piccolo vademecum, che riassuma un po’ quello che abbiamo detto sulle tecniche per far addormentare i bambini? Eccolo qui, dalla rivista in pdf dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

E tu ci vuoi raccontare la tua esperienza? Come va (o come è andata) con tuo figlio?

Источник: https://www.sitly.it/blog/far-addormentare-i-bambini/

Come Aiutare un Bambino a Dormire da Solo: consigli utili

I trucchi per far dormire i bambini

Una fase di transizione molto importante nella vita di un bambino è il momento in cui deve cominciare a dormire da solo nella sua cameretta.

Abituati a essere presi in braccio e al rassicurante contatto con la mamma e il papà, molti bambini affrontano con difficoltà questo spostamento e molti genitori fanno fatica a separarsi dai loro piccoli.

Con questo articolo vogliamo darvi dei piccoli consigli sul comportamento da adottare per aiutare i vostri figli a passare dal co-sleeping al dormire da soli, affrontando questo distacco in maniera naturale e serena.

Perché è importante che i bambini imparino a dormire da soli

Insegnare ai bambini a dormire da soli è utile e necessario al loro sviluppo per diversi motivi.

Finché sono molto piccoli, intorno a 1 anno di età, risulta utile non farli dormire nel lettone con mamma e papà per abituarli a dei precisi ritmi di allattamento, utili per garantire una certa quantità e qualità di sonno ristoratore anche alla mamma e al papà.

Potete scegliere di farli dormire in un lettino o in una culla, anche se si trova nella stessa stanza con voi. La vicinanza del corpo con i genitori spesso calma i bambini anche da molto piccoli, soprattutto nei primi mesi di vita.

Quando sono un po' più grandi, insegnare ai bambini a dormire da soli li aiuterà a sviluppare il loro senso di autonomia e di sicurezza.

Inoltre, guadagnarsi i propri spazi fin da piccoli, il proprio lettino e la propria cameretta, è un'importante conquista per ogni bambino, che aiuterà a superare più facilmente l'ansia da distacco anche in altre tappe importanti della vita, quando con la crescita dovrà affrontare degli eventi importanti come il primo giorno di scuola, la prima gita e la prima notte fuori casa.

Saranno infatti diverse le occasioni della vita in cui il bambino dovrà dormire senza la mamma o il papà: si pensi per esempio a un viaggio di lavoro di uno dei genitori, alle vacanze estive dai nonni, a quando andrà al nido o verrà affidato alle cure della baby-sitter. Se avrà imparato presto ad addormentarsi nella sua stanza anche senza la presenza di un genitore, potrà affrontare queste situazioni con più serenità e anche i genitori potranno stare più tranquilli. Molto importante, quindi, è iniziare subito dopo la nascita con le buone abitudini.

Quando iniziare a dormire da soli?

Su quando sia il momento giusto per cominciare a far dormire il bambino nella propria cameretta ci sono diverse teorie: alcuni esperti di psicologia infantile sostengono che sia meglio abituarli presto, anche prima del compimento del primo anno di vita.

In questa fase non sono in grado di alzarsi e camminare per andare nella stanza dei genitori, per cui, dopo i primi probabili pianti, si abitueranno a dormire da soli.

I genitori dovranno armarsi di pazienza e cercare di resistere alla tentazione di correre al primo lamento del bambino, anche se sicuramente non sarà facile per una madre o un padre sentire il pianto del proprio figlio.

Ovviamente non bisogna ignorarli e lasciarli piangere senza considerazione: basterà fare tutto con le giuste dosi e con i giusti tempi procedendo con una separazione graduale.

Altre teorie sostengono che questo passaggio può avvenire in maniera più graduale, anche dopo il compimento dei 2-3 anni, sfruttando una serie di trucchi e di strategie per far sentire il bambino a proprio agio nel nuovo ambiente, ossia la sua cameretta, e aiutandolo ad affrontare in maniera meno brusca il distacco notturno dai genitori.

Per riuscire nell'intento dovrete comprendere i loro sentimenti e le loro paure e cercare di rispettare i loro tempi, senza forzarli o obbligarli a stare da soli in cameretta prima del tempo o all'improvviso.

Se per esempio il bambino si sveglia dopo un incubo, è normale che il genitore lo rassicuri.

Non fare questo li porterebbe a vivere con angoscia il momento di andare a letto e potrebbe renderli timorosi del distacco anche in altre circostanze.

Tutti i genitori hanno affrontato questa fase e hanno messo a punto alcune tecniche e strategie per insegnare ai loro bambini a dormire da soli, senza traumi e in maniera serena e naturale, in modo che il riposo dei bambini sia tranquillo e allo stesso tempo anche gli adulti possano avere a disposizione le giuste ore di sonno. Vediamole insieme e scegliete quella che secondo voi è più adatta al vostro piccolo.

Un ambiente confortevole

Cominciamo intanto dalla camera del bambino, ossia il luogo dove dovrà dormire da solo e che dovrà diventare il valido sostituto del vostro caldo lettone appena sarà abbastanza grande.

Un ottimo modo per fare in modo che i bambini si abituino a dormire nel loro lettino e nella loro cameretta, è quello di farli affezionare e abituare a tale ambiente. Rendetelo quindi bello e confortevole, con oggetti e colori a misura di bambino, e magari trascorreteci del tempo insieme a loro durante l'arco della giornata.

Anche la messa a letto dovrà essere studiata a regola d'arte: la stanza deve essere calda ma non troppo, affinché il bimbo non sudi durante la notte, e le coperte e il cuscino morbidi e confortevoli. Anche l'alimentazione è importante: la sera, potreste proporre ai vostri bambini un pasto non troppo pesante per favorire un riposo più tranquillo.

Nella stanza ci dovrebbe essere buio, in modo da conciliare il sonno e non svegliare il bimbo la mattina con le prime luci dell'alba, ma nulla vieta di lasciargli una piccola lucina soprattutto nel primo periodo. Molti bambini infatti si sentono rassicurati dalla presenza di una piccola luce, che gli permetta di vedere i profili degli oggetti e della stanza nel caso di risvegli notturni.

Potete scegliere una lucina colorata a risparmio energetico, una lucina a timer, che si spegne durante la notte quando il bambino si sarà ormai addormentato, ma che gli servirà per addormentarsi tranquillo, o le lucine adesive, a forma di stelline, che potete attaccare sui mobili e sulle pareti, per rendere ancora più magica e rassicurante la cameretta dei vostri bimbi.

Il rituale della nanna

Una strategia molto utile per far abituare i bambini a dormire da soli, è quella di creare un rituale preciso e scandito attorno al momento di andare a letto.

I bambini piccoli infatti sono molto abitudinari e hanno il bisogno di sapere cosa li attende, perché questo li rassicura e li aiuta ad affrontare le situazioni e il futuro con maggiore sicurezza.

Risulta quindi utile ideare una sorta di rituale o una procedura per mettere a letto i bambini, con una serie di azioni semplici che si ripetono ogni sera e che possono essere svolte anche da persone diverse dalla mamma, se non poi in futuro in autonomia dai bambini stessi.

Intanto l'ideale sarebbe stabilire un orario fisso per andare a letto, cercando di mantenerlo nel tempo.

Alcuni genitori cercano di tenere svegli i bambini fino a tardi, in modo da far sì che dormano tutta la notte, ma in realtà spesso questo porta l'effetto contrario: quando sono molto stanchi i bambini fanno molta più fatica ad addormentarsi e metterli a letto rischia di divenire un'impresa ardua.

Stabilite quindi un orario fisso per metterli a nanna, e fate precedere la vera e propria messa a letto da una serie di gesti che ripeterete ogni sera: lavarsi i denti, mettersi il pigiama, rimboccargli le coperte, una storiella della buonanotte, un bacio sulla fronte e luce spenta.

Chiaramente, in base al vostro carattere e a quello del vostro bambino, potete fare delle piccole modifiche al rituale: potete far ascoltare delle musiche rilassanti al vostro bambino, oppure cantargli voi una ninna nanna della buona notte, oppure leggergli una fiaba: l'importante è che siano azioni che potrete ripetere le notti seguenti.

I sostituti della mamma

Una volta messo a punto un efficace rituale della buona notte, il bambino si sarà abituato a essere messo a letto in questo modo e, con il tempo, potranno farlo anche altre persone diverse dalla mamma o dal papà.

Per introdurre questi sostituti, conviene seguire la stessa tecnica che usano in alcuni asili: le prime volte, per aiutare i bambini ad addormentarsi senza un genitore e il contatto fisico diretto, le mamme si fermano con le maestre per vegliare sul loro bambino fino al momento in cui non si sarà addormentato.

Allo stesso modo, potete coinvolgere nel vostro rituale della buonanotte i fratelli maggiori o la baby sitter, in modo che i bambini si abituino anche alla loro presenza, li eleggano a figure di riferimento, parte della loro sfera affettiva, e si affidino a loro nel momento prima del sonno.

Altri sostituti della mamma e del papà possono essere gli zii o i nonni, in base alle necessità e alla struttura della vostra famiglia. Se siete spesso fuori per lavoro, sapere di poter lasciare il vostro bambino a dormire da loro, senza timori e senza problemi, vi farà stare sicuramente più tranquilli.

Il giocattolo della buonanotte

Un altro utile alleato per scacciare l'ansia e la paura e far addormentare tranquilli i vostri bambini, è quello che gli studiosi chiamano l'oggetto transizionale.

Altro non è che un semplice oggetto, in genere un peluche morbido e coccoloso o la loro bambola preferita, che i bambini possono portare nel lettino con loro per facilitare la fase di addormentamento.

Lasciate quindi che siano i bimbi a scegliere l'oggetto che preferiscono e permettete loro di portarlo sotto le coperte o vicino al letto, in modo che li faccia sentire al sicuro.

Quando saranno cresciuti, tale oggetto rimarrà un ricordo prezioso della loro infanzia, che potranno tenere in camera o passare ai propri figli, per aiutarli a dormire e farli sentire protetti per tutta la notte.

Источник: https://www.fruttolo.it/fruttolo-magazine/come-aiutare-un-bambino-dormire-da-solo

Segreti e consigli per fare addormentare un bambino

I trucchi per far dormire i bambini

Come fare addormentare un bambino è una delle grandi domande dei genitori: la risposta è spesso affidata al caso, ma esistono accorgimenti e rimedi naturali.

È forse il tema centrale della vita di un neogenitore, o comunque uno dei nodi cruciali dei primi mesi da mamma e papà: come fare addormentare un bambino? La premessa è d’obbligo: per i neonati e i bambini sotto i tre anni i risvegli frequenti sono fisiologici, anche quando è terminato l’allattamento.

Che un neonato sia più o meno “dormiglione” in realtà è questione puramente fortuita, affidata al caso o, per chi ci crede, a qualche sacro nume dei genitori. Detto questo, esistono accorgimenti che possono effettivamente migliorare la qualità del sonno dei neonati, e di conseguenza, degli adulti che vivono con loro.

Vediamone alcuni.

L’igiene del sonno

La prima condizione per riuscire a far addormentare un bambino piccolo e garantirgli una buona qualità del riposo consiste nel mantenere al meglio possibile la cosiddetta igiene del sonno.

È importante, in altri termini, che le condizioni ambientali al momento della nanna siano tali da favorire il relax e il riposo: silenzio, penombra, temperatura piacevole ma fresca (non superiore ai 20 gradi circa).

È consigliabile, quando si avvicina l’ora di andare a dormire, evitare attività eccitanti, come giochi sonori o luminosi, abbassare il tono di voce e stabilire una routine quotidiana, che preveda per esempio una lettura (fin dalle prime settimane di vita del bambino) e una ninna nanna rilassante. Un bagnetto tiepido prima di andare a letto può aiutare a conciliare il sonno, così come mantenere abitudini regolari per quanto riguarda i pasti e gli orari.

Per conciliare il sonno dei neonati è utile creare condizioni ambientali rilassanti © Silvana Santo

Il rumore bianco

Per conciliare il sonno dei bebè si può ricorrere alla tecnica del rumore bianco. Si tratta di un sistema che funziona soprattutto per fare addormentare i bambini molto piccoli, nelle loro prime settimane di vita.

Il trucco, in pratica, sta nel riprodurre in qualche modo il suono che il neonato ascoltava abitualmente nell’utero materno, costituito da un rumore “acquatico” di fondo (nel quale lui poteva distinguere suoni veri e propri come il battito del cuore materno, la voce dei genitori eccetera), aiutandolo in questo modo a rilassarsi e a scivolare pian piano nel sonno. In rete sono disponibili file audio e playlist che riproducono il cosiddetto rumore bianco, che si chiama così, come la luce, perché contiene una somma di tutte le frequenze udibili dall’orecchio umano, oppure dispositivi che riproducono suoni rilassanti come quello della risacca o di una foresta. In alternativa, è possibile tentare con soluzioni fai da te come accendere l’aspirapolvere o l’asciugacapelli mentre di cerca di far addormentare il neonato. Una variante del metodo del rumore bianco, talvolta usata anche con i cuccioli di altri mammiferi, consiste nel far ascoltare al neonato un suono che gli ricordi il battito del cuore materno, utilizzando per esempio una sveglia o una registrazione apposita.

Il rumore bianco può aiutare i bambini piccoli ad addormentarsi © IngImage

Far addormentare un bambino con lo swaddling

Un’altra strategia che si può tentare per fare addormentare un bambino, basata anch’essa sul tentativo di riprodurre le condizioni della vita intrauterina, è il cosiddetto swaddling, che consiste nel fasciare il bambino per tranquillizzarlo e rassicurarlo in vista della nanna.

Si possono utilizzare fasce apposite o semplici quadrati di mussola di cotone, a patto che il tessuto non sia eccessivamente caldo (l’eccesso di calore è una delle condizioni da evitare per scongiurare il rischio di morte in culla), che sia naturale e traspirante e che il bimbo abbia la possibilità di muovere i piedini all’interno del suo “bozzolo”. La fasciatura è indicata nei primi tre mesi di vita del bambino, quando è maggiore il suo bisogno di contenimento e quando l’esperienza della gestazione è ancora per lui recentissima. Successivamente, si può optare per un sacco nanna, che aiuta il bambino a sentirsi comunque “avvolto” e lo tiene al caldo anche in inverno, in totale sicurezza.

Tisane rilassanti

L’uso di tisane rilassanti nei bambini di pochi mesi è piuttosto controverso, e dovrebbe essere considerato una extrema ratio cui ricorrere comunque dietro consiglio del pediatra. L’uso di tisane e altri liquidi, infatti, può interferire con l’allattamento al seno, fino al punto di compromettere la normale suzione da parte del neonato.

Se proprio si vuole tentare, dietro suggerimento medico, con delle tisane rilassanti, è importante aspettare che il piccolo abbia compiuto i sei mesi, scegliere formulazioni il più semplici e naturali possibile (magari biologiche), senza l’aggiunta di zucchero, miele o altri edulcoranti, e somministrarle, se possibile, con strumenti alternativi al biberon, come un cucchiaino o un piccolo bicchiere. Per quanto riguarda la composizione, si può puntare alla classica camomilla o a un infuso di melissa o tiglio, che vantano anch’essi proprietà rilassanti. Le tisane in bustina o, ancora meglio, le erbe essiccate da filtrare sono da preferire ai prodotti solubili in polvere o granuli, che di solito contengono zuccheri in quantità variabili.

Le tisane a base di camomilla devono essere usate con cautela con i bambini piccoli © IngImage

Rimedi fitoterapici per fare addormentare un bambino

Gli estratti di piante con effetto calmante per fare addormentare un bambino sono disponibili anche in forma di rimedi fitoterapici, che possono essere somministrati solo dopo i due anni di età e attenendosi sempre alle indicazioni del pediatra.

Melatonina per bambini

Se le favole della buona notte e le coccole proprio non bastano, si può valutare il ricorso a un integratore di melatonina, la sostanza (un neuro-ormone) che aiuta il nostro corpo a regolare i ritmi giornalieri di veglia e sonno.

In commercio esistono formulazioni pediatriche in gocce, che devono essere somministrate sempre dietro consiglio del pediatra e per periodi di tempo limitati.

Sull’efficacia della melatonina in età pediatrica, in realtà, gli studi effettuati non sono unanimi: l’integrazione sembrerebbe necessaria solo in particolari condizioni, come quando bisogna smaltire il jet lag o nel caso di bimbi non vedenti che possono avere difficoltà nell’acquisizione dei normali ritmi circadiani.

Источник: https://www.lifegate.it/come-fare-addormentare-un-bambino

Gravidanza
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