I sogni dei bambini

Quando iniziano a sognare i bambini?

I sogni dei bambini

Quando iniziano a sognare i bambini? Ecco le varie fasi di sviluppo dell'attività onirica

Le mamme spesso si domandano cosa sogna un bambino di pochi mesi, quando lo vedono sorridere mentre dorme oppure piange o si muove nel lettino. Ma quando iniziano a sognare i bambini? Ecco tutte le risposte

Sonno REM bambini

Il sonno (in un bambino e in un adulto) si distingue in sonno non REM o sonno sincronizzato e in sonno REM o sonno desincronizzato.

Il sonno NREM (non rapid eye movements) comprende 4 stadi o fasi, che vanno dalla sonnolenza al sonno leggero sino al sonno profondo.

Il sonno REM corrisponde alla fase onirica, cioè dei sogni e comprende un solo stadio, che deve la sua denominazione ai movimenti rapidi degli occhi (REM=rapid eye movements).

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Come dormono i bambini? E cosa sognano?

Il sonno NREM e il sonno REM si alternano ciclicamente e il bambino presenta una maggiore quantità di sonno REM rispetto all'adulto (50% contro 20%), soprattutto tra i 3 e i 5 anni di età: a questa età si hanno fino a 8-9 periodi di sonno REM per notte.

Nei primi due anni di vita è difficile ottenere un resoconto dei sogni, per cui la valutazione del contenuto onirico è limitata.

Sicuramente in questa fascia di età, l'attività onirica svolge un importante ruolo biologico e psicologico nel normale sviluppo del bambino stesso.

I sogni nei neonati

I bambini sognano sin da piccolissimi. Il modo in cui reagiscono, al risveglio, ai propri sogni, dipende dall'atteggiamento dei genitori, e influenza il loro futuro rapporto col sonno. 

Prima dei tre anni manca la capacità di raccontare: è dunque difficile indagare sui sogni dei bambini. Subito dopo, i piccoli fanno dei resoconti, ma spesso la fantasia e il sogno reale s'intrecciano in modo inconsapevole. Secondo Freud, i sogni infantili sono molto chiari, brevi e coerenti.

Il loro contenuto è di solito trasparente: si tratta dell'adempimento di un desiderio diurno, o la copia fedele di vicende familiari e scolastiche. E' solo dalla terza infanzia (5-11 anni) che inizia a formarsi il sogno simbolico, con messaggi mascherati ed enigmatici come quello degli adulti.

I sogni nei bambini

E' facile che il bambino, anche piccolissimo, abbia degli incubi, che non sa nemmeno raccontare. A volte si verificano dei sogni ricorrenti, quasi a riflettere un blocco che non riesce a superare.

E' importante che l'adulto accolga le sue associazioni spontanee, cioè tutte le impressioni che aggiunge di sua iniziativa: farlo raccontare, fargli disegnare il racconto, lasciar emergere senza minimizzare il nocciolo dell'angoscia dell'incubo.

 Ascoltare al mattino i sogni dei bambini, senza interpretarli, è un gioco utile: aiuta a valorizzare il sogno e il sonno, e a non averne paura. Un tempo si alimentavano gli incubi con minacce al momento dell'addormentamento.

E' importante invece cercare di predisporre dei “sogni d'oro”, con ninnananne rassicuranti, visualizzazioni dei colori preferiti, antidoti magici inventati insieme. E se l'incubo si fa vivo lo stesso, la mattina dopo bisogna disegnarlo il meglio possibile e bruciarlo. Con l'unico rischio che il rituale liberatorio si riveli così divertente da indurre nuove incursioni di mostri per poterlo ripetere.

A circa 3 anni i bambini iniziano a riferire sogni occasionali. Questi sogni possono svegliare il bambino, ma hanno uno scarso contenuto emotivo: riguardano, talora, gli animali o possono contenere rappresentazioni dell'uomo (i genitori) sotto forma di animali. Spesso i sogni riguardano necessità proprie come la fame e la sete.

A circa 4 anni si hanno meno episodi di risveglio a causa dei sogni: il riferimento del loro contenuto è più frequente e la descrizione alquanto realistica, arricchita da elementi fantastici. Si verificano spesso sogni in cui i soggetti sono i compagni di gioco.

Il sonno dei bambini

Tra i 5 e i 7 anni, i sogni e la loro descrizione diventano più lunghi e di durata simile a quella degli adulti. Il soggetto che sogna ha un ruolo maggiore come personaggio principale; compare la capacità di creare scenari semplici ed iniziano ad avere un contenuto affettivo.

Frequentemente sono riportati sogni in cui si è inseguiti, minacciati o incapaci di muoversi. Compaiono figure spettrali o soprannaturali: spesso i personaggi dei sogni si identificano con quelli del cinema e della televisione.

Vengono, talora, riportate difficoltà o preoccupazioni personali, ma i sogni sono per la maggior parte piacevoli. Esiste una notevole variabilità nella descrizione dei sogni da un bambino all'altro.

A molti bambini piace sognare e riferire i propri sogni; a volte non vogliono essere svegliati e tendono ad addormentarsi per “finire il sogno”.

All'età di 8-11 anni, il riferimento di sogni si verifica nel 66% circa dei risvegli dal sonno RENM. I sogni sono riferiti spontaneamente dai bambini ed aumenta significativamente la loro partecipazione.

In questo periodo i sogni sono per la maggior parte piacevoli, ma possono essere influenzati dai personaggi della televisione o del cinema.

I bambini riconoscono ciò e spesso dicono “questo mi farà fare un brutto sogno”; gli incubi si verificano in almeno un terzo di tutti i sogni riferiti.

Durante questo periodo di sviluppo gli animali diventano un soggetto meno frequente ed è presente una maggiore varietà scenografica, che rispecchia la conoscenza dell'ambiente durante la veglia. Eventi scolastici e sportivi sono frequenti nei sogni di questi bambini. Negli anni successivi iniziano ad essere i coetanei i protagonisti dei sogni; predominano i sogni “belli”, ma gli incubi sono ancora frequenti ed intensi

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/pianto-e-sonno-il-bambino/bambini-quando-iniziano-a-sognare.html

Come sognano i bambini

I sogni dei bambini

Cosa accade durante il sonno di un lattante o di un bambino piccolo? Molti genitori si preoccupano vedendo il proprio bambino agitarsi, osservando il suo volto che diventa pallido o manifesta rossori, e le sue palpebre che si aprono per poi richiudersi.

Talvolta il piccolo potrebbe anche emettere suoni o respirare in modo molto irregolare: sono tutte manifestazioni di un sonno tipico di quell’età.

Esistono motivi per allarmarsi oppure questo quadro rispecchia un particolare tipo di attività onirica, diversa da quella degli adulti? Per comprendere le particolarità del sonno infantile possiamo partire da quanto avviene nel cervello di un adulto durante il sogno.

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Quanto sogna un adulto?

Malgrado alcuni ritengano di sognare poco, ognuno di noi sogna regolarmente, all’inizio e alla fine di una notte di sonno e per almeno altre tre fasi equidistanti tra loro: un totale di almeno cinque episodi di sogno, ognuno della durata di 15-20 minuti, in cui il cervello è sconvolto da una tempesta di onde elettriche che percorrono i suoi circuiti nervosi. Questo stato di convulsa attività nervosa contrasta con la condizione di paralisi in cui giace il corpo del sognatore, i cui muscoli diventano progressivamente atonici (cioè privi di tono muscolare), per ultimi quelli della nuca, come dimostra la testa del passeggero di un treno o di un aereo quando ricade sul petto nell’istante in cui l’abbandono è totale. È in questo momento, quando cioè si sogna, che i globi oculari si muovono rapidamente al di sotto delle palpebre: questi movimenti danno il nome al “sonno REM” (Rapid Eye Movements), la fase del sonno in cui l’attività elettrica del cervello è spasmodica – simile a quella che caratterizza la veglia – e durante la quale si sogna.

I primi sogni di un bambino

I lattanti e i bambini, invece, non piombano nello stato di “paralisi” di cui abbiamo parlato, ma hanno delle fasi di sonno leggero, sonno profondo e sonno attivo o REM.

In quest’ultima fase il loro cervello presenta un’attività elettrica abbastanza simile a quella degli adulti, ma i loro muscoli non sono paralizzati: al contrario, possono contrarsi rapidamente, provocando agitazione, apertura e chiusura delle mani, movimenti delle gambe o, addirittura, pianto e impallidimento.

In seguito, a partire dai 2 anni, il 3% circa dei bambini può avere delle crisi di “terrore notturno” che non coincidono con la fase REM ma con quella di sonno profondo.

I bambini, quindi, sognano e lo fanno intensamente: l’attività REM compare già nel corso della vita fetale e durante gli ultimi mesi di gravidanza trascorrono circa i due terzi del tempo sognando.

Ma cosa si può sognare quando ancora non esistono esperienze, ricordi, desideri, aspettative? A questa domanda gli studiosi del cervello non possono ancora rispondere, e probabilmente non potranno mai farlo, tuttavia è noto che ancor prima della nascita si percepiscono i suoni, le intonazioni della voce materna, il ritmo musicale, le sensazioni tattili, olfattive e gustative. Potrebbe essere questo “abbecedario” di sensazioni a dar vita a quei sogni che iniziano a prendere una forma più distinta nel corso delle prime settimane di vita, quando gli occhi si aprono sul mondo e il cervello registra esperienze sempre più complesse.

Consolidare esperienze e apprendimenti

Un neonato, che dorme circa 16-18 ore al giorno nelle prime settimane di vita, sogna per la metà di questo tempo: 8-9 ore di sogni “attivi”, accompagnati da movimenti degli arti e delle labbra, vampate di rossore, pallori improvvisi, crisi di sudore, espressioni emotive.

Prima ancora di esprimere le sue emozioni nella vita diurna con espressioni di piacere, disgusto o perplessità, il volto di un neonato lascia trasparire queste espressioni durante il sogno, come se ripassasse degli schemi istintivi di emozioni allo stato puro, da collaudare in seguito in risposta a situazioni reali della vita.

È possibile che il sonno REM di un neonato e di un bambino piccolo duri tanto a lungo e abbia un ruolo importante perché ripercorre gli schemi mentali che l’ereditarietà o le esperienze hanno iscritto nel suo cervello? Numerosi neuroscienziati ritengono che le cose stiano proprio così: il sogno occuperebbe un vasto spazio del sonno infantile proprio perché, in quelle lunghe ore, nel cervello vengono consolidate memorie innate – come le espressioni facciali delle emozioni – e memorie acquisite provenienti dalle esperienze che si succedono nel corso di una giornata. È nel sogno che vengono rafforzate le memorie linguistiche, i suoni che costituiscono nuove parole, le immagini visive, le associazioni tra esperienze diverse: senza la massiccia attività onirica che caratterizza l’infanzia, la specie umana non potrebbe strutturare e far ordine in mezzo a quell’enorme massa di esperienze che sono sua caratteristica peculiare.

Sogno o realtà?

Il sogno infantile ha quindi un ruolo essenziale in rapporto alla memoria: senza di esso non verrebbe costruita una mente fatta di esperienze e apprendimenti. Il graduale declino delle ore investite nel sogno, dalla nascita sino a circa i 15 anni di età, corrisponde al compiersi di un tragitto fondamentale nella costruzione della mente adulta.

Eppure, il sogno ha anche un’altra dimensione: è un palcoscenico su cui viene recitata una commedia che, sino a una certa età, sembra condividere molti degli attributi e delle connotazioni della realtà. Un bambino piccolo, infatti, stenta a cogliere le differenze che separano la realtà onirica da quella diurna, la vita dal sogno.

Soltanto in una fase successiva, con il passare degli anni, i personaggi e le scene rappresentati nel sogno assumeranno progressivamente dimensioni ambigue, verranno mascherati da una censura che potrà nasconderci, al nostro risveglio, le tortuose dinamiche oniriche.

Perché anche i sogni, come la nostra mente, hanno una loro infanzia e una loro maturità: con gli anni diventano meno lineari e palesi, rielaborati e protetti da una corteccia che nell’infanzia è ancora immatura.

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Bibliografia:

Источник: https://www.uppa.it/medicina/fisiologia/come-sognano-i-bambini/

I sogni e i bambini: il mondo onirico durante la crescita e la nascita

I sogni dei bambini

Quante volte ce lo siamo chiesti: ma i bambini sognano? Cosa vedono nelle loro immagini oniriche, e come fare ad interpretare qualcosa che, soprattutto nella prima infanzia, viene difficile – se non impossibile – da raccontare dai piccoli di casa? I sogni e i bambini sono legati tra loro fin dalla primissima infanzia, quando questi ultimi, seppur ancora non in grado di esprimersi con chiarezza, elaborano nei loro letti la quotidianità vissuta sotto forma di visione notturna; possono presentarsi incubi, o anche “sogni d’oro”, che si svelano chiari nella testa del bambino, lontani dalla simbolicità tipica dell’adulto. Ma cosa guardano i bambini quando sognano?

Come sono i sogni dei bambini, e quando iniziano a sognare?

Ai più non sembra possibile che delle creaturine così piccole possano sognare già nei loro primissimi istanti di vita, ma il sogno, in quanto fondamentale per la costruzione delle consapevolezze personali, ci accompagna fin dalle nostre prime settimane fuori dall’utero materno. I bambini iniziano a sognare fin da piccolissimi, seppur la complessità degli stessi tende ad arrivare con il tempo, con la crescita, in un rapporto progressivo con l’uscita del bambino dalla fase dell’infanzia.

Se vi state chiedendo dunque come sono i sogni dei bambini, si può affermare come questi siano tendenzialmente statici, dalla durata solitamente breve, e dal contenuto chiaro, comprensibile prima di tutto alla mente del piccolo sognatore. C’è coerenza in quel che accade di notte nella testa dei piccoli umani, il sogno scorre fluido e i riferimenti sono, per loro, di immediata comprensione, spesso aderenti alla quotidianità vissuta nella stessa giornata appena trascorsa.

Il genitore, o l’adulto che accudisce il bambino, per comprendere il tenore del sogno appena visualizzato dal proprio piccolo deve osservare le sue reazioni al risveglio, ed essere in grado, attraverso l’ascolto empatico del suo stato d’animo, di comprendere se il sonno sia stato accompagnato da immagini oniriche rassicuranti o, al contrario, attanagliato dagli incubi. Nei primi mesi di vita, questo è l’unico metodo applicabile per comprendere i sogni dei bambini. Con la crescita sopraggiungono invece dei racconti sommari mattutini, a volte fedeli al sogno vissuto, altre volte completati da dettagli di fantasia.

Veicolare il tenore del sogno fin dai primi giorni di vita è dunque importante per agevolare il benessere onirico del bambino.

Minacce, storie cupe prima di addormentarsi, esperienze poco piacevoli vissute sul finire della giornata, non agevolano i sogni dei bambini, traducendosi spesso in incubi notturni.

Dolci ninna nanne, coccole, riti piacevoli e rilassanti prima di mettersi a letto sono da preferirsi, per fare in modo che i piccoli non siano condizionati in negativo nelle loro immagini sognate.

I bambini e i sogni: simboli e figure ricorrenti nelle varie fasi dell’infanzia

I primi racconti dei loro sogni che i bambini riportano avvengono verso i 3 anni di vita, quando raggiungono un grado tale di padronanza lessicale da poter elaborare con semplicità e chiarezza verbale le immagini notturne.

Si nota quanto i sogni dei bambini rappresentino il più delle volte esigenze basilari, fame o sete, o rappresentino situazioni vissute nel quotidiano e rivissute con buona fedeltà.

Frequenti sono poi le figure animalesche (già presenti fin dalla primissima infanzia) che spesso si sostituiscono simbolicamente a figure umane, il più delle volte relative agli affetti più prossimi – genitori, familiari.

Almeno fino ai 5/6 anni la durata dei sogni dei bambini è inferiore a quella degli adulti, i contenuti emotivi sono scarsi e il racconto diurno è spesso arricchito da particolari di fantasia, in realtà mancanti nell’immagine onirica.

Con la crescita tende ad allungarsi anche la durata, ma le prime connotazioni emotive arrivano soltanto intorno ai 5/7 anni; è in questo fase della crescita che i bambini e i sogni si avvicinano maggiormente all’universo degli adulti.

Il sognatore diventa dunque protagonista del proprio stesso sogno, e produce mentalmente una maggiore complessità generale, con la costruzione dei primi scenari e con una prima elaborazione in forma simbolica di esperienze ed emozioni vissute.

L’emotività sopraggiunta nel sonno dei bambini tende a veicolarsi in forma di figure soprannaturali, a volte spettrali, che si fanno carico delle emozioni personali del sognatore e ne riportano la loro rappresentazione.

 È frequente, in questa fase dell’infanzia, sentir raccontare di sogni in cui il bambino si senta immobilizzato, o sia costretto a scappare, o anche vittima di minacce.

Nonostante questo, i bambini e sogni tendono a vivere un rapporto sereno, con l’esposizione di problematiche e preoccupazioni che si innestano in un contesto onirico tutto sommato piacevole.

Fino ai 6/7 anni gli animali continuano ad essere tra le figure principali ad essere visualizzati nei sogni dei bambini; successivamente si ha un progressivo abbandono degli stessi, che cedono il passo ad una maggiore ricchezza d’ambientazioni che riportano la cresciuta consapevolezza del bambino rispetto al mondo in cui vive.

Anche dopo gli 8 anni, e fin oltre l’adolescenza, la quotidianità accompagna i bambini nei sogni, con riferimenti familiari e scolastici che appaiono in forma di immagine notturna.

Tuttavia non vi è un riepilogo fedele della giornata, come invece accade nei primi 3/4 anni di vita, ma una rielaborazione complessa intrisa di proiezioni, e con un simbolismo via via sempre più complesso.

I sogni dei bambini nell’età della consapevolezza: cosa sognano dopo gli 8 anni?

Abbiamo detto che, crescendo, la consapevolezza dei sogni nei bambini tende aumentare, così come migliora la complessità e si arricchisce il simbolismo, tanto che l’interpretazione onirica tradizionalmente utilizzata per gli adulti può essere impiegata anche con loro.

A partire dagli 8 anni, e fin verso l’adolescenza, gli incubi, fortemente presenti nella primissima infanzia, tendono a rarefarsi, rappresentando solo 1/3 del totale dei sogni dei bambini.

Il sognatore, in questa fase, oltre a visualizzare proiezioni elaborate della propria quotidianità di cui al risveglio sa rendersi conto, riesce ad effettuare anche l’operazione contraria: di giorno, si rende conto di come il quotidiano (e i media che lo invadono) possa condizionare i suoi sogni. È tipico osservare un bambino evitare un’immagine particolarmente cruda, spaventosa o violenta, specie a tarda sera, prima di andare a letto, consapevole come questa possa essere rielaborata di notte in forma di incubo; questo meccanismo contribuisce alla costruzione dei tanto agognati “bei sogni”.

Источник: https://www.simbolisulweb.it/sogni/sogni-bambini-mondo-onirico-la-crescita-la-nascita/

Come interpretare i sogni dei bambini

I sogni dei bambini

I bambini sognano da quando sono nella pancia della mamma. Ma quando hanno un incubo come si può aiutarli a superarlo? Lo abbiamo chiesto a due esperte che ci hanno aiutato a capire

I sogni dei bambini

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Farsi cullare dalla voce di mamma o papà e poi cadere tra le braccia di Morfeo. Un dolcissimo regalo che tutti i genitori (anche quelli stonati) dovrebbero fare ogni giorno ai loro bambini. Ecco…

Come sognano i bambini

«I sognidei bambini possono essere considerati chiari, semplici, ma con emozioni forti – ha spiegato Viola Rinelli.

Il bambino ruba dalla realtà di tutti i giorni ogni immagine ma, a differenza degli adulti, che hanno già una personalità strutturata e un livello cognitivo ormai evoluto, non ha tutti gli strumenti per elaborare l'esperienza del reale».

Nello specifico, i sogni dei piccoli sono spesso legati a bisogni primari, «hanno quindi a che fare con la cura, con il cibo: fino circa ai tre anni, sono immagini collegate alla corporeità.

Nonostante questa semplicità e trasparenza, quello che sogna il bambino può essere interpretato a livello simbolico collettivo. Si può cioè collegare a ogni elemento sognato dal bambino una spiegazione simbolica».

Quando poi cresce, dai sei anni in avanti, «il sogno si evolve e diviene un modo per rielaborare qualcosa che si è vissuto in un passato recente inserendolo all'interno delle conoscenze e della storia della persona che sogna – aggiunge Nicoletta Massone, psicoterapeuta a Genova presso il Consultorio CSTCS e docente presso la Scuola di Psicoterapia Comparata. In altre parole, si riscrive ciò che accade ogni giorno usando un linguaggio più comprensibile e familiare».

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Costruire un acchiappasogni partendo da alcuni ramoscelli secchi? Basta usare un po' di fantasia! Secondo la tradizione indiana, gli acchiappasogni aiutano a scacciare gli incubi e a conciliare…

I sogni ricorrenti

«A livello generale, si possono fare alcune riflessioni riguardanti i sogniche i bambini fanno più spesso – riprende Massone – anche se per un'analisi più approfondita è necessario considerare la situazione di vita del sognatore e le sue associazioni al sogno».

  1. Sognare di volare
    «Questo tipo di sogno è legato al desiderio di andare oltre i limiti della condizione umana, rappresenta la liberazione da ogni vincolo senza sentire alcuna fatica».
  2. Rimanere paralizzati
    «Rappresenta, in realtà, una condizione fisica propria dei muscoli durante la fase REM del sonno: viene a mancare la stimolazione di alcune fasce muscolari, e ciò ci fa avere la sensazione di non poterci muovere al risveglio dell'incubo».
  3. Mostri e delle streghe
    «Sono la rappresentazione simbolica delle persone che si comportano in modo duro o inaspettato con i bambini: come una maestra o dei genitori che li sgridano. Il bambino reagisce a questi simboli segnalando che sta vivendo un momento di stress». Aggiunge la dottoressa Massone, «In questi casi sarà sufficiente spiegargli il motivo per cui lo si è sgridato per rassicurarlo».
  4. Essere nudi
    «Associato all'incubo di andare in bagno di fronte a tutti, sono simboli di un senso di esposizione e di inadeguatezza. Questa sensazione può presentarsi quando avviene una trasformazione o un cambiamento, ad esempio l'inizio della scuola. Anche in questo caso, è bene rassicurare i piccoli per spiegargli che i cambiamenti richiedono tempo e pazienza per essere assimilati».

Perché si fanno gli incubi

La distinzione tra sogni felici e incubi è netta: spesso ci si ricorda meglio i secondi per quanto spaventano, soprattutto quando l'incubo è ricorrente.

Nei bambini, spiega la dottoressa Rinelli, accade questo: «assorbono tutti gli stimoli, soprattutto visivi con molta più facilità dell'adulto che sa fare una scelta tra i contenuti: “questo mi piace”, “questo non mi interessa”, “questo è vero”, “quest'altro è falso”. Per il bambino è tutto vero e buono ciò che gli viene proposto sia a livello visivo, sia a livello uditivo».

Il piccolo non riesce a gestire completamente tutte queste informazioni: vengono quindi ingigantite durante il sonno. Ciò che accade si può paragonare a una valanga di informazioni che possono sopraffare la mente dei bambini, creando paure.

«La televisione, e gli altri media in generale, giocano qui un ruolo fondamentale: il bambino attinge più immagini di quanto riesca effettivamente a elaborarne.

Registra tutto ciò che giunge ai suoi occhi e interiorizza questo come esperienza del reale, senza avere nessun tipo di filtro».

Ecco perché è importante che «Il genitore eviti stimoli che possano procurare un'esperienza di paura che si può riproporre nel sogno».

Cosa fare se il bimbo fa un brutto sogno

«Quando il bambino fa un incubo, si deve cercare di capire che cosa sia successo, chiedendogli di raccontare o di disegnare cosa ha sognato».

Per estrapolare i contenuti simbolici del sogno, può aiutare molto anche il gioco: «Inseguimenti, scontri tra mostri feroci, battaglie con personaggi che si scontrano, ma che non trovano mai risoluzione: sono tutti segnali di come il bambino può vivere un determinato periodo o una situazione».

L'importante, comunque, è non spaventarsi. «Un brutto sogno non è la realtà – conclude la dottoressa Massone – ma bisogna interpretarlo come una specie di favola attraverso cui i bambini cercano di rendere meno spaventose le cose brutte che gli accadono nelle loro giornate. I sogni, infatti, rendono più familiare ciò che ci succede nella vita, anche se negativo».

Ecco perché non bisogna spaventarsi quando i piccoli fanno degli incubi: nella maggior parte dei casi, basterà ascoltarli per rassicurarli.

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bambino/psicologia/come-interpretare-sogni-bambini

Sogni dei bambini: a cosa è importante prestare attenzione?

I sogni dei bambini

Da sempre l’uomo è stato affascinato dal mondo dei sogni. Fin da tempi antichissimi, l’uomo ha attribuito ai sogni un significato magico. Dapprima, infatti, si credeva che i sogni potessero predire il futuro. Già Omero, nel IX secolo a. C.

parlava dei sogni come potenti strumenti per annunciare la verità. Con il tempo, invece, gli uomini si sono accorti che i sogni hanno un ruolo diverso. I sogni, infatti, possono rivelare molto di noi, dei nostri vissuti e delle nostre emozioni.

E questo vale anche per i sogni dei bambini.

Come i disegni dei bambini, anche i sogni hanno sempre affascinato e destato interesse e curiosità. Essi sembrano degli strumenti utili per scoprire le parti più nascoste di noi, che fatichiamo a far affiorare alla nostra coscienza.

Ma è davvero così? Sicuramente i sogni hanno un significato e, contestualizzati, possono offrire numerosi spunti di riflessione. Questo è possibile non solo per gli adulti, ma anche nei piccoli.

I sogni dei bambini, infatti, possono essere un interessante spunto di riflessione per conoscerne desideri, timori ed emozioni.

COME SONO I SOGNI DEI BAMBINI?

I bambini sognano tantissimo. Alcune ricerche dimostrano che i bambini sognano di più dei grandi. Rispetto agli adulti, infatti, i piccoli sembrano sognare in maniera più consistente.

La difficoltà risiede, però, nella capacità di esprimere a parole quello che si è sognato.

Soprattutto quando sono molto piccoli, infatti, i bimbi non hanno le abilità cognitive e linguistiche per esprimere ciò che hanno sognato durante il sonno.

Appena nati, i bambini trascorrono più di due terzi della loro quotidianità dormendo. I sogni, contrariamente a quello che succede negli adulti, iniziano appena ci si addormenta. Spesso, inoltre, proseguono fino a quando ci si sveglia. Da piccolissimi, la fantasia del sogno si mescola con la realtà. Il confine tra questi due mondi è molto sottile.

A partire dai tre anni i bambini sviluppano le capacità cognitive e linguistiche per riuscire a raccontare meglio i sogni. Si tratta, prevalentemente, di immagini, che spesso compaiono in un’unica scena.

Nei sogni dei bambini di quell’età i particolari sono scarsi. Andando avanti con lo sviluppo, i sogni dei bambini si complessificano. Diventano più dinamici e ricchi di dettagli.

Anche le connotazioni emotive diventano più sfumate, adeguandosi alle capacità cognitive ed emotive del piccolo.

COSA CI DICONO I SOGNI DEI BAMBINI?

Come per il disegno, non è possibile pensare che i sogni dei bambini abbiano un’interpretazione univoca. A una  determinata immagine non corrisponde un unico significato.

Occorre, invece, inserire i sogni nel contesto di vita del bambino e fare riferimento alle emozioni collegate. Sognare un lupo, ad esempio, può essere sia fonte di angoscia che rappresentare un’avventura fantastica.

E’ importante, infatti, considerare la percezione del sogno da parte del bimbo e il suo stato d’animo. Anche l’età in cui viene fatto un determinato sogno è un elemento centrale da considerare.

I sogni dei bambini possono dare molte informazioni sul loro benessere e sul loro stato emotivo. Spesso rappresentano, attraverso immagini e simboli,  ciò che tocca in profondità i bimbi e ciò che faticano a gestire durante il giorno.

I sogni dei bambini hanno solitamente un nesso con la vita diurna. Essi, infatti, sono più diretti di quelli degli adulti.

I sogni possono nascere da attività che si sono svolte durante la giornata e da emozioni associate a qualche situazione particolare che stanno vivendo.

SOGNI DEI BAMBINI: A COSA PRESTARE ATTENZIONE?

Come già detto, non è possibile determinare in maniera univoca il significato di un sogno. E’ importante, invece, collocarlo nella storia di vita del bimbo e, in particolar modo, nel momento attuale che sta affrontando.

I sogni dei bambini possono diventare uno strumento utile per conoscere più di loro stessi.

Essi possono trasformarsi in uno strumento di dialogo prezioso, che permette di avvicinarsi ai loro vissuti e alle loro emozioni.

Cosa è importante considerare? Ecco a cosa è possibile prestare attenzione quando si parla di sogni dei bambini.

  • IMMAGINI PRINCIPALI. Può essere utile capire quali dettagli del sogno spiccano maggiormente, sia per frequenza che per enfasi con cui il bambino lo racconta. Lo strumento che noi abbiamo a disposizione non è il sogno, ma il racconto che il bambino ne fa.
  • EMOZIONI. L’attenzione deve essere posta sulle emozioni che traspaiono nel racconto del sogno. Uno stesso evento, infatti, può elicitare emozioni differenti. Anche l’intensità delle emozioni provate è un aspetto interessante a cui prestare attenzione.
  • RUOLO. Può rivelarsi interessante vedere se il bimbo è presente nel sogno, e il ruolo che assume. Il bimbo, ad esempio, ne è il protagonista e il sogno è vissuto in prima persona? A contrario, il bambino si vede come spettatore esterno, che assiste in maniera passiva agli eventi?
  • FREQUENZA. La forza di un sogno può esprimersi nella sua frequenza. Alcuni sogni, infatti, possono essere ricorrenti e presentarsi per diverso tempo. In questo caso potrebbe trattarsi di un momento di empasse che il piccolo sta vivendo, che merita maggiore attenzione.

SOGNI NEI BAMBINI: QUANDO SI TRATTA DI INCUBI NOTTURNI

Ci sono dei sogni che, per il loro contenuto, possono spaventare molto i bambini. Si tratta dei cosiddetti incubi notturni, spesso fonte di preoccupazione per i piccoli.

A volte i bambini sono talmente spaventati dai brutti sogni che temono addirittura di addormentarsi e cercano con tutte le loro forze di rimanere svegli. Gli incubi notturni sono fisiologici durante la crescita.

Quando, però, diventano molto frequenti e talmente intensi da spaventare eccessivamente i bambini, occorre cercare di capire cosa sta succedendo.

I SOGNI DEI BAMBINI COME SPUNTO DI RIFLESSIONE

I sogni, dunque, possono rivelarsi utili per avvicinarci al mondo dei bimbi. Si può prendere l’abitudine, ad esempio, di condividere i propri sogni, confrontandosi e parlandone. Oppure, si può provare a disegnarli, utilizzandoli come spunti per inventare storie o per cambiarne il finale.

Diventando più grandi, inoltre, si può invitare il piccolo ad attribuire un suo personale significato al sogno. Questo può aiutare i bimbi a riflettere su alcuni aspetti della loro persona e della loro vita. Ovviamente, tutto ciò può essere fatto solo con sensibilità, rispettando l’individualità di ciascun bimbo.

DOTT.SSA ANNABELL SARPATO

Источник: https://www.annabellsarpato.com/sogni-dei-bambini/

Gravidanza
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