I pro e contro dei compiti a casa

Compiti a Casa Pro e Contro

I pro e contro dei compiti a casa

Compiti a casa pro e contro: è il perenne dibattito tra genitori, insegnanti e pedagogisti

Compiti a casa pro e contro

Continua il dibattito, non solo italiano, su pro e contro dei compiti a casa. Sempre più spesso in rete e sui social vengono pubblicati e condivisi pareri e missive dei genitori che dichiarano di essere apertamente contrari ai compiti a casa e qualcuno scrive direttamente agli insegnanti per affermare che i propri figli non faranno più i compiti.

E' quello che è accaduto qualche giorno fa su , dove la scrittrice Bunmi Laditan ha pubblicato un post nel quale condivideva con i suoi follower una emal che aveva appena mandato alla scuola di sua figlia nella quale dichiarava che la bambina aveva chiuso con i compiti a casa.

Mia figlia è a scuola dalle 8.15 della mattina alle 4 del pomeriggio tutti i giorni”, spiega la mamma, “quindi qualcuno può spiegarmi perché deve fare i compiti per altre due o tre ore ogni sera? Fare i compiti fino alle 6.30, poi cenare e rilassarsi per un'ora prima di andare a letto che senso ha?

scrive Bunmi, che ribadisce che il temo impiegato per fare i compiti a casa, fino l'imbrunire, dopo otto ore passate a scuola finiscono con l'impedire alla sua bambina di 10 anni di vivere il suo rapporto con i fratelli, con la famiglia, le impediscono di giocare, rilassarsi, e in generale di essere semplicemente una bambina.

Il post di Bunmi è stato condiviso decine di migliaia di volte e ha scatenato un acceso dibattito sull'effettiva utilità di fare i compiti a casa.

Bunmi, ad esempio, cita come esempio la Finlandia, nota per essere uno dei Paesi che vantano uno dei modelli scolastici migliori del mondo, e dove i compiti a casa non sono previsti.

Ma davvero i compiti a casa sono dannosi?

Se lo chiede una mamma come tante altre che ha un bambino a scuola a tempo pieno. Anche lui esce alle quattro tutti i giorni e le maestre assegnano compiti a casa. Tuttavia per noi questa mole di lavoro a casa non ha rappresentato, almeno fino ad ora, un impedimento per il gioco, lo sport o il riposo.

Le maestre non assegnano mai i compiti per il giorno dopo, ma distribuiscono le cose da ripetere e gli esercizi da fare su più giorni, addirittura a volte per la settimana successiva, e in questo modo riusciamo tranquillamente ad organizzarci per dedicare ai compiti qualche ora durante la settimana o il fine settimana.

Si tratta, per quanto mi riguarda, di ore che non vengono sottratte allo sport, alla lettura per puro piacere, al gioco o al riposo, ma magari ai videogiochi, che pure trovano il giusto spazio nella vita di mio figlio.

Detto questo si sprecano i pareri sull'efficacia e la validità dei compiti a casa

Contro i compiti a casa

Esistono dei veri e propri movimenti di genitori che combattono per cancellare i compiti.

Maurizio Parodi, insegnante e genitore, ha addirittura aperto una petizione su Change per dire basta ai compiti e per abolirli visto che, secondo lui e i suoi sostenitori, sono inutili e anche dannosi.

Ad essere da sempre contrario ai compiti è anche il pediatra Italo Farnetani che da anni porta avanti una battaglia per ridurre il carico del lavoro da fare a casa e per eliminare del tutto i compiti per le vacanze.

Gli svantaggi dei compiti a casa sarebbero:

  • un eccessivo carico di compiti rischia di annoiare il bambino e ridurre il suo naturale desiderio di apprendimento;
  • i compiti allontanano i bambini dall'amore per la scuola e riducono il tempo che si può spendere giocando riposandosi e facendo sport.

I pro dei compiti a casa

Molti pediatri e pedagogisti sono, però, a favore dei compiti a casa.

Secondo Anna Maria Roncoroni, psicologa e Presidente dell’Associazione Italiana per lo Sviluppo del Talento e della Plusdotazione, ad esempio servono a sviluppare la concentrazione, un'abilità che si rivela molto utile man mano che si cresce e aumentano gli impegni, inoltre servono a fissare ed assimilare meglio ciò che si è fatto in casa.

Possiamo sintetizzare così i vantaggi dei compiti a casa:

  • aiutano il bambino ad organizzarsi in modo autonomo sui tempi e sui compiti da fare cose che in classe non può fare visto che si è in gruppo e c'è il sostegno della maestra;
  • fanno sì che si possano ripetere nozioni orali che in classe non si è riusciti ad assimilare;
  • ci si esercita con la lettura perché in classe non tutti riescono a leggere a voce alta tutti i giorni;
  • si apprende un metodo di studio che tornerà utile quando si andrà avanti negli anni scolastici.

Resta il fatto che per molti genitori i compiti siano un problema.

Se i bambini non si abituano sin dai primi anni di scuola ad assumersi un impegno e a svolgere un compito in modo autonomo, organizzandosi con i tempi e le modalità, finisce che il carico del compiti venga scaricato sulle spalle dei genitori.

Insomma, forse gran parte delle polemiche riguardanti i compiti (soprattutto alle elementari) riguarda più i genitori che i figli, che sono costretti a passare i pomeriggi sui libri insieme ai figli, annoiati e svogliati.

Di certo è fondamentale trovare il giusto equilibrio e non esagerare con i compiti.

Se un bambino ha passato otto ore a scuola è impensabile che ne debba passare altre tre sui libri una volta tornato a casa, ma se gli insegnanti distribuiscono l'assegno su una settimana allora può essere un'attività utile perché i bambini imparano ad anticiparsi, organizzarsi i tempi, gestire le loro piccole responsabilità senza stress.

Inoltre i compiti a casa non dovrebbero essere ripetitivi, ma al contrario, interessanti, facili, stimolanti.

I Compiti a Casa di Ieri e di Oggi: Video

Anche noi siamo state bambine e i compiti a casa sono sempre stati una gatta da pelare. Ora è il turno dei nostri figli a cui daremo tutto il nostro supporto.

È imporante però tenere a mente quanto debbano, con il tempo, imparare ad essere autonomi nello svolgimento dei compiti.

 Mammansia in questo video saprà come raccontarci questo aspetto in maniera briosa e divertente!

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/nido-asilo-e-scuola/compiti-a-casa-pro-contro.html

Compiti a casa: qual è la loro funzione?

I pro e contro dei compiti a casa

Negli ultimi anni si è dibattuto molto sui vantaggi e svantaggi dell’assegnare i compiti a casa. Più compiti equivale a più apprendimento? La questione è controversa. Vediamo quali sono le tesi a favore e contro la consuetudine di assegnare i compiti a casa ai bambini.

Secondo gli ultimi dati offerti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, gli studenti italiani sono tra i più stressati d’Europa. Le statistiche presenti nello studio quadriennale HBSC (The Health Behaviour in School-aged Children) fanno riferimento alle ore dedicate ai compiti a casa e situa il nostro paese in una posizione critica.

Attualmente sono in corso diverse ricerche sull’argomento. Le domande fondamentali sui cui si concentrano sono: quale finalità hanno i compiti a casa? Più quantità si traduce in una migliore qualità dell’apprendimento? Un maggiore coinvolgimento dei genitori aumenta il rendimento dei ragazzi?

Troppi compiti a casa aumentano i livelli di stress dei bambini

Perché si assegnano i compiti a casa?

Capire il significato dei compiti extra da svolgere a casa è fondamentale per valutarne l’utilità. Possiamo vedere la questione da due punti di vista: compiti per consolidare quello che è stato appreso o per completare la giornata scolastica.

Il primo aspetto si riferisce al fatto che per consolidare l’apprendimento o la meccanica di nuove abilità, i bambini devono esercitarsi. I compiti sono il modo migliore per riuscirci.

Lo sforzo individuale è basilare, soprattutto quando il bambino si trova in una fase chiave dello sviluppo linguistico, ad esempio quando sta imparando a leggere.

In questo caso, esercitarsi da solo è l’unico modo che gli permette di acquisire conoscenze e fare progressi graduali.

Una seconda posizione vede nei compiti svolti a casa una continuazione di quanto visto a scuola lo stesso giorno. Vale a dire, gli esercizi servono a concludere e a capire meglio gli argomenti affrontati in classe.

Questo secondo punto di vista viene talvolta interpretato dalle associazioni dei genitori come un fallimento del sistema educativo. Insomma, gli insegnanti non hanno mezzi sufficienti per concludere il ciclo formativo e sono obbligati a sovraccaricare i ragazzi di compiti che avrebbero dovuto svolgere a scuola.

Qual è il momento migliore per i compiti?

Il momento ideale sarebbe durante l’orario scolastico. In questo modo, i bambini potrebbero dedicare il pomeriggio ad attività sportive, culturali o ricreative tanto importanti quanto la scuola. Ricordiamo che più la stimolazione del bambino è ricca, più contribuisce al suo sviluppo come adulto completo.

Allo stesso tempo, i compiti da svolgere in orario extrascolastico obbligano i bambini a imparare a organizzarsi e pianificare il lavoro. Cosa utile, perché ripetere questa routine stimola a poco a poco l’interiorizzazione di valori come lo sforzo, la costanza, l’impegno personale.

Dedicare più tempo ai compiti a casa è sempre positivo?

Il tempo è relativo. In generale, tuttavia, non conviene impegnare il bambino fino a sovraccaricarlo. Per quanto possa sembrare positivo, il sovrallenamento è controproducente, non solo in ambito scolastico, ma in tutti gli aspetti intra- e intepersonali della scuola.

Occorre considerare, inoltre, che con l’aumentare dell’età, aumenta anche il numero di ore dedicate allo studio. Per i più piccoli, mezz’ora al giorno dovrebbe essere sufficiente. Si tratta di un tempo ottimale per ripassare le informazioni acquisite a scuola.

È anche opportuno stabilire un tempo limite per terminare i compiti. In questo modo il bambino non perde tempo con le distrazioni e le scuse, e migliora il controllo dell’attenzione.

Un maggiore coinvolgimento dei genitori equivale a un maggiore rendimento?

Non è detto. I genitori dovrebbero stare vicini al bambino, nel caso in cui abbia un dubbio, non riesca a organizzarsi o necessiti di una correzione. Non è positivo, invece, sedersi accanto al bambino e accompagnarlo per tutta la durata dei compiti.

I compiti a casa sono responsabilità dei bambini, non dei genitori. Sono loro che devono imparare a lavorare in modo autonomo e a portare a termine i propri impegni.

In definitiva, fare i compiti fa bene ai più piccoli, in termini di acquisizione del senso di responsabilità. Non si tratta, quindi, di  svolgere una buona prestazione in sé, ma piuttosto di acquisire una disciplina, a poco a poco e fin dalla più tenera età.

È importante che sin da piccoli si abituino ad avere piccoli incarichi e che imparino a organizzarsi. I compiti a casa sono l’unico modo che hanno per imparare il senso del dovere attraverso l’esperienza e la pratica.

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Источник: https://lamenteemeravigliosa.it/compiti-a-casa-funzione/

Gravidanza
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