I pericoli della sabbia per i bambini

Contents
  1. Infezioni da sabbia: precauzioni per i bambini in spiaggia
  2. I pericoli della sabbia
  3. L’impetigine
  4. La tigna
  5. I pidocchi
  6. Le verruche
  7. Le infezioni gastroenteriche
  8. Precauzioni per i bambini in spiaggia
  9. Al mare col cane: pericoli e consigli
  10. IL CALDO
  11. IL SOLE
  12. ATTENZIONE ALL’ACQUA
  13. LA SABBIA
  14. ULTERIORI RACCOMANDAZIONI
  15. Come portare i bambini in spiaggia senza rischi
  16. Quali sono i vantaggi del portare il bimbo in spiaggia…
  17. …e quali gli svantaggi
  18. L’ingresso in acqua
  19. Cosa portare assolutamente in spiaggia
  20. Sabbia contaminata, quando chiamare immediatamente un medico
  21. Il bambino mangia la sabbia, pericolo corpi estranei
  22. Il bambino mangia la sabbia, presidi anti-ingestione
  23. Il bambino mangia la sabbia perché l’atto di portate alla bocca ciò con cui ha a che fare è per lui un istintivo atto di scoperta
  24. Per il bambino che mangia la sabbia contaminata da alimenti avariati sussistono pericoli?
  25. Il mio bambino mangia la sabbia, la nonna siche che lo fa perché ha una carenza di minerali – sfatiamo le credenze non proficue e sbagliate
  26. Il bambino mangia la sabbia e la mamma urla o va visibilmente in ansia. Il panico della mamma non aiuta, ecco perchè:
  27. Il bambino mangia la sabbia, che cosa si può fare
  28. Può essere dannoso mangiare non la sabbia, ma eventuali corpi estranei presenti nella sabbia
  29. Mangiare la sabbia può essere il segnale di una carenza?
  30. Perché i bambini mangiano la sabbia?
  31. I 4 consigli della psicologa per evitare che mangi la sabbia:
  32. 7 modi in cui la spiaggia può essere pericolosa per i bambini
  33. 2. Troppe persone
  34. 3. Shore Breaks
  35. 4. Meduse, razze e squali
  36. 5. Inquinamento idrico e detriti
  37. 6. Calore e sole
  38. 7. Fioriture algali nocive

Infezioni da sabbia: precauzioni per i bambini in spiaggia

I pericoli della sabbia per i bambini

Di Anna Franceschi | Giovedì 20 luglio 2017

  • Estate con i bambini
  • Evergreen
  • Malattie
  • Mamma
  • Vacanze in famiglia

Tempo di mare e purtroppo anche tempo di infezioni da sabbia. Ma niente paura! Esistono delle precauzioni per i bambini in spiaggia per farli giocare liberamente tra la sabbia senza ansie.

Per un’estate con i bambini senza preoccupazioni bisogna quindi ricordare che non dobbiamo proteggerli solo dai raggi solari ma anche dai pericoli nascosti nella sabbia.

Vediamo allora come fare per difenderli dalle insidie che potrebbero compromettere le vacanze al mare.

I pericoli della sabbia

Giocare a lungo nella sabbia può portare a due tipi di problemi: infezioni o irritazioni.

Le irritazioni possono essere provocate dalla consistenza granulosa della sabbia che va ad agire sulla pelle resa delicata dal sudore o dall’umidità dell’acqua del mare.

Le irritazioni possono insorgere anche per via degli acari e dagli insetti che vivono nella sabbia che, causando prurito, portano il bambino a grattarsi e ad una conseguente infezione.

La spiaggia è anche un luogo ricco di di germi e batteri perché frequentato da persone e animali che possono trasmettere le loro infezioni alla sabbia.

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L’impetigine

L’impetigine è un’infezione batterica superficiale della pelle che nasce a causa di stafilococchi o streptococchi, batteri che vivono anche nella sabbia e che possono entrare in circolo grazie al semplice contatto oppure attraverso piccole ferite o escoriazioni della pelle.Si manifesta sotto forma di chiazza rotonda infetta e vescicole che poi si ricoprono di croste e va curata con una pomata antisettica e antibiotica da applicare fino alla scomparsa delle lesioni.

Il bambino che contrae l’impetigine è molto contagioso e vanno quindi seguite tutte le normali regole di igiene per evitare che la malattia si propaghi anche all’interno della famiglia, utilizzando un asciugamano diverso, bendando le lesioni, lavandogli spesso le mani e accertandosi che non possa toccarsi le ferite.

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La tigna

La sabbia può dare origine anche alla tinea, chiamata anche tigna, un’infezione micotica che si manifesta sulla pelle del corpo con eruzioni o rigonfiamenti rossi a forma di uno o più anelli.La tigna è molto contagiosa e può anche colpire il cuoio capelluto provocando la caduta dei capelli.

Questa infezione si cura con l’utilizzo di pomate antimicotiche da applicare sulle lesioni fino alla loro scomparsa.

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I pidocchi

La sabbia può nascondere anche i pidocchi se vi ha sostato un bambino colpito da questi parassiti. Occorre quindi tenere sotto controllo la testa dei piccoli e se ci si accorge della presenza di uova o dei pidocchi adulti si deve effettuare un trattamento ovocida e pediculocida che generalmente consiste in una lozione, uno shampoo e una polvere.

Le verruche

Le verruche sono un’infezione diffusa in piscina ma anche al mare. Camminare a piedi nudi comporta l’esposizione all’infezione che si contrae con il semplice contatto. Escrescenze dure e callose, le verruche devono essere curate con farmaci specifici oppure mediante un piccolo intervento di diatermocoagulazione o con il laser.

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Le infezioni gastroenteriche

Uno studio ha rilevato che i bambini che giocano nella sabbia hanno il 44% di rischio in più di contrarre malattie gastrointestinali rispetto a coloro i quali non l’hanno fatto.

La causa principale delle infezioni gastroenteriche sono gli escrementi degli animali che portano alla presenza nella sabbia di batteri come l’Enterococcus e l’Escherichia coli.

I sintomi che si manifestano dopo aver contratto il batterio sono forti dolori addominali, diarrea molto liquida, sangue nelle feci, febbre, nausea, vomito e spossatezza. In queste situazioni è facile entrare in una condizione di disidratazione da contrastare bevendo molta acqua oppure nei casi più gravi, consigliamo di portare il bambino all’ospedale.

Precauzioni per i bambini in spiaggia

E’ comunque possibile adottare delle precauzioni per prevenire le infezioni in spiaggia:

  • Lavare bene il bambino dopo che ha giocato nella sabbia utilizzando un prodotto disinfettante delicato
  • Tenere il bambino asciutto grazie ad un asciugamano di cotone
  • Impedire al bambino di mettere le mani in bocca mentre gioca con la sabbia
  • Far indossare costume (o pannolino) e ciabattine al bambino mentre gioca
  • Tagliare le unghie del bambino e tenergliele pulite per evitare che lo sporco rimanga sotto
  • Cambiare costume e pannolino dopo che ha giocato nella sabbia o nell’acqua
  • Far indossare al bambino le ciabattine soprattutto quando ci si deve recare al bar, alle docce o ai servizi igienici
  • Curare le punture di insetto e le dermatiti in modo che il bambino non si gratti
  • Ogni sera controllare la pelle del corpo e la testa del bambino alla ricerca di possibili segni di infezioni

E’ bene comunque ricordare che oltre ai bambini, anche gli adulti possono incorrere in questo genere di infezioni, soprattutto nel caso di persone anziane e persone con difese immunitarie basse. Anche i grandi devono quindi controllare di non aver sviluppato dermatiti o infezioni provocate dalla permanenza sulla sabbia, soprattutto nei punti dove sono presenti piccole ferite o escoriazioni.

In ultimo vi ricordiamo che sarebbe meglio far indossare dei sandali ai bambini poiché la sabbia può nascondere anche oggetti pericolosi come frammenti di vetro, conchiglie rotte, spine o altre cose che potrebbero tagliare i loro piedini.

Источник: https://www.pourfemme.it/articolo/infezioni-da-sabbia-precauzioni-per-i-bambini-in-spiaggia/224403/

Al mare col cane: pericoli e consigli

I pericoli della sabbia per i bambini

Sole, spiaggia, profumo di salsedine, lunghe passeggiate in riva al mare, sonnellini sotto l’ombrellone… Se questa è la tua vacanza ideale e hai deciso di andare al mare col cane, in questo quinto articolo della rubrica “In vacanza con Fido” NaturoPet ti mette in guardia sui potenziali pericoli e ti da qualche consiglio perché possa essere per voi un’esperienza indimenticabile e non una “vacanza da cani” con frequenti visite dal veterinario.

Iniziamo con una premessa fondamentale: sia che andiate in una spiaggia libera, sia che tu abbia scelto uno stabilimento balneario dog-friendly, un cane in spiaggia non può MAI essere lasciato solo ma occorre sorvegliarlo, esattamente come si fa con i bambini piccoli! Esistono infatti potenziali pericoli per i cani che molto spesso noi umani sottovalutiamo, ma a cui invece dobbiamo prestare particolare attenzione.

Innanzitutto non tutti i cani amano entrare in acqua! Qualcuno è un provetto nuotatore, altri si spingono solo finché “toccano”, altri ancora addirittura la temono.

Quindi, soprattutto se il tuo cane è alla prima esperienza al mare, lascia che sia libero di scegliere come approcciarsi, rispetta i suoi tempi e soprattutto evita di scaraventarlo in acqua, anche se il nonno, la zia o l’amico di turno ti hanno detto che “tutti i cani sanno nuotare”.

Questo, anzitutto, è falso!!…  ma comunque, un approccio non rispettoso del cane può venir vissuto come un trauma, e l’ansia che sperimenta può addirittura impedirgli di mettere in atto quei comportamenti motori necessari perché resti a galla (come avviene per noi umani, del resto!).

Tutti i cani possono imparare a nuotare, ma solo se messi nella condizione emotiva di poterlo fare.

IL CALDO

Il caldo è il primo nemico del cane. Non solo al mare, ovunque. Proteggerlo dal caldo rappresenta quindi un imperativo, poiché il rischio è il colpo di calore, emergenza da non trascurare ed evento tutt’altro che infrequente!

In spiaggia quindi tieni il tuo cane all’ombra, meglio ancora se in una zona ventilata.

Lasciagli sempre dell’acqua fresca a disposizione e ogni tanto bagnagli le ascelle per rinfrescarlo e aiutarlo così ad abbassare la temperatura del corpo.

Puoi anche pensare di utilizzare un tappetino rinfrescante, che certamente gli darà un gradito sollievo.

A questo proposito, tieni presente che se il tuo cane non ama nuotare o ha paura dell’acqua, significa che non ha la possibilità di rinfrescarsi entrando in mare; evita quindi di fargli fare sforzi fisici sotto il sole! Niente gioco a frisbee sulla spiaggia, insomma, niente corse né salti, metti via le palline e tutti i giochi che hai portato per lui. Le temperature elevate, unite allo sforzo fisico, aumentano infatti la possibilità che si verifichi un colpo di calore, che altro non è che un rapido ed improvviso aumento della temperatura corporea.

I sintomi sono eccessiva agitazione, bava alla bocca, respiro affannoso, stanchezza, debolezza e, nei casi più gravi, crisi convulsive, collasso, coma… fino ad arrivare alla morte. Ricorda: è una vera e propria emergenza e come tale va trattata!

Una menzione particolare per i cani brachicefali, ovvero quei cani con il muso schiacciato (Carlino, Bulldog, ecc…): a causa della loro conformazione, respirano con maggior fatica rispetto ai cani di altre razze, quindi, non riuscendo ad ansimare correttamente, faticano ad abbassare la loro temperatura corporea e di conseguenza sono più soggetti al rischio di arrivare ad un colpo di calore. Le alte temperature sono davvero pericolose per loro.

Il nostro consiglio? Se il tuo cane è tra questi, d’estate non portarlo in spiaggia; ed evita le uscite sotto il solleone: portalo a passeggio nelle ore più fresche della mattina e della sera.

Oltre al colpo di calore, un altro pericolo legato al caldo estivo è la comparsa dei cosiddetti “hot spot”, lesioni cutanee rosse, umide e con il pelo circostante ammassato.

Le cause possono essere diverse, ma certamente il caldo e l’umidità rappresentano un fattore di rischio, in quanto non consentono una buona ventilazione del mantello.

Può essere utile spazzolare tutti i giorni il cane e, d’estate, sfoltire il pelo soprattutto nelle zone in cui è più denso.

IL SOLE

Come proteggiamo la nostra pelle dai raggi U.V.A. per evitare di bruciarci, lo stesso discorso può valere per alcuni cani, soprattutto quelli dal mantello chiaro, quelli a pelo corto (o eccessivamente tosati), oppure i cani albini, o quelli con problemi dermatologici o pelle sensibile.

In generale, il nostro consiglio è innanzitutto di non tosare troppo il tuo cane, poiché il mantello rappresenta una protezione naturale dai raggi solari, e poi di usare anche per lui la crema solare: puoi sceglierne una specifica per animali oppure una crema solare per bimbi, meglio senza conservanti né soprattutto profumi.

ATTENZIONE ALL’ACQUA

L’acqua di mare contiene sale in grande quantità (circa 40g per litro) e se bevuta dal cane può provocare disturbi gastro-intestinali più o meno gravi a seconda della quantità ingerita.

Non è raro che i cani bevano un po’ di acqua di mare (magari involontariamente) e che poco dopo manifestino conati di vomito o episodi di diarrea.

Spesso si tratta di cani inesperti, alle loro prime esperienze acquatiche (oppure di quelli che nuotano con troppa foga per l’eccitazione), quindi il più delle volte si tratta di episodi circoscritti e passeggeri, il cane impara a non bere e il tutto si risolve.

Ma purtroppo può anche capitare che il cane, soprattutto se di piccola taglia, ne beva così tanta da provocare una vera e propria intossicazione da sale (ipersodiemia).

Come te ne puoi accorgere? Per esempio se all’uscita dall’acqua lo vedi apatico e particolarmente spossato. In questo caso dagli subito dell’acqua dolce in modo da diminuire la concentrazione salina nel suo corpo.

Altri sintomi sono vomito, diarrea, febbre, inappetenza e, nei casi gravi, compaiono anche sintomi neurologici (convulsioni e/o comportamento anomalo).

Se è così, rivolgiti immediatamente ad un veterinario che lo idraterà con una flebo al fine di eliminare il più velocemente possibile il sale presente nel suo corpo.

Un altro pericolo dell’acqua di mare è che il sale, depositandosi sulla cute e sul manto del cane, possa provocare dermatiti e fastidiosi pruriti. Per evitare questi disturbi cutanei basterà sciacquare abbondantemente ed accuratamente il manto con acqua dolce alla fine della giornata in spiaggia, accertandosi di aver levato tutto il sale e tutta la sabbia.

Attenzione alle otiti!! L’acqua che entra nel condotto uditivo durante un bagno in mare può favorire la proliferazione di microorganismi e agenti infettivi, in quanto l’ambiente caldo e umido è un habitat a loro favorevole.

Consiglio prezioso: appena esce dall’acqua, asciugagli bene le orecchie, così che non rimangano a lungo umide. E se il tuo cane si gratta eccessivamente l’orecchio, scuote la testa o presenta un’eccessiva quantità di cerume, è possibile che abbia un’otite. Anche in questo caso rivolgiti il prima possibile ad un veterinario.

LA SABBIA

Anche la sabbia nasconde le sue insidie!

Innanzitutto è bollente! Tutti noi abbiamo provato cosa significa camminare sulla spiaggia rovente…

E se scotta per noi, pensa all’effetto che il calore della sabbia può avere sui delicati polpastrelli dei nostri pelosi…! Possono scottarsi e sviluppare ustioni anche gravi.

I cani amano scavare delle buche, spesso lo fanno perché la sabbia sottostante è più fresca, a volte addirittura umida e cercano quindi di abbassare la loro temperatura corporea. Si rotolano e si impanano per bene come una cotoletta!

Imperativo: non impedirgli di svolgere questa attività gratificante! Però presta un minimo di attenzione, poiché la sabbia può provocare irritazione alla pelle e agli occhi.  Ma non preoccupartene troppo: una bella sciacquata con acqua dolce sarà sufficiente.

ULTERIORI RACCOMANDAZIONI

  • Attenzione agliami lasciati sulla spiaggia dai pescatori! I cani sono esseri curiosi e con un potente olfatto: attratti dall’odore di pesce potrebbero ingerire l’uncino. Se ciò dovesse avvenire resisti alla tentazione di tirare la lenza, in quanto l’amo appuntito potrebbe provocare lacerazioni interne anche gravi. Non cercare di estrarlo tu, ma corri da un veterinario che saprà come rimuovere il corpo estraneo senza causare ulteriori danni.
  • Anche se il tuo cane è un esperto nuotatore, non scartare l’idea di acquistare una pettorina galleggiante. Come abbiamo spiegato in questo articolo, in determinate circostanze può rappresentare una preziosa ancora di salvezza.
  • Non fate il bagno se il mare è troppo mosso. Né tu né soprattutto il cane! Anche se indossa la pettorina galleggiante, quando le onde sono eccessivamente alte il bagno non lo deve fare! Rischiare la sua vita non vale il gioco.

Con queste accortezze tu e il tuo cane trascorrerete delle vacanze al mare indimenticabili!

Un ultimo consiglio: godetevi insieme almeno un tramonto in spiaggia, e… non dimenticare di scattare delle foto!

Nel sesto e ultimo articolo della rubrica “In vacanza con Fido” andremo in montagna! E ti daremo una serie di consigli pratici molto utili sia per te che per il tuo fedele compagno a 4 zampe.

Источник: https://naturopet.it/al-mare-col-cane-pericoli-e-consigli/

Come portare i bambini in spiaggia senza rischi

I pericoli della sabbia per i bambini

Nel momento stesso in cui si diventa genitori per la prima volta, il mondo circostante assume tinte sempre più fosche e i pericoli cominciano a farsi largo in ogni dove, tanto da costringerci ad una sorta di auto-reclusione forzata o a rimandare piacevoli soggiorni estivi in riva al mare nel dubbio che il nostro bimbo possa venire: attaccato da uno squalo, rapito da una balena (in fondo era successo anche a Giona e non era certo uno sprovveduto), annegato in due centimetri di acqua, colpito da misteriose patologie cutanee, oppure semplicemente ridotto in cenere dal contatto con i raggi del sole, come accadde al Nosferatu di Murnau e senza neanche la possibilità che qualcuno faccia un remake in futuro.

Pur ammettendo candidamente che i rischi presenti su una spiaggia esistono davvero, anche se l’effetto-vampiro non è mai stato riscontrato, un’attenta analisi della costituzione individuale del piccolo, dei suoi bisogni e delle precauzioni da adottare ci portano comunque a ritenere che una vacanza in spiaggia porti in dote un numero di benefici enormemente maggiore rispetto agli inconvenienti e che la bilancia penda nettamente a favore del mare, piuttosto che in direzione di una noiosa estate trascorsa al chiuso di casa con il suono del condizionatore (fisso a 22 gradi centigradi) a fare da colonna sonora ad ore d’angoscia interminabili.

Portare un bimbo piccolo in spiaggia non è infatti solo un piacevole diversivo per tutta la famiglia, ma è in primo luogo una tappa fondamentale dello sviluppo psico-fisico del piccino, pronto a beneficiare degli effetti positivi del sole, della brezza marina, di un tappeto sabbioso che sembra creato apposta per stimolare la sua creatività e di un’acqua tiepida che lo bagna dolcemente e gli accarezza i pedini senza ferirlo o irritarlo.

Quali sono i vantaggi del portare il bimbo in spiaggia…

Come premesso, un soggiorno trascorso su un litorale porta in dote una serie quasi infinita di vantaggi legati allo sviluppo del piccolo ed è ampiamente possibile portare al mare un bambino di pochi mesi e massimizzare i benefici derivanti dal microclima marittimo, senza trasformare il soggiorno in un incubo, se si inizia a guardare la vacanza sotto la giusta luce, ovviamente solare.

Proprio dal Sole giungono infatti i maggiori vantaggi per la salute del bambino, dato che l’esposizione (moderata) ai suoi raggi consente di trasformare tutta la vitamina d assorbita durante l’anno in calcitiriolo, con conseguente vantaggio immediato per lo sviluppo della struttura ossea del bimbo e riduzione del rischio legato a microtraumi e fratture di varia natura.

Erroneamente confusa per un principio attivo, la vitamina d necessita infatti di luce solare per compiere quella doppia idrossillazione necessaria alla sua trasformazione in una sostanza vitale per l’organismo e per le ossa (il calcitriolo, appunto) e non esiste luogo migliore del mondo dove compiere questa benefica trasformazione rispetto ad una spiaggia assolata.

Per via della sua conformazione sabbiosa, la spiaggia consente inoltre di migliorare le facoltà motorie del bimbo, ponendolo a contatto con un terreno in cui la superficie si modella sulla base della struttura anatomica del piedino, andando a migliorare la sua postura, in caso stia muovendo i suoi primi passi e la sicurezza nelle sue abilità, dal momento che un’eventuale caduta risulterà inevitabilmente ammortizzata e priva delle conseguenze fatte registrare sul pavimento di casa o sul porfido in giardino.

Infine, la possibilità di manipolare a proprio piacimento il fondo sabbioso consente al bimbo di sviluppare la sua creatività, mostrandogli un aspetto inedito del mondo e ponendolo su un piano di gioco all’interno del quale nulla si infrange o va in frantumi, ma tutto può essere modellato, bagnato, disfatto e nuovamente ricostruito per un numero infinito di volte.

…e quali gli svantaggi

Come accade per quasi tutte le cose presenti sul Pianeta Terra, tutto ciò che comporta vantaggi e benefici può trasformarsi in un’arma a doppio taglio in caso di abuso o di scorretto utilizzo e può accadere che il tanto amato sole dia luogo a scottature, che la sabbia si trasformi in un potenziale elemento soffocante e che le piccole passeggiate sul bagnasciuga assumano i contorni di un incubo.

Benché meno marcato di quanto una letteratura allarmistica vorrebbe fare credere, dato che nei bambini abbonda la produzione di melanina, il rischio legato a scottature e piccole ustioni è comunque ben presente su una spiaggia, ma è possibile ridurlo al minimo mediante qualche piccolo accorgimento legato alla posizione del bimbo, alle ore relative all’esposizione, all’impiego di un’adeguata protezione solare e ad un vestiario consono, dato che un bimbo piccolo non è un culturista e non si trova per tanto a necessitare di un’abbronzatura integrale da esibire in palestra al ritorno dalle ferie.

Senza voler ripetere in questa sede la notissima gamma di suggerimenti legati alle fasce orarie da prediligere e alle modalità di impiego delle creme solari (trovate una lista di quelle da evitare su Altroconsumo), è importante sottolineare come la maggior parte dei raggi uv venga assorbita dalla pelle se si decide di sostare sotto il sole in posizione statica e come, dunque, lasciare il bimbo libero di muoversi in spiaggia (ovviamente sotto sorveglianza) non renderà solo la sua esperienza più piacevole, ma contribuirà a fare in modo che i fastidiosi raggi non colpiscano il suo corpo in modo perpendicolare e con una veemenza tale da comportare un serio rischio per la sua epidermide.

Molto importante, inoltre, impedire che il sole batta dritto sulla testolina del bimbo e dia adito al rischio di insolazione, il che impone che nel “dress code” costiero del piccolo, comprensivo di un body o di una canottierina (non aderenti), faccia sempre la sua comparsa un cappellino di cotone, da fare indossare al bimbo non appena si decide di abbandonare la zona d’ombra per correre incontro al sole.

Come premesso, anche la sabbia può rappresentare un’insidia, soprattutto se il bimbo si trova collocato in quella fascia di età inferiore ai 18 mesi in cui l’esperienza orale rappresenta ancora la chiave d’accesso privilegiata al mondo circostante e può accadere che il bimbo decida di assaggiare quella minuscola polverina tanto carina che sorregge così allegramente i suoi passi da trovarsi ad essere senza dubbio squisita.

Esattamente come accade tra le mura domestiche prima della conquista della piena indipendenza, l’unica regola valida in spiaggia è quindi quella della continua vigilanza e della fuga sotto l’ombrellone sia in caso la pelle del bimbo risulti lievemente arrossata, sia in caso abbiate stabilito che vostro figlio può starsene beatamente seduto a giocare sulla sabbia mentre voi vi appisolate sulla sdraio tra un sudoku e l’altro in attesa del bagno.

L’ingresso in acqua

Per loro naturale conformazione e in virtù di un istinto primordiale che riporta al grembo materno, i bambini potrebbero e dovrebbero entrare in acqua senza alcun problemi, ma può accadere che il mix di novità non venga percepito con favore dal piccolo, il quale, dopo essersi abituato alla conformazione della spiaggia, non ha nessuna intenzione di adattarsi ad una nuova superficie e di bagnare i piedini tra quelle onde che scorrono avanti e indietro.

Se dunque il piccolo dovesse ritirare la gambina al contatto con l’acqua marina o mostrare di non gradire il nuovo gioco, non vi è ragione alcuna per sollecitarlo o forzarlo ed è meglio che continui a prendere confidenza con la spiaggia piuttosto che provocargli un micro-trauma destinato a rovinargli (e a rovinarvi) la giornata al mare, dato che, anche se esiste un minimo comune denominatore trai i bambini, ogni bimbo fa a sé e può benissimo accadere che il vostro non nutra velleità natatorie o non gradisca il bagnetto fuori programma.

In caso contrario, l’unica regola concernente la sicurezza in acqua è quella legata la mantenimento di una presa costante e sicura, da operare sul bimbo in corrispondenza delle parti del copro che non si intende bagnare e che dunque risultano meno scivolose e più facili da impiegare per mantenere in equilibrio il piccolo.

Pur non trovandosi in pericolo, data la vostra prossimità, il bimbo non è consapevole di questa eventualità e può benissimo capitare che uno scivolone in acqua gli procuri un solenne spavento e lo spinga a rigettare nuovi tentativi per i giorni a venire, ragione in base alla quale è sempre necessario procedere per gradi, inzuppando da prima solo i piedini in modo da fare sentire il bambino sicuro di quanto sta facendo ed imparando, prima di passare ad autentiche mini-sessioni di nuoto al vostro fianco o camminate un po’ più lunghe con l’acqua che arriva fino al ginocchio e oltre.

Maggiore sarà la confidenza con il mare acquista dal bimbo, maggiore la possibilità di aumentare la permanenza in acqua e di osare un po’ di più, rimanendo sempre ovviamente lontani da pericoli concreti o da zone in cui un vostro intervento potrebbe rivelarsi tardivo o superfluo.

Cosa portare assolutamente in spiaggia

Una volta appurato che in spiaggia trascorrerete delle ore divertenti e che vostro figlio vi sarà grato per l’esperienza ludica che gli state concedendo di vivere, occorre attrezzarsi la meglio per prevenire ogni tipo di eventualità nefasta con una sorta di prontuario marittimo da portare sempre con voi e da rifornire in ogni occasione.

Oltre alle sopraccitate creme solari e ad un ombrellone, in caso si decida di frequentare una porzione di spiaggia “libera”, occorre sempre portare appresso una borsa termica contente acque e cibo fresco, dato che la particolare attività svolta dal bimbo sulla sabbia e in acqua potrebbe fargli venire fame o sete prima del previsto e dato che rivestirsi per andare a cercare un chiosco o un ristorante non rappresenta l’opzione più conveniente.

Mai dimenticare, inoltre, un kit di pronto soccorso comprensivo di cerotti e pomate in caso di piccola escoriazione o di lieve ustione e un paio di salviette asciutte, utili non solo ad asciugare il bimbo dopo il bagno ma anche ad eliminare il sudore in eccesso e a favorirne la naturale evaporazione, in mancanza della quale l’organismo rischia di surriscaldarsi.

Indispensabile, inoltre, un frangivento da spiaggia, utile ad impedire che una folata improvvisa non si trasformi nell’occasione per vedere gli occhietti del bimbo gonfiarsi a dismisura sotto i colpi della sabbia e a riparare il piccolo da agenti atmosferici imprevisti ed imprevedibili, dato che il vento, al mare, fa un po’ il comodo suo senza troppi preavvisi.

Braccioli, salvagenti e tavolette completeranno infine il kit del piccolo natante e daranno a voi la sicurezza necessaria ad affrontare le brevi escursioni in mare senza che uno scivolone del bambino si traduca nella genesi della sovraesposta crisi di pianto o timore di annegamento.

A fronte di qualche accorgimento dettato più dal buon senso che dalle regole scritte, risulta quindi ampiamente possibile e vivamente consigliato portare i bimbi a trascorrere qualche pomeriggio in spiaggia, sempre mantenendo vigile la soglia d’attenzione, anche se, ovviamente, non fino al punto di temere realmente che il piccolo si trasformi in vampiresco mucchietto di cenere al sorgere del primo sole.

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Источник: https://www.emergeilfuturo.it/universo-bambini/bambini-in-spiaggia-senza-rischi/

Sabbia contaminata, quando chiamare immediatamente un medico

I pericoli della sabbia per i bambini

Cosa fare se il bambino mangia la sabbia della spiaggia e quali segnali valutare come sintomi di rischio per la salute?

Tutte noi mamme, o comunque quasi tutte, abbiamo vissuto, almeno una volta nella vita, l’apprensione di quell’istante in cui vedi le mani di tuo figlio completamente sporche di sabbia a un passo dalla sua bocca, ed è già troppo tardi per impedirgli di mangiarne un po’.

Un attimo dopo che il bambino mangia la sabbia il suo piccolo volto è disgustato, i granelli nella bocca generano un insopportabile fastidio, a volte il bimbo piange, mentre noi mamme siamo già tormentate dalla paura che la sabbia ingerita possa fargli male.

Giocando con la sabbia il bimbo vive un momento non limitabile e assolutamente importante.

Cosa fare quando il bambino mangia la sabbia
– Fonte immagine 123RF. com con licenza d’uso

Quando il bambino mangia la sabbia, la quantità che riesce a ingerire è minima e pochi grammi di sabbia non contaminata non possono intaccare il sistema gastrointestinale dei bambini.

Non contaminata, questo è il dato che rileva in relazione alla salute del bambino.

Se la sabbia in sè non rappresenta un pericolo, residui di carta, plastica, vetro, ferro, cicche di sigarette o cibo avariato possono, invece, nuocere anche seriamente alla buona salute del bebè.

 Siccome le spiagge non sempre sono pulite, più che preoccupasti del fatto che il bambino tendenzialmente mangia la sabbia perché esplora anche con la bocca i nuovi elementi a lui prossimi, è bene sforzarsi di evitare che ingerisca corpi estranei presenti nella sabbia.

Quando il bambino mangia la sabbia, il vero pericolo sono gli eventuali corpi estranei – Fonte immagine 123RF. com con licenza d’uso

Il bambino mangia la sabbia, pericolo corpi estranei

Come fare per evitare che il bambino venga a contatto con corpi estranei presenti nella sabbia? La risposta più logica e immediata a questa domanda rappresenta un impegno importante a carico dei genitori: osservazione del bambino, è questo il presidio costante di sicurezza.

Un’attenta osservazione del bambino fa sì che il genitore possa il più possibile evitare l’ingestione di sabbia o comunque monitorare la pulizia della sabbia che il bimbo sta manipolando.

Laddove un oggetto estraneo è potenzialmente in grado persino di creare occlusioni e pericolo di soffocamento (a seconda della grandezza dell’oggetto e dell’età del bambino), alla stessa stregua può essere responsabile di un occlusione un sassolino ingerito dal bimbo esploratore ma ancora in fase orale.

Pericolo di soffocamento, cosa fare se il bambino ingerisce un corpo estraneo in spiaggia – manovra salvavita (clicca qui per visionare il video).

Il bambino mangia la sabbia, presidi anti-ingestione

  • I bambini sotto i 24 mesi (o comunque i bimbi che usano il ciuccio) possono essere stimolati a tenere il ciucci o in bocca mentre giocano con la sabbia;

Come evitare che il bambino porti sabbia alla bocca
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    • tutti i bimbi possono essere “isolati dalla sabbia” ponendoli a giocare su un telo e contemporaneamente mettendo a loro disposizione un recipiente colmo di sabbia precedentemente setacciata;
  • ai bimbi possono essere propositi giochi di travaso (sposta la sabbia dal recipiente piccolo a quello grande, dal pieno al vuoto) o di mescolamento, per esempio mettendo a disposizione del bambino due vaschette una di sola sabbia setacciata e l’altra colma di acqua.

Il bambino mangia la sabbia per un istinto di scoperta, per cui né questi né altri diversivi impediranno l’istinto alla prova orale, ma probabilmente ne minimizzeranno la ricorrenza perché il piccolo si concentrerà in attività più mirate e selettive. Pertanto vale anche il consiglio di favorire l’uso di rastrelli, palette e formine.

Cosa fare quando il bambino mangia la sabbia
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Il bambino mangia la sabbia perché l’atto di portate alla bocca ciò con cui ha a che fare è per lui un istintivo atto di scoperta

Se ciò vale come presupposto, ciascun adulto dovrebbe fortemente responsabilizzare se stesso nel rapporto con la spiaggia (responsabilità dietro cui c’è anche un discorso ecologista, che resta non secondario):

un amo, un farmaco, una cicca di sigaretta, una batteria o del vetro sono elementi estranei ad alta pericolosità se ingeriti dal bambino.

Per il bambino che mangia la sabbia contaminata da alimenti avariati sussistono pericoli?

Spesso intere famiglie mangiano sulla spiaggia, il momento della consumazione del pasto è uno dei frangenti in cui la sabbia viene maggiormente sporcata: residui di carta, plastica e cibo non vengono quasi mai raccolti. Eppure a casa vostra non spazzate il pavimento?

I residui alimentari sono terreno fertile per vere e proprie colonie di batteri, è infatti fisiologico che sviluppino batteri, alcuni pericolosi come la salmonella o l’epatite. Un residuo alimentare contaminato e mescolato alla sabbia, se ingerito dal bimbo, può dare problemi di salute.

Il bambino mangia la sabbia per scoperta e istinto: se la spiaggia è pulita e non contaminata da corpi estranei, la sabbia in sé non crea nessun pericolo

La sabbia, così come qualunque altro terreno, contiene ex sé microbi e batteri, questi minuscoli “esserini” sono ovunque anche sul pavimento di casa dove il bebè gattona. Il contatto con microbi e batteri non è sempre da evitare, anzi può rappresentare un rinforzo proficuo al sistema immunitario.

In questo senso si consiglia alle mamme di non limitare l’esplorazione del mondo che il bambino naturalmente compie.

Il bambino mangia la sabbia, nessuna carenza alimentare dietro l’atto di portare sabbia alla bocca
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Il mio bambino mangia la sabbia, la nonna siche che lo fa perché ha una carenza di minerali – sfatiamo le credenze non proficue e sbagliate

Quando il bambino mangia la sabbia è solo in fase di scoperta, cosiddetta fase orale, ovvero la fase in cui il mondo viene scoperto passando attraverso l’assaporare, il mangiare, la stimolazione labiale. Fino ai 3 anni è facile che il bambino tenda a mangiare la sabbia assaggiandola per istinto di scoperta.

Il bambino mangia la sabbia e la mamma urla o va visibilmente in ansia. Il panico della mamma non aiuta, ecco perchè:

a qualsiasi età, il bambino non è un bambolotto ma un essere sensibile e pensante pertanto è giusto spiegargli quello che si fa e quello che non si fa. Quando il bambino mangia la sabbia, per quanto sia piccino, ditegli con tono deciso ma non ansiogeno che non si fa, spiegategli che la sabbia non è la pappa e non è buona.

Ovviamente in caso di ingestione di sabbia sciacquate sempre la bocca del bimbo con acqua liscia, se ha sete fatelo bere e ricorrete al parere di un medico se sospettate che possa aver ingerito sabbia contaminata o comunque se sopraggiungono sintomi come vomito, diarrea o febbre.

Источник: https://www.vitadamamma.com/185167/cosa-fare-quando-il-bambino-mangia-la-sabbia-in-spiaggia.html

Il bambino mangia la sabbia, che cosa si può fare

I pericoli della sabbia per i bambini

Chissà che cosa ci troveranno di buono, eppure sono tanti i bambini che mettono in bocca la sabbia. Mangiare la sabbia può essere dannoso? Si possono trasmettere infezioni? E come comportarsi per convincere il bambino a smettere? Ecco che cosa suggeriscono gli esperti

Può essere dannoso mangiare non la sabbia, ma eventuali corpi estranei presenti nella sabbia

“Mangiare la sabbia in sé non arreca danni al bambino, soprattutto se si considera che, al massimo, ne può ingerire pochi grammi” dice Luigi Dall'Oglio, responsabile di Chirurgia Endoscopica Digestiva presso l'Ospedale Bambino Gesù di Roma.

“Il vero problema è che le nostre spiagge non sono sempre pulite e il bambino potrebbe ingerire qualsiasi altro corpo estraneo nascosto tra la sabbia e abbandonato dall'incuria della gente:

  • una cicca di sigaretta,
  • un pezzo di giocattolo,
  • un amo,
  • un farmaco,
  • una batteria,

che potrebbero sì procurare problemi”.

Continua l'esperto: “E' vero che nella sabbia, così come in qualunque altro terreno – un prato o lo stesso pavimento di casa – sono presenti microbi e batteri.

L'incontro con certi microrganismi non è qualcosa di negativo, perché offre al sistema immunitario del bambino l'occasione di approntare le sue armi per difendersi dall'ambiente esterno, quasi fosse una somministrazione continua di una sorta di vaccino”.

Diverso il discorso se il bambino prende dalla sabbia un residuo alimentare dove si sono sviluppati batteri come la salmonella o virus come quello dell'epatite, ma “ancora una volta il problema non è la sabbia in sé ma quel che si può trovare mescolato alla sabbia”.

Mangiare la sabbia può essere il segnale di una carenza?

“No” risponde Dall'Oglio. “Sono i cani che possono essere portati a ingerire sostanze contenenti minerali dei quali sentono di essere carenti, ma nei bambini il fatto di mettere in bocca la sabbia è semplicemente un atto legato al desiderio di esplorare l'ambiente che li circonda”.

Perché i bambini mangiano la sabbia?

Perché dunque i bambini mangiano la sabbia?

Più che fame di sabbia è dunque di conoscenza.

“I bambini, dalla nascita fino ai tre anni di età circa, tendono istintivamente a portare alla bocca qualsiasi oggetto o sostanza per conoscerli” risponde Paola Scalari, psicologa e psicoterapeuta dell'età evolutiva.

“Si può dire che la bocca costituisce l'organo della conoscenza per eccellenza fino a quando il bambino fa l'ingresso nella scuola materna, epoca in cui impara man mano a comprendere i divieti e rispettare le regole 'della società'.”

I 4 consigli della psicologa per evitare che mangi la sabbia:

  1. Ditegli un no pacato ma deciso.
    Se da un lato non conviene inibire troppo il desiderio di conoscenza del bambino, dall'altro non possiamo lasciare che tutti i giorni ingerisca la sua 'dose' di sabbia.

    “Quando si porta alla bocca le mani insabbiate, diciamogli un no deciso, magari tenendogli la manina e guardandolo negli occhi, aggiungendo che la sabbia non si mangia perché non è buona” suggerisce la psicologa. “Importante è avere un tono pacato e non allarmistico, che lo spaventerebbe.

    Ed evitare di dire che la sabbia è cacca, perché per lui il prodotto del suo vasino è qualcosa di bello che offre alla sua mamma, non una cosa brutta da non fare”.

  2.  Offritegli un'alternativa:
    per compensare il divieto, diamogli altre cose da mettere in bocca: una formina, una palla, un lembo di asciugamano, l'importante è avere un sostituto a portata di mano che lo distragga.
  3. Fatelo giocare su un telo:
    per eliminare la tentazione, stendiamo sotto l'ombrellone un grande telo con tutti i suoi giochini, in modo da offrirgli lo spazio sufficiente per giocare, ma non a diretto contatto con la sabbia.
  4.  Tenetelo sempre d'occhio:
    “Se già il bambino cammina sarà difficile tenerlo sempre fermo sul telo” osserva Paola Scalari “e per questo servirà tutta la nostra pazienza e soprattutto la nostra presenza: da quando incomincia a camminare fino a quando non finirà la fase del 'tutto in bocca', un figlio va sempre tenuto d'occhio e difficilmente la mamma in spiaggia potrà rilassarsi, a meno che non ci si dia i turni per controllare i bambini, magari alternandosi con il papà, con altre mamme amiche, nonna, baby sitter.

L'importante è che ci sia sempre qualcuno accanto a lui, a giocare, a controllare che stia sotto l'ombrellone e distrarlo se tenta di mangiare la sabbia o qualunque altro oggetto. E' faticoso ma è la strategia migliore”.

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bambino/il-bambino-mangia-la-sabbia-che-cosa-si-puo-fare

7 modi in cui la spiaggia può essere pericolosa per i bambini

I pericoli della sabbia per i bambini

Spiaggia di Hanakapiai, Na Pali Coast, Kauai

Secondo il National Ocean Service, le correnti d'urto costituiscono oltre l'80% dei salvataggi effettuati dai bagnini sulle spiagge. Quindi cosa sono esattamente? Le correnti di strappo sono potenti, stretti canali d'acqua che si estendono dalla battigia e sfociano nell'oceano.

Queste correnti che si muovono rapidamente possono portare rapidamente i nuotatori in mare. Se catturato in uno, il NOS raccomanda di non combatterlo, nuotare parallelamente alla riva e di tornare a terra ad angolo.

Luoghi notevoli per forti correnti di strappo includono la spiaggia di Hanakapiai alle Hawaii e la spiaggia di Zipolite in Messico .

Sebbene spesso etichettate erroneamente come le correnti di strappo (che sono anche diverse dalle maree di rip), la risacca si riferisce al risucchio di onde che possono a volte attrarre le persone, spesso bambini, e renderle sensibili all'immersione dalle onde in arrivo. Questo porta alla sensazione di essere spinti sott'acqua.

2. Troppe persone

Waikiki Beach

La curiosità dei bambini è vitale per l'apprendimento, ma può rivelarsi disastrosa nelle spiagge affollate. Ogni anno i bambini scappano velocemente dalla vista dei genitori per andare in acqua o in spiaggia, provocando il panico istantaneo dei genitori.

Se le spiagge sono particolarmente affollate, tessere attraverso sedie e giocattoli di sabbia per trovare il tuo piccolo, mentre scruti l'oceano, è ancora più difficile. Cerca di trovare un posto sulla spiaggia dove puoi sempre tenere d'occhio i bambini e dare loro un piano nel caso si perdessero.

Se c'è un bagnino sulla spiaggia, di 'loro di trovare il bagnino e di seguirlo.

Assicurati di leggere:8 delle spiagge statunitensi più affollate e dove andare invece

3. Shore Breaks

Spiaggia a Villa Del Palmar Beach Resort & Spa, Cabo San Lucas

In parole povere, le rotture costiere sono onde che si infrangono direttamente o quasi sulla riva, piuttosto che sulla sabbia. Quando ciò accade, l'acqua può apparire più profonda di quanto non sia in realtà, con il risultato che i nuotatori si tuffano a capofitto in acque poco profonde e causando lesioni.

Le onde possono anche rompersi bruscamente e gettare i nuotatori sul fondo, provocando lesioni al collo, alla schiena e alla spina dorsale. Come con la maggior parte dei pericoli dell'acqua, i bambini sono più vulnerabili a questi effetti nocivi.

I nuotatori di tutte le età devono tenere le mani di fronte a loro quando si rompono le onde per proteggere la testa e il collo.

4. Meduse, razze e squali

Stingray che si alimenta al KIHAAD Maldives

La vita marina può essere magnifica, ma certe specie possono essere più pericolose di altre. Sebbene gli attacchi di squali siano estremamente rari, è comunque saggio essere cauti con queste creature dai denti aguzzi.

La maggior parte degli attacchi si verifica a meno di 100 piedi dalla riva, e i rischi possono essere minimizzati non schizzando troppo, non indossando gioielli in metallo lucido, non nuotando con ferite aperte, nuotando in gruppo, tenendosi vicino alla riva ed evitando di nuotare quando è buio.

La maggior parte degli attacchi di squali si sono concentrati in Florida , Hawaii, Australia e Sud Africa, secondo National Geographic .

I giovani nuotatori hanno molte più probabilità di incontrare meduse durante il loro viaggio in spiaggia. Con l'aumentare della temperatura dell'acqua, le fioriture delle meduse aumentano e queste creature possono causare punture dolorose o addirittura la morte.

Le meduse a scatola, che vivono principalmente al largo dell'Australia settentrionale , sono le più letali, con veleno tossico che attacca il cuore, il sistema nervoso e le cellule della pelle.

Le vittime possono andare in stato di shock o arresto cardiaco e annegare in pochi minuti. Altri, come quelli che si trovano spesso in Nord America, possono avere punture che provocano eruzioni cutanee e crampi muscolari.

I bagnanti della spiaggia dovrebbero cercare eventuali segnali di pericolo ed evitare di toccare le meduse che si sono lavate a riva, poiché possono ancora pungere.

Per quanto riguarda le razze, è generalmente sicuro nuotare al loro fianco – i turisti possono persino baciarli e accarezzarli a Grand Cayman – ma possono comunque causare problemi. Queste creature spesso si nascondono sotto la sabbia, e quando calpestano, agiteranno i loro pungiglioni a caviglie ignare. È meglio mescolare i piedi nella sabbia per avvertire i raggi e farli nuotare.

5. Inquinamento idrico e detriti

Beach at The Beach – All Suite Hotel, Negombo, Sri Lanka

L'acqua contaminata da acque reflue non trattate può causare alti livelli di batteri che possono portare a infezioni, epatiti e persino alla morte. L'inquinamento delle acque e detriti possono anche provocare tagli e graffi da camminare su cose come vetro rotto e scarti di metallo.

È sempre consigliabile controllare le informazioni di sicurezza sull'acqua o verificare se sono presenti segnali che avvisano i visitatori di acque contaminate. Chowpatty Beach a Mumbai è uno dei luoghi più notoriamente inquinati del mondo, ma si trovano anche nei Caraibi e negli Stati Uniti.

Dai un'occhiata alla nostra lista di cinque delle spiagge più sporche del mondoqui.

6. Calore e sole

Spiaggia di Koa Kea Resort & Spa, Kauai, Hawaii

Non tutti i pericoli si trovano nell'acqua, in quanto il sole e il calore possono spesso danneggiare molto di più i bambini sulla spiaggia. Tuttavia, l'acqua dell'oceano che riflette il sole aumenta solo l'intensità della radiazione UV.

Dall'asperimento del calore alle scottature solari, il sole e le alte temperature possono combinarsi non solo per rovinare una giornata al mare, ma portare a problemi seri. Fortunatamente, ci sono numerose precauzioni per mantenere i piccoli freschi e senza ustioni.

Filtri solari ad ampio spettro – con l'SPF più alto, meglio è – stare all'ombra, indossare un cappello e indumenti protettivi e bere molta acqua terrà a bada il pericolo.

I visitatori delle spiagge vicino all'equatore dovrebbero essere più cauti, poiché ricevono una luce solare più forte e diretta. Alcune destinazioni importanti su o vicino all'equatore includono Brasile , Costa Rica , Bali e Maldive .

7. Fioriture algali nocive

Fioritura algale del lago Erie; Immagine gentilmente concessa da NOAA Laboratorio di ricerca ambientale dei Grandi laghi / Flickr

Anche se probabilmente sarete in grado di individuarli, le fioriture algali dannose possono essere tossiche sia per la vita marina che per gli esseri umani – spesso dall'ingestione di molluschi contaminati.

Mentre la maggior parte delle forme di alghe sono perfettamente sicure, una piccola percentuale può rapidamente crescere e rilasciare neurotossine. Gli scienziati possono prevedere e misurare le alghe e le loro fioriture, quindi fai sempre un po 'di scavo se incontri strisce dense di alghe – che possono essere di colore verde, rosso o marrone.

È anche una buona idea evitare l'esposizione con tagli aperti e fare una doccia completa dopo essere stati in acqua con alghe.

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