I benefici del portare in fascia i bambini

I benefici del babywearing

I benefici del portare in fascia i bambini

Il Babywearing, pratica in Italia fino a qualche decennio fa sconosciuta, sta diventando una tendenza sempre più diffusa tra le mamme di oggi, grazie al passaparola tra i genitori, al web e alle consulenti formate per l’insegnamento.

Vediamo insieme di cosa si tratta e i benefici che questa pratica comporta.

Col termine “Babywearing”, che significa letteralmente “indossare il bambino” ci si riferisce alla pratica di portare i bambini avvolgendoli al proprio corpo con appositi supporti quali fasce elastiche, fasce rigide, marsupi, ecc.

Questa pratica la si può attuare a partire dalla nascita del bebè fino alla prima infanzia e oltre. I fattori che entrano in gioco sono il peso del bebè, la propria resistenza alla fatica e le qualità sostenitive del supporto usato.

Portare i piccoli ha le sue radici nel più remoto passato, a partire dalle popolazioni dell’età preistorica, presso le quali era il bisogno di avere i figli sempre accanto durante gli spostamenti che spingeva le madri ad “indossarli” avvolgendoli al proprio corpo con pellami, cortecce e stoffe.

Pratica diffusa nell’antichità, e da sempre presso le popolazioni dei continenti asiatico, africano, australiano e del sudamerica, arriva ai giorni nostri, prima in Occidente e poi in Italia grazie al Dott.

Sears, pediatra statunitense che a metà degli anni ’80 ottenne il brevetto per l’invenzione di uno dei supporti del babywearing, la ring sling (fascia ad anelli). Egli prese spunto dall’intuizione della moglie di legare il sesto genito a sé con un lenzuolo per avere le mani libere e poter badare più agevolmente al resto della prole.

Ed è sempre Sears che conia il termine “babywearing” introducendo la filosofia di un maternage ad alto contatto, quale prerogativa di benessere del neonato.

Sears sostiene che la gestazione duri 18 mesi: 9 mesi nella pancia della mamma e 9 mesi fuori. Durante questi 9 mesi di vita extra uterina è compito degli adulti che si prendono cura del neonato favorire in lui un graduale adattamento al nuovo mondo fatto di luci colori e rumori differenti da quelli a cui era abituato.

La pratica del babywearing favorisce la creazione di un ambiente simile a quello che il neonato ha sperimentato nel grembo materno: abbracciato alla mamma, ritrova il suo habitat naturale, percependone il calore, l’odore e i rumori a lui familiari (respiro, battito cardiaco materno) sperimentando così contenimento, protezione e sicurezza.

La filosofia del portare va a ribaltare lo stile di maternage occidentale, basato sul falso mito dell’indipendenza, secondo il quale per rendere un bambino indipendente bisogna abituarlo a stare da solo fin da piccolo. Quindi farlo dormire nel lettino da solo, non prenderlo sempre in braccio “altrimenti prende il vizio”, non accorrere ogni qualvolta piange, “altrimenti si abitua.. fa il furbo” ecc.

Ma per formare bambini e poi adulti indipendenti è prima necessario renderli sicuri e non viceversa.

Già agli albori del ‘900 Bowlby (1907-1990; psicologo ricercatore britannico) sosteneva nella sua teoria dell’attaccamento l’importanza della qualità del legame madre- figlio che si instaura a partire dai primi mesi di vita, quale relazione primaria sulla base della quale l’individuo plasmerebbe le relazioni della sua vita futura.

Bowlby sosteneva che la qualità della relazione primaria fosse funzione della capacità della madre di rispondere in maniera pronta ed appropriata ai bisogni del bambino.

Tra di essi spicca il bisogno di contatto, un bisogno istintivo e ancestrale, la cui soddisfazione è di vitale importanza per il neonato (addirittura nel caso dei bambini nati prematuri il contatto materno – la cosiddetta Kangaroo mother care -si rivela una cura indispensabile alla loro sopravvivenza).

I benefici psicologici del babywearing:

Elenco di seguito i benefici psicologici del portare, includendo anche quelli fisici e pratici, dal momento che è imprescindibile considerare psiche e corpo come un’unità:

I benefici psicologici:

  • permette alla mamma di assecondare nel migliore dei modi il fondamentale bisogno di contatto e vicinanza del figlio;
  • permette alla madre di sviluppare empatia nei confronti del figlio, imparando velocemente a riconoscerne e soddisfarne i bisogni; in questo modo la mamma acquisisce fiducia nelle sue capacità;
  • favorisce una riduzione del pianto del bambino con conseguente diminuzione del cortisolo, ormone dello stress sia nella mamma che nel bambino.
  • Aiuta a prevenire la depressione post partum: la vicinanza col bambino stimola la produzione di ormoni anti-depressivi (ossitocina) che favoriscono l’allattamento.
  • Risulta terapeutico per quelle mamme che non sono riuscite ad allattare, in quanto va a creare una situazione di intimità col proprio bimbo che richiama quella che si crea allattando.
  • Consente alla madre di abbracciare il proprio figlio costantemente, trasmettendogli quel calore e quell’amore insostituibili che costituiscono il fondamentale nutrimento emotivo del neonato.
  • Il legame di attaccamento tra madre e figlio ne risulta rafforzato.

Benefici fisici e pratici del babywearing:

  • Permette di distribuire il peso in modo ottimale, affaticando di meno la schiena, le spalle e gli arti superiori rispetto al portare un bambino in braccio senza supporto;
  • Permette alle madri di avere le mani libere e quindi di non essere totalmente vincolate al bambino come quando lo si porta in braccio. Questo vantaggio va nella direzione della prevenzione della stanchezza e della deflessione dell’umore che può accompagnare la madre assorbita totalmente dalle cure del proprio bimbo;

Avere le mani libere significa infatti poter svolgere numerose attività quotidiane in modo agevole, come ad esempio fare la spesa, badare al figlio più grande, eseguire attività domestiche leggere.

  • Permette alla mamma di uscire di casa senza l’ingombro del passeggino o della carrozzina, senza doversi preoccupare della presenza di marciapiedi adeguati e di eventuali ostacoli come ad esempio le scale lungo il suo cammino.
  • Permette di fare esercizio fisico (passeggiate , ma ci sono anche mamme che ballano) portando con sé il proprio bambino che costituisce un carico extra e che quindi comporta maggior dispendio energetico. Questo può aiutare a smaltire i chili accumulati durante il parto.
  • È piacevole da indossare ed esteticamente bello: se si sceglie di portare il proprio bebè con una fascia rigida, c’è davvero l’imbarazzo della scelta a livello di colori, stoffe e rispettive qualità (blend, grammatura,..)e ci si può sbizzarrire nella scelta della fascia come se fosse un abito (perché appunto, si indossa)

I Benefici del babywearing specifici per il bebè

  • Il bambino portato migliora lo sviluppo neuro-motorio: in braccio alla mamma è infatti sollecitato da una moltitudine di stimoli (lo stimolo tattile in primis)-comunque filtrati dal corpo materno- che non percepirebbe se stesse sdraiato in una carrozzina.
  • Si abitua in fretta al viso materno materno, ed essendo ad “altezza mamma” partecipa alle relazioni con gli altri.
  • Sviluppa il senso dell’equilibrio, necessario per mantenere la posizione aderente al corpo materno.
  • Favorisce il corretto sviluppo delle anche, in quanto asseconda la naturale predisposizione del bambino ad essere portato (ne sono una testimonianza i riflessi che presenta alla nascita ereditati dai nostri antenati primitivi, che gli permettevano di aggrapparsi al corpo materno, quali il riflesso di Moro, il riflesso di prensione palmare e il riflesso di Babinsky ), a patto che il bebè sia indossato nella maniera fisiologica (a questo proposito è da sottolineare la necessità di documentarsi adeguatamente prima di utilizzare un qualsiasi supporto portabebè, valutando l’eventualità di rivolgersi ad una consulente certificata )
  • Dà sollievo al reflusso gastroesofageo e alle coliche
  • Permette al bimbo di respirare aria più pura, in quanto è più lontano rispetto alla carrozzina dai tubi di scappamento delle auto.
  • La percezione del respiro e del battito cardiaco materno tranquillizza il bebè favorendone il sonno.

In conclusione, la pratica del babywearing è una pratica sana dal punto di vista psico-fisico per la diade mamma-bambino, ma di fatto può essere praticato anche dal padre o da un altro caregiver, con benefici a livello del legame col bebè.

Bibliografia:

  • Bowlby J.,una base sicura, Raffaello Cortina editore, 1988
  • Negri L., Lasciati abbracciare, Mental Fitness Publishing editore, 2015
  • Weber E., Portare i piccoli, il leone verde editore,2007- 2013 nuova ed.

Источник: https://www.psicologionline.net/articoli-psicologia/articoli-genitori-figli/1433-i-benefici-del-babywearing

Portare i neonati nella fascia

I benefici del portare in fascia i bambini

La psicologa ci parla dei benefici del portare i neonati nella fascia, un modo di accudire i bambini dal sapore antico

Esiste un modo di accudire i bambini dal sapore antico e dalle mille virtù: il portarli in fascia.

Molte popolazioni africane e asiatiche invece di utilizzare passeggini e carrozzine legano il neonato, o anche un bambino più grande, intorno al proprio corpo con teli di stoffa.

Questa modalità di trasporto si è diffusa negli ultimi anni anche in occidente dove sempre di più è possibile incontrare per strada mamme e papà con bambini in fascia.

Esistono molti modi di legare i bambini ed anche i supporti per farlo sono molteplici, tanto che si sono diffuse vere e proprie figure di sostegno e associazioni che aiutano i nuovi genitori a posizionare nel modo corretto i propri bambini, a scegliere i tessuti, le fasce e i marsupi più adatti.

Quali sono i benefici del portare in fascia un bambino?

Più il bambino è piccolo più i benefici del portare in fascia sono molteplici.

  • Quando il cucciolo d'uomo nasce viene catapultato in mondo completamente diverso da quello che ha sperimentato nel grembo materno. Essere portato in fascia fin da subito lo aiuta pian piano e con lentezza ad abituarsi alla vita fuori dall'utero: avvolto nella fascia si sentirà protetto, al sicuro e contenuto come lo era nella pancia della sua mamma. Ecco perché spesso avvolgere un neonato nella fascia lo tranquillizza e lo fa addormentare subito. Il piccolo rivive anche il dondolio del movimento materno che prima lo cullava quando era nella pancia ed ora continua a farlo anche nel mondo.
  • Essere a contatto corporeo stretto con le proprie figure di accudimento rassicura il piccolo d'uomo: può udire il battito del cuore del papà, annusare il profumo della pelle della mamma, toccare il corpo genitoriale. Riesce a riconoscere così una fonte di sicurezza immediata senza sentirsi perso nel mondo ancora troppo grande e sconosciuto per lui.
  • Benefici che riguardano in modo particolare chi è nato con parto cesareo o chi ha avuto una nascita complicata o pretermine. Per questi ultimi si consiglia, quando le condizioni del bambino lo consentono, di portare in fascia il neonato il più possibile proprio per fargli rivivere le condizioni intrauterine. La fascia diviene per i bambini nati molto prima del termine una vera e propria cura.
  • Portare un bambino in fascia gli dona la visuale ad altezza dell'adulto e ciò lo rende meno pauroso, più tranquillo e la sua curiosità viene sfamata. Guardare infatti il mondo dal basso ad altezza di passeggino o di bambino che gattona per esempio, con i pochi strumenti di vita che possiede il piccolo d'uomo, non è sempre semplice e privo di timori.
  • Anche per il portatore i benefici sono innumerevoli: con la fascia si possono affrontare scale, percorsi in montagna, lunghe passeggiate. Chi porta percepisce la tranquillità del bambino e di conseguenza anche egli si rilassa, aspetto per nulla scontato data la fatica nel crescere un piccolo d'uomo.
  • I papà grazie alla fascia sperimentano un ruolo di protagonisti: possono sostituirsi alla mamma, calmare il bambino, far risposare la propria compagna, vivere un contatto corporeo profondo ed unico con il proprio piccolo e gettare le basi per una bellissima relazione riuscendo così a conoscersi e a comprendersi fin da subito.

I pregiudizi legati all'uso della fascia

Spesso si teme che il bambino portato in fascia sia viziato perché troppo a contatto con il corpo genitoriale o che impari in ritardo a camminare o ancora che venga meno la sua indipendenza.

In realtà questi sono solo timori infondati, pregiudizi che nascono dalla non conoscenza. Come detto in precedenza, il bambino più è piccolo più ha bisogno del contatto corporeo. L'adulto deve soddisfare questa sua necessità per farlo crescere.

E più i suoi bisogni primari verranno soddisfatti più lui si sentirà sicuro e pronto ad essere sempre più indipendente.

Non avrà timore di sperimentare il mondo ma anzi avrà sempre più la curiosità e la voglia di viverlo. Si porterà molto in fascia un neonato e pian piano quando il piccolo inizierà a camminare sempre di meno.

Cambieranno le posizioni, i supporti e anche le motivazioni alla base del portare.

È quindi una modalità che muterà nel tempo secondo le naturali esigenze del bambino seguendo le sue tappe di crescita.

Come s'impara a portare in fascia?

I bambini possono essere portati in fascia dalla nascita fino anche ai 3-4 anni. Ciò che cambia nel tempo è il modo di portare i bambini ed il supporto.

Quando si parla di neonato la posizione da preferire è quella cuore a cuore (sul davanti per intenderci, con il cuore del bambino appoggiato al cuore dell'adulto) per poi passare al fianco e solo verso i 6-7 mesi si può posizionare il bambino dietro alla schiena della madre.

Ogni cultura però può avere delle abitudini diverse con posizioni e supporti per portare diversi. Si può portare con una semplice fascia o con dei marsupi più strutturati: il mercato anche in Italia ora presenta una miriade di prodotti adatti alle più svariate esigenze.

Ciò che è importante sapere è che il supporto deve essere ergonomico cioè adatto allo sviluppo del corpo del bambino e del portatore. Ecco perché è importante affidarsi a consulenti del portare per acquistare con sicurezza.

I consulenti sono persone formate in grado di consigliare riguardo l'acquisto del supporto ma anche capaci di formare le mamme e i papà all'uso adatto delle fasce e dei marsupi nelle diverse età del bambino.

Portare in fascia il proprio bambino: un modo meraviglioso di accudirlo!

Chi ha portato in fascia il proprio figlio per i primi anni della sua vita ne conserva i ricordi più dolci, emozionanti e densi.

La fascia diviene un'alleata nei momenti più faticosi, si arricchisce del profumo del piccolo d'uomo, ci si affeziona a questo particolare pezzo di stoffa e spesso lo si conserva per donarlo poi al figlio quando diventerà adulto in modo che anche lui lo potrà utilizzare con i propri figli. Non esistono controindicazioni all'uso corretto della fascia ed i ricordi ad essa associati rimarranno per sempre custoditi nei cuori di chi l'ha usata.

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/sviluppo-e-crescita/portare-i-neonati-nella-fascia.html

Babywearing: i vantaggi che forse non conosci del portare i bambini in fascia

I benefici del portare in fascia i bambini

Portare i bambini in fascia, quali sono i vantaggi, i benefici e le motivazioni più importanti di questa scelta? All’estero si parla di “Babywearing” mentre in Italia spesso ci si riferisce semplicemente al “portare”.

Vi avevamo già fornito alcuni consigli utili su come scegliere la fascia porta bebè più adatta a voi e al vostro bambino, con immagini e video che spiegano come indossarla. Ora vediamo quali sono i lati positivi del portare i bambini in fascia e i motivi più importanti per farlo..

È comodo

Secondo The Natural Child Project, uno dei motivi e dei vantaggi più importanti del portare i bambini in fascia è la comodità.

Infatti le mamme e i papà col bimbo in fascia sono in grado di camminare e di muoversi liberamente, a differenza di ciò che accadrebbe col passeggino.

Non dovranno più preoccuparsi di ostacoli come scalinate, gradini e marciapiedi che obbligano a sollevare il passeggino o la carrozzina durante le passeggiate e le commissioni quotidiane in cui si portano i bimbi piccoli con sé.

Aiuta lo sviluppo del bambino

Quando il bambino è vicino alla mamma segue il ritmo del suo battito cardiaco e del suo respiro, oltre ai suoi movimenti. Questa stimolazione aiuta il bambino a regolare le sue risposte fisiche e ad esercitare il sistema vestibolare, che controlla l’equilibrio.

La fascia aiuta a creare un “utero di transizione” per il bambino, che non ha ancora imparato a controllare tutte le proprie funzioni vitali e i movimenti. (Cfr. “Current knowledge about skin-to-skin (kangaroo) care for pre-term infants”. J Perinatol.

1991 Sep;11(3):216-26).

Rende i bimbi più felici

Secondo alcuni studi, portare i bambini aiuta a renderli più felici. Il contatto diretto con la mamma e con il papà diminuisce pianti e “capricci”.

Nelle culture tradizionali, dove portare i bambini in fascia è la normalità, i piccoli piangono soltanto per pochi minuti al giorno, a differenza di ciò che succede nel mondo occidentale, dove purtroppo i piccoli lontani dai genitori possono piangere per ore e sprecare così molte energie che invece dovrebbero conservare per imparare a conoscere meglio l’ambiente in cui si trovano e ad osservare il mondo che li circonda. “Cfr. Hunziker, U.A. and R.G. Barr (1986). “Increased carrying reduces infant crying: A randomized controlled trial”. Pediatrics. 7:641-648; Powell, A. “Harvard Researchers Say Children Need Touching and Attention“, Harvard Gazette).

Portare i bambini in fascia è salutare per i genitori, soprattutto per le mamme che con la necessità di accudire il piccolo hanno poco tempo da dedicare a se stesse e all’attività fisica. Con il bimbo in fascia sarà più semplice uscire a fare una passeggiata al parco e in generale muoversi di più durante la giornata, soprattutto nei primi mesi dopo il parto.

Protegge meglio i bambini

I bambini hanno bisogno di protezione e il gesto di portarli in fascia li rende più sicuri.

La fascia può essere un rifugio sicuro anche per i bambini un po’ più grandi, che stanno già imparando a gattonare.

Dopo qualche momento in esplorazione del mondo sapranno che potranno tornare dalla mamma e ritrovare il senso di protezione e sicurezza di cui hanno bisogno soprattutto quando sono molto piccoli.

Aiuta a comunicare

Quando i genitori si sentono più sicuri dei propri gesti nell’educazione dei figli, hanno molto più tempo per rilassarsi e per trascorrere con loro un dei momenti in tranquillità.

I genitori comprendono meglio i piccoli se imparano a prendersi del tempo per comunicare con loro non solo a parole ma anche con gesti e espressioni facciali. Indossando la fascia ciò può diventare più semplice.

Da così vicino anche per i bimbi sarà più facile comunicare alla mamma e al papà quando sono stanchi, quando hanno fame o quando è arrivato il momento di cambiare il pannolino.

Portare il bambino in fascia aiuta il piccolo a creare legami più profondi non soltanto con la mamma e il papà ma anche con i nonni, con le baby sitter, con gli eventuali operatori sanitari e con chi si occupa di lui. I movimenti e il battito cardiaco delle persone con cui i piccoli stanno a contatto li tranquillizzano. Insieme alla voce contribuiscono ad aiutare i bambini a conoscere meglio le persone che vivono con loro.

Rende i bimbi più sicuri

Le fasce – e gli altri strumenti del portare – sono probabilmente il luogo più sicuro dove il bambino vorrebbe trovarsi, dopo l’utero materno.

I piccoli saranno decisamente al sicuro in fascia anche in luoghi affollati o potenzialmente pericolosi.

La fascia fornisce sicurezza fisica ed anche emotiva quando necessario, in modo che al di fuori del “portare” i piccoli possano avventurarsi nel mondo e diventare indipendenti al proprio ritmo.

Costa meno di passeggini e carrozzine

Le fasce costano meno di passeggini e carrozzine, soprattutto se questi ultimi vengono acquistati nuovi e di marca.

Nulla impedisce ai genitori di alternare i metodi, ma proprio il bisogno di risparmiare potrebbe avvicinarli al mondo del portare.

Le fasce sono resistenti e di solito possono essere utilizzate a lungo, anche tutti i giorni per due anni o più. E poi potrebbero tornare utili all’arrivo del nuovo fratellino o sorellina.

È divertente

Portare i bambini in fascia, una volta imparata la tecnica, diventa divertente. È più semplice coccolare e massaggiare i bimbi quando si trovano in fascia.

Quando il bimbo cresce la fascia permette ai genitori di osservare da vicino le sue reazioni alle meraviglie del mondo che lo circonda.

È divertente anche per il bambino, che trovandosi più vicino al volto degli adulti tende ad interagire meglio con loro.

Leggi anche:

Источник: https://www.greenme.it/vivere/speciale-bambini/fasce-babywearing-vantaggi-bambini-fascia/

Babywearing: i vantaggi e benefici

I benefici del portare in fascia i bambini

Babywearing: promuove l'attaccamento; incrementa le stimolazioni in sicurezza; lascia alla mamma le mani libere; è utile nello sviluppo psicomotorio

Babywearing

Promuove l'attaccamento e la fiducia tra genitori e figli; incrementa le stimolazioni in totale sicurezza; lascia alla mamma le mani libere per occuparsi di tante faccende; può essere un valido aiuto in caso di depressione post partum ed è utile nello sviluppo psicomotorio del bebè.

Sono solo alcuni dei benefici del babywearing, spiegati nel volume “Lasciati abbracciare!” di Licia Negri, pubblicato dalla casa editrice Luigi Trevisini.

Per capire meglio il mondo di questa antica pratica, ci siamo affidati ad un'esperta: Ilaria Cinefra, presidente e formatrice di Babywearing Italia.

Che cosa si intende per babywearing?

«Letteralmente vuol dire “indossare il bambino”: quello che noi intendiamo è portare il bambino con una fascia o altri supporti che seguono la fisiologia del piccolo.

Si può fare da zero a tre anni, ma è possibile anche iniziare dopo e finire prima, dipende dalle esigenze del bambino e del genitore.

Il babywearing è una vera e propria pratica di accudimento del bambino basata sull'ascolto e sul contatto».

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Supporti strutturati o non strutturati.  Oggi sul mercato è presente una gamma molto ampia di marsupi e fasce portabebè e non sempre è facile scegliere il supporto adatto…

LEGGI ANCHE: Marsupi e fasce portabebé, guida alla scelta

Perché lo consiglierebbe ad una mamma?

«Innanzitutto perché la pratica del babywearing comporta enormi benefici per il bambino, perché rispetta la sua fisiologia fin dalla nascita.

Ricordiamo che un neonato esce dalla pancia della mamma attorno alle 42 settimane, ma a differenza di altri mammiferi non è autosufficiente sin da subito, ha bisogno di un periodo di maturazione fisica e neurologica chiamato “esogestazione”: il “cucciolo umano”, a contatto con la mamma ha soddisfatto il proprio bisogno primario del contatto».

«Il contatto con la mamma è fondamentale per la termoregolazione: i figli che stanno a contatto con la pelle della propria mamma si termoregolano, grazie a quel processo chiamato “sincronia termica“.

Stessa cosa succede con il battito cardiaco e il respiro.

Studi scientifici hanno potuto constatare che i bambini portati sono più tranquilli, piangono di meno e quindi mediamente più soddisfatti».

E se a portarlo è il padre?

«Con il papà è diverso: inizialmente, come è naturale che sia, è la mamma che il bimbo vuole e cerca, ma essere portato dal papà non può che fargli bene.

Un papà presente durante la gravidanza sarà infatti riconosciuto dal neonato che avrà enorme piacere a rimanere a contatto con lui.

Per il papà, portare dalla nascita, può essere quindi un modo per entrare in contatto più facilmente con il piccolo ed imparare a conoscersi prima».

Ci sono altri benefici del babywearing?

«Il contatto con la mamma – e quindi il babywearing – aiuta ad aumentare la produzione di latte e quindi favorisce l'allattamento: il contatto pelle a pelle fa produrre alla mamma ossitocina, di conseguenza aumenta la produzione di prolattina e le donne quindi producono più latte. È importante però che la mamma portatrice ascolti il suo bambino e soprattutto ad allattamento ancora non bene avviato, solleciti il neonato a poppare almeno ogni due ore e mezza, tre».

«Un altro beneficio è che la mamma, avendo il bambino sempre “a contatto” riesce immediatamente a comprendere i suoi bisogni: ci si “conosce” prima, e questo aumenta la competenza e l'autostima dei genitori che riescono ad essere reattivi ai segnali del proprio piccolo soddisfacendone subito i bisogni».

Praticità

«Non da ultimo, non dimentichiamo la praticità: la mamma può ritornare a fare tutte le cose che faceva quotidianamente con più semplicità rispetto ad una madre che deve accudire un bambino non portato. Si riescono ad abbattere con più facilità le barriere architettoniche, si esce di casa con più facilità e si evita che le neomamme si isolino».

PER APPROFONDIRE: Portabebé da pancia o schiena, i pro e i contro

Che tipi di fasce ci sono e quali sono le differenze?

Prima di prendere in rassegna i diversi supporti utilizzati da noi occidentali è importante ricordare alcune cose importanti che accomunano tutti i supporti. Qualsiasi sia il supporto scelto è importante che la seduta vada da piega del ginocchio a piega del ginocchio, il cosiddetto “cavo popliteo”.

In questo modo il bambino è adeguatamente sostenuto e sosterrà una posizione a “M”, ovvero avrà il sederino più in basso delle ginocchia.

Il tessuto dovrebbe consentire che la colonna vertebrale non venga schiacciata ma conservi la sua naturale curvatura a “c” che si modificherà in maniera del tutto naturale con lo sviluppo e la crescita del bambino.

In Italia abbiamo fatto nostri alcuni supporti:

  • Fascia elastica. è il supporto migliore per la fisiologia del bambino, fermo restando che vanno sempre considerate le esigenze specifiche di ognuno. È una fascia in jersey di cotone, lunga 50 cm e alta 70.

    La fascia elastica sostiene in maniera ottimale fino 8 kg, poi tende a cedere, non consentendo più la posizione fisiologica del bambino e provocando talvolta qualche dolore alla schiena al genitore. Consente di trasportare solo “pancia a pancia” e con legature a 3 strati.

  • Fascia di tessuto.

    Si tratta di un telo sui 4 metri e 60 cm per 70 cm di altezza (le misure sono variabili in base alla corporatura ed alle esigenze del portatore) .

    Queste fasce di tessuto (che può essere cotone al 100% oppure cotone misto lino, canapa, seta, bamboo, lana, a seconda delle esigenze della mamma e del bambino) sono i supporti più duraturi, che vanno bene dalla nascita e per tutto il percorso del babywearing.

    Quella più versatile in assoluto è 100% cotone con grammatura media (la bassa è circa dai 170 ai 215 grammi per metro quadro, la media 120 -135 e l'alta va dai 135 e oltre).

  • Mei tai.

    Si tratta di una via di mezzo tra un marsupio strutturato e una fascia, ha origini asiatiche e può essere utilizzato da quando il bambino sostiene la testa (3-4 mesi circa). Il suo utilizzo è per il pancia a pancia e per la schiena.

    I pro è che ha un utilizzo molto intuitivo, i contro sono che non è contenitivo come la fascia e non permette tante variazioni (non si può portare sul fianco).

  • Marsupio strutturato. Si tratta di quei marsupi che rispettano la fisiologia del bambino e sono dotati di fibbie e cinturoni. Vanno bene per i bimbi che sostengono la seduta (6-7 mesi) e possono essere trasportati davanti o sulla schiena.
  • Fascia ad anelli. La fascia “Ring sling” (consigliata quando il piccolo sostiene la testa) si può portare solamente sul fianco ed è un supporto che scarica il peso in maniera non ottimale. Non consente di fare lunghe passeggiate in quanto la posizione laterale fa in modo che il peso non sia adeguatamente distribuito ed il baricentro del portatore non sia in asse, ma facilita il saliscendi quando il bambino vuole scendere e salire spesso.

Quali suggerimenti possono essere utili a una mamma che vuole approcciare al babywearing?

“Non esiste il supporto ideale e giusto per tutti, ma ogni mamma, ogni papà ed ogni bambino hanno le proprie esigenze. È importante ascoltarle e rispettarle.

Se ci si trova in difficoltà sulla scelta dei supporti può essere di grande aiuto rivolgersi a persone competenti come le consulenti Babywearing Italia, in formazione continua, che svolgono attività di sostegno e supporto tramite consulenze individuali o di gruppo ma anche incontri informativi gratuiti.

Babywearing Italia si occupa proprio di divulgare il babywearing come pratica di accudimento e di sostenere i genitori offrendo loro servizi come incontri gratuiti, prestito gratuito di supporti e numerose attività e progetti sociali per grandi e piccini”.

Tutorial: il video per come indossare la fascia portabebè

  • Aprite completamente la fascia
  • Posizionate il centro della fascia sulla pancia
  • Fate una croce dietro la schiena e passate sulle spalle, avendo l'accortezza di prendere i due lembi superiori in modo che la fascia non venga arrotolata sulle spalle
  • Tirate decisamente la fascia e fate una x anche sul petto
  • Inserite all'interno della fascia messa inizialmente sulla pancia, i due lembi e tirate bene
  • Con i due lembi che avete in mano, fate due nodi sulla schiena
  • Tirate forte la x che avete davanti
  • Prendete il bimbo e infilate prima una gamba e poi l'altra all'interno della x (la x della fascia sarà sotto il sedere del bambino)
  • Rotate leggermente il bacino del bambino in modo che sia totalmente appoggiato a voi e non abbia le gambe a penzoloni
  • Aprite, sfogliate bene i due lembi della fascia, prima quella più interna e poi l'altra in modo che le gambe del bambino siano sostenute da ginocchio a ginocchio
  • Alla fine le ginocchia del bambino dovranno essere alla stessa altezza del bambino o più in alto
  • Quando il bambino è molto piccolo infilate all'interno della fascia anche le due spalle in modo da contenere totalmente il bambino
  • Per verificare se avete messo il bimbo all'altezza giusta, provate a dare un bacio sulla testa: non dovrà essere né troppo in alto, né troppo in basso

Источник: https://www.nostrofiglio.it/neonato/attrezzatura/babywearing-i-vantaggi-e-i-consigli

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