I bambini raccontano la sindrome di Tourette

Sindrome di Tourette e tic nei bambini: cosa sono e come si curano

I bambini raccontano la sindrome di Tourette

La sindrome di Tourette viene spesso diagnosticata durante l’infanzia, si tratta della manifestazione di tic motori multipli e di tic vocali. I tic nei bambini si presentano per almeno un anno, con non più di tre mesi di assenza del disturbo.

I tic sono definiti come movimenti improvvisi, ripetitivi e stereotipati o vocalizzazioni che coinvolgono uno o più gruppi muscolari.

All’interno di questa classificazione, possono essere ulteriormente distinti come tic semplici o  complessi e  tic motori o vocali.

I Tic motori semplici coinvolgono di solito un gruppo muscolare isolato  e si manifestano in una singola posizione anatomica.
Per contro, i tic motori complessi si basano sul coinvolgimento di gruppi muscolari multipli, sono più lenti e più protratti nel tempo.

Come si diagnosticano la sindrome di Tourette ed i disturbi da tic

Secondo la classificazione del DSM V i Disturbi da tic comprendono quattro categorie diagnostiche distinte:

  • Sindrome di Tourette
  • Disturbo cronico da tic motorio o vocale
  • Disturbo da Tic provvisorio
  • Disturbo da Tic non altrimenti specificato (NAS – Non Altrimenti Specificato)

La diagnosi per qualsiasi disturbo tic si basa sulla presenza di tic motori e/o la concomitanza di alcuni criteri:

  • Criterio A: ticvocali
  • Criterio B: durata
  • Criterio C: età di esordio
  • Criterio D: assenza di qualsiasi causa conosciuta come un’altra condizione medica o l’uso di sostanze.

Inoltre, secondo la rivisitazione della quarta edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-IV-TR), l’esordio deve avvenire prima dei 18 anni.

Altre condizioni mediche che includono tic o movimenti simili, come nel caso dell’autismo o altre cause di tourettismo, devono essere escluse prima di formulare una diagnosi.

Affinché si possa effettuate  una diagnosi di Sindrome di Tourette (ST), deve essere accertata una storia di tic motori multipli e almeno un tic vocale, anche se questi tic possono non verificarsi simultaneamente.

La localizzazione dei Tic, il tipo, la frequenza e la gravità possono variare nel corso del tempo.

I Tic aumentano in generale in concomitanza con eventi stressanti od emotivamente molto coinvolgenti; possono aumentare anche in condizioni di relax, mentre le attività che richiedono un’attenzione focalizzata li fanno diminuire.

Quando si manifesta la Sindrome di Tourette?

L’età media dell’esordio della sindrome di Tourette è di 5 anni, sebbene più del 40% dei soggetti sviluppi i primi sintomi in età antecedente. I tic complessi appaiono generalmente più tardi rispetto a quelli semplici, come i tic vocali seguono solitamente quelli motori.

Nella maggior parte dei pazienti il periodi di esacerbazione dei tic è compreso tra gli 8 e i 12 anni, per stabilizzarsi durante durante il periodo adolescenziale. Dopo i 18 anni si assiste, in genere, ad una riduzione dei tic sia per intensità che per frequenza.

Comorbidità della sindrome di Tourette

Molto spesso, i tic sono accompagnati da altri disturbi cognitivi o  comportamentali, ed in media, i giovani con la Sindrome di Tourette potrebbero soddisfare  i criteri per due ulteriori condizioni psichiatriche (Freeman et al., 2000).

I disturbi  cronici in età pediatrica sono stati associati con una vasta gamma di difficoltà: aggressività, impulsività, disturbi dell’umore e dell’ansia, scarse abilità sociali, livelli più elevati di conflittualità  familiare, e comportamenti ossessivo-compulsivi (Leckman et al, 1999; Spessot & Peterson, 2006).

Tuttavia, le condizioni che più frequentemente si trovano in comorbilità con la  Sindrome di Tourette  sono  il Disturbo ossessivo compulsivo (DOC)  ed il Disturbo da Deficit d’Attenzione con Iperattività, con una prevalenza per il DOC (Zohar et al., 1999).

Trattamento e cura della sindrome di Tourette

Vediamo di seguito le caratteristiche principali di alcuni tipi di trattamenti comportamentali più efficaci per i tic e la sindrome di Tourette:

  1. Si tratta del più tradizionale trattamento comportamentale per i tic.

    Al paziente viene chiesto di mettere in atto i tic in modo volontario, ripetuto, rapido ed intenso per un periodo di tempo specifico (es. 30 min), alternando periodi di riposo.

    Ha ormai un valore terapeutico modesto, soprattutto se confrontato con le più innovative tecniche di Habit Reversal.

  2. La Habit Reversal è il trattamento comportamentale più studiato dalla ricerca scientifica per il trattamento di tic.

    Consiste in una serie di tecniche che aiutano il paziente a divenire consapevole delle proprie manifestazioni ticcose e in seguito permettono allo stesso di apprendere le cosiddette “risposte alternative” che fungono da sostituto al tic nel momento in cui sopraggiunge.

    Il fine è di permetterne un’inibizione e ridurre progressivamente l’occorrenza degli episodi.

    Può essere affiancato ad esercizi di rilassamento, contingency management e generalization training.

    La consapevolezza dei tic è l’esito di un’accurata descrizione e detezione della manifestazione sintomatica stessa, di una procedura che evidenzia le sensazioni premonitrici dei tic, oltre che dell’utilizzo di un diario personale che registra gli accessi ticcosi per individuarne le situazioni maggiormente scatenanti.

    Il paziente impara a mettere in atto la risposta alternativa per 1-3 minuti o fino a quando l’esigenza di compiere il tic non scompare.

    La maggior parte delle ricerche cliniche riporta trattamenti su bambini ed adulti della durata di 10-14 sedute settimanali e i follow up a 10 mesi mostrano il mantenimento dell’efficacia dei trattamenti su tic motori e sonori, indipendentemente dalla presenza o assenza di un trattamento farmacologico in corso.

    Gli effetti dell’Habit Reversal Training sono visibili sull’intensità sintomatologica e sulla frequenza dei tic si esclude che vi sia una sostituzione del sintomo con la risposta alternativa appresa.

  3. Con il termine “automonitoraggio” s’intende una tecnica psicologica che prevede la registrazione dei sintomi da parte del paziente per mezzo di un contatore elettronico o un diario.

    Lo scopo è l’identificazione delle situazioni e dei momenti della giornata in cui è più probabile che si manifesti un tic.

    È parte integrante della tecnica di Habit Reversal, ma se usato come terapia indipendente ha effetti temporanei.

  4. Il contingency management (condizionamento operante) consiste nella manipolazione delle contingenze situazionali affinché gli intervalli di tempo in cui sono assenti i sintomi ticcosi siano rinforzati positivamente: per esempio i genitori del paziente utilizzano punti-bonus per rinforzare i comportamenti ricercati, mentre la manifestazione dei tic viene ignorata.

    Un sottotipo di contingency management sono gli interventi funzionali con i quali è possibile individuare e modulare le situazioni contestuali soggettive che determinano l’aumento o la riduzione di tic.

  5. L’uso di tali tecniche è volto alla riduzione di ansia e stress ed è rivolto a pazienti che stanno vivendo momenti difficili: è dunque indirettamente che si avrà un riscontro sulla frequenza ed intensità dei tic.

    Il rilassamento può aiutare a ridurre la tensione muscolare e prevede tecniche di respirazione, training muscolare progressivo, immaginazione e solitamente è parte di un trattamento multicomponenziale.

    Peterson e Azrin dimostrano che gli esercizi di rilassamento riducono i tic del 32%, la risposta alternativa ha un effetto pari al 55%, mentre l’automonitoraggio del 45%.

    In ogni modo gli effetti delle tecniche di rilassamento sono a breve termine, è bene dunque mantenerne costante la messa in pratica per un periodo superiore alle 10 settimane previste dal trattamento comportamentale. L’ipnosi ed altre tecniche di rilassamento si sono rilevate utili in proposito, ma richiedono ulteriori approfondimenti.

L’applicazione di questa tecnica parte dal presupposto scientifico che vi sia un’associazione fra la sensazione premonitrice del tic ed il tic stesso, in grado di alleviarlo.

Il legame esistente fra sensazione premonitrice e tic è rinforzato ogni volta che il paziente “cede” nel metterlo in atto.

L’Exposure with Response Prevention ha come scopo l’interruzione dell’associazione, prevenendo così il manifestarsi del tic.

I pazienti vengono esposti per un lungo periodo di tempo alla sensazione premonitrice (exposure), ma è loro richiesto di resistere ai tic (response prevention) per imparare a tollerare la spiacevole sensazione.



L’apprendimento farà in modo che diminuisca l’esigenza percepita di mettere in atto il tic e di conseguenza che se ne riduca la frequenza.

Conclusioni: le migliori tecniche per il trattamento della Sindrome di Tourette

Tra le tecniche esposte in precedenza, la Habit Reversal mostra la stessa efficacia dell’Exposure with Response Prevention, sebbene preveda lo stesso numero di interventi ma di durata dimezzata, sia nei trattamenti con bambini che con adulti.

Nonostante questo la diminuzione dell’effetto è risultata maggiore per l’Exposure with Response Prevention.

Gli studi dimostrano che L’Exposure with Response Prevention sia efficace sulla frequenza ed intensità di tic motori e sonori, in qualsiasi fascia d’età, senza il ripresentarsi o l’inasprimento della malattia dopo la sospensione del trattamento.

Dal momento che i bambini più piccoli sono meno consapevoli della sensazione premonitrice, deve essere definita un’età al di sotto della quale non è possibile applicare questa tecnica.

Nei pazienti affetti da sindrome di Tourette molto compromettente è comunque opportuno considerare la combinazione di un trattamento comportamentale e farmacologico.

Riferimenti bibliografici relativi alla sindrome di Tourette:

  • Douglas W. Woods, John C. Piacentini, John T. Walkup (a cura di). (2007) Treating Tourette Syndrome and Tic Disord,ers: A Guide for Practitioners. THE GUILFORD PRESS New York, London.
  • Mercuriu M., I disturbi da Tic e la Sindrome di Tourette. (2016). In L. Isola , G. Romano, F. Mancini (a cura di), Psicoterapia cognitiva dell’infanzia e dell’adolescenza. Nuovi sviluppi. Franco Angeli. Milano. 

Ritieni che tuo figlio possa essere affetto dalla sindrome di Tourette o da un disturbo da tic? Contatta oggi stesso un esperto psicoterapeuta che si è formato in una delle Scuole di Specializzazione appartenenti alla rete dell’Associazione di Psicologia Cognitiva o della Scuola di Psicoterapia Cognitiva, vicino a te:

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Se invece vuoi proseguire la lettura sui disturbi collegati alla Sindrome di Tourette ti segnaliamo diverse risorse interessanti su questo argomento e su altri disturbi correlati: 

La sensazione premonitrice nei disturbi da tic 

Creatività intuizioni e ossessioni: la Sindrome di Tourette nella mente geniale 

Le terapie dei disturbi da tic in età evolutiva

Non faccio il pagliaccio ho la Sindrome di Tourette 

Più ti guardo e più sto male 

Disturbo ossessivo compulsivo

Disturbo da deficit dell’attenzione ed iperattività

Источник: https://www.apc.it/disturbi/disturbi-eta-evolutiva/disturbo-da-tic-e-sindrome-di-tourette-criteri-diagnostici/

Sindrome di Tourette: Cos’è, Sintomi, Cause, Bambini e Film

I bambini raccontano la sindrome di Tourette

Sindrome di Tourette, mai sentito parlare? Alcuni noti personaggi del mondo dello spettacolo e del panorama musicale ne sono affetti, come la cantante Billie Eilish. Eppure, siamo di fronte ad una malattia ancora poco conosciuta nel mondo, soprattutto in Italia.  Può essere utile, quindi, fare un po’ di informazione sull’argomento!

Il termine deriva da Georges Gilles de la Tourette, il nome del neurologo francese (1857-1904) che se ne occupò per la prima volta.

Lo stigma e i dubbi relativi a questa patologia sono ancora numerosi dato che, pur trattandosi di una malattia non rara, l’eziologia del disturbo non è ancora completamente nota.

Partiamo dal presupposto che si tratta di un deficit del controllo motorio nel sistema extrapiramidale, dunque al di sotto della corteccia cerebrale, come il Morbo di Parkinson.

Il sistema extrapiramidale è quella parte del nostro sistema nervoso che governa e regola l’insieme di tutti i nostri movimenti involontari.

Si compone di fibre nervose che consentono di creare un collegamento, un “ponte”, tra le strutture (nuclei) situati nella profondità del nostro cervello e la parte più superficiale, ossia la corteccia cerebrale.

 In particolare, la zona corticale interessata e coinvolta in questo sistema è quella del lobo frontale. Nella parte posteriore del lobo frontale si può individuare l’area motoria, responsabile appunto del movimento. 

Il sistema extrapiramidale, se compromesso come nella Sindrome di Tourette, potrebbe non adempiere alla sua funzione di gestione della contrazione di ciascun muscolo scheletrico.

Cosa significherebbe tutto ciò? Problemi nel mantenimento delle diverse posture assunte dal corpo o nei cambiamenti di posizione, deambulazione e correzione di tutti i nostri movimenti volontari e della loro fluidità. Un esempio? La mimica facciale.

Stiamo dunque parlando di una malattia organica, non di un disturbo mentale o psichiatrico, nonostante spesso venga erroneamente considerato tale.

L scompenso riguarda soprattutto l’equilibrio tra due diversi neurotrasmettitori, la dopamina e la serotonina. Ciò provoca difficoltà o incapacità nel sopprimere un determinato tipo di attività motoria e/o vocale.

Entriamo più nello specifico, descrivendo cos’è la Sindrome di Tourette, quali sono i sintomi, le cause e altro ancora.

Sindrome di Tourette: Cos’è?

Sindrome di Tourette, si tratta di una malattia extrapiramidale, dunque, di origine organica e non mentale. L’eziologia del disturbo non risulta ancora del tutto nota: la ricerca scientifica ha però identificato una correlazione tra Tourette e infezione streptococcica Beta-emolitica.

E’ una condizione clinica causata da agenti patogeni, microrganismi batterici. Essi sono di forma rotonda e si dividono in due gruppi: A e B, diversi per struttura e patogenesi.

 I batteri A si trovano nelle vie aeree e sulla pelle (anche dei sani) e si trasmettono per contagio da persona a persona.  A questo ceppo appartiene proprio lo streptococco beta-emolitico, responsabile soprattutto di faringite, scarlattina e malattie della pelle.

Se curato male, può essere molto pericoloso! Il rischio è di danneggiare reni, cuore e proprio il sistema nervoso a causa dell’infezione in corso.  

Il rapporto indagato tra la Sindrome di Tourette e questo tipo di infezione da streptococco è davvero rilevante! Soprattutto in soggetti con una componente ereditaria predisponente.

Più nello specifico, si stima che questa Sindrome colpisca i ragazzi con un’incidenza tre volte maggiore rispetto alle ragazze, con una frequenza dallo 0,1 allo 0,5 per mille. Per questo motivo, non viene inclusa nelle malattie rare.

In alcuni casi, i sintomi svaniscono con l’aumentare dell’età, ma non accade in tutti i soggetti.

Sindrome di Tourette: Sintomi

Perché parliamo di Sindrome? Come per la Sindrome di Down, per esempio, con questo termine facciamo riferimento ad un complesso insieme di sintomi, che possono essere provocati dalle cause più disparate.

In questo caso, come abbiamo già accennato, il soggetto ha difficoltà o incapacità nel sopprimere un determinato tipo di attività motoria e vocale. Inoltre, l’attività è inadeguata nel tempo e nello spazio, proprio perché manca di scopi specifici ed è incontrollata.

Di base, i sintomi includono dunque diversi tipi di movimenti involontari, che possono cambiare per intensità e per caratteristiche a seconda della situazione. In più, si registra una produzione di suoni in forma differente.

Un sintomo tipico, oltre che il più conosciuto, si riferisce al fatto che le persone colpite dalla sindrome di Tourette, soprattutto durante la pubertà, possono pronunciare parole oscene (parolacce e bestemmie) involontariamente.

Stiamo parlando di tic motori e tic fisici, movimenti e manifestazioni ripetitivi e stereotipati oltre che involontari. Nulla hanno a che vedere con l’aggressività parte del disturbo oppositivo provocatorio, che emerge tipicamente  durante lo sviluppo.

I sintomi qui comprendono tic come scatti delle palpebre e di altre parti del corpo, schiarimento della voce ma anche l’emissione di veri e propri suoni. Spesso i tic vengono confusi erroneamente con delirio o sintomi di schizofrenia.

I tic compaiono molte volte al giorno, per un periodo minimo di 12 mesi e questo provoca ansia, stress e alterazione nell’inserimento sociale. Il paziente adulto non adeguatamente seguito e curato può anche andare incontro a depressione, proprio a causa del disagio provocato dalla sindrome.

Ci può essere anche la tendenza a ripetere l’ultima parola, o l’ultima sillaba, di una frase. Questo fenomeno, che prende il nome di ecolalia, si riscontra con frequenza anche nell’afasia trascorticale sensoriale.

Per entrare più nel vivo dell’argomento, ecco come appare, in pratica, una persona che soffre della Sindrome di Tourette. Questa è la storia di Sabrina, una donna cha ha partecipato al programma televisivo “Primo Appuntamento”.

Cause e Cura della Sindrome di Tourette

Come abbiamo già detto, la ricerca scientifica non è stata ancora in grado di definire con chiarezza quali sono le cause alla base della sindrome di Tourette.

Esiste una parte di ricerca dedicata all’identificazione di un gene capace di aumentare la predisposizione del soggetto, anche su base ereditaria. L’aspetto genetico è quindi centrale ma ancora da chiarire.

Stiamo inoltre parlando di un disturbo cronico, con sintomi che possono aggravarsi in adolescenza e a volte scomparire nella prima età adulta (20-25 anni).

Per ciò che riguarda la cura, dobbiamo partire dal presupposto che spesso alla sindrome di Tourette si associano disturbi come ADHD, Disturbo Ossessivo Compulsivo e alterazioni dell’umore.

Questo significa che, per curare la Tourette, non esiste ancora un trattamento specifico per la risoluzione del disturbo. Le terapie sono diverse ma permettono solo di alleviare la sintomatologia.

I trattamenti previsti sono di tipo fisioterapico, occupazionale e farmacologico: l’obiettivo principale è la riduzione dell’ipersensibilità della dopamina.

La dopamina è un neurotrasmettitore implicato in vari ambiti: dalla memoria di lavoro, ai meccanismi di regolazione del sonno, fino ad alcune competenze cognitive come l’attenzione. Il ruolo per cui è più conosciuta, probabilmente, è quello del sistema di piacere e ricompensa, tipico della sessualità e delle droghe.

E’ importante, poi, occuparsi dei disturbi in comorbilità oltre che del disagio, del soggetto e della famiglia.

Sottolineiamo inoltre che i sintomi non sono mai provocati intenzionalmente: avvengono al di fuori del controllo della persona.

Questo è il primo passo per l’accettazione! La psicoterapia, in particolare se comportamentale, è particolarmente utile in questi casi.

Sindrome di Tourette nei Bambini

Lo stigma che si concentra intorno a questo disturbo è molto diffuso. Poche persone sanno dell’esistenza della sindrome di Tourette e questo provoca molta ignoranza in merito.

Incontrare una persona che ha scatti improvvisi e produce suoni involontari, a volte osceni, spaventa e porta gli altri ad allontanarsi, poiché viene percepito come “strano” (vedi anche Bullismo).

I tic motori e vocali insorgono tra i 4 e i 6 anni di vita, per poi permanere per il resto della vita.

Il trattamento farmacologico nei più piccoli non è consigliato. Di solito, dunque, si preferisce inserire il bambino in training volti ad aumentare la sua consapevolezza e a ridurne il disagio. Meglio ancora, se possibile, è coinvolgere famiglia ed insegnanti, per cercare di identificare quali sono le situazioni stressanti in cui aumentano i tic.

Film e Tourette

Per fortuna, con il passare del tempo sta aumentando anche la consapevolezza dell’esistenza della sindrome di Tourette.

Sempre più persone sono a conoscenza dei sintomi tipici di questo disturbo e questo permette di diminuire lo stress a cui sono di solito abituati questi soggetti.

Come sappiamo, l’industria cinematografica permette di diffondere messaggi importanti ad un numero estremamente ampio di spettatori.

Motherless Brooklyn – I segreti di una città

Un film uscito nel 2019 che affronta le caratteristiche e le difficoltà di questa sindrome è senza dubbio “Motherless Brooklyn- I segreti di una città“, in cui Lionel, il detective protagonista del film, è affetto da Tourette.

Si tratta di una punto di vista interessante, capace di far immedesimare lo spettatore in una battaglia quotidiana, volta all’accettazione. Altro film pluripremiato è Teacher, di Siddharth P Malhotra (India), in cui Naina Mathur è un’aspirante insegnante affetta dalla sindrome di Tourette.

Anche qui vengono mostrate le difficoltà quotidiane, poiché nonostante la protagonista venga assunta in una delle scuole più prestigiose della città deve affrontare scherzi dispetti da parte di studenti e non solo.

Niente può fermarci

Niente può fermarci” è una pellicola italiana che affronta lo stesso argomento. Nello specifico, racconta l’incontro in una clinica specializzata di Mattia, narcolettico, Augusto, internet-dipendente, Guglielmo, affetto dalla sindrome di Tourette, e Leonardo, ossessionato dall’igiene e dal timore del contatto fisico.

Un viaggio indimenticabile ad Ibiza riesce a raccontare difficoltà dei 4 protagonisti e la strada verso la scoperta di se stessi.

Sabrina Marchetti, Claire Sophie, Jack Francis e Tourettes Teen sono solo alcuni dei nomi di persone che, tramite la piattaforma di , raccontano le difficoltà e le caratteristiche della Tourette in presa diretta.

Источник: https://www.psicocultura.it/sindrome-di-tourette/

Gravidanza
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