I bambini non dovrebbero bere più di due tazze di latte al giorno

Latte ai bambini prima dei 12 mesi: perché evitare quello vaccino

I bambini non dovrebbero bere più di due tazze di latte al giorno

Troppe proteine e troppo poco ferro: ecco perché il consumo di latte vaccino dovrebbe essere rimandato oltre il primo compleanno. E anche in questo caso con alcune cautele, nell'ambito di un'alimentazione generale equilibrata e ben bilanciata

Un bel bicchiere di latte vaccino: a colazione o a merenda fa parte della tradizione alimentare del nostro paese, ma quando è il momento giusto per introdurlo nell'alimentazione del bambino? Se un tempo non ci si poneva neppure la domanda e già a bambini di pochi mesi veniva offerto latte di mucca, oggi le conoscenze scientifiche in materia di nutrizione pediatrica ci dicono che è meglio aspettare almeno il primo compleanno.

Perché evitare il latte vaccino prima dei 12 mesi

Le indicazioni della Società europea di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica lo dicono chiaramente: “Il latte vaccino non dovrebbe essere impiegato come bevanda principale prima dei 12 mesi, mentre sono consentite piccole quantità in aggiunta a preparazioni alimentari” (come il purè di patate o la besciamella, NdR)”.

Le ragioni principali per questo “divieto” sono due e ce le spiega il professor Andrea Vania, responsabile del Centro di dietologia e nutrizione pediatrica del Dipartimento Materno-infantile e Scienze urologiche dell'Università Sapienza di Roma.

“La prima ha a che fare con le proteine, che nel latte vaccino sono troppe”.

Ormai sappiamo che un eccesso di proteine dei primi due anni di vita si associa a un aumento del rischio di obesità durante l'infanzia: da qui l'attenzione a tenere basso l'apporto di questo nutrienti e, dunque, l'attenzione nei confronti di un alimento che ne è particolarmente ricco come il latte vaccino.

Basta un semplice calcolo per rendersene conto: come scrive Vania insieme a Luigi Nastri e Jacopo Pagani nel libro Impariamo a mangiare, lo svezzamento giusto con il metodo Margherita, intorno ai 6-8 mesi un bambino ha bisogno di circa 17 grammi di proteine al giorno.

Ma mezzo litro di latte vaccino – ed è ragionevole pensare che a quell'età tanto, se non di più, ne assuma un bambino – ne apporta da solo ben 15 grammi.

Significa che dal punto di vista delle proteine non dovrebbe esserci più spazio per altro nel corso della giornata: non solo per alimenti proteici come carne, pesce, legumi, uova, ma anche per altri tipi di alimenti come cereali e altri vegetali, che comunque un minimo di proteine lo contengono.

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“La seconda ragione per evitare il latte vaccino prima del primo compleanno – prosegue Vania – riguarda invece la carenza di ferro, in un'età nella quale il fabbisogno di questo micronutriente è molto elevato”.

Alcuni studi, infine, suggeriscono che il consumo di latte vaccino prima dell'anno di vita possa favorire la comparsa di microemorragie intestinali, favorendo il rischio di anemia.

“È un'osservazione emersa soprattutto da studi relativi al consumo di latte crudo, ma non vedo ragioni per cui non debba essere estensibile anche a quello pastorizzato” sottolinea il nutrizionista.

Latte vaccino dopo i 12 mesi: sì ma con cautela

Spenta la prima candelina cadono le raccomandazioni a evitare il latte vaccino, a patto però di usare qualche cautela. “Dal punto di vista delle richieste nutrizionali non cambia poi molto tra un bambino di 12 e uno di 14 mesi, per cui l'indicazione fondamentale è quella di non esagerare”.

Se il bambino si accontenta di 200-400 ml di latte al giorno (secondo le indicazioni del Ministero della salute), quindi, va bene il latte vaccino, ma se le sue richieste sono più alte meglio fare altre scelte. “Per bambini che anche dopo l'anno continuano a consumare molto latte sarebbero preferibili le formule di crescita, ma se proprio si vuole restare sul latte vaccino questo deve essere diluito”.

Quando e quanto diluire il latte vaccino

“La diluizione del latte vaccino è opportuna se il bambino è un forte consumatore di latte e si preferisce usare questo alimento al posto della formula di crescita” afferma Vania. “In questi casi, il latte va diluito a metà con acqua per almeno tutto il secondo anno di vita”.

Diluizioni gradualmente più “spinte” potrebbero essere una buona strategia anche per disabituare il bambino alla richiesta di un biberon di latte alla sera, prima di andare a dormire.

“Dopo l'anno di vita il bambino dovrebbe cominciare ad assumere le abitudini alimentari della famiglia e difficilmente i genitori berranno una tazza di latte prima di andare a dormire.

Al massimo si può mantenere come coccola l'offerta, se richiesta dal bambino, di una piccolissima quantità di latte, non più di 30-50 cc”.

Latte intero o scremato?

Intero, non c'è dubbio” sostiene l'esperto. “Il latte parzialmente scremato è sconsigliato per i bambini fino ai tre anni d'età, perché in questa fase della vita c'è bisogno di grassi, più di quanti ne servano agli adulti.

Ora, è vero che molti dei grassi del latte sono grassi saturi, dunque non i 'migliori', ma è altrettanto vero che se nel resto dell'alimentazione si è attenti a fornire al bambino grassi insaturi, va benissimo che ci sia una parte di grassi saturi proveniente dal latte”.

Non solo: il latte scremato ha anche un contenuto proteico più elevato (circa 3,3-3,5 grammi per 100 ml, contro i 3 gr per 100 ml del latte intero) e anche per questo è sconsigliato per i bambini.

Fresco o a lunga conservazione?

“Se è agevole per la famiglia direi fresco, sia perché il sapore è generalmente migliore (anche se il latte a lunga conservazione disponibile oggi ha comunque un buon sapore), sia perché con i processi di conservazione un minimo di nutrienti si perde” risponde Vania. Suggerendo che una buona via di mezzo potrebbe essere il latte vaccino microfiltrato, che ha una durata dai 7 ai 10 giorni.

Il latte vaccino va bollito?

“Il latte vaccino pastorizzato, microfiltrato o UHT non va bollito: può tranquillamente essere consumato tal quale o appena scaldato se lo si preferisce. Quello che invece va assolutamente bollito è il latte crudo, di cui però il Ministero della salute ha sconsigliato l'uso per il rischio di contaminazione batterica”.

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bambino/latte-vaccino-prima-12-mesi

Quanto latte dare ai bambini?

I bambini non dovrebbero bere più di due tazze di latte al giorno

Il latte è per il neonato il primo ed esclusivo alimento della sua vita.

Il latte è un alimento completo dal punto di vista nutrizionale e biologico tale da essere per mesi l’unico nutrimento per i bambini e anche quando lo svezzamento sarà avviato, il latte resterà per i primi anni di vita (e spesso per tutta la vita) un alimento prezioso e insostituibile. Ma quanto latte dare ai bambini e che tipo di latte segliere?

Recenti dati rivelano che ogni italiano beve, in un anno, circa 57 litri di latte, ma se il consumo di latte è in crescita tra le donne in menopausa  e tra gli anziani, è in calo invece tra i giovanissimi: il 60% dei teenager non consuma un’adeguata quantità di latte.

Valori nutrizionali del latte

Innanzitutto il latte è una emulsione di grassi e acqua che contiene, nella misura di un litro, 45 g. di zuccheri, 35 g. di proteine, 37 g. di grassi, 10 g. sali minerali e altre sostanze in quantità inferiori.

Il latte è una preziosa fonte di proteine (caseina per l’80% e lattalbulina per il 20%, proteine ad alto valore biologico perché complete) e vitamine, nonché di calcio altamente biodisponibile, cioè estremamente facile da assorbire.

Il latte contiene anche grassi che sono in larga parte saturi, quindi facilmente digeribili e con una ridotta attitudine ad far salire il livello di colesterolo nel sangue, come l’acido linoleico coniugato (CLA) che svolge un’azione anti diabete, anti cancro e antiadipogena.

Inoltre, grazie ai peptidi con azione morfinosimile, il latte favorisce il relax e predispone al sonno.

Per garantire il giusto apporto di nutrienti provenienti dal latte è importante dare al bambino il latte intero e non quello scremato, che è certamente meno calorico ma è anche più povero di vitamine.

Il latte favorisce un sano sviluppo muscolare, il processo per la coagulazione del sangue, contribuisce alla formazione delle ossa e dei denti, fornisce l’energia necessaria per le attività fisiche.

Latte fresco ai bambini di 1 anno

Il latte di mucca non viene digerito bene da bambini sotto dei 12 mesi, ed è privo di nutrienti essenziali forniti dal latte materno e da quello in formula. Quindi, il latte vaccino va introdotto dopo il primo anno di vita.

Quanto latte a 2 anni

Secondo le indicazioni degli esperti i bambini tra 1 e 3 anni dovrebbero bere almeno 200-400 ml di latte vaccino intero al giorno se mangiano anche altri cibi di origine animale, mentre se non mangiano altri alimenti di derivazione animale non dovrebbe bere meno di 300-500 ml al giorno.

Insomma una tazza o un biberon la mattina per colazione e un bicchiere di latte prima di dormire sono una giusta quantità, ma se il bambino rifiuta di bere latte può tranquillamente assumere calcio e proteine da latticini e derivati: yogurt, parmigiano, formaggio sono comunque derivati del latte e vanno inseriti in una dieta variegata ed equilibrata come validi sostituti del latte.

Ricordate che bere troppo latte riempie lo stomaco, sazia molto e ciò può rendere poi il bambino inappetente nei confronti di altri cibi altrettanto importanti. Quindi attenzione a dare il latte ma senza esagerare per non correre il rischio che poi non mangi più nulla.

Quale latte vaccino dare ai bambini

L’alta qualità è una categoria merceologica prevista dalla legge 169 del 3/5/1989.

Selezione e stato di salute delle razze bovine, alimentazione dei bovini, igiene delle stalle, condizioni di mungitura, raccolta e distribuzione, struttura della centrale di lavorazione, trattamenti termici e confezionamento del prodotto finale: i requisiti richiesti per potersi fregiare del bollino dell’Alta Qualità sono davvero tanti e rigorosi. Inoltre i controlli sono frequenti e severi. Per questo sono poche le aziende che riescono a mettere in commercio 'latte fresco pastorizzato ad alta qualità' che deve essere, secondo la legge, solo del tipo 'intero' e connotato da caratteristiche particolari: le proteine presenti nel latte crudo destinato all’alta qualità sono, infatti, 32 gr. per litro contro i 28 gr. per quello destinato al normale latte fresco pastorizzato; la percentuale di sieroproteine, che favoriscono il sistema immunitario dell’organismo, è di gran lunga maggiore nel latte di alta qualità confezionato rispetto al normale latte fresco pastorizzato.

In genere i pediatri consigliano di dare ai bambini il latte fresco intero per garantire loro tutti i nutrienti di cui hanno bisogno, grassi compresi.

Fino ai 2 o 3 anni, quindi, è indispensabile il latte intero perché il bambino ha bisogno del grasso per lo sviluppo del cervello e del fisico. L’unica eccezione può esserci se il bambino prende troppo peso troppo in fretta.

Se il bambino non ha problemi di peso può continuare a bere latte intero a tempo indeterminato: è senz’altro più ricco e nutriente.

Mio figlio a sei anni cominciò a lamentare mal di pancia ogni mattina dopo la colazione e il pediatra gli cambiò il latte. da quando beve latte parzialmente scremato non ha più questi fastidi. Il parzialmente scremato può essere utile e indicato anche per i bambini in sovrappeso o con la tendenza al sovrappeso.

Bambini intolleranti al latte

L’intolleranza è una reazione dell’organismo provocata dall’incapacità di digerire il lattosio, principale zucchero contenuto nel latte, a causa della carenza di lattasi, l’enzima che trasforma il lattosio in zuccheri semplici.

L’intolleranza al lattosio è molto diffusa, soprattutto tra gli adulti: negli Stati Uniti, fino al 22% degli adulti è affetto da carenza di lattosio mentre tra i Nord-Europei si registra l’incidenza più bassa (circa il 5%); nell’Europa centrale la prevalenza è circa il 30% e nell’Europa del sud sfiora il 70%.

Giornata Mondiale del Latte

Lo sapete che il 1 giugno ogni anno la FAO celebra il World Milk Day? La giornata serve a sensibilizzare i consumatori sul ruolo e sull’importanza di questo eccezionale prodotto.

Источник: https://www.paginemamma.it/latte-alimento-per-la-crescita

Il latte fa bene o fa male? Ecco le risposte della scienza

I bambini non dovrebbero bere più di due tazze di latte al giorno

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Il latte fa bene o fa male? Quali sono le proprietà del latte? Ma soprattutto quante volte negli ultimi anni un alimento è stato ingiustamente demonizzato a causa di bufale e leggende metropolitane senza fondamento scientifico? La Fondazione Umberto Veronesi (fondazioneveronesi.it) ha provato a fare chiarezza sul consumo di latte cercando di chiarire tutti i dubbi, anche i più scottanti e scomodi, per diffondere i dati scientifici reali e provati e sfatare una volta per tutte i falsi miti. Ricordando sempre il principio che «uno o pochi studi non fanno scienza» e che se nell'ambito di una alimentazione bilanciata (basata soprattutto su cereali integrali, legumi, frutta, verdura, pesce e olio extravergine di oliva) consumiamo latte e derivati nelle giuste quantità, non si corre nessun rischio per la salute.

1. Quando latte si deve consumare?

Come per tutti gli alimenti vale la regola della varietà e della moderazione.

Secondo la Società Italiana di Nutrizione Umana le dosi di consumo raccomandate, in assenza di patologie, intolleranze o allergie, sono da 1 a 3 porzioni al giorno tenendo presente che 1 porzione di latte corrisponde a 125 ml di latte e yogurt (preferibilmente a basso contenuto di grassi), 1 porzione di formaggi freschi corrisponde a 100 grammi e 1 porzione di formaggi stagionati corrisponde a 50 grammi. In quest'ultimo caso il consumo non dovrebbe superare le due volte a settimana, a causa del contenuto di grassi saturi, colesterolo e sodio.

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2. Il latte fa ingrassare?

Il latte contiene zuccheri semplici come il lattosio e grassi, che in quantità equilibrate sono un'ottima riserva di energia.

Se sei normopeso e in salute e fai un consumo moderato di latte e derivati all'interno di una alimentazione varia e bilanciata non devi preoccuparti.

Se invece devi ridurre l'apporto di grassi e di colesterolo, preferisci il latte a ridotto contenuto di grassi (scremato o parzialmente scremato). Ma sfatiamo un mito: l'intolleranza al lattosio non è in alcun modo collegata all'aumento di peso.

È tutta colpa del gonfiore. Per perdere peso è necessario ridurre i cibi con maggior contenuto di grassi e zuccheri, come i cibi di origine animale, a favore di una alimentazione ricca di vegetali, e praticare una costante attività fisica.

3. Come capisco se sono intollerante al lattosio?

Per digerire correttamente il latte nell'intestino deve essere presente un enzima: in sua assenza possono presentarsi sintomicome meteorismo, flatulenze, diarrea, dolori e crampi addominali ma anche manifestazioni più gravi.

Se hai questi sintomi e vuoi scoprire se sei intollerante al lattosio, la Fondazione Veronesi mette in guardia dai test fai da te: è sempre meglio rivolgersi ad un allergologo e a un nutrizionista esperto, oppure ad uno dei centri specializzati in allergie alimentari presenti in molti ospedali italiani.

L'intolleranza al lattosio si può scoprire facilmente tramite un esame non invasivo che si chiama breath test.

4. Cosa posso bere al posto del latte se sono intollerante?

In commercio sono disponibili diverse tipologie di latte ad alta digeribilità, senza lattosio.

In caso di lieve intolleranza si possono però consumare yogurt perché i batteri presenti effettuano una prima digestione dello zucchero, e formaggi a pasta dura come il grana, che contengono meno lattosio.

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5. Meglio fresco o a lunga conservazione?

Dal punto di vista nutrizionale non c'è differenza: la scelta dipende da due fattori, il gusto perché il sapore è diverso e la praticità in quanto il latte a lunga conservazione dura molto di più rispetto a quello fresco.

6. Il latte protegge dall'osteoporosi?

La scienza ha smentito la credenza che il latte protegga dall'osteoporosi, il progressivo indebolimento delle ossa a causa della perdita di calcio: secondo studi recenti le donne che assumono il latte quotidianamente hanno lo stesso rischio di sviluppare fratture ossee di chi non lo beve o lo consuma saltuariamente. Più rare invece le fratture in chi consuma yogurt e formaggi fermentati, ma in generale si invita alla prudenza nel trarre conclusioni, perché l'osteoporosi è influenzata da diversi fattori. Di sicuro però in tavola, per fare il pieno di calcio, non devono mai mancare i cavoli, le verdure a foglia verde e la frutta a guscio.

7. Bere latte fa venire il cancro?

Tutta colpa del famoso libro The China Study del nutrizionista americano Colin T. Campbell, di grande successo ma senza fondamento scientifico.

Come regola è bene evitare semplificazioni parlando delle proprietà degli alimenti, dato che non si tiene in considerazione la qualità della dieta e lo stile di vita in generale (cibo, attività fisica, consumo di alcol e fumo).

Inoltre quando si parla di cancro ci si riferisce a oltre 200 malattie differenti che hanno meccanismi di sviluppo e decorso molto diversi fra loro.

I tumori sono malattie causate da numerosi fattori, genetici e ambientali quindi dire che un singolo alimento fa ammalare, o che protegge, non è scientificamente corretto: in realtà modifica soltanto il rischio, in senso positivo o negativo.

8. Bere latte contro i tumori, cosa c'è di vero?

Se secondo alcuni studi il latte e i suoi derivati sembrerebbero esercitare un'azione protettiva contro il tumore del colon-retto e della vescica, per quanto riguarda il cancro alla prostata il discorso è diverso.

Pare infatti che ci sia un rischio più alto di sviluppare il tumore alla prostata tra i consumatori di dosi maggiori di prodotti lattiero-caseari, a causa del massiccio apporto di calcio.

Invece nel caso del cancro al seno le evidenze raccolte dai ricercatori non sono ancora conclusive ma sembra che il calcio e la vitamina D abbiano un moderato effetto protettivo nei confronti del tumore al seno nelle donne di età superiore ai 45 anni.

Al tempo stesso però è raccomandata prudenza con i derivati del latte ricchi di grassi alle donne già colpite da un tumore al seno.

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9. Latte e autismo

Visto che è stata smentita la correlazione tra vaccini e autismo, ci riprovano con il latte: sotto accusa è stata messa questa volta la caseina, considerata una proteina tossica e quindi tra le cause dell'insorgere della malattia.

Sì, la scienza ha dimostrato che esiste un profondo legame tra intestino e sistema nervoso centrale, ma ad oggi non esistono prove della relazione causale tra latte e autismo, una diceria che rischia anche di colpevolizzare senza motivo genitori e familiari dei piccoli colpiti da questa patologia.

10. I bambini possono bere il latte di soia?

I bambini dall'anno in su, se lo gradiscono, possono bere senza nessun problema bevande di riso, di mandorla o di soia.

Per quanto riguarda quelli più piccoli (0-12 mesi), le bevande vegetali non possono sostituire del tutto il latte maternoo quello formulato: il rischio è che il bambino incorra in squilibri nutrizionali.

Nel caso di gravi allergie al latte nei bambini piccoli, esistono latti formulati vegetali (derivati dalla soia o dal riso) sia di inizio che di proseguimento, appositamente arricchiti di nutrienti importanti per la crescita.

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Gravidanza
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