I bambini che vanno al nido si ammalano troppo?

«Il mio bambino si ammala troppo?»

I bambini che vanno al nido si ammalano troppo?

Pandemia di Covid a parte, in età prescolare, durante la stagione autunnale-invernale, un bambino con un sistema immunitario che funziona normalmente può ammalarsi solitamente anche tra le sei e le otto volte, con un ritmo di un episodio al mese.

Se poi consideriamo che, per risolversi, ogni episodio impiega dai sette ai quindici giorni, parliamo di bambini che finiscono per essere quasi sempre “malati”. Cerchiamo di scoprire di più sulle cause di questo fenomeno così frequente.

I motivi

Nel momento in cui inizia a frequentare la comunità, vale a dire il nido o la scuola materna, il sistema difensivo del bambino deve ancora maturare.

I tempi di risposta nei confronti delle infezioni sono dunque più lunghi rispetto alle età successive e il suo sistema immunitario è praticamente “vergine”, poiché deve ancora venire a contatto con virus e batteri che non conosce.

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Ci sono poi dei fattori di rischio che favoriscono ulteriormente il ripetersi degli episodi, il più importante dei quali è la frequenza con cui il piccolo va al nido (o alla materna), vale a dire quanto tempo passa in spazi chiusi e affollati da altri bambini che stanno “eliminando” virus. In questi ambienti, le probabilità di ammalarsi aumentano in rapporto al numero dei bambini presenti; per la stessa ragione si ammalano di più (e prima) i bambini appartenenti a famiglie numerose.

Sappiamo che i figli di fumatori, inoltre, vanno incontro a più episodi infettivi per via dell’azione dannosa che il fumo esercita sulle ciglia che rivestono le vie respiratorie.

Altri fattori che possono facilitare le infezioni sono l’inquinamento atmosferico e quello domestico (temperature troppo basse o troppo elevate e umidità con sviluppo di muffe).

Discorso a parte va fatto per gli ex prematuri, per quei bambini affetti da malattie gravi come la fibrosi cistica o quelli nati con difetti congeniti del sistema immunitario.

Frequenza e gravità

Si tratta di una questione che riguarda il 6% dei bambini nei primi anni di vita, e che è destinata a risolversi nel tempo – tanto prima quanto più è precoce la frequentazione della comunità –, ma è innegabile che possa creare disagio al bambino e ai suoi genitori.

Sarà il pediatra di fiducia a individuare i casi che richiedono degli approfondimenti.

In realtà, non è tanto importante il numero delle infezioni ma, piuttosto, la loro gravità: non bisogna preoccuparsi quindi del ripetersi dei comuni episodi di febbre, raffreddore e tosse causati dai virus e destinati a risolversi spontaneamente in pochi giorni, ma delle infezioni complicate da batteri patogeni come le otiti medie acute ricorrenti, del fatto che si verifichi più di una polmonite o di una sinusite in un anno, della comparsa di infezioni gravi (come appunto quella da Coronavirus) o insolite o della mancata risposta a una terapia antibiotica, nei rari casi in cui il pediatra sospetterà una malattia causata da batteri.

Controlli e misure preventive

Gli esami da fare nei casi sospetti sono pochi e semplici (sarà il pediatra a indicarli), tanto che la maggior parte delle volte è sufficiente un prelievo.

Cosa fare, invece, per quanto riguarda quei bambini che si ammalano spesso ma che rientrano nella norma, ovvero sono sani, crescono bene, hanno un regolare sviluppo psicomotorio e risolveranno il problema dopo i 5 anni o prima se hanno frequentato il nido?

Prima di tutto, è bene sottolineare che l’allattamento prolungato al seno garantisce al piccolo una protezione dalle infezioni anche dopo la sua interruzione.

Bisogna poi tenere in considerazione che ogni episodio infettivo causa un temporaneo indebolimento del sistema immunitario: ogni infezione apre la strada a quella successiva, tanto che spesso il bambino non fa in tempo a rientrare all’asilo che è di nuovo ammalato.

Sarebbe pertanto opportuno che, di fronte al ripetersi di questi episodi, il bambino venisse tenuto a casa per almeno due settimane, evitando così, in quel periodo, di essere esposto di nuovo al contagio causato dalla socializzazione.

Ma fra tutte le misure di prevenzione, quella di gran lunga più efficace è sicuramente il lavaggio delle mani, dal momento che i germi diffusi nell’aria non trasmettono le infezioni solo tramite le vie respiratorie ma tendono a ricadere anche sulle superfici che tocchiamo con le mani. Un corretto lavaggio con un comune sapone, senza necessità di aggiungere sostanze antimicrobiche, permette di ridurre della metà le infezioni respiratorie, gastrointestinali e cutanee.

Immunostimolanti: cosa sono e a cosa servono?

Si tratta di un nutrito gruppo di farmaci, definiti erroneamente “vaccini”, che dovrebbero aumentare la resistenza alle infezioni stimolando la produzione di anticorpi. Comprendono sia i cosiddetti “lisati”, costituiti da frammenti di cellule batteriche, sia composti sintetizzati in laboratorio. Tra le varie tipologie troviamo:

  • probiotici, ovvero microrganismi in grado di moltiplicarsi nel colon sottraendo spazio ai batteri “dannosi”;
  • prebiotici: sostanze presenti in natura e non digeribili, che dovrebbero agire sulla flora batterica intestinale stimolando la crescita di specie batteriche “utili”;
  • minerali, ad esempio lo zinco;
  • vitamine, ad esempio la A e la D;
  • piante erbacee come l’echinacea;
  • sostanze prodotte delle api quali la propoli;
  • preparati omeopatici come l’oscillococcinum, vale a dire piccole palline di zucchero.

Tutti gli studi effettuati su questi medicinali hanno fornito, nella migliore delle ipotesi, delle prove piuttosto deboli circa la loro reale efficacia nel ridurre la gravità, la durata e la frequenza degli episodi infettivi, nonché nel diminuire il consumo di antibiotici e i disagi per quanto riguarda la gestione del lavoro da parte dei genitori.

Da notare che nel2018 l’EMA (l’Agenzia Europea per i Medicinali) ha avviato una revisione dei lisati batterici proprio in considerazione dei dubbi sollevati da studi recenti sull’efficacia di tali medicinali, tenendo conto dei possibili, anche se molto rari, effetti collaterali (nel 2005 la Francia ne aveva sospeso la commercializzazione per le medesime ragioni).

Considerando tutti questi aspetti, e non ultimo il costo di simili terapie (dettaglio non trascurabile), la nostra opinione è che allo stato attuale non ci siano ragioni valide per considerare utile e conveniente l’uso di questi farmaci e integratori.

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Bibliografia:

Источник: https://www.uppa.it/medicina/malattie-e-disturbi/il-bambino-si-ammala-troppo/

Bambini che si ammalano al nido

I bambini che vanno al nido si ammalano troppo?

Spesso si dice che quando i bambini iniziano l'asilo nido passano più tempo a casa malati che a scuola. La pediatra ci spiega come affrontare le malattie più frequenti e come prevenirle

I bimbi da che mondo è mondo si ammalano, come i grandi, anzi più dei grandi e maggiormente quando frequentano una collettività infantile, ma questa immunità acquisita li proteggerà dalle malattie nelle epoche successive. In questo modo ogni bimbo si costruisce un corredo immunitario importante che risulta essere utile e necessario per il futuro. I genitori devono essere consci di questo, quindi non devono allarmarsi se il loro bambino si ammala!

Cause

Molte volte i genitori esasperati si chiedono perché il loro bimbo si ammala spesso al nido. La risposta è, per noi pediatri, semplice: quando sta a casa è in un certo qual modo viziato di attenzioni, al nido e alla scuola materna si tempra, assapora la febbre, il raffreddore, le prime infezioni delle vie aeree, la prima diarrea.

Le infezioni al nido e alla scuola materna sono la norma e le cause sono da ricercare nei locali chiusi, spesso riscaldati eccessivamente, poco areati per risparmio energetico, dove giocano insieme tanti bambini, che rappresentano l'ambiente ideale per la presenza e propagazione di virus responsabili delle infezioni tipiche nei primi anni di vita. La loro trasmissione è poi facilitata dal fatto che i bimbi si scambiano continuamente giocattoli e altro materiale, anche dopo averli tenuti in bocca. E così la miriade di germi passa facilmente da un bambino all’altro, da un bambino a un adulto. Non dimentichiamo poi che il sistema immunitario dei bambini, specie nei primissimi anni di vita, non è completamente maturo, deve ancora imparare a difendersi dalle infezioni e il risultato che ne consegue è che i bambini si ammalano più spesso.

Tutto ciò è positivo perché attraverso il contatto con virus e batteri si attivano i processi di apprendimento immunologico e si rafforzano le difese immunitarie, con il risultato che, con il passare del tempo, i bambini saranno sempre meno suscettibili alle infezioni. Otiti, faringiti, faringotonsilliti, e poi la scarlattina, le diarree sono comuni tra i bimbi che vivono in comunità. Il dilemma familiare è se far frequentare il nido o la scuola dell’infanzia anche quando le epidemie sono eclatanti, quando compare l’avviso della malattia sulla porta del nido e della scuola materna. E perché no. questo è il modo migliore per temprare il sistema immunitario dei nostri figli, se poi sono coperti dalle vaccinazioni proposte dal nostro sistema sanitario non ci deve certamente scoraggiare a far frequentare nidi e scuole materne.

Quindi avere paura della febbre è sbagliato, l’uso di antibiotici quando sono in corso infezioni deve essere valutato dal pediatra: gli antibiotici agiscono solo sui batteri e non sui virus, in questi casi l'utilizzo è inutile, quanto potenzialmente dannoso.

Malattie più ricorrenti

L'80% delle malattie contratte dai bambini è di origine virale e quindi non necessitano di cure antibiotiche.

Possiamo dire che le malattie infantili a volte guariscono da sole, senza particolari cure, ed è compito del pediatra tranquillizzare i genitori.

Attendere, in modo responsabile e legato ai consigli che il pediatra dà ai genitori, mette al riparo da un eccessivo ricorso ai farmaci, ma nel contempo permette di mantenere la giusta attenzione ai problemi di salute del vostro e nostro bambino.

In questo modo lasciamo all'organismo di ogni singolo bambino e alla natura la risposta migliore alla malattia, garantendo anche una alimentazione corretta ricca in frutta e verdura, uno stile di vita attivo e benefico all'aria aperta e non in ambienti chiusi anche per il bambino convalescente, con l'indicazione di evitare la ricaduta.

Rinforzare le difese immunitarie dei bambini

In un bambino, fino a una certa età, le sue difese immunitarie non sono sviluppate al 100%, quindi si ammala di più, ma non bisogna farne un dramma.

Lo si tiene a casa per alcuni giorni affinchè possa riprendersi, non contagi altri bambini, ma anche per non esporlo, quando è ancora debilitato e più vulnerabile, a nuove infezioni.

Ecco dunque che è meglio aspettare che il raffreddore o la febbre siano completamente passati, che la tosse e il catarro siano dismessi seppur parzialmente. Potremmo dire vigile attesa senza abusare di farmaci.

Raffreddore, otiti e gastroenteriti hanno un decorso piuttosto breve e non ci sono farmaci che ne riducono la durata e rimedi come i lavaggi nasali o la classica tazza di latte caldo con il miele e dello zenzero se gradito, possono dare un temporaneo sollievo. In caso di continue ricadute, però, è meglio prestare qualche attenzione in più e rivolgersi al proprio medico.

Come posso prevenire continui malanni?

Alcune semplici strategie possono darci una mano:

  1. Corretta igiene delle mani: lavaggi frequenti e accurati possono contrastare la circolazione dei virus. È importante farlo a casa e sarebbe importante farlo all'asilo dove, tra l'altro sarebbe opportuno anche effettuare quotidianamente la detersione e sanificazione di giochi che possono essere sporcati di saliva, e far sì che non vengano condivisi asciugamani, salviette, tovaglioli, bavaglini, spazzolini da denti, pettini, biancheria ecc.
  2. Vita all'aria aperta: stare spesso all'aperto anche d'inverno è importante, come lo è aerare bene gli ambienti, non avere paura di aprire le finestre e far scorrere l'aria.
  3. Allattamento al seno, quando è possibile
  4. Lavaggi nasali: sempre di più si dà importanza a questo argomento, molti pediatri ritengono che i lavaggi nasali con soluzione fisiologica o salina possono dare una mano nel prevenire le infezioni respiratorie, ostacolando la colonizzazione naso-faringea da parte di virus e batteri.
  5. Immunostimolanti: sono sostanze che dovrebbero promuovere una più efficace difesa immunitaria.
  6. Rimedi naturali a base di Echinacea angistufolia, Ribes nigrum Maerato Glicerico, Uncaria Tomentosa, Zinco, Phitolacca decandra sono ormai entrati nella prescrizione del pediatra quale supporto valido della prevenzione delle malattie invernali e della collettività
  7. Non dimentichiamo poi l'alimentazione: una sana alimentazione rimane un pilastro fondamentale della buona salute e quindi della prevenzione delle malattie della comunità e delle sue malattie ricorrenti.

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/malattie/i-bambini-che-vanno-al-nido-si-ammalano-troppo.html

Gravidanza
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