Heidi, la recensione del film

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Heidi, la recensione del film

Anuk Steffen: HeidiBruno Ganz: NonnoIsabelle Ottmann: Clara SesemannQuirin Agrippi: PeterKatharina Schüttler: Signorina RottenmeierMarianne Denicourt: Zia DeteHannelore Hoger: Nonna SesemannMaxim Mehmet: Signor SesemannPeter Lohmeyer: SebastianoAnna Schinz: Dete

Jella Haase: Tinette

Doppiatori italiani

Chiara Fabiano: HeidiUgo Maria Morosi: NonnoLorenzo D’Agata: PeterVittoria Bartolomei: Clara SesemannLetizia Scifoni: Sig.ra RottenmeierFrancesca Manicone: Zia DeteSimone D’Andrea: Sig. SesemannMelina Martello: Nonna SesemannAntonio Palumbo: SebastianoRoisin Nicosia: TinetteSabrina Duranti:Mamma di Peter

Franca Lumachi: Nonna di Peter

Trama e recensione

Heidi, una bambina rimasta orfana, trascorre i giorni più felici della sua infanzia con il nonno Almöhi, un tipo eccentrico che vive isolato da tutti in una baita sulle montagne svizzere. Insieme al suo amico Peter, Heidi si occupa delle capre di Almöhi, godendosi la libertà tra le montagne.

Ma questa epoca spensierata si interrompe bruscamente quando Heidi viene condotta a Francoforte da sua zia Dete. L’idea è di farla vivere con la famiglia del ricco signor Sesemann e di farla diventare una compagna di giochi per Klara, la figlia di Sesemann, costretta su una sedia a rotelle.

Allo stesso tempo Heidi potrà imparare a leggere e a scrivere sotto la supervisione di una severa governante, la signorina Rottenmeier.

Nonostante le due ragazzine diventino subito amiche, e la nonna di Klara faccia sbocciare in Heidi una passione per i libri, la nostalgia per le montagne e per Almöhi diventa ogni giorno più forte…

Curiosità

  •  Il film è basato sui celebri romanzi di Johanna Spyri adattati anche in un amatissimo anime prodotto da Hayao Miyazaki nelgi anni ’70 e un live-action con Shirley Temple (Zoccoletti olandesi) del 1937. Al personaggio di Heidi è stata inoltre dedicata una nuova serie tv d’animazione in CG, una serie a fumetti italiana basata sull’anime e disegnata da Giorgio Rebuffi, due romanzi sequel (“Heidi cresce” e “I bambini di Heidi”) scritti da Charles Tritten, l’area turistica Heidiland situata in svizzera nei pressi della cittadina di Maienfeld (Canton Grigioni), speciali francobolli emessi dalla Posta Svizzera e addirittura il nome dell’asteroide 2521 Heidi scoperto nel 1979.
  • Un precedente film live-action di Heidi, una co-produzione Svizzera, Germania e Francia, è stato realizzato nel 2001 con Markus Imboden alla regia, Cornelia Gröschel nei panni di Heidi e nel cast figurava anche Paolo Villaggio.
  • Le parti svizzere del film sono state girate a Laces nella Svizzera orientale, la stessa location utilizzata anche per i precedenti film di “Heidi”: Heidi torna a casa (1955) e Heidi (1952).
  • Anuk Steffen che interpreta Heidi è stata scelta dopo aver provinato 500 candidate. Steffen aveva 10 anni quando ha interpretato il film, è originaria di Coira e parla lo stesso dialetto di Heidi..
  • Al termine delle riprese del film, Quirin Agrippi (Peter) e Anuk Steffen (Heidi) hanno annunciato che non avrebbero più lavorato come attori
  • Heidi è il film svizzero di maggior successo di tutti i tempi.

Note di produzione

“Come molti svizzeri, conosco benissimo la storia di ‘Heidi’, ma non avevo mai letto i romanzi”, confessa il produttore Lukas Hobi. “La nostra generazione ha acquisito familiarità con questa storia attraverso i film e la televisione. Quando ho letto i libri, me ne sono innamorato.

Ho avuto l’impressione di non aver visto nei film quello che avevo appena letto. Da questa scoperta è nato il progetto”. Reto Schaerli aggiunge: “Qui in Svizzera distinguiamo tra gli adattamenti realizzati qui e quelli fatti all’estero. Lo scenario in cui si svolge la storia è per noi fondamentale.

La società e la povertà della Svizzera descritte dalla Spyri sono qualcosa di molto specifico, nonostante il tema della storia sia universale. L’ultimo adattamento classico realizzato in Svizzera è di molto tempo fa. E’ stato girato in bianco e nero all’inizio degli anni Cinquanta.

Per cui non avevamo la percezione che gli adattamenti fossero già troppi”.

Secondo il produttore Reto Schaerl, il nuovo film su HEIDI è diverso dalle precedenti produzioni svizzere: “Il primo adattamento svizzero del 1952 è pesantemente influenzato dall’atmosfera del dopoguerra e da come la Svizzera era percepita dagli altri Paesi.

Su questo piano si distaccava molto dal romanzo. La Spyri era molto più ambivalente. E dava molto più credito ai bambini; i suoi personaggi sono pieni di forza emotiva.

Nel libro aveva descritto i personaggi e la loro epoca in modo molto serio, ma di questo aspetto non ne è rimasta traccia in nessuno dei film contemporanei per bambini girati in lingua tedesca. Noi abbiamo deciso di restare più fedeli al romanzo, tenendo conto di tutti questi aspetti.

Avevamo quindi un’idea molto precisa e chiara sulla quale basare il nostro lavoro: dovevamo semplicemente far sempre riferimento al libro”.

Petra Volpe ha cominciato a scrivere il film all’inizio del 2009. Studiare i romanzi originali di Johanna Spyri è stato fondamentale per lavorare al materiale.

“All’inizio, come base di partenza per il film, abbiamo preso in considerazione entrambi i libri – ‘Heidi’s Lehr- und Wanderjahre’ (‘Gli anni di formazione e di peregrinazioni di Heidi’) del 1879 e ‘Heidi kann brauchen was es gelernt hat’ (‘Heidi può servirsi di ciò che ha imparato’) del 1880”, ricorda Hobi. “Abbiamo cominciato a vedere Heidi, questa ragazzina un po’ selvaggia e fuori dagli schemi, come un personaggio estremamente interessante. E ne abbiamo tenuto conto al momento del casting. Non volevamo una bimba dolce e graziosa, ne volevamo una un po’ scatenata. Heidi è una ragazzina con un carattere unico, in grado di resistere alle regole e alle gerarchie”.

La colonna sonora

  • Le musiche originali del film sono di Niki Reiser (Indovina chi sposa mia figlia, Miracolo a Natale, Le avventure di Huckleberry Finn). Reiser torna a collaborare con il regista Alain Gsponer dopo aver musicato Un fantasman per amico.

TRACK LISTINGS:

1. The Sound of the Mountains2. Marmots3. Heidi and Klara4. With the Sesemanns5. Heidis Curiosity6. Homesick and Sled Ride7. Dete Kidnaps Heidi8. Kitten and Maladie Suisse9. Happiness in the Mountains10. Miss Rottmann’ Wrath11. Klara Can Walk12. Ghosts13. Back in the Mountains14. Heidi and the Alpoehi15. The Arrival of the Sesemanns16. In the Alps with Peter

17. Joy and Longing

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Источник: https://www.cineblog.it/post/869733/heidi-film-in-tv-rai-1-oggi

Recensione Heidi

Heidi, la recensione del film

Heidi è una bambina svizzera di cinque anni, rimasta orfana e affidata alla zia Dete. Quando questa, però, riceve un importante incarico di lavoro a Francoforte, è costretta a lasciare la piccola bambina dal nonno, il vecchio dell'Alpe, misantropo eremita cresciuto con latte di capra e che parla a grugniti.

Heidi riuscirà, col tempo, a scalfire il cuore di quel burbero anziano, facendo amicizia anche con Peter, il guardiano delle capre: quando, però, l'ambiente delle Alpi le sarà diventato familiare, Dete tornerà per strapparla alla famiglia e portarla con sé a Francoforte, nella residenza dei Seseman, dove conoscerà Klara e una vita completamente diversa

TI SORRIDONO I MONTI

Alain Gsponer, diversamente da quanto si potrebbe immaginare in un primo approccio al film, non mira alla realizzazione di un live action di quello che era stato l'anime sviluppato da Hayao Miyazaki, nome che facilmente riconduciamo alle produzioni dello Studio Ghibli: pur rappresentando, per la maggior parte della platea di Heidi, la più diffusa forma sotto la quale ci si è presentata negli anni la vicenda della giovanissima ragazzina svizzera, il regista mira ad altre radici. L'origine della sua storia difatti risiede nel romanzo di Johanna Spyri, scritto nel 1880 e che Gsponer riproduce in maniera precisa e sentimentalmente funzionante, narrando allo stesso modo della scrittrice i due mondi che confluiscono nella genuina e bucolica Heidi.

L'ottimismo della protagonista, che porta il nome di una giovanissima e novizia Anuk Steffen, riesce a donarci quella spensieratezza che era propria di quando, piccoli, ci capitava di guardare l'anime di Isao Yakahata in televisione, lasciandoci trasportare da quella che era una storia che ci poteva colpire.

L'anime, con la sua storia, andava a minare quella che era la nostra tranquillità di fanciullini, immedesimandoci in quella tragedia che vedeva Heidi strappata dalla propria vita e della propria condizione ottimale per ritrovarsi sì nello sfarzo, ma nella oppressione della vita nella grande città, in una famiglia agiata.

L'urbanizzazione costretta, la necessità di imparare a leggere, l'impossibilità di sottrarsi a un mondo fatto di regole e di precisi dettami indicati dalla mai doma signorina Rottermeier (qui interpretata da una giovane e casta Katharina Schuttler), sono tutti disagi che prendono il sopravvento su una storia che palesa dinanzi ai nostri occhi l'esigenza di sfuggire, di tornare alla normalità, al nido familiare.

“ADELAIDE!”

Il lungometraggio è gestito con ritmi molto rapidi, senza mai dare spazio a scene inutili e ridondanti: tutto è raccontato con cognizione di causa, con eventi che incalzano e che danno sempre mordente alla vicenda. Heidi non annoia, né nella prima metà né nella seconda.

Nel periodo sulle Alpi a farla da padrone è chiaramente l'interpretazione di Bruno Ganz, che tra le tante interpretazioni porta con sé l'onore di esser stato il miglior Adolf Hitler della storia cinematografica con la sua storica e virale interpretazione ne La Caduta: i suoi sguardi, il suo essere accigliato, la sua apertura, poi, alla nipotina affidatagli, alla quale costruisce anche una seconda sedia per i pasti a tavola, rappresentano la chiave di volta di una vicenda che all'inizio appaga, strugge nello sviluppo. Al rientro di Heidi a casa, dopo la fuga dalla prigione chiamata Francoforte, la reazione del nonno, l'abbraccio tra quelle due persone che erano state bruscamente allontanate e separate è commuovente, è liberatorio, riabilita. La sceneggiatura non si preoccupa di offrire qualcosa di particolare o di innovativo, perché d'altronde la storia è quella: la ricerca delle Alpi dal punto più alto di Francoforte è un desiderio di libertà che viene raccontato in un modo già noto, in una scena che t'aspetti, così come ti aspetti qualsiasi altra svolta della storia, già ben nota a tutti, tranne forse ai più piccoli. Proprio per loro questo lungometraggio sarà nuovo, funzionale e incredibilmente adulto, perché trovare una produzione di questo calibro, rivolta soprattutto a un giovane pubblico, non è facile. All'adulto non scapperà mai di sbuffare, di sorridere dinanzi a una situazione ridicola, perché la fanciullezza, nelle mani di Alain Gsponer, indossa un vestito di maturità.

Источник: https://cinema.everyeye.it/articoli/recensione-heidi-29084.html

Heidi, la recensione

Heidi, la recensione del film

La Redazione di Pianeta Mamma ha visto in anteprima il film “Heidi”, in uscita il 24 marzo al cinema. Ecco perché ve lo consigliamo

Ci sono storie e personaggi senza tempo, che hanno accompagnato la nostra infanzia e sono entrati nell'immaginario collettivo.

Tra questi c'è senza dubbio Heidi, la piccola orfana svizzera che con le sue montagne, la sua voglia di libertà, la sua energia e positività è entrata a far parte dei nostri ricordi.

Chi non è cresciuto con la famosa serie animata di Hayao Miyazaki e non ha canticchiato almeno una volta la famosa sigla di Gitti ed Erika o non ha utilizzato l'epiteto “signorina Rottermaier” per indicare una persona rigida, noiosa, inquadrata e incasellata in degli schemi?

Heidi con le sue caprette è tra le storie più belle di sempre, di cui si conoscono diverse trasposizioni cinematografiche tra cui quella con Shirley Temple e il film degli anni Cinquanta, considerato un classico della cinematografia tedesca del dopoguerra. Altri invece ricordano e sono affezionati ai romanzi di Johanna Spyri della seconda metà del XIX secolo.

Fare ordine nelle tante versioni e nelle diverse immagini e sentimenti che si possono avere di questa storia e della sua protagonista non è stato semplice. Ma la scelta del regista Alain Gsponer è stata quella di mantenersi il più possibile fedele a questo romanzo senza tempo che ci ha fatto emozionare e sognare i bellissimi paesaggi della Svizzera.

Sinossi del film

Hedi è una bambina rimasta orfana, la zia Dete non potendo più occuparsi di lei l'affida al nonno Almohi, un anziano che vive in una baita in montagna, solitario, e criticato da tutto il villaggio.

La piccola trascorre i giorni più felici con l'anziano montanaro, in mezzo alle montagne, le caprette e il suo amico Peter.

Questo periodo spensierato e di libertà viene interrotto quando Heidi viene accompagnata dalla zia a Francoforte, dove vivrà nella famiglia del ricco signor Sesemann che cerca una compagna di giochi per sua figlia Klara, costretta su una sedia a rotelle.

La piccola svizzera inizierà a leggere a scrivere e si scontrerà con la rigidità della signorina Rottenmeier, che cerca invano di costringerla in degli schemi, insegnarle le buone maniere e farle dimenticare la vita “selvaggia” e libera tra le montagne. Nonostante Heidi sia legata all'amica Klara, la nostalgia per la natura e per il nonno diventa sempre più forte.

Heidi, il film

Perché questa storia non invecchia e riesce ad emozionarci ancora? Come dice lo stesso Bruno Ganz (che interpreta il nonno) Johann Spiry è riuscita a cogliere in questa storia sentimenti e temi universali: la ricerca di una casa, di un'identità, la ricerca di un luogo dove essere se stessi, esprimersi e sentirsi a proprio agio. Heidi ci emoziona e ci commuove perché riesce a farsi amare e perché con la sua libertà, la sua allegria, la sua spensieratezza e semplicità fa uscire il buono dalle persone che le sono accanto. Suo nonno all'inizio burbero e restio ad accettarla in casa, alla fine non può fare a meno di lei e non vuole lasciarla partire per Francoforte, Klara ritrova il coraggio di vivere e il suo spirito bambino, Peter riesce ad apprezzare il suo lavoro monotono con le capre grazie alla compagnia e all'allegria dirompente di Heidi. Ogni personaggio riesce a lottare e superare le segregazioni e le costrizioni sia esterne che interne e ritrovare la propria identità e libertà.

La Redazione di Pianeta Mamma ha visto il film in anteprima e vi consigliamo di vederlo perché si tratta di una storia che saprà emozionarvi e trasmettervi un messaggio importante: bisogna incoraggiare i bambini, lasciarli liberi di esprimersi, spingerli a trovare il loro personale modo di comunicare e trovare un posto nel mondo. Inoltre bisogna allontanarsi dall'idea che i più piccoli debbano essere costantemente impegnati in qualcosa, che non debbano annoiarsi mai e quindi rinchiuderli in sovrastrutture rigide e meccaniche. Lasciamoli liberi di trovare da soli il modo di occupare le loro giornate, di inventarsi giochi e attività. E non dimentichiamo che il rapporto con la natura è fondamentale per una crescita sana. Facciamoli uscire dalle mura domestiche e organizziamo una bella gita in mezzo al verde e alle montagne, lasciando loro la possibilità di giocare e scatenarsi.

Informazioni sul film

Si tratta della seconda collaborazione tra i produttori e il regista Alain Gsponer, dopo Un fantasma per amico, il film di successo tratto dal libro per bambini di Otfried Preußler. 

Il film sarà al cinema dal 24 marzo.

Cast del film

Bruno Ganz è il nonno di Heidi

Heidi è interpretata da Anuk Steffen

Isabelle Ottmann è nel ruolo di Clara

Wuirin Agrippi interpreta Peter

Katharina Schüttler è la signorina Rottenmeier

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/sport-e-tempo-libero/heidi-recensione-film.html

Gravidanza
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