Gravidanza ectopica, i sintomi, le cause e come comportarsi

Gravidanza extrauterina: sintomi, cause, terapie e conseguenze

Gravidanza ectopica, i sintomi, le cause e come comportarsi

La gravidanza extrauterina è un evento raro ma possibile. In genere la fertilità futura non è a rischio, soprattutto se la diagnosi è precoce. Sintomi, cause, conseguenze e come si cura.

Che cos'è la gravidanza extrauterina

Una gravidanza extrauterina (o ectopica) si verifica quando l'embrione si annida al di fuori dell'utero

Con l'ovulazione, la cellula uovo viene rilasciata dall'ovaio e incanalato in una delle due tube di Fallopio, dove in presenza di spermatozoi può avvenire la fecondazione.

L'ovocita fecondato comincia a svilupparsi in embrione mentre continua il suo viaggio attraverso la tuba fino ad arrivare all'utero.

Qui avviene l'impianto, cioè l'annidamento dell'embrione nella parete interna di rivestimento dell'utero (endometrio). 

Frequenza

Nella grande maggioranza dei casi, questo percorso si svolge senza problemi, ma può accadere che anziché impiantarsi nell'utero l'embrione si impianti in sedi diverse.

Questo accade nell'1-2% delle gravidanze “naturali” e nel 2-5% delle gravidanze ottenute da tecniche di procreazione medicalmente assistita.

Nelle grande maggioranza dei casi (oltre il 90-95%) l'annidamento avviene in una delle tube, ma può anche avvenire nelle ovaie, nella cavità addominale (gravidanza addominale), nel collo dell'utero. 

I rischi della gravidanza extrauterina

Il problema dell'annidamento al di fuori dell'utero è che solo l'utero è predisposto a modificarsi per accogliere le trasformazioni e l'ingrandimento dell'embrione.

La gravidanza extrauterina è considerata sempre non vitale (l'embrione non sopravvive) e via via che la gravidanza extrauterina procede c'è il rischio di rottura della tuba (o di eventuali altri organi in cui è collocata).

Questa è una condizione potenzialmente molto pericolosa per la mamma perché può provocare un'importante emorragia interna che può addirittura mettere a rischio la vita della donna.

Per fortuna, in molti casi la gravidanza extrauterina si arresta da sola molto precocemente. In alternativa, in genere si riesce a intervenire precocemente per arrestarla.

La diagnosi precoce consente esiti più favorevoli e riduce i casi in cui si arriva alla rottura della tuba.

Il rischio di mortalità è molto basso (uno studio inglese ha stimato 1-2 casi ogni 10 mila gravidanze extrauterine). 

I sintomi principali della gravidanza extrauterina

All'inizio una gravidanza extrauterina può manifestarsi come una normale gravidanza, con interruzione del ciclo mestruale, nausea, tensione al seno, maggior stimolo a urinare.

Sintomi di gravidanza extrauterina

Poi, in una gravidanza extrauterina, possono comparire sintomi come:

  • dolori e crampi pelvici più o meno intensi, anche a un lato soltanto;
  • dolore alla schiena, nella zona lombare;
  • perdite di sangue.

Anche in assenza di sintomi, non è detto che la gravidanza extrauterina si risolva spontaneamente: può comunque continuare a svilupparsi.

I sintomi di una rottura tubarica

Possono comprendere:

  • dolore improvviso e intenso all'addome o alla zona pelvica;
  • dolore alle spalle;
  • debolezza estrema, forte senso di nausea, svenimento.

In presenza di questi sintomi occorre recarsi immediatamente al pronto soccorso.

Gravidanza extrauterina: cause e fattori di rischio

Le cause precise di una gravidanza extrauterina non sono sempre note con chiarezza. Sappiamo però che può essere favorita da vari fattori, tra i quali:

  • alterazione della normale struttura anatomica delle tube
  • precedenti interventi pelvici
  • infezioni dell'apparato riproduttivo 
  • endometriosi
  • storia di infertilità
  • trattamenti per l'infertilità
  • età avanzata della donna
  • fumo di sigaretta
  • utilizzo di dispositivi intrauterini per la contraccezione (spirale)
  • aver già avuto in precedenza una gravidanza ectopica

Come si fa la diagnosi

La diagnosi si basa sul risultato dell'ecografia – che mostra una camera gestazionale ed eventualmente un embrione al di fuori della cavità uterina – abbinato a una misurazione dei livelli di ormone Beta-hCG nel sangue: se l'ecografia non rivela nulla in utero e i livelli di Beta-hCG aumentano nel tempo, ma più lentamente di quanto farebbero in caso di una gravidanza normale, significa che la gravidanza è ectopica.

Come si interviene: trattamenti e terapie

Sono possibili tre strade terapeutiche, a seconda della gravità della situazione.

Procedura d'attesa

Nei casi più semplici si adotta la cosiddetta procedura d'attesa: di fatto non si fa nulla e si prova ad attendere che la gravidanza extrauterina si risolva spontaneamente.

Questa procedura è efficace nel 70% dei casi, ma in particolari condizioni: camera gestazionale stabile e di piccole dimensioni, niente dolori né emorragia interna.

Si devono eseguire controlli clinici quasi quotidiani, fino a che gli esami indicano che la gravidanza si è risolta spontaneamente.

Trattamento medico

Se dopo aver atteso qualche tempo i livelli di Beta-hCG non decrescono, si passa al trattamento medico.

Viene somministrato un farmaco chemioterapico, il metotrexate, che blocca la replicazione cellulare, portando a un riassorbimento della gravidanza nel giro di 4-6 settimane.

Questa terapia è adatta se la gravidanza è in fase iniziale o comunque poco sviluppata e se la donna non ha dolori o emorragie interne. 

Trattamento chirurgico

In tutti gli altri casi, o se per varie ragioni non può essere somministrato metotrexate, è necessario il trattamento chirurgico.

Se si opera in urgenza (per esempio in caso di emorragia incontrollabile, stato di shock, gravidanza cervicale o addominale) si interviene in genere in modo tradizionale mediante incisione dell'addome (laparotomia).

Altrimenti, nelle mani di un operatore esperto e con strumenti adeguati, fino al 95% delle gravidanze ectopiche può essere trattato in modo mininvasivo con solo 2-3 minuscole incisioni di 5 mm (laparoscopia).

L'asportazione della tuba

L'intervento consiste nell'incisione e spremitura della tuba in cui si è impiantato l'embrione (salpingotomia). Nel 20% dei casi, però, si può arrivare all'asportazione totale o parziale della tuba (salpingectomia), in particolare se il diametro della camera gestazionale è maggiore di 5 cm.

La conseguenze dei trattamenti

Sia dopo l'intervento chirurgico sia dopo il trattamento con metotrexate la donna può sentirsi molto stanca – con anche qualche dolore o disagio addominale – per alcune settimane. In caso di disagio emotivo o psicologico può essere utile il confronto con altre donne che abbiano vissuto la stessa esperienza o un counseling di supporto.

I rischi per la fertilità futura

La fertilità è compromessa solo nel caso in cui la donna abbia una sola tuba e si renda per forza necessaria la sua asportazione. Va detto però che, con utero e ovaie funzionanti, si può comunque ottenere una gravidanza futura mediante le tecniche di fecondazione assistita.

Aver avuto una gravidanza ectopica aumenta il rischio di una nuova gravidanza extrauterina in caso di nuovo concepimento. 

Fonti per questo articolo

Revisionato da Valentina Murelli

Источник: https://www.nostrofiglio.it/concepimento/rimanere-incinta/gravidanza-extrauterina

Gravidanza ectopica

Gravidanza ectopica, i sintomi, le cause e come comportarsi

Quali sono i sintomi e le cause di una gravidanza ectopica? L'ostetrica ci spiega quali possono essere le conseguenze e come occorre comportarsi in questo caso

La gravidanza extrauterina o gravidanza ectopica è una particolare forma di gravidanza che si va ad impiantare in una sede diversa da quella consueta, ovvero fuori dall’utero.

Normalmente dopo che un ovulo viene fecondato viaggia lungo le tube e va ad ancorarsi alla parete interna dell’utero, dove poi crescerà e formerà il bambino.

Alcune volte questo non succede, vediamo di capire perché, come accorgersene e quali sono le conseguenze.

Se consideriamo la gravidanza extrauterina dobbiamo capire dove questo ovulo finisce per impiantarsi con maggiore probabilità quando non entra nell’utero.

Sicuramente l’80% dei casi ha una gravidanza posizionata nelle tube, viene poi l’addome (al di fuori della pelvi) ovaio e cervice.

Oggi ci occupiamo principalmente della gravidanza tubarica che è la forma più comune e anche la più pericolosa.

Possiamo innanzitutto dire che non è un evento così raro e gli ultimi dati epidemiologici hanno rilevato (negli USA) una tendenza all’aumento. Sempre statisticamente parlando (attenzione la statistica rileva delle probabilità non la certezza assoluta), sembra che sia un evento più comune in donne che hanno già avuto figli piuttosto che in donne al primo figlio.

Quali sono le principali cause della gravidanza ectopica?

Vi sono molte cause o fattori che facilitano l’annidamento dell’ovulo fecondato nella tuba o in una sede esterna all’utero, cercherò di illustrare brevemente i più comuni.

Diciamo che possiamo dividere le cause in due grossi gruppi: il primo riguardano tutte le cause che impediscono il passaggio dell’embrione verso l’utero; e il secondo gruppo sono invece tutti i fattori che facilitano l’annidamento fuori dall’utero.

Al primo gruppo appartengono le seguenti cause:

  • iposviluppo dei genitali interni, in particolar modo della tuba, che non avendo sufficiente muscolatura non riesce a spingere in avanti l’ovulo, verso l’utero.
  • Oppure tube molto lunghe e sinuose o con malformazioni (ad esempio ostruzioni o torsioni che non permettono il passaggio dell’ovulo). In entrambi questi casi, l’ovulo “supera il tempo massimo” per raggiungere l’utero e decide di annidarsi nella tuba.
  • Esiste un altro fattore da non sottovalutare, ovvero la presenza di alcune infezioni batteriche che creano uno stato infiammatorio. Lo stato infiammatorio provoca la restrizione della tuba e riduce lo spazio in cui può passare l’ovulo. Particolare attenzione va fatta con due microorganismi: Chlamydia Trachomatis e Neisseria Gonorrhoeae.

Al secondo gruppo di cause, quelle che riguardano i fattori che facilitano l’annidamento a livello delle tube, appartiene principalmente una condizione purtroppo anch’essa molto comune e in crescita negli ultimi anni

  • l’endometriosi tubarica. Questa patologia modifica lo strato interno delle tube rendendolo simile allo strato interno dell’utero e quindi “confonde” l’ovulo che trova un terreno fertile dove annidarsi.

Esistono dei sintomi della gravidanza extrauterina e quali sono?

Purtroppo esistono entrambi i casi, ovvero vi sono donne che hanno dei sintomi e donne che invece non ne hanno affatto.

E purtroppo anche i sintomi che compaiono in una gravidanza extrauterina iniziale spesso vengono sottovalutati perché molto simili a quelli di una gravidanza fisiologica.

Quindi presentano nausea, lievi dolori addominali riportati allo specialista con queste parole “come se avessi sempre un peso nella zona delle ovaie o del basso ventre”.

Successivamente, quando la gravidanza sta avanzando, possono comparire i segni tipici di un aborto spontaneo, quindi perdite ematiche, anche continue con l’espulsione di materiale filamentoso o piccoli grumi. Il dolore aumenta e diventa tipo colica renale o intestinale. In questi casi è necessario, a prescindere dalla gravidanza ectopica, recarsi in pronto soccorso immediatamente.

Cosa succede al test di gravidanza?

Essendo effettivamente in corso una gravidanza il test risulterà positivo come se l’impianto fosse avvenuto direttamente nell’utero. In particolare possiamo osservare dei valori di beta-hcg nel sangue che sono lievemente sotto la norma: a 6 settimane un valore che superi i 2000mU/ml, ma che sia inferiore ai 15600 mU/ml.

Possiamo inoltre notare che questo valore non ha il normale andamento di crescita che si riscontra invece in una normale gravidanza uterina. Esso infatti non raddoppia in 48-72 ore, cresce ma più lentamente.

Questa crescita così anomala del valore beta-hcg ci deve far sorgere il sospetto che qualcosa non vada e quindi ci porta ad approfondire la situazione con ulteriori esami strumentali.

L’ecografia e la gravidanza extrauterina

Come abbiamo detto in precedenza, se il dosaggio delle beta-hcg risulta sospetto, la ginecologa prescriverà esami di approfondimento e l’ecografia è uno di questi. Normalmente viene utilizzata una sonda transvaginale per eseguire questa tipologia di ecografia.

Il motivo è che riesce ad andare più vicino agli organi interessati senza essere ostacolata dalla vescica ed eventualmente dall’intestino. Ecco che cosa accade in un’ecografia in cui si sospetta una gravidanza ectopica. Il primo passo che si fa in gravidanza è andare a ricercare l’utero e le sue modificazioni.

A 6 settimane (quindi 2 settimane circa dopo la mancanza della mestruazione) è possibile già vedere la camera gestazionale come una macchia scura nel centro dell’utero. Nella gravidanza extrauterina questa macchia non c’è. L’utero risulta vuoto, della stessa forma che ha in una donna non in gravidanza.

A questo punto con la sonda ecografica si va a cercare le ovaie e le tube, le prime che dovrebbero essere ben visibili come delle masse tondeggianti; le seconde poco visibili perché le pareti sono accostate tra loro.

E invece si riscontra: l’ovaio visibile, ma le tube molto dilatate, con una camera gestazionale all’interno e a volte una massa simile a quella dell’ovaio al suo interno (l’embrione). In alcuni casi è possibile vedere anche del liquido libero nello spazio tra utero retto. A questo punto la diagnosi è praticamente fatta.

Ci tengo però a sottolineare che né l’ecografia senza il dosaggio delle beta-hcg, né viceversa le beta-hcg senza l’ecografia possono consentire di fare diagnosi certa.

Una volta fatta la diagnosi cosa succede? Come si procede?

Il management, la gestione di una gravidanza extrauterina è parecchio complicata. Più che altro nel decidere come risolvere la situazione, quale approccio usare. Dipende molto dalla struttura a cui ci si rivolge.

Sicuramente ciò che è fondamentale è rivolgersi ad un ospedale perché questo tipo di gravidanza non può continuare, pena il rischio di vita della mamma. Quindi la ginecologa che avrà fatto diagnosi provvederà ad indirizzarvi presso una struttura adeguata.

A questo punto si possono trovare tre tipologie di approcci differenti al trattamento della gravidanza extrauterina.

  1. Anche se numerosi studio certificano che più della metà di queste gravidanze (se non sono presenti sintomi e la massa tubarica è molto piccola) si risolve spontaneamente in un aborto è difficile che questa condotta di attesa venga presa in considerazione.

    Il motivo è che si ha troppa paura di superare il limite del rischio di vita per la donna.

  2. Il secondo approccio è di tipo farmacologico. Viene utilizzato un farmaco particolare che interferisce con la produzione del corretto DNA dell’embrione e con la crescita del tessuto che diventerà poi la placenta.

    Lo schema con cui questi farmaci vengono somministrati e il follow-up, i controlli successivi, dipendono molto dall’ospedale e dai protocolli che hanno deciso di attuare.

  3. Infine l’intervento chirurgico di asportazione.

    Purtroppo vi sono alcuni casi (e alcuni anche se hanno assunto il farmaco) in cui non è possibile intervenire in altro modo se non chirurgicamente, asportando la tuba, parzialmente o in toto, in cui è avvenuto l’impianto. È chiaramente un approccio invasivo che però può risultare salvavita nel caso in cui altri approcci non siano possibili.

    L’asportazione di parte o di tutta la tuba non preclude la possibilità di future gravidanze perché resta attiva la tuba controlaterale.

    Si è osservato infatti che in alcuni casi anche se l’ovulo è fecondato dal lato in cui manca la tuba, esso è in grado di raggiungere l’utero o, addirittura, di migrare e inserirsi nell’altra tuba garantendo la gravidanza.

    Certo l’approccio chirurgico può sembrare drastico però il rischio a cui si va incontro è molto serio: l’ovulo una volta impiantato ha degli enzimi in grado di erodere la parete (in utero questo serve per legare i vasi sanguigni della placenta con quelli materni) e formare dei grossi buchi. La rottura della tuba causa una potente emorragia e di conseguenza l’emergenza per la vita della donna. Con questo argomento non voglio creare allarmi ingiustificati in donne che non ne hanno alcun motivo.

Il primo controllo in gravidanza, quello che normalmente si esegue dopo aver rilevato il test positivo, è in grado di indirizzare da subito sulla strada da seguire. Quindi basta effettuare i controlli periodici normali per ridurre praticamente a zero i rischi di incorrere negli esiti più gravi della gravidanza ectopica.

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Источник: https://www.pianetamamma.it/gravidanza/gravidanza-a-rischio/sintomi-gravidanza-extrauterina.html

La gravidanza extrauterina: cause, sintomi, conseguenze e soluzioni – IVI

Gravidanza ectopica, i sintomi, le cause e come comportarsi

La gravidanza extrauterina, come indica lo stesso termine, si verifica quando la gravidanza non si sviluppa nell’utero, come dovrebbe avvenire normalmente, ma l’ovocita fecondato si ferma nella tuba o, in casi più rari, nelle ovaie o nella cavità addominale.

Si tratta di un evento che si verifica statisticamente in una percentuale di casi che oscilla fra l’1% e il 2% con un rischio proporzionalmente maggiore determinato dall’avanzare dell’età. Spesso l’embrione non riesce ad arrivare alla cavità uterina a causa delle alterazioni del diametro e della parte interna della tuba che ne impediscono il passaggio.

  La gravidanza extrauterina è destinata ad interrompersi nelle prime settimane di attesa, normalmente mediante un aborto spontaneo.

Generalmente, un episodio simile non compromette future gestazioni, ma qualora l’evento abbia determinato la necessità di un intervento chirurgico alla tuba, incidendo sulla fertilità, la soluzione più opportuna per coronare il proprio sogno di genitorialità è quello di optare per la fecondazione assistita.

La gravidanza extrauterina: come si verifica

In una gravidanza normale l’ovulo viene fecondato all’interno della tuba e il relativo embrione percorre la tuba stessa per raggiungere l’utero in un arco di tempo variabile fra i 5 e i 10 giorni. Possono, però, verificarsi dei casi in cui la gravidanza non si sviluppa nell’utero: in queste ipotesi si parla di gravidanza ectopica.

La forma più frequente, in questi casi, è la gravidanza extrauterina. Questa si verifica qualora l’embrione non riesca a completare il percorso vero l’utero e si impianti nella tuba che, non potendone sostenere la crescita, subisce delle lacerazioni.

In altri rari casi (meno del 10%) l’embrione può impiantarsi nel collo dell’utero (gravidanza ectopica intrauterina), nelle ovaie o nell’addome (gravidanza addominale).

Le cause della gravidanza extrauterina

Le cause che determinano una gravidanza extrauterina sono spesso eterogenee, complesse e variabili e in molti casi appare decisamente difficoltoso risalire all’identificazione di un singolo elemento scatenante.

Un indicatore adeguato, da questo punto di vista, può essere rappresentato dai sintomi iniziali. In generale si effettua una distinzione fra cause anatomiche e ormonali.

Tuttavia, è opportuno precisare come la risposta ad episodi esterni sia strettamente soggettiva e variabile da donna a donna.

Le cause anatomiche

Fra le cause anatomiche che in maniera più frequente sono correlate ad una gravidanza extrauterina la più determinante dal punto di vista statistico (oltre il 40% dei casi) è la presenza di una salpingite, cioè un’infezione che può colpire una od entrambe le tube di Falloppio. In quest’ipotesi, si verifica un’alterazione della mucosa che riveste le tube e che, di conseguenza, incide sul processo di passaggio dell’ovulo fecondato verso l’utero. In alcuni casi la gravidanza extrauterina può essere determinata anche da precedenti chirurgici, come nel caso di appendicectomie, nella zona pelvica che hanno portato alla formazione di aderenze a livello tubarico. Anche le infezioni batteriche più gravi possono rappresentare un importante fattore di rischio. Anche le lesioni alle tube determinate da endometriosi possono portare a un tale effetto. Inoltre, occorre precisare come l’incidenza della gravidanza extrauterina sia maggiore in donne che hanno già avuto esperienze simili pregresse. Un altro fattore che può determinare questo evento può essere rappresentato da un’alterazione della normale struttura anatomica delle tube.

Le cause di natura ormonale  

Anche le alterazioni dei normali livelli ormonali possono avere un’incidenza su un simile evento.

In particolare, un eccesso di estrogeni o di progesterone può avere l’effetto di incidere sul passaggio dell’embrione dalla tuba all’utero.

In questa ipotesi, infatti, l’interferenza ormonale può compromettere la capacità della tuba di spingere l’embrione o può determinare una modifica del tempo di maturazione dello stesso embrione.

I sintomi iniziali

Se in alcuni casi possono verificarsi dei sintomi iniziali che rappresentano un “campanello d’allarme” per una gravidanza extrauterina, in altre ipotesi – seppur meno frequenti – questo evento può presentarsi in maniera asintomatica e può essere scoperta in occasione di controlli di routine. Il primo sintomo che può emergere consiste nell’assenza di ciclo mestruale. In generale fra i sintomi iniziali più frequenti rientrano i dolori addominali e le perdite ematiche. I primi possono interessare l’area del basso ventre e avere un progressivo, manifestandosi inizialmente come lievi per poi aumentare di intensità. Questi dolori sono collegati alla dilatazione della tuba sulla quale si impianta l’embrione. Allo stesso modo anche le perdite ematiche, che possono erroneamente essere confuse con mestruazioni, possono inizialmente essere di lieve entità per poi aumentare con il decorso del tempo. La gravidanza extrauterina può anche manifestarsi attraverso un dolore alle spalle oppure mediante crampi o una sensibilità accentuata su un lato del bacino. Si tratta di sintomi che, nella maggior parte dei casi, possono manifestarsi anche in una gravidanza normale, per questa ragione è sempre consigliabile rivolgersi a un ginecologo.

La diagnosi 

La gravidanza extrauterina può essere scoperta tramite una visita ginecologica con un’ecografia transvaginale. Questo esame è generalmente accompagnato anche da un esame del sangue finalizzato a valutare livelli di beta-HCG.

  La tempestività della diagnosi è un elemento determinante, perché può consentire di evitare ulteriori complicazioni. Infatti, la tardività nella scoperta può avere come conseguenza la rottura della tuba e rendere necessario un intervento chirurgico.

Occorre, però, precisare che spesso da un primo esame ecografico non è possibile evidenziare con certezza una gravidanza extrauterina.

In questi casi si parla di “gravidanza a localizzazione sconosciuta”, una circostanza generalmente determinata dalla presenza di una camera gestazionale di ridotte dimensioni.

I possibili interventi

Una gravidanza extrauterina, generalmente, è destinata ad interrompersi spontaneamente nel corso delle prime settimane. Nella maggior parte dei casi (circa il 70%) si verifica un aborto spontaneo nel primo mese.

Dal punto di vista medico, nell’ipotesi di un impianto di questo tipo, si segue una procedura a tre fasi.

La prima fase “di attesa” è finalizzata a valutare, attraverso controlli clinici quasi, se la gravidanza extrauterina possa interrompersi spontaneamente.

Il trattamento farmacologico

Qualora quest’ipotesi non si verifichi e la gravidanza sia ancora in una fase iniziale, si passa al trattamento medico attraverso la somministrazione di un farmaco, il metotrexate, che ha la funzione di bloccare la replicazione cellulare.  Questa terapia è considerata efficace anche per preservare le caratteristiche dell’utero in vista di future gravidanza.

La terapia chirurgica

Nel caso in cui la gravidanza extrauterina sia ad uno stadio avanzato, o qualora l’approccio farmacologico si riveli inefficace, è necessario procedere a un intervento chirurgico.

Nella maggior parte dei casi si tratta di un’operazione non invasiva effettuata in laparoscopia con piccole incisioni. Sono molto più rare le ipotesi in cui sia necessario arrivare all’asportazione totale o parziale della tuba.

La diagnosi precoce tempestiva, comunque, consente di ridurre le probabilità di un intervento chirurgico.

Le conseguenze sulla fertilità

Se una gravidanza extrauterina si interrompe spontaneamente, senza alcun danneggiamento della tuba, generalmente sono esclusi futuri problemi di fertilità. Tuttavia, come già precisato, il rischio relativo a un tale evento è di circa 7-9 volte maggiore nelle donne che lo hanno già sostenuto.

La fertilità può risultare compromessa nei casi in cui la donna abbia una sola tuba e sia necessario procedere chirurgicamente alla sua asportazione.  In quest’ultima ipotesi e qualora la paziente abbia già subito più di una gravidanza extrauterina è consigliabile far ricorso alla fecondazione in vitro.

La forza dei risultati di IVI

Ivi, in questo campo, è la realtà numero uno al mondo. Soltanto nel 2016, le nostre cliniche in tutto il mondo hanno realizzato 12.876 cicli di FIV. Il tasso di gravidanza al terzo tentativo raggiunge una percentuale di gravidanza che lambisce il 90%.

Inoltre, nove coppie su dieci che si rivolgono ai nostri specialisti per risolvere i propri problemi di fertilità riescono a coronare il proprio desiderio di genitorialità.

IVI, inoltre, ha predisposto un programma di sostegno psicologico che ha l’obiettivo di supportare le pazienti e sostenerle nell’adozione di una decisione.

Источник: https://ivitalia.it/blog/gravidanza-extrauterina-soluzioni/

Gravidanza
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