Gli oggetti di cui non hai più bisogno ora che hai dei bambini

Giochi per bambini di 5 anni: 25 idee superdivertenti | Sitly Blog

Gli oggetti di cui non hai più bisogno ora che hai dei bambini

Quali giochi per bambini di 5 anni? A 5 anni il gioco è importante, perché proprio attraverso il gioco puoi aiutare il bambino a sviluppare le abilità di cui ha bisogno per affrontare la scuola elementare nel migliore dei modi. Bisogna proporre il gioco giusto, però. Quello adatto ai gusti e alle capacità del bambino. Ecco 25 giochi per bambini di 5 anni, da fare in casa o fuori, per giocare e imparare.

Attraverso il gioco i bambini possono sviluppare le abilità che gli serviranno a scuola.

Per esempio: riconoscere le lettere sarà più immediato per un bambino abituato a trovare la diversità e la somiglianza tra le forme, distinguere la lettera b dalla lettera d viene spontaneo se è chiara la differenza tra destra e sinistra.

E ancora, riuscire a scrivere bene è più semplice se un bambino deve ha già avuto occasione di maneggiare matite e pennarelli e di tracciare dei segni su un foglio. Tutte queste abilità o competenze di base  necessarie per imparare si possono esercitare giocando.

Giocando a che cosa? Non servono giocattoli particolari o giochi particolarmente laboriosi. Anche giocare a birilli o fare le trecce alle bambole sono attività utilissime per facilitare l’apprendimento richiesto alla scuola elementare, come spieghiamo più avanti.

Qui trovi tante idee e giochi semplici – da fare in casa o in macchina – che servono proprio ad aiutare il bambino ad imparare. Sono giochi per bambini di 5 anni, ma non solo. Le competenze dei bambini si sviluppano già dai primissimi anni di vita (come spieghiamo nel post sui giochi per bambini di 1 e 2 anni).

Sta a te modificare i giochi per renderli adatti a un bambino di 4 anni o di anche di 3. Prima di tutto, però, ecco alcuni consigli su come giocare.

Molti giochi si possono fare con quello che hai già in casa, oppure si posssono costruire con cartoncino colla e colori ( per esempio puzzle,tangram, memory).

Se invece cerchi dei bei giocattoli educativi da regalare, dai un’occhiata allo shop online di Family Nation che sceglie produttori e marchi attenti alla sostenibilità ambientale e alla solidarietà.

  E dal 9 al 15 novembre, con la Green Week, puoi approfittare delle offerte speciali su tanti prodotti e marchi “green”.

Come giocare? Qualche consiglio

Parliamo di giochi, quindi divertimento prima di tutto. Tu sei la sua baby sitter, non la sua maestra e il tuo compito non è quello di insegnare al bambino a leggere o a scrivere, ma quello di giocare con lui.

Le attività che ti suggeriamo vanno proposte come giochi divertenti –  e non imposte – e saranno utili solo se il bambino si divertirà a farle.

Quindi, ecco alcune regole importanti da ricordare quando proponi un gioco:

  • giocate insieme, alternando i ruoli. Se al bambino piace la competizione, puoi presentare il gioco sotto forma di gara e preparare prima insieme una medaglia di carta per il vincitore;
  • pensa prima a come puoi aumentare o diminuire la difficoltà in base alle capacità del bambino, per non rendere il gioco frustrante o noioso perché troppo facile;
  • smetti di giocare quando il bambino perde interesse;
  • scegli sempre le attività più adatte al temperamento del bambino: alcuni bambini amano stare seduti a fare i puzzle, altri hanno bisogno di muoversi in continuazione. Non tutte le attività che suggeriamo vanno bene per tutti i bambini.

 Allora ecco alcuni giochi per bambini di 5 anni (ma che vanno bene anche a 3 -4 anni), divisi per il tipo di abilità che sviluppano. Scegli quelli che ti piacciono di più.

GIOCARE PER IMPARARE: I BIRILLI Cosa si impara giocando a birilli? Tante cose: a coordinare occhi e mani (la stessa cosa che si deve fare quando si scrive), a regolare la forza muscolare, a muovere singolarmente le dita, a concentrarsi

Giochi per bambini di 5 anni da fare in casa

Ecco alcuni giochi per bambini di 5 anni che si possono fare in casa con materiali di tutti i giorni come una sedia, cartone, stecchini, o anche solo con le parole.

Alcuni richiedono un po’ di preparazione,  ma la preparazione è parte del gioco – perché significa costruire, ritagliare, colorare.

In questo modo il bambino esercita la fantasia, e capisce che giochi e giocattoli si possono anche inventare e costruire, non solo comprare in un negozio (guarda infatti i regali di Natale per bambini fai da te che ti suggeriamo).

Imparare a muovere le dita: giochi per la motricità fine

Fare le trecce alle bambole aiuta a scrivere. Perché facendo le trecce si esercitano i piccoli movimenti delle mani e delle dita, la cosiddetta “motricità fine”.

Un’abilità importante, perché è quella che permette al bambino di allacciarsi le scarpe o abbottonarsi la giacca da solo, e quindi sentirsi bravo, capace e più sicuro di sé.

  Ed è sempre la capacità di muovere bene le dita delle mani che gli permette, in prima elementare, di tenere in mano una matita e riuscire a scrivere le prime lettere. Dunque una capacità fondamentale che si può sviluppare con alcuni giochi come quelli che trovi qui sotto:

  • infilare perline, bottoni oppure tubetti di pasta in un filo per fare una collana
  • costruire una pila di monete più alta possibile
  • provare ad allacciarsi le scarpe, fare i fiocchi
  • imparare i diversi nodi da marinaio
  • giocare a Shanghai (per i più piccoli più facile con le cannucce o i bastoncini in cotone per le orecchie)
  • fare un puzzle

Puoi costruire uno  Shangai casalingo colorando degli stecchini o spiedini in legno. Anche i puzzle possono essere fatti in casa, incollando un’immagine scelta insieme su un cartoncino e poi ritagliandola in tanti pezzi. Oppure puoi comprarne di originali, come questo puzzle di Djeco a forma di di camaleonte.

I Telai Montessori servono a esercitarsi a chiudere una chiusura lampo, fare un fiocco, abbottonare. Anche senza i telai, puoi usare una vecchia camicia (chiedi ai genitori se ne hanno), oppure giocare a fare i  fiocchi ai capelli delle bambole o ai tuoi.

Destra e sinistra e orientamento nello spazio

Vicino e lontano, sopra e sotto, in alto e in basso, davanti e dietro, destra e sinistra. I primi mesi della scuola elementare sono dedicati ad acquisire questi concetti, necessari per poter scrivere, disegnare una figura geometrica, e in generale per orientarsi.

Un bambino che già ha familiarità con questi concetti, quindi con l’orientamento nello spazio, potrà più facilmente capire la direzione delle lettere e imparare a leggerle e scriverle in modo corretto.

Vediamo alcuni giochi per bambini di 5 anni che aiutano a sviluppare l’orientamento nello spazio:

  • trova le differenze nei disegni. Con una riga dividi a metà un foglio e disegna la stessa scena a destra e a sinistra, ma con alcune piccole differenze nella posizione degli oggetti (per esempio da una parte il vaso è sopra il tavolo, dall’altra è sotto il tavolo;  il gatto è a destra o a sinistra del divano); il bambino deve trovare tutte le differenze. Poi si cambiano le parti e sarà il bambino a disegnare;
  • create insieme il “braccialetto della destra” (o della sinistra) che il bambino metterà per alcuni giorni per aiutarlo a distinguere destra e sinistra. Potete farne due uguali uno per te e uno per lui.
  • camminare da una stanza all’altra con un cucchiaio con dentro un piccolo oggetto, senza farlo cadere, prima nella mano destra poi nella mano sinistra
  • giocare ai birilli con la mano destra e poi con la mano sinistra e vedere quando si fanno più punti
  • costruire dei cerchi di cartone rigido e colorarli, mettere una sedia sottosopra e cercare di riuscire a centrare le gambe con gli anelli. Ogni gamba può valere un punteggio diverso. Prima con la destra, poi con la sinistra.
  • nascondino da seduti: nascondi un oggetto nella stanza. Il bambino deve trovarlo facendoti domande come “è sotto il letto?, è dentro l’armadio? è vicino alla porta?”, poi cambiate i ruoli.

Giochi per il riconoscimento e la memoria visiva

Saper riconoscere la differenza e la somiglianza tra le forme e ricordare una forma. Queste sono le capacità fondamentali per distinguere le lettere e riuscire a scriverle.

Molti divertenti giochi per bambini di 5 anni si prestano a sviluppare questa capacità, dal memory ai giochi di carte. E per rendere più divertenti i giochi puoi creare tu i materiali per giocare.

Ecco qualche esempio da provare.

  • Il memory fatto in casa. Disegnate insieme su un cartoncino 10 (o più, a seconda dell’età del bambino) coppie di disegni uguali. Magari a tema: animali, vestiti, colori, giocattoli (il memory è uno dei regali ideali per bambini di 3 e 4 anni!)
  • ricordare le figure: metti in fila alcune carte del memory, lascia che il bambino le guardi per alcuni secondi, poi girale. Il bambino dovrà ricordare quali erano e in che ordine.
  • forma un’immagine (o una lettera) usando degli stecchini o cannucce. I bambino la osserva per alcuni secondi e poi deve rifarla uguale. Poi tocca a lui creare la forma
  • Chi è andato via? Metti su un vassoio o sul tavolo alcuni oggetti (comincia con quattro e poi aumenta gradualmente). Il bambino li osserva per alcuni secondi, poi si gira e tu ne togli uno. Il bambino deve indovinare quale manca.
  • Il mondo sbgaliato: disegna una scena con alcuni dettagli mancanti, per esempio un viso senza naso, una casa senza tetto, un tavolo con solo tre gambe, mani con tre dita e chiedi al bambino di trovare gli errori e disegnare quello che manca
  • un gioco da fare mentre si aspetta: apri un giornale, osservate un’immagine (per esempio una pagina di giornale) per un po’ e poi chiedi al bambino di ricordare tutti gli oggetti che ha visto. Poi tocca a te. Vince chi ne ricorda di più.

GIOCARE A CARTE. Due giochi semplici per allenare la capacità di osservazione con le carte.

Mescola un mazzo di carte e chiedi al bambino di dividerle per segno (potete sfidarvi a chi impiega meno tempo).

Dividi le carte tra i giocatori, ognuno gira una carta per volta e vince chi ha la carta più alta. Non c'è bisogno di conoscere i numeri, si possono contare gli elementi disegnati sulle carte. 

Giochi da fare in macchina per la memoria uditiva

“Come fa il cane? E il gatto? E il pulcino?”. Fare i versi degli animali è uno dei primi giochi che i bambini imparano a fare. Un gioco divertente, ma anche utilissimo per allenare il riconoscimento e la memoria uditiva, ovvero la capacità di riconoscere un suono, ricordarlo e saperlo riprodurre.

Capacità che sta alla base della lettura e della scrittura. Per allenare la memoria uditiva sono utili tutti quei giochi che si basano sull’ascoltare, ricodare e ripetere quello che si è ascoltato.

Semplici giochi per bambini di 5 anni da fare con le parole, in macchina al ritorno da scuola o per ingannare un’attesa.

  • Giochiamo al pappagallo: pronuncia tre parole e chiedi al bambino di ripeterle nello stesso ordine. Aggiungi ogni volta una nuova parola. Quando il bambino sbaglia, si cambiano i ruoli. Potete decidere di usare solo nomi di animali, persone, frutta, dinosauri, e così via;
  • inventiamo una storia.  Comincia a raccontare una storia (“un bambino apre un cassetto….”) e chiedi al bambino di ripetere la tua frase e poi aggiungere un pezzetto di storia, poi tocca di nuovo a te. Alternatevi ripetendo ogni volta la storia dall’inizio, fino a quando il gioco è divertente. Potete poi disegnare la storia e fare il libro delle storie inventate;
  • cantare insieme “Alla fiera dell’est” e poi creare una nuova canzone seguendo la stessa struttura.

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Prova alcuni di questi giochi con il bambino. Capirai subito quali gli piacciono e quali no, e quali competenze puoi aiutarlo a sviluppare, divertendosi. A partire dai nostri spunti, puoi inventare nuovi giochi, insieme a lui.

Quali sono i giochi per bambini di 5 anni che hai provato e che consiglieresti? Raccontaceli.

Per avere consigli e informazioni sulle altre fasce di età, leggi il nostro articolo sui giochi per neonati, oppure per i più grandicelli scopri i giochi per bambini di 7 anni e, per finire, il nostro post  sui giochi per bambini 8 anni.

E per altre idee, dai un’occhiata al nostro post sui giochi divertenti da fare in casa e quello sui giochi da fare in due con i bambini.

Se interessa un altro approccio al gioco, ti consigliamo invece il nostro post sui giochi del metodo Montessori.

Источник: https://www.sitly.it/blog/giochi-per-bambini-di-5-anni/

IL TUO BAMBINO HA GIÀ 11 MESI

Gli oggetti di cui non hai più bisogno ora che hai dei bambini

Intorno agli undici mesi, sentirai molte mamme più esperte dirti: “È un’età molto bella ma molto faticosa”. Perché?

I suoi primi passi ancora hanno bisogno di aiuto e la tua schiena potrebbe pagarne le conseguenze. 

– Se il tuo bebè ha già cominciato a fare i suoi primi passi, vedrai che ogni giorno che passa la sua stabilità è maggiore e si sposta con più sicurezza.

– Se ha bisogno della tua mano per camminare, passerai alcune settimane un po’ scomode, a causa della postura forzata. È importante che tu faccia alcuni esercizi per rafforzare la schiena e la zona lombare, e che tu faccia attenzione ai movimenti improvvisi.

Rispetto allo sviluppo del linguaggio, questi sono i progressi più significativi di questo mese:

È possibile che cominci a seguire ordini semplici, come “dammi la mano” o “ prendi la palla”.

– Il suo linguaggio continua a svilupparsi a tutta velocità: ora comincia a imitare suoni e intonazioni di voce.

Ricorda che dovete rinforzare il consolidamento dellebasi del linguaggio interagendo con il piccolo ogni volta che realizzi un tentativo di comunicazione con voi: rispondete, “conversate” e animatelo continuamente. Vedrai progressi incredibili!

È importante segnalare, inoltre, che la memoria del tuo bebè ora è maggiore. Come puoi controllarlo?

– Ricorda molte cose e la sua ritentiva aumenterà con il tempo.

– In questa tappa, oltre a girarsi come risposta al suo nome, riconoscerà oggetti e volti familiari, inoltre ricorderà dove stanno i suoi giochi o gli spuntini che gli dai e che gli piacciono tanto.

– Ha anche cominciato a sviluppare la memoria di lungo termine e ha una maggiore capacità di immagazzinare e recuperare informazioni. Sempre di più si ricorderà per un tempo maggiore le esperienze vissute, in modo che, per esempio, se i nonni vivono fuori e non li vede spesso, nel momento in cui li vedrà non tarderà molto a ricordarli di nuovo.

E ora,  vuoi calcolare come aumentano il peso e l'altezza del tuo bebè? Ecco la nostra tabella dei percentili!  

Alimentazione del tuo bebè di 11 mesi

A questa età dovresti già aver introdotto nella sua alimentazione quasi tutti gli alimenti, gli stessi che si mangiano in casa. Cos'altro devi sapere?

L’importante è che si tratti di cibi semplici, con pochi condimenti (meglio se il condimento si aggiunge a crudo a fine cottura).

Non preoccuparti se, all’inizio, tuo figlio non dimostra di apprezzare gli alimenti solidi o se rifiuta i nuovi sapori: ha bisogno di tempo per imparare ad accettarli.

– Inoltre, il latte materno o artificiale continua a essere un alimento completo ed equilibrato.

– In ogni caso, è sempre meglio introdurre gli alimenti in modo graduale, per evitare il rischio di allergie. È bene ricordare che non esiste una regola valida per tutti i bambini.

………

ATTENZIONE! Anche se ti sembra che il tuo bebè sia già grandicello e potresti dargli il latte di mucca, aspetta ancora un po'! Fino ai 12 mesi è meglio non dargli il latte di mucca. A partire da un anno, comunque, è preferibile dargli un latte di crescita, pensato appositamente per bambini tra 1 e 3 anni.

Il sonno del tuo bebè di 11 mesi  

Cosa puoi fare se il tuobambino non vuole andare a dormire la sera?

– Proprio perché ora comincia a essere più attivo e a partecipare sempre di più alla vita degli adulti, a volte gli fa piacere rimanere un po’ più di tempo a giocare con i genitori (che, al contrario, sono di solito molto stanchi).

– Per evitare questo inconveniente è importante stabilire un rituale costante a cui il bambino si abitui, come dargli da mangiare, fare il bagno e, dopo, metterlo a letto. In questo modo lui stesso si abitua all’idea che l’ora di dormire si avvicina.

………

CONSIGLIO! Oltre ai rituali abituali per favorire il rilassamento e la conciliazione del sonno, esistono degli oggetti di rinforzo che hanno un effetto positivo nel passaggio verso il sonno, come un pupazzo adatto alla sua età e lasciare un punto luce acceso dove il piccolo dorme.

Consigli e benessere del tuo bebè di 11 mesi

Vicino all’anno, il bambinoha bisogno di sperimentare tutto ciò che lo circonda. Cosa possiamo aspettarci?

– A volte, utilizza i morsi per conoscere gli oggetti e le persone che gli stanno più vicine. I morsi di un bambino tra i 10 mesi e l’anno, non sono preoccupanti né sono un segnale di un comportamento aggressivo o di cattiva educazione.

– Attraverso la bocca e i morsi, il bambino scopre il mondo che lo circonda nello stesso modo in cui lo fa con le mani, i giochi, il tatto e la vista. Si tratta di un’attitudine che perderà con il tempo, però, per aiutarlo a fargli capire che questo è meglio non farlo, è necessario chiarire che mordere non è appropriato né corretto.

– Questo deve essere chiaro sin dal primo momento, perché ora il tuo piccolino già si diverte a giocare con altri bambini, con i quali “chiacchiera” e che imiterà e osserverà da vicino.

È probabile che tuo figlio abbia già sviluppato un vincolo speciale con qualche oggetto o gioco come un dou-dou, una copertina o un peluche. A cosa serve il cosiddetto “oggetto transizionale”?

– Questo oggetto sarà idenale per minimizzare gli effetti dell'ansia da separazione di cui già abbiamo parlato, tanto se resta con persone che si prendono cura di lui mentre i genitori lavorano quanto se resta con i nonni quando avrete voglia di una scappata solitaria.

– Se tuo figlio trova il suo oggetto di attaccamento, è probabile che gli sia difficile conciliare il sonno se non lo tiene con sé.

………

RICORDA! Il tuo bebè ancora non ha nemmeno un dente e sei preoccupata? Tranquilla! Anche se alla maggior parte dei bebè a questa età sono già spuntati alcuni denti, non è infrequente che il primo dente appaia intorno a un anno di età. Come in ogni cosa, la dentizione di ogni bebè segue il suo ritmo. Consulta il pediatra per maggiore tranquillità.

Cosa fa un bebè di 11 mesi 

A 11 mesi, prova molta curiosità per le figure che appaiono nei libri, si guarda intorno per trovare i giochi o altri oggetti che possano divertirlo, e ama moltissimo gli scherzi.

Psicomotricità

– A partire dagli 11 mesi, se si prende per le braccia, prova a fare i suoi primi passi. In ogni caso, è capace di tenersi in piedi in modo stabile quando si sostiene per un braccio. 

Si diverte anche spargendo tutto quello che riesce a prendere in mano o lanciando e tornando a lanciare il sonagli dal seggiolone.

Udito

Il piccolo è già in grado di capire perfettamente il suo nome e di girarsi immediatamente quando qualcuno lo chiama.

– Dice mamma e papà in modo chiaro, dimostrando che sa chi vuole chiamare o indicando mentre parla.

– Interrompe anche quello che sta facendo se gli si dice “no”.

– Sono pochi i bambini che parlano prima di compiere un anno, cosa che non è un segno speciale di intelligenza.

I bambini hanno un linguaggio proprio. Alcune volte, riassumono un'intera parola in una sola sillaba.

In altri casi, impiegano suoni che permattono di identificare l'oggetto in questione: “chuf-chuf”, significa “treno”, “bau-bau” significa “cane”.

La cosa importante è che le persone adulte non impieghino questo linguaggio, ma devono dirigersi al piccolo utilizzando le parole giuste, con la loro pronuncia esatta.

……….

E ora ti invitiamo a guardare i nostri video sulla crescita del bambino. Con tutti gli argomenti che più ti interessano sull'evoluzione del tuo piccolo, in divertenti cartoni animati!

Come stimolare il tuo bebè di 11 mesi

Costruisce la sua maraca mentre sente una sessione di esercizi. 

Il canale auditivo è una delle cose migliori per stimolare il tuo bebè in questo momento! Soprattutto se lo fai attraverso il contatto e l'amore. Vuoi approfittarne?

I benefici della stimolazione dell'udito del bambino con la musica in questo periodo sono innumerevoli:

– Il tuo bebè penserà in modo musicale.

– Gli esercizi di linguaggio musicale lo aiutano a coltivare la sua memoria. Insegnagli il linguaggio della musica attraverso l'amore!

– Il vantaggio che hanno i musicisti nell'elaborazione della lingua parlata e nell'apprendimento delle lingue è indotto dal loro allenamento musicale. Cosa c'è di meglio che aiutarlo nella costruzione di uno dei suoi primi strumenti?

Ascoltiamo una sessione di linguaggio musicale mentre costruiamo la maraca?

– Ogni esercizio di stimolazione sensoriale è pensato specificamente perché il tuo bebè capisca alla perfezione i cambi tra le note.

– Inoltre, puoi rafforzare il vostro legame! Man mano che le sessioni vanno avanti, il piccolo memorizzerà ogni tipo di struttura melodica e ritmica. Così migliorerà le sue capacità linguistiche e di apprendimento.

– È molto importante sottolineare che i benefici della stimolazione sensoriale attraverso il linguaggio musicale si ottenfono con la ripertizione degli ascolti.

– Come effettuare un'attività di travaso? Prepara il materiale necessario: una bottiglia piccola di plastica, alcuni ceci e un po' di colla per sigillare la bottiglia. Semplicemente introduci i ceci nella bottiglia e sigilla il tappo con la colla.

Esperienza per questa sessione: gioco con le maracas

– Perché questa esperienza sia piacevole, si raccomanda di non mettere il volume troppo alto; si tratta di accompagnare l'attività del bebè non di sostituirla.

– Nella stanza dei giochi, in camera sua o in salotto, però… attenzione che non ti prenda la colla!

– Riproduci l'audio e ricorda che puoi connetterlo alle casse per sentire meglio la grande qualità del suono degli esercizi e delle registrazioni.

– Una volta che siano pronti tutti gli ingredienti per la maraca, spingi play e comincia la costruzione.

– Se finisci la maraca prima che finisca la sessione, dalla al bebè perché ci giochi.

– Semplicemente, devi essere felice di sentire il tuo bebè, mentre gli insegni il linguaggio della musica attraverso l'amore, durante questa sessione di esercizi che dura circa cinque minuti. Noterai come si rilassa visibilmente!

– Non dimenticare che la ripetizione degli ascolti e la costanza sono la chiave per ottenere il massimo beneficio da queste sessioni.

Questo contenuto musicale è stato creato e ceduto in esclusiva a QuiMamme dal Metodo ETFES di linguaggio musicale per bambini

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Come è andata?

Sicuramente sei stata molto bene durante questa sessione condividendo un momento di gioco con il tuo bebè, oltre ad aiutarlo a costruire uno dei suoi strumenti. L'unione che si genera tra voi due in questo momento tanto intimo crea un ambiente unico per rilassarsi e prendere contatto con il tuo bebè. Quando suoniamo di nuovo la maraca?

Источник: https://quimamme.corriere.it/come-cresce-neonato/tuo-figlio-ha-11-mesi

Giochiamo a far finta?

Gli oggetti di cui non hai più bisogno ora che hai dei bambini

Per giocare a “far finta” di solito i bambini utilizzano oggetti, azioni, identità e situazioni come simboli, in modo da rappresentare qualcosa che non è presente ma che si può immaginare.

Non a caso, infatti, è chiamato gioco simbolico quello dove qualcosa viene utilizzata per “significare” qualcos’altro: un elemento fisicamente presente è usato per rappresentare un elemento assente nella realtà concreta, che viene quindi evocato attraverso la mente.

E così una scatola di cartone può diventare una casa, si può fingere di bere senza avere in mano un bicchiere e così via.

Il gioco simbolico è un’attività importante, raffinata e impegnativa, che si sviluppa e progredisce durante l’infanzia insieme a diverse abilità e competenze del bambino.

I primi approcci

Se osserviamo le attività di un bambino nei primi mesi di vita vedremo che è orientato a giocare con gli oggetti toccandoli, assaggiandoli, annusandoli e facendoli muovere, rotolare, cadere.

Insomma, è impegnato a conoscere come sono fatte le cose intorno a lui e lo fa in allegria, utilizzando tutti i suoi organi di senso.

Quante volte abbiamo visto un bimbo buttare ripetutamente a terra un giocattolo solo per sentire il rumore provocato dalla sua azione? Imparare è proprio divertente!

Grazie alle sue scoperte, osservazioni e deduzioni, il nostro piccolo “esploratore sensoriale” inizia pian piano a conoscere non solo le caratteristiche, ma anche la funzione degli oggetti e a collegarli a possibili schemi d’azione: «A cosa serve il cucchiaio? Cosa posso fare con un pettine?».

In questo svolge un ruolo fondamentale il processo di imitazione: «Replico i gesti e le azioni che vedo svolgersi attorno a me, ciò che fanno i miei genitori».

Ed ecco che tra 12 e 18 mesi (chi prima, chi dopo), il bambino comincia a giocare a “far finta di”, ripetendo gesti e azioni conosciuti, spesso rivolti a un estasiato pubblico di adulti che lo incoraggia e sta al gioco: «Prendo in mano il bicchiere e bevo per finta, chiudo gli occhi come se dormissi e poi faccio “cucù”!». Si cresce in fretta e dopo qualche tempo vedremo il nostro piccolo approfondire sempre di più il gioco: esempio classico è quello del caffè finto offerto alla bambola. Il bambino sa che la tazza è vuota e che la situazione è una finzione, ma l’oggetto nel gioco è ancora utilizzato secondo la sua funzione “reale” (in questo caso viene rispettata la funzione della tazza come contenitore di liquido da bere).

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Un nuovo modo di vedere il mondo

Gli studiosi individuano intorno ai due anni d’età l’inizio del vero e proprio gioco simbolico, quello in cui «il pensiero è separato dagli oggetti e l’azione nasce dalle idee più che dalle cose: un pezzo di legno comincia a essere una bambola e un bastone diventa un cavallo».

Il bambino trasforma gli oggetti facendoli diventare, come per magia, ciò che gli serve per il suo gioco (se ha bisogno di una macchina prende una seggiolina e comincia a guidare), dimostrando di sperimentare una forma di pensiero nuova, che gli permette di vedere oltre le cose, di usare la fantasia e l’immaginazione.

Ciò è possibile anche grazie all’evolversi della cosiddetta “capacità rappresentativa del pensiero”: il bambino riesce a pensare e a immaginare nella sua mente cose, persone e situazioni indipendentemente dalla loro presenza, ed è inoltre capace di creare delle associazioni mentali, cogliendo somiglianze nella forma, nel colore e nelle dimensioni (una matita assomiglia a una bacchetta magica e viceversa).

«Facciamo finta che io sono la maestra»

Nel periodo tra i tre e i sei anni le forme del gioco simbolico progrediscono ancora. Se nei primi giochi di finzione era solo il bambino ad avere un ruolo attivo e gli oggetti rimanevano muti, a poco a poco anche pupazzi e bambole prendono vita: il bambino li fa parlare, camminare, recitare una parte.

La struttura e le competenze in gioco si fanno poi ancora più complesse quando i bambini iniziano a mettere in scena delle situazioni, assegnando ruoli alle persone e creando veri e propri copioni: «Facciamo finta che io sono… e tu sei…?».

Mamme, papà, indiani, supereroi, maestre, parrucchiere, dottori, gelatai e chi più ne ha più ne metta.

A volte sono episodi e contesti del proprio vissuto a essere messi in scena, momenti che il bambino ha bisogno di rivivere, nel mondo protetto della finzione, per trovare un nuovo significato alle proprie esperienze, per sperimentare diversi punti di vista, per “esorcizzare” le proprie paure e tanto altro. Altre volte la creatività permette di superare i propri limiti, di immaginarsi diversi, di proiettarsi nel futuro o nel mondo dei grandi, di esprimersi liberamente mettendo in scena emozioni forti senza la paura di essere giudicati.

In alcune occasioni il bambino chiederà a noi adulti di entrare nel gioco indossando un ruolo diverso (e osserverà con attenzione la nostra risposta). In altri momenti giocherà da solo senza voler essere disturbato.

In altri ancora il gioco verrà organizzato con i coetanei e ci saranno litigi per decidere “chi fa cosa” o come andrà a finire la storia inventata: trovare l’accordo sarà una parte importante dell’esperienza e della condivisione del divertimento.

Gioco simbolico e teoria della mente

Giocando a far finta i bambini esercitano la propria immaginazione e creatività, sviluppano autoconsapevolezza, imparano a riconoscere le emozioni proprie e altrui, esplorano mondi sconosciuti, esercitano abilità cognitive e relazionali, sviluppano le prime forme di pensiero astratto, arricchiscono il proprio lessico. Giocare a “essere un altro” può inoltre aiutare il bambino a comprendere un punto di vista diverso dal proprio e può costituire un’ottima occasione di osservazione per l’adulto, perché, attraverso la finzione, il bambino racconta sé stesso e il mondo dei grandi che lo circonda.

Le diverse forme di gioco simbolico e di finzione che accompagnano il bambino nella sua crescita sono state, e sono tuttora, oggetto di studi in diverse discipline, in particolare per quanto riguarda il loro legame con lo sviluppo della metacognizione e della teoria della mente.

La metacognizione è la capacità di auto-riflettere sui propri pensieri (io posso pensare ai miei pensieri).

Grazie all’attività metacognitiva possiamo non solo conoscere ma anche in qualche modo agire sui nostri stati mentali (ad esempio possiamo comprendere e influenzare i nostri meccanismi di apprendimento).

Con il termine “teoria della mente”, invece, si intende la sofisticata abilità umana di riflettere non solo sui propri pensieri, ma anche su quelli delle altre persone, riuscendo a formulare delle ipotesi sul comportamento altrui.

Questa abilità cognitiva è fondamentale per la nostra vita e la usiamo tutti i giorni anche senza accorgercene. Ancora una volta, entrando in quell’universo che è il gioco dei bambini, ci meravigliamo di quanto siano complesse le attività in essere dentro i comportamenti infantili, attività a cui, con leggerezza, noi adulti rischiamo di non dare importanza.

Bibliografia:

Источник: https://www.uppa.it/psicologia/giocare-a-far-finta/

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