Gli interferenti endocrini: cosa sono e che rischi comportano

Interferenti endocrini: cosa sono?

Gli interferenti endocrini: cosa sono e che rischi comportano

I distruttori endocrini o interferenti endocrini sono sostanze in grado di interferire e alterare l’equilibrio ormonale. Questi composti possono provocare danni spesso non evidenziabili nel breve termine.

Per capire l’azione degli interferenti endocrini dobbiamo ricordare che le nostre ghiandole sono regolate da molecole chiamate ormoni, che viaggiano trasportate dal sangue e agiscono sui tessuti e sugli organi, consentendo il normale funzionamento degli stessi. L’equilibrio ormonale è fondamentale per lo sviluppo del feto, per la crescita del bambino, per lo sviluppo sessuale e le attività riproduttive.

Interferenti endocrini: quali rischi comportano?

Gli interferenti endocrini possono imitare l’azione di alcuni ormoni e quindi interferire con il funzionamento di questo sistema.

 Chi è maggiormente danneggiato dalla loro azione mimetica? Il danno maggiore lo subiscono gli organismi in rapida crescita, i bambini, il feto, il ragazzino o la ragazzina nell’età dello sviluppo, ma anche l’adulto durante il ciclo riproduttivo.

Le ricerche mediche fin qui condotte hanno evidenziato che chi è esposto agli interferenti endocrini ha un maggior rischio di sviluppare malattie dell’apparato riproduttivo (infertilità, aborti, endometriosi); è stata anche segnalata la possibilità di un aumento di incidenza di disturbi comportamentali nell’infanzia (iperattività) per gli effetti di queste sostanze sullo sviluppo cerebrale. Inoltre, è stato ipotizzato che l’esposizione a queste sostanze aumenti il rischio di patologie autoimmuni come il diabete e di alcuni tipi di tumore (alla mammella e al testicolo).

Dove si trovano gli interferenti endocrini?

Gli interferenti endocrini più diffusi con cui possiamo entrare in contatto sono i composti perfluorati (PFOS e PFOA) utilizzati dall’industria per trattare tessuti idrorepellenti e antimacchia, ma anche le carte oleate a uso alimentare e i rivestimenti antiaderenti delle pentole.

Nella catena alimentare si concentrano nei prodotti ittici e si diffondono anche negli ambienti chiusi, attraverso la polvere e l’aria contaminata da prodotti trattati con perfluorati.

Un’elevata esposizione a queste sostanze può determinare conseguenze dannose a carico del fegato e della tiroide.

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Fra i più noti interferenti endocrini ci sono anche gli ftalati, utilizzati per rendere elastiche alcune sostanze plastiche e ampiamente diffusi in pellicole alimentari, imballaggi, stoviglie usa e getta, bottiglie in plastica per acqua e bevande.

Essi si possono diffondere dal contenitore ai liquidi o agli alimenti in esso contenuti e tramite questa via arrivare all’uomo.

Altri interferenti endocrini ubiquitari sono gli idrocarburi policiclici (IPA), sostanze che si producono dai processi di combustione sia industriali sia domestici (come il fumo di sigaretta e di cottura); sono inoltre contenuti in alimenti tostati (bisogna evitare di mangiare le parti bruciate), affumicati e fritti, cotti alla brace, ma anche al forno. Gli IPA sono cancerogeni e genotossici. I polibromodifenileteri (PBDE), dal nome complicatissimo, sono sostanze ampiamente utilizzate come prodotti antifiamma; li si ritrova in mobili, tendaggi, tappeti e nella costituzione di schiume di poliuretano (materassi).

Uno degli interferenti endocrini più noti è il bisfenolo A, sostanza plastica utilizzata nell’industria alimentare (per esempio nei rivestimenti interni di lattine per alimenti e bevande) e contenuto nei vecchi biberon, prima che il suo utilizzo venisse bandito: simula l’effetto degli estrogeni e altera la funzione tiroidea, interferendo con le funzioni del sistema riproduttivo, nervoso e immunitario. Nell’adulto i danni da bisfenolo A sembrano essere modesti, mentre feto, neonato e bambino potrebbero risultare molto più vulnerabili. Proprio in considerazione di questa maggiore vulnerabilità, la commercializzazione di biberon con bisfenolo A è bandita in Europa dal primo giugno 2011.

Cosa possiamo fare per limitare i danni?

Evitiamo di scegliere tessuti trattati con sostanze idrorepellenti o antimacchia sia per il vestiario che per materassi, lettini o fasciatoi.

 All’atto dell’acquisto di sedie, seggiolini o materassi che possano contenere schiume, informiamoci sul tipo di ritardante di fiamma utilizzato; nel caso si danneggino e la schiuma non sia più completamente racchiusa in un tessuto protettivo, sostituiamoli.

 Aeriamo spesso gli ambienti chiusi e riduciamo il ristagno di polvere, soprattutto a terra, dove i piccoli giocano o gattonano.

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Lasciamo che i liquidi caldi si raffreddino prima di versarli in contenitori plastici non adatti alle alte temperature, riduciamo il più possibile l’utilizzo di alimenti e bevande conservate in contenitori plastici (ricordiamoci che l’acqua in bottiglia, prima di essere consumata, rimane nella plastica per molti mesi). Se possibile non utilizziamo pentole antiaderenti o cambiamole non appena inizino a essere usurate. Riduciamo il più possibile il consumo di alimenti affumicati o alla brace e consumiamo molta frutta e verdura fresche, sciacquandole abbondantemente con acqua corrente prima di consumarle.

Bibliografia:

Источник: https://www.uppa.it/ambiente/ecologia/interferenti-endocrini-cosa-sono/

Cosa sono gli interferenti endocrini

Gli interferenti endocrini: cosa sono e che rischi comportano

L’azione degli uomini ha effetti sull’ambiente circostante, generando minacce reali e potenziali per la nostra salute. Rientrano in questa categoria i cosiddetti interferenti endocrini.

La rivoluzione industriale e il sempre più massiccio uso e abuso di sostanze chimiche ci ha esposti, e continua ad esporci, a rischi anche molto gravi per il nostro sviluppo fisiologico.

L’alterazione endocrina, quindi ormonale, è uno degli effetti collaterali del progresso.

In questo articolo cercheremo di spiegare cosa sono gli interferenti endocrini e quali sono i principali effetti nefasti sulla nostra salute.

Interferenti endocrini: definizione

Per comprendere un argomento di per sé molto complesso, è opportuno partire da una definizione largamente diffusa e riconosciuta dalla comunità scientifica.

In merito agli interferenti endocrini, l’Istituto Superiore di Sanità fornisce la seguente definizione:

Un Interferente Endocrino è una sostanza esogena, o una miscela, che altera la funzionalità del sistema endocrino, causando effetti avversi sulla salute di un organismo, oppure della sua progenie o di una (sotto)popolazione.”

Cosa vuol dire?

Che un interferente endocrino è una sostanza chimica esterna al nostro corpo, di natura antropica – quindi frutto dell’azione dell’uomo – che interferisce con il nostro sistema endocrino, ovvero con i nostri ormoni.

Quali sono i rischi connessi agli interferenti endocrini

Come sai, l’equilibrio ormonale degli esseri umani è essenziale, soprattutto per ciò che concerne la crescita, lo sviluppo cerebrale (tiroide) e quello sessuale (estrogeni e testosterone).

Un’alterazione del normale funzionamento endocrino provocato dagli interferenti endocrini può provocare danni molto gravi alla nostra salute.

Secondo numerosi studi scientifici, infatti, l’esposizione a queste sostanze possono causare:

  • problemi e/o patologie riproduttive: infertilità, endometriosi, aborti spontanei;
  • disturbi comportamentali nei bambini;
  • diabete;
  • alcune forme di cancro, come quello ai testicoli o alle mammelle.

L’impegno delle istituzioni e della comunità scientifica

Negli ultimi due decenni questo problema ha iniziato a ricevere la giusta attenzione da parte della comunità scientifica, spingendo l’OMS, la Comunità Europea e gli stati membri a impegnarsi per studiare il fenomeno e fornire corrette informazioni ai cittadini.

Il Ministero dell’Ambiente italiano, ad esempio, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, con il progetto PREVIENI ha promosso una serie di iniziative per la prevenzione dagli effetti degli interferenti endocrini, all’interno della più ampia “Strategia Europea in materia di sostanze che alterano il sistema endocrino” e del regolamento reach.

Il risultato è un opuscolo, denominato “Decalogo per il cittadino”, finalizzato alla promozione di stili di vita e alla prevenzione del rischio.

Nello specifico, è stato redatto il documento “Conosci, riduci, previeni gli interferenti endocrini”, contenente un decalogo molto dettagliato, che ti consigliamo di consultare.

Come prevenire l’esposizione agli interferenti endocrini

All’interno del decalogo sviluppato dal Ministero dell’Ambiente, linkato nelle righe precedenti, sono presenti alcuni consigli per prevenire l’esposizione agli interferenti endocrini.

Ne riportiamo alcuni a titolo di esempio, ma ti invitiamo a consultare il documento completo:

  1. evita prodotti monouso;
  2. utilizza solo pentole e padelle integre;
  3. evita il fumo di sigaretta, soprattutto dentro casa;
  4. fai areare in modo adeguato le stanze di casa;
  5. evita capi di abbigliamento sintetici;
  6. sterilizza in modo corretto i biberon dopo ogni utilizzo;
  7. preferisci cibi freschi a quelli confezionati.

Come puoi immaginare, non basta il nostro impegno e la nostra attenzione quotidiana per ridurre l’esposizione a queste sostanze, in quanto la maggior parte di esse è presente all’interno dei processi di produzione industriali.

Per capire come questi interferenti endocrini giungono fino a noi si può usare il seguente classico esempio:

  • le fabbriche immettono queste sostanze nell’aria, si depositano sui campi, penetrano nelle falde acquifere, finiscono in mare, vengono assimilati dai pesci, noi ci nutriamo di questi pesci.

Lo stesso capita anche con il bestiame, basti pensare agli effetti della diossina registrati in passato in alcune regioni d’Italia.

Per questo motivo la comunità europea e internazionale sta classificando le sostanze, in modo da bandire quelle pericolose, sostituendole con alternative più sicure.

Источник: https://www.fasda.it/interferenti-endocrini/

Interferenti endocrini. Che cosa sono, che cosa fare

Gli interferenti endocrini: cosa sono e che rischi comportano

Gli interferenti endocrini sono sostanze di origine industriale o naturale che modificano la secrezione delle ghiandole endocrine.

In tal modo possono esercitare effetti negativi sulla salute.

I primi studi su questa classe di sostanze risalgono agli anni ’50. Alcune ricerche mostrarono come animali come alligatori, che vivevano in ambienti altamente inquinati per l’uso di pesticidi in agricoltura, presentavano anomalie dello sviluppo sessuale.

Tra gli anni 50′ e ’70 un farmaco, il dietilstilbestrolo, era ampiamente usato nelle donne gravide per ridurre il rischio di aborto.  Fu poi chiarito che era responsabile di numerose anomalie a carico del sistema genitale nelle bambine nate a madri che lo avevano assunto.

Le alterazioni riguardavano sia lo sviluppo degli organi genitali che la loro funzione. Il dietilstibestrolo causava anche un raro tipo di tumore a carico della vagina.

Anche l’attività tiroidea può essere modificata dagli interferenti endocrini.

Il rischio di alterazioni è maggiore per i neonati.

Quali sono gli interferenti endocrini

Tra le sostanze di origine industriale le più diffuse sono:

gli ftalati, contenuti nella plastica

il bisfenolo A (nella plastica, nelle resine, nel diffusissimo PVC)

Ftalati e bisfenolo A sono presenti quindi nelle bottiglie di plastica per uso alimentare e nelle lattine per alimenti. In queste è ormai comune un film di plastica sulla parete interna di metallo che serve a evitare il contatto di questo con il cibo.

i pesticidi, usati in agricoltura. La loro quantità e qualità e il loro modo d’impiego sono rigorosamente regolati dall’Unione Europea.

Alcune derrate di importazione, soprattutto dall’Asia, mostrano però contenuti superiori al consentito. I controlli delle autorità sanitarie su questi prodotti sono molto serrati e i limiti massimi consentiti sono sempre più ridotti.

i bifenili policlorurati (PCB) e le diossine

I PCB venivano usati come componenti di apparecchiature elettriche, di vernici, di materie plastiche varie.

Le diossine vengono formate durante la combustione di qualsiasi materiale. La quantità è relativamente bassa ma diffusa. Persistono nell’aria e si depositano al suolo, per lunghi periodi, come i PCB.

Passano nella catena alimentare quando vengono assunti dagli animali che pascolano o vengono riversati in mare entrando poi nei pesci. Si accumulano nel tessuto adiposo dove persistono a lungo.

Alcuni delle sostanze descritte, come i pesticidi, si accumulano nell’organismo e vengono rilasciate in tempi lunghi. Altre, come ftalati e bisfenolo A, vengono eliminate rapidamente, nel giro di poche ore, ma sono presenti pressocchè ubiquitariamente. Pertanto è facile un’esposizione continua.

Farmaci

Da un punto di vista strettamente tecnico possono essere considerati interferenti endocrini anche diversi farmaci, che hanno una nota azione sul sistema endocrino.

I più diffusi sono l’amiodarone e i sali di litio, usati rispettivamente per disordini del ritmo cardiaco e per sindrome depressiva, che spesso modificano la funzione tiroidea.

Lo spironolattone, diuretico risparmiatore di potassio, si comporta come antagonista del testosterone. Può causare ginecomastia e deficit sessuali nell’uomo. Nella donna si possono verificare turbe della regolarità mestruale.

Sostanze naturali

La soia contiene isoflavoni, genenstein e daidzein che possono ridurre la funzione tiroidea . Questi alimenti contengono anche sostanze simili agli estrogeni e possono pertanto modificare la funzione dell’apparato genitale.

Il resveratrolo è contenuto nel tannino presente in molti vini. Ha capacità antiossidanti e da questo punto di vista mostra effetti benefici però interferisce con gli ormoni ovarici, comportandosi da anti-estrogeno.

Altri interferenti endocrini sono sviluppati dal fumo di sigarette. Sono il benzopirene, gli idrocarburi aromatici policiclici e il cadmio.

Interferenti endocrini e sistema genitale

Gli interferenti endocrini più diffusi si comportano da estrogenomimetici, quindi interferiscono con il sistema riproduttivo. La loro presenza nell’organismo è stata messa in relazione a ridotta fertilità.

L’effetto degli interferenti endocrini è stato evocato in molti studi come corresponsabile di patologie che interessano l’apparato genitale maschile.

Alcune si presentano alla nascita, come il criptorchidismo (2% dei neonati) e l’ipospadia.

Il criptorchidismo consiste nella mancata discesa del testicolo nello scroto durante la vita fetale. Il testicolo viene quindi ritenuto nell’addome. Questa condizione è stata messa in relazione con ridotta fertilità e insorgenza di tumori testicolari .

In effetti il rischio maggiore è la torsione del funicolo che porta all’intervento chirurgico d’urgenza.

L’ipospadia è l’alterazione della sede del meato urinario. L’uretra, il canale attraverso cui passa l’urina, trova sbocco sulla faccia inferiore del pene anzichè sul glande.

Queste alterazioni sono state riprodotte in laboratorio su animali esposti a interferenti endocrini ad azione estrogenica.

Bambini nati a madri esposte a dietilstilbestrolo avevano maggiore prevalenza di queste patologie.

Interferenti endocrini, tiroide e sistema nervoso

PCB e soia agiscono come antagonisti della funzione tiroidea, riducendo l’azione sui tessuti bersaglio degli ormoni tiroidei. La tiroide è fondamentale per il corretto sviluppo del sistema nervoso fetale. L’ipotiroidismo, cioè la riduzione della funzione tiroidea, può causare gravi ritardi neuro-psichici.

I PCB possono avere un ruolo nei disordini caratterizzati da iperattività e in alcune malattie neurodegenerative.

Interferenti endocrini e metabolismo: obesità, sindrome metabolica, diabete mellito

Elevati livelli di diossina si accompagnano a incidenza molto più elevata di diabete mellito rispetto alla popolazione generale.

Gli studi sono stati fatti sulla popolazione esposta alla diossina dopo l’esplosione di Seveso nel 1975. Anche gli aviatori americani che, in Vietnam, avevano partecipato ai bombardamenti con defolianti, avevano gli stessi effetti.

Studi sperimentali hanno mostrato che, negli animali, l’esposizione al bisfenolo A in gravidanza determina insulino-resistenza, obesità e diabete. Ciò si verifica sia nelle madri che nei figli.

Come evitare gli interferenti endocrini

Come comportarsi sulla base di quanto descritto?

E’ logico evitare di usare bottiglie di plastica come contenitori?

E’ necessario evitare i cibi in scatola?

Nei mesi scorsi il Parlamento Svedese ha iniziato a esaminare un progetto di legge che mette al bando l’uso di bottiglie di plastica.

Una serie di raccomandazioni pratiche possono guidarci nel comportamento più logico (Endocrine Disruptors: should we be afraid? B. Hansel, P. Fénichel; Medscape, giugno, 14, 2017)) Molte di queste sono dedicate alle donne in gravidanza o che la stanno programmando.

Il fumo è assolutamente proibito durante la gravidanza. Anche il fumo passivo è molto pericoloso

I contenitori di cibo in plastica non vanno mai riscaldati nel forno a microonde. Essi contengono bisfenolo che può essere rilasciato nel cibo.

Per lo stesso motivo non si devono coprire i contenitori di cibo con materiale plastico allo scopo di mantenerlo caldo.

Porre attenzione alla scelta di frutta e verdura, che possono essere state esposte a pesticidi.

Non esporsi a vernici fresche (stanze ridipinte da poco)

Evitare i cibi e le bevande in scatola e in bottiglie di plastica a causa della presenza di bisfenolo A, almeno durante la gravidanza.

Terapie in gravidanza

Le donne che programmano una gravidanza dovrebbero assumere acido folico (Vitamina B9). Questa sostanza blocca i processi di metilazione, che sono alla base dell’azione degli interferenti endocrini.

E’ importante l’assunzione di iodio. In gravidanza aumenta il fabbisogno di questa sostanza. Inoltre la sua carenza aumenta la sensibilità agli interferenti endocrini.

Altri soggetti da proteggere

A parte la gravidanza queste raccomandazioni dovrebbero essere seguite soprattutto in età pediatrica e durante l’adolescenza.

Inoltre sono indirizzate ai pazienti oncologici in trattamento chemioterapico. Alcuni interferenti endocrini, com il Bisfenolo A, possono ridurre l’efficacia dei farmaci utilizzati.

Источник: https://www.studiomalattietiroide.it/interferenti-endocrini-cosa-cosa/

Inquinamento, interferenti endocrini e salute: una nuova sfida – Ginecologa Cristina Beccaria

Gli interferenti endocrini: cosa sono e che rischi comportano

Vi riportiamo l’articolo scritto da Cristina Gioja sul  sito Agemony.com.

Un impegno che coinvolge il mondo intero

Negli ultimi decenni il tema dell’inquinamento ambientale e delle sue conseguenze sulla salute è diventato una vera emergenza a livello mondiale.

 Il grande sviluppo dell’industria è andato di pari passo con la produzione e il rilascio nell’ambiente di centinaia di nuove sostanze chimiche, l’effetto delle quali si è dimostrato spesso controverso, manifestandosi come nocivo negli anni successivi alla loro introduzione.

Diversi studi sulla sicurezza hanno permesso di identificare una lista di sostanze chimiche ufficialmente dichiarate come nocive e dunque soggette a proibizione o a restrizioni nell’utilizzo (anche se i regolamenti variano notevolmente), accanto ad altre sostanze delle quali si sospetta una azione tossica e per le quali dovrebbe sempre vigere un principio di precauzione.

E’ importante sottolineare che alcune sostanze, indicate come nocive dal regolamento REACH per l’Unione Europea, sono invece utilizzate in Paesi extra-europei: pertanto la Comunità Europea ha vietato la commercializzazione di tali prodotti e, se individuati sul mercato, la pronta rimozione degli stessi.

Una particolare categoria di sostanze chimiche della quale ci accingiamo a parlare è quella dei cosiddetti “interferenti endocrini”, e in particolare, degli ftalati.

Credits Plastic World

Gli interferenti endocrini: un pericolo nascosto nell’ambiente

Secondo una recente classificazione dell’Unione Europea, esistono 66 sostanze riconosciute ufficialmente come interferenti endocrini, mentre altre 52 molecole sono oggetto di studio perché sospettate di avere effetti patologici sul sistema neuro-endocrino.

Una volta introdotti – per via cutanea, orale o respiratoria – alcuni tipi di interferenti mimano gli ormoni, legandosi ai recettori delle cellule bersaglio e riproducendo gli effetti, ad esempio, degli estrogeni o degli ormoni tiroidei. Vari tipi di cancro sono ormono-sensibili (tumore dell’ovaio, della mammella, della prostata), perciò gli interferenti endocrini possono causare lo sviluppo del cancro e/o una recidiva dello stesso.

Altri tipi di interferenti si legano al recettore cellulare che accoglierebbe normalmente gli ormoni, impedendone il legame (ad esempio, interferenti anti-estrogeni o anti-androgeni) con danni della crescita e del metabolismo. Infine, altri tipi di interferenti bloccano o modificano il metabolismo ormonale agendo su un certo organo o un certo tipo di ghiandole (ad esempio, il fegato).

Azione dei perturbatori endocrini. Credits casaqa.com

Cosa sono gli ftalati?

Gli ftalati sono esteri dell’acido ftalico, i quali hanno avuto un notevole incremento di produzione negli anni Cinquanta, quando venne immesso sul mercato il PVC, materia plastica estremamente versatile con molteplici utilizzi a livello industriale e tessile.

Il PVC puro è rigido, quindi per renderlo malleabile e flessibile a basse temperature viene miscelato con altre sostanze plastificanti, fra le quali gli ftalati.

 Perciò, gli ftalati vengono utilizzati nella realizzazione di oggetti in plastica e di indumenti, negli smalti per unghie, nelle vernici, negli adesivi, e sono usati come solventi in profumi e pesticidi.

Nell’organismo gli ftalati si comportano come interferenti endocrini: in particolare nella donna aumentano il rischio di cancro delle ovaie e della mammella mentre nell’uomo, agendo sulle cellule che provvedono alla spermatogenesi e all’omeostasi degli spermatozoi, possono causare infertilità oltre al tumore alla prostata.

Essi inoltre agiscono sul fegato alterando il metabolismo.

Credits Meteoweb

Gli ftalati passano nel cibo che poi mangiamo

Essendo contenute nella plastica, queste sostanze passano facilmente nei cibi e nelle bevande, specie se caldi (pensiamo al mettere il cibo appena preparato in un porta pranzo… di plastica!) o freddi (cibi avvolti in pellicola e conservati in frigorifero, in particolare carne e formaggi). Recentemente, l’IKEA ha ritirato dal mercato un bicchiere da viaggio, prodotto in India, il quale rilasciava una quantità di DBP (che è uno ftalato) superiore alla norma.

Una ricerca americana pubblicata nel 2014 (https://ehjournal.biomedcentral.com/articles/10.

1186/1476-069X-13-43) ha dimostrato che le diete a prevalenza di carne, grassi animali (specie burro, margarina, latte) e di fast food sono responsabile di un maggior introito di ftalati, con le conseguenze che abbiamo descritto.

La maggiore presenza di ftalati in questo tipo di cibi è legata a vari fattori, inclusi la loro preparazione e conservazione. Un’altra fonte di ftalati sono le creme per il corpo e i cosmetici.

Credits MegaNews

Suggerimenti per diminuire l’assunzione di ftalati

Modificando alcune abitudini quotidiane, possiamo diminuire il carico tossico degli ftalati assunti attraverso la dieta e l’utilizzo di materie plastiche:

1 – Preferire alimenti a basso contenuto di grassi animali e soprattutto freschi

2 – Non conservare i cibi in materiali plastici, ma preferire il vetro, l’acciaio e la ceramica

3 – Non versare liquidi caldi in contenitori plastici in policarbonato (ad esempio: zuppe, caffè, tè)

4 – Preferire prodotti con marchio CE e controllare comunque le etichette

5 – Ridurre al minimo l’utilizzo di prodotti cosmetici contenenti ftalati e cercare sostanze più naturali (ad esempio: burro di karitè, idrolati, oli essenziali)

6 – Depurare periodicamente l’organismo, utilizzando sostanze naturali con azione chelante 

7 – Provvedere a mantenere nella dieta buoni livelli di antiossidanti (ad esempio vitamina C, resveratrolo, papaya fermentata) e di prebiotici per l’equilibrio della flora intestinale.

Источник: https://www.ginecologabeccaria.com/inquinamento-interferenti-endocrini-e-salute-una-nuova-sfida/

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