Gli effetti dei videogiochi sui bambini

Contents
  1. Effetti dei videogiochi sui bambini
  2. Cosa sono i videogiochi
  3. Effetti positivi dei videogiochi
  4. Effetti negativi dei videogiochi
  5. Videogiochi e bambini
  6. Dipendenza da videogiochi e smartphone: 10 cose che i genitori devono ASSOLUTAMENTE sapere
  7. 1. Tablet, cellulare e televisione, mai prima dei due anni
  8. 2. I genitori non devono usare il tablet per calmare il bambino
  9. 3. I dispositivi digitali hanno diversi effetti negativi sullo sviluppo
  10. 4. I videogiochi violenti sviluppano comportamenti violenti
  11. 6. Troppe ore seduti davanti a uno schermo fanno male alla salute
  12. 7. Meno schermi e più amicizie reali per sviluppare l'intelligenza emotiva
  13. 8. L'eccesso di dispositivi digitali fa perdere la capacità di concentrazione
  14. 9. I dispositivi digitali possono causare privazione del sonno
  15. 10. Comunicare via messaggi crea solitudine e depressione
  16. I videogiochi e il loro uso eccessivo da parte dei ragazzi
  17. La dipendenza dai videogiochi
  18. I ragazzi e i videogiochi
  19. La psicologia dei videogiochi
  20. I sintomi della dipendenza
  21. Bambini e videogiochi: a che età iniziare a giocare? – Il Bugiardino Videoludico
  22. Bambini e videogiochi pro e contro
  23. A che età il primo videogioco?
  24. Genitori presenti e partecipativi
  25. I videogiochi danno dipendenza?
  26. I genitori dovrebbero mettersi in allerta se i bambini e i giovani..
  27. L’influsso dei videogiochi sulla psiche
  28. Gaming disorder 
  29. Videogiochi: quali effetti sulla crescita del bambino?
  30. il videogioco diviene strumento inseparabile e imprescindibile della nuova generazione di figli definiti nativi digitali.
  31. Chi sono i nativi digitali?  
  32. Cosa cambia nello spazio gioco del bambino?
  33. Da quando il digitale  è entrato nel “tempo-gioco” dei bambini e con esso il videogioco, si è generato un gran dibattito: se vietarne l’utilizzo, se fissare un tempo  limite d’uso, se includerlo nelle normali attività di gioco dei più piccoli
  34. Quali rischi sui bambini? 

  35. Quali sono le possibili strategie per evitare questi problemi?

Effetti dei videogiochi sui bambini

Gli effetti dei videogiochi sui bambini

Videogiochi: un'esperienza tra preziosità e criticità. Quali sono gli effetti dei videogiochi sui bambini: ce lo spiega l'associazione Pollicino Onlus

Il gioco è un'attività che rimanda alla vitalità e alla creatività di ogni essere umano e, sebbene in diversa misura e secondo modalità differenti, ci accompagna per tutta la nostra esistenza.

Accanto ai giochi tradizionali, a partire dagli anni Ottanta si sono progressivamente diffusi i videogiochi che nel corso degli anni hanno avuto un'importante evoluzione, non solo dal punto di vista tecnico ma anche dal punto di vista artistico, educativo e sociale: il fascino dei videogame sta nel fatto che rappresentano una delle forme più avanzate della multimedialità digitale contemporanea.

Dunque, cosa può rappresentare il gioco elettronico per l'uomo dell'era elettronica? E come il senso e le modalità di gioco sono oggi cambiate?

Il gioco è essenziale proprio perché mentre si gioca si è creativi, e solo mentre si gioca il soggetto, bambino o adulto, è in grado di fare uso dell'intera personalità e di scoprire il sé: il gioco può fare questo perché costituisce un'esperienza di impulsi creativi, motori e sensoriali

scrive Donald Winnicott, famoso pediatra e psicoanalista inglese.

Anche la Rete e molti dei suoi contenuti, tra cui i videogiochi, offrono questo tipo di esperienza.

Cosa sono i videogiochi

La più comune definizione di videogioco è quella di giochi in cui l’interazione avviene tramite un monitor o lo schermo di una normale televisione, grazie al collegamento con una console: il giocatore attraverso un joystick oppure toccando lo schermo nei più recenti sistemi touch, interagisce con il mondo virtuale.

Questa definizione, però, viene da più voci considerata riduttiva perché descrive il videogioco solo in quanto mezzo, in quanto strumento: ma, come il cinema nel secolo precedente, i videogiochi hanno oggi assunto la doppia funzione di oggetto di intrattenimento e di rappresentazione del contemporaneo tanto che, secondo alcuni autori, hanno raggiunto la maturità per essere considerati a pieno titolo una “nuova forma culturale”. La sostanziale differenza tra il gioco e tutti i media che l’hanno preceduto (radio, televisione, cinema) è il differente livello di interattività: non si è nella posizione dello spettatore passivo, seduto davanti allo schermo, bensì in quello del protagonista.

In generale, il videogioco rappresenta una realtà complessa capace di raccontare storie, ricreare realtà e ambientazioni, suscitando vivide emozioni in bambini e ragazzi, così come nei più grandi!

Ai giovani viene restituita l’illusione di poter realizzare il proprio immaginario: nel virtuale ogni partecipante da vita a una serie di drammi e di scene in cui è facile percepire, poiché si è liberi di essere ciò che si è o, molto più speso, ciò che si desidera essere. È così che questi “giochi” diventano cose serie, laboratori dove si costruisce qualcosa della propria identità.

Il mondo dei videogames seppur in costante espansione è ancora, però, per molti aspetti poco conosciuto: lo studio in questo settore si è risvegliato solo negli ultimi anni grazie alle riflessioni teoriche proposte dal settore multidisciplinare dei Game Studies.

Il continuo sviluppo di nuovi oggetti tecnologici ha portato numerosi studiosi ad approfondirne gli effetti soprattutto in riferimento all’utilizzo da parte di bambini e ragazzi, sia in merito alle potenzialità sia dal punto di vista delle loro possibili criticità.

Effetti positivi dei videogiochi

Secondo i sostenitori dei videogame, essi permettono di sviluppare:

  • la coordinazione oculo-manuale,
  • la memoria,
  • la capacità di pensiero induttivo e processi cognitivi in parallelo.

Sarebbero in grado di favorire, inoltre, l’attenzione su più variabili per volta, stimolando processi di problem solving, l’elaborazione di strategie, la comprensione di regole implicite e il conseguente apprendimento per prove ed errori.

Effetti negativi dei videogiochi

Gli oppositori si appellano, invece, ai rischi legati all’eccessivo o scorretto utilizzo da parte dei giovani.

E' importante a tal proposito sottolineare che il tempo trascorso con lo sguardo fisso verso lo schermo, sebbene comporti uno stato di immobilità, non è mai un riposo; infatti, anche se fermo, il giocatore sperimenta una tensione, spesso un’eccitazione. Il gioco digitale, veloce e frenetico, cattura lo sguardo e coinvolge la mente e l’emotività, soprattutto di bambini e ragazzi, al punto da produrre, talvolta, una sorta di estraneazione dall’ambiente circostante e di dipendenza. Dunque, dato che tali attività possono affaticare soprattutto i più piccoli, è importante per mamme e papà poter porre delle regole e dei limiti temporali.

Non sono da trascurare, inoltre, i contenuti violenti di alcuni videogiochi, che possono avere talvolta un forte impatto: molte storie, pensate e sviluppate per un pubblico adulto, contengono linguaggio e immagini a cui è bene che soggetti in via di sviluppo non vengano esposti poiché non in possesso degli strumenti per potergli attribuire senso. Proprio per questi motivi risulta essenziale e prezioso l’intervento genitoriale.

L’adulto, in primis mamme e papà, devono supervisionare le attività ludiche dei ragazzi, accompagnandoli alla scoperta di un utilizzo critico e ragionato del videogioco, che consenta di sperimentarne i numerosi effetti positivi, mettendo al riparo i minori dalle potenziali conseguenze dannose.

Videogiochi e bambini

Lontani da un'ottica di giudizi di merito, ci si può rendere conto di quanto il quadro generale sia complesso: categorizzare i videogiochi come buoni o cattivi, violenti o pro-sociali, è una visione parziale e semplicistica di un fenomeno che è (e molto probabilmente sarà) in continua crescita.

La grande varietà dell’offerta e la possibilità di gran parte dei giochi di personalizzarsi e modificarsi in base alle scelte effettuate porta ciascun giocatore a vivere un'esperienza unica, anche quando si tratta dello stesso gioco e della stessa quantità di tempo trascorso giocando. Risulta fondamentale, quindi, trovare il giusto modo affinché sia possibile favorire per ciascuno l’attribuzione di un senso all'esperienza di gioco.

A tal proposito, per concludere, riprendiamo nuovamente una riflessione di Donald Winnicott: “si è sempre troppo occupati ad osservare il contenuto del gioco per poter osservare il bambino che gioca”.

E’ importante quindi per gli adulti provare a prestare attenzione al contenuto veicolato dal videogioco, senza però dimenticare l’osservazione del soggetto, bambino o ragazzo, che sta giocando a cui è importante rivolgere uno sguardo accorto.

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/giocare-e-crescere/effetti-dei-videogiochi-sui-bambini.html

Dipendenza da videogiochi e smartphone: 10 cose che i genitori devono ASSOLUTAMENTE sapere

Gli effetti dei videogiochi sui bambini

Troppo tempo davanti a uno schermo, che sia per mandare un messaggio o giocare con il videogioco preferito, può far male allo sviluppo del bambino e creare persino una sorta di dipendenza, come si sta verificando tra gli adolescenti cinesi.

 Per questo è importante che i genitori diano dei limiti. Secondo i pediatri dell'American Academy i piccoli non dovrebbero passare mai più di un'ora o due con un dispositivo digitale e mai prima dei due anni di età.

 Tratto da un articolo del “The New York Times”.  

In Cina l'uso eccessivo tra i ragazzi di videogiochi e smartphone sta diventando un'emergenza sociale. 

A testimoniare questo fenomeno è stato il documentario “Web Junkie”, presentato nel 2014 al Sundance Film Festival.

Il film mette in evidenza gli effetti tragici dei ragazzi cinesi che diventano dipendenti dai videogiochi e giocano per ore, senza pause per mangiare, dormire o addirittura andare in bagno. Alla fine molti di questi percepiscono il mondo reale come falso.

I medici cinesi considerano questo fenomeno un disturbo clinico. E per curarlo sono nati dei centri di riabilitazione dove i giovani videodipendenti sono ricoverati per mesi di terapia.

Ma la preoccupazione per l'abuso di videogiochi e di altri dispositivi digitali si sta diffondendo anche in Occidente.

Anche se da noi la dipendenza da internet non è ancora considerata una patologia, non c'è dubbio che i giovani passino troppe ore davanti a smartphone, tablet, televisione…

E questo eccesso può danneggiare il loro sviluppo.

L'American Academy of Pediatrics, nel dossier “Bambini Adolescenti e Media”, ha citato una statistica elaborata dall'organizzazione statunitense no profit che si occupa di analisi e sondaggi, la Kaiser Family Foundation, secondo cui i bambini tra gli 8 e 10 anni passano quasi 8 ore al giorno con un dispositivo digitale, e gli adolescenti arrivano fino a 11 ore.

La televisione rimane il dispositivo più usato, ma computer, tablet e cellulari la stanno gradualmente sorpassando.

Ma, secondo i pediatri dell'American Academy, i bambini di questa età non dovrebbero passare più di un'ora o massimo due al giorno davanti a uno schermo (cellulare, tablet, pc o televisione): la loro occupazione principale deve essere il l gioco libero. (Leggi anche: 10 regole sull'uso del tablet da parte dei bambini)

1. Tablet, cellulare e televisione, mai prima dei due anni

Il primo problema è che oggi i piccoli iniziano a tenere in mano un dispositivo digitale troppo presto: spesso smartphone e tablet finiscono in mano a bambini che ancora non sanno parlare.

I genitori pensano che sia un modo divertente per intrattenerli. Invece i piccoli a quest'età hanno bisogno di osservare il più possibile il mondo reale e di interagire con le persone che si prendono cura di loro.

“Prima dei due anni i bambini non dovrebbero essere esposti ai mezzi elettronici, perché in questa fase il cervello del bambino si sviluppa rapidamente e i bambini imparano dall'interazione con le persone, non dagli schermi” avvertono gli esperti. (Leggi anche: Tecnologia e bambini, a sei mesi uno su tre usa tablet e smartphone)

2. I genitori non devono usare il tablet per calmare il bambino

La maggior parte dei genitori dà poche regole rispetto all'uso dei mezzi digitali da parte dei bambini e degli adolescenti. Due terzi dei genitori intervistati dallo studio della Kaiser hanno ammesso di non dare regole su quanto tempo i ragazzi possono passare davanti a uno schermo.

I genitori sono grati a questi dispositivi per il modo in cui calmano i loro bambini, ma sono ignari del danno potenziale che possono subire dal passare così tante ore in un mondo virtuale.

“Mettiamo i bambini davanti agli schermi per tutto il giorno, pensando di dargli una distrazione, anziché insegnargli come tranquillizzarsi e calmarsi. I piccoli hanno bisogno di fantasticare, di gestire le loro ansie, di affrontare le loro paure e condividerle con i genitori affinché possano rassicurarli.

La tecnologia è un surrogato scadente delle interazioni personali” dice Catherine Steiner-Adair, psicologa e autrice del best seller “”The Big Disconnect: Protecting Childhood and Family Relationships in the Digital Age”. (Leggi anche: No a tablet e smartphone per calmare i capricci)

3. I dispositivi digitali hanno diversi effetti negativi sullo sviluppo

L'uso continuo dei mezzi elettronici può avere effetti negativi sul bambini sia per la loro salute, sia nel rendimento scolastico.

4. I videogiochi violenti sviluppano comportamenti violenti

“Uno dei rischi maggiori è per i bambini che si dedicano ai videogiochi violenti: passare troppo tempo a giocare ad ammazzare e sparare a persone virtuali può rendere immune dalla violenza.

Così si sviluppano comportamenti aggressivi e pericolosi per sé e per gli altri e non si favoriscono invece i processi di empatia” dice Dimitri A.

Christakis del Research Institute Children di Seattle (Usa).

6. Troppe ore seduti davanti a uno schermo fanno male alla salute

Inoltre, i bambini che stanno seduti ore davanti a uno schermo rischiano problemi di salute legati all'eccessiva sedentarietà. Il rischio numero uno è sviluppare problemi di peso.

Altre conseguenze fisiche sono: dolore alle dita, ai polsi, alla schiena e al collo, disturbi dovuti dalla posizione in cui si tengono telefono, tablet e pc; inoltre possono venire anche disturbi agli occhi: si riducono i vasi sanguigni, le cui conseguenze a lungo termine sono ancora sconosciute.

7. Meno schermi e più amicizie reali per sviluppare l'intelligenza emotiva

“I bambini devono sapere che la vita è interessante anche senza schermi. E' bello essere curiosi, conoscere altre persone, imparare ad ascoltare. Solo così i bambini sviluppano l'intelligenza emotiva, che è fondamentale per il successo” dice la dottoressa Steiner-Adair.

8. L'eccesso di dispositivi digitali fa perdere la capacità di concentrazione

I bambini che sono forti consumatori di elettronica possono perdere la capacità di concentrarsi su ciò che è più importante, una caratteristica fondamentale per il pensiero profondo e il “problem solving”, necessaria per molti posti di lavoro e altri impegni che dovranno affrontare da adulti.

9. I dispositivi digitali possono causare privazione del sonno

Uno studio del FK Medical Center (Usa) ha stimato che i teenager mandano una media di 34 messaggi a notte, dopo essere andati a letto. Questo significa che i dispositivi digitali possono anche essere causa anche di privazione del sonno, tanto dannosa per i ragazzi. (Leggi anche: Scuola, perché gli adolescenti devono dormire di più)

10. Comunicare via messaggi crea solitudine e depressione

Secondo uno studio condotto da Amanda Lenhart del “Pew Research Center”, metà dei bambini tra i 12 e i 17 anni mandano e ricevono 60 o più messaggi al giorno.

Comunicare più attraverso mezzi elettronici che faccia a faccia con i compagni, può portare a senso di solitudine e depressione.

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bambino/salute/dipendenza-da-videogiochi-e-smartphone-10-cose-che-i-genitori-devono-assolutamente-sapere

I videogiochi e il loro uso eccessivo da parte dei ragazzi

Gli effetti dei videogiochi sui bambini

Dal commodore 64 all’XBox 360, le consolle per videogiochi hanno da sempre accompagnato i pomeriggi di svago degli amanti dei videogiochi.

Il videogame è un gioco al computer che – tramite apposite periferiche (tastiera, joystick, joypad …) – permette di interagire con le immagini nello schermo.

Si può giocare da soli o in competizione con altri giocatori sia presenti che in remoto tramite connessione internet (giochi di ruolo).

I videogiochi sono strumenti ludici e talvolta pedagogici e, come qualsiasi gioco, sviluppano capacità cognitive, reattive e di logica purché si scelgano giochi che stimolino tali capacità e che non si esageri con le ore che si trascorrono davanti lo schermo. Un overdose di videogiochi può provocare, in realtà, delle vere e proprie patologie e creare una forma di dipendenza che è paragonabile a tutte le altre (alcol, droghe, giochi, sesso).

La dipendenza dai videogiochi

Diverse ricerche scientifiche hanno dimostrato che i giochi violenti nei quali si simulano sparatorie, corse ad alta velocità, atti violenti sono potenzialmente dannosi per la psiche dei giovani, provocando aggressività e comportamenti intolleranti.

Un “abuso” di videogiochi tende a creare una dipendenza e a plagiare la mente dei videogiocatori rendendoli insensibili alla realtà e spesso incapaci di distinguere la realtà dal gioco, causando una sorta di alienazione dal mondo circostante che può sfociare o in un totale isolamento dell’individuo o, al contrario, in una trasposizione del gioco nella realtà con atti inconsulti.

I ragazzi e i videogiochi

Esiste una classificazione dei videogiochi attraverso la quale è possibile capire se un videogioco è adatto ai ragazzi.

La classificazione del sistema PEGI è adottata a livello europeo e indica in modo attendibile se un gioco è idoneo ai diversi gruppi di età a cui è destinato.

I simboli PEGI sono riportati sulle confezioni e contrassegnano i prodotti per fasce di età (3 – 7- 12 – 16 – 18 anni) e specificando i contenuti o se si tratta di un gioco online.

La psicologia dei videogiochi

Chi produce videogiochi, in realtà deve conoscere bene le dinamiche del gioco, le preferenze degli utenti e la psicologia del videogiocatore. Il videogioco, spesso, non è solo un passatempo ma un vero e proprio linguaggio, un metodo cognitivo o anche una forma di “allenamento” per adulti e sportivi.

Esistono tre teorie psicologiche sugli effetti positivi del videogioco se utilizzato nel modo appropriato e considerando il fatto che le nuove generazioni siano “native digitali”.

La General arousal theory, secondo la quale i ragazzi provano interesse verso argomenti che incontrano il loro gradimento. La Social learning theory, secondo la quale il videogioco è una forma di attività sociale che spinge all’apprendimento.

 La Catarsis theory, in base alla quale i ragazzi, attraverso determinati situazioni e stimoli del videogioco, fanno un’esperienza di purificazione. Ovviamente, tutto questo è valido se si rimane entro i limiti di una normale e sana fruizione del videogioco.

I sintomi della dipendenza

L’uso eccessivo dei videogiochi di qualsiasi tipo instaura i meccanismi contrari a quelli sopracitati, per cui si smette di socializzare, di apprendere e di crescere per evolvere verso delle vere e proprie psicopatologie e la dipendenza.

È bene sottolineare che vi sono anche soggetti con personalità particolarmente predisposte a tale evoluzione.

Si parla di dipendenza – videogame addiction – quando la persona instaura un rapporto di subordinazione con l’oggetto che scaturisce un apparente senso di benessere e che lo spinge a dedicare molto tempo ed energie al videogioco compromettendo le altre sfere relazionali (scuola, genitori, amici).

Come tutte le dipendenze, anche quella da videogioco provoca un progressivo aumento delle “dosi” di tempo dedicate al gioco e delle crisi di astinenza in caso di assenza di questo con veri e propri sintomi psico-fisici, quali l’irrequietezza, la difficoltà di concentrazione, l’irascibilità, disturbi del sonno e dell’umore.

Источник: https://www.supereva.it/i-videogiochi-e-il-loro-uso-eccessivo-da-parte-dei-ragazzi-1365

Bambini e videogiochi: a che età iniziare a giocare? – Il Bugiardino Videoludico

Gli effetti dei videogiochi sui bambini

Videogiochi istruzioni per l’uso. In questa rubrica ho analizzato alcune tematiche calde del mondo dei videogiochi soprattutto indirizzate ai genitori che devono monitorare e regolamentare questa attività ludica nella vita dei propri figli.

l’età migliore per iniziare a giocare rappresenta uno dei nodi fondamentali del difficilissimo ruolo di genitore. Cercherò quindi, basandomi su alcune ricerche mediche ma anche su esperienza personale diretta, di capire quando avviare i bambini al mondo dei videogiochi.

Sottolineo ancora una volta che non si tratta di una ricetta perfetta, né di una imposizione da eseguire in un preciso giorno della vita di un figlio. Le scelte sull’educazione spettano ai genitori che possono andare alla ricerca di consigli e suggerimenti per trovare la via che reputano più corretta.

Questo articolo e questa rubrica sono un suggerimento, una traccia con la quale entrare più in contatto con il mondo dei videogiochi e capire meglio in che direzione si vuole andare o quali mezzi e stratagemmi i genitori hanno a disposizione.

Bambini e videogiochi pro e contro

L’opinione pubblica generalista molto spesso si è scagliata contro i videogiochi considerati violenti etichettandoli spesso come un male della contemporaneità.

In più occasioni abbiamo spiegato come dietro le notizie di videogiochi e violenza ci sia pressapochismo e si colga la facile opportunità di creare polemica e rumore. Siamo nell’era delle fake news ma soprattutto delle notizie gonfiate, monche ed edulcorate per creare più interesse e vendere di più.

La notizia oggi non si dà, si vende. Dopo questa necessaria puntualizzazione, c’è bisogno di capire che i videogiochi hanno aspetti positivi e negativi.

Quelli negativi sono stati ampiamente esposti negli anni: rischio di sedentarietà eccessiva, possibili disturbi della vista, estraniamento dalla realtà, eccessivo senso di potere e controllo, rischi di deficit dell’attenzione e di dipendenza da videogiochi (di cui abbiamo già trattato cause e contromisure nel Bugiardino Videoludico).

Quando è troppo presto per giocare ai videogiochi?

Quello che viene tuttavia omesso è che esistono anche aspetti positivi che vanno tenuti in considerazione sulla bilancia dei pro e dei contro. I videogiochi offrono i seguenti aspetti positivi:

  • l’approccio diretto al pensiero tecnologico e al suo utilizzo;
  • stimolazione di processi mentali, mnemonici e pensiero induttivo;
  • capacità di calcolo e di formulazione di strategie vincenti (problem solving);
  • la coordinazione occhio-mano e incremento dei riflessi.

Per di più il fattore “gioco” contenuto nei videogiochi offre opportunità di socializzazione, di incoraggiamento all’attività fisica, di condivisione del tempo libero con i genitori.

Necessaria è una precisazione: non tutti i videogiochi sono educativi ed eccessivamente densi di queste caratteristiche. Alcuni sono più votati all’intrattenimento puro, così come lo sono alcuni programmi televisivi, per esempio. Va scelto con cura quindi il primo videogioco per un bambino, ma di questo ne parleremo nel prossimo numero del Bugiardino Videoludico.

A che età il primo videogioco?

Sull’età più adatta per avere tra le mani il primo videogioco si è parlato e discusso in più occasioni con molte opinioni diversificate tra sociologi, psicologi e medici.

Benché quindi non esista una tesi univoca la mia personale esperienza mi porta a propendere verso una età prescolare libera da videogiochi.

In quel periodo si è molto più permeabili per quel che riguarda la manualità, la scoperta del mondo esterno e il contatto diretto con la natura, i suoi pericoli e le sue bellezze. In quel periodo i bambini dovrebbero essere stimolati dalla realtà e non dai mondi artificiali.

Troppo piccoli per lo schermo e per i videogiochi.

A corroborare la mia opinione ci sono alcuni studi che hanno infatti rivelato che ci possono essere addirittura rischi per la crescita del cervello e sulle facoltà cognitive dei bambini che hanno una precoce interazione con schermi e mondi digitali. Per questo, alcuni studiosi propendono verso l’applicazione della “regola del 3-6-9-12” che si sviluppa attraverso i seguenti passi:

  • Fino dei 3 anni: nessun contatto con alcuno schermo (TV e smartphone compresi);
  • Fino a 6 anni: nessun contatto con gioco interattivo (dai 7 si sviluppano alcune facoltà intellettive legate al senso logico). Solo dopo questa età quindi è consigliato di dare accesso ai videogiochi; 
  • Fino a 9 anni: nessun accesso a internet (o ridotto a contenuti supervisionati e kids friendly).
  • A partire da 12 anni: navigazione internet libera anche se vincolata al parental control (che si può attivare facilmente anche sulle console).

Comprendo che si tratta di un difficile modo di gestire la tecnologia considerati i tempi moderni ma questi piccoli gesti possono rendere migliore la crescita del bambino. A questo va aggiunto ovviamente il necessario controllo sui titoli proposti a partire dai 6 anni che devono quanto più possibili essere controllati attraverso la guida del PEGI.

Genitori presenti e partecipativi

Come suggerisce la regola appena citata, i genitori devono essere parte attiva di questo processo di gestione e regolamentazione dell’accesso a schermi e videogiochi.

Da genitori non si può prescindere quindi dal supervisionare il tempo trascorso dal proprio figlio davanti a uno schermo per un tempo che nei primi anni comunque non dovrebbe superare le due ore giornaliere.

Questo comporta la possibilità aggiuntiva di essere presenti nei tempi di gioco o addirittura, dove non fosse possibile, impostare delle limitazioni di tempo nell’uso dei videogiochi direttamente tramite le console su cui il proprio bambino gioca.

Giocare con i propri figli è il miglior modo di monitorare e partecipare allo stesso tempo.

Allo stesso modo, per massimizzare gli aspetti positivi dell’uso dei videogiochi va incentivato l’uso di videogiochi in compagnia di fratelli rispetto all’uso solitario che potrebbe portare minori benefici. L’ideale sarebbe condividere i videogiochi con i propri figli per aumentare anche la complicità con essi soprattutto nel periodo di formazione scolastica dove iniziano a passare più tempo fuori casa.

I videogiochi hanno aspetti positivi quindi e possono aiutare il processo di crescita dei bambini e ragazzi. Basta dare un’occhiata alla rubrica Videogiochi e Salute per capire che ci sono tante opportunità di crescita come ad esempio quella di imparare le lingue straniere con i videogiochi.

Tuttavia è necessario capire che il bambino ha bisogno di diversificare le proprie attività nei vari passaggi della sua crescita e l’accesso troppo precoce potrebbe avere troppi svantaggi rispetto ai vantaggi.

Ai genitori tocca l’arduo compito di fare da filtro e far sì che la tecnologia e i videogiochi diano ai figli solo effetti positivi limitandone l’uso quando essi rischiano di generarne di negativi.

Fonti
Scienza e conoscenza -Che effetto hanno i videogiochi sui bambini?

Scienza e conoscenza – I videogiochi sono sicuri per i tuoi bambini?

Parent.com

The Guardian

Источник: https://gameplay.cafe/rubriche/il-bugiardino-videoludico/bambini-e-videogiochi-a-che-eta-iniziare-a-giocare/

I videogiochi danno dipendenza?

Gli effetti dei videogiochi sui bambini

Media & Internet Se l’impulso di giocare ai videogiochi è troppo forte, i genitori dovrebbero accertarsi che gli aspetti importanti della vita non siano dominati dal gioco intensivo. Infatti alcuni videogiochi hanno un potenziale di dipendenza maggiore di altri.

Considerazioni affinché il gioco non sfugga di mano.

I giochi digitali attraggono i bambini e i giovani. Spesso sono costruiti in modo così avvincente che non si vorrebbe più mettere da parte il joystick o lo smartphone.

Hanno lo stesso effetto di un libro emozionante e incredibilmente accattivante. 

Alcuni videogiochi divorano letteralmente il tempo.

Ad esempio, se si deve fare un clic ogni venti minuti per poter continuare a far sviluppare la popolazione del proprio villaggio o per procedere al «raccolto» imminente, improvvisamente il programma dell’intera giornata può essere determinato da un gioco.

Con i giochi per il computer, il rischio è che i bambini e i giovani (ma anche gli adulti) vi investano troppo tempo e la vita quotidiana ne risenta. Chi gioca molto rischia di dimenticare il tempo che passa, di perdersi cose importanti o di trascurarne altre. 

Anche se i bambini e i giovani giocano intensamente, non sempre si tratta di un comportamento dannoso e che crea dipendenza. Spesso si tratta semplicemente di una fase passeggera. Se un altro hobby diventa attuale, può arrivare a sostituire rapidamente i videogiochi.

È importante che ci sia spazio anche per altre attività durante il tempo libero oltre ai videogiochi e che la routine quotidiana rimanga varia. Gli esperti mettono in guardia dal parlare troppo in fretta di dipendenza dai videogiochi, ma è importante essere vigili.

Dopotutto, i bambini e i giovani spesso non si rendono conto da soli di quale sia un uso sano ed equilibrato dei media. Perciò i genitori o i tutori devono porre delle regole sane.

I genitori dovrebbero mettersi in allerta se i bambini e i giovani..

  • … passano talmente tanto tempo davanti ai videogiochi da trascurare cose importanti come i compiti a casa, la scuola o la formazione, facendo venir meno la motivazione e peggiorare le prestazioni.
  • … sono stanchi perché giocano fino a tarda notte, il ritmo giorno-notte cambia e dormono troppo poco. 
  • …. trascurano o rinunciano ai contatti con amici, compagni o colleghi.
  • … hanno un comportamento alimentare disturbato o se si manifestano cambiamenti fisici, ad esempio legati al peso.
  • … reagiscono con sintomi di astinenza quando non possono giocare e manifestano insoddisfazione o nervosismo.
  • … si concentrano unicamente sul tema dei videogiochi per un lungo periodo di tempo, anche quando non stanno giocando. 
  • … nascondono le loro abitudini di gioco e deviano dall’argomento quando viene tirato in ballo.

L’influsso dei videogiochi sulla psiche

Attraverso piccoli successi, i videogiochi stimolano ripetutamente e in modo molto diretto il «sistema di ricompensa» del cervello, per esempio attraverso la possibilità di raggiungere un punteggio sempre più alto.

Gli studi dimostrano che il tipo di ricompensa all’interno di un gioco è fondamentale per lo sviluppo di una dipendenza. Oltre alla ricompensa, ci sono anche altri criteri che possono creare dipendenza.

Ad esempio, se i giochi sono strutturati in modo tale che l’interazione con altre persone è necessaria per progredire o se i risultati ottenuti vengono persi a causa dell’interruzione del gioco. 

Gaming disorder 

Non è stato ancora chiarito a sufficienza quanto un comportamento di dipendenza da gioco abbia a che fare con l’essere sotto pressione e quanto i singoli giochi stessi creino dipendenza.

Sembra chiaro però che i bambini e i giovani sotto stress hanno uno stimolo molto più forte di rintanarsi in un altro mondo e di dimenticare i problemi quotidiani.

Nel 2018 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha incluso e definito come patologia il «gaming disorder», ovvero la dipendenza da videogiochi. Non è tuttavia così facile capire a partire da quale momento una persona è dipendente.

È chiaro che una diagnosi di dipendenza da giochi per il computer deve essere fatta da uno specialista. Secondo l’OMS, si parla di disturbo da videogiochi quando il comportamento di gioco per un periodo di diversi mesi è caratterizzato da questi tre criteri:

  1. Il gioco diventa sempre più una priorità e le altre attività del tempo libero vengono trascurate.
  2. Si perde sempre più il controllo sulla durata, la frequenza, l’inizio o l’intensità del gioco.
  3. Anche le conseguenze negative, ad esempio a scuola o al lavoro, non impediscono di giocare.
     
  • Date l’esempio e mostrate ai vostri figli come vivere una vita variegata. 
  • Per uno sviluppo sano, i bambini e i giovani hanno bisogno di una varietà di stimoli, di diverse possibilità e del necessario equilibrio nel loro tempo libero.
  • Definite regole chiare per l’uso dei media con vostra figlia o con vostro figlio e assicuratevi che vengano rispettate. Periodi di tempo prefissati da poter trascorrere davanti allo schermo forniscono un orientamento. Per i bambini a partire dai dieci anni di età si consiglia di concordare un lasso di tempo settimanale.
  • Non aspettate troppo a lungo prima di intervenire, se vi accorgete che vostro figlio o vostra figlia sta trascurando i suoi doveri scolastici o si sta ritirando da amicizie o da altre attività ricreative. Anche stanchezza e irritabilità possono essere i segnali di un uso problematico dei media. Se notate effetti negativi, parlatene con vostra figlia o vostro figlio ed esprimete le vostre preoccupazioni e paure.
  • Intervenite se il consumo di videogiochi va fuori controllo e cercate aiuto in tempo.
  • Trovate maggiori informazioni e suggerimenti sulla dipendenza online su Giovani e media.

Источник: https://www.projuventute.ch/it/genitori/media-e-internet/dipendenza-dai-videogiochi

Videogiochi: quali effetti sulla crescita del bambino?

Gli effetti dei videogiochi sui bambini

Un, due, tre, stella, Strega comanda color, L’elastico, La Campana: pare sia passata un’eternità eppure solo una manciata di decenni separano i giochi di ieri da quelli di oggi. Nella società digitalizzata e della dematerializzazione, anche il gioco ridefinisce i suoi confini rincorrendo principi di individualità e di immaterialità:

il videogioco diviene strumento inseparabile e imprescindibile della nuova generazione di figli definiti nativi digitali.

Le nuove tecnologie sono entrate a pieno regime nella vita quotidiana di tutti: adulti, adolescenti e bambini; se appare quasi impossibile immaginare un adulto senza il suo dispositivo elettronico portatile, sembra ancora meno possibile prefigurarsi un bambino senza una Play Station, una WII o una PSP.         

Chi sono i nativi digitali?  

L’espressione si è diffusa in Italia dopo il 2001 con la pubblicazione del libro “Digital Natives, Digital Immigrants”, dello statunitense Marc Prensky.

Nel libro, lo scrittore accosta la parola digitals -relativo agli strumenti informatici-  a quella di native, cioè nativo, indigeno.

I nativi digitali, nati e cresciuti in corrispondenza della diffusione massiva dei dispositivi elettronici informatici, sono quegli individui che non hanno vissuto il passaggio dal mondo non tecnologico a un sistema ambientale fortemente colonizzato dai nuovi “miti” informatici.

Cosa cambia nello spazio gioco del bambino?

Partiamo da un concetto di base del gioco che Jean Piaget , uno dei padri della psicologia dell’età dello sviluppo, ha sintetizzato così: “il gioco è la più spontanea abitudine del pensiero del bambino”.

Piaget definisce il gioco come il marchio che contrassegna lo stadio pre-operatorio, la fase evolutiva del bambino che va dai 2 ai 7 anni, durante la quale lo spazio ludico è nel pieno del suo esordio e della sua espressione.

E’ il tempo del gioco per apprendere e soprattutto per simbolizzare cioè rappresentare interiormente gli oggetti e le situazioni esterne, per esempio: il bambino che indossa i panni della mamma e dà il biberon alla bambola, il papà al lavoro, che guida la macchina, e così via.

Qui il concetto di finzione contraddistingue il gioco ed è importante che il bambino abbia il tempo  per simulare attività di routine. Senza questo tipo di esplorazione egli non svilupperebbe  la capacità di utilizzo del simbolo, l’abilità di narrare,  di confrontarsi tra pari e definire  ruoli sociali e  regole di gruppo.

Da quando il digitale  è entrato nel “tempo-gioco” dei bambini e con esso il videogioco, si è generato un gran dibattito: se vietarne l’utilizzo, se fissare un tempo  limite d’uso, se includerlo nelle normali attività di gioco dei più piccoli

Emergono punti di vista differenti tra genitori ed esperti: ciò che si solleva è la necessità di sensibilizzare gli adulti verso scelte consapevoli del tipo di videogioco, del suo tempo d’utilizzo ma soprattutto di ricondurre lo sguardo dei grandi ai tempi dei loro giochi, per comprenderne le potenzialità sopracitate.                                                                                   

Quali rischi sui bambini? 


Il primo rischio è la modalità stessa di gioco: l’assenza dell’altro. Anche se alcuni videogiochi coinvolgono più bambini, l’interazione di gruppo e di concertazione tra pari, al fine di stabilire ruoli e regole, viene amputata. L’abilità di sviluppare empatia non viene agita, cioè il bambino non è stimolato a immaginare il vissuto e i pensieri dell’altro.
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Il secondo rischioè legato alla dipendenza. Sappiamo bene che la maggior parte di questi giochi, proprio per la loro struttura – una rincorsa continua tra difficoltà da superare e premi da conquistare – non danno modo al bambino di autoregolarsi e di fermarsi da solo. Non a caso si parla di videodipendenza.

Un valido esempio è lo studio fatto dallo Hammersmith Hospital di Londra sul cosidetto “sparatutto”, un videogioco di guerra: nel cervello avviene un incremento della produzione di dopamina, il neurotrasmettitore che causa l’accelerazione del battito cardiaco e l’innalzamento della pressione del sangue e che agisce sulla ricerca di nuove ed intense emozioni.

Il terzo rischio è legato alla desensibilizzazione dei bambini nei confronti della violenza. Secondo Manfred Spitzer, neuropsichiatra esperto in materia, i genitori dovrebbero scegliere i videogiochi valutando anche se e quante volte nel gioco ci sono feriti, se ne consegue un premio, se il dolore altrui viene ridicolizzato.

Un ultimo rischio è quello legato all’assenza di movimento: i bambini che trascorrono ore davanti agli schermi rallentano lo sviluppo motorio.

Quali sono le possibili strategie per evitare questi problemi?


E’ fondamentale che un adulto sia consapevole di come il suo bambino trascorre il tempo-gioco e che si ponga alcune domande utili per costruire uno spazio ludico sano: quanto tempo davanti a un videogioco? Quale tipo di gioco elettronico? Quali immagini? Qual è il senso e la dimensione realmente ludica? Quanto tempo passa da solo? Quanto tempo trascorre con gli altri mettendo in gioco il simbolo, il confronto tra pari, le regole, la fantasia?


Porsi domande è un’occasione per partecipare attivamente e con responsabilità al percorso di crescita dei più piccoli.

Источник: https://www.milanoperibambini.it/rubriche/psicologia-e-immagine/2834-videogiochi-quali-effetti-sulla-crescita-del-bambino.html

Gravidanza
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