Genitori ed esame di maturità: come aiutare i nostri figli

Una svolta importante: l’Esame di Stato

Genitori ed esame di maturità: come aiutare i nostri figli

BES E INCLUSIONE

Pochi mesi dividono gli studenti dalla prova più temuta dell’intero percorso scolastico: l’Esame di Stato, alla fine della Scuola secondaria di 2° grado o “esame di maturità” come ancora molti lo chiamano.

Cosa possono fare i genitori per aiutare ragazze e ragazzi con DSA ad affrontare senza ansie devastanti questa prova? Ci sono operazioni che spettano alla scuola e ai docenti su cui occorre informarsi e vigilare e c’è l’affiancamento da garantire ai figli in casa.

di Antonella Olivieri

L’Esame di Stato verifica i livelli raggiunti dallo studente per quel che riguarda conoscenze, abilità e competenze in relazione a quanto previsto nel Profilo (PECUP) dell’indirizzo di scuola frequentato.
Per l’ammissione all’Esame di Stato sono necessari alcuni requisiti:

  • frequenza dei ¾ del monte ore annuale (attenzione quindi alle assenze dei nostri figli);
  • partecipazione alle attività di Alternanza scuola-lavoro;
  • votazione non inferiore ai 6/10 in ciascuna disciplina e nel comportamento (tranne che il Consiglio di Classe deliberi con adeguata motivazione l’ammissione anche in caso di insufficienza).

Durante lo scrutinio finale il Consiglio di Classe attribuisce a ciascun allievo i crediti maturati nel corso del secondo biennio e dell’ultimo anno.

Si recupera così, con criteri stabiliti in apposite tabelle, la carriera scolastica dello studente: può essere un aiuto, perché evita che una prova finale modesta a causa dell’emozione penalizzi lo studente.

Può però essere anche un fattore negativo se la carriera scolastica è stata difficile.
La Commissione d’esame è composta da tre commissari interni, tre commissari esterni e un Presidente.

Le prove

L’Esame di Stato comprende due prove a carattere nazionale e un colloquio.

  • La prima prova (20 giugno 2018) consisterà nella stesura di un testo su diverse tipologie di tracce: analisi del testo; saggio breve o articolo di giornale; tema storico; tema di attualità. L’analisi del testo può comportare difficoltà per chi ha un DSA perché implica la lettura di testi più o meno lunghi. Indispensabile la presenza nel PC di programmi lettura con sintesi vocale.
  • La seconda prova (21 giugno 2018) mira ad accertare conoscenze, abilità e competenze attese nel profilo dell’indirizzo frequentato, in riferimento a una o più discipline caratterizzanti, che il MIUR ha comunicato a fine gennaio (MIUR, materie della seconda prova). Potrà essere una prova scritta, grafica, pratica, musicale, coreutica.
  • È prevista, ancora per quest’anno, anche una terza prova (25 giugno 2018) predisposta dalla scuola. Può consistere in questionari a risposta breve, quesiti a risposta multipla, domande a risposta libera, analisi di un caso, sviluppo di un progetto. Lo scopo è verificare la preparazione complessiva dello studente.Gli studenti con DSA hanno diritto agli strumenti compensativi e alle misure dispensative usate nel corso dell’anno e a tempo aggiuntivo (attenzione, però, sono prove già molto lunghe).Nel caso che le lingua straniera sia indicata dal MIUR tra le materie d’esame, gli studenti la cui certificazione di DSA preveda la dispensa dalla prova scritta di lingua straniera hanno diritto ad una prova orale sostitutiva della prova scritta. La commissione stabilirà modalità e contenuti di tale prova.
  • Il colloquio è interdisciplinare e mira a verificare le capacità comunicative e critiche del candidato. Si basa su una tesina preparata nei mesi finali dell’anno scolastico, eventualmente anche sulle esperienze di Alternanza scuola-lavoro e i progetti di Cittadinanza e Costituzione. Lo studente o la studentessa potranno portare al colloquio anche un elaborato multimediale, particolarmente utile a chi ha un DSA.

La legge, la scuola e la famiglia

Il Consiglio di Classe dovrebbe incontrare i genitori per spiegare i criteri di attribuzione dei crediti, le date delle prove d’esame per il 2018, le modalità di svolgimento e valutazione delle prove, le simulazioni programmate, i docenti che faranno parte della commissione d’esame.

È importante partecipare a questi incontri per raccogliere elementi che permettano di tranquillizzare i figli.I genitori dovrebbero poi rileggersi il PDP (Piano Didattico Personalizzato), che i docenti hanno redatto all’inizio dell’anno, per verificare strumenti compensativi e modalità di verifica adottati, perché saranno validi anche in sede d’esame.

È utile anche un colloquio con il coordinatore di classe, o uno dei docenti commissari d’esame, a cui chiedere la conferma che tutte le misure inserite nel PDP saranno riportate nel documento che i docenti devono stilare entro il 15 maggio. Tale documento servirà a informare i docenti esterni.

È indispensabile incontrare anche gli insegnanti delle discipline in cui ci sono state insufficienze per concordare una strategia di recupero e conoscere le intenzioni del docente per il voto di ammissione.

I docenti sono tenuti a fornire agli studenti copia dei programmi d’esame. Gli studenti con DSA ne hanno bisogno con anticipo per programmare i ripassi.

L’affiancamento a casa

La prima forma di aiuto è garantire una vita tranquilla nei mesi che precedono l’esame: ritmi di sonno regolari, alimentazione nutriente e leggera, spazi adeguati.

Il supporto psicologico è importante: placare le ansie, rinforzare l’autostima e la fiducia nelle proprie capacità.

Durante gli anni di scuola secondaria ragazzi e ragazze dovrebbero aver costruito un metodo di studio efficace e consolidato: alla vigilia della “maturità” proprio il metodo diventa l’elemento decisivo, soprattutto per quel che riguarda la programmazione dei ripassi e il recupero dei materiali accumulati durante i mesi di studio (mappe, riassunti, schemi).Si possono quindi aiutare i figli a suddividere in modo equilibrato i ripassi, raccogliere ordinatamente mappe e riassunti e registrare le sintesi, in modo da poterle riascoltare.

È bene suggerire di non smettere di studiare storia, anche se la materia non è tra quelle previste per l’esame, perché molti argomenti di attualità che possono diventare oggetto della prima prova richiedono una conoscenza, almeno in linea di massima, della storia di ‘800 e ‘900 per poter argomentare in modo non banale o errato. Allo stesso scopo può servire seguire i telegiornali e altri programmi culturali e discuterne in famiglia.

Antonella Olivieri: docente di lettere e dirigente scolastica, attualmente è formatrice sui DSA.

    Источник: https://it.pearson.com/genitori/secondaria-2-grado/bes-inclusione/svolta-importante-esame-di-stato.html

    Gli esami di maturità dalla parte dei genitori – Notizie Scuola

    Genitori ed esame di maturità: come aiutare i nostri figli

    Sembra impossibile, ma è così. Ogni anno puntualmente si ripete lo stesso rituale: ansia per gli esami da parte degli studenti, sollecitazioni continue allo studio e all’impegno da parte dei professori, aspettative da parte dei genitori. Tutto questo nonostante le rassicuranti statistiche sul numero degli studenti ammessi agli esami e sul numero dei diplomati.

    Si sa. Gli esami di maturità nell’immaginario collettivo e nella mente di chi li ha sostenuti, anche dopo molti anni, rimangono il momento di passaggio dai banchi di scuola all’età adulta e pertanto sono caricati di un significato simbolico molto forte che non può non generare ansia.

    A tutto questo si aggiunga la pandemia da Covid19 che ha destabilizzato le nostre certezze e le nostre abitudini, che ha reso impossibili i momenti di convivialità, di lavoro, di attività ludiche e sportive in presenza, che ha allontanato migliaia di studenti dai banchi di scuola, privandoli della presenza calda e rassicurante dei loro insegnanti.

    L’ansia dei genitori e l’ansia dei figli: una miscela esplosiva

    I genitori spesso vivono l’ansia dei figli in prima persona e si agitano come se dovessero affrontarlo loro stessi.

    Anzi, talvolta accade che i genitori non riescono a gestire i loro timori e fanno trasparire tutto il carico di emotività, dando continuamente consigli, anche superflui, che non fanno altro che fare aumentare l’ansia dei ragazzi, peggiorando la situazione.

    Infatti i genitori spesso leggono la valutazione sul rendimento scolastico del figlio come una valutazione sulla persona e, di conseguenza, su loro stessi e se il loro vissuto personale è stato segnato da ostacoli e da insuccessi, l’ansia si moltiplica, non si riesce più a tenerla a freno, diventa panico che blocca la mente. Si innesca un circuito perverso: i figli temono di deludere i genitori e i genitori temono di rimanere delusi nelle loro aspettative.

    Il primo ostacolo da superare in queste settimane che precedono l’inizio degli esami, previsto per il 16 giugno alle ore 8.

    30 secondo l’ordine di cinque candidati al giorno scandito dal sorteggio della lettera alfabetica, è quello dello svolgimento dell’elaborato da discutere durante il colloquio.

    Gli studenti, entro il 30 aprile, infatti, ricevono dai docenti del consiglio di classe il titolo di un argomento sulle discipline caratterizzanti l’indirizzo di studi per svolgere un elaborato aperto anche a collegamenti interdisciplinari, da riconsegnare alla scuola entro il 31 maggio.

    Il clima a casa, specialmente in questi mesi di pandemia segnati in molte famiglie anche da malattia, da lutti, da problemi di lavoro, diventa dunque incandescente a causa dello stress causato da questa prima prova e dal pensiero degli esami che sono ormai alle porte.

    L’irritabilità dei ragazzi, il cambiamento repentino e ingiustificato di umore possono creare problemi relazionali pesanti se una delle due parti, in questo caso i genitori, non si dotano di pazienza e non capiscono che i figli hanno bisogno di sfogare le loro paure. E con chi e dove se non in famiglia?

    La collaborazione scuola famiglia: un sodalizio vincente

    Gli esami di maturità possono, comunque, rappresentare una buona occasione non solo per i genitori, che possono monitorare il grado di autonomia raggiunto dai ragazzi nella gestione dello stress di fronte alle difficoltà e agli ostacoli da superare, ma anche per loro stessi, che possono capire se hanno abituato i figli durante gli anni dell’adolescenza a saper gestire i problemi in prima persona, o se, invece, si sono sostituiti in qualche modo ad essi nell’affrontare la vita, nel desiderio inopportuno di allontanare da loro ostacoli e difficoltà.

    In ogni caso è opportuno che i genitori sdrammatizzino paure, ansie e aspettative e riescano a creare in famiglia un clima di serenità e di incoraggiamento, facendo rilevare anche come molto interessanti le nuove prospettive di studio e di vita che si affacciano all’orizzonte.

     E se il problema dei figli è la sfiducia in se stessi, magari aggravata dal senso di colpa di non avere studiato abbastanza, i genitori possono essere determinanti nell’infondere sentimenti positivi di autostima, ricordando magari ostacoli superati con successo nel passato o facendo appello alle loro capacità personali.

    Fondamentale si rivela da sempre il dialogo forte e propositivo delle famiglie con la scuola e della scuola con le famiglie, fondato non certo solo sulle informazioni circa le valutazioni fatte registrare dai figli, ma sulla consapevolezza di essere entrambi, secondo il loro ruolo, punti di riferimento ineludibili per la formazione dei figli-alunni. Un dialogo costruito negli anni sul principio della corresponsabilità educativa, al termine del percorso di studi produce sempre i suoi frutti a beneficio degli alunni, dei genitori, della scuola.

    Queste settimane che precedono gli esami coincidono con la riapertura dei locali pubblici, dei ristoranti e dei pub e con il ritorno nelle aule scolastiche. Ricordiamo ai ragazzi di evitare gli assembramenti, di osservare la distanza di sicurezza e di indossare sempre la mascherina, per evitare il rischio, concreto e non teorico, di essere contagiati. Con tutte le conseguenze del caso.

    Gli esami di maturità in tempo di pandemia: che cosa devono sapere i genitori

    Chi accompagnerà il figlio o la figlia il giorno del colloquio per assistere all’esame deve rispettare tutte le norme di sicurezza che sono state previste dall’Istituto per gli studenti, i docenti, la commissione e per tutti gli eventuali visitatori che a qualunque titolo entrano nella scuola.

    Sarà obbligo, quindi, indossare la mascherina, utilizzare i prodotti igienizzanti messi a disposizione dalla scuola, mantenere la distanza interpersonale di sicurezza di almeno un metro, evitare assolutamente ogni forma di assembramento, seguire i percorsi di entrata e uscita dall’edificio scolastico come indicato da frecce e avvisi.

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    Источник: https://www.tecnicadellascuola.it/gli-esami-di-maturita-dalla-parte-dei-genitori

    Consigli pratici per genitori e figli su come affrontare l’esame di maturità senza stress

    Genitori ed esame di maturità: come aiutare i nostri figli

    Esame di maturità equivale a livelli di ansia e panico più o meno gestibili.

      Man mano che si avvicina il giorno che decreta l’inizio delle prove, incrementano anche le paure di non farcela, che possa accadere qualcosa di imprevisto, di vuoti di memoria e della traccia o del compito che non si riesce a svolgere e chi più ne ha più ne metta. Tanti ragazzi hanno anche paure di deludere le aspettative dei genitori e di non riuscire ad ottenere i risultati sperati. 

    L’esame può diventare uno scoglio da superare anche per i genitori che spesso vivono l’esame di maturità dei figli come se dovessero affrontarlo loro in prima persona.

    IN SINTESI: adolescenti sotto esame significa, fondamentalmente, famiglie sotto esame. Oltre al contenere preoccupazioni e incertezze dei ragazzi, i genitori dovrebbero tenere sotto controllo anche le proprie emozioni, altrimenti questo periodo rischia di trasformarsi in una vero e proprio incubo per tutti!

    Non sono solo i ragazzi a sperimentare ansia e stress. Secondo la mia esperienza di anni di supporto e sostegno a ragazzi e adulti per affrontare al meglio l’esame di maturità, molti genitori hanno più paura dei figli stessi, con il rischio di perdere il ruolo di contenimento emotivo e di gravare su di loro da un punto di vista delle performances e psicologico.

    Troppo spesso il voto viene letto come un giudizio anche sulla persona, come se decretasse il valore di un figlio. Le aspettative di una madre e di un padre non possono sommarsi a quelle del figlio.

    Ci sono anche famiglie in cui si mettono in mezzo proprio tutti, parenti compresi e, l’esame di maturità non rappresenta più un esame di stato, ma un evento di stato.

    Se facciamo andare i ragazzi all’esame con queste paure, aumenterà esponenzialmente il rischio che non rendano come dovrebbero.

    La mente deve essere il più possibile libera, altrimenti si troverà a gestire troppe variabili emotive e perderà da un punto di vista cognitivo. Capacità attentive, di concentrazione e di recupero della memoria, vengono meno se l’ansia è eccessiva, se l’allerta diventa allarme.

    Lo stress non è sempre negativo, esiste l’eustress o stress “buono”, che è quella condizione che ci aiuta a mantenere la lucidità e interferisce positivamente con il nostro rendimento, aiutandoci a rimanere attivi e reattivi: la condizione ideale per affrontare un esame.

    Il distress, o stress “cattivo”, è invece la forma più comune di stress, soprattutto in questi casi.

    Al cervello arrivano parallelamente troppi input e stimolazioni emotivamente importanti e, in quella specifica condizione, non si è in grado di gestire tutte le variabili contemporaneamente e si rischia di arrivare anche al cortocircuito.

    Credo fermamente che fin da quando siamo piccolini, l’educazione ad affrontare esami e prove sia troppo sottovalutata e che questo gravi eccessivamente da un punto di vista emotivo.

    I bambini vanno educati ad affrontare le prove della vita fin da bambini, senza stress eccessivo e ansie inutili date da aspettative e giudizi sulla persona.

    Se non impareranno ad affrontare queste prove quotidiane, come possono essere pronti ad affrontare la vita?

    La scuola troppe volte giudica e non valuta, la famiglia idem, confronti su confronti, dai quali ne usciamo sempre perdenti. La sana competizione, la grinta, la voglia di vincere, il saper perdere, sono aspetti eccessivamente sottovalutati. Ci devono anche insegnare a perdere.

    Sbagliare non significa essere sbagliati o falliti, significa capire dove si è commesso l’errore e ripartire con il piede giusto. Invece, mi trovo ragazzi che quando sbagliano una prova vogliono rinunciare e mollare tutto, per paura di perdere. NO! Non è la mentalità giusta.

    Ognuno ha i suoi mezzi e ognuno ha i suoi tempi, non c’è chi è meglio o peggio, siamo diversi e ognuno di noi è più portato per una cosa piuttosto che per un’altra.

    La scuola italiana, non dà una grande mano da questo punto di vista. Non strutturata per tirar fuori risorse da un punto di vista individuale e tende ad omologare e a valorizzare solo alcune personalità e menti.

    Siamo noi adulti che abbiamo il compito di incoraggiare i più piccoli, soprattutto quando ne hanno bisogno, nella vita non può andare sempre tutto come vogliamo, a volte va meglio, altre peggio. Dalle bocciature e dagli schiaffi della vita ci dobbiamo alzare sempre più forti e convinti che non è finita. E’ da lì che dobbiamo dire “a noi due!”, invece di “basta!” o “rinuncio”.

    Il genitore deve essere una sorta di coach, di motivatore, deve credere nel figlio, non angosciarlo con le sue ansie e paure o decidere per lui. Deve dargli fiducia, spazio, libertà di azione e di pensiero, ma deve essere sempre pronto come un falco ad intervenire quando serve, dandogli anche la possibilità di sbagliare e il tempo di rialzarsi.

    Arrivare prima o troppo presto, non significa aiutarli, spianargli la strada su tutto e fare le cose al posto loro li porta a non sperimentare l’autoefficacia e non si sentiranno mai pronti.

    Insegnargli ad affrontare gli esami, significa insegnargli ad affrontare la vita. Non si deve puntare sull’esito finale ma su come ci si arriva, sulla mentalità “vincente” e sulla gestione delle emozioni.

    Se danno il meglio durante, l’esito sarà il migliore che si possa ottenere e quindi una vittoria.

    La paura di sbagliare è fondamentale che ci sia, ci rende più attenti, più responsabili, ci fa valutare meglio ciò che diciamo e ciò che scriviamo, ma non deve superare il limite e diventare angoscia e panico. Il panico blocca. Si vede l’ostacolo troppo grande e si pensa di non essere in grado di affrontarlo.

    Così non si potrà mai essere soddisfatti di se stessi e delle proprie prestazioni e si penserà sempre di essere dei perdenti.

    L’angoscia e il panico ci fanno dire “non ci riuscirò mai!”, senza capire che in questo modo aumentiamo notevolmente il rischio di non riuscire in ciò che stiamo facendo, ci mettiamo i bastoni tra le ruote da soli, e purtroppo, in questo sport, siamo tutti bravissimi.

    La paura eccessiva, quella che sfocia in insicurezza, blocca, non ci permette di rischiare. Il rischio fa parte della vita. I ragazzi devono imparare a rischiare e a valutarle l’esito delle proprie azioni, assumendosi anche la responsabilità di sbagliare. Questo è coraggio. Altrimenti rischiamo di avere una generazione di bambini e adolescenti impauriti, senza strumenti e senza un senso della fatica. Gli esami sono solo un primo gradino che devono salire.

    Aiutare i figli ad affrontare la maturità: 5 consigli per i genitori

    1. LA PAURA PUÒ ESSERE IL PEGGIOR NEMICO DEI RAGAZZI.

    La maturità viene spesso vissuta come un ostacolo insormontabile: si ha paura di dimenticare tutto, di non essere preparati e di non riuscire a sostenere le varie prove.

    I genitori devono dare ascolto e supporto ai figli e aiutarli a non concentrarsi sugli ostacoli, ma sulle risorse che possono mettere in gioco, avendo come obiettivo finale quello di superare al meglio questa prova.

    2. RESISTERE ALLA STANCHEZZA E ALLA FATICA. È normale che i ragazzi si sentano affaticati, anche perché l’ansia dell’esame può generare ulteriore stress. I genitori devono avere un ruolo fondamentale nell’aiutare i figli a concentrarsi sull’obiettivo, senza sballare troppo i ritmi e le abitudini.

    Ricordate loro che hanno già affrontato tante prove: quante volte pensavano di non farcela, di non superare un test o un’interrogazione e, invece, ci sono riusciti? L’importante è, ancora una volta, stringere i denti e avere chiaro il proprio obiettivo, pensando che poi avranno le vacanze per staccare la spina e riposarsi.

    3. NO AL PESSIMISMO. Partire con il piede sbagliato e con un approccio negativo, aumenta le probabilità che le cose vadano male.

    Per non amplificare l’ansia dei figli, è necessario mettere un freno alle paure, aiutandoli a trasformarle in pensieri positivi. La fatidica frase “non ce la faccio!” deve essere sostituita con “ce la puoi fare!”.

    Ricordategli che sbagliare non significa essere delle persone sbagliate e che il voto non è un giudizio sulla loro persona.

    4. ORGANIZZARE AL MEGLIO IL TEMPO RIMASTO. Aiutate i ragazzi a riconoscere con serenità i loro limiti e le loro difficoltà, per organizzarsi al meglio.

    Dite loro, ad esempio, di partire dalle materie più pesanti e complesse per il ripasso, quando sono ancora a mente fresca e hanno più energie, evitando di fare pressioni e di imporre un vostro metodo di studio.

    In questa fase, i figli possono perdere la bussola per cui il genitore deve aiutarli a riprendere l’orientamento, con obiettivi realistici.

    5. NO A SENSI DI COLPA E PARAGONI! Per essere efficace, il genitore deve rispettare i tempi e gli spazi del figlio, risparmiandosi frasi del tipo “stai studiando?”, “guarda che manca poco!”, “se non ti metti sotto non ce la fai!”.

    Non scaricate le vostre ansie su di loro, ma rispettate la loro organizzazione e aiutateli solo quando ve lo chiedono. Evitate anche confronti con gli altri: ognuno ha i suoi tempi e un genitore deve concentrarsi su quelli di suo figlio.

    Per smorzare la tensione, concedetevi il tempo per sorridere e scherzare insieme, perché hanno anche bisogno di momenti di leggerezza e di ironia da condividere con il genitore.

    SOS Maturità : 5 consigli per i ragazzi

    1. ANDARE OLTRE LE PAURE. La prima domanda da porsi è: “Se provo a saltare l’ostacolo e non ci riesco, cosa può succedere?”.

    Ricordate che non accadrà nulla di irreparabile, può capitare anche di sbagliare, l’importante è non arrendersi e giocare un ruolo attivo, dando il meglio di voi stessi.

    L’obiettivo è portare a termine l’esame al meglio, tutto il resto deve essere accantonato.

    2. CAMBIARE APPROCCIO MENTALE.

    Se vi concentrate su pensieri del tipo “Non ce la farò mai”, “Farò scena muta”, “Mi chiederanno tutte le cose che non so”, questi pensieri non faranno altro che alimentare stress e fatica, aumentando le probabilità che l’esame non vada come dovrebbe. E’ importante che crediate in voi stessi e nelle vostre capacità, evitando di mettervi inutilmente i bastoni tra le ruote.

    3. FATE DEI VOSTRI LIMITI LA VOSTRA FORZA.

    Quando l’ansia prenderà il sopravvento, ricordatevi che nulla è impossibile e che potete affrontare anche questa prova: sicuramente ne avrete superate tante nel corso di questi 5 anni e potete riuscirci anche ora, ognuno con i propri mezzi e i propri tempi. Se imparate a conoscervi, avendo consapevolezza delle vostre risorse e dei vostri limiti, riuscirete ad organizzarvi, mettendo da parte la paura di fallire e senza pretendere troppo da voi stessi.

    4. IMPARATE AD ASCOLTARE IL VOSTRO CORPO. In questo periodo così stressante, è importante riconoscere i segnali che vi manda.

    Non lasciatevi andare ad abitudini sbagliate: gli eccessi non vanno mai bene, è necessario comunque dormire un numero sufficiente di ore, per poter ricaricare le energie e assimilare quello che avete studiato, scaricare le tensioni attraverso l’attività sportiva e mangiare in maniera sana ed equilibrata.

    5. NON MOLLATE PROPRIO ADESSO! La stanchezza è un sintomo naturale dopo tutti questi mesi di fatica, ma è importante non gettare la spugna proprio ora.

    Organizzatevi il lavoro, programmatevi una scaletta, fate schemi, tutto ciò che vi può aiutare a memorizzare e a tenere la situazione sotto controllo, concedendovi però delle pause tra una materia e l’altra, in modo tale da avere meno confusione in testa.

    Cercate di raccogliere le ultime forze rimaste, pensando che manca poco e che, una volta finito l’esame, sarete finalmente in vacanza.

    Ora non resta che dare il massimo e affrontare al meglio questa importante prova, senza focalizzarvi eccessivamente sul voto finale: il voto non è un giudizio sulla vostra persona, ma solo sulla vostra performance!

    Источник: https://www.adolescienza.it/sos/sos-genitori-adolescenti/consigli-pratici-per-genitori-e-figli-su-come-affrontare-lesame-di-maturita-senza-stress/

    Iscrizione scuola superiore: come aiutare i figli nella scelta

    Genitori ed esame di maturità: come aiutare i nostri figli

    La scelta della scuola superiore è un momento importante nella vita di un adolescente. Quando si finiscono le scuole medie spesso si è indecisi su quale scuola superiore scegliere.

    Sebbene si possa cambiare scuola in qualsiasi momento, scegliere la scuola superiore vuol dire decidere cosa studiare per i prossimi cinque anni della propria vita. Ma anche l’ambiente che si andrà a frequentare e tutta una serie di elementi che andranno a far parte dei ricordi della propria adolescenza.

    Per un genitore aiutare i propri figli nella scelta della scuola è un compito molto delicato

    Un errore comune è quello di cercare di imporre ai propri figli la scuola in cui i genitori hanno studiato o quella che ritengono li preparerà meglio per il futuro.

    Tutto questo non è sbagliato, ma a scuola dovrà andare il ragazzo o la ragazza ed è bene ascoltarli.

    La scelta della scuola va ponderata bene perché andrà ad influire sul futuro dei ragazzi. In linea generale si pensa che chi vuole continuare gli studi dopo il diploma andrà al liceo, gli altri agli istituti tecnici e professionali. Ricordiamo subito che, anche scegliendo un Istituto, si può essere preparati per affrontare ll’Università.

    Il punto centrale, però, è cosa piace al ragazzo. Il miglior modo di sostenere i propri figli nella scelta della scuola superiore è proprio quello di ascoltarli e cercare di capire cosa gli piaccia.

    La scelta errata della scuola spesso porta a essere bocciati o ad allontanarsi dallo studio. Studiare richiede un certo impegno, anche quando si studia qualcosa che ci piace. Gli anni delle superiori sono anni particolari per i giovani e trovarsi a dove dedicare la maggior parte del proprio tempo a materie che non interessano non fa che generare frustrazione.

    Tutto questo può essere evitato cercando di dialogarci per capire quali siano i loro interessi scolastici.

    Tuttavia, per quanto sia importante il dialogo è sempre bene cercare di non diventare troppo invadenti e pretendere ad ogni costo una decisione immediata.

    Lasciate spazio ai ragazzi e vedrete che saranno loro a venire da voi per parlare della scuola

    Molti ragazzi hanno già delle passioni spiccate o delle inclinazioni, assecondarle è sicuramente la strategia migliore per incoraggiare i vostri figli a coltivare i propri interessi e ad impegnarsi nello studio per raccoglierne i frutti.

    I genitori hanno anche degli ottimi alleati per sostenere i propri figli nella scelta della scuola superiore: gli insegnanti.

    Questi, infatti, conoscendo i ragazzi soprattutto in ambito scolastico, possono aiutarvi a capire per quali materie il ragazzo sia più portato.

    Spesso hanno anche una buona conoscenza degli istituti superiori e, quindi, possono indirizzarvi meglio nella scelta della scuola migliore per i vostri figli.

    Gli insegnanti possono davvero fare la differenza soprattutto nel momento in cui il ragazzo è molto confuso su che scuola o indirizzo scegliere

    Infatti, loro hanno una visione d’insieme sull’andamento dei propri studenti e sulle materie in cui riescono meglio. Questo permette di proporre al ragazzo una selezione di scuole ed indirizzi più adatti a lui.

    Facciamo un esempio. Ad una ragazza portata per lo studio, a cui piacciono le materie umanistiche e si interessa di tematiche sociali, si potrebbe proporre un IPSASS, con la prospettiva di sceglie Psicologia all’Università.

    Un ragazzo che è portato per le lingue straniere ed è appassionato di marketing e social media, potrebbe diplomarsi in un AFM.

    A chi piace la matematica e le materie scientifiche, il liceo scientifico è la scelta sicuramente più opportuna.

    Le possibilità sono tante, basta aver la pazienza di scegliere con cura.

    Test psicoattitudinali online

    Si può scegliere la scuola divertendosi, affidandosi ai numerosi test psicoattitudinali che si trovano online.

    Il Miur, Ministero dell’Istruzione, ha creato una sezione del suo sito web dedicata all’orientamento allo studio, in cui puoi trovare molti consigli e un test psicoattitudinale che può aiutare a scegliere la scuola.

    Studenti.it ha il suo test psicoattitudinale che aiuta a capire quale indirizzo scolastico fa al proprio caso.

    Questi test sono molto interessanti da fare perché ci portano a scoprire possibilità che magari non avevamo preso in considerazione e che invece ci possono davvero interessare per il conseguimento del diploma.

    Scegli la scuola insieme a noi

    Aiutare un figlio nella scelta della scuola è un compito delicato ed impegnativo. Ogni genitore desidera il meglio per i propri figli e spera di aiutarli nel realizzare i propri sogni. Non esiste una guida con delle regole specifiche su come scegliere la scuola superiore, che ci permetta di non sbagliare.

    Frequentare gli open day e parlare con gli insegnati è un momento importante per decidere che scuola frequentare. Ecco perché invitiamo genitori e studenti a conoscere i nostri professori anche online.

    Lasciare liberi i ragazzi di scegliere, sicuramente ci permetterà di fargli coltivare le proprie passioni. Così potranno dedicarsi allo studio di qualcosa che davvero li interessa e cresceranno più consapevoli di loro stessi.

    Источник: https://www.istitutoparitarioleonardi.it/iscrizioni-scuola-superiore-aiutare-figli-nella-scelta/

    Esame di Maturità 2020

    Genitori ed esame di maturità: come aiutare i nostri figli

    Esame di Maturità 2020: quali sono le date, come si svolgono le prove e come aiutare i ragazzi a gestire l'ansia, recuperando i nostri ricordi

    Grandi cambiamenti quest'anno per l'esame di maturità. Con una circolare del Miur dell'autunno scorso, infatti, sono stati introdotti diversi cambiamenti formalizzati dalla riforma della Buona Scuola. Studenti.

    it lancerà una diretta per seguire gli esami e ha realizzato uno speciale, ma intanto vediamo quali sono le date dell'Esame di Maturità 2020, come si svolgeranno le prove e come possiamo aiutare i nostri figli alle prese con questa importante esperienza.

    Segui lo speciale della Maturità 2020 su Studenti.it

    Esame di maturità 2020, le date

    • La data della prima prova maturità 2020 sarà mercoledì 19 giugno
    • La data della seconda prova maturità 2020 sarà giovedì 20 giugno.

    Per quanto riguarda gli orali, invece, non c'è una data ufficiale ma  ogni scuola prenderà una decisione singolarmente.

    Esame di maturità 2020, le prove

    Al termine della quinta superiore si faranno due prove scritte ed una orale: non ci sono più, quindi, né la terza prova né la tesina.

    • La prima prova permetterà agli studenti di scegliere tra tre tipologie e sette tracce. Si tratta di una prova di italiano nella quale lo studente potrà scegliere tra un'analisi del testo, un testo argomentativo oppure un tema di attualità;
    • la seconda prova sarà  multidisciplinare.

    La notte dei maturandi con Studenti.it

    Anche nel 2020 Studenti.it, che da anni sostiene i maturandi con guide, informazioni e consigli utili, organizzerà per la vigilia della prima prova scritta un evento in diretta social “La notte dei maturandi” (iscriviti alla diretta qui).

    Puoi seguirlo in diretta sui canali social di Studenti.it.

    Come aiutare i nostri figli alle prese con l'Esame di Maturità

    Ricordo nitidamente il mio Esame.

    Fu un periodo meraviglioso: avevamo un professore molto giovane che ci seguiva come membro interno e aveva stabilito con l'intera classe un rapporto affettuoso, solidale e ci aveva aiutato ad arrivare a periodo dell'Esame pronti non solo dal punto di vista scolastico, ma anche umano ed emotivo. Grazie alla disponibilità di mia madre, la mia casa divenne una vera e propria “comune”: ogni mattina arrivavano almeno 6 o 7 compagni che restavano l'intera giornata per studiare, mangiare, dormire, ascoltare musica.

    Un'esperienza straordinaria, coinvolgente ed entusiasmante che alla fine portò i suoi frutti a tutti noi, perché sono certa che fu grazie a questa condivisione che anche quelli più in difficoltà riuscirono ad avere un ottimo voto all'Esame.

    Oggi tocca a mio figlio vivere questo momento. Nell'epoca degli smartphone e delle chat perennemente connesse, resistono i vecchi metodi per sentirsi più sicuri, la vecchia cartucciera con decine di temi già pronti, e il professore-amico che proverà ad aiutare il più possibile.

    E, memore dell'esperienza da me vissuta in prima persona, ho aperto le porte di casa mia (e il frigorifero!) agli amici più cari di mio figlio che ogni giorno si ritornavo qui per studiare insieme.

    Perché aldilà del voto finale, voglio che questo periodo resti nei ricordi di mio figlio, alle soglie della sua maturità e dell'età adulta, come un momento di grande divertimento, di impegno; voglio che pensi che tutto sia possibile e che se si vivono insieme a chi amiamo, anche i momenti più impegnativi della vita possono essere affrontati con ottimismo.

    I consigli per affrontare l'ansia da esame

    Secondo un sondaggio svolto da Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico)  l’85% degli studenti alle prese con l'esame di maturità soffre di ansia da prestazione, agitazione ed irritabilità. Per certi versi capiamo bene questo stato d'animo. Chiunque di noi ricordi nitidamente il periodo che precedeva l'esame ricorda anche i sentimenti di agitazione e stress legati a questa sfida.

    Non si tratta necessariamente di emozioni negative: l'ansia permette al nostro organismo di prepararsi per affrontare un'esperienza forte, che ci preoccupa e da al cervello e al corpo intero tutte le risorse necessarie per vincere.

    Tuttavia possiamo aiutare i nostri figli a gestire l'ansia e l'agitazione affinché non diventino totalizzanti e invalidanti:

    • Dormire: il giusto numero di ore di sonno notturno consolida i ricordi e le nozioni apprese durante il giorno, permette al corpo e al cervello di recuperare e migliora le capacità cognitive; inoltre una carenza di sonno rende ancora più irritabili e ansiosi;
    • Svagarsi e distrarsi: anche se i nostri ragazzi studiano tutto il giorno non bisogna dimenticare l'importanza di ritagliarsi del tempo per rilassarsi, fare un po' di movimento o semplicemente coltivare un hobby;
    • Respirare: è importante insegnare ai ragazzi qualche tecnica di rilassamento e di respirazione. Ad esempio la respirazione diaframmatica rilassa in modo naturale e graduale, facendo spazio a pensieri positivi;
    • Mangiare in modo sano: no ad energy drink, troppi caffè e bevande eccitanti. Sì, invece, ad un'alimentazione leggera, digeribile, ricca di vitamine, liquidi e antiossidanti.

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    Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/nido-asilo-e-scuola/esame-di-maturita-consigli.html

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