Fratelli gemelli

Fratelli gemelli. Come crescere indipendenti e con una propria personalità

Fratelli gemelli

fratelli gemelli

Mamma e papà non se ne rendono nemmeno conto, ma li trattano come fossero un solo individuo.

Fratelli gemelli, come trattarli? I genitori e il resto della famiglia fanno di tutto per evidenziare il fatto che siano uguali in tutto. Fin quando si tratta d neonati che facciano come credano.

Presto i nuovi arrivati si faranno conoscere. Ognuno mostrerà la propria personalità che costringerà i genitori a porsi con ognuno in modo diverso.

Un fratello che non ha un gemello non saprà mai cosa significa. Il rapporto fra gemelli è qualcosa di veramente indescrivibile.

Esistono però due tipi di gemelli: quelli eterozigoti cioè nati da due diverse sacche e i gemelli monozigoti. Per intenderci i gemelli uguali.

I gemelli diversi si comportano come due normali fratelli, pertanto possono avere personalità opposte e gusti diversi. Non vivono la lontananza e spesso possono anche litigare come avviene sempre tra fratelli.

I fratelli gemelli monozigoti, alla nascita sono due gocce d’acqua

Se uno sorride lo fa l’altro. Se uno scoppia a piangere per chissà quale motivo, lo fa anche il gemello.
Hanno una sensibilità talmente accentuata da percepire i fastidi l’uno dell’altro. Sembra incomprensibile, ma i gemelli soffrono insieme.

Perché due fratelli gemelli sono diversi da due fratelli? Quale legame li lega?

I gemelli monozigoti sono identici fisicamente. Hanno lo stesso patrimonio genetico e si somigliano anche dal punto di vista psicologico.
Gli scienziati hanno studiato da sempre i gemelli per capire quanto il loro essere incida sul loro sviluppo.

Come fare ad aiutare i gemelli a sviluppare la loro personalità?

Da sempre, genitori con fratelli gemelli hanno amato trattarli allo stesso modo. Li hanno sempre vestiti uguali e gli hanno fatto fare dei percorsi scolastici o sportivi insieme.

Un tempo, i gemelli camminavano sempre in tandem e non si pensava che magari uno avesse diverse ambizioni e preferenze.
Era bello vedere dei gemellini vestiti identici che giocavano in coppia, mangiavano l’uno aspettando l’altro. Assieme anche il bagnetto e poi con l’inizio della scuola, frequentare la stessa classe.

I genitori di un tempo non si sono nemmeno posti la domanda se uno avesse potuto avere preferenze diverse dall’altro?

Quando sono molti piccoli questi bambini pare mostrino gli stessi gusti. Messi d’avanti a dei vestitini sceglieranno quelli dello stesso colore. Avranno anche gli stessi gusti culinari.

Gli altri, invece di chiamarli per nome o sforzarsi di riconoscerli, li chiameranno ” i gemellini”.

A scuola, molti insegnanti non riusciranno a distinguerli e addirittura, alcuni, apporranno sulle loro magliette un biglietto con il numero 1 e 2.

Gli psicologi cercano di capire quanto l’ambiente e le caratteristiche genetiche incidano sul loro sviluppo

Il compito dei genitori e degli insegnanti è quello di aiutare i bambini a costruire una loroidentità e diventare indipendenti.
E’ importante sottolineare che ogni bambino è unico, anche nel caso dei gemelli.

Come fare allora a educare i gemelli in modo che abbiano personalità autonome e ben definite?

Considerando il legame forte che esiste tra i gemelli, non è facile riuscire a permettere uno sviluppo autonomo e indipendente.
I gemelli tendono a fare tutto insieme. Si cercano e sono molto uniti.

Come lo erano nel grembo materno, solitamente i gemelli monozigoti rimarrebbero uniti tutta lavita, se ciò fosse possibile.
Oggi esistono molti gemelli che hanno fatto percorsi di vita identici, non si sono sposati o lo hanno fatto con altri gemelli o fratelli.

Se alcune coppie di gemelli hanno fatte scelte contrapposte ne hanno sofferto oppure l’uno ha sostenuto l’altro e lo ha aiutato sempre.

E’ molto facile che i gemelli fino alla scuola media inferiore stiano sempre insieme. Le cose iniziano a cambiare quando dovranno fare le scelte per il loro futuro.
Nella scelta dell’indirizzo scolastico della scuola superiore potranno fare scelte diverse.

E’ probabile che uno sia portato per l’arte e l’altro per le materie umanistiche. A volte igemelli si compensano e se uno non è bravo a disegnare, l’altro sembra un Giotto.

In questo momento di trasformazione, è importante aiutare i ragazzi a fare le loro scelte. Possono provare a separarsi e fare percorsi diversi.

Probabilmente ci riusciranno e potranno così realizzarsi.

Rispetto agli altri fratelli, per loro sarà più difficile stare lontani gli uni dagli altri. Possono avere dei problemi nel separarsi e a differenziarsi dal gemello. Fare nuove amicizie gli verrà più difficile poiché i fratelli gemelli sono abituati da sempre ad avere l’altro come compagno di banco. I fratelli gemelli si capiscono al 100%.

Anche rimanere da solo o sposarsi lascerà in lui un senso di vuoto che non saprà spiegarsi.

Oggi la psicologia consiglia di trattare fin dalla nascita i fratelli gemelli come fratelli normali

Poiché stanno insieme dal primo loro respiro, i genitori  si devono impegnare ad aiutarli ad esprimere le loro differenti personalità seppur minime.

Fin dalla frequenza della scuola dell’infanzia si devono aiutare ad instaurare legami con gli altri bambini e non tenersi isolati in coppia, come solitamente tendono a fare.

Con la frequenza della scuola primaria, alcuni genitori scelgono di inserire i bambini in classi diverse. Si può fare questo tentativo e vedere se i bambini vivranno questa novità positivamente.

Potranno all’uscita da scuola raccontarsi della mattinata trascorsa. Questa soluzione può essere positiva per evitare che i bambini facciano i compiti assieme e subire dell’altro la sua influenza.

Nel caso in cui i genitori, noteranno una sofferenza dovuta alla separazione, potranno fare marcia indietro e rimettere i bambini nella stessa classe. Può darsi che ancora non sono pronti al cambiamento.

Anche se i gemelli sono molto simili, s’è sempre quello più timido e introverso. Questo tende a farsi scudo dell’altro che si sostituirà a lui quando dovranno parlare o difendersi.
Per questa ragione è importante aiutare i gemelli a confrontarsi anche con gli altri bambini e farsi un amico del cuore.

Eviteranno di essere per sempre l’uno l’ombra dell’altro.
Se i genitori li aiuteranno a sviluppare la loro personalità e a essere indipendenti cresceranno meno timidi e insicuri. Saranno capaci di affrontare i problemi che incontreranno e raggiungeranno degli obiettivi soddisfacenti.

Il loro legame speciale non sarà mai cancellato, anzi la possibilità di essere autonomi, permetterà loro di fare diverse esperienze che li aiuteranno a diventare più forti.
E’ importante chiamare i fratelli gemelli con il loro nome proprio.

Porsi con ognuno di loro evidenziandone le caratteristiche individuali. Evitare di sottolineare sempre il fatto che si somiglino e non fare mai dei confronti.

Questi atteggiamenti alimenteranno nel bambino una maggiore sicurezza e non lo faranno sentire in obbligo di somigliare per forza al fratello.

Essere fratelli gemelli ha molti lati positivi, ma anche alcuni negativi.

E’ compito dei genitori e dei familiari comportarsi in maniera assolutamente naturale. Dipende dal modo in cui la famiglia, gli amici e gli insegnanti si relazionano con i gemelli, permettere di favorire l’individualità di ciascun gemello.

Per aiutare i bambini a sviluppare la loro individualità è bene permettergli di esprimersi fin da piccoli

– Creare dei momenti in cui dedicarsi a un gemello individualmente per aiutarlo a essere se stesso il più possibile. Il papà ne porterà a spasso uno e la mamma l’altro. Questo permetterà di rafforzare il rapporto tra figlio e genitore e al bambino di vivere delle esperienze senza l’aiuto o l’influenza del fratello.

– Evitare di fare gli stessi regali ai fratelli gemelli. Sarà anche più interessante così avranno più giochi da potersi scambiare.

– Non vestirli allo stesso modo e lasciare a loro la scelta.

– Chiamarli con il loro nome e possibilmente, sceglierne due molto diversi per non creare confusione.

– Evitare gli appellativi “gemellini” o aggettivi doppi come piccoli o carini.

– Se nell’adolescenza esprimono la voglia di cambiamento è bene appoggiarli e favorirele loro diverse scelte. E’ in questa fase che emerge in ciascuno di loro un forte desiderio di essere diversi.

Sarà un colore diverso di capelli, la voglia di tagliarli corti a differenza del fratello che li porta lunghi. Possono verificarsi delle crisi in cui si litiga tra gemelli.

Meglio lasciar perdere e aspettare che il clima si calmi perché tutto tornerà come prima.

Источник: https://www.bambino.it/educazione/fratelli-gemelli-838

Gemelli: 15 cose che i genitori devono PROPRIO sapere

Fratelli gemelli

Anche quando sono praticamente identici, i  gemelli  sono comunque due persone distinte. Ai genitori il compito di aiutare ciascun figlio ad acquisire autonomia e sviluppare la propria identità, nel rispetto di un legame speciale. Ecco 15 cose che i genitori dei  gemelli  devono sapere, secondo Brustia, che da oltre dieci anni coordina il “Progetto Gemelli” dell'ateneo torinese

Uguali, ma diversi e come tali mamma e papà devono trattarli. Parliamo dei gemelli monozigoti che derivano da un unico zigote, cioè da un’unica cellula uovo fecondata da uno spermatozoo, da cui si generano organismi geneticamente identici: hanno cioè lo stesso patrimonio genetico.

Anche quando sono praticamente identici, i gemelli sono comunque due persone distinte. Ai genitori, allora, il compito di aiutare ciascun figlio ad acquisire autonomia e sviluppare la propria identità, nel rispetto di un legame speciale e profondo che si instaura tra i due fratellini o le due sorelline fin da quando condividono l'utero materno.

“I gemelli infatti sono in continua interazione tra loro e si condizionano a vicenda sia per quanto riguarda lo sviluppo fisico che psichico.

E proprio per questo – spiega Piera Brustia, docente di psicologia dinamica all'Università di Torino – possono andare incontro a un difficile processo di identificazione o a difficoltà di socializzazione, per una chiusura eccessiva della coppia gemellare che può rendere difficile affrontare la separazione l'uno dall'altro e lo sviluppo della rispettiva autonomia, ma anche a forme estreme di competitività, perché contemporaneamente possono manifestare identici bisogni da soddisfare e quindi competono tra loro per ottenere l'attenzione dei genitori. D'altro canto, i genitori possono avere difficoltà nel dedicare tempo a ciascun gemello individualmente, e per questo sentirsi in colpa”.

Ecco allora cosa i genitori dei gemelli devono sapere, secondo Brustia, che da oltre dieci anni coordina il “Progetto Gemelli” dell'ateneo torinese: un percorso di sostegno e consulenza alle famiglie, e di formazione del personale sanitario ed educativo, al fine di supportare la crescita e l'educazione di sorelle/fratelli gemelli.

1 Accettare il disorientamento iniziale

A volte i genitori sono preparati all'ipotesi di una gravidanza plurima: per esempio in caso di procreazione medicalmente assistita. Se invece non se l'aspettano, la notizia inizialmente li disorienta.

“Tipicamente – spiega Brustia – la mamma ha una reazione di panico e preoccupazione per le difficoltà cui potrebbe andare incontro nel corso della gravidanza che, per le sue peculiarità, viene trattata come a rischio e tende a essere sempre più medicalizzata.

Il padre, invece, in genere pensa agli aspetti più pratici, a maggior ragione se non sono i primi figli: avremo spazio a sufficienza a casa? La macchina basterà per tutti? Ma superato lo shock iniziale, si fanno spazio la gioia e l'emozione di essere genitori un po' speciali”.

2 Prepararsi ad accogliere due

Crescere dei gemelli, del resto, richiede qualche sforzo in più sul piano organizzativo, ma dal punto di vista educativo vanno trattati come due normali fratelli.

“Una volta diagnostica la gravidanza gemellare, è importante che mamma e papà si preparino a fare spazio nella mente ai due bambini in arrivo”: passino cioè dall’immagine di un figlio a quella di due.

È il primo passo, infatti, per prepararsi a trattarli in futuro come due fratelli e non come un'unità.

3 La scelta dei nomi

Meglio evitare nomi troppo simili (Mara/Maria, Matteo/Mattia), per non confondersi e per sottolineare che sono a tutti gli effetti due persone distinte, anche se hanno lo stesso colore degli occhi e dei capelli, la stessa corporatura e sono nate lo stesso giorno.

Così come “si consiglia di evitare di chiamarli, per praticità o per fretta, 'i gemelli'. Questa è una raccomandazione da fare anche a nonni, zii, baby sitter, insegnanti: ciascuno va chiamato con il suo nome affinché possa sentirsi unico e crescere come individuo”.

4 A ciascuno il suo look

Rispettare e valorizzare l'unicità di ciascuno è importante per supportare la crescita e favorire l’indipendenza l'uno dall'altro.

Per questo, meglio non vestirli allo stesso modo, così come è preferibile evitare lo stesso taglio di capelli e le stesse acconciature (codine, trecce, cresta, ecc.). Rende più facile distinguere l'uno dall'altro. “Perché, quando sono effettivamente identici, capita di confondersi.

E i bambini stessi lo sanno e ci giocano, ma sotto sotto ne soffrono, così come capita a tutti quando si viene confusi con qualcun altro”.

5 Allattare al seno due gemelli si può

Diventare mamma di due gemelli non significa dover rinunciare all'allattamento al seno. Secondo i neonatologi dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, non solo è possibile, ma è consigliabile. Anche se ovviamente può essere impegnativo e può servire un po' di tempo (oltre che di sostegno) per collaudare il tutto.

Ma a tutto vantaggio della salute e della relazione materno-infantile: le poppate favoriscono la contrazione dell’utero e quindi un ritorno più veloce alle dimensioni normali; il latte materno protegge dalle infezioni, e quando i bimbi sono due, hanno maggiore possibilità di contagiarsi uno con l'altro.

Inoltre, quando a mangiare sono in due, allattando si risparmia. Non solo denaro. Se la mamma riesce a farlo contemporaneamente risparmia anche tempo.

“Anche se allattare in momenti diversi può consentire una migliore sintonizzazione individuale con un figlio alla volta” precisa Brustia, che aggiunge: “le mamme che, per motivi diversi, non riescono ad allattare al seno possono comunque recuperare il prezioso contatto con i bambini in altri momenti”.

(Leggi anche la storia della mamma blogger: allattare due gemelli si può)

6 Più spazio ai papà

“L'allattamento – aggiunge – può essere condiviso con il papà: e così, a turno, mentre un gemello su nutre dal seno della mamma, l'altro può bere (il latte materno, usando il tiralatte) dal biberon con il papà”.

Del resto, nelle famiglie con gemelli, il papà tende a essere più attivo e più partecipe nella vita quotidiana e nella cura dei figli e “tende a essere una figura di attaccamento primario allo stesso livello della mamma, che del resto non può sdoppiarsi per gestire sempre i due pargoli contemporaneamente”.

7 Imparare a delegare

Nessun genitore è onnipotente e se normalmente l'arrivo di un figlio può mettere a dura prova i neogenitori, l'arrivo di due, almeno all'inizio, rende l'impresa ancora più ardua, dal punto di vista organizzativo.

Per questo è importante imparare a chiedere aiuto e a delegare, a nonni, amici, babysitter, per non essere sopraffatti dalla stanchezza.

“Dividersi tra due figli è un compito più oneroso rispetto alla norma e i genitori di gemelli, in particolare le mamme, non devono farsi assalire dal senso di colpa per il fatto di non farcela da soli. Quindi meglio organizzare per tempo una rete di supporto”.

8 Instaurare una relazione con ciascun gemello

È importante che mamma e papà si ritaglino un po' di tempo da dedicare a ciascun figlio. “Per esempio un sabato possono uscire con un gemello, mentre l'altro sta coi nonni, e poi viceversa la settimana successiva, in modo che ogni bambino abbia dei momenti tutti per sé con i genitori” suggerisce Brustia.

Che consiglia di evitare che, di fronte all'impossibilità pratica di riuscire sempre a dividere attenzioni e cure, ciascun genitore instauri un rapporto privilegiato con uno solo dei due gemelli: “attenzione cioè a non innescare quel meccanismo per cui un gemello è della mamma e l'altro è del papà.

Entrambi devono riuscire ad avere un rapporto individuale con ciascuno dei due”.

9 Giocattoli, uguali o diversi? Non ci sono regole ferree

Differenziare le loro esperienze è importante, ma questo non significa non assecondare le loro inclinazioni e i loro desideri, che possono essere uguali o diversi.

Per quanto riguarda i giocattoli, per esempio, “il buon senso suggerirebbe di non comprarne di identici, e fare in modo che l'uno giochi anche con i giocattoli dell'altro.

Ma nella pratica va valutato caso per caso: ci sono per esempio gemellini particolarmente conflittuali che vogliono il gioco tutto per sé. E se entrambi vogliono lo stesso, vada per i doppioni”.

“Talvolta, poi, – aggiunge Brustia – di fronte a due giochi uguali, può capitare che i entrambi scelgano lo stesso, e se lo contengano: compito del genitore è riconoscere, tollerare e tradurre la rivalità che sottende una simile contesa, per aiutare i bambini a gestirla senza troppa sofferenza”.

10 A scuola in classi diverse: valutare caso per caso

Un dubbio che spesso assale i genitori è se iscriverli nella stessa classe o addirittura nella stessa scuola. “Anche in questo caso non esiste una risposta che valga per tutti.

C'è chi è convinto che differenziare (anche) il loro percorso scolastico sia positivo per lasciar emergere la personalità di ciascuno. Ma non è universalmente valido.

A volte gli stessi bambini manifestano il desiderio di essere separati, altre volte invece esprimono il desiderio di condividere maestre e compagni di classe. Ed è meglio assecondarli”.

In ogni caso, un team di psicologi dell’Università di Amsterdam ha monitorato circa 2mila coppie di gemelli fino all’età di 12 anni senza riscontrare differenze, né sul piano della socialità né sul rendimento scolastico, tra coloro che avevano frequentato la stessa classe e chi no.

11 Attività extrascolastiche

Se possibile è meglio differenziare le attività extrascolastiche, perché possono rappresentare un'occasione di separazione non traumatica dal gemello, che rappresenta una figura fondamentale di attaccamento. Ma questa valutazione non deve prevaricare sugli interessi dei bambini e, se coincindono, non ha senso forzare uno a fare ginnastica e l'altro nuoto.

12 Chi trova un amico trova un tesoro

Ciò non toglie, però, che “è importante favorire la loro socializzazione con altri bambini e che ciascun gemello abbia un suo amichetto del cuore, per sperimentare una sana complicità anche al di fuori della coppia”. Anche se questo non significa forzarli ad avere amici diversi.

In fondo i gemelli giocano insieme fin dalla pancia della mamma: l'uno ha un alleato nell'altro, un compagno di avventure, un supporto emotivo, un complice con cui intendersi solo con un'occhiata.

“Tanto che a volte non sentono il bisogno di aprirsi all'esterno e addirittura sviluppano un linguaggio segreto, tutto loro, incomprensibile per gli altri: viene definito criptofasia, e se perdura nel tempo può essere il segnale di un'eccessiva chiusura”.

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13 Gestire i conflitti

Così come litigano i fratelli o le sorelle, lo fanno anche i gemelli, “solo che i loro litigi tendono a essere più intensi, perché in fondo i gemelli iniziano a competere già nell'utero: per lo spazio, per il cibo, per la sopravvivenza.

Competitività che poi si trasforma in rivalità per riuscire a ottenere le attenzioni degli adulti e poter soddisfare i bisogni che spesso insorgono nello stesso momento” spiega Brustia. Ma i conflitti sono anche un modo attraverso cui esprimere il proprio io e cercare di differenziarsi dall'altro.

“Ai genitori consiglio dunque di dare a ciascuno ciò di cui ha bisogno, dal punto di vista relazionale e affettivo: perché anche se hanno le stesse esigenze materiali, nello stesso momento, non sono uguali, e riuscire a differenziare il proprio approccio in base alle caratteristiche di ciascuno può essere d'aiuto non solo per sanare i conflitti ma anche per favorire lo sviluppo della loro identità”.

14 Non fare paragoni

Se vale per tutti i genitori, ancora di più per i genitori di gemelli. I confronti sono da evitare perché possono alimentare la rivalità e l'idea che l'altro rappresenti un limite alla propria libertà.

Altrettanto valido per tutti i genitori è il consiglio di fare attenzione a non dare ragione sempre a uno a discapito dell'altro, o valorizzare solo i traguardi e i successi di uno: è importante cercare di incoraggiare entrambi, facendo leva sui rispettivi punti di forza e i piccoli o grandi 'talenti'.

15 Prepararsi all'adolescenza

L'adolescenza può essere un'età particolarmente critica: al desiderio di emancipazione nei confronti dei genitori si affianca spesso quello di emanciparsi dal gemello per acquisire un'identità propria.

A volte può manifestarsi nell'indifferenza reciproca, altre volte nell'esigenza di diversificarsi il più possibile, attraverso il look o esperienze che escludono l'altro, “perché il processo di individuazione si compie distinguendosi dall’altro”.

Ma può succedere anche che proprio in questa fase delicata della crescita i gemelli rafforzino il loro rapporto simbiotico, o per lo meno che uno dei due (quello più introverso) cerchi di fagocitare l'altro all'interno della coppia, o sia geloso dell'autonomia dell'altro.

Ai genitori il compito di osservare e capire le dinamiche gemellari per poter supportare adeguatamente l'uno e l'altro. “Non c'è da stupirsi, del resto, che a volte i gemelli sviluppano modi di essere complementari: quindi uno tende a essere attivo, l'altro passivo, uno estroverso, l'altro introverso, come in un gioco a incastro.

E più sviluppano ruoli complementari e asimmetrici, più è difficile acquisire la propria autonomia”.

Cosa fare per evitarlo? “Sintonizzarsi su ciascun gemello fin dalla gravidanza e lungo tutta la crescita consente di arrivare all’adolescenza più attrezzati, li aiuta fin da subito a poter essere se stessi, uguali o diversi rispetto al gemello, evitando così che debbano iniziare il processo di individuazione tutto in un colpo, durante l'adolescenza” conclude Brustia.

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Due gemelli che diventano padri praticamente nello stesso istante. Due gemelle mulatte che partoriscono a loro volta gemelli, di cui uno bianco e uno nero

Aggiornato il 23.05.2018

Источник: https://www.nostrofiglio.it/neonato/gemelli-15-cose-che-i-genitori-devono-proprio-sapere

Essere fratelli gemelli

Fratelli gemelli

Come sorella gemella, ho sempre desiderato poter diventare mamma di gemelli perché so quanto bello sia essere fratelli gemelli.

D’altra parte ho anche sempre ingenuamente pensato che questa fortuna, perché per me di pura fortuna si tratta,  non mi sarebbe mai capitata perché mi è sempre stato detto che si “salta la generazione”, anche se io sono la prova vivente che questa regola sia una delle tante leggende metropolitane che si raccontano sull’argomento. Ma perchè tutta questa voglia di gemelli? Qual’è la magia, quali sono i vantaggi di essere un fratello gemello?

COSA VUOL DIRE AVERE UN FRATELLO GEMELLO?

Io e Francy a Belluno

So per esperienza personale che avere un fratello o una sorella è dono speciale che la vita ci fa, ma avere un fratello gemello è qualcosa di unico.

Così prima di iniziare a raccontare la mia vita come mamma di gemelli voglio provare raccontarvi cosa vuol dire per me essere fratelli gemelli. Non sarà facile spiegarlo a parole e sicuramente la cosa risulterà molto riduttiva se non banale ma ci voglio comunque provare.

Mi è capitato di incontrare super mamme in attesa o con bimbi molto piccoli spaventatissime per il compito che le aspettava. A loro in particolare vorrei dire che quello che stanno facendo è qualcosa di straordinario e unico. Che sì, d’accordo può essere dura ma che stanno regalando ai loro piccoli un’esperienza assolutamente singolare.

Innanzitutto avere un gemello vuole dire non essere mai solo.

Avete idea di che cosa voglia dire avere sempre a disposizione un compagno di giochi? Dai racconti di mia madre di quando io e mio fratello Francy eravamo piccoli, la cosa che più mi affascinava era sentire di come pur senza essere in grado di parlare riuscissimo a comunicare a capirci. Una cosa straordinaria!

I FRATELLI GEMELLI CONDIVIDONO TUTTO

Abbiamo condiviso tutto: genitori, casa, giochi e scuola, perché fino alle medie siamo stati nella stessa classe.

Per la gioia di mia madre, per complicare un po’ la gestione del nostro tempo extrascolastico, abbiamo avuto passioni sportive diverse.

Ma ecco direi che almeno fino ai 13 anni abbiamo condiviso la maggior parte del nostro tempo.

Io e Francy – vacanza in barcavela

E poi avere un gemello vuole dire avere un complice: quante ne abbiamo combinate insieme… e questo dalle marachelle da bambini ai complotti adolescenziali. Sapevamo sempre che avremmo condiviso anche le sgridate e per noi valeva comunque il detto mal “comune mezzo gaudio”.

Gemello vuole dire avere un confidente, un complice, sempre lì a disposizione. Abbiamo entrambi sempre avuto molti amici ma nessuno più di chi ti ha visto crescere tutti i giorni della tua vita può conoscerti meglio? Può aiutarti nel momento del bisogno?

Tra i due io sono sempre stata quello che viene definito il fratello gemello dominante.

Con molta ironia, (lo voglio sperare) gli amici mi dicono che mio fratello è dovuto “scappare” in un altro paese per trovare un po’ di pace! Sarà così? Fatto sta che uno dei ricordi più preziosi che ho risale a quando sono stata a trovarlo in Erasmus a Madrid.

E’ venuto a prendermi in aeroporto e mi ha detto: “Qui sto benissimo ho tutto quello che mi serve mi diverto tantissimo ma l’unica cosa che mi manca sei tu”.

E LE GELOSIE TRA FRATELLI GEMELLI?

Noi 2 in montagna

Vi starete chiedendo quale sia il risvolto della medaglia… d’accordo c’è un rapporto speciale unico e bla bla bla ma che dire della gelosia? Della rivalità tra fratelli? Della ricerca di attenzione che un figlio non-unico prova nella vita? I continui confronti? La proprietà privata?

Beh non posso certo dire che tutti questi aspetti non siano ininfluentima sicuramente è tutto più naturale: il fratello in questione non è comparso così all’improvviso interferendo con equilibri già esistenti.

Si è sempre stati in due, la mamma è normale che non sia esclusiva di nessuno, i giochi è normale che si condividano e il confronto con il “collega” diventa praticamente inevitabile.

Credo che stia nel buon senso e nella sensibilità di genitori, nonni, insegnati eccetera renderlo normale e accettabile nella vita dei gemelli.

Sono anche certa che esitano gemelli non particolarmente affiatati. Nella mia vita ne ho incontrate solo una coppia, lo ricordo perchè la cosa mi ha stupita…pensavo ma com’è possibile? Sicuramente esistono ma voglio pensare che siano eccezioni, mi sembra una cosa così triste, come avere una grande occasione nella vita e non sfruttarla pienamente…ma è solo il mio punto di vista.

MAMME DI GEMELLI NON ABBIATE PAURA

Nel frattempo posso dire che non so dove sarei senza mio fratello e so per certo che anche per lui è la stessa cosa. Negli ultimi anni la vita, il lavoro e le rispettive famiglie ci hanno allontanato fisicamente ma entrambi sappiamo che il rapporto tra di noi è qualcosa di incomparabile.

Quindi mamme e future mamme di gemelli sappiate che state davvero facendo qualcosa di straordinario; sarà dura, è innegabile, ma la complicità a cui avrete dato vita vi ripagherà di tutte le vostre fatiche….. ne vedrete delle belle!

Io e Francy – in attesa di Anna e Alice

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Gravidanza
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