Fortnite: passione o dipendenza? Il parere della pedagogista

Sfida Lego Duplo: 21 giorni NO SOCIAL

Fortnite: passione o dipendenza? Il parere della pedagogista

Lego Duplo ha lanciato una sfida: abbandonare per 21 giorni i social per rendere più vero e piacevole il momento del gioco tra genitori e figli. La pedagogista ci spiega cosa non fare quando si gioca con i bambini

Quella lanciata da Lego Duplo è davvero una sfida che vale la pena accettare.

Sì perché il grande marchio di mattoncini colorati ha proposto di abbandonare per 21 giorni i cari social e rendere davvero unico e vero il momento del gioco tra genitori e figli.

Molti papà e mamme, infatti, mentre sono impegnati a giocare con i bambini non si allontanano dal proprio cellulare, anzi il più delle volte lo tengono vicino e scattano ogni qualvolta arriva una notifica o un messaggio.

Una delle poche certezze che ancora regge la società caotica e veloce che stiamo vivendo è proprio rappresentata dalla famiglia. Cambiano i tempi, le mode, le abitudini, ma il desiderio più grande di un bambino è rimasto sempre lo stesso negli anni: trascorrere un po' di tempo per giocare on i propri genitori.

Chiedendo un po' in giro la risposta che emerge sempre è “Mio papà non gioca mai con me” o “mia mamma è sempre sul cellulare!”. Il momento della giornata quando la famiglia è riunita a tavola o seduta comodamente sul divano dovrebbe essere speso per raccontarsi la giornata, per giocare, insomma per stare INSIEME.

Troppe famiglie, invece, vivono come su piccole “isole individuali”. Ognuno concentrato sul suo smartphone ignorando le richieste dei figli che cercano di richiamare con poco successo l’attenzione dei genitori.

Il progetto Lego Duplo

Lego Duplo propone, per “ispirare e incoraggiare i genitori a riflettere sulle loro abitudini nell’utilizzare i social media in compagnia dei bambini piccoli”.

Nel comunicato, infatti, si legge che viene chiesto ai genitori di fare a meno per 21 giorni, tanto pare essere il tempo necessario per rendere un’abitudine, in questo caso parliamo dei social, come una sorta di disintossicazione.

Ovviamente l ‘impegno verrà preso anche dalla stessa azienda che in prima linea s’impegna a non postare alcune notizie o quant’altro durante il così chiamato “tempo gioco per i più piccoli” dalle 5:00 alle ore 20:00.

Il gioco per i bambini

Il momento del gioco è da sempre un impegno che dai bambini viene preso seriamente.

Attraverso il gioco viene stimolata la fantasia, la creatività: tanti mattoncini insieme come per magia diventano un castello, una casa o una macchinina.

Un tappeto se lo guardiamo meglio si potrà trasformare in una zattera grazie alla quale potremo navigare mari sconosciuti e lontani. Una scopa potrebbe diventare un bellissimo cavallo…potrei continuare ma sono certa di aver reso l’idea.

Giocare è condivisione, stare con gli altri, essere parte di un gruppo, è rispetto di regole ben precise, è ricevere e apprendere dagli altri.

Si gioca per divertirsi, trascorrere del tempo, sfuggire per un po' ad una quotidianità che non sempre ci appaga e, purtroppo, molti adulti ancora non hanno appreso il vero significato del termine giocare, anzi alcuni lo considerano una perdita di tempo.

Perché staccarsi dalla tecnologia

Risulta difficile staccarsi oggigiorno dalla tecnologia, tutto ciò che ci appare bello e vero lo immortaliamo dietro minuscole fotocamere, quasi fossero diventate i nostri occhi, senza le quali non potremmo apprendere e godere le bellezze che la vita ci offre.

Spesso ripetiamo che quello che siamo viene assorbito dai nostri figli, i quali si creano una visione a volte distorta del ruolo genitoriale. Crescendo gli unici regali che vengono richiesti sono proprio quelli tecnologici coinvolgendo una fascia di età sempre più giovane.

Il gioco tecnologico è soprattutto un’attività solitaria che porta automaticamente ad una passione per i cellulari e fino ad arrivare ai social.

Bambini e adolescenti spesso vengono rimproverati per il troppo tempo che dedicano ai telefonini, ma sono i genitori che involontariamente abituano i figli a farne uso.

Cosa fare?

Vietarne l’ utilizzo è pressoché impossibile, ma certamente si può ridurre la quantità di tempo impiegato.

  • Stabilire delle regole fin dall’inizio è fondamentale, oltre a incentivare le relazioni sociali al di fuori di uno schermo. Come abbiamo detto, questo vale anche per gli adulti. Limitare il più possibile l’uso del cellulare quando si è con i figli è un ottimo esempio di partenza, ma non basta.
  • I momenti genitori-figli devono essere vissuti pienamente, bisogna esserci non solo fisicamente. Perfetti i mattoncini colorati e tutti quei giochi che stimolano la fantasia e favoriscono la condivisione e la gioia dello stare insieme. Con i figli più grandi, inoltre, si potrebbero fare delle ricerche sul pc (un ottimo uso in questo caso della tecnologia) per scoprire l’origine di quel determinato giocattolo, il nome del suo costruttore o inventore, dove è nato il gioco e quando. Potrebbe essere lo spunto di una prossima vacanza nel luogo in cui l’oggetto ludico è nato.
  • Giocare è quell'attività in cui entrano in funzione tutte quelle parti del nostro corpo legate all’affettività, alla creatività, agli stimoli motori e intellettivi. Si gioca, abbiamo detto, seriamente e seriamente dev’essere considerato qualsiasi gioco.
  • La fantasia non manca in ognuno di noi e inventare nuovi giochi ai bambini è sempre piaciuto molto, se poi fatto con le principali figure educative è ancora meglio.
  • Quando si gioca bisogna concentrarsi su quello che si sta facendo. Chattare, controllare la posta o le varie notifiche mentre siete impegnati a far qualcosa con vostro figlio si sminuisce l’attività che si sta svolgendo e in questo modo verrà meno, in futuro, la richiesta da parte del bambino a giocare con voi. Da qui ad una chiusura tipica degli adolescenti il passo è veramente breve.

Cosa non fare quando si gioca con i figli?

Suggeriamo pochi e semplici consigli nel momento in cui siamo impegnati a giocare con i figli.

  • Per prima cosa non bisogna farlo con sforzo, solo per fare un piacere, ma perché lo desideriamo anche noi.
  • L’oggetto disturbatore (il cellulare, per intenderci) non deve stare nella stessa stanza dove siamo impegnati con il bambino. Non siate dei semplici spettatori del gioco, ma divenite persone attive e partecipi.
  • Mettete in moto la fantasia, ritrovate il piacere di tornare bambini e divertitevi.
  • Godete appieno della compagnia di vostro figlio perché certi momenti non torneranno più! 

gpt inread-altre-0

Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/giocare-e-crescere/sfida-per-genitori-21-giorni-no-social.html

Video giochi e dipendenza, come uscirne (parte 2)

Fortnite: passione o dipendenza? Il parere della pedagogista

Ti ricordi la storia di Paolo? 

Lui e la sua mamma che arrivano da me con un “grave” momento di crisi scatenata da un video gioco.
La trovi integralmente qua:https://bit.ly/32Gh9TX

Quell’episodio apice di una serie mi ha preoccupato,
scintille di energia spese a discutere e non a costruire.

 Il videogioco Fortnite ha avuto un grande successo perché astutamente ha delle caratteristiche che gli hanno permesso di entrare in tutte le famiglie: la gratuità, la semplicità, la grafica, non è troppo complicato, i giocatori sono dei soggetti umani quindi i ragazzi si immedesimano veramente perché non stanno giocando con un computer ma contro un altro bambino come loro.

Quindi il senso di sfida, l’adrenalina che sale, le partite durano un tempo relativamente breve e quindi vanno a nutrire quella non capacità del bambino del bambino di non saper aspettare.

Quindi io in poco tempo ho tutto e subito, in più lo posso giocare su qualsiasi tipo di dispositivo, quindi questo anche li rende più accessibili a tutti.

Se ti metti a guardare la scatola del gioco, con cura noterai che è vietato ai ragazzi sotto i 12 anni, e invece io, tu che mi leggi lo sai benissimo, vi ho parlato di bambini di 9-10anni.

Quindi c’è un primo problema: il genitore da un gioco senza preoccuparsi dell’età consentita per quel gioco.

È un po’ come se ai miei tempi io fossi andata a veder un film vietato ai minori di 14 anni ad 11 anni.

Beh avrei avuto uno shock emotivo, non sarei morta, sarei sopravvissuta, perché non è che di fronte ad un porno si muore, ma sicuramente uno shock emotivo lo avrei vissuto esponendomi a delle scene in movimento di atti sessuali , veicolati anche in modi particolari, in un’età in cui stavo facendo ancora i conti con mia crescita.

Questo è un po’ lo stesso problema.

Se degli specialisti a livello europeo e mondiale hanno definito il gioco non idonei agli over 12, mi spieghi perché tu genitore vuoi esporre tuo figlio ad un gioco di questo tipo?

Il problema legato alla dipendenza da videogioco oggi viene definito gamingdisorder, ed è stato inserito anche all’interno delle patologie mentali.

Il gamingdisorder è qualcosa di preciso, sono una serie di comportamenti persistenti e ricorrenti che prendono il sopravvento su gli altri interessi della vita.

Perché Fortnite e altri sono così pericolosi? Perché sono giochi avvincenti, ripetitivi, e si crea una relazione con gli r che li giocano e che li spiegano.

Come si può fare? Fondamentalmente, bisogna tenere conto che bisogna abbattere certi bisogno, paure e insicurezze dei bambini e dei ragazzi, che non reggono più la sfida sul piano del reale ma si sentono sicuri di sfidarsi da dietro uno schermo.

Suggerimenti testati:

  1. lavorare sulla RELAZIONE —NUOVO!!! te lo scrivo ogni minuto☺️
  2. Entrare in associazioni, tipo scout, sportive, dove lo sviluppo del bambino va insieme allo sviluppo corporeo e anche ad un tipo di competizione organizzata, reale, corporea, strategica nella quale i ragazzi ci mettono la faccia.

È vero che siamo immersi in una società adrenalinica, frettolosa, iper competitiva però bisogna, all’interno di questa, ricordarsi che di fronte a noi abbiamo un figlio in evoluzione, cioè un semino, una piantina, non abbiamo un albero già formato e quindi fermati genitore, fermati, e dagli il nutrimento appropriato.

Non è il momento di perdersi perché quello che non fai oggi ti assicuro che domani sarà mille volte più faticoso.

Che cosa posso suggerirti ancora da un blog?

Intanto gli vanno proposte, e fatte con loro, alternative molto interessanti, quindi bisogna capire se quel tipo di attività, perché effettivamente sta allenando delle sue capacità strategiche, perché vi ripeto non tutti i giochi e i bambini che giocano sono preoccupanti.

Ci sono alcuni che stanno veramente divertendosi e quindi passano 6 mesi la fissa per un gioco e 6 mesi per un altro, e via via, ma gli servono per imparare delle cose; dall’altra parte se ci sono delle difficoltà bisogna capire perché ad esempio preferisca stare su un gioco piuttosto che andare al parco a giocare al pallone.

Oppure perché non voglia più giocare con i suoi amici nella squadra di calcio dove è stato bene fino a qualche mese prima e poi di punto in bianco, no? Forse si vergogna del suo corpo che cambia, forse si è accorto di non essere riuscito ad avere gli amici che voleva.

Sono tutte domande . Ma sapersi fare le domande giuste è la chiave di ogni apprendimento e successo.

Quindi, che cosa deve fare l’adulto significativo, la mamma e il babbo, e le altre persone che gli stanno intorno? Devono aiutarli a trovare alternative non isolanti è che pero’ corrispondano alle esigenze del ragazzo.

Possibilmente, sarebbe bello se riusciste a fare proprio da mediatori, quindi invitando gli amici, i compagni di classe, organizzando feste o cose divertenti, come potrebbero essere una caccia al tesoro, piuttosto che una partita a calcio nel giardino vicino , insomma qualcosa di rituale, di molto scenico, per fargli capire che ci si può divertire e stare con i propri amici.

Dall’altra parte bisogna sempre creare dei compromessi, degli accordi, come vi facevo l’esempio di Pino che alla fine alla madre ha proposto un accordo dove la madre avrebbe comprato questo oggetto in anticipo dividendo con lui la spesa, invece che un regalo totale è stato un regalo a metà, e che comunque lei le avrebbe chiesto scusa platealmente perché il suo comportamento non era adeguato alla richiesta .

Aiutarlo a organizzarsi nei tempi

Un altro aspetto secondo me molto importante, specialmente per i più grandi, è concordare dei tempi e delle modalità, perché se specialmente sta giocando dei giochi come Fortnite non gli si può far interrompere una partita, per cui se gli abbiamo dato il consenso la partita deve finire.

Avrebbe come se vostro figlio giocasse a pallanuoto e voi a metà della partita del sabato lo chiamate perché vi è girata così. Puoi giocare soltanto mezz’ora, no. O fa la partita o non la fa.

Detto ciò in è che sia così facile, tuttavia queste sono delle buone modalità, poi ho intenzione, come sempre, di creare degli spazi per formare al digitale per gli adulti.

Per questo spero questo articolo vi possa essere utile, ma se ti interessa puoi già contattare la segreteria per il prossimo appuntamento all’educazione al digitale o per una consulenza personalizzata

Источник: https://labottegadellapedagogista.com/2019/11/16/video-giochi-dipendenza-uscirne-parte-2/

Che cosa sono i fidget spinner e cosa ne pensano gli esperti

Fortnite: passione o dipendenza? Il parere della pedagogista

Sono i giochi diventati di tendenza due anni fa e in molte scuole li hanno vietati perché distrarrebbero i ragazzi. E se, invece, fosse un loro tentativo di superare la fatica di concentrarsi di fronte a contenuti veicolati ancora in modo vecchio e poco efficace?

Inventati più di vent'anni fa dall'americana Catherine Hettingher, i Fidget Spinner sono stati i giochi del momento del 2017.

Si tratta di una sorta di trottola rotante che si attiva grazie a un movimento delle dita.

L'intenzione della Hettingher era quella di produrre uno strumento anti-stress, ma oggi è stato ritirato da molte scuole proprio per il risultato opposto: secondo educatori e insegnanti, infatti, distrarrebbe i ragazzi.

Diffusi soprattutto negli Stati Uniti, i fidget spinner stanno diventando molto popolari in Italia, anche grazie ai tanti video degli r. Nei primi 32 articoli della classifica dei giocattoli più venduti su Amazon ci sono proprio queste trottole.

vai alla gallery

Per alcuni sono utili strumenti anti-stress, per altri sono solo giocattoli di moda. Di sicuro tutti i giovani stanno impazzendo per i Fidget Spinner , le trottole piatte “tripartite”…

Ormai si trovano ovunque, soprattutto online, e il loro prezzo varia ma mediamente va dai 5 ai 15 euro. Ci sono modelli anche molto più costosi in oro e metalli preziosi, che possono costare anche centinaia di euro.

Come detto, si tratta di una sorta di trottola che si fa girare dando un piccolo colpo alle sue pale. L'obiettivo è quello di tenerla in funzione il più a lungo possibile, colpendola ripetutamente con destrezza.

L'obiettivo della loro creazione era quello di aiutare i bambini a concentrarsi di più. Ma non esistono ancora studi scientifici che ne chiariscano rischi e benefici.

«Questi giochi non sono stati creati da scienziati comportamentali con una profonda conoscenza della disabilità intellettiva, né sono stati realizzati da esperti in un laboratorio» si legge in un articolo di Live Science.

Più avanti si fa riferimento anche ad alcuni studi scientifici che hanno «confermato che il movimento può davvero aiutare gli studenti affetti da Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività. Gli scienziati pensano che il movimento aiuti i ragazzi a mantenere la concentrazione durante le attività».

Julie Schweitzer dell'Università della California ha scoperto che i bambini con questa patologia avevano risultati migliori nei test di attenzione se si agitavano sulla sedia e muovevano le gambe rispetto a quelli che stavano fermi. «Un altro studio pubblicato sul Journal Abnormal Child Psychology, ha scoperto che più i bambini con ADHD si muovevano meglio funzionava la loro memoria».

Tuttavia, la comunità scientifica sottolinea che giocare con un fidget spinner, che non richiede un'attività fisica molto intensa, potrebbe non portare agli stessi benefici rilevati negli studi.

«Dal momento che non esistono dati relativi all'utilizzo di questi giochi, non c'è un'evidenza che causino particolari danni, ma allo stesso tempo non si può confermare che abbiano alcun beneficio – sottolineano le pedagogiste Elena Urso e Elisabetta Rossini dello Studio di consulenza familiare Rossini-Urso –. Tuttavia, come per i tablet e altri tipi di giochi, sarebbe bene limitarne l'uso evitando di portarli in classe o di passare troppo tempo a giocarci».

Bisogna anche ridimensionare la portata di questo fenomeno: «Un po' come successe per il Tamagotchi, è molto probabile che sia solo una moda passeggera. Non c'è quindi bisogno di preoccuparsi eccessivamente».

«Le mie figlie ce l'hanno tutte e due – commenta Federico Tonioni, psichiatra e responsabile dell’ambulatorio per la psicopatologia web mediata della Fondazione Policlinico Gemelli di Roma – e io, prima di sapere che cosa fossero ho chiesto loro come facessero a studiare con questo strumento. Mi hanno risposto che le aiutava».

Per capire il fenomeno, bisogna fare un passo indietro. «Questa – riprende l'esperto – è l'era del multitasking. Siamo sempre portati a fare più cose nello stesso momento. Un po' come accade sui computer e sui tablet: le sollecitazioni sono continue.

Questo, si è visto, aumenta il livello di distrazione invece di facilitare la concentrazione».

C'è però da dire che è un processo a cui è impossibile sottrarsi e che è continuamente in atto: «Ad esempio, riceviamo mail e telefonate fuori dall'orario di lavoro, ma siamo costretti lo stesso a rispondere, anche perché gli altri si aspettano che noi lo facciamo».

Dobbiamo quindi fare i conti con nuovi modi di concentrarsi e di distrarsi. «In questo senso, i bambini sono diversi da noi. Se gli adulti si sono dovuti adattare alla rivoluzione tecnologica, i nativi digitali hanno imparato da subito ad apprendere, concentrarsi e memorizzare le cose anche attraverso i nuovi strumenti».

«Probabilmente anche molti disturbi dell'apprendimento sono rappresentativi di questa distanza tra le generazioni. Si basano cioè sulla discrepanza tra ciò che gli adulti si aspettano, partendo dal loro vissuto, e la situazione attuale, che è completamente diversa rispetto al passato».

È dunque necessario dare fiducia ai bambini. «Proviamo a fidarci di loro: se portano a scuola spontaneamente questi giochi, credo che sia perché li aiutano davvero».

Non bisogna dunque partire dal presupposto che li utilizzino per non stare attenti.

«Piuttosto, credo che sia un loro tentativo per concentrarsi di fronte a contenuti che gli vengono proposti in modo ancora molto vecchio dalla scuola. Un approccio che con loro, probabilmente, non è più efficace».

Il vero rischio non è il gioco in sé, ma le nuove forme si assenza genitoriale. «Il fidget spinner diviene un problema se lo utilizziamo come baby-sitter dei nostri figli e non come uno strumento di condivisione».

Tutte queste novità devono dunque essere accolte con favore: «Abbiamo l'occasione per sorprenderci, invece di reprimere ciò che invece è da considerare come un'evoluzione».

Pur concordando sul fatto che la scuola debba rinnovarsi, l'

esperto di orientamento scolastico Francesco dell'Oro non vede nei fidget spinner uno strumento positivo: «Non credo che un gioco del genere possa essere di aiuto alcuno per i ragazzi. Sarebbe invece più utile una rinnovata sensibilità pedagogica degli insegnanti. Infatti, è solo attraverso una relazione di qualità tra educatori e studenti che i talenti dei ragazzi, anche quelli più problematici, possono essere valorizzati».

Solo in questo modo, si potrà far fronte a una scuola che, come sottolineano gli ultimi dati dell'Istat «dà risultati pessimi in termini di numero di laureati e di abbandoni scolastici rispetto agli altri Paesi europei».

Источник: https://www.nostrofiglio.it/giochi/fidget-spinner-cosa-sono

Dipendenza da Videogiochi

Fortnite: passione o dipendenza? Il parere della pedagogista

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha inserito la dipendenza dai videogiochi, il Gaming Disorder, nell’ International Statistical Classifications of Diseases and Related Health Problems.

Il nuovo testo, che sarà in vigore dal primo gennaio 2022, contiene definizioni e codici per oltre 55 mila malattie e condizioni patologiche, e viene usato per uniformare diagnosi e classificazioni in tutto il mondo.

Gaming disorder, che cos’è?

Ma in che modo può essere riconosciuta la dipendenza da videogiochi, ma soprattutto come può essere definito questo disturbo? Per “gaming disorder”, infatti, si intende “una serie di comportamenti persistenti o ricorrenti legati al gioco, sia online che offline, manifestati da: un mancato controllo sul gioco; una sempre maggiore priorità data al gioco, al punto che questo diventa più importante delle attività quotidiane e sugli interessi della vita; una continua escalation del gaming nonostante conseguenze negative personali, familiari, sociali, educazionali, occupazionali o in altre aree importanti”. Affinché questo comportamento possa essere considerato morboso e, dunque, essere affetti da tale patologia, è necessario che il soggetto reiteri tali atteggiamenti per un arco temporale di almeno dodici mesi. Tuttavia, questo lasso di tempo può variare nel caso in cui i sintomi manifestati risultino più gravi e tutte le condizioni diagnostiche vengano riconosciute prematuramente dai terapisti in fase di analisi.

Fortnite e Lol i due videogames più seguiti e discussi

Fortnite è un videogioco on line sviluppato da Epic Games uscito nel 2017.

disponibile in tre distinte versioni di modalità di gioco che condividono lo stesso gameplay e motore di gioco, due dei quali hanno avuto gran successo per Epic Games, Uno è Fortnite Battle Royale è diventato un successo clamoroso, attirando oltre 125 milioni di giocatori in meno di un anno e guadagnando centinaia di milioni di dollari al mese, e da allora è diventato un fenomeno culturale, la modalità è ambientata su un’isola in cui 100 giocatori lottano per la sopravvivenza, si combatte tutti contro tutti fino a che ne resta uno solo. Attualmente è seguito da 200 milioni di utenti.

League of Legends è il famosissimo Moba (Multiplayer Online Battle Arena) sviluppato da Riot Games che, in questi ultimi anni, ha avuto un successo strepitoso. Il titolo free-to-play conta una community vastissima, soprattutto in Paesi come Cina o Giappone.

Il gioco si basa su delle partite online 5 vs 5 che spaziano dai 20 ai 60 minuti circa. Il gameplay è strutturato in un modo tale da richiedere la formazione di una squadra così da potersi coordinare al meglio per eseguire le diverse azioni di gioco. E’ un gioco di squadra.

Di conseguenza, per trovare una perfetta coordinazione, sono necessarie diverse ore di allenamento, soprattutto per coloro che competono ad alti livelli.

La parola a giovani giocatori con un’esperienza con Lol che dura da almeno tre anni:

“Oramai nel mio gruppo siamo tutti players) mi sono accorto che , spesso , esistono giocatori che trascorrono gran parte delle loro giornate giocando, c’è chi gioca molte ore a Lol, ma esce comunque, ha una vita sociale, mangia, dorme e si lava regolarmente e studia con costanza, ha solo una grande passione per il gioco.

C’è anche chi comincia a mangiare meno e più in fretta perché deve giocare, salta docce per fare più ranked la sera, va a dormire più tardi, esce meno di casa e smette di studiare perché deve farsi il platino, allora questa comincia ad essere dipendenza.


Un suo compagno di classe aggiunge: “La dipendenza viene creato dal sistema di matchmaking che , a mio parere , è creato apposta per questo : durante questi anni ho notato che , se mantieni un winrate molto alto , le probabilità di perdere al rank che ti meriti sono minime perché giochi con persone del tuo livello ed hai contro team anch’ essi del tuo stesso livello.

Se invece cominci a perdere, il sistema ti mette in coppia solitamente con gente che , di solito , va afk (abbandona il gioco) oppure ha dei brutti score perché, effettivamente, gioca male.

E impossibile vincere in questo modo: si vantano di aver creato un gioco competitivo ma per chi sta in low elo non è effettivamente così , è assolutamente ingiocabile perché è pieno di smurf che rovinano le tue partite e di persone a cui non interessa vincere siccome stanno al loro 20esimo account. Da qui inizia un enorme circolo vizioso: se perdi una partita dove credi di aver giocato bene , ovviamente , ne inizi un’ altra.”

La dipendenza si crea con le stesse strategie del gioco d’azzardo

Sta di fatto che nei videogame vengono utilizzate le stesse strategie del gioco d’azzardo: premi disseminati lungo la mappa per creare dipendenza e invogliare il gamer a continuare a giocare, per questo l’OMS ha inserito i videogiochi tra le patologie da curare.

Dei problemi che può creare la dipendenza dai videogiochi ne sono a conoscenza le stesse software house che li sviluppano. E che in realtà fanno ben poco per contrastare questi problemi. Anzi in molti casi invogliano i gamers a continuare a giocare utilizzando delle sottili strategie psicologiche.

Negli ultimi anni sono sempre più frequenti le loot box, le scatole premio disseminate lungo le mappe che permettono ai giocatori di ottenere qualcosa in regalo: armi, armature, oggetti collezionabili con cui cambiare il proprio aspetto nel gioco.

Per ottenere dei premi preziosi è necessario acquistare le scatole premium, che nascondono armi speciali e armature potentissime. Si tratta del fenomeno delle microtransazioni che va tanto di moda negli ultimi anni: i giocatori spendono piccole cifre per acquistare le armi più potenti.

Dopo il primo acquisto, però, diventa la normalità comprare altri oggetti per diventare sempre più forte e la cifra investita dal giocatore comincia a diventare consistente. In questi casi si può parlare di vera dipendenza: si comprano sempre più oggetti, si spendono sempre più soldi e si passano sempre più ore davanti al gioco per diventare più forte e sconfiggere i propri avversari.

I guadagni delle software house

Videogame come League of Legends o Fortnite sopravvivono proprio grazie alle scatole premio che gli utenti acquistano ogni giorno.

Si stima che questi videogiochi abbiano fatturato dal loro lancio più di un miliardo di euro, cifre equiparabili a quelle del gioco d’azzardo.

Si tratta degli stessi giochi che fanno parte del circuito degli eSport e che potrebbero entrare a far parte delle prove olimpiche (alle Olimpiadi di Parigi del 2026 ci potrebbero essere i primi tornei dimostrativi).

Источник: https://www.prometeomagazine.it/2020/09/02/dipendenza-da-videogiochi/

Gravidanza
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: