Flessibilità della maternità, come si presenta la domanda

Maternità obbligatoria: tutto quello che devi sapere!

Flessibilità della maternità, come si presenta la domanda

La maternità obbligatoria, ovvero il congedo di maternità, indica il periodo in cui la madre lavoratrice deve astenersi obbligatoriamente dal lavoro. Il periodo in questione può essere preceduto dalla maternità anticipata e seguito dal congedo parentale facoltativo.

A chi spetta la maternità obbligatoria?

Il congedo di maternità obbligatorio spetta a diverse categorie di lavoratrici. Vediamo quali (per semplicità espositiva abbiamo escluso i casi particolari):

  • lavoratrici dipendenti assicurate all’INPS (apprendiste, operaie, impiegate, dirigenti) che hanno un rapporto di lavoro in corso alla data di inizio del congedo;
  • disoccupate o sospese nel caso in cui il congedo di maternità sia iniziato entro 60 giorni dall’ultimo giorno di lavoro;
  • disoccupate o sospese che hanno diritto all’indennità di disoccupazione, alla mobilità oppure alla cassa integrazione;
  • lavoratrici agricole a tempo indeterminato ed alle lavoratrici agricole tempo determinato che nell’anno di inizio del congedo abbiano maturato almeno 51 giornate di lavoro agricolo;
  • colf e badanti che hanno 26 contributi settimanali nell’anno precedente l’inizio del congedo di maternità oppure 52 contributi settimanali nei due anni precedenti l’inizio del congedo stesso;
  • lavoratrici a domicilio;
  • lavoratrici impegnate su attività socialmente utili o di pubblica utilità;
  • collaboratrici a progetto, cosiddette cocopro.

Le lavoratrici autonome (artigiane e commercianti), le libere professioniste iscritte alle casse professionali e le libere professioniste iscritte alla gestione separata, hanno diritto all’indennità relativa alla maternità obbligatoria ma non sono tenute all’astensione effettiva dal lavoro.

Maternità obbligatoria: periodo di astensione

Il periodo di astensione dal lavoro e di corresponsione della relativa indennità riguarda:

  • 2 mesi precedenti la data presunta del parto (si calcolano senza includere la data presunta del parto);
  • eventuale periodo intercorrente tra data presunta e data effettiva del parto;
  • 3 mesi successivi al parto decorrenti dal giorno successivo alla data stessa.

Flessibilità del congedo di maternità

Ferma restando la durata complessiva del congedo di maternità, pari a 5 mesi, le lavoratrici possono usufruire della flessibilità del congedo:

  • astenendosi dal lavoro a partire dal mese precedente la data presunta del parto e nei 4 mesi successivi al parto;
  • lavorando fino al parto e astenendosi nei 5 mesi successivi alla nascita del bambino.

Per poter avvalersi di questa facoltà è necessario che il medico specialista ginecologo del Servizio Sanitario Nazionale ed il medico aziendale (se previsto per legge) certifichino che tale opzione non comporta pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro. Se in azienda non è prevista la figura del medico competente, è necessaria la dichiarazione del datore di lavoro che lo attesti.

Paternità obbligatoria 2020

Buone notizie per i papà, grazie alla Legge di Bilancio 2020. La paternità obbligatoria passa da 5 a 7 giorni da prendere entro i 5 mesi dalla nascita del bimbo e retribuito al 100%. In più viene concesso un giorno facoltativo comunque entro i primi 5 mesi ma in sostituzione di una giornata di congedo della madre e retribuito al 100%.

Quanto dura la maternità obbligatoria? http://bit.ly/1BfGmWJ via @6sicuro

Domanda maternità obbligatoria

Per avere diritto alla maternità obbligatoria, entro il settimo mese di gravidanza (è opportuno muoversi con un po’ di anticipo), la futura mamma deve presentare una domanda apposita al datore di lavoro e all’INPS che deve essere corredata da una certificazione medica che specifichi la data presunta del parto e il mese di gestazione.
La domanda può essere presentata esclusivamente in via telematica, ma ci sono tre opzioni:

  • online sul sito dell’INPS utilizzando il PIN dispositivo;
  • al telefono chiamando il numero 803164 gratuito da rete fissa oppure il numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico;
  • patronati, che provvederanno ad evadere la pratica in via telematica.

La nascita deve poi essere comunicata con l’autocertificazione entro 30 giorni, sia all’Istituto di Previdenza sia al datore di lavoro, al quale si dovrà anche comunicare se si intende riscuotere gli assegni familiari per il bambino e richiedere le detrazioni per carichi di famiglia.

Domanda di maternità obbligatoria presentata in ritardo

Se presenti la domanda in ritardo, dunque oltre il compimento del settimo mese, perderai l’assegno per tutto il periodo che incorre tra la data di scadenza della domanda e il momento in cui inoltrerai la domanda.

Facciamo un esempio. Presenti la domanda al compimento dell’ottavo mese, convinta che restando al lavoro tu non debba farne richiesta. Perderai un intero mese di congedo e anche il relativo assegno.

Questo significa che anche nel caso in cui decidi di fruire della flessibilità, restando al lavoro anche fino al parto, dovrai comunque fare domanda entro il settimo mese.

Retribuzione in maternità obbligatoria

Per quanto concerne le lavoratrici dipendenti e le parasubordinate, il trattamento economico erogato durante la maternità obbligatoria consiste in un’indennità economica giornaliera posta a carico dell’INPS pari all’80% della retribuzione media globale giornaliera del periodo di paga immediatamente precedente l’inizio del congedo, maggiorata dei ratei delle mensilità aggiuntive e degli altri elementi ricorrenti della retribuzione.
Le libere professioniste hanno invece diritto ad una indennità nella misura dei 5/12 dell’80% del reddito professionale dichiarato nel secondo anno antecedente alla data del parto.

Cosa accade in caso di interruzione di gravidanza?

La legge italiana considera l’interruzione di gravidanza che si verifica dopo i 180 giorni dall’inizio della gestazione, dunque oltre il sesto mese, un vero e proprio parto.

In questa malaugurata eventualità dunque, la mamma ha diritto ad astenersi dal lavoro per l’intero periodo di congedo di maternità, dunque per 5 mesi.

La lavoratrice ha inoltre diritto di avvalersi della facoltà di riprendere l’attività lavorativa.

Maternità obbligatoria in caso di adozione

Abbiamo tre casistiche diverse:

  • Adozioni o affidamenti nazionali. Il congedo di maternità spetta per i 5 mesi successivi all’effettivo ingresso in famiglia del bambino adottato o affidato preadottivamente;
  • Adozioni o gli affidamenti preadottivi internazionali. Il congedo spetta per i 5 mesi successivi all’ingresso in Italia del bambino adottato o affidato, ma il periodo di congedo può essere fruito, anche parzialmente, prima dell’ingresso in Italia del piccolo;
  • Affidamento non preadottivo. Il congedo spetta per un periodo di 3 mesi da fruire, anche in modo frazionato, entro l’arco temporale di 5 mesi dalla data di affidamento del bambino.

1. Sono disoccupata, posso fare la domanda per la maternità obbligatoria?

È possibile fare domanda solo se si percepisce l’indennità di disoccupazione, di mobilità oppure di cassa integrazione.La maternità obbligatoria spetta alle donne disoccupate o sospese nel caso in cui il congedo di maternità sia iniziato entro 60 giorni dall’ultimo giorno di lavoro.

Per il trattamento economico spetta una indennità pari al 80% della retribuzione media giornaliera calcolata considerando la retribuzione del mese precedente l’inizio della sospensione o della disoccupazione.

Источник: https://infonotizianews.it/news/maternita-obbligatoria-cosa-sapere/

Flessibilità maternità obbligatoria per 5 mesi dopo il parto: circolare INPS

Flessibilità della maternità, come si presenta la domanda

L’INPS ha rilasciato la Circolare 148 del 12 dicembre 2019 con la quale recepisce la possibilità di optare per la maternità obbligatoria per cinque mesi dopo il parto introdotta nella scorsa Legge di Bilancio. Si amplia quindi il ventaglio delle possibilità offerte alle lavoratrici in gravidanza circa le tempistiche di fruizione dei 5 mesi di congedo obbligatorio a cavallo del parto.

Infatti, l’ordinaria regola prevede che la lavoratrice in maternità può godere del congedo di maternità 2 mesi prima e 3 mesi dopo la data presunto del parto.

Grazie alla maternità flessibile è consentito lavorare fino all’ottavo mese di gravidanza per poi fruire di 4 mesi di congedo dopo la data presunta del parto ed ora anche fino al nono mese per poi fruire di 5 mesi di congedo dopo il parto.

Questa opportunità, concessa a decorrere dal 1° gennaio 2019, è ammessa purché si verifichino alcune condizioni esplicitamente illustrate dall’INPS. Vediamo cosa c’è da sapere.

Congedo di maternità obbligatorio: disciplina

La norma che disciplina il congedo di maternità è l’articolo 16 del D. Lgs 151/2001 (TU maternità e paternità).

Leggi anche: Congedo di maternità obbligatorio: come funziona, domanda INPS e novità

L’articolato dispone espressamente nel testo originale che è vietato adibire al lavoro le donne:

  • durante i due mesi precedenti la data presunta del parto;
  • ove il parto avvenga oltre tale data, per il periodo intercorrente tra la data presunta e la
  • data effettiva del parto;
  • durante i tre mesi dopo il parto;
  • durante i giorni non goduti prima del parto, qualora il parto avvenga in data anticipata rispetto a quella presunta.

Maternità obbligatoria per cinque mesi dopo il parto: novità Legge di Bilancio 2019

Come detto in premessa la Legge di Bilancio 2019 ha aggiunto al predetto art. 16 il comma 1.1 che comporta la facoltà per le lavoratrici gestanti di fruire di tutti i 5 mesi di congedo di maternità a partire dal giorno successivo al parto.

A tal fine, però, è necessario che il medico specialista del Servizio sanitario nazionale (SSN) o con esso convenzionato attesti che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro. Ove presente, è necessaria anche l’autorizzazione del medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro.

Tale documentazione deve essere acquisita dalla lavoratrice nel corso del settimo mese di gravidanza.

Rinvio e sospensione

È preclusa la possibilità di sospendere e rinviare il congedo di maternità per il ricovero del minore in una struttura pubblica o privata. Infatti, non consentirebbe di rispettare il limite temporale dei cinque mesi entro cui fruire del congedo di maternità.

Interdizione anticipata e posticipata

L’interdizione dal lavoro per gravi complicanze della gravidanza o persistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza, è compatibile con la facoltà di astenersi dal lavoro esclusivamente dopo l’evento del parto, purché i motivi alla base della predetta interdizione cessino prima dell’inizio del congedo di maternità ante partum.

Diversamente, l’interdizione dal lavoro per condizioni di lavoro o ambientali pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino e quando la lavoratrice non possa essere spostata ad altre mansioni, non risulta compatibile con la novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2019, in quanto non è possibile riprendere l’attività lavorativa fino alla conclusione dell’interdizione prorogata.

Leggi anche: Maternità anticipata per lavoro o gravidanza a rischio: cosa c’è da sapere

Flessibilità maternità obbligatoria: cosa succede in caso di malattia

L’insorgere di un periodo di malattia prima dell’evento del parto comporta l’impossibilità di avvalersi dell’opzione prevista dalla Legge di Bilancio 2019. Ciò in quanto ogni processo morboso in tale periodo comporta un “rischio per la salute della lavoratrice e/o del nascituro”, superando di fatto il giudizio medico.

Quindi, il certificato di malattia eventualmente prodotto non produrrà alcun effetto ai fini della tutela previdenziale della malattia.

Ne consegue che, dal giorno di insorgenza dell’evento morboso, la lavoratrice gestante inizia il proprio periodo di congedo di maternità e le giornate di astensione obbligatoria non godute prima si aggiungono al periodo di congedo di maternità dopo il parto.

Flessibilità maternità obbligatoria per 5 mesi dopo il parto: circolare INPS: come fare domanda

La scelta di avvalersi della facoltà di astenersi dal lavoro esclusivamente dopo l’evento del parto ed entro i 5 mesi successivi allo stesso deve essere effettuata mediante domanda telematica:

  • autonomamente dal lavoratore nell’area riservata dell’INPS con PIN dispositivo;
  • tramite contact center INPS;
  • tramite patronato.

La domanda di maternità deve essere presentata prima dei due mesi che precedono la data prevista del parto; e comunque mai oltre un anno dalla fine del periodo indennizzabile.

Источник: https://www.lavoroediritti.com/leggi-e-prassi/maternita-obbligatoria-per-cinque-mesi-dopo-il-parto

Gravidanza
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