Fa i capricci per vestirsi? Cosa fare

Quando far vestire i bambini è un dramma: i miei 5 trucchi

Fa i capricci per vestirsi? Cosa fare

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La mattina è già difficile alzarsi presto, abbiamo sempre i minuti contati e una giornata davanti densa di impegni, dunque iniziare con pianti, urla e contrattazioni non è proprio ciò che vorremmo.

Ci sono dei trucchi che possiamo mettere in atto per aggirare il litigio mattutino sul tema “vestiti per bambini”?

Sì! Non posso assicurarti che stanno per cambiare la tua vita, ma spesso funzionano, dunque tentar non nuoce.

Perlerò al femminile, perché io ho un'esperienza più recente con la bimba, ma puoi mutuare i consigli

1. Le contrattazioni si fanno quando siamo sereni e felici

uno degli stratagemmi è stabilire delle regole insieme.
Questo non si può fare la mattina quando siamo in ritardo e siamo tesi perché scuola e lavoro ci attendono.

Prenditi uno spazio in un momento in cui c'è intesa e armonia fra te e tua figlia: questo in genere accade quando ti dedichi a fare delle cose con lei (una passeggiata, un gioco, leggere un libro insieme…), quando le stai prestando tempo e ascolto.

Quello è il momento per stabilire alcuni paletti su cosa accade la mattina al momento di vestirsi.

2. I giorni della libertà di vestirsi

Un primo trucco è quello di stabilire con lei che, ad es., il sabato e la domenica sono i giorni in cui lei può scegliere come vuole vestirsi. Il resto della settimana invece decide mamma.
Quando sceglie lei devi essere molto attenta a rispettare le sue scelte (che includono anche di mettersi la gonna estiva di lustrini a novembre…).

3. Se, qualsiasi scelta fai, comunque lei trova il pretesto di litigare… il problema non sono i vestiti

Mi sono accorta che ci sono volte in cui parte il capriccio qualsiasi cosa io faccia.

Succede soprattutto quando è il momento di vestirsi e spesso è legato a quello che scelgo, ma ho capito che quando succede non c'entrano i vestiti, in genere c'è altro.

Il più delle volte è il segnale che lei è stanca e non sta dormendo a sufficienza, magari è un periodo intenso con più attività fisica o più impegni.

In quei casi devo contenere i danni e ricordarmi di fare in modo che vada a dormire molto presto la sera.
A volte il problema non è il sonno, ma semplicemente il suo modo di esprimere la frustrazione per il fatto che non passo abbastanza tempo con lei, che non le dedico abbastanza attenzione… un po' un modo per farmela pagare.

4. I vestiti caldi d'inverno

Con la bella stagione è più facile alzarsi presto e il sole fuori rende le cose spesso più semplici. Ma d'inverno… una delle cose che funziona molto bene per noi è mettere i vestiti sul termosifone. Quando sperimentano il piacere del tessuto caldo sulla pelle la mattina presto, quello spesso è un incentivo a indossare quello che c'è sul termosifone.

5. Far scegliere a loro

Arriva una fase in cui fare shopping per loro è molto difficile: non azzecchi mai il capo che li farà innamorare.

Mio figlio ha avuto una lunga fase così per le scarpe: se non le sceglievo con lui, rischiavo di doverle regalare senza che le avesse mai indossate.

Una delle cose che fa arrabbiare me è quando continua a indossare cose ormai piccole e consunte e non vuol mettere i capi che le ho appena acquistato.

Ho capito che i bambini che sono in questa fase hanno le idee molto chiare su ciò che piace loro, dunque il trucco è fare lo shopping insieme.

Se la cosa è troppo difficile (portarli in giro è uno stress o non è compatibile con gli impegni di tutti) io ho trovato l'escamotage fantastico di acquistare capi che loro possono guardare e scegliere on line.

L'idea di guardarli su un tablet a loro piace più che a noi.

Quando niente funziona..

Ci sono circostanze in cui le sperimenterai tutte: far parlare i vestiti come fossero animati, scegliere insieme i capi la sera, stabilire le regole… ma poi quando arriva il mattino loro cambiano idea e niente funziona… non ci sono trucchi che tengano.

Quando questo accade ricorda 2 cose:

  1. primo: cerca di capire se il tema del rifiuto/capriccio/ostruzionismo non sia il suo modo per dirti che non è contento di qualcosa, che è spaventato (dalla giornata che l'attende, da un periodo di cambiamento che sta vivendo, da qualche novità che non capisce se può recargli danno…), se è un modo per ritagliarsi la tua attenzione e il tuo tempo. Se capisci che è una di queste cosa può aiutarti ad agire dove il problema risiede davvero.
  2. Secondo: ricorda questo mantra “è una fase… passerà!” i bambini hanno delle fasi, a volte è davvero difficile codificare le ragioni di una loro fissazione e dopo averle provate tutte, bisogna spostare l'attenzione e ricordarsi che le fasi passano e forse possiamo semplicemente attendere che questo accada…

Terranova Kids: consigli di stile a portata di bambini

Quest'inverno vi abbiamo parlato in più di un'occasione di un brand di abbigliamento per bambini che abbiamo conosciuto da vicino e che ci è molto piaciuto: Terranova.

Dopo aver visitato l'azienda e aver approfondito i loro valori e la loro filosofia siamo state entusiaste di parlarvene perché è un brand italiano, conosciuto in tutto il mondo, che coniuga: stile modaiolo e varietà, prezzi accessibili, qualità e sicurezza dei capi e rispetto di chi lavora nell'azienda e per l'azienda. Non sono cose da poco.

I capi Terranovakids oltre ad essere disponibili nei punti vendita, sono disponibili su un ecommerce molto completo, un modo per fare il check con i bambini su quello che a loro piace o non piace e per comprare senza stress.
I nostri lettori hanno a disposizione un codice promo per la spedizione gratuita da usare sino a fine marzo.

La collezione primaverile di Terranova è un inno alla solarità della stagione entrante ed ha il titolo “Here comes the sun” perché esprime tutta la gioia e l’energia della natura che esplode.
Tessuti morbidi e leggeri, denim e cotone, fantasia a righe e floreale sono alla base della collezione sempre accompagnati tanti capi basic-style immancabili e perfetti per completare qualsiasi look .

Ecco i must have della stagione… ma mi raccomando, prima fate la prova tablet con i bambini!

 Must have Spring 2016 per le bambine (taglia 2-13 anni)

  • la salopette in denim
  • I pantaloni a motivi floreali
  • t-shirt romantiche con inserti in pizzo, farfalle stampate e dettagli plissé
  • il giubbino di jeans con inserti in pizzo
  • gli shorts sempre in denim e profilati in pizzo

Must have Spring 2016 per i bambini (2-13 anni)

  • felpa e t-shirt ispirate agli sport
  • pantalone e jeans baggy
  • giubbino in denim e felpa grigia
  • giubbino mimetico

Tuo figlio e tua figlia con quali capi sono in fissa? Quali scene apocalittiche accadono a casa vostra la mattina?
Condividi con noi i loro gusti e le tue strategie per contenere far fronte alla crisi “mi vesto da sola”.

di Barbara Siliquini

in collaborazione con Terranovastyle.com

Источник: http://www.genitorichannel.it/vita-famiglia/5-trucchi-per-far-vestire-i-bambini.html

È giusto che i bambini scelgano da soli che cosa indossare?

Fa i capricci per vestirsi? Cosa fare

In uno dei suoi libri, la psicologa infantile Rosa Jove spiega che la maggior parte dei genitori vuole che i propri bambini diventino degli adulti indipendenti, sani e in grado di prendere le decisioni giuste.

Tuttavia, a volte sono proprio loro a non permettergli di essere come vogliono e quindi ci domandiamo: è giusto che i bambini scelgano da soli che cosa indossare? Sperimentare fa sempre bene, soprattutto se possono contare sul vostro sostegno e sui vostri consigli.

Quando avevo 9 anni, ho avuto la prima discussione con mia madre, perché non volevo mettermi i vestiti che aveva scelto per me. La faccenda si sarebbe risolta facilmente se mia madre avesse capito che quella richiesta era la voce di una bambina che chiedeva indipendenza.

Quell’episodio fu una vera tragedia. Entrambe lottavamo per imporre la nostra opinione. Mia madre, senza saperlo, iniziava a lottare con un’adolescente e non lo capiva. Io nemmeno sapevo che il capriccio dei vestiti era, per me, una piccola conquista.

Adesso le cose sono cambiate, i bambini hanno una voce e un voto sin da piccoli. Vengono ascoltati e le loro opinioni rispettate per quanto riguarda questioni come che cosa usare e, piano piano, i genitori capiscono che possono cedere su decisioni come i vestiti da indossare.

Ho una cugina che si chiama Fabiana e che sa che cosa le piace indossare sin da quando aveva 5 anni.

Sceglie i colori e i modelli che le piacciono e, come la maggior parte dei bambini, ha una maglietta preferita che non vuole smettere di usare; tra le sue preferenze ci saranno di sicuro il tutù rosa o il costume da supereroina. Lasciate che li usino, di certo il mondo non finirà per questo.

Tra poco Fabiana compirà 7 anni e ha già dei gusti molto decisi, sua madre sa che cosa comprarle e rispetta le sue preferenze. Lo fa soprattutto perché lei continua ad essere una bambina e le sue tendenze non sono orientate a essere o a sembrare, attraverso i suoi vestiti, una persona che non è.

Stabilite delle regole chiare e non dimenticatevi che, soprattutto, avete a che fare con un bambino. La psicologa Rosa Jove consiglia di ricordarsi sempre che i bambini devono potersi sporcare mentre giocano e quindi dovete fornire loro i vestiti giusti, invece di rimproverarli per cosa si mettono.

Consigli utili quando bisogna scegliere i vestiti

Permettere ai vostri bambini di scegliere che cosa indossare e di prendere delle decisioni sul loro aspetto, offre molti vantaggi per il loro sviluppo: si sentono più rispettati e valorizzati, il che li aiuta a migliorare sia la fiducia in se stessi che quella in voi. Inoltre, ciò li aiuterà a rafforzare la loro personalità e a renderli più autonomi.

“I bambini sanno bene che cosa vogliono, sono loro a scegliere i vestiti”, ha dichiarato il disegnatore catalano Custo Dalmau.

Siamo d’accordo, ciò che dice è proprio vero, solo che, come sempre nella vita, bisogna andarci piano.

Una cosa è che il bambino abbia la sua opinione e che i suoi gusti vengano rispettati, e un’altra è che una bambina di 5 anni, per esempio, si senta una guru della moda.

L’ideale è che vostro figlio sperimenti, che si senta in grado di prendere le proprie decisioni e che le prenda senza pressioni ma, soprattutto, che in qualsiasi momento della sua vita sappia che può contare sulla guida e sul sostegno dei propri genitori, per potersi godere la libertà di scegliere, di esplorare, di provare e di sbagliare in un ambiente sicuro.

I vantaggi di scegliere i vestiti da soli

È importante capire che voi, come madri e come padri del bambino, dovete controllare le sue scelte e spiegare le norme sociali o le necessità climatiche che rendono un capo adatto o meno.

Dentro questi limiti, offritegli diverse possibilità che si adattino ai suoi gusti, così che abbiano la libertà di scegliere i vestiti, le scarpe e gli accessori che useranno quel giorno.

Inoltre, dovete sapere che permettere a un bambino di scegliere i suoi vestiti e di prendere delle decisioni sul suo aspetto, offre molti vantaggi per la sua crescita: si sente più rispettato e valorizzato, perché acquista fiducia in se stesso e anche nei suoi genitori.

Inoltre, la sua personalità prende forma, diventa più autonomo e lo aiuta a prendere le prime piccole decisioni, il che sarà utile in futuro per consolidare le sue esperienze e a imparare a essere determinato.

Источник: https://siamomamme.it/bambini/bambini-scelgano-soli-cosa-indossare/

3 capricci dei bambini MOLTO COMUNI e come gestirli

Fa i capricci per vestirsi? Cosa fare

Vuole continuare a guardare la tv. Al mattino non si fa vestire e fa un sacco di storie per prepararsi. Oppure rifiuta il cibo. Questi sono tre dei capricci più diffusi tra i bambini di 3-7 anni. I consigli pratici su come gestirli dagli autori del nuovo libro “Smettila di fare i capricci”, edito da Mondadori

Vuole continuare a guardare la tv anche se dovrebbe essere a letto già da un pezzo. Oppure: a cena non vuole mangiare nulla di quello che gli hai preparato o ci mette ore per finire. O ancora: al mattino non si vuole vestire, non si decide su quello che deve mangiare a colazione e siete perennemente in ritardo…

È probabile che anche tu in una di queste situazioni abbia rischiato di andare in tilt, di perdere la pazienza e di scivolare inavvertitamente nelle due ipotesi sotto.

  1. Hai mollato la presa e hai lasciato perdere. Te ne sei andato di là con il tuo bagaglio di rassegnazione e ingoiando il boccone hai detto: “Ma fa un po' come vuoi! Arrangiati! Sono stufo di tutta questa storia…. Vedi di calmarti, vestirti e io esco, ti aspetto di sotto….”
  2. Hai iniziato a sentire il sangue ribollire, sei arrabbiatissimo, non capisci perché tutte le volte non ti ascolta, non sai come fare e non gestisci l'impulso frenetico: “Adessoooo bastaaaaaa!!!! Smettilaaaaa!!! Ne ho abbastanza di te! Infilati questa benedetta maglietta e muoviti! Stasera scordati la tv e oggi pomeriggio niente gelato!!!”. Ecco che impietose possono scappare urla, sgridate, punizioni, sberle e sculacciate.

In entrambi i casi non otterrai nulla di positivo. Forse tuo figlio si adatterà alla situazione, ma come si sarà sentito? Cosa avrà imparato? La stima e la solidità del vostro rapporto avrà acquistato o perso punti?

Qual è il vero problema oggi dei genitori?

Il problema è che spesso non conosci alternative: non vorresti punirlo ma non sai cos'altro fare, non vorresti arrabbiarti ma non sai come mantenere la calma, vorresti che mangiasse e nello stesso tempo vorresti rispettare i suoi bisogni ma non sai da che parte iniziare.

La bella notizia è che, anche se nessuno finora te lo ha mai detto, è possibile dare regole, limiti, educare alle buone maniere senza capricci e litigate, senza minacciare la qualità della relazione e il tuo ruolo, senza rischiare di far sentire tuo figlio incompreso, non amato e poco ascoltato.

Ecco di seguito alcuni suggerimenti pratici per risolvere nel migliore dei modi le situazioni più comuni dove si annidano i capricci e le lotte di potere.

PRIMO CAPRICCIO: vuole continuare a guardare la tv

Per prima cosa domandati sempre: Perché non la vuole spegnere la tv? Tutti i bambini hanno sempre una motivazione seria, sincera e importante per comportarsi in un certo modo. A volte noi adulti la banalizziamo e da qui nascono i problemi.

Il primo passo è invece sempre quello di metterci nei suoi panni e domandarci il motivo del suo disappunto o del suo disagio.

Nel caso della tv per esempio può essere che voglia farti innervosire per attirare la tua attenzione o che la televisione gli stia servendo per compensare dei vuoti affettivi o dei momenti di solitudine perché sta poco con te e, quando ci sta, tu a volte sei impegnato a pensare ad altro.

Oppure ancora sta usando la tv per rilassarsi e magari non si è ancora rilassato abbastanza (molti bambini poco abituati a liberare le tensioni della giornata attraverso il contatto con la natura, il gioco, le coccole, utilizzano la televisione). Ecco le soluzioni:

  • Anticipa il bisogno e trasmettigli un senso di abbondanza. Finché non risolvi la motivazione, è inutile privarlo del suo strumento di compensazione. Cercherà di farlo ancora di più. Diventa utile anticipare il suo bisogno invitandolo noi per primi a guardare la tv per esempio prima di cena e dirgli che può guardarla tranquillo. Quando sarà ora di spegnere è importante fargli percepire un senso di comprensione e abbondanza: “Tra un pochino è ora di spegnere, ma adesso guardala ancora! Ti piace questo cartone?”. Dopo un pochino: “Adesso è proprio ora di spegnere…. Che peccato vero? Finisci l'episodio e poi andiamo di là”. Sentendo una modalità più morbida e comprensiva, tuo figlio sarà molto più disponibile e non entrerà in quel meccanismo per cui se una cosa non la puoi avere la cerchi ancora di più.
  • Fai il possibile per colmare il suo vuoto affettivo. Se avesse alternative alla televisione, la utilizzerebbe molto meno. L'alternativa migliore è il rapporto che puoi costruire con lui, abituandolo a comunicare con te, a fare le cose insieme a te e non solo giocare ma anche aiutarti a cucinare, a riordinare. Il tutto funziona se fatto divertendosi!
  • Crea più momenti di gioco e condivisione. Fai il possibile per trovare momenti in settimana in cui puoi ricaricarti di energie così da arrivare a casa con maggior predisposizione e disponibilità. Ti aiuteranno per giocare un po' di più con lui, per inventarti nuove attività da fare insieme, per gestire i lavori di casa insieme a lui che a suo modo sta collaborando (con le cose che cadono, il pavimento che si sporca, con lui che è più lento di te a pelare le patate, ecc.).
  • Abbi pazienza e non demordere. Il grande pericolo per te sarà quello di non vedere il giorno dopo la situazione trasformarsi e quindi lasciar perdere. Noterai da subito i primi risultati ma il vero cambiamento arriva nel tempo. Armati di pazienza e persevera.

SECONDO CAPRICCIO: non vuole mangiare

  • Riempi meno il piatto. La capienza dello stomaco di tuo figlio è inferiore alla tua. Eviti un sacco di problemi se gli riempi meno il piatto (per i bis c'è sempre tempo). Siamo una società di individui iperalimentati: se tuo figlio mangia la giusta quantità che gli richiede il suo organismo, anche se a te sembra poco, apprezzalo e impara da lui…
  • Chiediti quale può essere la sua motivazione profonda, evita i preconcetti. Forse non ha più fame, forse preferisce andare a giocare, forse non gli piace davvero quel tipo di condimento, forse ha instaurato fin dall'inizio un cattivo rapporto con il cibo in seguito a uno svezzamento forzato, troppo tardivo o prematuro ecc.

    Anche in questo caso è essenziale risalire alla vera motivazione e risolvere quella. Noi in questo modo abbiamo risolto moltissime situazioni difficili, sia con bambini che si rifiutavano di mangiare sia con bambini che non smettevano di ingurgitare cibo.

  • Forse vuole attirare la tua attenzione.

    I bambini oggi hanno bisogno di molta attenzione: non perché siano dei principini viziati, ma perché quelle che ricevono sono poche o frettolose rispetto ai loro bisogni. È facile quindi che il momento del pasto (a cui tu tieni molto) diventi una facile arma per ricevere attenzioni e tempo, oltre che un modo per scaricare le loro tensioni.

    Ricorda: se migliori la qualità del tempo che trascorri con lui, avrà meno occasioni di sollecitare il tuo interesse a tavola.

  • Se non si tratta di episodi sporadici bisogna risalire al rapporto con la madre e risolvere quello, se necessario. Il primo nutrimento lo riceviamo tutti all'interno del corpo materno.

    Spesso segue l'allattamento al seno materno e per istinto il bambino collega l'accoglienza, l'affettività e il calore al cibo. Quando questi aspetti nel rapporto con la mamma sono compromessi, ecco che lo è anche quello con il cibo. Migliorando il rapporto con la figura materna, si risolve spesso il rapporto con il cibo, se è questa la causa all'origine.

  • Non dimenticarti di considerare sempre il valore dell'esempio: se ti mostri schizzinoso, particolarmente rigido o particolarmente goloso, perennemente affamato o con lo stomaco chiuso, ricorda che tuo figlio ti farà da specchio.

TERZO CAPRICCIO: al mattino non si vuole preparare

Ecco qui i quattro passi che abbiamo usato (e che ci hanno salvato la pelle) negli anni in cui avevamo dai 4 ai 7 bambini in affido familiare da svegliare insieme la mattina per portarli a scuola.

Passo 1: Considera meglio i tempi.

All'inizio potrà non piacerti molto l'idea, ma spuntare la sveglia mezz'ora o un'ora prima ti farà scoprire che un'ora di sonno in meno non ti cambia la vita e migliora la qualità del tempo che hai a disposizione per gestire con calma le tue esigenze e quelle di tuo figlio. Avere più tempo per svegliare tuo figlio con qualche coccola in più, per fare colazione con calma, per giocherellare mentre ci si veste e riuscire a gestire le sue obiezioni con il sorriso non può portare altro che benefici.

Passo 2: Fai il possibile per gestire la tua reazione. Se senti che stai per cedere al nervosismo, fai qualche respiro profondo, accogliti e recupera la tua neutralità.

Solo se mantieni l'equilibrio puoi gestire velocemente e brillantemente la situazione senza cadere nella trappola delle urla e delle lotte di potere.

E non dimenticarti di accogliere anche sempre le emozioni di tuo figlio, di ascoltarlo anche se è arrabbiato e di prendere sul serio le sue motivazioni.

Passo 3: Vai alla motivazione profonda e risolvi quella. Ancora una volta fai il possibile per renderti conto che il vero motivo della tua rabbia o del tuo sconforto non è tuo figlio o la situazione che si è venuta a creare, ma la ferita aperta dentro di te che per qualche motivo è tornata a sanguinare.

Passo 4: Sei tu il genitore e sei tu la guida. Se ti infili nella strada senza ritorno di quei figli che possono scegliere a che ora alzarsi, che possono scegliere fra 20.

000 vestiti, che possono tuffarsi nell'armadio e tirare fuori quello che vogliono, che possono spendere mezz'ora per scegliere fra dieci tipi di corn flakes, dieci tipi pane e di marmellata o quattordici tipi di brioche, come pensi di uscirne vivo? Impossibile!

Prendi in mano le redini della situazione prima ancora di andare a svegliare tuo figlio e sii consapevole di tutto quello che deve succedere: sveglia, coccole, bagno, colazione con pane x e marmellata y, vestirsi con maglietta x e pantaloni y, uscire di casa.

Se sei tu a guidarlo con empatia e dolcezza (non significa “imporsi”) il gioco è fatto: tuo figlio ti segue sereno, non si creano stress, ogni cosa va come deve andare, lui sente la tua sicurezza e la assorbe da te come una spugna.

Forse ti servirà un po' di tempo per scardinare le vecchie abitudini che hai appiccicate addosso ma che non ti hanno aiutato a risolvere definitivamente le lotte di potere quotidiane.

Se ti concedi il tempo e l'elasticità necessari a questo scopo scoprirai anche tu la meraviglia che si nasconde dietro all'opportunità di educare figli sereni e di crescere anche noi insieme a loro.

Infine, ti salutiamo ricordandoti che…

Vogliamo come prima cosa che tu stia bene e non solo perché questo fa stare bene i tuoi figli come diretta conseguenza, ma anche perché tu sei importante.

Tuo figlio è tuo figlio e tu sei tu.

Un giorno lui sarà grande, farà la sua strada e tu resterai con te stesso, felice del tuo passato e dei frutti raccolti, oppure frustrato per aver raccolto poco, per aver fatto tanta fatica e per non essere riuscito a goderti gli anni migliori, non solo per il lavoro che magari non è il massimo, non solo per i mille impegni, non solo per la mancanza di tempo libero ma anche perché non sei riuscito a ricavare il meglio dal rapporto con i tuoi figli.

Questo non ce lo possiamo permettere. Vale la gioia fare di tutto per ottenere il meglio e il massimo. C'è sempre tempo per diminuire le proprie attese e le proprie speranze.

Le nuove generazioni dei nostri figli sono tutt'altro che mediocri e di certo non si scelgono genitori inferiori alle loro aspettative.

Quindi anche tu hai già dentro di te tutto quello che ti serve per essere all'altezza di quello che tuo figlio ti richiede per crescere.

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bambino/psicologia/3-capricci-dei-bambini-molto-comuni-e-come-gestirli

Gravidanza
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