Epistassi nei bambini

Epistassi

Epistassi nei bambini

L’epistassi (sangue dal naso) è un fenomeno molto comune durante l’infanzia, tanto che vostro figlio o vostra figlia quasi certamente avrà almeno un episodio (e forse molti) di epistassi durante i primi anni di vita.

Cosa causa l’epistassi

L’epistassi si verifica di solito per la rottura di piccole vene situate nella parte anteriore del setto nasale (la lamina cartilaginea e ossea che separa le due cavità nasali), detta “locus valsalvae”, una zona particolarmente esposta sia a piccoli traumi (dita nel naso), sia all’azione meccanica e disidratante dell’aria.  La fragilità di quest’area aumenta in alcune  situazioni:

  • raffreddori e allergie;
  • traumi o corpi estranei nel naso;
  • aria troppo secca o vapori irritanti
  • clima caldo ed esposizione al sole, che favoriscono la dilatazione delle vene nasali
  • applicazione scorretta di spray nasali cortisonici (rivolgendo lo spruzzo verso il sito nasale)

Altre cause, molto meno frequenti, possono essere:

  • malformazioni della struttura interna del naso;
  • polipi nasali e altri fenomeni proliferativi della mucosa nasale;
  • anomalie della coagulazione, sia congenite (cioè presenti dalla nascita), sia acquisite (ad esempio da farmaci, come l’acido acetilsalicilico);
  • ipertensione (pressione del sangue elevata).

Come si manifesta

L’epistassi si manifesta con modalità diverse:

  • il sanguinamento può avvenire all’improvviso, anche nel sonno. Altre volte può essere scatenato da unasoffiata di naso particolarmente vigorosa o dal dito nel naso;
  • il sanguinamento può variare da forme molto lievi e di breve durata ad altre molto abbondanti e prolungate, talora richiedenti il tamponamento da parte del medico;
  • al sanguinamento visibile per la fuoriuscita dalle narici si aggiunge uno scolo di sangue almeno altrettanto abbondante all’indietro; questo sangue, che spesso continua ad uscire anche quando dalle narici l’emorragia sembra essersi arrestata, viene deglutito, e talora vomitato, provocando spesso ulteriore spavento;
  • una volta verificatasi, spesso l’epistassi tende a ripresentarsi più volte in poco tempo, sia perché il bambino torna a “stuzzicare” il coagulo appena formatosi, sia perché il naso viene soffiato poco dopo il primo sanguinamento;
  • molte volte l’epistassi si ripete sempre dallo stesso lato. Il fatto che si verifichi da ambedue i lati deve sempre indurre a maggiore attenzione, in quanto potrebbe essere spia di una situazione generale (ipertensione, anomalie della coagulazione).

Cosa fare in caso di epistassi

  • Fate stare il bambino seduto e inclinato in avanti, in modo che non deglutisca il sangue. Prendete una bacinella, in cui egli possa sputare il sangue che sente in gola. Fategli soffiare bene. forte il naso.
  • Stringete bene, a pinza, tra pollice e indice, le narici del bambino (la parte molle del naso), per almeno 5-10 minuti. Non mollate la presa fino a che non sono passati! Durante questo tempo, dite al bambino di respirare con la bocca, e rassicuratelo;
  • Se il sanguinamento non si è fermato dopo 10 minuti, riprovate per altri 10 minuti, eventualmente inserendo prima nelle narici un tampone di ovatta imbevuto di acqua ossigenata

Cosa non fare

  • Non applicate panni freddi sulla fronte, sulla nuca o sotto il labbro superiore; non servono.
  • Non premete sulla parte ossea, dura, del naso.
  • Il sangue deglutito è irritante per lo stomaco. Non agitatevi se succede che il bambino lo vomita.
  • Non somministrate farmaci a base di acido acetilsalicilico: allungano il tempo di sanguinamento, anche per una settimana dopo la loro assunzione.

Come prevenire l’epistassi

  • Applicate due volte al giorno un po’ di vasellina sulla parete centrale del naso (il setto nasale): serve a ridurre la secchezza e l’irritazione.
  • Se l’ambiente è troppo secco, e vostro figlio non è allergico agli acari, utilizzate un umidificatore per aumentare il grado di umidità ambientale.
  • Se il bambino porta spesso le dita al naso, cercate di aiutarlo ad perdere questa abitudine, o almeno a rendersene conto. Fate in modo di mantenergli le unghie corte, tagliandole settimanalmente.
  • Evitate la somministrazione di farmaci a base di acido acetilsalicilico (allungano il tempo di sanguinamento, anche per una settimana dopo la loro assunzione).
  • Se il bambino ha una rinite allergica, trattarla, ad esempio, con un farmaco antistaminico, potrebbe aiutare a risolvere il problema del sanguinamento.
  • Se il bambino utilizza uno spray nasale cortisonico, inserite il beccuccio erogatore nella narice inclinandolo leggermente verso l’esterno, cioè verso l’orecchio dello stesso lato, e non verso il sito nasale

Quando consultare il medico

Consultate il medico immediatamente se:

  • la pelle presenta macchie emorragiche non causate da traumi;
  • il bambino perde inspiegabilmente sangue anche dalla bocca o dalle gengive;
  • il bambino è svenuto o ha le vertigini alzandosi in piedi;
  • la perdita di sangue è stata molto abbondante;
  • il bambino sembra stare molto male.

Consultate il medico, in orario di ambulatorio, se:

  • il bambino ha perso una quantità di sangue considerevole;
  • il bambino ha meno di un anno;
  • il sanguinamento fatica ad arrestarsi nonostante la procedura corretta per tamponarla;
  • nella vostra famiglia vi sono o vi sono stati casi di facile sanguinamento;
  • avete qualsiasi dubbio o preoccupazione da chiarire.
  • il sanguinamento interessa ambedue le narici

Consultate il medico successivamente se:

  • anche dopo il secondo tentativo di arrestare l’epistassi, il sanguinamento continua;
  • le epistassi si ripetono tutti i giorni nei giorni successivi nonostante l’applicazione nel naso di vaselina;
  • avete qualsiasi dubbio o preoccupazione da chiarire.

Leggi anche Traumi al naso Macchie emorragiche (petecchie ed ecchimosi)

  • malattie apparato cardiovascolare e sangue

Pediatra libero professionista a Bergamo. Tutor di Pediatria per il corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia – Università degli Studi di Milano Bicocca.

Tutti gli articoli di Dott. Giovanni Caso

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Epistassi Nasale Nei Bambini

Epistassi nei bambini

L’epistassi nasale nei bambini è un evento frequente. Tuttavia non bisogna spaventarsi o allarmarsi, perché il più delle volte è un evento che tende a passare da solo. Senza bisogno di fare grosse cose o presentarsi dal medico.

Possono però esserci dei casi che hanno bisogno di un intervento specialistico del Medico, in questo caso l’Otorinolaringoiatra. Alcuni, anche se raramente, necessitano di intervento immediato.

Si consiglia di andare dal Medico nel caso in cui la perdita di sangue dal naso dei bambini duri da più di venti minuti e sia copiosa.

Potrebbe anche succedere che sia presente un corpo estraneo nel naso del bambino. Se il corpo estraneo ostruisce le vie aeree occorre non allarmarsi e contattare rapidamente il pronto soccorso.

Cause di sanguinamento

Perché sanguina il naso nei bambini. Solitamente ci possono essere due grandi casi di epistassi nasale nei bambini.

Il primo caso è definito quello delle varici settali. Sono delle piccole vene poste appena dietro la base del setto nasale del bambino. In alcuni casi queste vene sono dilatate e causano improvvise perdite sangue dal naso, solitamente da una sola narice.

Sono episodi che possono capitare sempre durante il corso dell’anno, ma sono più frequenti nel periodo estivo, in quanto il caldo funge da vasodilatatore.

In genere, per quanto riguarda l’epistassi nasale, parlando di adulti, si dice che una perdita di sangue frequente vada monitorata. Perché se è un sanguinamento della parte posteriore del naso, è sicuramente più pericolosa di quella anteriore.

Nel caso dei bambini, essendo il problema alle varici settali di tipo costituzionale, è sempre bene chiedere conferma allo specialista, se i sanguinamenti dal naso molto frequenti siano dovuti proprio a questo o si necessiti un ulteriore approfondimento.

La seconda grande causa è quella riferibile ad un’infiammazione nasale nella parte anteriore del naso. Viene chiamata vestibolite e capita più spesso nel periodo dell’inverno in quanto virus e raffreddamento mettono sotto stress le vie respiratorie dei più piccoli.

Epistassi nasale bambini che fare?

Se il problema è persistente, cioè la perdita di sangue dura da più di venti minuti senza fermarsi è opportuno contattare il Medico.

Di solito il problema tende a risolversi spontaneamente nel giro una decina di minuti seguendo magari alcuni di questi consigli:

Per prima cosa, non fate sdraiare il bimbo ma tenetelo seduto. Non serve per fermare l’emorragia e anzi si rischia che il sangue defluisca verso la gola peggiorando le cose. Potrebbe sembrare ad esempio che il bambino abbia il sangue nella saliva o catarro con sangue, facendoci preoccupare più del dovuto.

Secondariamente, con il bambino seduto, fatelo chinare leggermente in avanti facendolo respirare dalla bocca.

Poi per fermare la fuoriuscita di sangue potete stringere la parte morbida del naso in modo molto delicato per alcuni minuti. Sempre facendo in modo che il bimbo respiri dalla bocca. In questo modo si crea una sorta di effetto tappo con il sangue coagulato che blocca l’emorragia nasale.

Infine in caso di epistassi nasale nei bambini potete utilizzare il ghiaccio. Sia sul naso che sulla fronte o sulla nuca. Abbiamo detto che d’estate il naso sanguina per via del calore che funziona da vasodilatatore. Il freddo invece ha la funzione opposta. Blocca il sanguinamento per la sua funzione di vasocostrittore.

Se il piccolo avesse assunto dei Fans, farmaci antinfiammatori non steroidei, la perdita di sangue dal naso potrebbe non fermarsi a causa di questi farmaci. Non spaventatevi e contattate il medico, spiegandogli la situazione.

Cura dell’epistassi nasale nei bambini

Il medico come detto, andrebbe contatto nei casi più gravi, perché altrimenti il problema tende a passare da solo in pochi minuti. Quindi dovete rivolgervi ad uno specialista se:

  • Epistassi nasale nei bambini dura da più di 20-30 minuti
  • La perdita di sangue si arresta velocemente, ma gli episodi sono molto frequenti

Solitamente la guarigione avviene con l’utilizzo di farmaci e terapie con vasoprotettori e prodotti locali.

In determinati casi può essere indicato la cauterizzazione. Soprattutto nella prima causa che abbiamo visto, ossia la rottura delle piccole vene poste dentro il naso. In caso invece di infiammazione come la vestibolite nasale, la cauterizzazione è sconsigliata ed è invece opportuno curare l’infezione alla base.

Se invece l’epistassi nasale è dovuta ad un trauma, come ad esempio un incidente o una caduta, è molto probabile che ci sia una frattura del setto nasale o la rottura del naso. In questi casi è opportuno andare al pronto soccorso perché andrà ridotta la frattura.

Источник: https://www.centromedicounisalus.it/epistassi-nasale-nei-bambini/

Sangue dal naso

Epistassi nei bambini

Il sangue dal naso nei bambini. La pediatra ci spiega quali possono essere le cause, come intervenire e prevenire l'epistassi e quali sono gli errori più comuni da evitare

Mamma, mamma ho sangue dal naso! I genitori son presi dal panico, se il bambino è alla scuola dell’infanzia la chiamata a mamma o papà è immediata.

Come pediatra vi dico: non preoccupatevi, non è nulla! È importante che proprio voi stiate calmi.

La fuoriuscita di sangue rosso dal naso, o epistassi, è un evento molto frequente a tutte le età e in particolare nel bambino.

Come intervenire se al piccolo esce sangue dal naso

Il sangue che il piccolo perde in questa occasione sembra sempre abbondante, per cui i genitori, molto allarmati portano il bambino dal pediatra o in PS.

Nella stragrande maggioranza dei casi la causa dell’epistassi è semplicemente locale e la perdita di sangue è minima, la prevalenza è elevata nei bambini in età inferiore ai 10 anni, più elevata dopo i 35 anni, e solo nel 6% dei casi essa rappresenta un problema medico.

Quasi tutti gli episodi di epistassi sono a carico della parte anteriore del setto nasale, in un’area chiamata locus Valsalvae. Possono contribuire alla comparsa dell’epistassi condizioni locali e generali.

Sangue dal naso, cause

Tra i bambini, l’epistassi ha origine dal trauma legato all’introduzione di un dito nel naso, del materiale con il quale giocano o esplorano, es. piselli e fagioli, pongo, plastilina, sassolini, boccioli e gemme di piante…

, ma può essere causato anche da un trauma nasale accidentale delle ossa nasali o del setto, oppure usando farmaci per via nasale in spray, come corticosteroidi e antistaminici, per i quali l’incidenza è più bassa se si dirige il getto lateralmente per ridurre al minimo l’effetto di questi medicamenti sul setto.

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Sette sintomi tipici delle allergie nei bambini

La deumidificazione della mucosa nasale è probabilmente la responsabile dell’aumentata incidenza dell’epistassi, osservata soprattutto nei mesi invernali, per il soggiorno in ambienti iper-riscaldati, o per rinosinusiti virali o batteriche, in corso di raffreddore. In questo ultimo caso è possibile che qualche piccolo vaso della mucosa nasale infiammata possa rompersi e dare piccoli sanguinamenti, talora anche misti a muco nasale.

Questi sanguinamenti sono frequenti anche durante il sonno, solitamente sono unilaterali e possono essere favoriti da qualche manovra maldestra, come pulire il naso con la fisiologica o con la pompetta aspira muco.

Tra l’altro, una volta che un sanguinamento è avvenuto, il coagulo che si forma sulla mucosa è molto fragile, e pertanto facilmente si rompe di nuovo, sanguinando una seconda volta.

In questo caso non si dovrebbe stuzzicare il coagulo pulendo il naso per almeno 3-4 ore dopo il sanguinamento.

Sangue dal naso, come intervenire

Va sottolineato che quasi nessuna epistassi mette in pericolo la vita.

La maggior parte dei sanguinamenti anteriori sono auto-limitantesi e non richiedono trattamento medico e possono essere controllati stringendo la parte anteriore del naso per 15 minuti o meno,ponendo il soggetto con la testa piegata in avanti affinché non ingoi o non inali del sangue, che viene drenato posteriormente in faringe. Di frequente viene fatto l’errore di comprimere le ossa nasali, alla base del naso: invece la compressione va fatta distalmente, comprimendo l’ala del naso sul setto.

Se le epistassi sono frequentemente recidivanti o sono refrattarie alla pressione locale e ai vasocostrittori topici, può essere necessaria la visita otorino e la successiva cauterizzazione.

La cauterizzazione (operazione di bruciatura) può essere eseguita:

  • con sostante chimiche: nitrato di argento, da usare nei sanguinamenti lievi e quando siano stati identificati i vasi interessati. Se la cauterizzazione è bilaterale, il trattamento viene separato di 4-6 settimane, per permettere la ricostituzione della mucosa.
  • I gravi sanguinamenti, che non rispondono al trattamento con sostanze chimiche, possono richiedere una cauterizzazione elettrica, che richiede apparecchiature specializzate.
  • L’otorino può anche proporre il tamponamento nasale anteriore viene comunemente usato per fermare le emorragie dall’area di Valsalva, che siano refrattarie al trattamento sopra riportato.

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Come riconoscere se il nostro piccolo soffre di qualche malattia. Ecco i segnali da non sottovalutare

Errori più comuni da evitare

  • Non somministrate farmaci a base di acido acetilsalicilico

allungano il tempo di sanguinamento, anche per alcuni giorni dopo la loro sospensione. 

  • Non applicate panni freddi sulla fronte, o sotto il labbro superiore; non servono
  • Non premete sulla parte ossea, dura, del naso
  • Non riempite le narici con cotoni e creme emostatiche: nel rimuoverli il sanguinamento si ripresenta
  • Il sangue deglutito è irritante per lo stomaco. Genitori non agitatevi se il bambino lo vomita!.

Sangue dal nase, prevenzione

  • Ridurre la secchezza e l’irritazione applicando, due volte al dì, sulla parete centrale del naso (setto nasale) vasellina o un gel con acido jaluronico
  • Umidificare l’ambiente per aumentarne il grado di umidità può servire a ridurre gli episodi e sempre che il bambino non sia allergico agli acari
  • Evitare la somministrazione di farmaci a base di acido acetilsalicilico
  • Trattare il bambino che manifesta una rinite allergica aiuta a risolvere il problema del sanguinamento
  • Farmaci a base di estratti di mirtillo sono utili in quanto rinforzano la parete dei capillari
  • Se il bambino porta le dita al naso, cerchiamo di aiutarlo a perdere questa abitudine, o almeno a rendersene conto e manteniamogli le unghie corte per evitare abrasioni. 

Sangue dal naso, rimedi omeopatici

  • Phosphorus: emorragie abbondanti e ripetute a livello a livello di varie mucose. Peggioramento con lo sforzo fisico. Phosphorus 5CH 2-3 granuli 2-4 volte al giorno
  • China rubra: epistassi di piccola e media entità ripetute e debilitanti che possono essere accompagnate da ronzio nelle orecchie e vertigini. China rubra 5CH 2-3 granuli ogni ora diradando con il miglioramento
  • Arnica montana: emorragie di lieve e media entità conseguenti a trauma, svolgendo azione di protezione vascolare. Arnica montana 5CH 2-3 granuli dal momento del trauma ogni 15-30 minuti, diradando con il miglioramento
  • Calcarea fluorica 6D: il floruro di calcio è utilizzato nei casi in cui viene richiesta una maggiore elasticità dei tessuti. Il compito principale di questo sale minerale è quello di conferire elasticità alle fibre tissutali e di mantenerle. La duttilità delle fibre muscolari vasali è in stretta correlazione con la presenza di fluorite. Calcarea fluorica 6D 6-8 tavolette al giorno da sciogliersi in bocca come una caramella

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/malattie/sangue-naso-bambini.html

Sangue dal naso (epistassi) in bambini e adulti: cause e rimedi

Epistassi nei bambini

Un evento estremamente frequente, che ognuno di noi con molta probabilità ha sperimentato nel corso della sua vita, è l’epistassi, ovvero un sanguinamento acuto dal naso.

È una condizione molto comune nei bambini con età inferiore ai 10 anni e negli adulti sopra i 50 anni e solitamente non comporta la necessità di intervento sanitario, perché si tratta di un’emorragia di modesta entità e di breve durata.

Solo raramente può essere associata a un’alterazione del sistema di coagulazione o ad altre condizioni mediche che necessitano l’approfondimento diagnostico.

In altri casi ancora si può avere un’emorragia copiosa, difficilmente arrestabile, che potrebbe mettere in pericolo la vita della persona e che quindi rende necessario un ricovero ospedaliero.

In questi casi il trattamento può essere complesso e richiedere un intervento chirurgico.

L’epistassi viene considerata una condizione benigna; anche le forme di sanguinamento posteriore richiedono l’intervento chirurgico solo in 1 paziente ogni 4. Il rischio di recidive dipende dalla presenza di fattori di rischio.

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Cause

La fuoriuscita di sangue è legata alla rottura di uno o più vasi sanguigni presenti sulla mucosa del naso, ma nella maggior parte dei casi le epistassi sono idiopatiche, ovvero la causa rimane sconosciuta.

Alcune condizioni ambientali, come l’esposizione a condizioni di scarsa umidità e basse temperature, sono responsabili di una disidratazione della mucosa che diventa più fragile e, di conseguenza, più esposta al rischio occasionale di sanguinamento.

Molto frequentemente può infine essere causata da un evento di natura traumatica:

  • inserzione delle dita nel naso (tipico del bambino),
  • rimozione di un corpo estraneo, anche questo molto frequente nei bambini,
  • repentini cambi di pressione, come soffiarsi il naso (barotrauma),
  • traumi contusivi al viso (come nel caso di incidente automobilistico, caduta, …),
  • utilizzo di dispositivi invasivi come il sondino nasogastrico..

Fattori di rischio

Le condizioni che aumentano il rischio di insorgenza dell’epistassi sono:

  • Alterazioni dell’anatomia delle cavità nasali come
    • la deviazione del setto,
    • le perforazioni
    • e l’edema dei turbinati.
  • Presenza di allergie, infiammazioni, rinite cronica e rinosinusite.
  • Farmaci, tipicamente locali (spray):
    • decongestionanti con effetto vasocostrittore,
    • antistaminici,
    • cortisonici.
  • Assunzione nasale di cocaina.
  • Utilizzo di farmaci anticoagulanti come il warfarin o antiaggreganti come l’aspirina e il clopidogrel.
  • Condizioni associate ad un aumentato rischio di sanguinamento o alterazione della coagulazione come
    • piastrinopenie,
    • emofilia,
    • patologie del fegato,
    • malattia di Von Willebrand,
    • tromboastenia di Glazman,
    • leucemie,
    • infezione da HIV.
  • Malformazioni vascolari:
    • emangiomi,
    • aneurismi della carotide,
    • teleangectasia emorragica ereditaria (sindrome di Osler-Weber-Rendu)
  • Presenza di tumori:
    • angiofibroma nasofaringeo giovanile,
    • carcinoma squamocellulare.

Sangue dal naso e pressione alta

Per quanto riguarda il ruolo dell’ipertensione (pressione alta), il suo coinvolgimento come fattore di rischio non è ancora stato comprovato da studi scientifici, mentre sembra essere responsabile di un prolungamento del tempo di sanguinamento.

Caratteristiche cliniche: i sintomi

Le epistassi vengono suddivise in base alla sede dell’emorragia in:

  • Epistassi anteriori: il sanguinamento avviene nella porzione più prospicente delle cavità nasali, in un’area posta alla base della superficie del setto nasale, che viene denominata Locus Valsalvae o Area di Kiesselbach. Sono le forme più comuni (circa il 90% dei casi) caratterizzate da
    • perdita esigua di sangue,
    • durata breve,
    • risoluzione spontanea nella maggior parte dei casi, senza richiedere ulteriori indagini per l’approfondimento.
  • Epistassi posteriori: la restante parte degli episodi è dovuta ad un sanguinamento posteriore, che insorge in una porzione più profonda della cavità nasale o nella rinofaringe. Solitamente in questi casi l’emorragia è abbondante, difficilmente arrestabile e richiede l’intervento di un otorinolaringoiatra. La perdita di sangue può essere bilaterale. Spesso sono presenti alterazioni morfologiche della sede o alterazioni del sistema coagulativo del paziente.

Diagnosi

Il caso occasionale di epistassi in genere non richiede diagnosi, mentre quando l’emorragia sia particolarmente copiosa o gli episodi frequenti è prima di tutto indispensabile valutare l’entità della perdita emorragica e se questa possa compromettere la vita del paziente.

Dopo la valutazione clinica (visiva), vengono in genere affrontati temi quali:

  • età,
  • durata ed entità dell’emorragia,
  • presenza di concomitanti patologie che potrebbero esacerbarsi con una perdita di sangue (prevalentemente patologie cardiache),
  • assunzione di farmaci (soprattutto anticoagulanti o antiaggreganti),
  • presenza di precedenti episodi di epistassi (epistassi croniche o ricorrenti),
  • eventuali altri sintomi presenti.

Il passo successivo consiste nella ricerca dell’area del sanguinamento: può ad esempio venire chiesto al paziente di soffiarsi il naso, oppure si aspira il materiale e si procede all’osservazione con uno speculum nasale e luce frontale. Potrebbe essere necessario anche l’uso di un rinoendoscopio, uno strumento che permette di esaminare accuratamente le strutture e le superfici interne della mucosa nasale.

Per verificare difetti del sistema di coagulazione o il grado di anemizzazione dato dall’epistassi in un secondo momento possono essere richieste le seguenti analisi di laboratorio:

Infine, se il medico sospetta la presenza di una malformazione o un tumore del distretto testa-collo, richiederà di eseguire una Tomografia (TC) e/o una Risonanza Magnetica (RM) del distretto.

Rimedi e cosa fare

Nella maggior parte dei casi l’emorragia termina in 15 minuti.

La prima strategia necessaria consiste nel comprimere con due dita le ali del naso, come una pinza, e tenere la testa piegata in avanti affinché il sangue, passando per la faringe, non venga né inalato né ingerito.

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Nei casi di emorragia più ostinata è possibile fare ricorso, dietro consiglio medico, ad un vasocostrittore locale con eventuale anestetico, ad esempio spray nasale con ossimetazolina.

Se il sanguinamento prosegue è necessario identificare e trattare la lesione:

  • Per le epistassi anteriori, i vasi del sanguinamento attivo dovrebbero essere facilmente identificati. In questo modo è possibile procedere con una cauterizzazione chimica con nitrato d’argento: un bastoncino con il composto chimico viene inserito nella cavità nasale e ruotato al fine di cicatrizzare la sede del sanguinamento. Esiste anche la possibilità di una cauterizzazione elettrica.
  • Per i casi nei quali non è possibile identificare l’area del sanguinamento o se esso non si sia ancora arrestato, si procede con il tamponamento nasale. Si possono utilizzare diversi modelli di tampone o eventualmente anche un catetere di Foley per i sanguinamenti posteriori; devono essere rimossi dopo 48-72 ore per evitare lesioni da decubito e sono solitamente associati ad una terapia antibiotica di profilassi

Infine, se anche il tamponamento non consente la risoluzione della condizione, si renderà necessario necessario l’intervento chirurgico di legatura dell’arteria o di embolizzazione.

A cura della Dott.ssa Consuelo Basile, medico chirurgo

Articoli ed approfondimenti

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  • Scheda presente nelle categorie: Vie respiratorie

Источник: https://www.valorinormali.com/sintomi/sangue-dal-naso/

I sanguinamenti nasali nei bambini

Epistassi nei bambini

I sanguinamenti nasali (epistassi) in età infantile rappresentano una patologia relativamente frequente.

Mentre nella maggior parte dei casi si tratta di eventi isolati, che si risolvono spontaneamente in poco tempo, alcuni bambini presentano episodi di sanguinamenti recidivanti che limitano notevolmente lo svolgimento delle normali attività quotidiane e, a volte, sono talmente intensi da rendere necessario un trattamento specialistico ORL in regime di urgenza.

Le cause

Fondamentalmente, all’origine delle epistassi infantili, si riconoscono due tipi di cause:

  • Epistassi dovute ad un problema costituzionale. Si tratta di bambini che presentano delle dilatazioni di alcune vene localizzate immediatamente dietro la base del setto nasale, definite “varici settali”. Tale reticolo venoso, prende il nome di zona di Valsalva, dal medico che per primo ne descrisse l’esistenza. I sanguinamentfi dovuti alla presenza delle varici settali sono presenti tutto l’anno, anche se sono più comuni nel periodo estivo quando il caldo, che causa una vasodilatazione, rende la rete delle vene ancora più debole. L’episodio di epistassi è sempre improvviso, spesso sanguina sempre lo stesso lato del naso, il bambino non ha dolore né altri sintomi.
  • Epistassi dovute ad un’infiammazione nasale. Si tratta di bambini che presentano un’infiammazione della parte anteriore del naso causata da un infezione batterica che viene definita “vestibolite”. Il bambino ha spesso dolore ed arrossamento all’ingresso delle fosse nasali e presenta costantemente croste, che rimuove causando nuove ferite e nuove infezioni. In tali casi le epistassi sono più frequenti nel periodo invernale, quando virus, freddo ed umidità stressano maggiormente la mucosa nasale.

Come comportarsi in caso di sanguinamento nasale in un bambino

  • Non fare sdraiare il bambino!! Si avrebbe la sensazione che le cose vadano meglio solo perché non si vede più uscire il sangue in quanto il flusso dell’emorragia viene deviato verso la gola.
  • Fare piegare la testa del bambino in avanti, incoraggiarlo a respirare dalla bocca.
  • Tenere compressa la parte anteriore “morbida” del naso tra le dita per almeno 3 minuti senza lasciare mai la pressione. Si consente così la formazione di un tappo piastrinico che blocca il vaso sanguinante.
  • Applicare ghiaccio sulla fronte o sulla nuca. Lo stimolo freddo in tali zone causa una potente e rapida vasocostrizione con conseguente riduzione/cessazione del sanguinamento.

Normalmente nelle epistassi infantili non è necessaria una consulenza specialistica ORL né l’ospedalizzazione. Le cose si complicano qualora il bambino avesse assunto nei giorni precedenti farmaci antinfiammatori (OKI, Nureflex, Nurofen ecc.).

In tal caso il blocco dell’aggregazione piastrinica potrebbe impedire l’arresto spontaneo del sanguinamento (vedi articolo correlato), rendendo necessario una consulenza urgente da parte di un Otorinolaringoiatra.

La terapia dell’epistassi infantile

Il trattamento cambia in maniera considerevole a seconda che lo specialista ORL si trovi a dover curare un bambino con varici settali piuttosto che uno con una vestibolite nasale. Occorre premettere che l’intervento dello specialista ORL è necessario solo in casi di sanguinamenti ripetuti.

Nella maggior parte dei casi si giunge a guarigione con una terapia medica con farmaci vasoprotettori e prodotti locali che favoriscano la rigenerazione della mucosa e la guarigione dell’infezione. Raramente è necessario ricorrere ad un trattamento chirurgico, consistente nella “saldatura” delle varici sanguinanti, definito causticazione.

È importante sapere che tale procedura, efficace nelle epistassi dovute e varici e quindi con mucosa nasale sana, è assolutamente da evitare nei sanguinamenti con concomitante infezione (vestibolite).

In tali casi infatti l’azione chirurgica non solo non raggiungerebbe lo scopo, ma creerebbe altri problemi, per via della difficile cicatrizzazione nel terreno infiammato.

  Va inoltre ricordato che è sempre opportuno eseguire i trattamenti di cauterizzazione in maniera delicata, non ripetuta e mai bilateralmente nella stessa seduta, per evitare la più temuta delle complicazioni : la pericondrite (cioè l’infiammazione del rivestimento della cartilagine del setto nasale, sottostante alle varici) che può evolvere i una fastidiosa perforazione del setto nasale. Le tecniche a disposizione sono diverse: esiste la causticazione a freddo con argento nitrico, la causticazione con tecnica bipolare, con risonanza quantica molecolare, con laser a diodi. La scelta del presidio più opportuno, come l’epoca del trattamento, sono legate all’esperienza dello specialista ORL. In generale, se possibile, è opportuno evitare di eseguire trattamenti del genere in pieno inverno, quando le temperature rigide ed i virus respiratori irritano la mucosa nasale rendendo difficoltosa la cicatrizzazione, come pure l’estate, periodo in cui i bambini sono spesso in piscina. In tal caso il cloro potrebbe disturbare il processo di cicatrizzazione.

Источник: https://www.sergioalbanese.it/le-malattie-orl/sezione-pediatrica/i-sanguinamenti-nasali-nei-bambini/

Sangue dal naso nel bambino, cosa fare

Epistassi nei bambini

Poche gocce di sangue dal naso possono spaventare il bambino e preoccupare mamma e papà. Ma nella stragrande maggioranza dei casi è un fenomeno passeggero e isolato, che si risolve con pochi gesti.

Sangue dal naso o, in gergo medico, epistassi: può capitare a tutte le età, ma soprattutto nell'infanzia, in particolare tra due e dieci anni.

Nella stragrande maggioranza dei casi è un evento assolutamente benigno, che non lascia alcuna conseguenza.

Solo in rari casi può dipendere da condizioni più serie, come un trauma al naso o al volto, l'inserimento di un corpo estraneo nel naso, una malattia della coagulazione.

Quando si verifica

“L'epistassi è in genere dovuta a una maggiore fragilità delle mucose nasali, sulle quali scorrono tanti piccoli capillari superficiali che, se sollecitati, possono rompersi” spiega Arturo Sorbo, otorinolaringoiatra presso il Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria. “Può verificarsi se ci si soffia il naso più energicamente, oppure per l'abitudine che hanno spesso i bambini di infilarsi le dita nel naso o per altri piccoli eventi traumatici che possono coinvolgere la zona anteriore al setto nasale” afferma lo specialista.

“Ci sono poi alcuni fattori che possono favorire l'epistassi: in inverno, per esempio, soggiornare in ambienti caldi e secchi asciuga le mucose e dilata i vasi capillari, aumentando il rischio di rottura.

Idem in estate, quando l'esposizione al sole accentua la vasodilatazione.

Per chi soffre di rinite allergica, invece, una stagione a rischio è la primavera, poiché le mucose sono sottoposte a stimoli irritativi e si è portati a starnutire o soffiarsi il naso più di frequente”.

Ovviamente anche il raffreddore aumenta il rischio di epistassi.

Sangue dal naso, rimedi

Cosa fare in caso di sangue dal naso? “Innanzitutto mantenere la calma e tranquillizzare il bambino” suggerisce l'otorino: “Se si agita, infatti, non fa altro che aumentare la pressione a livello del naso, accentuando l'uscita di sangue”.

Poi: far piegare il bambino leggermente in avanti per liberare le vie respiratorie e subito dopo tenere premute le narici tra indice e pollice per qualche minuto. La pressione crea un vasospasmo che fa cessare l'emorragia.

Secondo il sito HealthyChildren, dell'Associazione americana dei pediatri, la pressione va esercitata per una decina di minuti: durante questo periodo meglio non controllare se il naso ha smesso di sanguinare, perché si rischia di far ripartire un flusso che si stava arrestando. Se dopo dieci minuti l'epistassi non si è arrestata, la pressione va ripetuta per altri 10 minuti. Se persiste anche dopo questo intervallo di tempo, contattare il pediatra.

Anche sciacquare il naso con acqua fredda o avvicinare alla narice un cubetto di ghiaccio avvolto nel fazzoletto – consiglia lo specialista – può aiutare ad arrestare l'emorragia o ridurre il rischio che si ripeta, dopo che si è arrestata.

La chiusura del capillare

Se il problema è un capillare che stenta a cicatrizzarsi e provoca sanguinamenti ripetuti, lo si può chiudere definitivamente con la causticazione.

“In età pediatrica la tecnica più utilizzata sono le toccature con una 'matita' emostatica di nitrato d'argento” evidenzia Sorbo.

“E' una pratica assolutamente indolore, che si fa ambulatorialmente e dura pochi minuti”.

Epistassi, prevenzione

Se il problema è la secchezza degli ambienti, in inverno, è opportuno utilizzare un umidificatore, specialmente in camera da letto. Potrebbero essere utili, nei bambini particolarmente soggetti al fenomeno, anche lavaggi nasali con soluzione salina, per mantenere umide e pulite le cavità nasali.

Come consigliato anche dal sito dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, come prevenzione nei periodi critici si può assumere – ovviamente sotto controllo medico, evitare il fai da te! – prodotti a base di vitamina C o K o applicare una pomata apposita per rinforzare la parete dei capillari. “Ce ne sono per esempio all'arnica, che ha attività riepitelizzante e ristrutturante, e mirtillo, che ha azione capillaroprotettrice” consiglia Sorbo.

Dopo un sanguinamento, per evitare che il fenomeno si ripeta meglio chiedere al bambino di non soffiarsi il naso energicamente e di non mettersi le dita nel naso (in ogni caso, è buona norma tenere sempre corte e pulite le unghie del bambino). Meglio evitare anche sforzi molto intensi.

Se succede spesso

Se l'epistassi si verifica molto di frequente, è consigliabile rivolgersi al pediatra, che prescriverà degli esami ematologici per escludere che ci siano problemi di coagulazione del sangue. Ma si tratta di una esigua minoranza di casi: in genere si tratta solo di un fenomeno locale, che non desta alcuna preoccupazione.

Revisionato da Valentina Murelli

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bambino/salute/sangue-dal-naso

Gravidanza
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