E se il bambino preferisce un genitore? Ecco tutto quello che dovete sapere!

Come sapere se sarà un maschietto o una femminuccia?

E se il bambino preferisce un genitore? Ecco tutto quello che dovete sapere!

Senza dubbio uno dei momenti più emozionanti per i futuri genitori è scoprire il sesso del nascituro. Alcuni genitori preferiscono non saperlo fino alla nascita, ma per la maggior parte di loro sapere se sarà un bambino o una bambina è molto importante e desiderano saperlo quanto prima.  

Una scelta in piena libertà

Oggi sembra quasi scontato che la coppia debba scegliere di conoscere in anticipo il sesso del bebè. Ma ogni genitore deve sentirsi completamente libero di agire come preferisce.

Niente condizionamenti

Il primo passo, quindi, quando ci si confronta a questo proposito all’interno della coppia, è liberarsi da eventuali condizionamenti esterni. Spesso, infatti, quanti circondano i futuri genitori incoraggiano la scelta di sapere in anticipo, magari motivandola con la necessità di acquistare abitini e accessori di un colore piuttosto che un altro.

Iniziate a darvi fiducia

In realtà, conoscere il sesso del piccolo deve essere un’esigenza dei genitori: se preferiscono la sorpresa, vorrà dire che avranno la possibilità di ‘allenarsi’ a seguire i propri desideri e le proprie sensazioni, senza preoccuparsi troppo di quello che pensano e dicono gli altri.

Un allenamento molto utile in vista del dopo, quando il piccino sarà nato e la neomamma dovrà affrontare le possibili ‘interferenze’ di quanti metteranno in discussione le sue scelte a proposito dell’accudimento del bebè.

Perché la gravidanza è un evento molto intimo e personale nella vita della donna e della coppia!

Meglio saperlo oppure no?

Quali elementi valutare per orientarsi nella scelta? Conoscere in anticipo il sesso può favorire la relazione prenatale con il piccolo che cresce nel grembo materno? Non c’è una scelta giusta. Nella decisione i genitori dovranno seguire solo il loro cuore e la loro preferenza. Nessuna delle due opzioni presenta controindicazioni!

  • Per alcune donne sapere se sono in attesa di un maschio o di una femmina è importante perché le aiuta a dare un’identità più definita al bebè: in questo caso, la conoscenza favorisce la relazione e la comunicazione tra madre e bambino.
  • Per altre sapere non è necessario poiché preferiscono affidarsi alle proprie sensazioni, all’intuito e all’immaginazione. Durante l’attesa, complice anche il particolare assetto ormonale, la futura mamma è più portata all’introspezione e le fantasie offrono una via preferenziale per iniziare a conoscere il bambino. È una questione di carattere e di preferenze individuali.

Se ci sono figli più grandi

A volte, se il bimbo in arrivo non è il primo, sulla scelta possono influire anche i desideri del primogenito.

Se il bambino ci tiene molto a scoprire prima del tempo se nascerà un fratellino o una sorellina, i genitori potranno scegliere se accogliere questa richiesta o spiegargli che loro vorrebbero proprio la sorpresa.

In ogni caso, sapere prima se il nascituro è maschio o femmina non comporta particolari differenze nel legame che si andrà a instaurare tra i fratellini dopo la nascita. Il rapporto fra loro si giocherà nel corso del tempo.  

Metodi casalinghi per indovinare il sesso del nascituro

Normalmente non è possibile conoscere il sesso del nascituro prima dei quattro mesi di gravidanza.

Cosa si può fare, però, se si desidera saperlo prima? Esistono alcuni metodi casalinghi che, pur non avendo nessuna base scientifica, si possono usare per ipotizzare il sesso del nascituro.

Te li descriviamo qui di seguito, ma ti spieghiamo anche quali sono i metodi scientifici che usano i medici per sapere se il nascituro è un bambino o una bambina. 

È opportuno ricordare ancora una volta che questi metodi sono superstizioni, credenze popolari usate per provare a prevedere il sesso del nascituro. Insomma, sono da prendere come un gioco, perché non hanno nessuna base scientifica. 

  • Il battito del cuore. Se il cuore del feto batte più di 140 volte al minuto è una bambina, altrimenti è un bambino. Prendi nota per quando farai la tua prossima ecografia…
  • Il test del cavolo rosso. Devi far bollire un cavolo, mettere da parte l’acqua di cottura e mescolarla con alcune gocce di urina. Se l’acqua diventa viola avrai un bambino, se diventa rosa, una bambina. 
  • La prova dell’anello. Lega una corda intorno a un anello che significhi molto per te e sdraiarti. Chiedi al tuo partner, a un familiare o a un’amica di tenere per la corda l'anello sopra la tua pancia. Se si muove da un lato all’altro, come un pendolo, aspetti un bambino. Invece, se compie movimenti circolari, sarà una bambina. 
  • L’aglio. Questa prova richiede una certa forza di volontà, perché bisogna mangiare uno spicchio d’aglio. Se dopo averlo mangiato la tua pelle ha un odore sgradevole, aspetti un bambino, se non emana nessun odore, sarà una bambina. 
  • Il  calendario cinese. Questo calendario deriva da un’antica tradizione cinese e determina il sesso del nascituro in base all’età della madre e al mese del concepimento. Esiste anche il calendario Maya per prevedere il sesso del neonato e anche in questo caso tiene in considerazione l’età della madre e il mese in cui è rimasta incinta.  
  • Il calendario lunare. È uno dei metodi più popolari per conoscere il sesso del nascituro, ma serve conoscere il giorno esatto del concepimento, cosa un po’ difficile da verificare per chi ha cicli mestruali irregolari.  
  • La forma della pancia. È uno dei metodi più usati da nonne, zie e ogni tipo di famigliare per indovinare se il nascituro sarà un bambino o una bambina consiste nell’osservare la forma della pancia. Si dice che, se è rotonda, sarà una bambina, se è a punta sarà un bambino.  
  • Le nausee mattutine. Si dice che, se hai molte nausee durante la gravidanza, è perché aspetti una bambina. Se ne hai poche, aspetti un bambino.  
  • La forma del viso. Le nonne dicono che, se il tuo viso assume una forma più rotonda, potresti aspettare una bambina. Se il tuo viso è come sempre, potrebbe essere un bambino. 
  • Le voglie. Secondo la saggezza popolare, anche attraverso le voglie è possibile conoscere il sesso del nascituro. Hai voglia di mangiare cose dolci o salate? Se ti vanno cose dolci sarà una bambina, se ti vanno cose salate sarà un bambino.  
  • Il colore dei capezzoli. Se noti che i tuoi capezzoli sono diventati più scuri durante la gravidanza, è possibile che si debba al fatto che stai aspettando un bambino. Se invece sono dello stesso colore di sempre, potrebbe essere una bambina. 
  • I peli delle gambe. Si crede che i peli superflui crescano più velocemente durante la gravidanza quando si aspetta un bambino e, quindi, c'è un livello extra di testosterone. 
  • La formula zingara. Devi sommare la tua età con il mese in cui sei rimasta incinta. Se il risultato è pari, è un bambino, se è dispari, una bambina.
  • La temperatura dei piedi.  Questo semplice metodo consiste nell’osservare la temperatura dei piedi durante la gravidanza: se sono molto freddi stai aspettando un bambino, se sono caldi aspetti una bambina.    

Metodi  scientifici per conoscere il sesso nel nascituro

  • Gli  esami del sangue. Consiste nell’analizzare un campione di sangue della futura mamma per cercare i frammenti di DNA che provengono dal feto. A partire dalla settima settimana di gravidanza, la presenza di questi frammenti nel sangue materno è sufficiente per determinare se il feto è portatore del cromosoma Y (bambino) o X (bambina). 
  • L’amniocentesi. Si tratta di un esame invasivo che si esegue per diagnosticare eventuali problemi congeniti nel feto, come la sindrome di Down, e che consente anche di conoscerne il sesso. Consiste nell’estrazione di un campione di liquido amniotico, che contiene cellule fetali. 
  • L’ecografia. È il metodo più comune per determinare il sesso del nascituro. Grazie agli ultrasuoni è possibile vedere l’immagine del feto e la sua anatomia, cosa che permette in genere di identificarne anche il sesso. A partire dalla 20ª settimana di gravidanza e a seconda della posizione del feto nella pancia, si possono vedere i suoi genitali del per determinare se è un bambino o una bambina.  
  • La villocentesi. Si tratta di un esame invasivo, simile all’amniocentesi, il cui obiettivo principale è diagnosticare alterazioni genetiche. Si esegue nel terzo mese di gravidanza. Consiste nell’estrazione e nell’analisi di una piccola quantità di tessuto dei villi coriali, minuscole strutture della placenta, che hanno la stessa composizione genetica delle cellule del feto. Tra le varie informazioni che possono fornire, c'è anche quella relativa al sesso del nascituro.

E tu vorresti sapere in anticipo se è un bambino o una bambina? Raccontalo alle altre mamme.

Источник: https://quimamme.corriere.it/gravidanza/primo-trimestre/come-sapere-se-e-bambino-o-bambina

Tuo figlio ti rifiuta? Ecco 8 motivi possibili

E se il bambino preferisce un genitore? Ecco tutto quello che dovete sapere!

Anche i bambini hanno i loro sentimenti, le loro frustrazioni o semplicemente i loro momenti no. Se avete voglia di coccole e il piccolo vi rifiuta, non sorprendetevi, può capitare e i motivi possono essere diversi. Eccone qui 8 spiegati dalla psicologa americana ​Susanne Ayers Denham. 

Vorreste abbracciare e coccolare il piccolo, ma lui vi rifiuta. Vi allontana o se ne va via. E voi ci rimanete male. Ma non dovete preoccuparvi troppo, gli stati d'animo dei bimbi cambiano repentinamente. E il miglior consiglio è lasciare che questo atteggiamento passi, come un temporale.

Vediamo però quali potrebbero essere le cause che portano un piccolo a rifiutare mamma e papà. Ecco cosa scrive, su babycenter.com, Susanne Ayers Denham, psicologa dell'età evolutiva.

1 Il piccolo potrebbe aver avuto una brutta giornata

Proprio come gli adulti ci sono giorni in cui anche i bambini avrebbero voglia di nascondersi sotto un sasso e rimanerci tutto il giorno. Ma per fortuna i problemi dei piccoli sono meno complicati di quelli degli adulti.

Frustrazione e disappunto possono manifestarsi per piccole problematiche: ad esempio, al parchetto qualcuno non ha rispettato il suo turno per andare in altalena; Oppure è stato rimproverato al nido. In entrambi i casi, vostro figlio se ne vuole stare per conto suo.

Cosa fare? Rispettate il suo desiderio di distanza, ma fategli sapere che voi siete lì nel caso voglia il vostro aiuto. Probabilmente ha solo bisogno di stare un po' da solo per “leccarsi le ferite”.

2 E' la conseguenza di un capriccio

Se vi scaccia subito dopo che lo avete ripreso e magari messo in castigo è del tutto normale che si comporti così: i suoi sentimento sono stati feriti e vuole farvelo sapere.

Oppure è solo stanco, un capriccio in grande stile, con grida, urla e pianti, toglie l'energia a chiunque.

Leggi anche: Capricci bambini, come gestirli da 0 a 16 anni. Il segreto è l'empatia

Cosa fare? Prima di tutto accettate che si senta deluso. Pensate come vi sentireste voi dopo un litigio con il partner o un'amica. Probabilmente anche voi avreste bisogno di un attimo di quiete per riprendervi.

Quello che potete fare è comunque dimostrargli che capite i suoi sentimenti: “Lo so che sei arrabbiato perché la mamma non ti ha lasciato giocare al parchetto…” fategli sapere che siete lì per quando avrà voglia di essere abbracciato.

Assicurategli che nonostante il capriccio, voi lo amate lo stesso.

3 E' irritato con voi e non sa come dirvelo

Il modo in cui i bambini vivono le emozioni è complesso. Possono esprimere i loro sentimenti, ma non sanno ancora parlarne.

Magari siete tornate più tardi dal lavoro e lui ha sentito la vostra mancanza; O forse è arrabbiato perché avete passato molto tempo con il fratellino appena nato.

In ogni caso la situazione è che i suoi sentimenti lo hanno sopraffatto ma non sa come farvelo sapere.

Cosa fare? Se sospettate che c'è una qualche ragione per la reazione di vostro figlio chiedeteglielo, in modo gentile, ad es: “Ti è sembrato che non sia stata troppo tempo con te?”.

E accettate senza giudicare la sua risposta.
Magari vi fa star male sentire che è arrabbiato con voi per qualcosa, ma state tranquilli i suoi sentimenti non sono permanenti.

Parlandone con voi, si ridimensioneranno.

4 E' in una fase di indipendenza

Quando aveva un anno era sempre attaccato al vostro grembo. Ora crescendo capita che vi rifiuti. Questo potrebbe essere perché ha meno bisogno di voi; oppure sta mettendo alla prova il vostro amore spingendovi via; oppure è occupato a far qualcosa e la sua attenzione è rivolta altrove (e con le vostre richieste di baci lo state interrompendo).

Leggi anche: 10 modi PRATICI per educare i bambini all'autonomia

Cosa fare? Non prendete i suoi rifiuti troppo sul serio. Lui vi ama, ma forse in quel momento non necessita i vostri abbracci e baci.
Tenete le vostre carezze per il momento della messa a nanna, quando non sarà occupato. Lui sa che lo amate e quando avrà voglia di coccole saprà dove trovarvi.

Leggi anche: Baci in bocca ai bambini

vai alla gallery

Quante volte avete pensato di fotografare i disastri combinati dai vostri  figli , anche solo per ricordare l'ironia e il divertimento che hanno suscitato in voi? Ecco una serie…

5 Vuole solo un genitore

Quando vi avvicinate vi respinge, mentre al papà chiede baci e coccole (o viceversa).

Cosa fare? E 'normale per i bambini passino attraverso fasi di rifiuto verso un genitore, soprattutto se uno dei due sta lavorando fuori casa a tempo pieno.

Ma se pensate che l'atteggiamento del bambino sia qualcosa di più significativo, provate ad analizzare il comportamento vostro e del vostro partner.

Uno di voi sta forse incoraggiando inconsapevolmente questo favoritismo?
Magari senza accorgervene, quando vostro marito torna a casa, voi siete infastidite.

Oppure vostro marito si aspetta che il piccolo gli corra incontro a braccia aperte, quando invece ha bisogno di un po' di tempo per scaldarsi….

Leggi anche: Voglio (sempre) la mamma!

6 Non è un tipo che esprime il suo affetto con il contatto fisico

Cosa fare? Se vostro figlio vi sembra distante, dovete accettare come è fatto.
Anche se ha un temperamento autonomo non mancheranno comunque le occasioni in cui avrà bisogno di un vostro abbraccio, per esempio quando è arrabbiato o quando ha paura. Imparate a leggere le sue emozioni e offritegli il vostro affetto quando ne ha bisogno.

7 Non sta bene fisicamente

ll vostro bambino normalmente coccolone è improvvisamente impaziente e irritabile e vi respinge quando cercate di abbracciarlo.

Cosa fare? Se è un cambio di atteggiamento molto rilevante, prendete in considerazione una visita al pediatra. Potrebbe esserci un problema fisico, per esempio un'allergia o altro.

8 E' arrabbiato e agisce impropriamente

Alcuni bambini possono occasionalmente superare il limite e le loro reazioni possono essere violente (spingendo, colpendo o morsicando, per esempio).

Leggi anche: Il mio bambino morde: cosa fare?

Cosa fare?E' importante prendere una posizione molto precisa contro qualsiasi tipo di sfogo violento. Dovete mettere ben in chiaro le regole e le conseguenze: “La mamma non vuole che ti comporti così… altrimenti torniamo a casa/non andiamo al parchetto…”
E non dimenticatevi di applicarle!

Leggi anche: Perché è importante dare delle regole ai bambini, secondo il metodo dell'educazione emotiva

Guarda anche il video: il più grande valore che vorresti trasmettere a tuo figlio?

Aggiornato il 27.11.2018

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bambino/tuo-figlio-ti-rifiuta-ecco-8-motivi-possibili

Ecco Chi È Il Figlio Preferito, Ma I Genitori Non Lo Ammetteranno Mai

E se il bambino preferisce un genitore? Ecco tutto quello che dovete sapere!

Nessun genitore lo ammetterà, ma ognuno ha un figlio preferito.Non si dice, non è politicamente corretto.

Non si può rivelare chi è il cocco in famiglia: è il segreto dei segreti, un fatto inconfessabile che causerebbe uragani in casa.

Spesso lo si intuisce, spesso ci arrivano gli stessi figli, e quando succede scoppia il finimondo.

«Perché a mio fratello non gli fate il terzo grado quando esce così come fate con me?».
«Per quale motivo lei può fare un viaggio con il fidanzato?».
«Perché a lui avete comprato il motorino pur essendo più piccolo di me?!».

Insomma, nessun padre e nessuna madre risponderebbe a questa domanda.
A meno che non sia garantito l’anonimato.
Secondo una ricerca, il 70% delle mamme ammetterebbe di avere un figlio preferito; e con loro il 74% dei padri.

Non prendiamoci in giro: i favoritismi esistono eccome

«E’ impossibile», ha detto Barbara Howard, psicologa della John Hopkins University al New York Times, «che un genitore non abbia preferenze, considerando che è uno dei motivi principali della rivalità fra fratelli».

Accettiamo, quindi, l’esistenza dei favoritismi in famiglia.
«La cosa fondamentale è prendere consapevolezza del fenomeno», dice la psicologa Ellen Weber Libby, autrice dellibro The Favorite Child – Il figlio prediletto.

Ciò che è importante è non restare schiacciati dai sensi di colpa.
Sono tanti e diversi i pensieri che possono formarsi nella testa di un ragazzo che capisce di essere la seconda scelta dei genitori.

«Cosa ho fatto di male per ricevere questo trattamento? Dove li ho delusi?»

La cosa migliore è guardare la realtà dentro di noi per neutralizzare gli effetti negativi che i favoritismi possono scatenare.
Questo vale tanto per i figli negletti quanto per quelli prediletti.

I primi sono colpiti nell’autostima, ma anche i secondi non se la passano meglio:
spesso sono caricati di troppe aspettative dai genitori che puntano tutto su di loro.

«Il favoritismo esiste, ma non deve più essere un tabù o una vergogna.
I genitori farebbero bene a dichiararlo e ad affrontarlo.
Questo potrebbe far nascere un dialogo che, se preso nel modo giusto, potrebbe migliorare i rapporti familiari», suggerisce la psicologa.

LEGGI ANCHE: Diventare Una Persona Migliore Dipende Soltanto Da Te

Chi è il famoso figlio preferito? Non chi ti aspetteresti

A sconfessare mamme e papà è uno studio dell’Università della California, condotto su 384 famiglie (768 genitori) con 2 figli nati a una distanza massima di 4 anni l’uno dall’altro.
Il 70% delle madri e il 74% dei padri ammette ai ricercatori di avere un favorito.

Il problema di questo studio è che nessuno dei genitori ha specificato chi fosse il prescelto.

Come si procede, allora?
Semplice, si chiede a qualcun altro.

A smascherare i genitori ci pensa la loro stessa prole.
Se c’è un preferito, infatti, da qualche parte della casa deve esserci qualcun’altro che sa benissimo di non essere lui.A tutti i bambini  della ricerca è stato chiesto innanzitutto se percepivano di essere trattati in modo diverso rispetto al fratello o alla sorella.

In aggiunta, si è cercato di capire se questo abbia inciso sulla loro autostima.

E’ emerso che i secondogeniti dimostravano bassi livelli di autostima, a causa dei favoritismi rivolti al fratello maggiore da loro percepiti.

I figli maggiori sono quindi i prediletti, ma è sempre un bene?

Un momento, questo non ha senso!

Il senso comune ci porta a credere che siano i più piccoli ad essere viziati e coccolati, mentre i più grandi vengano oscurati dal nuovo arrivato.

«Infatti, la nostra ipotesi di ricerca era questa», spiega Katherine Conger, coordinatrice dello studio.
«Credevamo che fossero i bambini più grandi ad essere colpiti da un favoritismo riservato ai piccoli di casa, proprio a causa del loro essere più grandi e più forti», quindi meno bisognosi di protezione e rassicurazioni.

E invece no, sono i maggiori a ricevere spesso trattamenti di favore.

Essere il figlio preferito comunque non è sempre un vantaggio.
Secondo un’altra ricerca più recente della Purdue University (Indiana, USA), gli adulti che credono di essere stati i prediletti sono più a rischio di depressione.

Il motivo è molto semplice: la rivalità che si crea li spinge ad essere “perfetti” e questo porta a pagare un caro prezzo da adulti in termini di salute mentale. Analizzando circa 800 cinquantenni, gli scienziati hanno scoperto che chi da piccolo credeva di essere il ‘cocco di mamma’ aveva più sentimenti di delusione e più possibilità di deprimersi.

3 regole che i genitori dovrebbero seguire

Ritorniamo a Ellen Weber Libby, la quale nel suo libro dà alcuni consigli ai genitori.

  1. Non fare paragoni. Se sei un genitore non dovresti mai dire frasi del tipo «Perché non fai come tuo fratello?» oppure «Dovresti essere produttiva come lei».
    Ogni figlio è unico e diverso.
  2. A Napoli c’è un detto, “Fare a chi figli e a chi figliastri”,che significa “Usare un peso e due misure”.
    Se sei un genitore, non farlo mai.Anche se in casa c’è un fenomeno dei numeri che gira l’Italia per le Olimpiadi della Matematica, non bisogna trascurare l’altra bambina che ha la passione per la modesta pallavolo.Quando c’era una grande povertà diffusa, si era soliti far studiare (o perseguire una passione) ad un figlio sì e a un altro no.Di solito il primogenito era quello “studiato”, quello che doveva frequentare l’università. Ai genitori non importava che il secondo, magari, fosse più talentuoso: a lui quella strada era preclusa per il semplice fatto di essere nato dopo e per la mancanza di soldi.

    Siamo nel 2017, possiamo abbandonare questa mentalità.

  3. Confrontati con amici e parenti, chiedigli un parere sulla tua figura di genitore e a tua volta informati sulla loro esperienza.

Insomma non vergognarti di chiedere un’opinione o un confronto.
Un altro punto importante è parlare proprio con chi si lamenta.

Ascolta le loro accuse, i loro desideri e i loro suggerimenti.All’inizio sarai tentato di negare l’evidenza.

E’ normale, ma questo non serve: rischieresti solo di perdere un’occasione di dialogo

Infine, nei casi che reputi gravi, puoi sempre contare sul parere più esperto di uno psicologo, il quale (a differenza di un amico) è obbligato per legge al segreto professionale.

___
Articoli consigliati: Ecco Perché Superare Un Trauma Ti Rende Migliore
Lettura consigliata: “I sei pilastri dell’autostima” di Nathaniel Branden.
Puoi leggere un estratto del libro a questo indirizzo.

Psicologia Applicata è la più grande e attiva community di Psicologia in Italia con oltre 1 Milione di iscritti.Unisciti anche tu per accrescere il tuo sapere.

Seguici su e Instagram.

commenti

FamigliaFavoritismiPrimogenito

Источник: https://www.psicologiaapplicata.com/genitori-hanno-un-figlio-preferito/

Gravidanza
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: