Downshifting: scegliere di guadagnare meno e vivere di più

Cosa è il Downshifting? Consigli di Vita Lenta

Downshifting: scegliere di guadagnare meno e vivere di più

Il Downshifting è una pratica nella quale ci si impegna a ridurre (fino anche ad azzerarle) le ore lavorate in cambio di maggior tempo a disposizione per i propri interessi, rinunciando di conseguenza a potenziali quote di denaro.

per iniziare questo percorso dovrai perciò:

  • Prendere decisioni consapevoli che ti aiuteranno a vivere in modo semplice.
  • Adottare metodi per lasciarti alle spalle materialismo e consumismo e passare a uno stile di vita più ecologico e sostenibile.
  • Imparare a essere felice con meno soldi dando priorità a ciò che è più importante per te.
  • Ridurre ciò che acquisti e, modificare i tuoi valori per adattarli a una mentalità più consapevole

È qualcosa di più profondo che un semplice vivere in modo frugale, considerato che potresti sempre sempre tornare alla tua vita di prima.

La maggior parte delle persone che iniziano a praticare il downshifting, tuttavia, non vogliono tornare allo stress della vita moderna, anzi si rammaricano di non averlo fatto prima..

I downshifters adottano la semplicità volontaria nella loro vita quotidiana. Sono felici di guadagnare meno, in cambio di meno ore dedicate al lavoro. Trascorrono le loro giornate facendo ciò che ritengono importante nella vita, come sviluppare nuovi hobby o curare quelli che già hanno.

I downshifters sono piuttosto attenti alla riduzione della loro impronta ecologica, consumando meno risorse.

Perché le persone scelgono il Downshifting?

Non c’è un’unica ragione valida per tutti per fare downshiftng. Ognuno di noi trova le proprie motivazioni per ridurre le proprie spese.

Tuttavia, la scelta avviene fondamentalmente per due aspetti.

il primo ha a che fare con il desiderio di passare più tempo coi propri cari, la famiglia, una vita più semplice, l’altro con la ricerca ed il mantenimento di un sano equilibrio negli aspetti personali.

Mediamente, secondo una recente ricerca, rispetto a 30 anni fa, abbiamo 6 ore libere la settimana in più rispetto ad allora. Il problema è che non capitalizziamo più tempo libero che abbiamo.

Ne spendiamo molto davanti alla TV, sui social e per impegni di svago. Invece di essere utilizzato per se stesso, il tempo libero è diventato un mezzo per raggiungere un fine.

Tutti i nostri obblighi nel tempo libero hanno uno scopo definito: socializzare, allenarsi o soddisfare le aspettative della società.

Questo è il terreno sul quale possiamo incominciare a ridurre….

Chi si approccia al downshifting vuole vivere una vita piena di scopo, significato e passione. Scalare le marce offre alle persone una ricetta per la realizzazione e la felicità e una vita a cui guardare indietro senza rimpianti.

DI conseguenza, mentre scalano le marce sul lavoro, queste persone riescono a “scalare” anche in altri altri aspetti della tua vita.

Le loro ragioni potrebbero essere diverse all’inizio, ma i risultati alla fine sono quasi sempre gli stessi.

Come iniziare?

Come già detto, una vita semplice può assumere molte forme e dimensioni. Fondamentalmente, ridurre i giri del proprio motore dipende strettamente dalle motivazioni e dagli obiettivi che ognuno di noi si vuole dare.

Alcune persone fanno scelte radicali, scelgono di vivere in una piccola casa o in una roulotte con servizi minimi (acqua corrente e gas per cucinare), con limitate risorse economiche, autoproducendo cibi, saponi, vestiario. Tuttavia, non sono molti ad intraprendere questo percorso estremo.

Per cominciare, inizia il tuo il tuo percorso con qualcosa che si adatta meglio al tuo stile di vita. Sarà un lungo viaggio, che potrebbe durare una vita. Come ogni viaggio inizia con il primo passo, il resto verrà da sé!

Meno è meglio

Ecco alcuni passaggi che ti aiuteranno ad iniziare il tuo percorso…

  1. Fai un piano: in questo primo passaggio tutto ha a che fare con le tue motivazioni per il cambiamento. Contempla la motivazione alla base della decisione del tuo downshifting. Scrivi su un foglio le cause e gli effetti di ogni modifica che desideri apportare, e rileggilo ogni mattina.
  2. Considera i tuoi aspetti finanziari: una pulizia finanziaria è necessaria se vuoi iniziare con il piede giusto .Non esiste momento migliore per ridurre o eliminare del tutto (ove possibile) il tuo debito. Valuta i servizi che paghi, gli abbonamenti e gli interessi passivi. Riduci o, ancora meglio, elimina eventuali bollette o piani di abbonamento che non ti servono.
  3. Riduci il disordine: È nella logica delle cose: stai pagando di più per la sovrabbondanza. Oltre che sulla tua spesa, questo grava anche sull’ambiente! Il disordine intorno a te determina una mente disordinata e stressata perché semplicemente il caos è nemico del pensiero lucido . Pulisci il tuo armadio, dona o vendi gli oggetti che non desideri o usi più.
  4. Diventa più attento: dopo esserti sbarazzato di tutto ciò che non è necessario nella tua vita, riduci lo shopping. Acquista solo le cose di cui hai veramente bisogno e impara a ridurre, riciclare e riutilizzare. In breve tempo avrai bisogno di meno denaro stando più attento alle cose che entrano dalla tua famiglia.
  5. Cambia la tua dieta: Cucina di più e inizia a preparare il pranzo. Acquista solo le materie prime, niente piatti pronti (non solo più costosi, ma anche assai più dannosi per il tuo corpo) mangia a casa piuttosto che concederti il lusso di ristoranti alla moda. Impara ad apprezzare il cibo fresco cucinato in casa che puoi acquistare dai tuoi negozi locali. Ove possibile evita li centri commerciali: eccitano solo i tuoi acquisti d’impulso, preferisci i mercati locali e cibo a Km 0 (più fresco e meno dannoso per l’ambiente).
  6. Cambia le tue abitudini di acquisto: Come sopra, evitare i centri commerciali e le loro catene di negozi. Incoraggiano gli acquisti di impulso, che è esattamente ciò che stai cercando di evitare. Fai la lista della spesa prima di uscire. Se davvero desideri qualcosa, imponiti un periodo di 15 (meglio 30) giorni di attesa; aspettando, forse capirai che non era così necessaria. Acquistare meno cose ti aiuterà a mantenere l’ordine. Impara a riparare vecchi oggetti o a riutilizzarli. Usa tutto; non sprecare niente.
  7. Rivedi il tuo stato lavorativo: Scalare la marcia significa poter ridurre le tue ore di lavoro per avere più tempo per ciò che conta veramente. Cambia il tuo lavoro se vuoi (e se te lo puoi permettere). Ridurre le tue esigenze economiche, ti consente di essere maggiormente selettivo sul lavoro, iniziare a fare ciò che ti piace, allontanare lo stress. Abbandona i club e le attività che non aggiungono valore, inizia a perseguire i tuoi sogni e le tue passioni.
  8. Impara a dire no: imparare a dire di no a cose che non ci piacciono significa imparare a volersi bene. Rifiutare senza il timore di deludere gli altri non è egoismo, ma semplice amor proprio. In realtà aver cura di sé serve a presentare la miglior versione di se stessi, una versione che amerà e aiuterà gli altri.

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Hai cominciato a “scalare le marce”? Mi piacerebbe leggere un commento sulla tua storia personale.

Источник: https://www.simopiace.it/cosa-e-il-downshifting/

Lavorare meno per vivere meglio

Downshifting: scegliere di guadagnare meno e vivere di più

Il downshifting è la scelta di ridurre il proprio carico lavorativo per avere più tempo da dedicare a se stessi e vivere una vita meno frenetica e più appagante.

Lavorare per vivere, non vivere per lavorare

Il termine downshifting (letteralmente ‘scalare marcia’) viene usato nel mondo anglosassone per descrivere la scelta di ridurre il tempo e l’impegno dedicati al lavoroin modo da disporre di una maggiore quantità di tempo libero da dedicare alla famiglia, agli amici e alle proprie passioni.

Il downshifting è in netto contrasto con la sempre più diffusa tendenza a inseguire uno stile di vita iper-consumistico, in cui il successo e il benessere si misurano in termini di soldi e di beni materiali.

I downshifter pensano infatti che la risorsa più preziosa che abbiamo a disposizione non siano i soldi, ma il tempo e per questo scelgono di investirlo in ciò che realmente conta, cioè la propria realizzazione personale e le relazioni sociali con amici e familiari.

Questo stile di vita ha fatto la sua comparsa nella cultura mainstream sul finire degli anni ’90 e ha conquistato nel tempo sempre più seguaci, grazie anche alla pubblicazione del libro Downshifting: How to Work Less and Enjoy Life More di John D. Drake e di iniziative come la International Downshifting Week.

La maggior parte dei downshifter sono liberi professionisti, una delle categorie in assoluto più esposte al rischio di superlavoro e più soggette alla sindrome da burnout, ma fra i simpatizzanti del movimento si contano anche manager, imprenditori e impiegati che desiderano raggiungere un miglior equilibrio fra lavoro e vita privata.

Il downshifting e la semplicità volontaria

Sebbene in Italia il fenomeno non abbia ancora raggiunto la popolarità di cui gode negli Stati Uniti, in Australia o in Russia, il downshifting sta prendendo sempre più piede anche nel nostro paese, come testimonia il successo del libro Ufficio di scollocamento, una proposta per ricominciare a vivere bene, di Paolo Ermani e Simone Perotti, e del portale Ufficiodiscollocamento.it, a esso collegato. Il sito organizza corsi e incontri per aiutare le persone ad avvicinarsi a questo nuovo stile di vita e offre idee, spunti e uno spazio di discussione a quanti siano interessati al downshifting o, più in generale, al tema della semplicità volontaria. Il neologismo ‘semplicità volontaria’ è il termine usato in Italia sia per descrivere le pratiche di autoriduzione consapevole del carico di lavoro, sia per indicare la tendenza a ridurre volontariamente i consumi per consentire di mantenersi con un reddito inferiore. Questo implica, per la maggior parte delle persone, rivedere le proprie abitudini e cominciare a vivere in maniera più consapevole, anche dal punto di vista ecologico, evitando i consumi superflui e lo shopping inutile, ma anche imparando a rallentare il passo per apprezzare e assaporare ciò che ci circonda, in cerca di una felicità più autentica di quella offerta dal materialismo.

Cominciare dalle piccole cose

Per Tracey West, ideatrice della International Downshifting Week, il primo passo è esaminare il proprio budget di tempo insieme a quello economico, per scoprire come investiamo le nostre giornate e quali sono invece le nostre reali necessità, nell’ottica di una riduzione degli impegni lavorativi.

Ridurre il carico di lavoro può significare passare a un impiego part-time, ma può anche voler dire ripensare completamente la propria carriera e scegliere di passare a un’attività che ci consenta di guadagnare quanto basta a soddisfare i nostri bisogni, lasciandoci però più tempo libero a disposizione.

Tuttavia, lavorare meno significa anche guadagnare meno e quindi nella maggior parte dei casi il downshifting si associa anche a una riduzione dei consumi. Questo non significa però che si debba bandire qualsiasi comfort e rinunciare a tutto ciò che non è strettamente necessario.

Al contrario, la cosa migliore è cominciare a intervenire gradualmente sui piccoli gesti quotidiani per cambiare poco a poco le proprie abitudini: evitando gli sprechi, facendo acquisti intelligenti e imparando ad arrangiarsi, sfruttando al massimo ciò che si ha.

Sul sito della International Downshifting Week, Tracey West propone un decalogo di suggerimenti per i neofiti che vogliono avvicinarsi al downshifting e riscoprire il valore del proprio tempo:

  1. Prenditi mezza giornata di ferie e trascorrila con una persona cara
  2. Cucina un pasto usando solo ingredienti di stagione e di provenienza locale
  3. Dona qualcosa che non usi a un ente caritatevole
  4. Realizza con le tue mani un biglietto di auguri in occasione del prossimo compleanno
  5. Elimina tre spese superflue dalla tua lista degli acquisti
  6. Coltiva da solo qualcosa che puoi mangiare (erbe aromatiche, pomodori, ecc.)
  7. Serviti, se possibile, di professionisti e artigiani locali
  8. Per una sera, spegni la televisione e dedicati a un gioco di società in compagnia dei tuoi cari
  9. Taglia una carta credito o elimina un abbonamento superfluo (riviste, servizi streaming, ecc.)
  10. Dedica un’ora del tuo tempo al volontariato

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Источник: https://www.segretaria24.it/blog/downshifting-larte-di-lavorare-meno-per-vivere-meglio/

Downshifting: cos’è e come migliora la nostra vita

Downshifting: scegliere di guadagnare meno e vivere di più

La società moderna spinge le persone a mantenere degli altissimi livelli di stress. Per questo si stanno diffondendo modelli di vita alternativi.

Impegnarsi, fare carriera, avere successo, guadagnare sempre più soldi. Siamo abituati a dare per scontato che, nella vita, le persone più fortunate e realizzate sono quelle che sono riuscite a scalare la scala sociale, ad ottenere un lavoro prestigioso e ben retribuito, a comprarsi una bella casa, magari in un quartiere chic di una città, ad avere una macchina nuova e costosa.

Lo spasmodico sogno del successo e della carriera spinge le persone a condurre una vita molto stressante, con ritmi lavorativi incessanti a cui, spesso, non corrisponde affatto uno stato psicologico di soddisfazione.

Per questo si moltiplicano modelli di vita alternativi e storie di persone che, pur avendo toccato con mano il successo, decidono di voltare radicalmente pagina e cambiare nel profondo il proprio stile di vita. In questo contesto, si inserisce il downshifting: cerchiamo di capire cos’è e come migliora la nostra vita.

Innanzitutto si tratta di un termine di derivazione anglossassone e ciò non è casuale.

Infatti, è proprio il mondo anglosassone, ed il suo modello di business, ad aver contagiato il mondo intero con la logica del successo, dell’affermazione professionale e della carriera.

E non a caso, proprio in quel contesto, è nato il downshifting come modello di vita alternativo che, rifiutando il modello dominante, predica la necessità di rallentare i ritmi della propria vita e di riappropriarsi del proprio tempo.

Che cos’è il downshifting?

Milioni di persone concepiscono, oggi, la vita come una continua rincorsa al successo, alla carriera, ai soldi, allo status sociale.

La vita diventa, in questo modo, un vortice velocissimo in cui tutto il tempo viene risucchiato dal lavoro, dai rapporti professionali, dal business. Non c’è più tempo per sè stessi, per la propria famiglia, per fare figli, per avere relazioni che non siano business oriented.

Ma la ricerca del successo equivale alla ricerca della felicità? La risposta è no. Anzi, è vero proprio il contrario.

La spasmodica ricerca del successo si traduce spesso in una vita triste ed infelice, piena di frustrazioni, sensi di colpa, sensi di inadeguatezza.

Anche chi arriva a toccare con mano il tanto agognato successo, molto spesso, ne resta deluso e conduce una vita piena di beni materiali ma priva di una vera e profonda serenità interiore.

Proprio come reazione a questo modello dominante si sono diffuse teorie e filosofie di vita alternative, che postulano la necessità di invertire il paradigma seguito dalla maggioranza.

In questo scenario, si inserisce il downshifting, un termine sempre più diffuso e di cui si sente parlare sempre di più.

Spesso, questo termine viene associato alle storie di vita di persone che affermano di aver modificato radicalmente la loro vita, migiorandone la qualità, in certi casi anche rinunciando alla propria promettente carriera lavorativa.

Molto probabilmente, ti è capitato di sentire parlare di downshifting e di sentire dire che, nel futuro, non ci sarà alternativa a questo modello di vita.

Ma che cos’è realmente il downshifting? In Italia, il downshifting viene spesso tradotto con la locuzione “semplicità volontaria“. Si tratta, in estrema sintesi, della scelta di vita di coloro che decidono di mettere al primo posto la propria felicità ed il proprio star bene.

Il downshifting è, dunque, una radicale scelta di vita: al primo posto viene posta la propria serenità e la qualità della propria vita e tutto il resto (lavoro, carriera, soldi, successo, status sociale) viene messo in secondo piano.

Il downshifting è un approccio alla vita, e rappresenta l’attuazione di un detto molto diffuso, secondo il quale, dobbiamo lavorare per vivere e non vivere per lavorare.

Come si realizza il downshifting?

Inquadrato, in generale, il fenomeno del downshifting, cerchiamo ora di capire quali sono le scelte concrete che vengono messe in campo da coloro che decidono di fare downshifting e, dunque, di imprimere una netta virata alla propria esistenza.

Il downshifting non prevede un decalogo fisso e rigido di azioni da intraprendere.

In generale, il downshifting porta chi lo abbraccia a compiere delle scelte coerenti con la nuova impostazione di vita che si è scelta: ridurre le ore di lavoro, dedicarsi maggiormente alla propria serenità, vivere in modo sostenibile.

Rientrano, dunque, nel downshifting scelte come:

  • cambiare lavoro: in alcuni casi il proprio lavoro è incompatibile con il downshifting in quanto non è possibile svolgerlo in maniera ridotta o riducendo il proprio impegno lavorativo. Chi opta per il downshifting, dunque, spesso cambia lavoro, dedicandosi ad una attività meno redditizia e meno dispensiosa in termini di tempo e di stress;
  • mettere al centro la propria serenità: il downshifting è una scelta di vita che mira alla serenità della persona. Oltre a lavorare meno ore, chi opta per il downshifting cercherà anche di dedicarsi alle attività che danno serenità, evitando invece quelle che creano ansia, tensione e tristezza;
  • etica e sostenibilità ambientale: l’individuo che sceglie il downshifting lo fa, molto spesso, anche per motivi etici ed ambientali. Di solito, dunque, chi opta per il downshifting fa anche delle scelte eticamente orientate (ad es. il consumo critico, il rifiuto di acquistare merci prodotte da bambini o da lavoratori sottopagati, etc.) nonchè coerenti con una idea di sostenibilità ambientale (es. raccolta differenziata, no all’auto privata, mezzi elettrici, no alla plastica, etc.);
  • cura degli affetti e dela famiglia: chi sceglie il downshifting mette al centro beni e valori diversi dal business e dal successo come, ad esempio, la cura dei propri affetti, della propria famiglia, dei propri amici.

A ben vedere, il downshifting non è un qualcosa di nuovo.

Ci sono state sempre, nella storia della filosofia umana, scuole di pensiero che predicavano la necessità di condurre uno stile di vita come quello professato da chi sceglie il downshifting.

La portata innovativa del downshifting è che si inserisce in un modello sociale in cui l’uomo è arrivato a dei livelli di stress e di velocità mai raggiunti prima.

Downshifting: come realizzarlo?

Leggendo storie e testimonianze di persone, spesso famose, che hanno realizzato il downshifting potrebbe sembrare molto facile decidere di imprimere questa svolta radicale alla propria esistenza. In realtà, non è così.

Spesso, infatti, parlano di downshifting persone che hanno avuto la possibilità di avere degli impieghi ben retribuiti per anni e che a un certo punto, magari anche grazie alla rendita che gli deriva dalle ricchezze accumulate, decidono di fermarsi e godersi la vita senza stessarsi ulteriormente.

Di certo, quando si parte da una base economica molto solida, è facile fare una scelta di downshifting in modo radicale. Per la gran parte delle persone normali, tuttavia, un downshifting radicale non è possibile.

Oggi, molti italiani lavorano tante ore, spesso con contratti precari, per tirare fuori il minimo necessario a vivere.

Come potrebbero, dunque, queste persone ridurre le proprie ore di lavoro? Chi pagherebbe loro l’affitto, le bollette, la spesa alimentare? Inoltre, mentre una persona single può anche fare scelte radicali senza dover rendere conto ad altri, chi ha messo in piedi una famiglia è legato da oneri e responsabilità famigliari che non permettono di mollare tutto e cambiare vita dall’oggi al domani. Questo non significa, però, che il downshifting sia un privilegio per pochi.

Seppure in modo non radicale, tutti noi possiamo cercare di adottare il downshifting come modello di vita ed iniziare a chiederci cosa è realmente necessario nella nostra vita e cosa no.

Ridurre le proprie esigenze è il primo passo per ridurre, anche, la propria necessità di soldi e, quindi, ridurre il tempo dedicato al lavoro. Occorre, dunque, attuare il downshifting partendo dalle piccole cose.

Chediamoci ad esempio:

  • “posso ridurre la spesa per l’acquisto di vestiti e scarpe?”;
  • “posso pagare di meno l’assicurazione auto?”;
  • “posso fare a meno di un mezzo privato e magari prendere i mezzi pubblici?”;
  • “posso ridurre il cibo che acquisto?”;
  • “posso fare a meno di uno dei tanti abbononamenti tv che ho sottoscritto?”;
  • “posso accontentarmi di una casa più piccola?”;
  • “posso risparmiare sulle vacanze?”.

Partendo da tante piccole cose, un individuo o una famiglia possono arrivare a ridurre di molto la propria spesa complessiva e decidere di tradurre questo risparmio in una riduzione del tempo di lavoro e, parallelamente, in un aumento del tempo libero da dedicare alle proprie passioni, alla propria serenità, ai propri affetti.

Downshifting: è il modello di vita del futuro?

Il downshifting, a ben vedere, è anche una risposta alla sempre più crescente esigenza di vivere una vita maggiormente rispettosa dell’ambiente che ci circonda. Una vita, per usare un termine molto in voga, sostenibile.

La riduzione delle proprie esigenze individuali e l’approccio semplice alla vita, infatti, non solo consente di risparmiare denaro e, dunque, di avere meno bisogno di lavorare. E’ anche un approccio maggiormente sostenibile sul piano ambientale.

Oggi, la popolazione occidentale ha dei livelli di consumo di risorse (cibo, acqua, energia, beni di consumo, etc.) insostenibile. Si calcola che se tutto il mondo consumasse come i soli USA ci vorrebbero 5 pianeti Terra per produrre le risorse necessarie.

La lotta al surriscaldamento globale e la ricerca della sostenibilità saranno i veri protagonisti degli anni futuri in cui l’uomo dovrà prendere atto che la sua casa sta bruciando e che egli, se non vuole bruciare insieme ad essa, deve prendere dei provvedimenti seri.

I provvedimenti da prendere, però, non sono solo le grandi scelte politiche dei potenti del mondo ma partono dalle scelte individuali di ogni singola persona, da un nuovo approccio alla vita che trova, dunque, nel downshifting la massima espressione di una vita sostenibile e rispettosa degli equilibri della nostra terra.

Источник: https://www.laleggepertutti.it/366936_downshifting-cose-e-come-migliora-la-nostra-vita

Gravidanza
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