Diventare genitore affidatario

Quali sono i requisiti per diventare genitore affidatario?

Diventare genitore affidatario

Cosa fare per prendere in affido un minorenne.

Tu e il tuo compagno vivete insieme da circa sei anni. Non potete avere figli, ma non ve ne fate un problema. Tuttavia, volete aiutare chi è in difficoltà. Per tale ragione, vi siete informati per prendere in affido un bambino.

Ma esattamente, quali sono i requisiti per diventare genitore affidatario? A differenza dell’adozione, la procedura è molto più semplice in quanto possono accedervi le coppie sposate, i conviventi oppure le persone single.

Naturalmente, è fondamentale avere la disponibilità di una casa in cui accogliere il minore ed essere in grado di provvedere alle sue esigenze, sia dal punto di vista economico che affettivo.

Una volta trasmessa la domanda ai servizi sociali del proprio Comune di residenza, inizia un percorso conoscitivo per verificare che il richiedente sia effettivamente idoneo a prendersi cura di un bimbo. Se vuoi saperne di più sull’argomento ti invito a continuare la lettura di questo articolo.

Cosa vuol dire genitore affidatario?

Quando una famiglia attraversa un periodo di difficoltà tale da non riuscire ad occuparsi del proprio figlio minore, allora quest’ultimo può essere affidato temporaneamente ad un’altra persona, il cosiddetto genitore affidatario. Si tratta, quindi, di una situazione meramente provvisoria, in quanto il bambino, italiano o straniero che sia, tornerà dai propri familiari una volta superata la crisi.

Detto ciò, è evidente la differenza tra affido e adozione. Si tratta di due istituti finalizzati a garantire assistenza al minore con difficoltà familiari nel primo caso ed in stato di abbandono nel secondo.

Tuttavia, con l’adozione il bambino diventa figlio adottivo dei genitori affidatari e non ha più rapporti con la propria famiglia di origine (ad eccezione di determinati casi), l’affido, invece, è temporaneo e il minore conserva lo status di figlio dei suoi genitori naturali (dai quali tornerà appena possibile).

Chi può diventare genitore affidatario?

Possono accogliere un minore, e quindi diventare genitori affidatari, i seguenti soggetti:

  • le persone single: non è un ostacolo il fatto di non avere un compagno, anche se nella prassi spesso viene preferita una coppia per offrire al bambino entrambe le figure genitoriali di riferimento;
  • le coppie sposate o conviventi (con o senza figli);
  • gli istituti di assistenza pubblica o privata: solamente per minori che abbiano già compiuto 6 anni;
  • le comunità di tipo familiare.

Chi aspira a diventare genitore affidatario deve:

  • aver compiuto 18 anni. Non sono, invece, previsti limiti di età per presentare domanda di affido;
  • essere idoneo dal punto di vista psicofisico: ad esempio, chi è affetto da un disturbo mentale, ovviamente, non è in grado di occuparsi di un bambino;
  • avere la disponibilità di una casa in cui accogliere il minore;
  • avere un impiego lavorativo per essere in grado di provvedere alle esigenze del piccolo.

Come si diventa genitore affidatario?

Per diventare un genitore affidatario il primo step è quello di manifestare la propria disponibilità compilando una domanda da depositare presso il Comune di residenza. Successivamente, è necessario attendere di essere chiamati dai servizi sociali per sostenere una serie di colloqui finalizzati ad accertare l’idoneità dei richiedenti.

Se l’esito dei colloqui è positivo, in presenza di tutti i requisiti visti poc’anzi, si procede con:

  • l’affido consensuale se i genitori del minore sono d’accordo. In tal caso, l’affido viene disposto dai servizi sociali ed è reso esecutivo con decreto del giudice tutelare;
  • l’affido giudiziale in mancanza del consenso dei genitori del minore. Tale ipotesi ricorre qualora vi sia un grave rischio per il bambino e vi provvede direttamente il tribunale per i minorenni.

Va comunque precisato che i futuri genitori affidatari vengono scelti dapprima tra i familiari entro il 4° grado e, solo qualora ciò non sia possibile, il bambino viene affidato a persone estranee.

Per quanto tempo si resta genitore affidatario?

L’affido familiare può avere una durata massima di ventiquattro mesi, prorogabili dal tribunale per i minorenni solo nel caso in cui l’eventuale sospensione possa arrecare un pregiudizio al minore.

Tuttavia, può anche capitare che una volta terminato il periodo di affidamento non ci siano le condizioni affinché il bambino possa fare ritorno presso la famiglia di origine.

In casi del genere, si parla di affido senza scadenza (tecnicamente affido sine die), in quanto il tribunale reitera il provvedimento fino alla maggiore età del minore.

Se, invece, alla scadenza dell’affido la situazione di difficoltà è ormai superata, allora il minore potrà tornare dai suoi genitori biologici e mantenere i rapporti con i soggetti affidatari.

Quali sono i diritti e i doveri del genitore affidatario?

Una volta emesso il provvedimento, il genitore affidatario ha il dovere di:

  • accogliere il minore presso la propria abitazione;
  • prendersi cura del bambino fino a quando lo stesso non farà ritorno presso la sua famiglia. In buona sostanza, significa mantenerlo, educarlo ed istruirlo e quindi esercitare la responsabilità genitoriale (la cui titolarità rimane comunque in capo alla mamma e al papà);
  • conservare rapporti con i genitori biologici del minore onde favorire un suo reinserimento nella famiglia di origine.

Infine, dal punto di vista economico va detto che gli affidatari hanno il diritto di ricevere un aiuto economico da parte del Comune (un contributo mensile, un rimborso per le spese straordinarie, gli assegni familiari ecc.) per far fronte a tutte le esigenze del minore.

Источник: https://www.laleggepertutti.it/455761_quali-sono-i-requisiti-per-diventare-genitore-affidatario

Come Prendere un Bambino In Affidamento

Diventare genitore affidatario

Come prendere un bambino in affidamento, quali sono i requisiti da rispettare e quali sono i compiti di un genitore affidatario. L'avvocato ci spiega come si diventa genitore affidatario e che differenza c'è le diverse tipologie di affido familiare

Come prendere un bambino in affidamento

L’affidamento familiare è un istituto che permette a una famiglia, a una coppia o a un singolo di accogliere, per un periodo di tempo limitato, un minore italiano o straniero la cui famiglia stia attraversando un periodo di difficoltà o di crisi, tale da impedire l’accudimento del bambino o del ragazzo stesso. L'affidamento familiare (o temporaneo) è stato introdotto dalla legge n.184 del 1983 che ha disciplinato anche l'attuale adozione.

L'art.2 di questa legge dice che “il minore che sia temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo può essere affidato ad un'altra famiglia”.

Presupposto dell'affidamento è, dunque, una incapacità, una difficoltà educativa dei genitori che deve però avere il carattere della transitorietà, della temporaneità e proprio questa temporaneità distingue l'affidamento dagli altri sistemi di definitiva sostituzione del nucleo familiare.

L'affidamento infatti non modifica la situazione familiare del minore: i genitori conservano la potestà, ma l'esercizio di questa, così come il dovere di mantenere, istruire, educare il minore compete agli affidatari.

Affido temporaneo dei single 

Possono fare domanda di affido temporaneo non solo le coppie sposate, ma anche conviventi (con o senza figli) e i single.

Il fatto di essere single non è certo un ostacolo, anche se nella prassi viene preferita una coppia in modo da sostituire entrambe le figure di riferimento per il minore.

Il requisito di essere single è visto con maggiore simpatia, invece, nei casi in cui la famiglia naturale sia ancora presente e non sia troppo negativa.

Affidamento dei bambini piccoli 

Gli affidati possono essere bambini molto piccoli, che frequentano la scuola materna, elementare o media e avere fino a diciassette anni compiuti.

L’affidamento di neonati (0 – 24 mesi) prevede l’affidamento, per un breve periodo, di neonati o bambini molto piccoli, come alternativa all’inserimento in una comunità.

Ha lo scopo di fornire al minore un ambiente familiare accogliente durante l’osservazione e la valutazione delle capacità genitoriali, in vista di futuri provvedimenti giudiziari.

Requisiti per l'affido familiare 

Requisiti necessari particolari per l'affidamento non ci sono. La valutazione se una famiglia è adatta all'affidamento è lasciata ai responsabili dei centri affidi istituiti presso tutti i comuni o presso le ASL. Vi sono molti tipi di affidamento e tra questi bisogna indicare verso quali ci si sente maggiormente portati o verso quali le nostre risorse umane siano più adatte.

Cosa dice la legge sull'affidamento familiare 

L’affidamento familiare non può avere una durata superiore ai 24 mesi, ma può essere prorogato dal Tribunale per i Minorenni qualora la sua sospensione rechi pregiudizio al minore (art. 4, comma 4, Lg.149/01).

Durante il periodo di affido devono essere attivati vari interventi di sostegno e di supporto per superare le problematiche che hanno reso necessario l’allontanamento del bambino dal suo nucleo e per favorire il suo rientro nella famiglia d’origine.

Esperienze di affidamento familiare 

Le storie di affido raccontano di bambini, adolescenti, famiglie, mamme, papà…

Tante persone che con l'affido sono cresciute e che hanno imparato che l'accoglienza è un moltiplicatore di emozioni e sensazioni.

Per chi si vuole avvicinare all'affido è bene rivolgersi ai centri sociali poiché conoscere le esperienze concrete può aiutare a capire meglio cosa vuol dire fare l'affido.

Contributo per l'affidamento familiare 

La famiglia affidataria non ha un compito facile. E’ proprio per questo motivo che essa va sostenuta durante tutto il percorso dell’affido. L’art. 5 della Legge 184/1983 e s.m. prevede:

Lo Stato, le Regioni e gli Enti locali nell’ambito delle proprie competenze e della nuova legge e nei limiti delle disponibilità finanziarie dei rispettivi bilanci intervengano con misure di sostegno e di aiuto economico in favore della famiglia affidataria

Il sostegno economico pertanto può consistere:

  • nel riconoscimento di un contributo mensile, svincolato dal reddito, e di un ulteriore eventuale contributo a titolo di rimborso di spese straordinarie, sostenute per interventi di cura e di particolare rilevanza per il progetto di affidamento. Tali contributi sono a carico del Comune che dispone l’affidamento. Il loro importo è stabilito da specifici provvedimenti (ad esempio delibere);
  • in una copertura assicurativa per il minore per incidenti e danni provocati e/o subiti nel corso dell’affidamento.
  • la percezione degli assegni familiari e delle prestazioni previdenziali dovute per il minore, che può essere disposta temporaneamente dal Giudice valutate le circostanze e le modalità dell’affido, nonché la sua durata;
  • le detrazioni di imposta per carichi di famiglia, anch’esse spettanti se il Giudice lo dispone.

Tipologie di affidamento

L’ affidamento può essere:

  • consensuale: quando si attua in accordo con la famiglia d’origine che riconosce le proprie difficoltà e accetta, con l’intervento dei Servizi, di affidare il proprio figlio a un’altra famiglia, per il tempo necessario. Il provvedimento di affido è predisposto dal Comune o Consorzio di Comuni ed è reso esecutivo dal Giudice Tutelare.
  • giudiziale: quando viene disposto dal Tribunale per i Minorenni e realizzato dai Servizi Sociali del Comune o Consorzio di Comuni. Il provvedimento delle Autorità giudiziarie minorili si attua quando manca il consenso della famiglia d’origine e la situazione socio-ambientale del nucleo familiare è di grave rischio per il minore. Inoltre occorre precisare che bisogna indicare verso quali ci si sente maggiormente portati o verso quali le nostre risorse umane siano più adatte.

Sostanzialmente si deve differenziare tra:

  • residenziali e part-time: dove si preveda una convivenza più stabile possibile (quindi anche con pernottamento)
  • di semplice ausilio alla famiglia e al bambino in cui il minore rientri in casa a dormire. Anche qui, in base a disponibilità, età, situazione familiare sono gli psicologi preposti alla verifica a valutare se ciò che viene richiesto è effettivamente adeguato.

Differenza tra affido e adozione 

L’adozione e l’affidamento sono due provvedimenti giuridici che hanno lo scopo di assistere il minore – in stato di abbandono nel primo caso e con difficoltà familiari nel secondo – nella crescita fisica, sociale e psichica.

In particolare, mentre l’adozione consiste nel cambiamento dello stato giuridico del soggetto, che diventa a tutti gli effetti figlio legittimo della coppia adottante, l’affidamento è solo temporaneo e non prevede un cambiamento nello stato giuridico del minore e dei suoi genitori naturali.

Quali sono i compiti di un genitore affidatario 

La famiglia affidataria si impegna:

  • ad accogliere presso di sé il bambino;
  • a provvedere al suo mantenimento, alla sua educazione e istruzione;
  • a curare e mantenere i rapporti con la famiglia d'origine;
  • a favorire il reinserimento del minore nella famiglia di origine.

Documenti necessari per l'affidamento 

Le persone interessate ad avere in affidamento un bambino devono manifestare la loro disponibilità ai servizi sociali dell'Ente locale o ai Centri Affido distrettuali e Comunali.

Saranno tali enti, che lavorano sul territorio con l’obiettivo di facilitare e accompagnare ogni famiglia nell’affidamento di un bambino, a illustrare documentazione e modulistica necessaria al fine di ottenere l’affido.

Come si diventa affidatari 

Per prima cosa bisogna rivolgersi ai centri affidi e dare la propria disponibilità. Maggiori sono i centri affidi a cui ci si rivolge, maggiori le possibilità di ottenere quanto richiesto.

Limitazione, però, di questa procedura è il fatto che, almeno allo stato attuale, i centri affidi non siano tra loro collegati. Quindi può succedere che ci si rivolga ad un Centro Affidi e questi non abbia bambini da affidare, ma altri centri affidi potrebbero avere la necessità di collocare qualche minore.

L'affidamento, infatti, può prevedere anche un allontanamento dalla famiglia di origine molto forte, come lo spostamento del minore in altra regione. 

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Источник: https://www.pianetamamma.it/la-famiglia/la-famiglia-si-allarga/come-prendere-un-bambino-in-affidamento.html

Affido Familiare

Diventare genitore affidatario

Giulia, Michael e Sara sono solo alcuni nomi di bambini che sono stati allontanati dalle loro famiglie, a causa di gravi problematiche che impedivano loro di crescere serenamente e in un ambiente sicuro.

Sono bambini e ragazzi che hanno diritto di vivere la normalità quotidiana come andare a scuola, tornare in una casa, fare merenda, avere qualcuno che li faccia addormentare e li consoli nei momenti difficili.

Si diventa così un punto di riferimento importante per i bambini che hanno bisogno della presenza e della guida dell’adulto, di sviluppare le proprie potenzialità, per diventare grandi.

I bambini possono vivere in un’altra famiglia, ma mantenere comunque il legame con i propri genitori, da cui, sarebbe auspicabile, potranno un giorno ritornare.

Cosa è l’affido Familiare

L’affido familiare è un gesto d’amore bellissimo. Attivare un affido familiare vuol dire accogliere un bambino non in pianta stabile (come l’adozione) ma per un periodo.

Vuol dire aiutarlo in un percorso di recupero, a superare le difficoltà che ha passato, mentre i genitori naturali lavorano per superare i problemi che li frenano.

Al termine del percorso, il bambino torna nella sua famiglia iniziale, ma si crea un legame talmente forte che la famiglia si allarga.

Testimonianze dirette di famiglie affidatarie

La Blogger e Influencer Julia Elle intervista le due mamme, affidataria e di origine, di Alessia, in affido da quando aveva 5 anni.

Il cantautore e scrittore Niccolò Agliardi ha raccontato la sua esperienza con l’affido famigliare e di come 3 anni fa ha deciso di intraprendere questa strada che considera, come l’amore e la vita, senza i margini dell’infinito.

Chi sono i bambini dell’affido familiare

Sono bambini che arrivano da famiglie problematiche, vittime di abusi e maltrattamenti, oppure di grave incuria. Il tribunale ha deciso per il loro bene di allontanarli per un periodo dai genitori naturali.

Mentre quest’ultimi lavorano su se stessi per risolvere i loro problemi, i piccoli vengono affidati a una famiglia che li accolga, che mostri loro la bellezza della quotidianità e dell’essere amati e accuditi.

Come aiuta L’Albero della Vita le famiglie affidatarie?

Per sostenere e orientare le famiglie in questo compito, L’Albero della Vita organizza serate di sensibilizzazione, con lo scopo di fornire alla famiglia affidataria adeguate conoscenze in campo sociale, giuridico, psicologico; sostiene la creazione di reti familiari, che permettono ai nuclei affidatari di confrontarsi e aiutarsi nella soluzione degli ostacoli e di condividere le proprie esperienze anche con nuove aspiranti famiglie affidatarie; offre l’appoggio di psicologi ed educatori che sostengono la famiglia durante il percorso con strumenti pratici e spazi dedicati.

Il progetto è attivo nelle province Lombarde e limitrofe, con sedi operative a Milano e Pavia.

  • Affidi Full time consensuali e giudiziari

Il bambino vive a tutti gli effetti presso l’abitazione della famiglia affidataria, per un tempo medio-lungo, ed è inserito nel contesto sociale: scuole, amicizie, attività…

L’affido è consensuale se è la famiglia di origine che ha chiesto un sostegno alla genitorialità, è giudiziario invece quando è il Tribunale per i Minorenni che dispone il progetto di Affido.

La famiglia affidataria, in presenza di difficoltà gestionali, ad impegni lavorativi o alla necessità di un miglior supporto educativo, accoglie il bambino soltanto in alcune fasce orarie della giornata (tipicamente nel pomeriggio, finita la scuola), che poi torna a dormire a casa dei suoi genitori. In altri casi l’affido part-time prevede l’ospitalità del bambino in periodi di vacanza scolastica (estive, festività…).

L’affido in regime di Pronta Accoglienza è una risposta tempestiva a situazioni di emergenza, che necessitano di un collocamento entro poche ore, o pochi giorni.

Si rivolge generalmente a bambini molto piccoli, neonati, per cui il calore e l’accudimento individuale che una famiglia può dare è indubbiamente da preferire ad un contesto comunitario.

Solitamente si tratta di accoglienze a breve termine, in attesa di una definizione del progetto di vita del bambino.

La famiglia affidataria accoglie, presso la propria abitazione o in un appartamento attiguo, il bambino insieme alla sua mamma.

Si opta per questa soluzione quando la mamma è molto giovane ed ha bisogno lei stessa di un contesto familiare che la guidi e sostenga, o nei casi in cui la relazione tra mamma e bambino non è pregiudizievole e può essere accompagnata e rinforzata, in previsione di un’autonomia.

L’accoglienza in affido di un bambino straniero, che nella sua famiglia ha sempre vissuto in un contesto culturale e linguistico diverso da quello italiano, può essere facilitata da affidatari della medesima provenienza, sia nell’integrazione del bambino in un ambiente affine, che nella relazione con i genitori di origine, che possono più facilmente disporsi a collaborare attivamente con il progetto di affido.

  • Affido di MSNA (Minori stranieri non accompagnati)

Il fenomeno della migrazione, a cui assistiamo ormai quotidianamente nei risvolti di emergenza sociale e umanitaria, vede coinvolti moltissimi minorenni, bambini e ragazzi, che certamente necessitano di un intervento diverso, più accogliente ed individuale, di quello riservato agli adulti.

L’ospitalità presso la propria famiglia di un Minore Straniero solo (generalmente adolescenti o preadolescenti) offre a questi ragazzi la possibilità di essere accolti affettivamente, di ritrovare condizioni più serene che consentano loro di rielaborare i traumi vissuti, grazie ad un processo di integrazione nella nostra società assai più positivo ed efficace, grazie ad un percorso di accompagnamento all’autonomia che supporta la famiglia, insieme al ragazzo.

Contattaci per ricevere informazioni sull’Affido Familiare

TELEFONO: 0382/933447 –  CELLULARE: 345/1438654

Numero verde: 800 500 966 Email: affido@alberodellavita.org

  • I tuoi dati personali – I dati forniti vengono utilizzati esclusivamente per rispondere alle richieste inoltrate e saranno cancellati entro 30 giorni dalla ricezione. Informazioni dettagliate, anche in ordine al suo diritto di accesso e agli altri suoi diritti, sono riportate nella nostra Privacy policy.”

Источник: https://www.alberodellavita.org/progetto/affido-familiare/

Gravidanza
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