Disturbi della gravidanza: un rimedio per ognuno

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Disturbi della gravidanza: un rimedio per ognuno

Come superare i più comuni disturbi in gravidanza? Spesso cambiare le proprie abitudini quotidiane può far molto. Eccovi un rimedio per ogni problema

Disturbi in gravidanza

Mal di schiena, reni doloranti, emicranie, mal di gola e gambe pesanti potrebbero essere tutti dei sintomi di una gravidanza in corso. La gravidanza porta con sè alcuni piccoli e fastidiosi problemi che possono accompagnare la futura mamma per tutti e nove i mesi. E allora ecco i più comuni disturbi in gravidanza e i rimedi.

Disturbi in gravidanza mese per mese

La gravidanza è certamente un'esperienza fisiologica che non comporta necessariamente problemi o complicanze, ma è indubbiamente un momento particolare per il corpo femminile che subisce una serie di profonde modifiche. La tempesta ormonale ed i cambiamenti fisici ed anatomici possono provocare alcuni fastidi che si acuiscono in alcuni mesi.

Ad esempio la nausea è un disturbo tipico dei primi mesi di gravidanza che poi tende a scomparire. Il mal di schiena è più comune negli ultimi mesi di gestazione, quando il peso del pancione si fa più sentire, così come il bruciore allo stomaco, i crampi muscolari.

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Mal di schiena, gambe gonfie, bruciore di stomaco e molti altri. Ecco i rimedi sicuri per i più comuni disturbi della gravidanza

Disturbi della gravidanza, come intervenire

No alle cure fai da te.

La gran parte dei farmaci non può essere assunta durante la gravidanza per non mettere a rischio il feto, quindi è bene conoscere questi disturbi e provare a prevenirli o quanto meno a seguire qualche semplice accorgimento nella vita quotidiana per superarli senza problemi.

E la raccomandazione è sempre quella di rivolgersi al proprio ginecologo se si soffre di qualche malessere o disturbo, sarà lui ad indicare il rimedio più adatto. In qualche caso potrà prescrivervi un antidolorifico o una terapia antibiotica nei casi più seri.

Vediamo quali sono alcuni dei disturbi più comuni in gravidanza e come intervenire

Dolori, pesantezza, formicolii

Sono le famose “gambe pesanti” accompagnate spesso da vene varicose.

  E' bene adottare alcune regole di vita sana, come indossare scarpe con tacco basso, camminare, nuotare e fare qualche esercizio per favorire il ritorno venoso, dormire con le gambe leggermente alzate, fare brevi spugnature con acqua fredda che partono dal basso e risalgono lungo la gamba verso l'alto, usare creme naturali e fresche per dare sollievo.

Crampi alle gambe

Soprattutto durante le ultime settimane possono verificarsi a gambe e piedi a causa di stanchezza ma anche di carenze di potassio e magnesio. Per alleviare il dolore massaggiare la parte.

Se i crampi sono accompagnati da gonfiore dipende da una carenza di potassio quindi bere acqua con molto limone o addirittura mangiarne a spicchi.

Anche le banane, i meloni, l'anguria, l'insalata, il brodo di verdura e il parmigiano servono allo scopo di reintegrare le riserve di potassio.

Mal di schiena

Lo scheletro deve adattarsi alla nuova situazione; tutte le articolazioni e i legamenti diventano meno solidi per cui è più facile avere improvvisi cedimenti. Il bacino si dilata leggermente così pure la cassa toracica, dando luogo a dolorose ma brevi fitte intercostali.

Idem per la schiena messa a dura prova negli ultimi mesi dal peso della pancia che ci fa assumere una posizione innaturale.

Per tutti questi dolori meglio sopportare con pazienza che prendere antidolorifici a sproposito, per la schiena tenerla quanto possibile diritta, non sedetevi su divani che sprofondano, e se necessario, usate una guaina che sostiene

Sciatica

Di solito appare durante il secondo trimestre e va a crescere per tutto il resto della gravidanza. Colpisce soprattutto la zona lombare, cioè la parte bassa della schiena.

A volte può  scendere nei glutei e nella coscia: è sciatica, un disturbo molto comune nelle donne in gravidanza.

Cosa fare? Dormire a sufficienza, non aumentare troppo di peso, calzare scarpe comode, cercare di mantenere una postura corretta alzandosi lentamente da un lato e piegarsi sulle ginocchia se ci si deve abbassare, fare attività fisica.

Melasma in gravidanza (cloasma o maschera gravidica)

E' un inestetismo della pelle, un imbrunimento a chiazze in genere del volto, causato da un accumulo eccessivo di melanina (il pigmento dell'abbronzatura). I possibili rimedi per combattere il cloasma sono pomate, creme e gel ad azione schiarente. Bisogna segnalare però che alcuni prodotti potrebbero causare effetti collaterali quali irritazione, dermatiti etc.

Tra i trattamenti di maggior efficacia c'è il micro-peeling che velocizza il ricambio cellulare in modo che la melanina in eccesso venga eliminata. Nel periodo estivo, ma non solo, da non dimenticare l'uso di creme protettive con filtri solari.

Ci sono anche creme coprenti, che però nascondono soltanto le macchie senza risolvere il problema.

Stitichezza

A causa del peso dell'utero sull'intestino e degli ormoni, la mobilità intestinale viene spesso compromessa. Ne deriva la stitichezza unita a gonfiore, nausea, sensazione di mancanza di fiato e doloretti intestinali.

Nei casi gravi possono insorgere coliche. In nessun caso bisogna ricorrere ai purganti, nemmeno alle tisane lassative, che possono causare il non assorbimento di sostanze molto importanti in questo periodo.

Importante sarà condurre una vita sana, bere due bicchieri di acqua naturale a digiuno la mattina (se non si soffre di nausea), e subito dopo un kiwi maturo, assumere un cucchiaino di olio d'oliva prima dei pasti e tanta frutta cotta, albicocche e fichi secchi.

Punta tutto su un maggiore consumo di fibre (frutta, verdura, cereali integrali) e bevi tanto per favorire l'evacuazione. Se soffri di stitichezza chiedi al tuo medico.

Mal di stomaco

Frequenti anche bruciori allo stomaco e il reflusso gastrico. Mangia più volte in piccole quantità, scegli cibi poco acidi (latte, mandorle, patate, uova, cereali integrali), non combinare insieme zuccheri, carboidrati, proteine e grassi ed evita il più possibile caffè, spezie, tè, cibi grassi, cavolo, cibi fritti etc..

Dolore alla bocca dello stomaco

Le gastriti sono piuttosto frequenti, soprattutto nell'ultimo trimestre quando lo stomaco ormai è molto piccolo e stretto tra utero e cassa toracica: fai pasti piccoli e più frequenti, favcilmente digeribili ed evita cibi piccanti, grassi e irritanti.

Le gastriti sono frequenti anche durante i primi tre mesi e la causa è di natura nervosa unita alla maggiore rilassatezza della muscolatura gastrointestinale che favorisce il riflusso di parte del contenuto acido nello stomaco fino in gola. 

Non sdraiarsi subito dopo mangiato e masticare lentamente mollica di pane o nocciole dopo mangiato può aiutare. Tra i rimedi naturali, l'acqua di melissa darà sollievo. Per i casi più acuti il ginecologo prescriverà degli antiacidi.

Mal di testa in gravidanza

Tra le principali cause del mal di testa in gravidanza c'è sicuramnete il grande cambiamento che si verifica a livello ormonale.

Il paracetamolo è il farmaco di prima scelta per curare un attacco di mal di testa, se però i mal di testa sono ricorrenti e se si  ssociano altri sintomi come vertigini, lampi alla vista, tremore è importante parlarne con il medico.

Emorroidi

Si tratta di piccole dilatazioni delle vene dell'ano che in gravidanza possono comparire o peggiorare. Se sanguinano quando si va di corpo rivolgersi al medico, se invece danno solo prurito anale cecare di risolvere i problemi di stitichezza, praticare un'accurata pulizia locale con sapone a PH acido. Usare al bisogno pomate antiemorroidarie.

Nausea e vomito

Colpiscono il 60% circa delle gestanti anche se con diverse intensità. Di solito il momento più a rischio è dopo il risveglio ma la nausea può non abbandonare mai per tutto il giorno.

Le cause sono da ricercarsi nell'emotività e nell'azione di un ormone, la gonadotopina corionica dato che arrivano in genere verso la quinta settimana e spariscono alla fine del terzo mese, proprio come l'azione di questo ormone.

Le nausee possono dare anche salivazione abbondante e alterazioni dei sensi di gusto e odorato. Se il vomito è così intenso da far perdere peso si parla di iperemesi gravidica e allora ci vorranno cure apposite o un ricovero.

Se i disturbi sono nella norma si potranno mangiare biscotti o crackers la mattina prima di alzarsi dal letto, non serve a nulla mangiare in bianco mentre migliora la situazione non fequentare luoghi con odori intensi, fumosi o con poco ricambio d'aria. L'acqua di melissa aiuta anche in questo caso.

Vene varicose

La maggior quantità di sangue in circolo, la pressione dell'utero sulle vene e sempre gli ormoni possono causare la comparsa di varici sulle gambe, che appariranno in un primo tempo solo gonfie e 'pesanti' ma che possono anche ulcerarsi.

Le donne più a rischio sono quelle in sovrappeso e chi ha precedenti in famiglia. Se ci sono solo venuzze sotto pelle non c'è da preoccuparsi ma non bisogna mai trascurarle.

Approfittate di ogni occasione per scaricare le vene appoggiando i piedi in alto e alzandovi se state a lungo sedute, stare ferme in piedi è dannoso mentre camminare fa benissimo, usate scarpe dal tacco medio, nè alto ma nemmeno rasoterra.

Gonfiori alle caviglie

E' normalissimo, soprattutto a fine gravidanza e se fa caldo e siete state molto in piedi, arrivare a sera con i piedi gonfi. Bisogna preoccuparsi se il gonfiore si estende anche alle gambe, alle mani, al viso e se c'è anche da appena sveglie. In questo caso contattare il medico.

Perdite vaginali

A causa dei vasi sanguigni vaginali e vulvari che si dilatano, del flusso sanguigno che aumenta e delle pareti della vagina che trasudano, si forma un fluido lattiginoso e le perdite sembrano molto più abbondanti del solito ma è tutto normale, anzi queste secrezioni contribuiscono a tenere alla larga le infiammazioni. Se però le perdite sono accompagnate da prurito e bruciore e sono maleodoranti meglio chiedere al ginecologo. Tenere sempre sotto controllo l'igiene senza usare tutte le volte il sapone.

Disturbi alla vista

Durante la gravidanza è molto comune accusare problemi alla vista: vista offuscata, secchezza agli occhi, vedere scintille o macchie davanti agli occhi etc. Sono generalmente sintomi passeggeri che vanno via dopo il parto.

Insonnia

Tanti fattori possono rendere difficile il sonno in gravidanza: dalla nuova situazione, al pensare che dopo nulla sarà come prima, l'ansia…

insomma è provato che soprattutto dal quinto mese un pò d'insonnia è normale. Pare dipenda dal feto che ormai si fa sentire: si muove, scalcia ecc.

ma c'è anche la teoria per la quale il sonno diventa più leggero per preparare la madre ai molti risvegli notturni che affronterà una volta che il bimbo sarà nato.

Paure

Anche per chi ha avuto già bimbi la gravidanza è sempre una cosa nuova che quindi provoca inquietudine e anche le donne più forti si ritrovano a fare i conti con emotività, ansie e preoccupazioni, inconcepibili ai più. Non bisogna vergognarsi nè farsene una colpa, nè tenere tutto dentro ma parlarne con la mamma, il partner, le amiche e il ginecologo.

Mal di gambe ad inizio gravidanza

E' facile sentire le gambe pesanti e stanche e anche lievemente doloranti all'inizio della gravidanza: è il cambiamento ormonale, legato anche alle modifiche che stanno avvenendo nel sistema circolatorio.

E' importante massaggiare le gambe partendo dalle caviglie e risalendo per favorire il ritorno linfatico e combattere il gonfiore e il ristagno dei liquidi, fare spesso dei pediluvi con acqua e sale e tenere le gambe alzate con un cuscino all'altezza delle caviglie il più spesso possibile.

Dolori muscolari in gravidanza, al primo trimestre

I dolori muscolari possono essere piuttosto comuni sin dal primo trimestre. Ad esempio si può sentire un dolore simile a un crampo come quello legato all'arrivo del ciclo mestruale dietro ai reni, ma nella maggior parte dei casi si tratta di un dolore muscolare. Così come si possono avere crampi muscolari alle gambe e ai polpacci.

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Disturbi gastrici in gravidanza: cosa succede trimestre per trimestre

Disturbi della gravidanza: un rimedio per ognuno

Diffusissimi ma fastidiosi: sono i disturbi gastrointestinali che accompagnano molte donne in gravidanza, dalla nausea al reflusso esofageo.

Disturbi gastrici in gravidanza

Nausea, bruciore di stomaco o vero e proprio reflusso esofageo, stitichezza: sono tutti sintomi gastrointestinali piuttosto comuni in gravidanza, dovuti in parte ai cambiamenti ormonali che accompagnano la gravidanza stessa, in parte a effetti meccanici che si producono via via che il bambino e dunque l'utero si ingrossano.

Spesso, questi sintomi variano da trimestre a trimestre: la nausea, per esempio, può essere presente all'inizio ma tende a sparire nel secondo trimestre, mentre accade il contrario per bruciore di stomaco e reflusso, più frequenti negli ultimi mesi. Vediamo allora che cosa può accadere nel tempo con l'aiuto della professoressa Rossella Nappi, ginecologa ed endocrinologa e responsabile del centro di PMA del Policlinico San Matteo dell'Università di Pavia.

Primo trimestre: ormoni e nausea

Tra i sintomi più comuni nei primi mesi di gravidanza figura sicuramente

  • la nausea,
  • ma anche la scialorrea (ipersalivazione)
  • e la stitichezza.

Principali imputati per questi sintomi – che generalmente non costituiscono un rischio, ma possono sicuramente rappresentare un fastidio – sono i cambiamenti ormonali che accompagnano l'inizio della gestazione.

In effetti, anche se da fuori non si vede ancora nulla, all'interno dell'organismo della mamma è in corso una vera e propria rivoluzione endocrina. Tanto per cominciare compare la gonadotropina corionica, (beta-hCG), prodotta dal trofoblasto, l'abbozzo della placenta: non a caso, è chiamato anche ormone della gravidanza ed è proprio quello rilevato dai test di gravidanza.

Anche se non ci sono ancora certezze definitive sull'origine della nausea in gravidanza, una delle teorie più accreditate è appunto quella ormonale, che vede in prima linea una responsabilità della beta-hCG.

“Non a caso, la nausea è più frequente in donne che aspettano due gemelli, che producono quantità maggiori di questo ormone, oppure in caso di mola vescicolare una condizione caratterizzata dalla crescita anomala del trofoblasto e dunque da una maggior produzione di beta-hCG”.

Ma non è tutto: anche gli ormoni sessuali estrogeni e progesterone aumentano in modo significativo.

“Questi ormoni hanno vari effetti, tra i quali la modulazione di neurotrasmettitori come serotonina e noradrenalina, a loro volta coinvolti nella regolazione dei centri di sensibilità a nausea e vomito a livello cerebrale” spiega Nappi.

“In altre parole, estrogeni e progesterone non sono direttamente responsabili di nausea e vomito, ma possono abbassare la soglia di sensibilità che ciascuno di noi ha a questi eventi, rendendo più facile la loro manifestazione”.

Proprio per il coinvolgimento di questi neurotrasmettitori viene proposta per la terapia della nausea e del vomito in gravidanza la vitamina B6, che ne modula l'equilibrio.

E ancora, anche i livelli di cortisolo (ormone dello stress) e di ormoni tiroidei cambiano con la gravidanza, e anche questi cambiamenti potrebbero comportare maggiore sensibilità a nausea e vomito.

“Il tutto probabilmente con un obiettivo ben preciso da parte dell'organismo: aumentare la reattività a sostanze e microrganismi potenzialmente tossici, che potrebbero compromettere lo sviluppo di embrione e feto” afferma Nappi.

D'altra parte, dobbiamo ricordare che, oltre alle voglie, esistono le avversioni tipiche delle prime fasi della gravidanza: si tratta di meccanismi antichissimi, che l'essere umano ha sviluppato migliaia e migliaia di anni fa, quando non erano disponibili strumenti e strategie per la sicurezza alimentare come il frigorifero, la cottura, la pastorizzazione. “Provare repulsione per esempio di fronte a un fetta di carne cruda di fatto protegge dal rischio di infezione da parte del toxoplasma”.

Ancora primo trimestre: progesterone, ipersalivazione e stitichezza

Sempre nel primo trimestre, molte donne possono manifestare altri due sintomi caratteristici: la scialorrea, cioè una tendenza a una salivazione più abbondante del solito e la stitichezza.

“In questo caso – spiega Nappi – entra in gioco l'effetto miorilassante del progesterone. Significa che rilassa le pareti muscolari dell'organismo, a vari livelli.

Per esempio le pareti dei vasi sanguigni, facilitando la circolazione a livello uterino, ma anche gli anelli muscolari che circondano tutti gli organi, comprese le ghiandole salivari.

Questo fa sì che la salivazione aumenti, il che a sua volta può aumentare il senso di nausea, sempre in un'ottica di difesa dell'organismo”.

Allo stesso tempo, il progesterone rilassa anche le pareti muscolari intestinali, riducendone la motilità. Risultato: il cibo resta più a lungo nell'intestino stesso, con sensazione di gonfiore, intasamento e, appunto, stitichezza.

Secondo trimestre

Nel secondo trimestre, a partire dalla quattordicesima settimana di gravidanza, l'organismo si è adattato ai cambiamenti ormonali e alcuni sintomi tendono ad andare a riposo.

È il caso per esempio della nausea.

Allo stesso tempo, però, cominciano a farsi sentire altre modifiche, più di tipo meccanico, perché il bambino cresce e l'utero si ingrossa, premendo su altri organi materni.

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Per questo motivo nel secondo trimestre può continuare a essere presente stitichezza, che però a questo punto non dipende più solo dall'effetto del progesterone, ma anche dalla pressione esercitata dall'utero sull'intestino. Inoltre, possono comparire altri disturbi come

Due sintomi, questi ultimi, che diventeranno ancora più frequenti nel terzo trimestre.

Terzo trimestre: bruciore di stomaco e reflusso

Una certa pesantezza dopo mangiato, difficoltà a digerire, ma anche acidità e bruciore di stomaco e di esofago. A mano a mano che la gravidanza procede verso il termine, questi disturbi si fanno sempre più frequenti.

“Anche in questo caso la causa è duplice” sottolinea Nappi.

“Da un lato c'è una componente ormonale, che rallenta il tempo di svuotamento dello stomaco, facilitando appunto le sensazioni di pesantezza e bruciore, e porta a un rilassamento della valvola muscolare posta tra esofago e stomaco, il cardias, che non 'chiude' più come dovrebbe. Dall'altro, una componente meccanica, perché l'aumento della pressione sullo stomaco tende a deformarlo un pochino e ad accentuare le difficoltà di chiusura della valvola”.

Risultato: acidi e succhi contenuti nello stomaco possono risalire verso l'esofago – si parla appunto di reflusso gastroesofageo – comportando bruciore all'esofago ma anche alla gola, talvolta con tosse secca e stizzosa.

I rimedi per il reflusso

Come per la stitichezza, anche in questo caso, possono venire in aiuto alcuni semplici accorgimenti: “Non mangiare o bere troppo alla sera, evitando in particolare cibi troppo acidi o assumendoli all'inizio del pasto e non alla fine (vale anche per la frutta); non coricarsi subito dopo mangiato, dormire in posizione semireclinata” consiglia la specialista. E se tutto questo non basta, ci sono comunque diversi farmaci, anche da banco, che possono essere usati in gravidanza per combattere il bruciore di stomaco: consultare il medico per trovare il prodotto più adatto, caso per caso.

Источник: https://www.nostrofiglio.it/gravidanza/disturbi-gastrici-gravidanza-trimestre-trimestre

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