Dieci cose che i bambini fanno meglio degli adulti

10 cose che tuo figlio deve imparare fin da bambino per essere un adulto più felice

Dieci cose che i bambini fanno meglio degli adulti

Nei primi anni di vita, tuo figlio riceve una grande quantità di informazioni e le conserva. Alcune persone dicono che: “Il cervello dei bambini è come una spugna”.

E, di fatto, durante l’infanzia si forma la propria autoimmagine e il linguaggio.

Per questo motivo esistono alcune cose indispensabili da imparare durante i primi anni di vita, di modo che tuo figlio possa arrivare all’età adulta dominando alcune capacità che sono più difficili da assimilare quando si è più grandi.

Di seguito puoi trovare una lista di conoscenze che è meglio avere fin da piccoli e che saranno molto utili ai tuoi figli quando diventeranno adulti.

1# Seconda lingua

Uno studio ha dimostrato che i bambini che imparano una seconda lingua si adattano più rapidamente ai cambiamenti, hanno una memoria migliore e una maggiore comprensione del linguaggio.

Per non parlare del fatto che comunicare in altre parti del mondo non sarà un problema per tuo figlio e avrà più possibilità di lavoro.

E se ancora non bastasse, i ricercatori del Rotman Research Institute, in Canada, hanno scoperto che parlare due lingue aiuta il cervello a ritardare l’insorgenza dell’Alzheimer in età avanzata.

2# Nuotare

Praticare qualsiasi attività fisica ci permette di avere una vita sana.

Ma lo sport che fa la differenza è sicuramente il nuoto perché, oltre ad essere un’abilità che potrebbe salvare la vita di tuo figlio in una situazione di pericolo, è in grado di rinforzare il suo sistema muscolare e di sviluppare al meglio la sua coordinazione. Inoltre, nuotare aiuta il cervello a rimanere in buona salute più a lungo, questo lo ha affermato uno studio pubblicato dal National Center for Biotechnology.

3# Suonare uno strumento musicale

The Journal of Neuroscience ha pubblicato uno studio dove si è scoperto che imparare a suonare uno strumento musicale migliora le capacità uditive e aiuta a ritardare il deterioramento delle capacità cerebrali.

Questo perché, quando suoniamo uno strumento attiviamo diversi sistemi cerebrali come quello uditivo, motorio e di percezione.

Quando tuo figlio sarà un adulto, avrà una migliore capacità di comunicare e di esprimersi con creatività.

4# Ballare

Uno studio dell’Università di Karlstad ha rivelato che la danza migliora le prestazioni nei bambini iperattivi. Il ballo ci permette di comunicare ed esprimere le nostre emozioni attraverso il nostro corpo e, con l’aiuto della musica, favorisce la creatività, le abilità sociali, le capacità motorie e l’autostima.

5# Riciclare

Riciclando diamo il nostro contributo nel prenderci cura del pianeta per lasciare un mondo migliore alle generazioni future.

Ma il riciclo fa bene ai bambini, poiché è dimostrato che lasciare materiali riutilizzabili a portata di mano favorisce la creatività e la psicomotricità. Il tuo bambino sarà consapevole del fatto che non ha bisogno di grandi risorse per realizzare le proprie idee.

Per questo, sarebbe bene incoraggiare l’insegnamento del riciclo nelle scuole per sensibilizzare i bambini sul consumo di energie e sulla cura per l’ambiente.

6# Pulire

L’ordine e l’igiene sono indispensabili nella vita di qualsiasi essere umano.

Più che per ragioni pratiche, come condurre una vita sana, è perché l’organizzazione aiuta a rendere i processi mentali più strutturati e organizzati.

In Giappone, la pulizia forma parte dell’istruzione di base e non viene considerata come un compito da svolgere. Gli studenti partecipano alle attività di pulizia della scuola come parte delle loro materie.

7# Senso dell’orientamento

Incoraggiare lo sviluppo del senso dell’orientamento di tuo figlio, oltre ad essere positivo per il suo cervello, lo aiuterà a muoversi più facilmente non solo nella tua città, ma ovunque si trovi.

Uno studio ha rivelato che esiste una sorta di GPS interno che crea delle reti tra i nostri neuroni che, mentre impariamo, alimentano il nostro senso dell’orientamento e aiutano il cervello a pianificare i percorsi, migliorando il nostro processo decisionale.

8# Cucinare

Se cucini con tuo figlio migliora il suo rapporto con il cibo. Se lo coinvolgi nella preparazione di un piatto, sarà più attento sul tipo di cibo che mangerà e avrà meno probabilità di consumare cibo spazzatura.

Solo seguendo una ricetta, imparerà l’importanza di seguire le istruizioni e avrà la possibilità di esplorare ogni ingrediente con i propri sensi. Mostragli quali benefici può apportare un alimento mentre lo cucini.

Nel caso in cui il tuo bambino fosse ancora molto piccolo inizia con delle cose semplici.

Con l’età adulta, arrivano gradualmente le responsabilità finanziarie e, se non siamo preparati, la cosa più normale è commettere degli errori.

Cosa succederebbe se tuo figlio avesse una formazione finanziaria? Avrebbe delle finanze più sane una volta raggiunta l’età adulta.

È importante fargli capire che il denaro è uno strumento, non una ricompensa, e che non è sufficiente imparare a risparmiare, ma è necessario imparare anche a spendere saggiamente.

10# Esprimere le proprie emozioni

Purtroppo non è possibile essere sempre felici. Alcune situazioni generano in noi delle emozioni scomode che non possiamo evitare.

Insegna a tuo figlio ad identificare questi sentimenti, ad accettarli e ad esprimerli, si tratta di un insegnamento per il quale ti ringrazierà tutta la vita.

L’intelligenza emotiva consentirà al bambino di prendere decisioni e di reagire in modo appropriato in situazioni complesse.

Extra: Insegnagli a rilassarsi

Nelle scuole insegnano ai bambini ad avere prestazioni accademiche eccellenti, a svolgere i compiti, ad acquisire informazioni ed a convivere con altre persone.

Insegnagli anche a fare una pausa, a trovare dei momenti di relax e a liberare la tensione. Esistono diverse tecniche di respirazione che tutta la famiglia può praticare per creare un ambiente rilassante a casa.

Questo ridurrà i livelli di stress e la possibilità di soffrire di malattie correlate a questo problema.

Quale tra questi insegnamenti ti sembra il più importante? Ti sarebbe piaciuto imparare alcune di queste cose quando eri ancora un bambino? Lasciaci un commento e salva il contenuto sul tuo diario così che anche i tuoi amici possano leggere queste interessanti informazioni. Seguici per altre curiosità sulla pagina Curiosando si impara.

Источник: https://curiosandosimpara.com/2019/05/13/10-cose-che-tuo-figlio-deve-imparare-fin-da-bambino-per-essere-un-adulto-piu-felice/

10 cose che ogni persona con sindrome di Down vorrebbe che tu sapessi

Dieci cose che i bambini fanno meglio degli adulti

Accade spesso che nell’incontro con una realtà diversa dalla propria si tenda a omologare, a leggerla cioè come un’unica realtà a cui si applicano schemi interpretativi omogenei che portano poi con sé stereotipi e pregiudizi.

Questo accade anche alle persone con sindrome di Down. Sono tanti gli stereotipi che ancora le riguardano.

Qui di seguito, sulla scorta dell’esperienza maturata con l’Associazione Italiana Persone Down, presentiamo i 10 più comuni, con una spiegazione sul “perché” non sono una rappresentazione corretta della realtà.

1. “Down” non vuol dire “giù”

La sindrome di Down è una condizione genetica che dipende dalla presenza di una terza copia (o di una parte) del cromosoma 21. Si tratta quindi non di una malattia, ma di una condizione, che non può essere curata e che accompagna la persona per tutta la vita.

Sul nome purtroppo c’è ancora qualche equivoco, ma “Down” non significa “giù”: questa sindrome prende il nome dal medico britannico John Langdon Down che, nel 1866, ne fece un’ampia descrizione in uno studio.

2. Prima di tutto siamo persone

Le persone con sindrome di Down sono Luca, Francesco, Maria, Laura… e sono innanzitutto persone, diverse l’una dall’altra, anche se hanno in comune una forma variabile di disabilità intellettiva e alcune caratteristiche di sviluppo.

Proprio per sottolineare la centralità e l’unicità di ognuno, all’interno del movimento internazionale si insiste sul parlare di loro come «persone con sindrome di Down» e non «persone Down», una terminologia che tenderebbe a identificare la persona con la sua sindrome, mentre la prima ribadisce la centralità della persona e la sindrome di Down come una delle sue caratteristiche.

3. Non siamo tutti uguali e assomigliamo a mamma e papà

Credere che le persone (soprattutto i bambini) con la trisomia 21 abbiano tutte le medesime, tipiche caratteristiche, soprattutto facciali e comportamentali, non è corretto.

Un bellissimo manifesto di un’associazione spagnola (FCSD – Fundaciò Catalana Sindrome de Down) riporta questo slogan «Tiene la mirada de su padre y la sonrisa de su madre», cioè «Ha lo sguardo di suo padre e il sorriso di sua madre», proprio a sottolineare che la realtà, oggi del tutto ovvia, è che ogni bambino con sindrome di Down somiglia prima di tutto ai propri genitori, e poi certo, anche ad altri bambini con la stessa condizione, così come le femmine assomigliano alle femmine e i maschi ai maschi.

4. Siamo più lenti, ma possiamo imparare

Un bambino con sindrome di Down è un bambino che, con grande variabilità, apprende con più difficoltà e maggiore lentezza dei suoi coetanei, ma può imparare molto. C’è un’estrema variabilità nelle competenze di ogni singolo ragazzo e ognuno di loro può e deve partecipare alle attività scolastiche curriculari ed extracurriculari che la scuola offre.

5. Ridiamo, piangiamo, siamo felici e ci arrabbiamo

Uno degli stereotipi più comuni e difficili da abbattere nei confronti delle persone con sindrome di Down è quello che li vede sempre sorridenti, felici e contenti.

Le persone con sindrome di Down hanno certamente, in virtù della disabilità intellettiva e della semplicità che ne deriva, minori inibizioni nell’esprimere i propri sentimenti e sono così prodighe di sorrisi e di complimenti.

Anche tra le persone con sindrome di Down, alcune sono estremamente solari e altre più cupe; anche loro conoscono momenti di felicità, così come momenti di tristezza, di grandi risate e di bronci e di mutismo. Proprio come ognuno di noi.

6. Diventare autonomi si può

Fino a non molti anni fa l’idea più diffusa era quella che le persone con sindrome di Down fossero persone con un ritardo mentale e che sarebbero state per sempre dipendenti dai lorogenitori.

Oggi è possibile incontrare bambini con sindrome di Down nelle scuole e ai giardini, ragazzi che si muovono da soli fuori casa per incontrare gli amici e qualche adulto sul posto di lavoro.

Qualcosa sta cambiando!

7. Anche noi diventiamo grandi

Negli ultimi quarant’anni molte cose sono cambiate nella realtà delle persone con la sindrome di Down e soprattutto la mutata aspettativa di vita ha messo al centro della nostra attenzione la crescita del numero degli adulti che oggi rappresentano circa il 60% delle persone con questa condizione nel nostro Paese.

Se negli anni Quaranta l’aspettativa di vita era 12 anni oggi è di 62 anni ed è destinata ulteriormente a crescere in futuro.

Questo forte cambiamento è stato determinato sicuramente dal miglioramento delle cure mediche, che hanno permesso di affrontare con successo alcuni problemi di salute spesso causa di morte precoce (infezioni respiratorie, cardiopatie congenite, ecc.), ma anche dal sempre meno frequente ricorso all’istituzionalizzazione.

Oggi la quasi totalità delle persone con sindrome di Down vive in famiglia.

8. Anche noi ci innamoriamo

Arrivati all’adolescenza, anche le persone con sindrome di Down iniziano a prendere confidenza con il proprio corpo che cambia e a interessarsi all’altro sesso. Spesso i primi innamoramenti sono rivolti ad amori impossibili.

Spesso è anche l’atteggiamento degli altri a creare confusione nel ragazzo o nella ragazza con sindrome di Down e a confermare la convinzione dell’esistenza di una relazione. A lungo andare però, non consentire ai ragazzi di costruire relazioni vere può creare grandi frustrazioni.

L’unico vero modo di abbandonare le relazioni impossibili è dare spazio alle relazioni possibili, che spesso si creano con altre persone con sindrome di Down o disabilità intellettiva, con cui lo scambio possa essere «alla pari».

9. Sappiamo di essere persone con la sindrome di Down

È importante sfatare l’idea che una persona con sindrome di Down possa non accorgersi della propria «diversità»  o che la mancanza di consapevolezza possa rendere la vita più facile.

Far finta che i propri limiti non esistano non rende felici, ma anzi spesso rende più difficile il contatto con la realtà.

Tutti noi sappiamo quanto sia importante per ognuno potersi conoscere per quello che ognuno di noi è, chiunque esso sia.

10. Vogliamo andare a vivere da soli

Quello che la conquistata autonomia e adultità delle persone con sindrome di Down ci suggerisce è il guardare «oltre noi», alla possibilità cioè per una persona con sindrome di Down di uscire dal proprio nucleo originario non solo per necessità, ma per scelta, e di rimettere al centro i loro desideri. Questo approccio ci sollecita a pensare a luoghi in cui vivere, a modalità diverse, a competenze per «cavarsela», a percorsi di separazione e di elaborazione della capacità di scegliere quello che si desidera, nel grande e nel piccolo.

Источник: https://www.erickson.it/it/mondo-erickson/articoli/10-cose-che-ogni-persona-con-sindrome-di-down-vorrebbe-che-tu-sapessi/

Liberi di essere bambini: 10 cose che è giusto lasciargli fare

Dieci cose che i bambini fanno meglio degli adulti

I nostri figli diventano grandi senza quasi che ce ne accorgiamo. Lo diventano, in qualche modo, da soli, attraverso esperienze e tappe diverse.

E mentre noi spesso abbiamo la pretesa di trovarci di fronte dei piccoli adulti, loro sono impegnati a vivere la loro vita di bambini, qualche volta in silenzio, arrabbiandosi, annoiandosi, provando malinconia e scoprendo simpatie, …
Se provassimo a fare un passo indietro e lasciarli liberi di poter fare tutto quanto farà di loro degli adulti al momento giusto?

Liberi di essere bambini: 10 cose che i piccoli devono poter fare

Capita a tutti di non aver molta voglia di parlare.

Non tempestiamoli di domande per il timore che ci stiano nascondendo qualcosa, semplicemente
Lasciamo i bambini liberi di parlare quando e quanto vogliono
Rispettiamo il loro desiderio di silenzio oppure, invece delle domande dirette (Quale bambino non sbuffa di fronte a un “Come è andata a scuola?”), cominciamo noi a chiacchierare e vediamo se ne hanno voglia anche loro.

E’ vero che quando cominciano ad usare il cucchiaio da soli rischia di esserci pappa sparsa ovunque.

E che quando provano ad allacciarsi le scarpe  da soli ci impiegano una buona mezz’ ora, ma
Lasciamo i bambini liberi di fare da soli
Soprattutto se l’iniziativa parte da loro, diamogli la possibilità di sperimentare anziché fare al posto loro.

Ogni piccola conquista è un passo verso la loro autonomia  (e un alleggerimento per noi). E se non dovessero riuscirci, approfittiamone per provare insieme a loro come si fa.

Per noi annoiarci è impensabile. Un po’ perché le nostre giornate sono fin troppo piene, un po’ perché per gli adulti la noia è qualcosa da evitare in ogni modo.
Lasciamo i bambini liberi di annoiarsi
… invece di piazzargli subito davanti un iPad.

La noia è creativa! Chi si annoia è stimolato a inventarsi delle alternative. Aiutiamogli dandogli qualche strumento (carta e colori, forbici e colla, … a seconda dell’età e ci quel che amano). E’ probabile che nel giro di qualche minuto si inventino qualcosa.

Quando giocano tirano fuori tutto? Quando dipingono o cucinano sporcano ovunque?
Lasciamo che mettano disordine o sporchino
ma insegniamo come riordinare e ripulire.

Lo si può fare come un gioco, magari con un sottofondo musicale (la musica del riordino).

L’importante è non dare troppi ordini: i bambini non riescono a recepire un “riordina i tuoi vestiti, metti via i giochi, le scarpe nella scarpiera e i libri nello zaino”. Troppo. Vanno in tilt. Una cosa alla volta e otterremo molto di più.

Ci sono bambini a cui piace starsene stesi sul divano per un po’, o seduti a guardare fuori dalla finestra. Probabilmente non stanno fissando il vuoto. Si stanno solo prendendo del tempo per sé.

Lasciamo i bambini liberi di pensare
Quello che per noi sarebbe un lusso pazzesco, prendersi dieci minuti per staccare da tutto, loro, con il loro vago senso del tempo, riescono a farlo.

E se invece di impedirglielo, provassimo a farci insegnare come si fa?

Liberi di essere bambini significa anche poter provare tutti i sentimenti, belli e brutti

Sono spesso dei piccoli tiranni, si sa. E noi, per quieto vivere, troppo spesso accettiamo sceneggiate o ricatti.

Invece spieghiamo il nostro “perché no” con tutta calma e poi
Lasciamo che i bambini si arrabbino
e approfittiamone per aiutarlo a sfogare la sua rabbia  nel modo giusto.

No alle botte e neanche ai “non ti voglio più bene”. Insegniamogli che c’è un momento per ogni cosa e insegniamogli anche a come spiegare perché sono arrabbiati.

Le paure dei bambini non sono le stesse durante tutta la loro vita di bambini. Se ha sempre dormito nel suo lettino e ora si materializza ogni notte nel vostro, non è detto che sia un capriccio.

Le loro paure sono reali e se le sminuiamo o ci scherziamo su, rischiamo di farli sentire senza un appiglio
Lasciamo che abbiano paura
e stiamogli vicino. Le paure si superano col tempo.

 

Un amico che va a vivere in un’altra città, una partita di calcio importante andata male, … anche nella vita dei piccoli gli eventi che possono rendere tristi ci sono.
Lasciamo che possano provare tristezza o malinconia
Aiutiamoli a capire che sono stati d’animo passeggeri e che sono importanti, perché dimostrano che ci sono cose a cui teniamo molto.

Se a noi adulti non piacciono tutte le persone che incontriamo, perché dovrebbe essere diverso per loro?
Lasciamoli liberi di esprimere simpatia e antipatia
Che possano decidere da sé con chi hanno voglia di giocare e con chi invece non hanno “feeling”. Lasciamo anche che gestiscano tra loro i loro contrasti  litigi. Anche litigare (e fare pace) serve a crescere.

Chi ha detto che dobbiamo impedirgli di credere a tutto ciò che non è reale e tangibile?Lasciamoli liberi di credere alle fantasie
Lasciamo che l’amico immaginario gli faccia compagnia, che gli unicorni pascolino nel nostro giardino e le astronavi spaziali atterrino sul nostro davanzale.

Un giorno saranno loro a salutarli.
E allora sarà a noi che dispiacerà moltissimo.

Источник: https://zigzagmom.com/10-cose-che-i-bambini-devono-poter-fare/

Educazione: le 10 cose fondamentali che dobbiamo insegnare a bambini e ragazzi

Dieci cose che i bambini fanno meglio degli adulti

Educatelo al rispetto delle regole, insegnategli a scegliere e ad assumersi le sue responsabilità, trasmettetegli l'amore per la lettura, coltivate la sua autostima e allenatelo alla resilienza. Ecco i consigli di Isabella Milani, insegnante autrice del libro “Maleducati o educati male” per educare i bambini alla vita e alle sfide di quando saranno adulti. 

Capita sempre più frequentemente che genitori, insegnanti e alunni siano in conflitto: ci si rimbalzano le colpe degli insuccessi scolastici dei figli.

Isabella Milani, insegnate dall'esperienza trentennale, nel suo libro “Maleducati o educati male” (Vallardi) spiega come spesso dietro ai problemi scolastici dei ragazzi d'oggi ci sia la mancanza di una solida educazione famigliare.

“Se educherete vostro figlio a rispettare le regole, se lo allenerete a sopportare la fatica e il disagio, se coltiverete la sua autostima, starete costruendo una persona capace di raggiungere i suoi obiettivi”.

Ecco i suoi consigli per educare bene:

1. Fatelo sentire amato anche quando lo sgridate

Tutti i genitori amano i figli, ma quando li si rimprovera spesso si dicono cose che potrebbero ferirli e danneggiarli. Quindi è importante usare sempre frasi che facciano sentire il bambino amato anche quando viene sgridato. Ad esempio si può dire “Ti voglio un bene enorme, mi piaci come figlio ma oggi il tuo comportamento non è corretto”.

2. Dategli delle regole

Le regole sono il fondamento della nostra società. Inoltre le regole danno al bambino tranquillità e sicurezza. Un piccolo senza regole si sente perso, confuso, come potremmo esserlo noi in un luogo sconosciuto e senza cartelli che ci indichino dove andare.

Abituare i bambini fin da piccoli a regole semplici e chiare da rispettare, vuol dire preparali al loro ingresso nella scuola e nella società.

Leggi anche: Perché è importante dare delle regole ai bambini, secondo il metodo dell'educazione emotiva

3. Insegnategli la buona educazione e il rispetto per sé e per gli altri

Buona educazione non significa pretendere che un bambino segua le regole del bon ton, ma che impari a essere gentile e onesto con il prossimo. Insegnategli fin da piccolo a dire “grazie”, “prego”, “scusa” “buongiorno”…

Quando sono più grandi educateli a non far aspettare le persone, a non essere sgarbati, a non essere rumorosi, a non saltare la fila, a lasciare il posto in autobus alle persone più anziane…

E ricordate che i bambini imparano dal vostro esempio.

E' importante anche trasmettere il rispetto: per se stessi, per gli altri e per l'ambiente in cui viviamo. E' proprio il rispetto che ci fa vivere bene nella società.

Dal rispetto per gli altri dipende poi l'empatia, l'altruismo, la solidarietà. Tutti valori che aiutano a costruire buone relazioni.

E dal rispetto per se stessi deriva l'attenzione a non commettere atti degradanti, a non fare uso di droghe, a non accettare e a non commettere azioni violente.

4. Insegnategli il valore della scelta

Spiegate a vostro figlio che ogni sua azione è frutto di una scelta anche il non scegliere. Ed è per questo che saper scegliere è fondamentale. E ogni scelta ha delle conseguenze: positive o negative.

Non cercate in nessun modo di porre rimedio alle loro scelte sbagliate.

Da quando è in grado di capire in poi, ogni bambino deve accorgersi dei suoi errori e non farli più.

Soprattutto per quanto riguarda la scuola: se non ha fatto i compiti e prende un brutto voto, non giustificatelo davanti alla maestra. Magari pensate di aiutarlo ma gli fate del male perché gli impedite di imparare a fare delle scelte. Ogni volta che decide di fare quello che vuole anziché quello che deve è indispensabile che ne subisca le conseguenze.

Nel percorso di crescita è importante che si permetta al bambino di sbagliare. Proteggetelo solo dai pericoli veri, non dalle delusioni.

Leggi anche: Come aiutare i figli a fare le scelte giuste

5. Fategli amare la cultura e lo studio

La cultura e il sapere sono ciò che ci allontana dal mondo animale e ci aiuta a vivere appieno la vita e a cogliere la bellezza delle cose.

L'amore per la cultura e lo studio non si può però imporre in alcun modo. Quello che come genitori potete fare è: far riflettere i ragazzi che se non ci fosse la cultura non ci sarebbero i cellulari, l'aereo, la musica, ma neppure il medico, gli ospedali…

Poi stimolate la curiosità naturale dei piccoli: osservate insieme le meraviglie della natura, domandatevi insieme il perché ci sono le nuvole, quanto grande è il mare, come vivono gli insetti… I bambini hanno bisogno di domande, le risposte le troveranno a scuola e sui libri. La curiosità e la voglia di scoprire sono alla base dello studio.

6. Insegnategli a diventare perseverante e ad avere autodisciplina

Per avere forza di volontà e autodisciplina insegnategli fin da piccoli a essere pazienti. Insegnategli ad aspettare il suo turno di gioco, che il pranzo sia pronto, di arrivare a destinazione. Abituatelo a mettere a posto i giocattoli, anche lentamente.

Comperategli un puzzle da fare insieme e non riesce subito incoraggiatelo a fare meglio e con calma. Non mettetegli continuamente fretta. La fretta è nemica della perseveranza.

Altri suggerimenti utili per allenare la pazienza: insegnategli giochi come la dama o gli scacchi, fatevi aiutare in semplici lavori domestici di concentrazione come sgranare i piselli, rifare il letto, piegare la biancheria… E non riempiteli di giocattoli.

Per educarli ad avere sogni e obiettivi da realizzare non dovete dargli tutto quello che desiderano. La felicità sta nel cammino verso la meta, non nella meta in sé.

7. Trasmettetegli il gusto per la lettura

Leggere è importantissimo, ma l'amore per i libri non si può imporre.

Quello che potete fare è cercare di favorire l'amore per la lettura. Proponetegli libri che trattano argomenti di loro interesse, calcio, collanine, dinosauri…

e che siano adeguati all'età; date l'esempio e leggete anche voi; andate spesso in libreria o biblioteca a vedere se c'è qualche bel libro. Ma aspettate che sia lui a chiedere di comprarlo.

E non esultate con frasi come “che bravo che vuoi leggere!!”. Il fatto che leggere sia bello deve risultare scontato.

Attenzione: non obbligatelo mai a leggere e non ditegli frasi come: “perché non leggi? Alla tua età io leggevo…”

Leggi anche: 10 consigli per invogliare i bambini alla lettura

8. Insegnategli la resilienza

La resilienza è la capacità di reagire positivamente alle difficoltà, di assorbire il colpo senza lasciarsi abbattere, di imparare dai propri errori. Possedere questa dote significa vivere bene.

Educate vostro figlio ad avere una visione ottimistica della vita, mostrategli che avete fiducia nelle sue possibilità di farcela. Abituatevi a fargli notare le sue potenzialità e incoraggiatelo: “prova! Puoi farcela!”; non trasmettetegli le vostre paure, anziché dirgli: “stai attento! non tuffarti in piscina!”, meglio: “dai buttati, non aver paura!”.

Il bambino deve imparare da solo a conoscere i suoi limiti e le sue capacità, ma può farlo solo con l'esperienza, se gli vietate di fare qualsiasi cosa, non imparerà mai.

E' importante anche lasciare che vostro figlio fatichi, che provi sentimenti come delusione, frustrazione e noia. Non si può imparare ad affrontare la fatica del vivere senza fare esperienza di frustrazione e di delusione.

Lasciate che si alleni a superare le difficoltà. Questo vuol dire che al primo segnale di capriccio perché non trova un gioco, non dovete correre a cercarglielo voi; o quando è più grande, non precipitatevi a comprargli le scarpe di moda che vi ha chiesto perché ce le hanno tutti.

Reagite alla sua rabbia, non assecondandolo, ma cercando di trasmettergli calma e tranquillità.

9. Coltivate la sua autostima

Una buona autostima è un altro importante elemento da tenere presente quando si educa.

Ogni volta che gli fate notare che non è bravo come gli altri, oppure quando gli dite frasi come “sei il solito disastro”… state minando la sua autostima.

Se sbaglia, ditegli che ha sbagliato in quel momento non che sbaglia sempre. Il bambino deve imparare ad accettare i suoi limiti ma deve anche sapere che nessuno pretende che lui non sbagli mai.

Fategli notare che anche voi sbagliate, così che capisca che sbagliare è normale.

Fin da piccolo sottolineate le sue piccole conquiste; state attenti a chiedergli solo cose che è in grado di fare, così che non si senta un incapace; affidategli piccole responsabilità, come annaffiare una pianta…; e quando fa bene una cosa non esagerate con le lodi: abituatelo alla sobrietà non all'eccesso.

Se una persona è soddisfatta di sé non si sente inferiore agli altri anche se sono più bravi. State anche attenti ai ricatti morali, frasi come “Hai preso 10! Sei proprio un bravo bambino” gli fate pensare che il voto è la misura del suo valore. Ricordategli che il vostro amore è incondizionato e non dipende dalle prestazioni scolastiche.

Leggi anche: Autostima bambini: 8 consigli per trasmetterla ai vostri figli

10. Non intervenite nel mondo della scuola

Anche a scuola lasciate che gli insegnanti facciano il loro lavoro. Non intervenite per scusarlo, per giustificarlo o protestando per una presunta ingiustizia.

Anzi, fate tesoro delle osservazioni degli insegnanti perché il comportamento che i vostri figli tengono in classe a volte è diverso di quello a casa.

L'ambiente scolastico è molto importante perché è lì che vostro figlio impara a relazionarsi con gli altri e a prendere atto dei problemi e delle soddisfazioni che la vita gli può dare.

Anche i rapporti con i compagni sono molto delicati e voi come genitori non dovete entrarci (a meno che non ci siano fatti gravi come il bullismo).

Vostro figlio dovrà capire da solo perché a volte si rende antipatico, oppure perché è sbagliato offendere gli altri. Aiutatelo a capire perché i suoi comportamenti lo portano ad avere dei dispiaceri. Ma non correte dall'insegnante o dalla mamma del compagno che non vuole giocare con lui.

Leggi anche: Scuola, consigli per i bambini che iniziano

Aggiornato il 07.09.2018

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bambino/educazione-le-10-cose-fondamentali-che-dobbiamo-insegnare-a-bambini-e-ragazzi

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