Covid 19: arriva il test non invasivo per i bambini, affidabile quanto il tampone

Test salivari Covid: come funzionano, efficacia, quando e dove farli e quanto costano

Covid 19: arriva il test non invasivo per i bambini, affidabile quanto il tampone

Sul sito del Ministero della Salute alla voce “Coronavirus” sono comparsi sin da subito a inizio pandemia come indicazione per testare la positività al Covid, ma sono finiti un po’ nel dimenticatoio delle buone pratiche, a quanto pare senza un motivo preciso. Ora, finalmente, i test salivari vengono riabilitati e equiparati di fatto, in alcuni casi, a quelli nasofaringei, sia molecolari che rapidi.

Come dicevamo, quando si è iniziato a testare la presenza del virus nel nostro Paese, nelle indicazioni del ministero i test salivari già c’erano, ma, poiché i protocolli ufficiali hanno sempre insistito sui test naso-bocca e dei salivari c’era scarsa evidenza clinica, pochi se ne sono interessati. Solo qualche farmacia illuminata, in qualche grande città, si è dotata dei test salivari.

Ciò che è stato subito evidente è che i test salivari sono semplicissimi da effettuare, assolutamente non invasivi, come invece sono gli altri, e sopratutto rapidissimi e sicuri.

Cosa dice l’ECDC sui test salivari

Ora, l’ECDC europeo (European Centre for Desease Prevention and Control) ha pubblicato un report in cui spiega tutti i vantaggi e il funzionamento di questo tipo di test, consigliandolo soprattutto in alcuni casi.

Ad oggi, i test diagnostici commerciali con marchio CE disponibili in Europa convalidati su campioni salivari e ad esclusivo uso professionale sono test molecolari, test antigenici di laboratorio, test antigenici rapidi (immunocromatografici) per la rilevazione degli antigeni nucleoproteici virali SARS-CoV-2.

L’attuale elenco dei test antigenici rapidi concordato dall’Health Security Committee (HSC) include test la cui performance è stata misurata sulla base di campioni nasali, orofaringei o nasofaringei.

Esistono test antigenici rapidi che sono stati validati negli Stati membri dell’UE sulla base di campioni alternativi, come saliva, espettorato e/o feci, ed è in discussione l’opportunità di includere anche questi test nell’elenco dei test antigenici rapidi concordato dall’HSC.

La saliva, dicevamo, offre molti vantaggi dal punto di vista della salute pubblica. Il ruolo della saliva come tipo di campione alternativo è stato oggetto di indagine sin dall’inizio della pandemia Covid, a causa delle difficoltà pratiche della raccolta dei tamponi rinofaringei e orofaringei.

Test salivari, tutti i vantaggi

Sebbene i tamponi nasofaringei rimangano il preferiti per i test diagnostici di SARS-CoV-2, il prelievo di saliva può contribuire all’identificazione tempestiva degli individui infettivi. Ecco tutti i vantaggi:

  • la saliva è facile da raccogliere
  • il metodo è non invasivo, quindi ideale per screening, bambini e lavoratori sottoposti a test frequenti
  • non richiede attrezzature speciali per la raccolta
  • può portare anche a una riduzione delle risorse necessarie (di laboratorio e di personale, dispositivi di protezione individuale, ecc.), diminuendo anche il rischio di esposizione degli operatori sanitari.

Come si effettua il test salivare Covid

L’uso della saliva per la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 prevede un metodo di raccolta non invasivo, tuttavia la corretta raccolta del campione salivare è un passaggio cruciale.

I campioni di saliva possono essere eterogenei (saliva orale, saliva orofaringea posteriore) e le diverse tecniche e sedi di raccolta possono avere un impatto sulla sensibilità del metodo. Ecco i diversi metodi:

  • sputo generale “general spitting”: raccolta della saliva accumulata a livello del pavimento orale, ha una sensibilità minore, quindi è lievemente meno efficace
  • saliva orofaringea posteriore del primo mattino: ha una sensibilità maggiore e dunque è più efficace
  • sbavatura “drooling”: raccolta di saliva intera in assenza di stimolazione
  • sputo faringeo posteriore “posterior pharyngeal spitting”: raccolta di secrezioni respiratorie miste, provenienti dalle vie aeree superiori e inferiori).

Inoltre i campioni di saliva possono essere mucosi e viscosi, determinando difficoltà di lavorazione con i metodi e le attrezzature automatizzate di estrazione dell’RNA o di estrazione esistenti.

Nel complesso, gli studi disponibili indicano una sensibilità diagnostica variabile dei test molecolari su campioni di saliva, in relazione alla tecnica di raccolta: una sensibilità maggiore è stata rilevata nella saliva orofaringea posteriore del primo mattino, mentre una sensibilità inferiore è stata osservata con la tecnica del “general spitting”.

Quanto sono affidabili i test salivari

Nel complesso, i risultati dello studio sono variabili e spesso hanno mostrato che la sensibilità di rilevamento dell’RNA virale nella saliva era inferiore a quello dei tamponi rinofaringei o orofaringei eseguiti lo stesso giorno del prelievo salivare dello stesso paziente, sebbene alcuni studi abbiano anche mostrato una sensibilità leggermente superiore dei campioni di saliva.

Tuttavia, durante il periodo di massima carica virale del Covid in un soggetto, la sensibilità è comparabile e sufficiente per rilevare le infezioni individui in modo affidabile.

La migliore performance dei test RT-PCR basati sulla saliva si ha durante i primi 5 giorni dall’inizio dei sintomi e quando la carica virale è alta.

E dunque è nei primi 5 giorni sai sintomi che va fatto il test salivare.

Sebbene dunque in generale la sensibilità dei test RT-PCR che utilizzano la saliva come campione diagnostico per il rilevamento di SARS-CoV-2 sia spesso inferiore a quella del campione rinofaringeo in diversi studi, i benefici del test della saliva possono superare la perdita di sensibilità e renderlo un’alternativa interessante come alternativa strumento di screening, soprattutto quando non è possibile raccogliere campioni rinofaringei.

Il confronto con il test molecolare indica per la saliva una sensibilità simile a quella osservata per il tampone nasofaringeo.

Test salivari, quando farli

La metodica di real-time RT-PCR (Reverse Transcription-Polymerase Chain Reaction), che è quella più diffusa fra i test molecolari, permette, attraverso l’amplificazione dei geni virali maggiormente espressi, di rilevare la presenza del genoma virale oltre che in soggetti sintomatici, anche in presenza di bassa carica virale, spesso pre-sintomatici o asintomatici.

L’ECDC specifica che la raccolta di campioni rinofaringei dovrebbe essere sempre preferita per i pazienti con un alto indice clinico di sospetto di infezione da SARS-CoV-2 o un alto rischio di esposizione a un caso Covid.

Ma nel complesso, le prove supportano la conclusione che la saliva può essere utilizzata come materiale campione alternativo per il test RT-PCR, quando i tamponi rinofaringei non possono essere raccolti nei seguenti scenari:

  • in pazienti sintomatici (nei primi 5 giorni)
  • per lo screening ripetuto di individui asintomatici.

Il test molecolare su campione nasofaringeo e orofaringeo continua a rappresentare il gold standard internazionale per la diagnosi di Covid in termini di sensibilità e specificità, ma considerando le nuove evidenze scientifiche e queste indicazioni dell’ECDC, anche il ministero della Salute italiano ha fatto un passo avanti in questo senso recependole in una circolare.

Test salivari, per chi sono consigliati

In caso di mancata e pronta disponibilità di test molecolari o in condizioni d’urgenza determinate dalla necessità di prendere decisioni di sanità pubblica in tempi rapidi, si può ricorrere ai test antigenici sempre su campione nasofaringeo e orofaringeo, quali i test antigenici da eseguire in laboratorio, oppure ai test antigenici rapidi con lettura in fluorescenza o basati su microfluidica con lettura in fluorescenza, che rispondano alle caratteristiche di sensibilità e specificità minime (sensibilità ≥ 80% e specificità ≥ 97%, con un requisito di sensibilità più stringente (≥90%) in contesti a bassa incidenza).

La presenza di SARS-CoV-2 è stata dimostrata anche nei campioni salivari in individui asintomatici o pre-sintomatici.

La saliva in particolare conterrebbe una carica virale significativamente più elevata in pazienti con fattori di rischio per Covid di grave entità (sesso maschile, età avanzata, specifiche condizioni patologiche respiratorie, cardiovascolari, oncologiche sottostanti e altre condizioni patologiche sistemiche e immunosoppressive) e sembrerebbe correlata ai sintomi di Covid, in particolare ad ageusia (perdita del gusto) o disgeusia (alterazione del gusto).

Test salivare per i sintomatici

La saliva può essere utilizzata per i sintomatici come alternativa ai tamponi oro/nasofaringei per l’identificazione di infezione da SARS-CoV-2 preferibilmente entro i primi 5 giorni dall’inizio dei sintomi.

Test salivare per gli asintomatici

Il campione di saliva può essere considerato un’opzione per il rilevamento dell’infezione da SARS- CoV-2 in individui asintomatici sottoposti a screening ripetuti per motivi professionali o di altro tipo, per aumentare l’accettabilità di test ripetuti, in particolare:

  • se vengono sottoposti a screening individui molto anziani o disabili
  • in caso di carenza di tamponi
  • testing nei bambini.

I dati sull’uso della saliva in pazienti pediatrici sono limitati, anche se, data la semplificazione della tecnica di prelievo i test salivari possono rappresentare uno strumento utile per il monitoraggio e controllo dell’infezione da SARS-CoV-2 in ambito scolastico. Alcuni studi pubblicati nel 2020 hanno rilevato sensibilità comprese tra il 53 e il 73%.

Test salivari, quanto costano

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L’efficacia indicata sul foglietto illustrativo è pari all’85%. Il costo pari a 25 euro.

I test salivari nel bollettino quotidiano della Protezione Civile

Ai fini della sorveglianza nazionale Covid, i test molecolari su campione salivare dovranno essere segnalati nel sistema di sorveglianza.

Gli esiti dei test molecolari su campione salivare, anche se effettuati da laboratori, strutture e professionisti privati accreditati dalle Regioni, devono essere inseriti nel sistema informativo regionale di riferimento.

Источник: https://quifinanza.it/info-utili/video/test-salivari-covid/491165/

COVID-19: test rapido, come funziona ed efficacia

Covid 19: arriva il test non invasivo per i bambini, affidabile quanto il tampone

Per rilevare l’infezione da SARS-CoV-2 il test ritenuto più affidabile e di riferimento, in accordo con le indicazioni fornite dalla Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS), è il test molecolare che viene eseguito su un campione delle vie respiratorie prelevato attraverso un tampone naso-faringeo.

Anche il cosiddetto test rapido viene eseguito su un campione prelevato mediante un tampone naso-faringeo, o salivare, ma, la modalità analitica utilizzata è differente. I due test non sono dunque sovrapponibili in termini di accuratezza ed affidabilità.

Come funziona il test rapido e quando è indicato? Ne parliamo con il dottor Luca Germagnoli, Responsabile del Laboratorio analisi cliniche di Humanitas.

Come si esegue il test rapido?

Il test rapido antigenico viene eseguito su un campione prelevato tramite tampone naso-faringeo.

Con un bastoncino cotonato che viene inserito in ciascuna narice del paziente, l’operatore preleva il materiale biologico che riveste le cellule superficiali della mucosa del rinofaringe (la parte superiore del tratto respiratorio) e dell’orofaringe (la parte della faringe posta dietro al cavo orale).

Come avviene in caso di test molecolare, il prelievo viene eseguito in pochi secondi, è minimamente invasivo e non è doloroso, sebbene il paziente possa avvertire una sensazione di fastidio al contatto del bastoncino con la mucosa del naso e del cavo orale.

Come funziona il test rapido?

Il test rapido antigenico ricerca alcune componenti proteiche del virus (definite “antigeni”) nei campioni prelevati mediante tampone e non il genoma virale o parti di esso del virus; il test molecolare rileva soltanto quest’ultimo e in particolare le molecole di RNA proprie del virus.

I tempi di risposta sono molto brevi, circa 5-30 minuti a seconda dello specifico kit utilizzato, mentre il test molecolare richiede circa 8 ore per la misura con refertazione in circa 24 ore.

È necessario rilevare che la sensibilità del test rapido è inferiore rispetto a quelle del test molecolare e questa inferiorità è particolarmente evidente in presenza di ridotte concentrazioni di materiale genomico nel campione in analisi.

La sensibilità è una caratteristica specifica del test utilizzato e indica la sua capacità di identificare correttamente gli individui affetti, in questo caso portatori di materiale genetico/porzioni di esso del virus SARS-CoV-2.

Il test può restituire, infatti, risultati falsi-negativi, soprattutto conseguenzadella quantità di materiale genetico presente nel campione e del ridottoperiodo temporale tra l’esposizione al virus e la comparsa dei sintomi, inferiore a quello del test molecolare, e durante il quale il test rapido è positivo.

I test rapidi antigenici forniscono, inoltre, risultati falsi-positivi e, quindi, questi risultati devono essere sempre confermati con indagini molecolari.

Quando è indicato il test rapido?

Il test rapido è stato introdotto per lo screening dei passeggeri negli aeroporti e nei porti e il Ministero della Salute, con una circolare del 29 settembre 2020, ne evidenziava l’utilità anche nel contesto scolastico perché “potrebbe accelerare la diagnosi di casi sospetti di COVID-19” e dunque semplificare l’identificazione dei casi, l’isolamento e il tracciamento dei contatti.

Con una circolare del 15 febbraio 2021, dal titolo “Aggiornamento sull’uso dei test antigenici e molecolari per la rilevazione di SARS-CoV-2”, il Ministero della Salute ha fornito alcune indicazioni sull’uso dei test per la rilevazione del virus SARS-CoV-2, modificando i criteri di utilizzo dei test antigenici rapidi forniti nella precedente normativa.

L’aggiornamento tiene conto del cambiamento nella situazione epidemiologica dovuta alla circolazione di nuove varianti virali del virus SARS-CoV-2.

Il Ministero della Salute specifica che le nuove varianti (le cosiddette varianti inglese, brasiliana e sudafricana) presentano mutazioni della proteina Spike (posta sulle caratteristiche “punte” delle singole particelle del virus SARS-CoV-2 e responsabile dell’infezione) e non dovrebbero influire sui test antigenici, che rilevano la proteina del Nucleocapside (proteina N). Occorre però tenere presente che anche per la proteina N stanno emergendo mutazioni, che dovranno essere monitorate al fine di valutare l’eventuale influenza sui test antigenici.

Cosa fare se il test rapido è positivo?

Nei contesti a bassa prevalenza di circolazione di varianti del virus, se il risultato del test rapido è positivo occorre sottoporsi a un tampone per il test molecolare per confermare la presenza di infezione oppure, in caso di mancata disponibilità del test molecolare, occorre sottoporsi a un test antigenico differente, per eliminare la possibilità di risultati falsi positivi.

Cosa fare se il test rapido è negativo?

In pazienti sintomatici o in soggetti che abbiano avuto contatti con casi confermati di COVID-19 è consigliabile confermare la negatività del test, sottoponendosi a tampone per il test molecolare o a test antigenico differente. Una necessità rafforzata dalla possibile circolazione di varianti virali con mutazioni a carico della proteina N, che è il principale antigene target utilizzato in questi test.

Visite ed esami

  • 45.000 pazienti ricoverati

Источник: https://www.humanitas.it/news/covid-19-test-rapido-come-funziona-ed-efficacia/

Test salivari a scuola, cosa dicono gli esperti

Covid 19: arriva il test non invasivo per i bambini, affidabile quanto il tampone

Test salivari a scuola per gli studenti: è questa l'idea per rendere più sicuro il rientro in classe in massa previsto a partire da lunedì 26 aprile. La Lombardia ha deciso di portarsi avanti, dando il via libera al loro utilizzo da maggio. Ma cosa ne pensano gli esperti? Possono davvero i test salivari essere utili per monitorare il covid tra i banchi?

Questi test, spiega il presidente della Lombardia Lucio Fontana, sono “meno invasivi e più semplici da utilizzare e hanno la stessa validità del tampone nasofaringeo molecolare”.

Pertanto “ci consentiranno di attuare un monitoraggio ancora più accurato della diffusione del virus, senza la necessità di impiegare personale sanitario, che potrà dedicarsi alla campagna vaccinale e alla cura dei pazienti ricoverati e non negli ospedali”.

“La richiesta di utilizzare i salivari molecolari -sottolinea il governatore lombardo- era già stata avanzata diversi mesi fa al Cts nazionale senza ottenere risposte.

Finalmente ieri il ministro Speranza ha confermato che tutti i tipi di test già autorizzati in Paesi che fanno parte del G7 possono essere utilizzati anche in Italia”.

E quindi, “considerando che questo test ha già ottenuto l'autorizzazione in gran parte di questi tra cui la Francia, Usa e Giappone, la nostra regione sarà la prima ad utilizzarlo in Italia, in sostituzione del tampone molecolare nasofaringeo, al momento unico strumento per confermare la positività al Covid-19”.

GALLI

“La possibilità di avere una risposta pronta e rapida” con i test salivari “ci dà una notevole spinta per cercare di limitare il problema nei contesti delle scuole, che continuo a sostenere sono ambiti dove l'infezione, soprattutto questa data dalla variante inglese, non può che circolare nei locali scolastici o sui mezzi di trasporto dove i ragazzi sono esposti.

Evviva, quindi alla sperimentazione promossa dall'Università di Milano. E' una operazione importante e fondamentale, auspicavo che ci fosse una situazione a tre gambe: vaccinazioni, test e chiusure mirate”.

Lo ha affermato Massimo Galli, responsabile di malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, ospite di Sky Tg24, commentando il via libera della Regione Lombardia.

ANDREONI

“Spesso dei test salivari si sono sottolineate la scarsa sensibilità e validità. Ma per contro c'è il vantaggio della facile esecuzione e della rapidità dei risultati. Se il test è stato validato può essere un buon sistema per il monitoraggio dei casi nelle scuole.

Non dico che si debba fare tutti i giorni, ma anche una volta a settimana va bene. Si possono rintracciare casi asintomatici ed evitare focolai nelle classi”.

Lo afferma all'Adnkronos Salute Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma.

BURIONI

“La saliva va benissimo per diagnosticare il Covid-19 senza il fastidio del tampone nasofaringeo, soprattutto nei bambini”.

Così il virologo dell'Università Vita-Salute di Milano, Roberto Burioni, commenta sul sito di informazione e comunicazione scientifica 'MedicalFacts', da lui fondato, la possibilità di utilizzare i test salivari nelle scuole.

A supportare la tesi del virologo, uno studio pubblicato sulla rivista scientifica 'Lancet', firmato dalla scienziata affiliata all'Università di Yale, Anne L.

Willie, secondo cui “i metodi di test Sars-CoV-2 ad alta sensibilità basati sulla saliva permettono test frequenti e convenienti, sfidando il tampone nasofaringeo per la designazione di un tipo di campione di riferimento”. Gli studi che utilizzano metodi che impiegano la saliva “hanno mostrato una maggiore sensibilità rispetto ai tamponi”, sottolinea Burioni.

Ancora, viene spiegato nello studio, proprio come per la rilevazione dell’Rna della Sars-CoV-2, il test della saliva “è un’alternativa possibile al test degli anticorpi basato sul sangue, con gli anticorpi nella saliva che riflettono le concentrazioni nel siero”. Quindi, “un singolo campione di saliva non invasivo può consentire contemporaneamente l’identificazione di casi attivi, casi precedenti e risposte immunitarie indotte dal vaccino”, conclude la ricerca.

ZUCCOTTI

“Il tampone salivare è un test affidabile” per intercettare Covid-19 “che dà la stessa informazione del classico tampone nasofaringeo. Non è invasivo, è ben accettato dalle famiglie, si può fare a casa e in classe e non impegna personale in più. E' uno strumento che mancava.

Abbiamo visto che finora le riaperture delle scuole sono state molto brevi e sono sempre avvenute nelle stesse condizioni di quando erano state chiuse. Non c'è stato qualcosa di strutturato in termini di maggior sicurezza e sorveglianza.

Esprimo quindi soddisfazione per il fatto che la Lombardia sia la prima ad applicare questo strumento che è nato proprio qui”.

E' quanto dichiara all'Adnkronos Salute Gian Vincenzo Zuccotti, preside della Facoltà di Medicina dell'università Statale di Milano e direttore Pediatria e Pronto soccorso pediatrico dell'Asst Fatebenefratelli Sacco, ospedale dei bimbi Vittore Buzzi.

ABRIGNANI

“Sono un sostenitore dei test salivari. Hanno dei limiti come la sensibilità inferiore ai test molecolari, ma possono dare una risposta in pochi minuti. Posso essere quindi utili per il rientro a scuola, ma anche nei cinema e nei teatri.

Non risolvono tutti i problemi, catturano 6 infettati su 10, ma sono flessibili e possono comunque mitigare enormemente il rischio quando, come ha deciso il Governo, vengono riaperte le scuole. Io ho suggerito quando mi è stato chiesto che possono essere utili”.

Lo ha affermato Sergio Abrignani, immunologo della Statale di Milano e componente del Cts.

Источник: https://www.adnkronos.com/test-salivari-a-scuola-cosa-dicono-gli-esperti_69JwbgzhNfHvMWr63mJyq6

Gravidanza
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