Cosa vuol dire essere un bambino celiaco

Cosa vuol dire essere Celiaci?

Cosa vuol dire essere un bambino celiaco

E’ doveroso fare una premessa su questo articolo che non vuole sostituirsi ad un prontuario medico o avere la pretesa di essere esaustivo su tutto quello che riguardo il mondo della Celiachia.

Il suo scopo è quello di volere essere informativo e divulgativo su un argomento che ancora ad oggi molti non conoscono.

Che cos’è la celiachia?

E’ in poche parole un’intolleranza alimentare permanente alla gliadina, una componente del glutine, che è presente in alcuni cereali come grano, farro, orzo, segale, avena ed in tutti i prodotti derivati, quali: pane, pasta, crackers, grissini, biscotti, dolci, pangrattato, lievito, caffé d’orzo e surrogati, malto, birra, salsa di soya, cotolette, preparati per brodo, preparati per frittura, preparati per gelati, in alcuni salumi ecc.

Ma cosa succede se il celiaco mangia il glutine?

La gliadina quando arriva nell’intestino scatena una reazione “anomala” di alcune componenti del sistema immunitario che la individuano come “tossica” attivando così la produzione di anticorpi e globuli bianchi verso questa sostanza ma anche contro il tessuto intestinale, a cui consegue una infiammazione cronica con la scomparsa dei villi intestinali.

Questo impedisce all’intestino di assorbire i nutrienti dei cibi in maniera totale e normale, per questo la prolungata ingestione di glutine, inoltre, favorisce la comparsa di altri disturbi seri, come le malattie autoimmuni (il diabete, tiroidite di Hashimoto), i disordini nutrizionali (carenza di calcio e di ferro), ed a lungo andare si può avere una compromissione, talora anche irreversibile, dell’accrescimento (nel bambino), dell’integrità ossea, dell’attività riproduttiva maschile e femminile, della sfera dell’umore ecc…

Come si sviluppa e come si manifesta questa predisposizione alla celiachia?

Il disturbo dipende da un fattore genetico (ereditario); di conseguenza, se in famiglia qualcuno soffre di questo problema il bimbo è più a rischio e, se uno dei genitori è celiaco, vi è una possibilità su 10 che lo sia anche il piccolo.

Non sempre la celiachia si presenta in modo palese. Infatti le sue forme cliniche possono essere molteplici.

La forma tipica ha come sintomatologia diarrea e arresto di crescita (dopo lo svezzamento), quella atipica si presenta tardivamente con sintomi prevalentemente extraintestinali (ad esempio anemia), quella silente ha come peculiarità l’assenza di sintomi eclatanti e quella potenziale (o latente) si evidenzia con esami sierologici positivi ma con biopsia intestinale normale.

Non sempre chi presenta i disturbi sopra elencati è celiaco, ma spesso la celiachia non dà manifestazioni evidenti e viene scoperta casualmente a seguito di qualche esame del sangue o di una gastroscopia.

Come si cura?

Per curare la celiachia, attualmente, occorre escludere dalla dieta alcuni degli alimenti più comuni, quali pane, pasta, biscotti e pizza. Questo implica un forte impegno di educazione alimentare. Successivamente, quando il soggetto segue la dieta priva di glutine comincia ad avvertire un notevole benessere rispetto a prima.

Questo ritorno alla salute è generalmente immediato nel bambino; mentre nell’adulto può richiedere qualche tempo, necessario a superare il malessere derivante da una lunga esposizione alla sostanza per lui tossica. Per esempio in Cina, dove il cereale di riferimento è stato finora il riso, la celiachia è pressoché sconosciuta.

La celiachia, che può colpire qualsiasi fascia d’età, è considerata tipica dell’età pediatrica e spesso nell’età adulta non viene presa in considerazione neppure negli ambienti specialistici. L’intolleranza può comparire più o meno acutamente in un periodo qualsiasi della vita, spesso dopo un evento stressante quale una gravidanza o un intervento chirurgico o una infezione intestinale.

Per questi e tanti altri motivi bisogna sapersi informare e capire il proprio corpo e quello del nostro bambino anche a livello psicologico saper supportare la fase iniziale in cui si viene a conoscenza di questa malattia e saperla gestire al meglio, sia a casa, al ristorante che in viaggio.

Con Internet ogni informazione è accessibile e consultabile, tanto che l’Associazione Italiana Celiachia ha nel proprio sito www.celiachia.it tutte le informazioni che possono essere utili, dal prontuario AIC degli alimenti ai ristoranti che hanno adottato questo tipo di cucina, alle analisi da fare fino ai medici da consultare.

Francesca Romana Antonini

Источник: https://abitarearoma.it/cosa-vuol-dire-essere-celiaci/

Alimentazione bambino celiaco | Nutrizionista bambini e gravidanza Torino

Cosa vuol dire essere un bambino celiaco

La scelta della corretta alimentazione del bambino celiaco è il principale cruccio dei genitori i cui figli sono affetti da tale patologia.

Grazie alla mia esperienza come biologa nutrizionista per bambini, a Torino, so per certo che, comprensibilmente, la prima domanda che si pongono le mamme e i papà è: “Ma cosa può mangiare un bambino celiaco”?

Prima di parlare della dieta del bambino celiaco, tuttavia, è importante comprendere che cosa sia e che cosa implichi la celiachia nel bambino.

LA CELIACHIA NEL BAMBINO

“Mio figlio ha spesso la pancia gonfia e la diarrea, quindi ho deciso di togliere il glutine dalla sua dieta, tanto è anche più salutare!”. Quante volte, nella mia professione di biologa nutrizionista per bambini, ho sentito questa frase! Bene, ora facciamo un piccolo test: quanti errori riuscite ad individuare in questa affermazione?

Pancia gonfia e diarrea non sono sufficienti per diagnosticare la celiachia nel bambino.

Come per l’adulto, esiste un esame del sangue semplice e poco invasivo, ossia il dosaggio degli anticorpi anti transglutaminasi che può essere prescritto dal pediatra o dal medico di famiglia, che poi provvederà ad indirizzare verso l’iter diagnostico più appropriato (fino ad arrivare, eventualmente, alla biopsia intestinale).

La celiachia nel bambino – così come nell’adulto – è infatti una malattia che coinvolge il sistema immunitario che, invece di riconoscere e combattere con le armi che gli sono proprie, le minacce provenienti dall’esterno, va in confusione e riconosce come estranee e nemiche alcune componenti del nostro corpo.

Nel caso della celiachia, la risposta sbagliata viene innescata dal glutine, un complesso proteico che si trova in alcuni cereali. La presenza del glutine nell’intestino del celiaco scatena una risposta infiammatoria che danneggia la parete intestinale, nonché altri distretti dell’organismo.

Le conseguenze sono perciò varie e da qui la sintomatologia che ne deriva è anch’essa variabile, e ci permette di distinguere:

  • la celiachia tipica che si manifesta con i sintomi classici quali diarrea, pancia gonfia, afte orali, perdita di peso marcata, arresto della crescita. I sintomi sono conseguenza delle alterazioni della mucosa intestinale con conseguenti disturbi gastrointestinali e segni di malassorbimento. Tipicamente, i bambini diagnosticati nei primi due anni di vita presentano proprio questi disturbi gastrointestinali;
  • la celiachia atipica che si riscontra più frequentemente negli adolescenti e negli adulti e presenta sintomi non gastrointestinali tra cui anemia sideropenica (è il più frequente), dermatite erpetiforme, ritardo puberale o problemi ginecologici (aborti ripetuti), ma anche stanchezza o ancora presenza di bassa statura.

Se si sospetta la celiachia nel bambino, la prima cosa da fare è parlarne con il pediatra o con il medico di fiducia e procedere agli accertamenti diagnostici. Assolutamente da evitare, invece, il fai da te. Per cui:

  1. non affidatevi a test improvvisati;
  2. state alla larga dalle diete del bambino celiaco, suggerite da un’amica laureata sul web o dalla prima mamma blogger tuttologa che incontrare su internet. Se il bambino non è celiaco rischiate di esporlo ad un’alimentazione scorretta e squilibrata, in una fase tanto delicata per la crescita armonica del suo corpo. Se il bambino è celiaco, una dieta senza glutine improvvisata porta alla mancanza o al ritardo nella diagnosi di celiachia che può, nel tempo, avere svariate conseguenze: osteoporosi, bassa statura nei ragazzi, infertilità, diabete mellito, tiroidite autoimmune, linfoma intestinale e così via.

COSA PUÒ MANGIARE UN BAMBINO CELIACO?

Risultati alla mano, quando gli esami danno un esito positivo, ecco fare capolino la madre di tutte le domande: che cosa può mangiare un bambino celiaco?

L’indicazione è quella di insegnare alla famiglia (e indirettamente al bambino celiaco) ad adottare un’alimentazione che sia naturalmente priva di glutine, e con “naturalmente” intendo un’alimentazione che privilegi tutti gli alimenti che in modo del tutto naturale e non per manipolazione industriale, siano privi di glutine, relegando ad un uso saltuario, e ragionato all’interno della giornata alimentare, i prodotti gluten free, quelli pensati apposta per i celiaci.

Quali sono gli alimenti naturalmente privi di glutine?

  • gli ortaggi: frutta, verdura, legumi, patate
  • i prodotti di origine animale: carne, pesce, uova, latte
  • tra i cereali, il riso ed il mais in primis, ma anche manioca, miglio, sorgo, teff, grano saraceno, amaranto e quinoa

Occorre fare attenzione, però, a un aspetto: questo elenco si riferisce agli alimenti non lavorati. La loro lavorazione, infatti, può implicare la presenza anche solo in tracce di glutine, che sono comunque sono da evitare nell’alimentazione del bambino celiaco.

Dalla dieta del bambino celiaco sono invece assolutamente da abolire:

  • i cerali (e loro derivati) quali frumento (grano), orzo, farro, segale, couscous, Kamut® (è semplicemente il marchio registrato di una varietà di grano duro), bulgur, seitan;
  • gli alimenti in cui il glutine rappresenta un ingrediente aggiunto o un residuo della lavorazione e su cui manca l’indicazione che siano gluten free. Qualche esempio? Salumi e insaccati; pesce conservato (al naturale, sottolio etc); carne o pesce impanata con farine proibite o preparata con sughi a cui sono state aggiunte le farine vietate; yogurt a cui sono stati aggiunti addensanti, aromi o altro; patatine in sacchetto; passati e omogeneizzati di verdura; gelati industriali o artigianali.

A questo punto i genitori del bambino celiaco si saranno già messi le mani nei capelli. Ma niente paura! Oggi possiamo affidarci ad alcuni strumenti per sapere cosa può mangiare un bambino celiaco, oltre agli alimenti naturalmente privi di glutine:

  • l’elenco dei prodotti del Registro Nazionale dei prodotti senza glutine “specificatamente formulati per celiaci” (quindi pane, pasta), contrassegnati dal marchio ministeriale;
  • gli alimenti di uso corrente, che troviamo in negozi e supermercati, che riportano sulla confezione la dicitura “senza glutine” oppure “adatto per i celiaci” oppure “adatto alle persone intolleranti al glutine” ai sensi del Regolamento EU 828/2014;
  • i prodotti contrassegnati dal simbolo della Spiga Barrata;
  • il Prontuario AIC degli alimenti (fare riferimento sempre all’edizione più recente).

Quindi per un bambino celiaco sono due gli aspetti importanti da tener conto:

  1. la diagnosi, che più è precoce più mette al riparo da danni e complicazioni della malattia celiaca (da qui, ricordo, l’importanza di evitare diete fai da te prive di glutine che ritarderebbero la diagnosi);
  2. una dieta rigorosa priva di glutine per tutta la vita. Ad oggi, infatti, non è contemplata la guarigione dalla celiachia, ma una dieta ben fatta e correttamente seguita fa si che l’aspettativa di vita di un celiaco sia del tutto sovrapponibile a quella di un non celiaco.

LA DIETA DEL BAMBINO CELIACO

La dieta del bambino celiaco, nonostante qualche restrizione e qualche accortezza in più, deve essere vissuta in modo sereno dal bambino e dalla famiglia, si deve adattare alle loro esigenze, al loro stile di vita senza risultare troppo “castigante”. Anche perché l’obiettivo ultimo dell’alimentazione del bambino celiaco è di preservarne la salute e la qualità della vita.

Pertanto non dovrebbe stupire che il punto di partenza della dieta del bambino celiaco è la sempreverde e tanto amata dieta mediterranea, ossia, l’alimentazione del bambino celiaco deve prevedere:

  • cereali, preferibilmente integrali, che devono rappresentare la fonte principale di calorie (intorno al 50-55% della quota giornaliera di energia). Come detto sopra, è bene preferire, in prima battuta, quei cereali che sono naturalmente privi di glutine, perciò riso, mais, quinoa, miglio, tanto per citarne alcuni e in altri casi ricorrere anche ai prodotti gluten free (pane, pasta, farina). È sempre bene limitare l’uso dei prodotti a base di cereali raffinati;
  • l’alternanza delle diverse fonti di proteine, sia vegetali sia animali, che andranno a coprire il 10-15% del fabbisogno energetico. Nella dieta del bambino celiaco, ma questa indicazione va bene per tutti, è bene limitare il consumo di carni rosse e quello di formaggi stagionati, privilegiando il consumo di formaggi magri (ricotta, primo sale), pesce (soprattutto il pesce azzurro del nostro Mar Mediterraneo), legumi (piselli, lenticchie, fagioli, ceci);
  • l’uso di grassi (che contribuiscono al 25-30% del fabbisogno calorico quotidiano), spostando la bilancia decisamente a favore dell’impiego dell’olio extra vergine di oliva, da preferire sempre sia per cucinare sia per condire;
  • le classiche 4-5 porzioni giornaliere di frutta e verdura, da cui il bambino trae vitamine, minerali, fibra, acqua e fitocomposti (antiossidanti, immunomodulatori, antitumorali, antinfiammatori). Il suggerimento per ottimizzare il consumo di frutta e verdura è di scegliere prodotti locali, di stagione ed alternarli il più possibile;
  • l’acqua come la bevanda d’elezione.

Seguendo queste semplici indicazioni, adattate alla condizione personale, anche l’alimentazione del bambino celiaco sarà corretta, bilanciata e gustosa e si eviterà di incorrere nelle problematiche di eccessiva o ridotta assunzione di determinati nutrienti che potrebbe interessare chi segue una dieta priva di glutine non bilanciata, ossia un eccesso di assunzione di calorie, carboidrati semplici, grassi saturi e lipidi, contro un difetto nell’assunzione di quantità adeguate di alcuni minerali (zinco, ferro, magnesio, calcio), vitamine (vitamine del gruppo B, vitamina D, folati) e fibra.

È bene sottolineare che la dieta senza glutine è l’unica terapia che funziona in caso di celiachia e che va portata avanti tutta la vita, in modo rigoroso, evitando assolutamente l’errore volontario, vale a dire il consumo consapevole di un qualsiasi alimento contenente glutine. Questo ultimo aspetto è forse più caratterizzante dell’adolescente celiaco che non del bambino celiaco.

Ma è comunque importante ricordare che anche se l’introduzione di glutine non determina il manifestarsi di sintomi particolarmente accentuati, il danno a livello intestinale si produce comunque, per cui va assolutamente evitato.

Fatevi seguire da un professionista serio e qualificato, e l’alimentazione del vostro bambino celiaco non sarà un problema.

E se avete qualche dubbio, o se volete approfondire telefonicamente o via mail la questione, non esitate a contattarmi compilando l’apposito form. Metterò al vostro servizio tutta la mia esperienza come biologa nutrizionista per bambini, a Torino.

Источник: https://www.nutrizionistaregis.it/alimentazione-del-bambino-celiaco-nutrizionista-bambini-torino/

Come comportarsi con un bambino celiaco

Cosa vuol dire essere un bambino celiaco

3 Luglio 2018

  • Alimentazione Bimbo e Mamma

L’alimentazione di un bambino richiede mille attenzioni sia nella scelta del cibo che nelle modalità di preparazione: nel caso di un bambino celiaco il discorso è purtroppo ancora più complicato.

La celiachia è, infatti, una malattia provocata dall’intolleranza o allergia al glutine, sostanza contenuta in molti alimenti come il pane, la pasta, le merendine e i biscotti  realizzati con farine a base di alcuni cereali come grano, malto d’orzo o farro.

Se trascurata, la celiachia può portare a gravi forme di malnutrizione con conseguente arresto della crescita del neonato, in quanto i villi intestinali danneggiati non sono più in grado di metabolizzare le sostanze necessarie.

Scoprire che il proprio figlio è celiaco è spesso un duro colpo per una madre e un padre perché comporta un cambio delle abitudini di tutta la famiglia: vedi allora nei paragrafi che seguono quali sono i sintomi della celiachia e quali comportamenti adottare in casa per fare in modo che il  bambino stia bene e al tempo stesso non si senta discriminato.

 Sintomi della celiachia

La celiachia nei bambini si manifesta solitamente quando il neonato passa dal latte ai cibi solidi, dunque intorno ai 5/ 6 mesi. Le linee guida per lo svezzamento prevedono quindi di non somministrare glutine ai neonati con la prima pappa, ma solo dopo che il bambino avrà introdotto tutti gli alimenti in modo da escludere allergie e intolleranze.

Se non diagnosticata per tempo la celiachia può comportare problemi molto seri per lo sviluppo e la crescita di tuo figlio, ecco dunque che risulta molto importante riconoscerne per tempo alcuni sintomi. Il bambino celiaco, anche a seguito dell’ingestione di modeste quantità di glutine, può presentare:

  • diarrea;
  • vomito;
  • gonfiore e dolore addominale
  • calo ponderale;
  • mal di testa;
  • astenia;
  • mancanza di appetito;
  • carenza di ferro (anemia) e di altre vitamine e minerali.

Senza una modifica tempestiva delle abitudini alimentari del bambino, basata essenzialmente sull’eliminazione del glutine dalla sua dieta e la sostituzione con altri alimenti ben tollerati, il bambino potrebbe addirittura andare incontro ad un arresto della crescita e ad avere problemi di tipo neurologico.

Ma ecco la buona notizia: con una diagnosi precoce e con le giuste attenzioni da parte soprattutto della famiglia di origine, il bambino celiaco potrà vivere una vita assolutamente normale senza incorrere in nessun tipo di problema né di tipo fisico né psicologico.

Cosa può mangiare un bambino celiaco

Contrariamente a quello che si pensi un bambino celiaco ha un’ampia scelta di alimenti che può scegliere entro la sua alimentazione.

Il riso ad esempio e i suoi derivati possono essere tranquillamente utilizzati nella sua dieta, così come la frutta, gli ortaggi, i latticini, il pesce e la carne, purché cucinati senza ingredienti contenenti glutine (si dunque alla bistecca o al pesce alla griglia, no alle polpette e ai bastoncini con panatura).

Oltre ai cibi appena citati però è possibile acquistare in farmacia o nei negozi specializzati farine, pasta, biscotti, gallette, focacce e altri prodotti da forno senza glutine : il segno comunemente utilizzato per indicare i prodotti gluten free è la spiga barrata per cui davvero non puoi sbagliare!

Dato che l’intolleranza al glutine si manifesta anche a seguito dell’ingestione di piccolissime quantità di questa sostenza, è necessario che gli alimenti che prepari ad un bambino celiaco siano preparati usando pentole e stoviglie a parte al fine di evitare contaminazioni:

  • se devi dunque tagliare il pane gluten free per tuo figlio celiaco evita di usare lo stesso tagliare o lo stesso coltello che usi per tagliare il pane normale;
  • stesso discorso vale per la pentola che usi per bollire il riso e i piatti di portata che impieghi per servire le pietanze;
  • perfino l’olio per fritture non potrà essere utilizzato per friggere alimenti per il tuo bambino celiaco se prima è stato usato per cibi contenenti glutine:
  • presta infine molta attenzione all’igiene, lavando bene piatti, posate e bicchieri usati dal resto della famiglia e invitando tutti a lavarsi a fondo le mani se devono maneggiare cibi da somministrare al tuo piccolo affetto da celiachia dopo aver toccato altri alimenti.

 Cosa devono fare i genitori per non far sentire il bambino discriminato

Oltre a prestare la massima attenzione alla dieta, i genitori di un bambino celiaco dovranno anche essere molto attenti ai risvolti psicologici della malattia, soprattutto quando il loro figlio andrà a scuola ed entrerà in contatto con i coetanei.

Avere abitudini alimentati differenti e soprattutto non poter mangiare alcuni alimenti come la pizza o le merendine, a meno che non siano preparate con farine speciali prive di glutine, potrebbe infatti far sentire il bambino diverso e suscitare in lui sentimenti di ostilità e insicurezza fino a sfociare in forme precoci di depressione.

Spetta dunque alla famiglia di origine, e in parte anche agli altri adulti con cui vengono in contatto come i nonni, gli zii ed anche gli insegnanti, aiutare il bambino a non sentirsi diverso e discriminato per il suo disturbo.

La prima cosa da fare quindi, quando si scopre che il propria figlio è celiaco, è quella di non nascondere la malattia, ma di parlare apertamente sia col proprio piccolo che con tutti gli amici e parenti che fanno parte della sua vita: questo non solo eviterà malintesi, ma ti permetterà di avere degli alleati nell’attuare tutte quelle piccole attenzioni che servono ad evitare la comparsa dei sintomi.

Se il bambino è troppo piccolo per capire, è comunque possibile spiegargli che ci sono alimenti che deve evitare per stare bene: l’educazione alimentare è fondamentale perché il bambino sia in grado di proteggersi da solo dalla celiachia e deve iniziare fin da subito per essere efficace.

Spiegare al bambino la sua condizione è importante soprattutto quando si troverà a scegliere il cibo da solo: non appena avrà imparato a leggere e scrivere dovrai insegnarli a controllare l’etichetta degli alimenti che mangia e a fare attenzione alle contaminazioni.

Un modo per non far sentire il bambino discriminato in casa è ad esempio quello di preparare alimenti gluten free per tutta la famiglia: le alternative alla pasta o al pane preparato con farine tradizionali sono oggi tantissime, per cui non dovresti avere problemi a soddisfare il palato di tutti i componenti della casa.

A scuola ovviamente il discorso si complica in quanto non puoi certo convincere tutta la classe a scegliere per merenda spuntini privi di glutine: in questo, scegli però alimenti che siano di gradimento al tuo piccolo, come la frutta, i salumi o altri prodotti da forno e snack pensati apposta per lui.

Gli insegnanti e gli altri adulti dovranno ovviamente darti una mano nel vigilare che il bambino non scambi la sua merenda con i compagni e che a mensa o durante una gita scolastica non provi ad assaggiare alimenti non consentiti.

Источник: https://www.neolatte.it/come-comportarsi-con-un-bambino-celiaco/

Bambino celiaco

Cosa vuol dire essere un bambino celiaco

Bambino celiaco: come diagnosticare la celiachia, come si cura e quali sono i rishci. Dieta gluten free e consigli per i genitori di bimbi celiachi

La celiachia è una malattia autoimmunitaria di origine genetica che se non viene diagnosticata e trattata tempestivamente può comportare delle gravi conseguenze, in alcuni casi irreversibili. Si manifesta in seguito all'ingestione di proteine del grano che danneggiano la mucosa intestinale. Cosa fare se il bambino è celiaco?

Cos'è il glutine

Per chi ne soffre alimenti come pane, pasta, pizza, biscotti sono assolutamente proibiti. La sostanza “incriminata” responsabile di questa grave intolleranza alimentare infatti è il glutine presente nel frumento, nel farro, nell'avena, nel kamut, nell'orzo, nella segale, nella spelta e nel triticale.

Nello specifico ciò che l'organismo della persona celiaca non riesce a digerire ed assorbire è una componente proteica del glutine, cioè la gliadina.

Questa proteina produce una risposta immunitaria abnorme a livello intestinale che a sua volta genera un'infiammazione cronica che può danneggiare gravemente  i tessuti dell'intestino impedendo l'assorbimento di importanti nutrienti.

I sintomi della celiachia

La celiachia ha un'incidenza che varia da paese a paese: secondo le statistiche più recenti ogni anno vengono fatte circa 5000 nuove diagnosi della malattia che colpisce un italiano su 100/150. L'Associazione Italiana Celiachia (AIC) classifica la malattia in forme diverse:

  • tipica, in cui i sintomi sono perlopiù diarrea e arresto della crescita;
  • atipica, che si presenta tardivamente con sintomi soprattutto extraintestinali (come l'anemia);
  • silente, nella quale mancano sintomi evidenti;
  • potenziale, evidenziata da esami sierologici positivi (presenza di antigliadina IgA e IgG) ma con biopsia intestinale normale

Nei bambini piccoli, nella maggior parte dei casi, l'intolleranza al glutine si evidenzia a distanza di qualche mese dall'introduzione del glutine nella dieta con i sintomi caratteristici:

  • diarrea,
  • vomito,
  • irritabilità,
  • arresto della crescita o calo ponderale.

Nelle forme che esordiscono più tardi, cioè dopo il 2°-3° anno di vita, i disturbi gastroenterici sono meno intensi e in genere prevalgono altri sintomi, come:

  • ritardo nell'accrescimento della statura e/o del peso,
  • ritardo dello sviluppo puberale,
  • dolori addominali ricorrenti,
  • anemia che non si risolve nemmeno con la somministrazione di ferro per via orale.

Dieta senza glutine

La dieta senza glutine, condotta con rigore, è l'unica terapia che garantisce al  bambino celiaco un perfetto stato di salute.

L'AIC- Associazione Italiana Celiachia ha redatto un prontuario degli alimenti permessi e di quelli da evitare: la guida viene aggiornata ogni anno. Sul sito dell'associazione,  si possono trovare anche gli indirizzi dei ristoranti e delle gelaterie “gluten free” oltre a tante altre informazioni.

Seguire la dieta che impone la celiachia implica un forte impegno di educazione alimentare e un grande controllo da parte dei genitori perché se è vero che il bambino celiaco può mangiare tranquillamente la carne, il latte, i latticini, le uova, le verdure, il riso e il mais che non contengono glutine, è anche vero che vanno eliminati dalla sua dieta tutti gli alimenti contenenti frumento, orzo e loro derivati, come ad esempio il malto. Ciò significa che al bambino andrebbe negata la maggior parte degli alimenti confezionati, dalle merendine alle torte, la pasta e il pane, la pizza. 

Se non fosse che ormai sul mercato è possibile trovare diversi prodotti sostitutivi, che portano la sigla degli alimenti senza glutine (il simbolo è quello della spiga sbarrata) che permettono al bambino celiaco di seguire una dieta varia e bilanciata e di ridurre notevolmente l'elenco degli alimenti proibiti.

Infatti in alternativa o in combinazione alle farine che contengono glutine è possibile utilizzare farine e altri derivati delle patate, del riso, della soia o di altri legumi.

È anche possibile usufruire di alcune agevolazioni dal momento che i prodotti gluten-free possono essere concessi gratuitamente attraverso la presentazione di una documentazione rilasciata dalla ASL che attesta l'esistenza della malattia.

In definitiva la difficoltà maggiore per i genitori di un bimbo celiaco riguarda la gestione alimentare: la dieta deve essere organizzata in base alle informazioni dettagliate disponibili sugli ingredienti di ciascun prodotto in vendita nei supermercati o dei piatti di un ristorante o di una mensa. Il problema è che spesso il glutine può essere “nascosto” in alcuni cibi, perfino in alcuni farmaci come additivo, aroma o conservante.

Per questo è molto importante che i genitori si assicurino che anche salse, sughi e bevande non contengano glutine, neanche in minima parte.

Allo stesso modo bisogna controllare le etichette dei prodotti industriali, quali i gelati, i dadi, salumi perché nella composizione degli addensanti potrebbe esserci il glutine.

Oggi molti prodotti presentano ben in evidenza la scritta “senza glutine” e questo costituisce un prezioso accorgimento per i celiaci.

Meglio comunque leggere bene l'etichetta per evitare brutte sorprese e richiedere informazioni dettagliate sui piatti nel caso in cui ci si trovi in un ristorante.

Da questo punto di vista negli ultimi anni la situazione è molto migliorata perché c'è una maggiore attenzione verso questo malattia.

Sugli scaffali dei supermercati compare sempre più spesso la dicitura gluten free per indicare prodotti sicuri per le persone celiache e sono sempre più numerosi i ristoranti che specificano nei menu le portate senza glutine.

Ma bisogna prestare la massima attenzione anche in casa: in cucina nulla deve essere “contaminato” dal glutine. Ad esempio bisogna assicurarsi che l'acqua di bollitura non sia stata precedentemente usata, magari per cuocere la pasta, o che sia presente anche una minima traccia della sostanza sulle stoviglie o sui piatti. 

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/malattie/se-il-bambino-e-celiaco.html

Gravidanza
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