Cosa serve per la didattica a distanza e come aiutare i bambini

Cosa serve per la didattica a distanza

Cosa serve per la didattica a distanza e come aiutare i bambini

Cosa serve per la didattica a distanza? Materiali, tablet, accessori da comprare online e i suggerimenti per le migliori risorse in Rete e organizzare il lavoro

La scuola, in questo periodo storico caratterizzato dalla pandemia, è cambiata e ha dovuto, per forza di cose, riscoprire il valore e l'utilità dei dispositivi digitali.

Come lo smart working anche la didattica a distanza ha permesso alle persone di restare in contatto con professori e compagni, di andare avanti con i programmi ministeriali e di evitare quel 6 politico che non sarebbe piaciuto alla grande maggioranza delle famiglie.

Cosa serve per la didattica a distanza e quali sono i dispositivi (e dove comprarli online) , i software e i programmi che possono rivelarsi estremamente utili?

Tablet

I tablet sono utilissimi per i bambini di qualsiasi età per scaricare app per la formazione e le lezioni a distanza, per fare compiti, inviarli ai docenti e anche per restare in contatto con i compagni.

HUAWEI T5 Mediapad – Tablet con Display da 10.1″

HUAWEI MediaPad T5 10 ha un design simmetrico in un corpo unibody in metallo, leggero e piacevole al tatto. E' dotato di un display da 10,1″ che permette la visione in ogni singolo dettaglio: lo schermo da 16:10 è ideale per guardare film, programmi TV e navigare in Rete.

PRO: i 3 Giga di RAM permettono di utilizzarlo a lungo senza affaticarlo, ha un prezzo molto competitivo e, secondo le recensioni dei clienti Amazon, è leggero e compatto.

CONTRO: è un tablet senza pretese.

Cuffie

Uno degli accessori più richiesti dai bambini e dai ragazzi sono le cuffie. Generalmente le utilizzano per chattare con gli amici e videogiocare, ma mai come in questo periodo diventano indispensabili per riesegui le video lezioni, soprattutto se ci sono più bambini in casa che devono collegarsi contemporaneamente.

Cuffie per bambini, Mpow CH6, limite di volume di 85 dB

Queste cuffie over ear sono progettate proprio per i bambini fino ai 16 anni. Hanno un limite di volume regolabile per adattarsi meglio ai diversi ambienti, sono allargate, più morbide e ispessite per proteggere le orecchie dei bambini, sono dotate di una fascia regolabile e un microfono HD incorporato che supporta le chiamate in vivavoce con amici o famiglia.

PRO: secondo quanto leggiamo nelle recensioni queste cuffie garantiscono un audio perfetto, un ottimo controllo del volume e sono robuste e resistenti. Inoltre hanno un prezzo davvero conveniente.

CONTRO: secondo alcuni non sono adatte a bambini troppo piccoli.

Mouse

Anche se i tablet sono touchscreen, se si ha in dotazione un laptop o un PC è molto più pratico utilizzare un mouse possibilmente senza fili per la massima praticità.

PC portatile

In questa occasione, invece di un tablet, potremmo scegliere di  acquistare un laptop per tutta la famiglia: ce ne sono di tutti i prezzi e per tutte le necessità.

Router

Se non avete la rete Wi-Fi a casa potete utilizzare un router e hotspot per collegarvi ad Internet. Questi dispositivi consentono di collegarsi alla Rete attraverso la SIM card di diversi operatori di telefonia mobile.

Dove scaricare materiale digitale

In questa situazione di emergenza anche i docenti sono stati chiamati a mettere in atto una straordinaria rivoluzione. Il Ministero dell'Istruzione ha messo a disposizione degli insegnanti una serie di risorse utili che sono confluite in questo contenitore.

E ancora:

  • Google ha messo a disposizione delle scuole e dei docenti alle prese con le classi virtuali diverse applicazioni nell'ambito di Google Suite for Education che aiutano i professionisti ad organizzare le lezioni, gestirle, mettere in piedi la DAD e le classi.
  • Zoom è un altro applicativo che abbiamo imparato a conoscere in questo periodo. Permette di organizzare meeting virtuali, e quindi anche le lezioni, con decine di partecipanti. Con Zoom è possibile stabilire sia una comunicazione unidirezionale che far interagire tutti i membri partecipanti.
  • Edmodo è una delle App più utilizzate dalle scuole. Si tratta di un sistema che consente di dialogare, come un vero social network, docenti e studenti, inviare compiti, link a video, materiale grafico e fotografico e scambiarsi messaggi privati.
  • School Education Gateway  è molto ricco di indicazioni per perfezionare e migliorare la didattica a distanza.

Oltre a queste app che aiutano i docenti e gli studenti a restare in contatto esistono anche diverse possibilità e risorse che possono coadiuvare nello studio, permettere di approfondire e studiare anche  in modo più autonomo.

Non c'è dubbio che l'approccio allo studio, alle valutazioni da parte degli insegnanti e le modalità di svolgimento delle attività vanno riviste e bisogna cercare approcci diversi, più interattivi, per fare lezione, apprendere  anche per fare le verifiche. E allora via libera a test a tempo, attività da fare sulle chat per simulare situazioni complesse, visione di film, video e documentari. E a questo proposito vale la pena di ricordare che il Ministero dell'Istruzione e RAI  hanno stretto uno straordinario accordo per essere dalla parte delle scuole.

  • Ad esempio Rai Scuola propone le nuove lezioni di “La Scuola in Tv”, della durata di 30 minuti e realizzate direttamente da docenti e insegnanti indicati dal Ministero dell’Istruzione.
  • E su Scuola a casa RAI tantissime risorse e suggerimenti utili per migliorare la didattica a distanza.

Vademecum della didattica a distanza

Come possiamo aiutare i nostri figli a seguire la didattica online? Come organizzare la gestione delle videolezioni e dei compiti? Ecco alcuni consigli pratici.

  • Stabilite un orario di sveglia: intorno alle 8.30/9 sarebbe l'orario ideale per svegliare con calma i ragazzi e i bambini che dovranno seguire delle lezioni online nel corso della mattinata. Così potranno fare colazione, prepararsi e sistemare il materiale utile
  • fate fare una breve pausa tra una videolezione e l'altra
  • non intervenite durante la videolezione
  • nel pomeriggio stabilite un orario in cui fare i compiti per il giorno successivo
  • non fate i compiti al posto loro con l'intenzione di velocizzare le cose
  • aiutate i bambini nella gestione delle App per comunicare con i docenti e inviare i compiti
  • create un programma settimanale che potrete stampare dove riporterete, come una vera e propria agenda, gli impegni giornalieri, tra videolezioni e compiti da svolgere.

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Scuola primaria e didattica a distanza: come fare

Cosa serve per la didattica a distanza e come aiutare i bambini

Tutti a casa con mamma e papà, i nostri figli stanno scoprendo la didattica a distanza. Inclusi i piccoli della scuola primaria, la fascia di età più delicata.

Secondo un primo monitoraggio sulla didattica a distanza – forzata dall’emergenza sanitaria – nelle scuole italiane, che il Ministero dell’istruzione sta portando avanti in questi giorni, emerge che «il 94% degli studenti utilizza molteplici strumenti per l'insegnamento online».

Lo ha reso noto la stessa ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, nel corso del question time alla Camera. Dai dati pubblicati dal Sole24Ore qualche giorno fa emerge che degli oltre 7.300 istituti che hanno risposto al monitoraggio (il 90% del totale), 6.

023 si sono attivati dopo lo scoppio del coronavirus e solo 1.278 scuole si erano già attrezzate in passato e si sono fatte trovare pronte.

«Continueremo a mettere a disposizione piattaforme, risorse per i device e la formazione dei docenti; organizzando webinar e promuovendo iniziative di gemellaggio; attivando forme di supporto psicologico per i ragazzi» ha spiegato la ministra Azzolina.

Perché il vero problema, più che il quanto, è il come.

Soprattutto nella scuola primaria, dove i bambini sono di età ancora acerba per essere autonomi di fronte a un tablet a seguire video lezioni, o non ancora in grado di barcamenarsi tra materiali didattici virtuali, compiti che circolano via chat e altre soluzioni simili

Il Ministero ha impostato delle linee guida per la didattica a distanza con una circolare, il 17 marzo.

«Per la scuola primaria», si legge nel documento, «a seconda dell’età, occorre ricercare un giusto equilibrio tra attività didattiche a distanza e momenti di pausa, in modo da evitare i rischi derivanti da un'eccessiva permanenza davanti agli schermi.

La proposta delle attività deve consentire agli alunni di operare in autonomia, basandosi innanzitutto sulle proprie competenze e riducendo al massimo oneri o incombenze a carico delle famiglie (impegnate spesso, a loro volta, nel “lavoro agile”) nello svolgimento dei compiti assegnati».

Insomma, un invito alla moderazione del carico di lavoro, ma pur sempre in questo quadro generale: «Il collegamento diretto o indiretto, immediato o differito, attraverso videoconferenze, videolezioni, chat di gruppo; la trasmissione ragionata di materiali didattici (…) l’impiego dei registri di classe in tutte le loro funzioni di comunicazione e di supporto alla didattica, con successiva rielaborazione e discussione operata direttamente o indirettamente con il docente, l’interazione su sistemi e app interattive educative propriamente digitali».

Il solo invio di materiali o la mera assegnazione di compiti, senza spiegazione e contatto con l’insegnante, non va bene.  Su questo emergono disparità e caos.

Ha detto al Corriere della sera Mario Rusconi, presidente dei presidi del Lazio: «A braccio, almeno il 30% degli studenti degli istituti comprensivi del Sud è tagliato fuori. Meglio nel centro nord e alle superiori, dove l’80,9% si connette».

C’è un problema di infrastrutture e di “digital divide”, ci sono genitori che raccontano di 15 giorni di fila di compiti a casa e niente altro, altri che sono incastrati nella trappola casalinga che mixa telelavoro e gestione dei figli (e delle lezioni online).

L’impressione è che il dato del 94% degli studenti “raggiunti” includa molte forme di comunicazione molto basiche, come mail o telefono.

Cosa deve avere una didattica a distanza ben fatta

Al di là dei desideri o delle pretese dei genitori, che cosa deve avere una didattica a distanza per potersi dire ben fatta? Lo chiediamo a Manuela Milani, esperta di didattica digitale in ambito accademico e anche lei madre di un bimbo che frequenta la scuola primaria.

Pochi punti fondamentali, quasi dei consigli per i docenti che devono progettare un modo nuovo di fare lezione. «Primo, non si deve mai partire dalla tecnologia ma da una analisi di cosa si vuole fare, cosa è “importante” fare.

Il problema è che in molte scuole accade il contrario, si adotta una piattaforma e si adatta la didattica ai vincoli della piattaforma. Altra regola importantissima: rendere “calda” la tecnologia. Bambini e adolescenti sono abituati a usare la tecnologia per comunicare, quindi veniamo loro incontro facendo altrettanto.

Non per far fare loro attività che potrebbero fare con carta e penna. Non è importante usare tutte le funzionalità offerte dagli strumenti tecnologici, ma usiamo quelle che possono far sentire la vicinanza agli studenti, la presenza. Usare quando possibile il video (anche registrato) e far sentire la voce dell’insegnante.

Caricare prevalentemente schede e/o slide e proseguire così la didattica porta inevitabilmente gli studenti a perdere motivazione e sentire insegnanti e docenti distanti».

Come fanno le scuole che ce la fanno

Alcuni istituti si sono organizzati per essere efficaci fin dai primi giorni dell’emergenza. A Melzo, in Lombardia, l’Istituto omnicomprensivo Ungaretti non ha perso tempo.

La scuola, primo omnicomprensivo pubblico a fregiarsi della certificazione di Apple distinguished school in Italia, partiva già con buone basi.

Ci spiega Emilia Cremonesi, vicepreside e coordinatrice del progetto di didattica a distanza: «Abbiamo subito identificato una piattaforma, scegliendo Zoom perché gratuita, agile, semplice da utilizzare. Aspetti fondamentali, visto che dovevamo imporla a circa 400 famiglie della scuola primaria (1.

050 su tutto l’istituto). L’abbiamo studiata noi docenti nei primi giorni, per i nostri incontri organizzativi. Poi abbiamo costruito un orario settimanale». Per la primaria sono previste 3 videolezioni in “diretta” al giorno, da 40 minuti l’una, per prime e seconde.

Quattro al giorno dalla terza alla quinta.  Sono coinvolti tutti i 40 docenti della primaria, 80 in totale su tutto l’omnicomprensivo, inclusi quelli di sostegno. «La molla che ha spinto questa macchina», spiega la vicepreside, «era garantire la continuità e teenre i bambini agganciati dal punto di vista relazionale».

E il programma? «Lo si porta avanti: storia, italiano, matematica, scienze. Pur con i limiti di ritmo che la mediazione tecnologica impone. Sul registro elettronico carichiamo materiali utilizzati durante la lezione in modo che restino in visione, o contributi video.

Sempre senza sovraccaricare: i piccoli della primaria non ne hanno bisogno, e non possiamo pesare troppo sulle famiglie né tenere i bimbi troppo davanti allo schermo. Devono bastare videolezioni, quaderni e libri in dotazione e materiali online».

Senza dover stampare nemmeno un foglio.

Dopo i primi giorni di rodaggio, non si scende mai sotto il 95% delle presenze.

«La scuola ha in dotazione 25 tablet per ogni interclasse, abbiamo contattato tutte le famiglie che non si erano potute collegare la prima settimana per mancanza di strumenti e li abbiamo distribuiti a loro.

Per terze, quarte e quinte», conclude Cremonesi, «creeremo un indirizzo mail unico per ogni classe, controllato dalle insegnanti, che farà da collettore di compiti e verifiche».

I consigli per i genitori

Intanto a casa ci sono i genitori o i nonni accanto ai piccoli della prima o seconda elementare. La situazione è inedita anche per loro. Ecco alcuni semplici consigli per gestire al meglio la didattica a distanza: li abbiamo chiesti ad Andrea Maricelli, docente e formatore che accompagna le scuole ad adottare la didattica digitale.

– Preparate i bambini, per tempo, alla lezione: sveglia in anticipo, creazione di un ambiente adatto e comunicazione di uno stile in linea con quanto i bimbi facevano a scuola. È il modo di dire loro che questa parte importante della loro quotidianità non è persa.

– Lasciate autonomia ai bambini nella relazione con la maestra e i compagni: bisogna lasciar loro il proprio spazio senza togliere la libertà che hanno a scuola. L’ideale sarebbe persino lasciare usare loro le cuffie auricolari, e che il genitore cambiasse ambiente in casa. Anche per non suggerire alle domande delle maestre!

– Vigilate (una o due volte) sull’uso dell’app o della piattaforma: ogni tanto sbirciate e controllate unicamente il modo in cui stanno usando il dispositivo perché non si distraggano, ad esempio, con funzioni non utili.

– Dopo la videolezione: non commentate in nessun modo ciò che avete sentito delle lezioni con i vostri figli, per non interferire nella dinamica didattica. Controllate che svolgano i compiti assegnati, ma senza correggerli: l’errore è il più importante dispositivo di apprendimento. Non togliamolo ai ragazzi!

Источник: https://www.donnamoderna.com/news/societa/didattica-a-distanza-scuola-primaria

Didattica a distanza: 8 consigli per aiutare i tuoi bambini

Cosa serve per la didattica a distanza e come aiutare i bambini

La didattica a distanza è ormai diventata l’incubo dei genitori italiani (e di tutto il mondo).

L’avvento del Covid-19, il lockdown e la necessità di chiudere le scuole hanno sollevato un importante quesito: “fare scuola” da casa è possibile? Lezioni online, collegamenti su Zoom con l’insegnante e tanto tempo trascorso seduti a cercare di capire come rendere il compito più semplice ai nostri figli. Perché la didattica a distanza non è semplice. Per niente.

Se ti stai chiedendo come sostenere tuo figlio durante questo periodo così particolare, sei nel posto giusto. Qui su GenitoriGeek ci siamo interrogati su come aiutare i bambini con l’apprendimento a distanza ed abbiamo stilato una serie di consigli utili che ti agevoleranno nel difficile compito di “essere genitore” durante la pandemia.

Offri un supporto motivazionale ai tuoi figli

Dopo mesi e mesi di didattica a distanza, la motivazione inizia a scarseggiare. Se lavori da casa, è probabile che tu l’abbia sperimentato in prima persona. Trovare la volontà di alzarsi, vestirsi e sedersi sempre nella stessa stanza, fissare un computer per ore può essere davvero alienante.

Immagina quanto possa essere difficile per tuo figlio: alzarsi, vestirsi e restare al pc tante ore, senza potersi incontrare con i suoi amici. È dura. Ecco perché offrire a tuo figlio un supporto motivazionale potrebbe fare un’enorme differenza.

Gli insegnanti stanno lavorando duramente per rendere la didattica a distanza il più accessibile e utile. Ma la realtà è una: è più facile a dirsi che a farsi.

Ecco perché è davvero fondamentale che i genitori aiutino i propri figli a restare motivati, aiutandoli a risolvere anche i piccoli problemi tecnologici connessi all’uso di app che prima non conoscevano.

Affronta i problemi tecnici con positività

I computer si rompono, gli smartphone si rompono, internet può smettere di funzionare senza alcun motivo. È la legge di Murphy: i problemi tecnici arriveranno proprio nel momento in cui sei maggiormente in difficoltà. Niente panico: non è la fine del mondo.

Ove possibile, aiuta tuo figlio a risolvere il problema ma, se è davvero difficile, contatta la scuola oppure l’insegnante. Le scuole sono spesso munite di pacchetti di lavoro “fisico” che tuo figlio può portare a casa per lavorare in totale tranquillità.

Leggi ai tuoi figli ogni giorno

La tecnologia per l’apprendimento a distanza non può replicare interamente l’esperienza in classe. Mentre le lezioni che gli studenti riceveranno da casa saranno più o meno le stesse, ai tuoi figli mancheranno alcune parti fondamentali della giornata. Ed è qui che, come genitore, puoi aiutarli.

La massima priorità deve essere data alla lettura a casa. Leggi ai tuoi figli ogni giorno, anche solo per dieci minuti. La lettura è fondamentale per il loro apprendimento e, soprattutto se sono ancora piccoli, l’insegnante legge loro in classe, ogni giorno. Ecco perché è così importante che continui a casa.

Sii flessibile con il programma scolastico

Tuo figlio si distrarrà molto durante l’apprendimento a distanza: questo è un dato di fatto. Il mondo moderno è pieno di distrazioni luminose e colorate che aspettano solo di attirare la loro attenzione. Preparati al meglio pianificando di risolvere, in anticipo, questo problema.

Parla con tuo figlio e lavora insieme a lui/lei per stilare un programma o una routine che includa pause di distrazione durante l’apprendimento a distanza. Per esempio: un’ora di matematica con un’ora di passeggiata al parco.

Chiedi aiuto all’insegnante

Lavorare da casa e supervisionare l’apprendimento online di tuo figlio? È tutt’altro che facile. Fortunatamente, gli insegnanti capiscono che stiamo semplicemente facendo del nostro meglio. Se hai difficoltà ad aiutare tuo figlio con il suo carico di lavoro, non aver paura di chiedere aiuto agli insegnanti.

Del resto, ogni insegnante che lavora con l’apprendimento a distanza chiede alla sua classe di fare del proprio meglio: tutto ciò può cambiare drasticamente, da un giorno all’altro. In alcuni giorni, sarà possibile effettuare tutto il lavoro programmato ma in altri, l’intera classe potrebbe avere difficoltà anche solo ad accedere all’app per la videochat.

Gli insegnanti sono umani e comprendono le tue difficoltà come genitore. Ricorda che molti di loro stanno vivendo la stessa identica esperienza con i propri figli.

Utilizza risorse online gratuite

Cerchi supporto extra? Se vuoi aiutare nostro figlio ad imparare al di fuori dell’orario scolastico, iniziare non è difficile. Sono davvero molteplici i siti internet che possono aiutare tuo figlio a imparare cose nuove o persino a sostenere il suo benessere mentale.

Come, ad esempio, le migliori app educative che stimolano l’apprendimento in tuo figlio e lo aiutano a soddisfare tutte le sue curiosità.

Non esercitare troppa pressione sui tuoi figli

Il lockdown e la chiusura delle scuole è un evento tutt’altro che normale: ecco perché, come genitori, non dovremmo fingere il contrario. Anche se vuoi che tuo figlio eccella a scuola, sappi che questo periodo sarà più difficile del solito. Tutto quello che puoi fare è cercare di sostenerlo il più possibile ed incoraggiare il suo apprendimento.

Sii realistico e non avere aspettative troppo alte. La didattica a distanza è un’esperienza completamente diversa, quindi non possiamo aspettarci esattamente gli stessi risultati.

L’apprendimento a distanza rende fruibili a tuo figlio le nozioni teoriche ma gli elementi che mancheranno sempre saranno il lato umano, collaborativo e il rapporto faccia a faccia con i loro amichetti.

Se l’insegnante di tuo figlio sta facendo un buon lavoro, faglielo sapere!

Se l’insegnante di tuo figlio sta facendo un lavoro eccezionale, non tenertelo per te. Gli insegnanti non hanno avuto vita facile in questo periodo: hanno dovuto cambiare completamente il loro stile di lavoro, destreggiarsi tra i cambiamenti portati dalle nuove linee guida e mettere l’istruzione al primo posto.

Ecco perché, se la scuola o l’insegnante di tuo figlio stanno facendo un buon lavoro, parlane subito, non tenertelo per te.  Questo significa molto per il personale della scuola!

Источник: https://www.genitorigeek.it/didattica-distanza-8-consigli-aiutare-tuoi-bambini/

Didattica a distanza: come aiutare i figli a studiare (bene) da casa

Cosa serve per la didattica a distanza e come aiutare i bambini

In questo periodo di emergenza COVID-19 le scuole di ogni ordine e grado hanno attivato spazi di didattica online (o a distanza). Per molti insegnanti, genitori e studenti si è trattato di una “prima volta” e ci si è dovuti quindi confrontare con un’esperienza nuova.

La didattica online permette di attuare il percorso di formazione a distanza, ossia senza incontrarsi fisicamente all’interno di un’aula (ma solo in un’aula virtuale).

Si avvale di numerosi strumenti tecnologici, i quali svolgono un ruolo fondamentale perché il processo di apprendimento risulti efficace (e purtroppo questo aspetto discrimina chi non possiede i dispositivi necessari o chi non ha competenze informatiche tali da poter seguire quanto proposto) e che richiedono ovviamente competenze di utilizzo che non tutti hanno.

Se si pensa ai bambini – agli alunni della Scuola Primaria in particolare – la didattica a distanza richiede spesso la presenza e l’aiuto delle famiglie, le quali si trovano in questo momento a svolgere il ruolo di intermediari tra le richieste della scuola e il processo di apprendimento dei figli.

Genitori: dentro o fuori l’aula virtuale?

Questo genera per alcuni genitoristati di ansia e frustrazione perché non sempre si sentono all’altezza del compito e capaci di supportare i figli nel modo migliore.

Spesso, come si diceva, non solo gli alunni, ma anche le famiglie si trovano davanti ad una sfida nuova e questo richiede pure per i genitori l’attivazione di un processo di apprendimento poiché devono acquisire dimestichezza con strumenti ed operazioni fino ad allora sconosciuti.

Inoltre i genitori vivono “in diretta” le prove ed i compiti a cui i bambini sono chiamati a rispondere.

Se in tempi normali ciò che succede a scuola è mediato dalle parole degli alunni e degli insegnanti, nella didattica a distanza il genitore è fisicamente vicino al figlio e spesso vive con più intensità tutto ciò che è connesso al mondo della scuola. Da dietro lo schermo, il genitore empatizza con il figlio che sta rispondendo ad un’interrogazione oppure vive in diretta l’esecuzione di un compito assegnato dall’insegnante e che deve essere consegnato entro un certo tempo.

Come aiutare i figli nella didattica a distanza

Tutto ciò per alcune famiglie genera ansia, oltre a molti quesiti: quando devo stare vicino a mio figlio? Lascio che sia autonomo, assumendomi il rischio che sbagli, o gli offro pieno supporto seguendolo passo passo? Queste domande, comuni già in tempi precedenti al Coronavirus, assumono oggi maggior vigore considerando che la didattica a distanza potrebbe proseguire (anche se con modalità diverse rispetto al lockdown), anche in questo anno scolastico.

Ecco, dunque, qualche indicazione utile alle famiglie perché i propri figli possano seguire al meglio la didattica online.

  • Aiutate i bambini ad organizzare lo spazio di lavoro: devono disporre di un tavolo sufficientemente ampio da contenere il materiale richiesto (pc, libro, quaderno, astuccio…) e imparare ad organizzarlo come già fanno sul banco di scuola.
  • Scandite il tempo di lavoro: in sintonia con le richiesta dei docenti, alternate lo studio alle pause così che l’attenzione – che sappiamo non essere costante ma fluttuante –  possa ritrovare la spinta necessaria ad affrontare i compiti richiesti.
  • Trovate la “giusta vicinanza e la giusta distanza”: il vostro contributo è certamente essenziale perché i bambini si possano connettere alla didattica online (soprattutto con gli alunni più piccoli) ma ricordate poi che le prove costruite dagli insegnanti sono destinate ai vostri figli. È bene, quindi, poter offrire loro un supporto quando lo necessitano – e tra i compiti dei bambini c’è quello di imparare a chiedere aiuto in modo autonomo –  ma è altrettanto importante lasciare che seguano la lezione da soli, come se fossero in classe.
  • Non abbiate paura della prestazione dei vostri figli: le prove costruite dagli insegnanti sono alla portata degli studenti cui sono dirette e fungono da stimolo perché il loro apprendimento possa crescere. Per questo, sostituirsi ai bambini per far ottenere loro un risultato migliore è una strategia perdente, che appaga il genitore nel momento contingente, ma penalizza il figlio nel processo di apprendimento globale e nelle sue possibilità di sviluppo futuro.
  • Gestite le vostre preoccupazioni lontano dai bambini: se la situazione attuale vi allarma (ad esempio perché i bambini hanno perso parte della didattica o perché ritenete che la modalità online non abbia colmato appieno le esigenze degli alunni) cercate di non mettere questo “carico” sulle spalle dei bambini. Come saprete, i bambini sanno percepire con molta precisione gli stati d’animo dei genitori (oltre che origliare conversazioni non dirette a loro!) e tendono a sintonizzarsi con i pensieri degli adulti. Se siete preoccupati, confrontatevi con i professionisti della scuola o con persone fidate, ma è importante che questo non incida sul percorso scolastico dei vostri figli.  A questo proposito vi sconsiglio di affidarvi ai gruppi WhatsApp dei genitori, i quali tendono a non essere un buon aiuto ma anzi a fungere da cassa di risonanza di inquietudini e preoccupazioni.

L’aula virtuale serve anche per “incontrare” i compagni

Infine, è importante ricordare che oltre agli aspetti legati ai processi di formazione e apprendimento, la didattica a distanza – così come precisato dal MIUR – ha anche l’importante funzione di mantenere viva la comunità di classe, permettendo agli alunni di continuare i loro scambi relazionali. Vedere i compagni attraverso lo schermo, poter conversare con loro o condividere un percorso di lavoro aiuta certamente i più piccoli a sentirsi, pur nell’isolamento, parte di un gruppo e a percepirsi come soggetti capaci di coltivare rapporti interpersonali. Questo è fondamentale, non solo per la buona riuscita della didattica (che, come dimostrano studi recenti, è tanto più efficace quanto viene costruita da un gruppo), ma anche per il benessere socio-emotivo dei bambini, che la quarantena ha catapultato in una situazione nuova e non sempre ben comprensibile.

La didattica a distanza svolge, quindi, anche la fondamentale funzione di combattere l’isolamento e prevenire la demotivazione e questi sono obiettivi tanto importanti per i bambini quanto l’apprendimento di nuove nozioni.

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