Cosa fare se il bambino non entra nelle liste degli asili e dei nidi

Graduatoria asilo nido: come funziona e cosa devi sapere

Cosa fare se il bambino non entra nelle liste degli asili e dei nidi

Graduatoria asilo nido e liste d’attesa per scuole d’infanzia, oggi affrontiamo questo delicato argomento.

Per le iscrizioni all’asilo nido e alla scuola materna 2021-2022 il periodo per inoltrare le domande andava 

  • dal 4 gennaio sino al 31 gennaio per i nidi 
  • dal 4 al 25 per le scuole dell’infanzia comunali.

Per l’anno 2021-2022 la domanda d’iscrizione è stata suddivisa in due categorie:

  • asilo nido iscrizioni: rientrano i minori da 0 a 3 anni (non compiuti alla data del 01 settembre 2021); possono presentare istanza anche i genitori dei nascituri, purché la data presunta del parto, certificata dal medico, avvenga entro e non oltre il 31 luglio 2021;
  • scuola dell’infanzia iscrizioni: rientrano i bambini dai 3 ai 5 anni (compiuti entro il 31 dicembre 2021);

Le domande di iscrizione devono sempre essere effettuate dai genitori o da chi esercita la potestà genitoriale allegando il modello ISEE con scadenza il 31 dicembre 2021. In alternativa, può essere allegata la Dichiarazione sostitutiva unica (DSU).

Una volta inoltrata la domanda d’iscrizione e terminata la presentazione delle istanze, sul sito del proprio comune viene reso noto l’elenco dei bambini ammessi e il relativo numero dei posti disponibile.

I posti per gli asili nido comunali sono limitati ed ogni anno le domande da parte dei cittadini sono sempre di più rispetto agli effettivi posti disponibili.

Vi sono dei requisiti che agevolano un buon posizionamento in graduatoria aumentando la possibilità che i propri figli vengano poi presi nella struttura e variano da Comune a Comune. 

Le famiglie che vengono agevolate negli asili nido comunali sono quelle in cui entrambi i genitori lavorano. Un papà della nostra Community Sportello Mamme ci ha scritto proprio in merito a tale parametro.

Sono un papà a p. iva ma in realtà  lavoro a tempo pieno da lunedì a venerdì. Un libero professionista con la p.iva, risulta come lavoratore a tempo pieno in queste graduatorie del comune di Milano?

Sì! confermiamo che un lavoratore con partita IVA può essere considerato lavoratore full time e rientrare, quindi, nella graduatoria, in questa categoria.

Le graduatorie

Un occhio di riguardo è rivolto anche alle famiglie con più figli oppure con un figlio disabile. Ai primi posti della graduatoria poi troviamo casi in cui vi è un solo genitore ad avere l’affidamento del piccolo. Da ultimo è valutato anche il reddito annuo familiare.

Se le domande di iscrizione sono superiori ai posti disponibili, per ciascun nido si forma una graduatoria sulla base di determinate priorità. Ai bambini in lista d’attesa viene assegnato l’eventuale posto che si rende disponibile.

Le graduatorie provvisorie degli asili nido vengono pubblicate entro il 30 marzo; Si può presentare ricorso entro 10 giorni dall’uscita della graduatoria. Le graduatorie definitive sono rese note entro il 20 maggio 2021;

ATTENZIONE!

Se i genitori rinunciano al posto offerto (sia il nido richiesto, sia il nido di seconda scelta) non sarà più offerto alcun posto per tutta la rimanente durata della graduatoria.

Per le scuole dell’infanzia

I bambini che non rientrano in graduatoria sono inseriti in lista d’attesa seguendo, in tal caso, il criterio della maggiore età anagrafica come scelta prioritaria, in coda vi saranno i bambini non residenti.

Le graduatorie provvisorie vengono pubblicate in ciascuna scuola entro il 24 febbraio. I genitori possono presentare ricorso entro l’8 marzo; per l’esito bisognerà attendere 10 giorni: entro e non oltre il 18 marzo 2021.

Per i bambini con esito positivo, dunque ammessi alla frequentazione, sia per asilo nido che per la materna, i genitori dovranno consegnare il certificato rilasciato dal pediatra sulle vaccinazioni obbligatorie.

NUMERI (fonte Save the Children)

in Italia solo un bambino su 10 riesce ad accedere ad un nido pubblico e, addirittura in regioni come Calabria e Campania, la copertura è quasi assente. Sono soprattutto i minori che provengono da contesti familiari fortemente svantaggiati a livello socio-economico, a soffrirne di più.

L’Italia è ancora molto lontana dal target stabilito dall’Unione europea di garantire ad almeno il 33% dei bambini tra 0 e 3 anni l’accesso al nido o ai servizi integrativi.

Nel nostro Paese, infatti, solo 1 bambino su 4 (il 24%) ha accesso al nido o a servizi integrativi per l’infanzia e, di questi, solo la metà (12,3%) frequenta un asilo pubblico.

Compila il questionario ora, responso immediato!

Источник: https://sportellomamme.com/graduatoria-asilo-nido/

Nido comunale o privato? Come accedere e quali alternative

Cosa fare se il bambino non entra nelle liste degli asili e dei nidi

Tra orari di lavoro fissi e impegni professionali (e non solo), è sempre più frequente tra i genitori la richiesta di poter contare su una struttura che accompagni i bambini, anche molto piccoli, nella crescita. Quando la mamma deve riprendere a lavorare, poi, e nonni e babysitter non sono disponibili per guardare i piccoli, quella che per qualcuno è una scelta, diventa una necessità.

Negli ultimi anni, infatti, considerando la domanda crescente, accanto agli asilo nido comunali sono sorte strutture private capaci di offrire un servizio analogo, spesso con più flessibilità oraria. La contropartita è nota: la richiesta di un maggiore impegno economico.

Nell’anno 2015 sono state censiti sul territorio nazionale oltre 13mila centri che offrono servizi socio-educativi per la prima infanzia, il 36% è pubblico e il 64% privato.

I posti disponibili coprono il 22,8% del potenziale bacino di utenza (i bambini sotto i tre anni residenti in Italia).

[1] C’è da dire, tuttavia, che non tutte le famiglie chiedono di mandare i bimbi al nido e preferiscono altre soluzioni.

Nido pubblico o privato: modalità di accesso

Se tuo figlio ha fra i 3 mesi (ma in alcuni casi sono richiesti 6 mesi) e 3 anni non compiuti, puoi richiedere l’iscrizione a un asilo nido, pubblico o privato.

Oltre ciò, dal 2018, è richiesta in via prerogativa anche la certificazione delle vaccinazioni obbligatorie, in assenza della quale i piccoli non possono essere ammessi, a meno di esigenze mediche specifiche e documentate che costringono a rinviare le scadenze dei vaccini obbligatori (anche se in questi casi bisogna indicare la data nella quale si eseguiranno le profilassi). 

Se entro l’età e a posto con i vaccini, è possibile richiedere l’accesso. Ma come fare?

Per accedere agli asili nido pubblici bisogna preparare una documentazione richiesta dall’Amministrazione e attendere i tempi di pubblicazione delle graduatorie (solitamente entro il mese di giugno per l’inizio della scuola a settembre) per verificare l’effettiva ammissione del piccolo: i posti disponibili sono limitati dunque bisogna preoccuparsi per tempo di prarare la documentazione richiesta per assicurarsi di essere nei tempi.

Innanzitutto, è richiesta la compilazione di una domanda (cartacea o online – se l'ufficio del Comune lo permette) in cui inserire i dati familiari, da consegnare nelle modalità descritte dal Comune di appartenenza solitamente entro la metà di aprile (ma le date possono variare a seconda del Comune di residenza).

Alla domanda di iscrizione, un’autocertificazione, vanno poi allegate le fotocopie dei codici fiscali dei componenti del nucleo familiare, dei documenti di riconoscimento, eventuali certificati medici o di invalidità: se infatti hai superato il primo trimestre di un’altra gravidanza o se nella famiglia è presente un invalido, sei in condizione utile per acquisire un maggior punteggio in graduatoria finale.

In base all'ISEE, sarai assegnato ad una fascia di appartenenza che determina l’ammontare della retta mensile. Di seguito ecco le fasce individuate in base alla condizione economica familiare. Le rette sono variabili da Comune a Comune, ma le fasce sono standard:

  • Fascia sociale: ISEE 0 – 6.644 €
  • Fascia 1: ISEE 6.644 € – 12.777 €
  • Fascia 2: ISEE 12.777 € – 18,910 €
  • Fascia 3: ISEE 18.910 € – 25.554 €
  • Fascia 4: ISEE 25.554 € – 30.665 €
  • Fascia 5: ISEE 30.665 € – 35.776 €
  • Fascia 6: ISEE 35.776 € – 40.886 €
  • Fascia 7: ISEE oltre 40.886 €

Il nido pubblico è gratuito per le famiglie segnalate dai servizi sociali.

Di contro, per accedere ad un asilo nido privato è sufficiente scegliere la struttura preferita (per vicinanza a casa o al posto di lavoro o a casa dei nonni) e, in base alla disponibilità dei posti, pagare la retta. Anche in questo caso la struttura richiede la compilazione di un modulo di iscrizione e la presentazione del certificato vaccinale.

Asili nido pubblico e privato: pro e contro

A prescindere dal tipo di struttura scelto dai genitori per i figli, è bene sapere che tutti i servizi educativi sia pubblici che privati devono rispondere a requisiti comuni di sicurezza e formazione, per garantire uno standard di accoglienza controllata comune a tutti i bambini: è la ASL che si occupa di queste verifiche prima dell'apertura della struttura.

Una delle differenze più evidenti tra pubblico e privato riguarda l’impegno economico (le private costano di più). Ma i genitori devono confrontare altre questioni:

  • Prima fra tutte, non tutti i Comuni hanno una struttura pubblica che accoglie bimbi fino ai 3 anni. In questi casi si può provare a fare domanda in un centro vicino, ma la mancanza di residenza sul territorio scelto, determina inevitabilmente un puteggio minore in graduatoria.
  • Oltre ciò, accedere a una graduatoria di ammissione agli asili nido comunali determina la necessità di fare domanda per tempo. Se la scadenza è passata (per dimenticanza, oppure perché il bambino è nato da poco e la mamma non ha pensato a questa possibilità) non si può che provare l’ammissione l’anno successivo, oppure rivolgersi a una struttura privata.
  • Anche se sembra strano, una famiglia con un ISEE alto, potrebbe spendere di più in una struttura pubblica che in una privata. Dunque anche questo fattore va valutato con attenzione.

Per semplificare, ecco un confronto in forma di tabella:
 

Asilo nido pubblicoAsilo nido privato
AccessoSubordinato a graduatoria pubblica, in base a disponibilità di posti e  condizione economica familiareSubordinato a disponibilità di posti
CostoDeterminato dalla fascia di reddito di appartenenza e dalla fascia oraria sceltaDeterminato dalla struttura, dai servizi richiesti e dalla fascia oraria scelta
OrarioDeterminato dal regolamento comunale (nella maggior parte dei casi fino alle 16,00)Determinato dalla struttura (solitamente fino alle 18,00)
IscrizioneSolitamente le domande da febbraio-marzo ed entro la metà di aprile (ma varia da Comune a Comune)Entro la fine dell’anno scolastico precedente (luglio) ma anche in altri momenti, in base alle disponibilità di posto.

Asili nido: quali alternative?

Secondo la Riforma degli asili nido e delle scuole materne[2], presente nella Gazzetta Ufficiale del 25/01/2018, è importante creare un sistema integrato che promuova la continuità e la qualità del percorso formativo, educativo e scolastico.

Non esistono infatti solo gli asili nido così come li conosciamo, che si prendono cura dei più piccoli. Esistono degli spazi educativi che possono essere fruiti dagli 0 ai 3 anni [3].

  •  Centri per bambini e famiglie

Si tratta di luoghi dove i piccoli, fino ai 3 anni, possono essere accolti anche insieme ai genitori o ad altri accompagnatori (negli asili i genitori non possono essere presenti, fatta salva la brevissima fase di inserimento che dura fra 1 settimana e 1 mese in modalità decise dalla singola struttura). In questi posti è possibile, per i piccoli, seguire con continuità progetti e attività educative che devono essere costanti nel tempo. 

  • Spazi gioco per bambini fino a 36 mesi

È un servizio nel quale i piccoli (dai 18 mesi, solitamente) possono essere accolti per un tempo limitato (massimo 5 ore). La frequenza può essere discontinua e pattuita con i genitori. In queste strutture non c’è il servizio di mensa.

  • Servizio educativo domiciliare per piccoli gruppi

È una specie di nido a domicilio, che viene organizzato attingendo a personale educativo qualificato. Solitamente si organizza in casa di uno dei bambini oppure anche a casa dell’educatore.

Altri servizi che possono essere alternativi al nido, e in ogni caso segnalati dal Ministero come facendi parte di progetti educativi sperimentali sono:

Si tratta di un servizio del tutto simile a un normale asilo nido, con la peculiarità di svolgere attività in stretto contatto con la scuola materna, secondo un progetto concordato precedentemente.

In questo particolare asilo nido viene valorizzato il ruolo dei genitori che partecipano alla gestione del servizio, agli interventi educativi, alla conduzione della struttura. Sono loro che svolgono funzione di educatori. Tuttavia questo particolare tipo di struttura può ospitare massimo 12 bambini ed è obbligatoria la presenza di un educatore professionale con funzioni di coordinamento.

È uno spazio per bambini anche fino a 6 anni (solitamente dai 12 mesi), organizzato in modo flessibile. Spesso sono previsti interventi di consulenti esterni che seguono i progtti insieme agli educatori.

Basati sul metodo del pedagogista Loris Malaguzzi, si tratta di centri nei quali i bambini vengono resi protagonisi del loro percorso di apprendimento. Attraveso materiali diversi e oggetti, hanno la possibilità di esplorare autonomamente e liberamente il mondo che li circonda.

Simile, per impostazione, allo spazio educativo domiciliare, in questa specificità viene siglato un accordo tra una o pià famiglie con bambini piccoli (sotto i 3 anni) e un educatore che si occupa di loro in modo stabile e continuativo. Si tratta di educatori specializzati, che sono formati appositamente a questo scopo.

Bonus Asilo Nido: un aiuto utile dallo Stato

Anche per il 2018 è stata confermata dalla Legge di Bilancio la possibilità, per le famiglie con bimbi fra gli zero e i tre anni, di accedere al “Bonus Asilo Nido”.

Si tratta di un contributo per il pagamento delle rette per la frequenza ad asili nido sia pubblici che privati regolarmente riconosciuti dalla legge per l’esercizio.

L’importo massimo del sostegno è di 1.000 euro su 11 mensilità e viene calcolato un importo massimo di 90,91 euro per ogni mensilità pagata. Questo significa che se si richiede il bonus per un bimbo che inizerà il nido a settembre 2018, si potranno richiedere bonus per 4 mesi (da settembre a dicembre), pari a un massimo di 363,64 euro.

Per bambini che hanno particolari difficoltà di salute e per i quali il pediatra è in grado di certificare l’impossibilità di recarsi presso un asilo nido, è possibile richiedere lo stesso bonus anche per forme di supporto presso la propria abitazione (babysitting).

Per accedere bisogna caricare in modalità telematica:

  • le quietanze di pagamento delle rette mensili
  • Il modello SR163 per l’accredito su conto corrente che si deve far firmare allo sportello della propria banca.

Le modalità di accesso sono le stesse dello scorso anno (e le abbiamo descritte nel dettaglio in questo articolo): si può fare richiesta direttamente online tramite il sito dell’Inps.

Conclusioni e consigli finali

Non tutte le famiglie scelgono di mandare i loro piccoli all’asilo nido, ma è un percorso facoltativo e legato soprattutto alle necessità lavorative e professionali dei genitori.

Se propendi per il percorso educativo dell’asilo nido, ricorda che:

  • Per accedere al nido pubblico devi fare domanda con anticipo, solitamente entro metà aprile. Il consiglio è di controllare il sito del Comune di appartenenza (che gestisce queste strutture pubbliche) per verificare documentazione e scadenze. Dopo l’inoltro della domanda viene pubblicata una graduatoria che ti comunica l’ammissione (o no) e la struttura di destinazione sul territorio.
  • Per accedere al nido privato puoi recarti nella struttura che ti piace e domandare quali sono i costi delle rette, della mensa e quali gli orari possibili. Se ci sono posti puoi richiedere l’ammissione, anche durante l’anno.
  • Puoi sfruttare la possibilità offerta dagli Open Day che sia le strutture pubbliche che private promuovono ogni anno per far conoscere l’offerta alle famiglie.
  • Oltre l’asilo nido puoi prendere in considerazione le alternative, comunque validate dal Ministero, che costituiscono un aiuto importantissimo per famiglie che non hanno la possibiltià di accedere all’una né all’altra struttura.

Fonti

[1] https://www.istat.it/it/archivio/207362   [2] Gazzetta Ufficiale 25.01.2018. http://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2018/01/25/20/sg/pdf [3] Servizi educativi da 0 a 3 anni http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_159_ulterioriallegati_ulterioreallegato_0_alleg.pdf

Источник: https://www.metlife.it/blog/famiglia/2018/asilo-nido-tipi/

Gravidanza
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: