Cosa e quanto vedono i neonati a un mese?

Lo sviluppo della vista nel neonato

Cosa e quanto vedono i neonati a un mese?

Ecco, il neonato si è staccato dal seno. Ha fatto la sua prima poppata, neanche mezz’ora dopo esser nato, trascinandosi grazie al suo istinto come un piccolo verme verso l’odore e il sapore del capezzolo materno.

Ha riconosciuto la sua mamma, dalla voce, ma anche, certamente, da qualcosa d’altro; dal ritmo e dai toni del cuore, dalle caratteristiche speciali di quel ritmo e di quei toni; inconfondibili giacché li ha ascoltati, sempre quelli, sempre gli stessi, più forte e più piano, ma sempre quelli, per nove mesi; forse l’ha riconosciuta anche dal gusto del colostro che magari ricorda vagamente il gusto del liquido amniotico che ha bevuto per tanto tempo; e gli è sembrato di riconoscere anche la voce del padre, che veniva da qualche parte lì vicino (il 70% dei neonati riconosce anche il padre dalla voce, già alla nascita).

Scarica lo speciale

Le tappe dello sviluppo

Grazie!

Controlla la tua casella di posta elettronica, tra qualche minuto riceverai il PDF. Se non trovi il messaggio nella posta in arrivo, controlla nella cartella di posta indesiderata.

Buona lettura

Il team di Uppa

SPECIALE

Le tappe dello sviluppo

Scopriamo quali sono i momenti più significativi dello sviluppo del bambino all’interno della relazione con i suoi genitori e chi lo accudisce

Scarica il PDF

Speciale

Le tappe dello sviluppo

Scopriamo quali sono i momenti più significativi dello sviluppo del bambino all’interno della relazione con i suoi genitori e chi lo accudisce

Scarica il PDF

Certo, non sa neanche cosa siano il padre e la madre; non sa che sono persone; non sa neanche cosa voglia dire essere una persona; per ora sono solo due voci, un odore, il calore accogliente della pelle, una vaga sensazione di umido, una luce che prima non c’era. Deve farsi ancora un’idea del mondo. Imparerà presto.

Ha a disposizione un nuovo senso, che prima non aveva modo di usare: il senso della vista.

Ancora ci vede poco; la sua vista non si è mai esercitata, l’area della corteccia occipitale destinata a trasformare in immagini i segnali che partono dalla retina non si è ancora organizzata a puntino: lo farà rapidamente sotto lo stimolo luminoso (ne parliamo in questo articolo); e sotto quello stimolo le cellule nervose si sposteranno, si daranno un ordine, intrecceranno legami tra di loro, diventeranno un quadro, disegnato da una rete che funzionerà più o meno come uno schermo televisivo, trasformando in immagini “comprensibili” i segnali elettrici che partono dall’occhio.

Un lavoro titanico

Il lavoro che il neonato fa in quei primi giorni è un lavoro titanico: confronta insieme quello che sente, quello che vede e quello che tocca, e si fa un’immagine del mondo, ne disegna la mappa; mette la mappa del mondo dentro di sé, e in quella mappa sistema sé stesso e tutte le cose, buone e cattive, che incontra, ordinandole in una specie di scatola che chiameremo la scatola dello spazio/tempo. Ecco cosa impara, da solo, senza che nessuno gli dia un aiuto, un suggerimento, una spiegazione, in poche ore, in pochi giorni, in poche settimane:

  • a 3 giorni si gira verso la voce della mamma, e sa che quella voce viene dalla stessa cosa che gli dà il latte;
  • a 7 giorni distingue già bene, e non più soltanto dall’odore, la mammella della madre rispetto a ogni altra mammella, e comincia a valutare la distanza, in base alla lunghezza del viaggio che deve fare la sua mano o la sua bocca per toccarla;
  • a 10 giorni, quasi un miracolo per un mezzo cieco che ancora non sa neanche di essere al mondo, riconosce la sua mamma dal viso;
  • a 2 settimane riconosce anche il viso del padre, di quel signore che sta sempre vicino alla madre, ma che ha un odore tutto diverso, e tutto suo, che qualche volta lo prende in braccio come lo prende la mamma, senza dargli però il capezzolo, che ha poi tutto un altro odore e, probabilmente, un altro sapore;
  • a 6 settimane sa riconoscere tutti e due, padre e madre, anche emotivamente, come qualcosa di amico, di protettivo, di cui fidarsi, cui sorridere: qualcosa di molto diverso dall’estraneo, che invece lo lascia indifferente, o incerto, o impaurito.

Intanto, giorno per giorno, mentre nessuno ci bada, comincia a mettere insieme la comprensione del ritmo della parola, i bisillabi che si ripetono, associano la parola col gesto e con l’oggetto: imparano, silenziosamente, a decifrare il linguaggio.
Questo è l’inizio della conoscenza del mondo, l’inizio della storia di una persona.

Cosa dice la scienza a proposito dei primi giorni

Per molti decenni sia gli operatori sanitari sia i genitori ritenevano che, per poppare al seno, un piccolo non sapesse cosa fare per alimentarsi e veniva perciò di solito spinto verso il seno. Il neonato osservava soltanto e leccava e spesso si fermava per l’intromissione.

In realtà alla nascita il neonato può sapere più cose della madre. Oggi sappiamo che anche numerosi altri interventi interferiscono con la naturale capacità del piccolo di esplorare, ricercare e trovare il seno.

Gli anestetici somministrati durante il travaglio, oppure utilizzati in corso di analgesia epidurale, possono arrivare attraverso la placenta al neonato e provocargli difficoltà nell’attacco; anche il disagio provocato dall’episiotomia può interferire.

L’iperidratazione correlata all’uso di liquidi delle flebo può determinare edema periareolare, e l’aspirazione gastrica con sondino provoca stress al neonato.

È interessante notare che l’aspirazione non è più consigliabile per il 90% dei piccoli che hanno normale attività respiratoria, colorito buono, e non presentano tracce di meconio alla nascita, dal momento che interferisce con una confortevole suzione del neonato e che spesso, a causa della stimolazione sul retrofaringe determina una importante riduzione della frequenza cardiaca. Non è necessario neanche aspirare con pompetta naso e bocca, che è sufficiente asciugare delicatamente con un panno.

La ricerca sull’abilità del neonato di muoversi sulla pancia della madre verso il seno, di attaccarvisi senza aiuto e di succhiare correttamente è stata pubblicata già nel 1990 sulla rivista medica «The Lancet» (Righard e Alade, 1990).

I neonati del gruppo di ricerca “non medicalizzati”, messi subito sulla pancia della madre, dopo 50 minuti si erano attaccati al seno autonomamente e succhiavano correttamente.

I bambini di un altro gruppo, non medicalizzati ma lavati, misurati dopo la nascita e rimessi sulla pancia della madre erano anche essi capaci di attaccarsi da soli al seno, ma la metà di loro non succhiava correttamente.

I bambini di parti medicalizzati erano troppo addormentati per succhiare. Questa scoperta è stata ulteriormente elaborata da Klaus & Klaus nel libro Dove comincia l’amore. I primi contatti con il neonato, Bollati Boringhieri, 1998.

Bibliografia:

Источник: https://www.uppa.it/nascere/neonato/sviluppo-della-vista/

Lo sviluppo della vista nei neonati e bambini: cosa e come vedono nei primi mesi di vita?

Cosa e quanto vedono i neonati a un mese?

3 Gennaio 2018 Il team di ProntoPannolino Primi mesi

Quando nasce un bimbo la sua mamma e il suo papà potrebbero stare per ore a guardarlo, studiando ogni dettaglio del suo viso, delle sue mani… Ma sappiamo che i neonati – invece – alla nascita non vedono con chiarezza e una delle domande più frequenti che i neogenitori si pongono è: quando cominciano a vedere i bambini?

Non vediamo l’ora che anche il nostro piccolo possa vederci e riconoscerci, prestando attenzione ai visi delle persone ma anche ai giochi che gli proponiamo, agli oggetti che gli mostriamo… Affinché ciò accada, tuttavia, ci vuole un po’ di pazienza; andiamo a scoprire lo sviluppo visivo dei piccoli nei primi mesi di vita!

A luglio 2021 ogni 20 € spesi sul PPStore una confezione di salviette Trudi Baby Care in omaggio, scopri la promo!

Approfittane subito!

Vista dei neonati alla nascita

Nonostante già dalla 26ima settimana di gestazione il feto nel pancione riesca già a distinguere luce e buio, una volta venuti al mondo i bimbi non vedono chiaramente le forme davanti a loro e non sono in grado di mettere a fuoco gli oggetti a meno che non siano circa a 20 cm di distanza. Proprio per questo però possono vedere la faccia della mamma quando li allatta o di chi gli dà il biberon e li sostiene in braccio vicino al viso!

In questa prima tappa per loro è ancora difficile seguire con lo sguardo gli oggetti ma distinguono la luce e il buio, oltre alle forme molto grandi; non sono ancora in grado, però, di percepire i colori.

Vista dei bambini nei primi cinque mesi

Nei primi mesi di vita la vista si sviluppa molto velocemente e la capacità dei piccoli di vedere migliora notevolmente; gli occhi riescono a coordinarsi per “lavorare” insieme e al secondo mese circa i piccoli riescono a mettere a fuoco i visi delle persone che gli stanno accanto.

Dal terzo/quarto mese circa si sviluppa anche la coordinazione occhio-mano, ovvero quell’abilità che ci consente di processare le informazioni che riceviamo attraverso gli occhi per poi permettere alle mani di eseguire un compito, come – ad esempio – prendere un oggetto.

E’ importante notare che – nonostante la capacità visiva dei piccoli sia migliore – nei primi mesi la coordinazione oculare è ancora immatura quindi può capitare di vedere gli occhi dei bimbi incrociarsi: è un fenomeno del tutto normale che deve preoccupare solo se un occhio (o entrambi) sono costantemente fuori dalla loro posizione normale.

In questo periodo ci sono alcuni accorgimenti che possiamo prendere per aiutare lo sviluppo visivo dei nostri bimbi: ad esempio mettere alcuni giocattoli colorati a circa 20 cm dalla faccia in modo tale che si esercitino a metterli a fuoco.

Anche parlare al nostro bimbo mentre ci muoviamo per la stanza (in modo tale che il piccolo ci segua anche con gli occhi) e dargli il seno o il biberon prima a destra e poi a sinistra può essere utile.

Vista nei bambini dal quinto all’ottavo mese

In questo periodo, tra le abilità che il bambino acquisisce troviamo anche la percezione della profondità, ovvero la capacità di capire se un oggetto è più vicino o più lontano rispetto ad altri oggetti.

Lavorando insieme, infatti, gli occhi sono in grado di riprodurre una visione tridimensionale del mondo che ci circonda, riuscendo quindi a farci percepire la profondità: questo succede circa a partire dal quinto mese di vita.

I bambini che cominciano a gattonare piuttosto presto (diciamo intorno agli otto mesi) svilupperanno anche una migliore coordinazione mano-occhio-piede-corpo; per quanto riguarda i colori, invece, i piccoli cominciano a percepirli con chiarezza attorno al quinto mese di vita, anche se non sono in grado di vederli come facciamo noi adulti.

Tra il quinto e l’ottavo mese l’ideale è lasciare che il nostro bimbo possa giocare ed esplorare in tutta libertà lo spazio attorno a sé utilizzando un tappetone sul pavimento: possiamo posizionare lontano da lui dei giochi che vuole raggiungere e che possa facilmente tenere fra le mani.

A luglio 2021 ogni 20 € spesi sul PPStore una confezione di salviette Trudi Baby Care in omaggio, scopri la promo!

Approfittane subito!

Vista nei bambini dai nove ai dodici mesi

Ora i nostri bimbi vedono decisamente bene! Sono infatti in grado di percepire con chiarezza le distanze fra loro e gli oggetti e sanno prendere la mira per lanciare ciò che hanno in mano.

Inoltre in questo periodo generalmente i bimbi iniziano a volere stare in posizione eretta e fare i primi passi; tuttavia se in questo periodo i piccoli gattonano ancora (o hanno appena iniziato a farlo) non preoccupatevi: ogni bimbo ha i suoi tempi e, inoltre, gattonare (più che camminare) aiuta i piccoli a sviluppare ulteriormente la coordinazione occhio-mano.

In questi mesi può essere utile giocare con il bimbo a nascondere e ritrovare gli oggetti per sviluppare la memoria visiva; dire a voce alta i nomi delle cose con cui il piccolo gioca, poi, lo aiuterà nelle associazioni parole-oggetti.

Vista nei bambini da uno a due anni

Una volta compiuti i due anni di vita lo sviluppo visivo dei bambini è pressoché completo e i piccoli si dimostrano molto curiosi verso ciò che li circonda e sono in grado di riconoscere alla perfezione persone conosciute, oggetti familiari e immagini viste sui libri o in televisione.

Per questo è importante leggere al piccolo dei libri a voce alta, ma anche farlo giocare con costruzioni o palle colorate di diverse dimensioni per migliorare il suo sviluppo motorio e muscolare.

Problemi alla vista dei bambini: quando preoccuparsi?

Abbiamo visto quindi che la vista dei bimbi è in costante sviluppo nei primi 24 mesi, ma ci sono comunque dei campanelli d’allarme a cui dobbiamo prestare attenzione poiché potrebbero essere la spia di un problema agli occhi.

Abbiamo detto ad esempio che durante i primi due mesi circa è perfettamente normale che gli occhi si incrocino; tuttavia, se vediamo che gli occhi sono costantemente “storti” è meglio chiedere un parere medico.

Anche un’eccessiva sensibilità alla luce o una lacrimazione costante (ed esagerata) sono segnali di un possibile problema da sottoporre all’attenzione del pediatra; un occhio rosso, gonfio e accompagnato da una palpebra incrostata potrebbe essere invece la conseguenza di una congiuntivite.

In conclusione

Tutte le mamme e i papà vorrebbero che sin dalla nascita il loro piccolo fosse in grado di vederli alla perfezione per riconoscerli subito: se da una parte è vero che dobbiamo avere un po’ di pazienza affinché i bimbi siano in grado di vedere con chiarezza, dall’altra ricordiamoci che i piccoli riconoscono la mamma, il papà e chi si prende cura di loro in moltissimi altri modi!

I bimbi riconoscono l’odore della mamma, il suono della voce del papà e dei famigliari…non temete, anche se non saranno in grado di mettervi a fuoco molto bene, ben presto cominceranno a sorridervi come se vi vedessero perfettamente!

Hai trovato utile questo articolo? Vuoi scoprire altri approfondimenti sui temi più importanti legati a gravidanza, maternità e prima infanzia e ricevere periodicamente le ultime novità dal nostro blog?

Iscriviti alla newsletter, conviene!

Etichettato con: come vedono i neonati, quando cominciano a vedere i bambini

Le informazioni ed i consigli offerti su questo sito assumono carattere generale e prescindono da un esame specifico di singole problematiche soggettive e, pertanto, non sostituiscono in alcun modo i consigli del vostro medico curante o specialista.

I suddetti contenuti, le informazioni ed i consigli offerti non sono da intendersi, pertanto, come universalmente idonee e/o corrette, nè come diagnosi e/o prescrizioni per problemi di salute. A tale riguardo si precisa che il sito prontopannolino.

it non può essere ritenuto in alcun modo responsabile per le informazioni che dovessero rivelarsi soggettivamente inappropriate o involontariamente dannose per singoli soggetti

Источник: https://www.prontopannolino.it/lo-sviluppo-della-vista-nei-neonati-bambini-cosa-vedono-nei-primi-mesi-vita/

Quando iniziano a vedere i neonati e cosa vedono- AssoMamme

Cosa e quanto vedono i neonati a un mese?

Nel corso della gravidanza, ciò che accomuna tutte le mammeè la gioia di sentir crescere dentro di sé il proprio bambino: di settimana insettimana, infatti, il feto cambia e prende forma, sviluppando via via tutti isensi.

Ma come evolve lavista di tuo figlio dalla pancia al primo anno?

Sebbene gli occhi inizino a formarsi molto presto, la vista dei neonati si sviluppa nel corsodei primi 8 mesi di gestazione. Dal secondo mese fino al settimo, infatti,gli occhi del bambino sono protetti dalle palpebre ben chiuse, che non glipermettono di distinguere la luce dal buio.

Quando vede e cosa vede nella pancia

Il bambino riesce avedere già nel pancione?

A partire dalla28esima settimana il feto apre gli occhi: questo significa che vede ancoraprima di nascere e quando la pancia della mamma è esposta alla luce, questafiltra nella parete addominale e il piccolo la percepisce come un colore tra ilrosso e il viola.

Al momento dellanascita, infatti, l’eventuale edemapalpebrale del bambino non gli permette un’adeguata apertura della rimadelle palpebre, ma gli consente comunquedi distinguere la luce dal buio e qualcosa delle immagini che ha davanti agliocchi.

Cosa vede alla nascita

Subito dopo il parto,il neonato ha una percezione vaga del mondo che lo circonda. Gli occhi sonogonfi a causa della pressione dovuta al travaglio, ma si normalizzano dopopoche ore.

La vista è un senso di cui il piccolo dispone sin da subito,ancor prima di venire al mondo, seppure non del tutto sviluppato: per questo,al momento della nascita, i bambinivedono in modo ancora non definito.

A poche ore dal loro ingresso nel mondo, però, i neonati saranno in grado si concentrarsi per breviperiodi su alcuni elementi, come gli occhi della mamma, e proveranno uninteresse verso le parti mobili che compongono il viso, come la bocca e gliocchi stessi.

E mamma e papà riescea distinguerli? Per questo, ci vorrà un po’ di tempo in più!

Cosa vede dopo le prime settimane

Durante le primesettimane di vita del neonato, la vista è ancora molto poco definita. Ilpiccolo infatti, ancora non riesce a focalizzare oggetti, volti o immagini chesi trovano ad una distanza maggiore di 20 – 25 centimetri: in poche parole, i primi 30 giorni il neonato è miope.

Con il passare dei giorni tutto questo migliora, tanto cheil piccolo inizia a percepire sempre di più la differenza tra la luce e ilbuio, accorgendosi, ad esempio, quando una lampada è spenta o accesa!

Forme e colorisuscitano il suo interesse, nonostante non riesca a definirne i dettagli, ma quello che più di tutti cattural’attenzione del bambino sono i volti.

L’immagine di mamma e papà diventaogni giorno più familiare e l’attenzione più forte, in questa particolare fase,si concentra sui capelli, sul naso e le parti mobili del volto, ovvero gliocchi e la bocca.

Cosa vede dopo il primo mese

Nei primi 30 giorni, i segni di miglioramento della vistasono evidenti, ma…dopo un mese dalla nascita cosa riesce a vedere un bambino?

C’è chi dice che prima dei 3 mesi i neonati non riescano avedere quasi nulla e chi, invece, sostiene che distinguano soltanto le ombre.

Si tratta di unperiodo molto particolare, in cui il contatto visivo con i genitori,soprattutto con la mamma, rafforza il legame e la fiducia del bambino,trasmettendogli calma e affetto.

Inoltre, proprio inquesta fase il piccolo impara a esercitare i muscoli oculari e ciò glipermette di seguire con gli occhi gli oggetti colorati in movimento.

Secondo una ricerca condotta dall’Università di Oslo incollaborazione con L’Eclipse Optics di Stoccolma e l’Università di Uppsala ibambini di uno o due giorni riescono a vedere abbastanza fino a una distanzamassima di 30 centimetri. A 60 centimetri questa appare offuscata, mentre a 120centimetri è tutto indistinguibile.

Il movimento, dunque, è la chiave di tutto: un’immagine che si muove riesce a colpire dipiù l’attenzione del bambino rispetto a una che resta fissa.

Cosa vede a 3 mesi

Dal terzo mese…ilmondo prende forma!

A partire dalla nonasettimana si sviluppa la vista binoculare del bambino: ciò significa che leinformazioni fornite da entrambi gli occhi si fondono in un’unica immagine,dunque ora il piccolo è in grado difocalizzare e distinguere molto meglio ciò che guarda.

È proprio questa la ragione per cui, da questo momento,probabilmente il tuo bambino cercherà di afferrare con le mani tutto quello chegli capita a tiro.

I volti, però, continuano ad essere la sua maggiore attrazione,tanto che il piccolo comincerà a studiare le espressioni dei genitori e di chigli sta intorno, provando ad imitarle.

Cosa vede a 6 mesi

A sei mesipossiamo aggiungere un altro tassello, perché tra le abilità che il bambino acquisisce, ora troviamoanche la profondità, ovvero la capacitàdi capire se un oggetto è più vicino o lontano da altri oggetti!

Gli occhi, lavorando insieme, riproducono una dimensionetridimensionale del mondo circostante, che può essere esplorato con molta piùfacilità.

La capacità di cogliere dettagli e la percezione dei coloriancora più chiara susciteranno una curiosità e un interesse sempre crescenti,ma i volti resteranno il suo chiodofisso: potrebbe aver paura di chi non conosce, di persone con lineamentipiuttosto duri o di uomini barbuti.

Non c’è da preoccuparsi: si tratta di una fase del tutto transitoria, mafondamentale in questo momento di sviluppo.

Cosa vede a 1 anno

Ora sì: il tuobambino ci vede decisamente bene!

Le distanze fra lui egli oggetti sono chiare e quando lanciano qualcosa sanno prendere la mira!

Generalmente, questaè anche la fase in cui un bambino inizia a voler stare in posizione eretta eprovare a muovere i primi passi: se questo non succede non importa, vorràdire che continuerà a gattonare, cosa che tra l’altro favorisce l’ulterioresviluppo della coordinazione occhi-mano.

Inoltre, in questi mesi, interagire con il proprio bambinopuò essere particolarmente significativo: giocarecon lui e nascondergli oggetti (stimolandolo a ritrovarli) lo aiuta asviluppare la memoria visiva!

Da qui in poi è tuttauna sorpresa e…ogni giorno sarà sempre più entusiasmante!

Источник: https://assomamme.it/quando-vedono-i-neonati/

Gravidanza
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: