Cosa dice la nuova bozza delle Linee Guida Scuola post Covid

Nuovo Decreto Covid approvato: le regole dal 7 al 30 aprile (TESTO)

Cosa dice la nuova bozza delle Linee Guida Scuola post Covid

Dopo un lungo tira e molla il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo decreto Covid che regolerà le norme anti-contagio in vigore dal 7 al 30 aprile.

Scuole aperte in zona rossa senza possibilità per i governatori di emanare ordinanze più restrittive, assenza di zone gialle con possibili riaperture da valutare in base ai dati dei contagi, ripresa dei concorsi pubblici, obbligo di vaccino per i sanitari no-vax e scudo penale per chi somministra le dosi: stando alla bozza del testo (PDF disponibile qui sotto) il Governo ha confermato ampiamente le misure anticipate.

Il testo del nuovo DL Covid di aprile firmato è atteso entro domani, venerdì 2 aprile, ma intanto è arrivata la versione bollinata.

Nel weekend di Pasqua tutta Italia sarà zona rossa, con possibilità di recarsi nelle seconde case fuori Comune (ecco le regole) e di far visita a parenti e amici.

Il 6 aprile le regioni torneranno alle misure previste secondo la loro fascia di rischio pre-Pasqua, poi dal 7 entreranno in vigore le nuove regole. Ecco cosa prevedono.

Niente zone gialle

Il testo del nuovo decreto Covid di aprile conferma quanto anticipato dal Governo: dal 7 al 30 aprile non ci saranno zone gialle, e l’Italia resterà suddivisa in zone rosse e arancioni. I governatori potranno instaurare la zona rossa automatica nei territori con incidenza settimanale di 250 casi ogni 100.

000 abitanti e dove la circolazione delle varianti è tale da rappresentare un grave rischio per la popolazione. Unica novità, rispetto ai precedenti decreti, è la concessione alla Lega sulla generica possibilità di allentare le misure in base ai dati dei contagi e all’avanzamento del piano vaccinale.

Spostamenti tra regioni

Assenza di zone gialle significa spostamenti limitati al Comune anche per tutto il mese di aprile.

Chi è in zona rossa può uscire di casa solo per comprovati motivi di lavoro, studio, salute, necessità.

Sempre consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione, residenza o seconda casa, anche fuori Comune e fuori Regione. Per giustificare gli spostamenti bisogna esibire l’autocertificazione.

In zona arancione si può uscire nel proprio Comune, tra le ore 5.00 e le 22.00, anche verso altre abitazioni private abitate.

Gli spostamenti verso altri Comuni (e quindi anche quelli verso altre Regioni/Province autonome) sono consentiti soltanto per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.

È sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. È consentito il rientro nelle seconde case ubicate dentro e fuori regione, ma solo in compagnia del proprio nucleo familiare.

Per quanto riguarda le visite ad amici o parenti in zona arancione, sono permesse una sola volta al giorno, verso un’altra abitazione privata abitata dello stesso Comune, tra le ore 5.00 e le 22.00, a un massimo di due persone, oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione.

A chi vive in un Comune che ha fino a 5.000 abitanti è comunque consentito spostarsi entro i 30 km dal confine del proprio Comune (quindi eventualmente anche in un’altra Regione o Provincia autonoma), anche per le visite ad amici o parenti nelle modalità già descritte, con il divieto però di spostarsi verso i capoluoghi di Provincia.

Dopo Pasqua nelle zone rosse potranno riaprire le scuole: il ritorno in classe dal 7 aprile è previsto per asili nidi, elementari e prima media.

Ricordiamo che in zona arancione è già prevista la possibilità di tenere le scuole aperte anche alle superiori, con forme flessibili (50-75% in presenza), sebbene alcune Regioni abbiano deciso di seguire la linea della prudenza e stabilire la Dad al 100%.

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Le scuole riaprono dopo Pasqua (ma non tutte)

“Il Cts ha acconsentito a sbloccare tutti i concorsi delle Pa bloccati dal Covid”, ha detto il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta.

La bozza del decreto dice che “dal 3 maggio 2021 è consentito lo svolgimento delle procedure selettive in presenza dei concorsi banditi dalle pubbliche amministrazioni”, e che lo svolgimento delle prove deve avvenire “nel rispetto delle linee guida validate dal Comitato tecnico scientifico”.

Il testo finale del decreto Covid di aprile dovrebbe contenere anche una deroga alle regole ordinarie per il concorso di magistratura, che si potrebbe tenere a luglio, in più sedi e con una procedura concorsuale semplificata. Tempistiche e modalità saranno definite con un successivo decreto ministeriale.

Obbligo vaccino per i sanitari e scudo penale

Novità per il personale sanitario nel nuovo decreto: previsto nella bozza lo scudo penale per il personale medico che somministra le dosi: tranne nei casi di colpa grave, è esclusa la punibilità per omicidio colposo e lesioni personali colpose “verificatisi a causa della somministrazione di un vaccino per la prevenzione delle infezioni da SARS-CoV -2, effettuata nel corso della campagna vaccinale straordinaria in attuazione del Piano nazionale.

Confermata anche l’introduzione dell’obbligatorietà del vaccino anti-Covid per medici, infermieri, personale sanitario e farmacisti a contatto con il pubblico.

Stando alla bozza, avranno l’obbligo di vaccinarsi “gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, farmacie, parafarmacie e studi professionali”.

Il vaccino sarà requisito essenziale per l’esercizio della professione, e per chi lo rifiuta è previsto lo spostamento a “mansioni, anche inferiori” con il “trattamento corrispondente alle mansioni esercitate”, o sospensione dall’attività senza retribuzione.

In attesa di una decisione unanime, restano diversi nodi da sciogliere.

Viaggi all’estero

Dopo le polemiche sul paradosso contenuto nel Dpcm 2 marzo che fino al 6 aprile consente i viaggi all’estero per turismo ma non gli spostamenti tra regioni, Speranza ha firmato d’urgenza un’ordinanza che impone l’obbligo di quarantena di 5 giorni al rientro dagli Stati membri Ue e tampone alla fine della quarantena. Questa misura è valida per le vacanze di Pasqua, fino al 6 aprile, ma non si esclude che il nuovo decreto non confermi la stretta fino a fine mese o al 3 maggio, così da disincentivare le prenotazioni di viaggi oltreconfine nel weekend del 1° maggio.

Al vaglio la possibilità di riaprire saloni di parrucchieri, barbieri e centri estetici in zona rossa dopo il 6 aprile, almeno nei giorni feriali.

Palestre, piscine, teatri, cinema e musei

Nessuna novità invece, almeno per il momento, per quanto riguarda palestre e piscine. Slittata anche la riapertura di cinema e teatri, inizialmente prevista dal 27 marzo. Chiusi anche i musei, la cui apertura era stata ammessa solo in zona gialla.

“Faremo un decreto ora ma sulla base dei dati disponibili oggi: vedremo come vanno, non escludo cambiamenti in corso”, ha detto Draghi, preludendo la possibilità che ci potrebbero essere allentamenti in corso d’opera in base ai numeri dell’emergenza che potrebbero cambiare di settimana in settimana.

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Источник: https://www.money.it/Nuovo-decreto-Covid-7-aprile-regole-spostamenti-zone-gialle-riaperture-obbligo-vaccino

Cosa cambia per le scuole dal 26 aprile secondo la bozza del nuovo decreto Covid

Cosa dice la nuova bozza delle Linee Guida Scuola post Covid

Un ritorno in classe graduale, per cercare di venire incontro alle preoccupazioni e alle esigenze di tutti.

Secondo la bozza del decreto legge Covid atteso domani all'approvazione del Consiglio dei ministri (bozza che ovviamente è ancora suscettibile di modifiche), “dal 26 aprile e fino alla conclusione dell'anno scolastico 2020-2021, è assicurato in presenza sull'intero territorio nazionale lo svolgimento dei servizi educativi per l'infanzia di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, dell'attività scolastica e didattica della scuola dell'infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, nonchè delle attività scolastiche e didattiche della scuola secondaria di secondo grado di cui al comma 2, almeno per il 50 per cento della popolazione studentesca”.

La bozza del decreto legge Covid: le novità per la scuola

I presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano, così come i sindaci, non potranno derogare a queste disposizioni, recita il primo comma dell’articolo 3 della bozza in materia di “disposizioni urgenti per le attività scolastiche e didattiche delle scuole di ogni ordine e grado e per l’istruzione superiore”. La deroga è consentita “solo in casi di eccezionale e straordinaria necessità dovuta alla presenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus SARS-CoV-2 o di sue varianti nella popolazione scolastica. I provvedimenti di deroga sono motivatamente adottati sentite le competenti autorità sanitarie e nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità, anche con riferimento alla possibilità di limitarne l'applicazione a specifiche aree del territorio”.

Inoltre, stando alla bozza, le scuole superiori potranno adottare “forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica” affinché sia garantita, in zona rossa, la presenza “ad almeno il 50% e fino a un massimo del 75%, della popolazione studentesca” e nelle zone gialle e arancioni la didattica in presenza deve essere garantita “ad almeno il 60% e fino al 100% della popolazione studentesca”, mentre “la restante parte della popolazione studentesca delle predette istituzioni scolastiche si avvale della didattica a distanza”.

In sintesi:

  • Dal 26 aprile a scuola in presenza fino alla terza media
  • In zona rossa scuole superiori in presenza tra il 50% e il 75% 
  • In zona gialla e zona arancione superiori in presenza tra il 60% e il 100%
  • Sindaci e Regioni possono intervenire solo in caso di “eccezionale e straordinaria necessità”

Nella zona rossa, inoltre, “resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, secondo quanto previsto dal decreto del Ministro dell’istruzione n. 89 del 7 agosto 2020 e dall’ordinanza del Ministro dell’istruzione n. 134 del 9 ottobre 2020, garantendo comunque il collegamento telematico con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata”. 

Ma l'obiettivo resta “riportare tutti in presenza quanto prima”

Durante l’incontro tra governo ed enti locali alla vigilia dell’approvazione del nuovo decreto, il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha ribadito quello che rimane l’obiettivo del governo, ossia “riportare tutti in presenza al 100%”: un obiettivo che per il titolare del dicastero di viale Trastevere deve essere realizzato “quanto prima”, tenendo però gli occhi anche sul futuro, ossia il rientro a scuola a settembre perché, ha aggiunto, “dobbiamo arrivare preparati”. Inoltre, ha detto Bianchi, “siamo in contatto costante con gli Uffici scolastici regionali. Conosciamo le difficoltà. Parteciperemo ai tavoli prefettizi nel comune intento di organizzare al meglio questa fase conclusiva dell'anno scolastico”. Quello con Regioni ed enti locali è stato un “confronto positivo” anche secondo la ministra per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini. Anche da lei è arrivato lo stesso messaggio: “obiettivo del governo è quello di favorire il ritorno a scuola dei ragazzi di ogni ordine e grado. Lo faremo gradualmente, in modo progressivo e sicuro”, come ha detto al termine dell’incontro.

Dalle Regioni filtra soddisfazione per l’accordo raggiunto e per il fatto che il governo abbia recepito le preoccupazioni di territori sul ritorno in classe degli studenti delle superiori al 100%: una soluzione che era vista come “tecnicamente impraticabile”, per la capienza dei mezzi pubblici ridotta al 50% e per i limiti strutturali degli edifici scolastici, secondo quanto detto dal presidente della Conferenza delle Regioni Massimo Fedriga nell’incontro con l’esecutivo. 

In merito all'ipotesi di un incremento graduale del rientro a scuola in presenza a seconda delle zone, il presidente dell'Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, ha fatto sapere di ritenerla “una scelta di buonsenso e ragionevolezza che viene incontro alle nostre richieste di questi giorni e che tiene conto delle criticità non risolte”. Per il presidente dell'Anp, inoltre, “è bene che siano i dirigenti scolastici a decidere le percentuali degli studenti in presenza perché lo faranno considerando le condizioni del territorio e delle istituzioni scolastiche, garantendo la massima sicurezza per tutti”. 

“Si apprende che al tavolo con le regioni il ministro Bianchi ha riferito di un margine flessibile dal 60% al 100% per la ripresa delle attività didattiche in presenza.

A margine dell'incontro al ministero dell'Istruzione del 19 aprile scorso, avevamo rappresentato all'amministrazione tutte le concrete difficoltà di un rientro al 100%”, dice una nota la Flc Cgil Scuola.

Francesco Sinopoli, segretario generale della Flc Cgil, che aveva definito la scelta come un atto di volontà politica non supportato da condizioni reali, ribadisce ancora una volta: “Per tornare totalmente in presenza bisogna riprendere subito la campagna di vaccinazione oggi ferma al 2% per quanto riguarda le seconde dosi, anche se il 76,8% del personale della scuola si è già sottoposto alla prima”. Per Sinopoli “bisogna poi rinnovare i protocolli di sicurezza, effettuare tracciamenti per gli studenti del secondo grado più esposti ai contagi nel sistema di trasporto e nella socialità esterna alla scuola, soprattutto ora che si riaprono le attività di ristorazione. In caso contrario non c'è alcuna garanzia per la sicurezza di studenti e personale scolastico”. Per la Flc Cgil è essenziale consentire che, dentro un quadro di regole fissato a livello nazionale, le scuole possano auto organizzarsi circa le presenze di alunni a scuola, gli orari di ingresso e d'uscita, la durata delle lezioni e quant'altro occorra per garantire il lavoro e le lezioni in sicurezza. La decisione del governo di rivalutare la scelta per la ripresa graduale delle attività scolastiche in presenza è “opportuna” ma, conclude la Flc Cgil, l'aupiscio è che “si lavori concretamente per raggiungere l'obiettivo di tornare tutti a scuola in sicurezza con ulteriori scelte concrete e coraggiose nei confronti di una delle principali infrastrutture del paese”.

Le regole per le università

Per quanto riguarda le università, esami e sessioni di laurea saranno in presenza “sull'intero territorio nazionale”, salvo “diversa valutazione” da partre degli atenei, secondo quanto prevede la bozza di decreto che il governo sta mettendo a punto.

Infatti “dal 26 aprile 2021 e fino al 31 luglio 2021, nelle zone gialla e arancione, le attività didattiche e curriculari delle università sono svolte prioritariamente in presenza secondo i piani di organizzazione della didattica e delle attività curricolari predisposti nel rispetto delle linee guida e dei protocolli di sicurezza di cui ai provvedimenti adottati in attuazione dell'articolo 2, comma 1, del decreto-legge n. 19 del 2020. Nel medesimo periodo, nella zona rossa, i piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari di cui al primo periodo possono prevedere lo svolgimento in presenza delle attività formative degli insegnamenti relativi al primo anno dei corsi di studio ovvero delle attività formative rivolte a classi con ridotto numero di studenti. Sull'intero territorio nazionale, i medesimi piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari prevedono, salva diversa valutazione delle università, lo svolgimento in presenza degli esami, delle prove e delle sedute di laurea, delle attività di orientamento e di tutorato, delle attività dei laboratori, nonché l'apertura delle biblioteche, delle sale lettura e delle sale studio, tenendo conto anche delle specifiche esigenze formative degli studenti con disabilita' e degli studenti con disturbi specifici dell'apprendimento”.

Источник: https://www.today.it/attualita/scuola-26-aprile-bozza-decreto-covid.html

Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 14

Cosa dice la nuova bozza delle Linee Guida Scuola post Covid

Il Consiglio dei Ministri si è riunito mercoledì 21 aprile 2021, alle ore 18.15 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Mario Draghi. Segretario, il Sottosegretario alla Presidenza Roberto Garofoli.

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Misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19 (decreto-legge)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi e del Ministro della salute Roberto Speranza, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19.

Il testo delinea il cronoprogramma relativo alla progressiva eliminazione delle restrizioni rese necessarie per limitare il contagio da virus SARS-CoV-2, alla luce dei dati scientifici sull’epidemia e dell’andamento della campagna di vaccinazione.

Il decreto prevede che tutte le attività oggetto di precedenti restrizioni debbano svolgersi in conformità ai protocolli e alle linee guida adottati o da adottare da parte della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sulla base dei criteri definiti dal Comitato tecnico-scientifico.

Di seguito le principali previsioni.

Proroga dello stato d'emergenza

Il decreto prevede la proroga fino al 31 luglio dello stato d’emergenza connesso all’emergenza sanitaria in atto, già deliberato il 31 gennaio 2020. La proroga è stata decisa su proposta della Protezione civile e su indicazione del Cts che ritiene esistano le condizioni per il mantenimento delle misure contenitive e precauzionali adottate con la normativa emergenziale.

Certificazioni verdi

Il decreto prevede l’introduzione, sul territorio nazionale, delle cosiddette “certificazioni verdi Covid-19”, comprovanti lo stato di avvenuta vaccinazione contro il SARS-CoV-2 o la guarigione dall’infezione o l’effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo.

Le certificazioni di vaccinazione e quelle di avvenuta guarigione avranno una validità di sei mesi, quella relativa al test risultato negativo sarà valida per 48 ore. Le certificazioni rilasciate negli Stati membri dell’Unione europea sono riconosciute come equivalenti, così come quelle rilasciate in uno Stato terzo a seguito di una vaccinazione riconosciuta nell’Unione europea.

Zone gialle 

Le zone gialle tornano ad essere sottoposte alle misure per esse previste e a quelle introdotte dal presente decreto.

Spostamenti

Dal 26 aprile 2021 sono consentiti gli spostamenti tra le Regioni diverse nelle zone bianca e gialla. Inoltre, alle persone munite della “certificazione verde”, sono consentiti gli spostamenti anche tra le Regioni e le Province autonome in zona arancione o zona rossa. 

Dal 26 aprile al 15 giugno 2021, nella zona gialla, è consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata una volta al giorno, dalle 5 alle 22, a quattro persone oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. Le persone che si spostano potranno portare con sé i minorenni sui quali esercitino la responsabilità genitoriale e le persone con disabilità o non autosufficienti conviventi.

Lo stesso spostamento, con uguali limiti orari e nel numero di persone, è consentito in zona arancione all’interno dello stesso comune. Non sono invece consentiti spostamenti verso altre abitazioni private abitate nella zona rossa. 

Scuola e università

Dal 26 aprile e fino alla conclusione dell’anno scolastico 2020-2021, è assicurato in presenza sull'intero territorio nazionale lo svolgimento dei servizi educativi per l'infanzia, della scuola dell'infanzia, della scuola primaria (elementari), della scuola secondaria di primo grado (medie), e, per almeno il 50 per cento degli studenti, della scuola secondaria di secondo grado (licei, istituti tecnici etc.). 

Nella zona rossa, l'attività didattica in presenza è garantita fino a un massimo del 75 per cento degli studenti ed è sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l'uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l'effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. Nelle zone gialla e arancione, l’attività in presenza è garantita ad almeno il 70 per cento degli studenti, fino al 100 per cento. 

Dal 26 aprile al 31 luglio nelle zone gialle e arancioni le attività delle Università si svolgono prioritariamente in presenza. Nelle zone rosse si raccomanda di favorire in particolare la presenza degli studenti del primo anno. 

Bar e ristoranti

Dal 26 aprile 2021, nella zona gialla sono consentite le attività dei servizi di ristorazione con consumo al tavolo esclusivamente all’aperto, a pranzo e a cena, nel rispetto dei limiti orari agli spostamenti in vigore. Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati.

Spettacoli aperti al pubblico

Dal 26 aprile 2021, in zona gialla gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, live-club e in altri locali o spazi anche all’aperto sono svolti esclusivamente con posti a sedere preassegnati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale. La capienza consentita non può essere superiore al 50 per cento di quella massima autorizzata e il numero massimo di spettatori non può comunque essere superiore a 1.000 per gli spettacoli all'aperto e a 500 per gli spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. Le attività devono svolgersi nel rispetto delle linee guida vigenti. Restano sospesi gli spettacoli aperti al pubblico quando non è possibile assicurare il rispetto di tali condizioni. In relazione all’andamento epidemiologico e alle caratteristiche dei siti, si potrà autorizzare la presenza anche di un numero maggiore di spettatori all’aperto, nel rispetto delle indicazioni del Cts e delle linee guida. 

Competizioni ed eventi sportivi

A decorrere dal 1° giugno 2021, in zona gialla, le disposizioni previste per gli spettacoli si applicano anche agli eventi e alle competizioni di livello agonistico e riconosciuti di preminente interesse nazionale con provvedimento del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e del Comitato italiano paralimpico (CIP), riguardanti gli sport individuali e di squadra, organizzati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva ovvero da organismi sportivi internazionali. La capienza consentita non può essere superiore al 25 per cento di quella massima autorizzata e, comunque, il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 1.000 per impianti all'aperto e a 500 per impianti al chiuso. E’ possibile inoltre, anche prima del 1° giugno, autorizzare lo svolgimento di eventi sportivi di particolare rilevanza. Le attività devono svolgersi nel rispetto delle linee guida vigenti. Quando non è possibile assicurare il rispetto di tali condizioni, gli eventi e le competizioni sportivi si svolgono senza la presenza di pubblico. 

Sport di squadra, piscine, palestre

Dal 26 aprile 2021, in zona gialla, nel rispetto delle linee guida vigenti, è consentito lo svolgimento all’aperto di qualsiasi attività sportiva anche di squadra e di contatto. Inoltre, dal 15 maggio 2021, sempre in zona gialla, sono consentite le attività delle piscine all’aperto e, dal 1° giugno, quelle delle palestre.

Fiere, convegni e congressi

Dal 15 giugno in zona gialla, è consentito lo svolgimento in presenza delle fiere. Dal 1° luglio 2021, dei convegni e dei congressi.

E’ consentito, inoltre, svolgere, anche in data anteriore, attività preparatorie che non prevedono afflusso di pubblico.

L’ingresso nel territorio nazionale per partecipare a fiere di cui al presente comma è comunque consentito, fermi restando gli obblighi previsti in relazione al territorio estero di provenienza.
Centri termali e parchi tematici e di divertimento

Dal 1° luglio 2021 sono consentite in zona gialla le attività dei centri termali e quelle dei parchi tematici e di divertimento. 

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ASSUNZIONI

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della pubblica amministrazione, Renato Brunetta, e del Ministro dell’economia e delle finanze, Daniele Franco, ha deliberato l’autorizzazione al Ministero dell’università e della ricerca, per l’anno accademico 2019/2020, ad assumere a tempo indeterminato 119 unità di personale, di varie qualifiche, per le esigenze delle Istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM). 

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NOMINE

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato: 

  1. su proposta del Presidente Mario Draghi, la nomina a Presidente aggiunto del Consiglio di Stato del Presidente di sezione Franco Frattini (la nomina è perfezionata con decreto del Presidente della Repubblica). 
  2. su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, Daniele Franco, l’avvio della procedura per la conferma dell’avv. Ernesto Maria Ruffini quale direttore dell’Agenzia delle entrate e del dott. Marcello Minenna quale direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. 
  3. su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, Daniele Franco, l’avvio della procedura per il conferimento alla dott.ssa Alessandra dal Verme, dell’incarico di Direttore dell’agenzia del demanio. 

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LEGGI REGIONALI

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini, ha esaminato dieci leggi delle Regioni e ha deliberato di non impugnare

Источник: https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-14/16679

Linee Guida Scuola

Cosa dice la nuova bozza delle Linee Guida Scuola post Covid

La bozza delle Linee Guida Scuola post Covid continua ad essere modificata: le ultime novità

14 settembre 2020, sembra essere questa l'unica cosa certa del destino della scuola quest'anno.

E' la data di riapertura suggerita dal Ministro Azzolina che proprio oggi si appresta a proporre alle Regioni le Linee Guida per il ritorno a scuola a settembre.

La bozza è circolata per qualche giorno e non sembrava aver soddisfatto nessuno, dai genitori agli insegnanti.

L'Associazione presidi affermava che il Piano

non contiene indicazioni operative né definisce livelli minimi di servizio ma si limita ad elencare le possibilità offerte dalla legge sull'autonomia, senza assegnare ulteriori risorse né attribuire ai dirigenti la dovuta libertà gestionale

Bozza per il rientro a scuola, le novità

Vediamo qualche punto dell'ultima bozza delle Linee Guida per la Scuola 2020:

  • sarà possibile fare lezione anche il sabato e organizzare una frequenza a turni differenziati, le classi andrebbero organizzate in più gruppi di apprendimento, con alunni provenienti dalla stessa o da diverse classi e dunque anche di diverse età;
  • la didattica a distanza rimane marginale e solo per le scuole secondarie di II grado, in pratica la DAD potrà essere utilizzata solo “in via complementare” alla didattica in presenza
  • la mensa potrà essere organizzata su due o più turni per evitare l'affollamento dei locali e si potrà anche pranzare in aula;
  • non sono previste strutture in plexiglass o di divisori tra gli alunni, le maestre della scuola dell'infanzia dovranno usare delle visiere;
  • l'uso di mascherine non è previsto per i minori di sei anni e i dispositivi di protezione per gli adulti non devono far venir meno la possibilità di essere riconosciuti e di mantenere un contatto ravvicinato con i bambini piccoli e tra i bambini stessi; non è previsto l'uso della mascherina in aula ma solo negli spazi comuni;
  • per quanto riguarda l'uso delle mascherine, sarà il Cts “a valutare a ridosso della ripresa scolastica la necessità dell’obbligo di mascherina per gli studenti (soprattutto della scuola primaria), per tutta la durata della permanenza a scuola e nei diversi ordini e gradi”;
  • gli Enti locali, le istituzioni pubbliche e private variamente operanti sul territorio, le realtà del Terzo settore e le scuole si impegnano a sottoscrivere specifici accordi, quali “Patti educativi di comunità” per prevedere nuovi spazi alternativi – come palestre, cinema, musei, parchi – per svolgere le lezioni in sicurezza;
  • viene istituito un “cruscotto informativo che sarà reso disponibile alla consultazione” anche per segnalare, rispetto all’edilizia scolastica, le criticità ossia “i casi in cui gli spazi delle aule didattiche espresse in metri quadrati non siano sufficienti ad accogliere tutti gli studenti iscritti”;
  • secondo l'ultimo documento tecnico scientifico, che verrà rielaborato e aggiornato in base anche alla situazione epidemiologica, la distanza tra gli studenti deve essere di un metro (e due metri dalla cattedra) e andrà calcolata da bocca a bocca.

In sostanza e le scuole, avvalendosi degli strumenti dell’autonomia, potranno contemplare:

  • riconfigurazione del gruppo classe in più gruppi di apprendimento
  • una frequenza scolastica in turni differenziati
  • l’aggregazione delle discipline in ambiti disciplinari
  • ingresso a scuola scaglionato e differenziato
  • l’estensione del tempo scuola alla giornata del sabato
  • una collaborazione con Enti locali, istituzioni pubbliche e private e realtà del terzo settore per svolgere attività didattica in spazi diversi da quelli scolastici.

I punti critici

Le principali critiche che erano state mosse alla prima bozza delle Linee Guida Scuola riguardavano:

  1. la mancanza di finanziamenti: la scuola resta l'ultima ruota del carro, e dopo aver riaperto discoteche, lidi balneari e ludoteche, si è pensato di riaprire la scuola il 14 settembre – per poi richiuderla per le elezioni di settembre in alcune regioni – senza prevedere un piano finanziario che risponda alle esigenze. Solo finanziandola in maniera finalmente adeguata la scuola può riaprire in sicurezza e magari anche con un po' di qualità in più. I soldi servono per assumere insegnanti che potrebbero gestire gruppi classe più piccoli invece delle classi pollaio italiane, per attrezzare laboratori, per creare spazi diversificati dove far lavorare gli studenti in piccoli gruppi. Niente di tutto ciò, i fondi sono destinati ad assumere personale ATA, che finirebbe col sorvegliare i ragazzi in classe mentre arriva il docente, molto probabilmente precario o supplente;
  2. sicurezza sanitaria: nessun cenno alla creazione di un cordone sanitario, presidi sanitari a scuola o interventi in materia;
  3. il ruolo dei dirigenti e degli Enti locali: nel documento, in pratica, le decisioni vengono delegate ai dirigenti in nome dell'autonomia scolastica. Quindi sarebbero loro a dover capire, sulla base delle caratteristiche delle loro scuole, come organizzare le classi, come accordarsi con gli Enti Locali – che dovrebbero mettere a disposizione spazi comunali per organizzare lezioni e attività laboriatoriali – come predisporre l'orario scolastico, il tutto poi assumendosi quale responsabilità legale in caso di focolaio o casi di Covid?

Ebbene, l'ultima importante novità è che il Ministero dell'Istruzione ha chiesto nelle scorse ore al Consiglio dei Ministri un miliardo di euro per assumere nuovi docenti e personale ATA: si tratterà di docenti a tempo determinato che potranno essere di aiuto in situaizoni di particolare criticità.

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/nido-asilo-e-scuola/linee-guida-scuola.html

Gravidanza
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