Consigli per vivere una settimana zen

Applica queste 3 regole zen per vivere bene ogni situazione

Consigli per vivere una settimana zen

Nell’antichità, i maestri zen erano soliti osservare il comportamento delle persone nei villaggi presso cui, di tanto in tanto, si recavano.

Notarono che c’erano tre comportamenti molto comuni che generavano sofferenza, rancore, problemi e negatività generale.

Incredibilmente, dall’altra parte del mondo, gli stoici romani traevano fondamentalmente le stesse conclusioni nello studiare la società romana, a dimostrazione di quanto l’uomo abbia un comune denominatore che si trova prima ancora della cultura e delle tradizioni specifiche.

Marco Aurelio, ad esempio, scriveva:

Ben più gravi sono gli effetti prodotti in noi dall’ira e dal dolore, con cui reagiamo alle cose, che non quelli prodotto dalle cose stesse, per le quali ci adiriamo o ci addoloriamo.

Quali sono questi 3 comportamenti nocivi? Eccoli qui di seguito.

1. Non rispondere quando sei arrabbiato

I maestri zen notarono innanzitutto che nulla di buono nasce dalla rabbia. Come scrivo anche nel mio ultimo romanzo, tutto ciò che fai quando sei arrabbiato, produce sofferenza in te stesso e nelle persone che ami.

Certo, sfogarti su qualcun altro ti dà una sensazione di piacere. Ma quanto dura? Pochi secondi, al massimo un minuto.

E poi cosa succede? Arrivano i sensi di colpa e la consapevolezza che la rabbia non è servita a nulla, se non a peggiorare la situazione. Percepisci un vuoto che si espande dentro di te.

Osservando quanti litigi e addirittura drammi nascessero dall’incapacità delle persone di gestire la rabbia, i maestri zen formularono un primo principio da seguire: non rispondere mai quando sei arrabbiato.

2. Non fare promesse quando sei felice

I maestri zen notarono anche che quando le persone sono felici non riescono ad accontentarsi.

Invece di godere a pieno il momento e gioire con gratitudine per qualcosa di bello che gli sta accadendo, pensano immediatamente al futuro.

Non importa quanto tenessero all’obiettivo che hanno raggiunto: la loro mente è già proiettata al successivo. Questo è ancora più vero nella società occidentale odierna rispetto all’antica società cinese o a quella romana degli stoici.

Si tratta di un comportamento che, per quanto diffuso, è molto problematico.

In primis perché ogni volta che ci allontaniamo dal momento presente smettiamo di vivere la vita e ci rinchiudiamo in un mondo di fantasia creato dalla nostra mente.

In secondo luogo perché proiettare la mente al futuro ci conduce a fare promesse che non possiamo mantenere.

I maestri zen videro che le persone felici tendevano ad alzare sempre di più l’asticella. Volevano di più, sempre di più. E così si spingevano a fare promesse a chiunque (dalla moglie ai figli a se stessi) per rendere più reali le loro ambizioni.

Concentrandosi così ossessivamente sulla felicità del domani, smettevano di essere felici oggi. Un’assurdità dal punto di vista zen, visto che il futuro non esiste: è solo una proiezione, spesso illusoria, di qualcosa che non è accaduto e forse non accadrà mai.

Tutto ciò che esiste, esiste qui e ora.

Il rimedio a questo spreco di felicità, tempo ed energia? Non fare promesse quando sei felice. Goditi semplicemente il momento.

3. Non prendere decisioni quando sei triste

Infine notarono una caratteristica comune alle persone tristi: l’arrendevolezza. Invece di lottare per uscire da una situazione deprimente, molte persone preferiscono scappare.

Anche questo comportamento è molto comune al giorno d’oggi. Come ho scritto in un articolo di qualche tempo fa, non esiste più il desiderio di riparare, aggiustare o salvare alcunché. Dagli oggetti ai rapporti personali, la tendenza è quella di consumare, buttare via e rivolgere le proprie attenzioni altrove.

Specialmente quando si è tristi si prende troppo facilmente la decisione di cambiare tutto. In questo modo i problemi non si risolvono, ma si accumulano lontano dagli occhi. Non ci si concentra sul trovare una soluzione, ma una fuga.

Le persone tristi prendono decisioni pessime proprio perché sono incapaci di accettare il loro stato d’animo.

Cambiare è giusto e sacrosanto, io stesso l’ho scritto più e più volte qui e nei miei libri. Tuttavia il cambiamento dovrebbe sempre essere consapevole. Troppe volte vogliamo stravolgere tutto perché non vogliamo prenderci la responsabilità di provare a riparare la situazione. Quello che stiamo cercando non è altrove, è già qui.

L’ultimo consiglio zen dei maestri è quindi: non prendere decisioni quando sei triste.

Le regole zen servono per trovare il giusto stato d’animo

Quando siamo arrabbiati, eccitati o tristi, non dovremmo fare nulla. Potresti chiederti: “Ma allora qual è il modo giusto di agire? Devo forse diventare un individuo apatico che non prova alcuna emozione?”

Assolutamente no. E vorrei che ti fosse chiaro che nessuno, nemmeno un maestro zen, riesce a non arrabbiarsi mai o a non essere mai triste. Tutti hanno pensieri e reazioni negative, il vero obiettivo è evitare che prendano il controllo della nostra vita.

La verità è che non c’è un modo giusto. Ogni situazione richiede una reazione diversa.

Tuttavia esiste un giusto stato d’animo. Ed è quello della serenità interiore.

Dovremmo rispondere, fare promesse e prendere decisioni solo quando siamo calmi, lucidi, equilibrati e consapevoli.

Ovvero quando siamo in pace con noi stessi, con gli altri e con l’Universo.

Questo stato d’animo meraviglioso si raggiunge con la pratica: quando sei agitato, ti fermi e respiri profondamente finché non ti calmi. Se qualcuno ti provoca, se sei giù di morale o se una situazione ti eccita, allontanati per un po’, prenditi del tempo per far scorrere tutto quando e poi torna a prendere una decisione.

A quel punto, qualunque cosa tu faccia, sarà quella giusta.

Seguimi su Instagram

Источник: https://www.mangiaviviviaggia.com/3-regole-zen-ogni-situazione/

Vivere nel qui e ora: 5 pratici consigli per essere nel presente

Consigli per vivere una settimana zen

Perché è importantissimo vivere nel qui ed ora?

Cosa significa davvero questo?

Oggi voglio raccontarti una storia per farti comprendere come il vivere qui e ora sia fondamentale.

Narra di un filosofo che si recò un giorno da un maestro zen e gli dichiarò:

“Sono venuto a informarmi sullo Zen, su quali siano i suoi principi ed i suoi scopi”.

“Posso offrirti una tazza di tè?” gli domandò il maestro. E incominciò a versare il tè da una teiera.

Quando la tazza fu colma, il maestro continuò a versare il liquido, che traboccò.

“Ma che cosa fai?” sbottò il filosofo. “Non vedi che la tazza é piena?”

“Come questa tazza” disse il maestro “anche la tua mente è troppo piena di opinioni e di congetture perché le si possa versare dentro qualcos’altro.. Come posso spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tua tazza?”

Questo è un po’ l’atteggiamento con cui alcune persone arrivano ai nostri corsi.

Pieni di se e di quello che conoscono e che fa riferimento al passato, tutto quello che arriva loro viene interpretato rispetto alle precedenti esperienze che intasano la mente di opinioni e dove non rimane spazio per il nuovo.

Questo è davvero un gran peccato, perché si perdono l’opportunità di ampliare la propria mappa e dare un significato diverso alle cose.

Come nella storiella Zen, quando la nostra mente è piena, è possibile che ci sia un bel po’ di spazzatura e quindi non c’è posto per altro.

La spazzatura è quella che ci impedisce di vivere nel qui e ora.

Viviamo in due tempi che sono solo nella nostra testa: il passato ed il futuro.

Siamo nel passato quando ricordiamo, quando andiamo a recuperare nella mente i ricordi e li riviviamo come se stesse succedendo tutto in questo momento.

Quante volte soffri ripensando a qualcosa successo nel passato?

Oppure siamo nel futuro pre-occupandoci di qualcosa che non sappiamo nemmeno se succederà, facendocene film horror..

Quante volte soffri pensando a quello che potrebbe succedere?

Il risultato è sempre quello: soffri!

Pensa a quanto meraviglioso sarebbe e quanta sofferenza ti risparmieresti, se imparassi a vivere nel momento presente, con quella bella tazza vuota che puoi riempire di quello che sta succedendo “in questo momento”?

Quante cose giornalmente potresti apprendere dall’esperienza che vivi, se buttassi tutta quella spazzatura che ingombra la tua mente ed i tuoi sensi?

Di cosa ti potresti accorgere ogni giorno, se vuotassi quello di cui ti rendi conto non avere più bisogno poiché ormai obsoleto e superato per la persona che sei diventato?

Come dice il saggio Socrate, non succede mai niente nel mondo.

Il mondo pullula di informazioni, di esperienze, di conoscenze, di opportunità, di momenti da vivere con il cuore e la mente aperti.

Come posso fare per essere nel momento presente e vivere nel qui e ora?

Sicuramente è un lavoro di consapevolezza che ha bisogno di pratica quotidiana.

È davvero facile essere “preda” dei pensieri e volteggiare tra passato e futuro in cerca di guai.

Essere preda dei pensieri…

Peccato che dovremmo essere noi a pilotare i nostri pensieri e non viceversa…

Semplici esercizi per vivere nel qui e ora ed accrescere la propria consapevolezza

Ma come dicevo, possiamo lavorarci su ed allenarci a questa consapevolezza che ci fa restare e vivere nel qui e ora e vediamo come.

  1. Resta agganciato al tuo corpo, alla tua fisicità, all’energia che senti, al tuo respiro. Tu sei anche il tuo corpo e lui è vivo e si fa sentire in questo momento. L’energia che senti ti agganciano al qui ed ora, l’aria che entra ed esce dai tuoi polmoni..
  2. Focalizza la tua attenzione su ciò che i tuoi sensi ti permettono di cogliere in questo momento attraverso odori, suoni, gusti, sensazioni tattili ad esempio le percezioni esterne sulla pelle, il vento tra i capelli, il calore del sole..
  3. Diventa consapevole dello spazio che occupi, della tua corporeità, dei tuoi movimenti e dei tuoi gesti, della tua voce
  4. Concediti momenti di assoluto silenzio, in un angolo appartato della casa dove resti in ascolto solo del tuo respiro, lasciando che i pensieri scorrano e si disperdano
  5. Fai in modo che per qualche minuto al giorno regni il vuoto, l’assenza di pensiero

Sarà la pratica costante a rendere tutto questo facile e piacevole. All’inizio non si sa bene come fare a zittire il dialogo interno, i pensieri che scorrono, la mente che vaga e tutto può risultare impegnativo.

Non demordere.

Imparare a vivere ne qui e ora, impara a vivere il momento presente!

È il regalo più bello che tu possa fare a te stesso.

Articoli Correlati

Источник: https://pnlbenessere.it/vivere-nel-qui-e-ora/

13 principi Zen, senza lo Zen

Consigli per vivere una settimana zen

Spiegare il principio di buddhità è complesso e non è questo il luogo, ma, giusto per capirci, è quello stato in cui abbiamo compreso i perché di tutto. In occidente lo chiamiamo “risveglio” o “illuminazione”, perché al soggetto “risvegliato” o “illuminato” tutto della vita è finalmente chiaro. In termini Zen sarebbe il satori.

Il satori è essenzialmente un’esperienza improvvisa, e spesso viene descritto come un capovolgimento della mente, proprio come improvvisamente ruota l’asse della bilancia quando mettiamo nel piatto un peso superiore a quello dell’altro piatto. – ALAN WATTS, The Spirit of Zen

I principi dello Zen

Puoi trovare liste di principi Zen in ogni angolo di Internet, ma la verità è che… anzi, ci sono due verità, e io non ne possiedo alcuna. Da un lato infatti lo Zen ha un enorme numero di principi e regole, mentre dall’altro esso si basa sostanzialmente sulla ricerca di vivere il qui e ora e trovare la consapevolezza di sé.

Non ho studiato lo Zen così a lungo da permettermi di dare indicazioni precise, ma ci ho trovato dentro alcuni insegnamenti che ho potuto fare miei pur senza approfondire la dottrina o diventare uno studente Zen.

Qui ho stilato una lista di alcuni principi dello Zen – tradotti in termini pratici – che mi hanno aiutato a cambiare il mio approccio alla vita:

  1. Mantenere una mente di principiante
  2. Fare di meno…
  3. … Per fare meglio
  4. Dedicarsi completamente a ciò che stiamo facendo
  5. Fare le cose lentamente e intenzionalmente
  6. Concentrarci sulla pratica, non sul risultato
  7. Destinare del tempo a quello che conta
  8. Vivere la vita, e non girarci attorno
  9. Meditare, come forma di allenamento per la vita
  10. Non essere attaccati ad alcuna cosa
  11. Godersi il momento
  12. Trovare la felicità in ciò che abbiamo
  13. Servire gli altri

La mente di principiante

Allo studente Zen il maestro richiede una mente vuota da preconcetti e invece sempre disposta all’ apprendimento. Ecco come descrive questo tipo di atteggiamento il maestro Shunryu Suzuki:

Nella mente di un principiante ci sono miriadi di possibilità. In quella degli esperti, ce ne sono pochissime.

Il principiante è pre-disposto all’apprendimento e sempre si domanda cosa ci sia da imparare dall’esperienza che sta vivendo, pronto a meravigliarsi di essa.

Meno è meglio

Minimalismo e Zen vanno a braccetto: mentre il primo è solo recentemente assurto a stile di vita, il secondo ha sempre incarnato il primo.

Nella mente di noi tutti il minimalismo è – erroneamente – possedere meno cose, mentre invece esso è un metodo per dedicare le nostre risorse solo a ciò che è essenziale. Così lo Zen impone la rinuncia a tutto quanto è superfluo, limitando i possedimenti del monaco buddista a tunica e ciotola per mangiare e bere.

Una cosa alla volta

La dottrina Zen insegna a non dedicare la propria attenzione a una cosa fino a quando non abbiamo concluso quella a cui ci si sta dedicando. Il che accade, a livello mentale, circa una volta su due a ognuno di noi. Chi non risponde alle telefonate o ai messaggi durante i meeting di lavoro, o controlla mentre parla al telefono o guarda la TV?

Quando cammini, cammina. Quando mangi, mangia. – PROVERBIO ZEN

Rallentare

Nel concetto di rallentamento lo Zen introduce quella intenzionalità che è un po’ all’origine di questo blog. In un mondo che sfugge via, sempre di corsa, l’unico modo di godersi quello che ci è dato è rallentare.

Rallentare significa inserire del tempo per pensare fra gli stimoli che riceviamo e le reazioni con cui rispondiamo. Questo ci consente di agire in accordo con le nostre intenzioni, e non impulsivamente.

Concentrati sulla pratica

Qui mi addentro un attimo nei dettagli, chiedendoti perdono per la mia inadeguatezza a spiegare nei dettagli certe cose. Voglio però darti un’idea di cosa significhi la pratica Zen.

Nello Zen la pratica è un tutt’uno con la dottrina. La dottrina stessa è pratica.

Puoi trovare l’illuminazione anche se non sai cosa sia – anzi, non devi sapere cosa sia l’illuminazione per riuscire davvero a trovarla. Se però non la cerchi, non la trovi.

Anche se il cercarla ti preclude il trovarla. Solo se pratichi Zazen 1 e osservi gli insegnamenti dei maestri, allora sei sulla strada verso l’illuminazione.

Questo trovo che sia uno dei principi più importanti e per questo motivo la Sfida di Vivere Intenzionalmente è costruita come una pratica da ripetere costantemente per tenerci in allenamento.

Rituali

I rituali aiutano a dare importanza a quello a cui ci dedichiamo. Concatenando azioni nei nostri rituali le aiutiamo a proteggersi l’un l’altra dagli accidenti della vita. Se una cosa vale la pena includerla in un rituale, allora é importante, e allora siamo impegnati nel proteggerla.

Partire dalla costruzioni di rituali per il mattino e la sera è il modo migliore per prendere dimestichezza con questo approccio.

Destina il tempo a ciò che conta

Destinare del tempo a ciò che abbiamo scelto essere importante per noi è l’unico modo di trovare del tempo per ciò che dà senso alla nostra vita.

Bloccare del tempo sul proprio calendario per le cose importanti è l’equivalente di ciò che fanno i monaci Zen con la pratica della meditazione.

Destinare del tempo ogni giorno ai nostri rituali significa costruire una casa per ciò che in linea con le nostre intenzioni.

Vivere, e basta

Qual è il senso ultimo della vita? Vivere. La scuola Zen spiega questa cosa attraverso diversi racconti brevi chiamati koan. Uno che mi piace molto è questo:

Un giorno, un monaco chiese al maestro Seigne Gyoshi: “Quale fu l’intenzione di maestro Bodhidharma quando venne dall’India in Cina?
Seigen Gyoshi rispose: “Ha soltanto agito così com’era”.

Il monaco disse: “Maestro, potrebbe ridirmi quel che ha appena detto in parole che io sia in grado di capire?”
Seigen Gyoshi disse: “Venga qui!”
Il monaco si avvicinò al maestro.

Seigen Gyoshi gli disse: “Si ricordi chiaramente di questo”.

Affannarci a correre a destra e manca per fare mille cose ci distrae da quello che è lo scopo ultimo della nostra vita: realizzare quegli istinti naturali che sono posti dentro ognuno di noi fin dal primo giorno in cui veniamo al mondo, e che Maria Montessori ha posto al centro dell’educazione del cucciolo d’uomo.

Quando cerchiamo di rispondere a qualunque stimolo artificiale riceviamo dalla società, mettendo da parte i nostri ideali e i nostri istinti di vita, tralasciamo il motivo per cui siamo al mondo, cioè quello di crescere come individui e svilupparci come entità uniche in relazione agli altri e all’altro, dato quell’altro secondo le credenze di ognuno di noi.

Meditazione

Lo Zazen, ossia la meditazione seduti, è la pratica Zen per definizione. Sedersi in terra e osservare quello che succede attorno a noi, ascoltando il nostro corpo, un respiro dopo l’altro e quello che ci passa in mezzo, senza pensare ad altro, è così facile e così difficile al tempo stesso.

Ci sono diversi tipi di meditazione e ognuno può trovare il suo preferito.

Nello Zen stesso esiste anche la meditazione camminata, addirittura pratica chiave in alcune scuole, ma la meditazione è presente anche in altre pratiche come per esempio lo Yoga – meditazione esso stesso – o i Riti Tibetani, esercizi fisici derivati dallo Yoga che stimolando il sistema endocrino ci mantengono in forma.

La pratica della meditazione può essere estesa a qualunque attività, dalla cucina, come insegna il maestro Dogen nelle Istruzioni a un cuoco Zen, alla gestione della casa, come nel Magico potere del riordino di Marie Kondo.

Cucinare, così come pulire o riordinare, sono due pratiche che possiamo trasformare in rituali di meditazione, semplicemente dedicando tutta la nostra attenzione a queste attività, e rallentando per viverle intenzionalmente.

Non attaccamento

Il non attaccamento è un concetto comune a Yoga, Buddismo e altre discipline orientali. Vivere senza attaccamento consente di distaccarsi dal ciclo delle reincarnazioni e liberarsi da questo.

Praticare il non attaccamento significa imparare ad accettare la vita, con i suoi accidenti e le sue magagne, per quello che essa è. Ed è nel viverla – nella pratica del vivere -, non nel ricercare un premio per averla vissuta, che troviamo la nostra illuminazione. Il premio è in definitiva il vivere stesso.

Godersi il momento

Il rito del the è una pratica giapponese che trasforma l’assunzione di una bevanda calda in una vera e propria cerimonia sociale che include in se stessa i principi chiave della meditazione e dell’essenzialità dello Zen. Senza necessità del rito, possiamo rendere Zen il momento del the semplicemente dedicando tutti noi tessi a esso.

Questa cosa lo possiamo fare in tanti altri momenti della nostra vita, per esempio rimuovendo ogni altro pensiero dalla nostra testa e trasformando in una cerimonia il momento di gioco con nostra figlia, o il rituale con cui la mettiamo a nanna.

L’importante è crearsi dei margini per avere il tempo di rallentare e riflettere su quello a cui stiamo per dedicarci o abbiamo appena vissuto.

Cercare la felicità in ciò che abbiamo

Uno dei principi più importanti dello Zen è quello della ricerca della felicità in ciò che abbiamo. Nello Zen la felicità non è data dal’esterno, ma dall’interno. E questa è anche una verità scientifica, come hanno provato gli studi del ricercatore Shawn Achor e come ha riassunto Robert Wiseman nella teoria Come se.

In sostanza, è sufficiente sorridere per essere tecnicamente più felici, ed è questa una delle prime sfide che ho messo insieme nel corso che propongo con questo blog.

La pratica Zen è essa stessa ricerca della felicità, anche se in questo caso la felicità non è l’oggetto della ricerca. In un certo senso, è ricerca senza un oggetto di ricerca, l’unico tipo di ricerca il cui ultimo fine è se stessa, ovvero l’atto del ricercare, che poi è quello che ci rende cercatori, indipendentemente da ciò che troviamo.

Una volta ancora, è la pratica l’oggetto stesso della nostra felicità.

E questo è ancora più vero se pensi al concetto di flow come definito dal professor Mihaly Csikszentmihalyi: quando un’attività ti appassiona per davvero finisci spesso col perdere la concezione del tempo e dedicarti a essa più di quanto avevi previsto o quanto fosse lecito, che si tratti della lettura di un libro o di un progetto che fa parte del tuo lavoro.

Servi gli altri

Il concetto di servizio è insito nella dottrina Zen perché parte del nostro istinto di esseri umani. Siamo animali sociali chiamati a vivere all’interno di un branco contraddistinto dal supporto reciproco fra i membri che lo compongono. Il nostro branco sono la famiglia, la cerchia di amicizie, la comunità in cui viviamo e in fondo il mondo intero.

Una volta che abbiamo trovato la felicità nel nostro essere, non resta infatti che dedicarci ad aiutare gli altri a compiere lo stesso percorso.

Condividere, donarsi, è quello che facciamo fin da bambini nei confronti di chi ci ha donato la vita e le sue attenzioni ancora prima di trovare un perché; è quello che facciamo con coloro che diventano nostri amici; ed è infine quello che facciamo quando smettiamo di voler bene a un’altra persona per iniziare ad amarla.

Il concetto di servizio è anche al centro del mio ebook gratuito su come costruire un progetto personale, Idea, Sogna, Crea.

In pratica

Mettere in pratica questi principi non è facile né immediato, ed è per questo che mi sono costruito una “palestra” come quella della Sfida di vivere intenzionalmente.

Non è mio interesse diventare un monaco Zen, ma quello che faccio ogni giorno è cercare di radicare questi concetti nella mia vita, perché ognuno di essi è in grado di aiutarmi a discernere fra ciò che dà senso al tempo che passa e ciò che lo sciupa solamente.

Источник: https://vivereintenzionalmente.com/13-principi-zen-senza-lo-zen/

I 7 passi per vivere uno stile di vita zen

Consigli per vivere una settimana zen

Aggiungere un po 'più di “zen” alla nostra vita è benefico sia per il nostro cervello che per il corpo. Gli esercizi di consapevolezza sono ovviamente un ottimo modo per alleviare lo stress e l'ansia, ottimi da incorporare nella tua routine Zen e vivere uno stile di vita Zen.

Ma cosa significa esattamente zen? Zen sta per: semplice, facile, calmo. Il completo definizione di zen è come segue:

Il termine Zen deriva dalla pronuncia giapponese della parola del cinese medio 禪 (chán), abbreviazione di 禪 van (chánnà), che è una traslitterazione cinese della parola sanscrita dhyāna (“meditazione”).

Lo Zen enfatizza il rigoroso autocontrollo, la pratica della meditazione, la comprensione della natura della mente (見 性, Ch. Jiànxìng, Jp.

Kensho, “percepire la vera natura”) e la natura delle cose, e l'espressione personale di questa la vita quotidiana, soprattutto a beneficio degli altri.

Quindi diamo un'occhiata ai 7 passaggi che possono aggiungere più Zen alla nostra vita quotidiana.

Svegliarsi presto

Spesso questo è uno di quei suggerimenti che è molto più facile a dirsi che a farsi, ma ne abbiamo parlato in precedenza nel 5:00 club. Le mattine possono essere molto difficili per alcuni perché non a tutti piace lasciare il letto e i sogni che lo accompagnano – per il mondo reale.

Quando ci svegliamo, i nostri occhi sono ancora sfocati, il nostro cervello è ancora stordito ei muscoli non cooperano. Ogni passaggio dopo questo passaggio menzionato ti aiuterà a diventare un uccello precedente.

Ogni giorno inizia con l'alzarsi, motivo per cui questo è il primo della lista.

Sappiamo che alzarsi presto non è facile per tutti, ma una volta che inizi, è incredibile quante cose extra puoi realizzare in un solo giorno.

Alzarsi presto è uno dei passi più importanti per vivere lo stile di vita Zen (Figura.)

Alcuni suggerimenti per aiutarti ad alzarti presto:

  • Stai lontano dal pulsante snooze della sveglia. “Se dormi, perdi.” si applica anche qui. Hai problemi con esso? Quindi metti la sveglia (o il telefono) fuori portata in modo che devi davvero alzarti dal letto.
  • Bevi un bicchiere di acqua fredda. Rinfrescante e buono anche per i tuoi prodotti di scarto, subito un bicchiere acqua bevi quando ti alzi.
  • Spazzolino da denti. Alzati, vai in bagno e inizia subito a lavarti i denti. Noterai che solo questo ti rende molto più sveglio.
  • Meditare. Inizia la tua giornata con un breve meditazione, sensazione di autoriflessione e ripiegare su questo meravigliosamente quando diventa troppo frenetico durante il giorno.
  • Vieni in movimento. La preferenza e una spinta per il tuo metabolismo: inizia subito allenarsi a casa o uno breve Intervallo tabata.
  • Fai subito la doccia. Sali e inizia subito a fare la doccia se hai difficoltà a svegliarti.
  • Mangia qualcosa di piccolo. A meno che tu non ti conosca digiuno intermittente fa, è bene che alcuni mangino qualcosa per ottenere una sferzata di energia e andare avanti con la giornata.
  • Abbi uno scopo. Vuoi davvero saltare fuori dal letto quando suona la sveglia? Assicurati di avere una passione, uno scopo nella vita. Qual è il tuo Ikigai?

I mattinieri sapranno che alzarsi presto li mantiene organizzati, concentrati e produttivi. Il mondo è letteralmente e figurativamente molto più tranquillo al mattino. Usa questo tempo come tempo per te stesso.

Movimento

Sappiamo tutti che l'esercizio è importante e che potremmo farne di più.

Molti di noi hanno un abbonamento a una palestra che non usiamo (soprattutto a causa delle palestre chiuse durante la corona), o manubri che stanno spolverando o hanno costose attrezzature per il fitness a casa. Essere motivati a trasferirsi può essere scoraggiante, ea volte più ci pensi, meno diventa attraente.

Vivere uno stile di vita zen non significa che devi allenarti duramente per un'ora o correre una mezza maratona ogni giorno. Qualsiasi tipo di esercizio fa bene al tuo cervello.

Questo studio precedente del Harvard Medical School l'esercizio lo dice memoria e la funzione cognitiva aiuta – questa è sicuramente una buona cosa.

L'esercizio è anche un ottimo modo per scaricare lo stress e la tensione, perché mentre ti concentri sul tuo corpo, la tua mente può trovare maggiore chiarezza. Concedi alla tua mente una pausa mentre alleni i muscoli.

Fare esercizio può essere semplice come fare yoga leggero o fare jogging. Se anche questo suona troppo, fai una passeggiata. Solo 20 minuti per iniziare la giornata possono contribuire notevolmente a un atteggiamento Zen. Prendi il cane oi bambini (o entrambi) e rendi la relazione più divertente. Non devi camminare molto intensamente, cammina al tuo ritmo.

Un ambiente ordinato

Ok, certamente non uno degli elementi più attraenti della lista. Alzarsi presto, fare esercizio e poi pulire la casa? Probabilmente non è l'attività preferita di tutti. Ma pensa a questo: hai mai visto un ambiente “zen” che è molto disordinato?

Lo stile di vita zen è quello della chiarezza. Implica guardare oltre il nostro materialismo e imparare a valorizzare il nostro io individuale. Può sembrare tutto un po 'spensierato e fiabesco, ma dai un'occhiata alla scienza di un ambiente pulito.

Uno studio mostra che coloro che descrivono negativamente la propria casa in termini di disordine e disordine hanno maggiori probabilità di sperimentare stress ed effetti negativi sulla salute.

Al contrario, le persone che caratterizzavano le loro case con attributi di pulizia e ordine si sono rivelate molto più felici.

Il cosiddetto “decluttering” è una purificazione delle tue cose materiali, e rimuovendo oggetti che non sono più importanti per te, che non “portano gioia”, elimini questi mini-fattori di stress dalla tua vita. Una casa zen è una casa ordinata e una casa ordinata è una mente zen e vive lo stile di vita zen.

Meditare

La meditazione è qualcosa che chiunque può fare. Inoltre, è qualcosa che può essere fatto ovunque e in qualsiasi momento. Spesso associamo la meditazione a grandi prati, tranquille lagune o ritiri nella foresta pluviale: luoghi belli, terrosi e ridicolmente stilizzati.

Come puoi probabilmente intuire, la meditazione è più efficace in un luogo in cui è calmo e confortevole. Stare all'aperto all'aria aperta è l'ideale, ma in realtà non è necessario: un'area lounge può servirti altrettanto bene.

Sedersi in silenzio con le gambe piegate non è per tutti, ma la meditazione è flessibile. Sdraiati sulla schiena o siediti con le gambe in fuori. Ascolta il tuo respiro, esternalizza i tuoi pensieri se vuoi.

Parla a te stesso e ascolta quello che hai da dire per te stesso.

Le app di meditazione guidata sono ottime per chi è nuovo allo stile di vita zen. Quattro di queste app che possiamo raccomandare personalmente sono Headspace, Waking Up, Insight Timer e Calm.

Questi offrono procedure dettagliate di esercizi meditativi per coloro che preferiscono essere guidati. La meditazione può farti sentire più leggero e più libero, ed è allora che sai che ti senti zen.

Una bella parte dello stile di vita zen.

10 semplici regole che cambieranno la tua vita verso lo stile di vita zen

Fare una pausa

Essere zen significa essere consapevoli e avere un senso di sé. Conosci i tuoi punti di forza e di debolezza e abbracciali. Fai una pausa se ti senti perso. Ma non è per questo che è stata inventata la vacanza? La stragrande maggioranza di noi non ha la possibilità di andare in vacanza ogni due settimane, ma questo non significa che non puoi concederti una pausa.

Torniamo alla scienza. Le persone che fanno pause frequenti durante il lavoro sono più produttive e creative durante il giorno.

La ricerca ha dimostrato che lavorare negli sprint è la chiave per la massima efficienza e che il multitasking è in realtà la rovina di Prodottoiovity è. Nessuno è sempre completamente eccitato in ogni momento – non siamo robot.

Fare una pausa fornisce una pausa mentale in modo da poter cambiare marcia, organizzare i tuoi pensieri e contemplare la tua prossima azione.

Quindi fai uno spuntino, vai a fare una passeggiata, fai stretching o fai una chiacchierata con qualcuno. Dandoti il tempo di allontanarti dalle tue attività, anche se solo per pochi minuti, puoi tornare a un compito ricaricato invece di preoccuparti e preoccuparti delle possibili scadenze. Trova un sistema equilibrato di lavoro e riposo in cui prosperare.

Trattare voi stessi

Ci sono tanti modi in cui puoi sbizzarrirti pur seguendo uno stile di vita zen. Le attività che trovi piacevoli e rilassanti sono così importanti da includere nella tua routine quotidiana.

Potrebbe trattarsi di qualsiasi cosa, dal bere il tè, leggere, scervellarsi, rilassarsi, cucinare, mettere insieme le tue bacheche Pinterest, scattare foto, guardare il tuo programma preferito o qualsiasi altra cosa che abbiamo incluso in questo elenco. Trova soddisfazione in ciò che ti rende felice.

Se ti senti poco ispirato o teso dopo una lunga giornata, può essere difficile entrare nel tuo zen. Ricorda solo che non devi sempre andare da solo. Il massaggio è anche una forma comprovata di rilassamento sia per la mente che per il corpo, ideale come parte del tuo stile di vita zen!

Non trascurare il sonno notturno

Dopo tutte queste cose che hai fatto, anche durante la giornata – alzati presto, esercizio fisico, pulizie – potresti sentirti un po 'stanco. Questa è un'ottima notizia, perché ora puoi prepararti per un sonno sano.

Per alcune persone addormentarsi può essere difficile come svegliarsi al mattino. Usare la meditazione o fare un massaggio Zen prima di andare a letto sono entrambi ottimi modi per calmare la mente e lenire il corpo.

Il tempo prima di prepararti per andare a dormire è il tempo che dovresti trascorrere rilassandoti. Una mente lucida non solo rende l'addormentarsi un processo più agevole, ma può anche portare a un sonno migliore e più completo.

Alzarsi presto è molto più facile se hai dormito bene la notte!

Le fonti includono DaringtoLiveFully (collegamento), GetBlys (collegamento), TheZenLife (collegamento), ZenHabits (collegamento)

Источник: https://codetofreedom.com/it/7-passi-per-vivere-uno-stile-di-vita-zen/

Consigli zen per la settimana delle mamme

Consigli per vivere una settimana zen

Come affrontare un'intera settimana con i bambini tra i mille impegni in agenda e arrivare sana e salva a domenica? Ecco i preziosissimi consigli di una mamma

Come affrontare un'intera settimana con i bambini tra i mille impegni in agenda? E' sicuramente tra le domande che le mamme si pongono più spesso quando arriva la domenica e ci si prepara per un'altra intensissima, faticosissima, pienissima di sorprese e colpi di scena….settimana in famiglia.

C'è chi si organizza tutte le ore di ogni singolo giorno, in modo da non essere colta impreparata e non ricevere la telefonata dalla maestra di danza che chiede perché la bambina non è venuta a lezione; c'è chi invece ha fatto suo il mantra “non fare oggi quello che potresti fare domani” e la domenica puntualmente si colpevolizza per non essere stata capace neanche questa volta di rispettare i buoni propositi e i consigli della mamma perfettina di turno. E poi c'è chi si affida al buon senso e alla compassione del compagno/parenti/vicino o di qualsiasi anima pia, pronta ad aiutarti e capire che se hai una ricrescita di 10 cm ai capelli, e cominci a non essere connessa con il cervello, e scambiare lo smartphone con il ciuccio hai proprio bisogno di aiuto.

Ma ecco qualche consiglio delle mamme per affrontare tutta la settimana:

Lunedì – Be Happy !! E' lunedì… 

Ricominciare è dura per tutti, ma oggi è il giorno delle buone intenzioni, delle grandi promesse (poco importa se riesci a rispettarle solo il 20% delle volte). Come iniziare alla grande la settimana e soprattutto come arrivare a domenica sane mentalmente e fisicamente?

  • Attiva la modalità “Risparmio energetico”. Non sprecare minuti preziosi
  • Mira all'essenziale, in fondo è solo lunedì
  • Hai 5 minuti liberi che ti avanzano per magia? Dedicali a te stessa!
  • Fai oggi quello che potresti fare domani, la mamma del martedì ti ringrazierà
  • E infine l'arte del delegare con nonchalance… in fin dei conti il tuo compagno a qualcosa deve pur servire no? :-)

Martedì – Take it easy

Il lunedì è passato, ed è ancora E SOLO martedì! Ma non disperate, non siete la sola a contare le ore che vi separano dal vostro amato letto. Parola d'ordine è semplificare!

  • Decidete il menu della settimana
  • Accettate l'idea che non siete una mamma Pinterest e quindi nulla sarà perfetto
  • Organizzatevi con le altre mamme e fate i turni per accompagnare i vostri figli alle TROPPE attività extra scolastiche che devono seguire (e di cui ancora non avete imparato a memoria i giorni)
  • Programmate uno spazio solo per voi e rispettatelo. Anche una semplice telefonata di sfogo all'amica, ma ricordatevi di contraccambiare

Mercoledì – Resta zen

Il mercoledì è il giorno ibrido, quello in cui inizi a sentire il profumo del weekend, ma la disperazione del lunedì non è ancora un lontano ricordo.

La legge di Murphy delle mamme vuole che quando hai deciso di ritagliarti uno spazietto per te, i figli si ammalano o ti chiedono, imploranti, di giocare con loro.

Non ti resta che inventarti qualcosa per occupare le ore libere del pomeriggio. Cosa fare?

  • Google è tuo amico ! Un cappello magico senza fondo da cui estrarre il gioco con cui ti aggiudicherai il titolo di ” la mamma più divertente del mondo”
  • Invitare gli amichetti a casa (loro sono contenti e tu puoi dedicarti ad altro)
  • E infine resta zen! In fondo anche te hai bisogno di passare un po' di tempo di qualità con i tuoi figli. Per una volta torna bambina e gioca con loro!

Giovedì – Il me-time

E' già giovedì? Non vi sembra vero, ma la settimana sta per finire e miracolosamente siete sopravvissute, i vostri figli non registrano “ammaccature” di alcun tipo e vi siete guadagnate addirittura una menzione positiva sul vostro CV di mamma.

Per magia vostro marito, forse per un senso di colpa molto latente, ha deciso di passare un po' di tempo con i bambini. Cosa fare? Approfittarne naturalmente !! E' giunta l'ora del me-time, e per nulla al mondo dovete rinunciarvi…

!!!

  • Dedicatevi una serata al ristorante con le amiche, tra sane risate, accompagnate da un menu ricco
  • E se le amiche non sono disponibili, c'è sempre la palestra, un film o un bel massaggio rigenerante
  • Priorità: il vostro benessere!

Venerdì – ovvero è iniziato il weekend

Quando arriva il venerdì, la settimana è praticamente finita per voi. E' l'inizio della salita, e iniziate a vedere la luce, non quella di una serata in discoteca naturalmente, ma del meritato riposo dopo la routine: lavoro/figli/casa/figli/lavoro/famiglia/marito/… (la lista è da completare secondo i gusti). Ecco perché gioire il venerdì:

  • Finalmente arriva vostra mamma, o qualsiasi parente discreto che ha capito come aiutarvi senza essere invadente. E magari stasera vi potete permettere una serata fuori casa con il vostro compagno
  • State già pensando alla gita fuori porta in famiglia, organizzata da un mese
  • Non dovrete sopportare il vostro capo o i colleghi che si lamentano continuamente
  • Se vi va bene è anche il black friday e potete dare libero sfogo alla vostra voglia sfrenata di shopping per voi e i vostri figli

Sabato – Free time in famiglia

Sabato fa rima con free time. E qui le mamme si dividono in due categorie: 1) quelle che, cascasse il mondo, il sabato è da dedicare alla famiglia al completo.

Quindi macchina carica e tutti pronti per una gita in famiglia! 2) e quelle che dopo un'attenta “seduta” di sensi di colpa, domande e dubbi senza risposta, cedono al bisogno di lasciare almeno una volta al mese il bambino dai nonni e regalarsi un pomeriggio da sole o in compagnia.

In qualsiasi caso, o a qualsiasi categoria voi apparteniate…. il nostro consiglio è “divertitevi“!!! Godetevi ogni momento con i vostri figli o senza! Ricaricatevi e sorridete!!!

Domenica – Essere mamme in fondo è cool !

E anche questa settimana è finita, e arriva il consueto e non desiderato appuntamento con la domenica… Poco importa che domani è lunedì e che sarete nuovamente in preda al panico e su di voi incomberà il peso delle sentenze della “mamma perfetta”.

Tutto andrà bene e sarà una settimana fantastica come quella passata! Tutto sommato siete riuscite a mantenere la calma, abbandonarvi a momenti di allegria, serenità e amore in famiglia, vostro figlio è fiero di voi e voi siete contente della vostra vita !! E siete sempre più convinte, malgrado tutto, che crescere con i vostri bambini è veramente cool !

gpt inread-altre-0

Источник: https://www.pianetamamma.it/donna-e-mamma/consigli-vivere-settimana-zen.html

Cercare la felicità

Consigli per vivere una settimana zen

Cercare la felicità al di fuori di noi stessi è come cercare di prendere al laccio una nuvola. La felicità non è un oggetto: è uno stato della mente. Deve essere vissuta.

Né il potere terreno né le strategie per fare denaro potranno mai catturarla. L’irrequietezza mentale è causata dal concentrare la consapevolezza al­l’esterno. Quell’irrequietezza è garanzia che la felicità resterà irraggiungibile. Il potere terreno e la ricchezza non sono stati mentali. Una volta ottenuti, servono soltanto a diluire la felicità. Di sicuro non possono au­mentarla.

Più disperdiamo le nostre energie, meno energia ci re­sta per indirizzarle verso un compito specifico.

L’ansia e l’agitazione sono abitudini che si levano come una piovra dagli abissi oceanici del nostro subconscio, sca­gliando i loro tentacoli attorno alla nostra mente e stri­tolando a morte tutta la pace interiore che un tempo conoscevamo.

La vera felicità non si trova mai al di fuori del Sé. Cercarla oltre il Sé è come inseguire l’arcobaleno in mezzo alle nuvole!

– Paramahansa Yogananda

Questa riflessione di Paramahansa Yogananda ci insegna un’importante lezione sulla ricerca della felicità.

Fin da piccoli siamo ossessionati dall’essere felici, inseguiamo e cerchiamo ossessivamente la felicità come se sapessimo esattamente di cosa si tratta, come se fosse un traguardo ben segnalato alla fine di una lunga maratona.

Ma in verità quasi tutto quel che ci viene insegnato sull’essere felici è fondamentalmente sbagliato.

Perché la nostra idea di felicità è sbagliata

La maggior parte delle persone crede che cercare la felicità sia sinonimo di:

  • Ottenere l’approvazione altrui
  • Accumulare ricchezze
  • Avere uno status sociale elevato
  • Non dover lavorare
  • Avere più tempo libero

Riesci a capire cosa accomuna tutti questi punti? Si tratta di obiettivi esterni, materiali e astratti.

Cercare la felicità non vuol dire gareggiare in una corsa che non ci appartiene e che non comprendiamo fino in fondo soltanto perché lo fanno tutti.

Fin da quando siamo bambini, la società ci presenta questo modello di vita basato sul materialismo come l’apoteosi del successo e della realizzazione personale, ma si dimentica di darci un’importante lezione: essere felici dipende solo da noi stessi.

Avrai sicuramente sentito parlare di alcune persone che hanno vinto milioni alla lotteria per poi finire in bancarotta pochi anni dopo, o ancora peggio perdere i contatti con amici e famigliari o ammalarsi gravemente per via dell’ansia causata da questa inaspettata somma di denaro.

Si tratta di un fenomeno sociale molto interessante che ci regala uno sguardo più approfondito dentro all’idea distorta che abbiamo della felicità.

All’estremo opposto dello spettro possiamo trovare persone che lavorano la terra, vivono a contatto con la natura, non possiedono quasi nulla e sono appagate, serene, in pace.

Personalmente mi è capitato di incontrare molti più sorrisi tra chi non aveva nulla di materiale da condividere rispetto a chi viveva nel lusso ed era riconosciuto dagli altri come “persona di successo” – perché? Cosa sanno queste persone che a molti di noi sfugge?

Chi è felice per davvero conosce una verità tanto semplice quanto dirompente: la felicità risiede soltanto nella nostra mente ed è totalmente indipendente da ciò che possediamo o dal nostro status sociale.

5 consigli per essere felice

  1. Sii grato. Ogni mattina, appena ti svegli, ringrazia l’universo per quel che hai. Ricorda che se hai un tetto sopra la testa, un letto in cui dormire e del cibo in tavola sei più fortunato di gran parte dell’umanità. Pensa a tutte le persone che ti circondano e che ti vogliono bene, all’opportunità di vivere, alla tua salute, alla natura che ti è amica.

    La gratitudine ha un potere incredibile ed è anche uno dei principi su cui si basa la legge di attrazione.

  2. Affronta la vita con un sorriso. Per quanto suoni scontato, il vecchio detto “la vita ti sorride se la guardi sorridendo” è incredibilmente vero.

    L’atteggiamento mentale che adottiamo nei confronti di persone, situazioni e avvenimenti esterni è in grado di riplasmare la realtà intorno a noi e cambiare totalmente la nostra percezione delle cose. Non sempre abbiamo il controllo su ciò che accade intorno a noi, ma abbiamo il potere di decidere come reagire dentro di noi e questo potere crea consapevolezza, equilibrio.

    Se vediamo la foto di una persona che si sta godendo una vacanza, possiamo prendere due strade: lasciarci trascinare dall’invidia o essere felici per lei. Quale tra le due scelte ci migliorerà la giornata anziché peggiorarla?

  3. Non mettere la tua felicità nelle mani di qualcun altro.

    Un errore che commettiamo in molti è renderci emotivamente dipendenti da qualcuno, sia esso un amico, un partner o un membro della famiglia. Se ti rendi conto che la tua felicità è legata a doppio filo a questa persona, alla sua approvazione, al suo affetto e alle sue azioni, sei sulla strada sbagliata perché credi di non meritare di meglio.

    Inizia ad amare te stesso, giorno dopo giorno, anche e soprattutto se ti sembra difficile, e a far sì che la tua felicità non dipenda da nessuno se non da te. Perché è solo amandoci e rispettandoci che potremo amare gli altri nel modo giusto, conoscendo il nostro valore e ponendo i giusti limiti, senza sfociare nella dipendenza affettiva.

  4. Trova la tua missione.

    Tutti noi siamo qui per una ragione, per uno scopo superiore. Ma la maggior parte delle persone vive la propria vita un giorno alla volta, senza pensare a nulla che non abbia a che fare con il proprio lavoro o le proprie necessità materiali. Cercare il tuo scopo più profondo, il tuo “centro”, e dedicartici con tutto te stesso è un passo importantissimo verso la felicità.

    I giapponesi lo chiamano ikigai e ne abbiamo parlato in questo articolo.

  5. Conosci te stesso. La meditazione e lo yoga non sono semplici esercizi di concentrazione e flessibilità – il loro scopo ultimo è proprio quello di conoscerci meglio, esplorare la nostra spiritualità e parlare al nostro Io più profondo.

    Conoscerci non è un obiettivo da raggiungere, ma un percorso continuo, e la felicità risiede proprio in questo meraviglioso viaggio senza destinazione. Una volta raggiunta questa consapevolezza, avrai la felicità nelle tue mani e ti stupirai nel constatare quanto potere ha la nostra mente. Senza bisogno di nessun aiuto esterno.

Letture consigliate

Источник: https://www.meditazionezen.it/cercare-la-felicita/

Gravidanza
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: