Consigli degli esperti contro i rischi legati alle punture degli insetti

Bambini e punture di api e vespe: che cosa fare

Consigli degli esperti contro i rischi legati alle punture degli insetti

Come comportarsi nel caso un'ape o una vespa dovessero pungere il proprio bambino? Per le api occorre estrarre prima il pungiglione. In generale, applicare ghiaccio e se serve, somministrare paracetamolo per il dolore

Bambini e punture di insetti

Sono diversi gli insetti che in estate, complice il tempo passato all'aria aperta e l'innata curiosità dei bambini, possono pungere. Vespe, zanzare, api, ma anche calabroni e bombi.

Come comportarsi se il proprio bambino venisse punto? Quali possibili reazioni si verificano in seguito a una puntura? Che cosa è uno shock anafilattico? Per finire: come prevenire?

Come comportarsi in caso di puntura di ape, vespa, calabrone o bombo

L'ape (e solo l'ape) perde il pungiglione dopo avere punto.

Come prima cosa, estrarlo dalla zona colpita (se presente) aiutandosi con delle pinzette; già in questo modo si riconosce la puntura di ape da qualsiasi altro insetto. Poi:

  • applicare ghiaccio;
  • per lenire il dolore, è possibile somministrare del paracetamolo;
  • tenere il bambino sotto controllo per circa 2 ore, il tempo necessario per verificare che non avvengano reazioni di ipersensibilità, una sorta di reazione allergica al veleno dell'insetto.

Cosa fare in caso di shock anafilattico

La puntura di un'ape, una vespa, un calabrone e un bombo possono determinare due differenti tipi di reazioni su un bimbo:

  1. prurito, arrossamento e gonfiore della parte colpita a causa delle sostanze irritanti contenute nel pungiglione (da trattare con ghiaccio e/o paracetamolo);
  2. macchie rosse NON nella zona dove è stato punto il piccolo o difficoltà respiratoria e shock anafilattico. Queste reazioni si verificano la seconda volta che il bambino è stato punto e non si manifestano nella zona in cui il piccolo è stato colpito, ma, proprio come una reazione allergica, compaiono altrove sotto forma di chiazze rosse. Nelle forme più gravi possono portare a difficoltà respiratoria e shock anafilattico. Sono reazioni molto impegnative per l'organismo e sono dovute a ipersensibilità, una sorta di reazione allergica nei confronti di alcuni componenti del veleno dell'insetto.

Che cosa è lo shock anafilattico

Lo shock anafilattico è un evento improvviso, una reazione infiammatoria “fulminante” che si può verificare nelle persone allergiche quando entrano in contatto con una sostanza estranea.

Le cellule immunitarie rilasciano istamina, sostanza che provoca la dilatazione dei vasi sanguigni e fa precipitare la pressione arteriosa.

Questo determina shock, abbinato spesso a ostruzione delle vie respiratorie.

I segnali dello shock anafilattico

I primi segnali sono formicolio e senso di calore alla testa e alle estremità.

In seguito compaiono in sequenza:

  • orticaria
  • angioderma (rapido gonfiarsi di pelle, mucose e tessuti)
  • rinite
  • difficoltà respiratoria
  • prurito al lingua e palato
  • alterazione della voce
  • asma
  • vomito
  • diarrea
  • ipotensione (pressione bassa)
  • tachicardia e aritmia
  • la pressione arteriosa si abbassa, il respiro si fa difficile

Come comportarsi in caso di shock anafilattico?

E' importante l'intervento immediato. Chiamare immediatamente il 118 senza lasciare solo il bambino. Facilitate intanto la circolazione sanguigna: slacciate i vestiti, tranquillizzate il bimbo e mettetelo in posizione antishock, sdraiato con le gambe più in alto rispetto al corpo.

L'adrenalina è il farmaco salvavita in caso di shock anafilattico e i genitori di bimbi allergici a rischio dovrebbero averne una fiala sempre con sé. Dopo essere stati istruiti sul suo utilizzo, non devono esitare a praticare l'iniezione ai primi sintomi di shock anafilattico. E' necessario comunque in ogni caso rivolgersi al più presto al medico.

(Fonte: Puericultura – Il bambino da 0 a 6 anni – Garzanti; Il pediatra nel cassetto – Dalla nascita all'adolescenza: istruzioni per l'uso – Giunti Demetra)

Come prevenire le punture di api e vespe

Che cosa si può fare per prevenire la puntura di un insetto? Ecco quattro precauzioni che si possono adottare o che si possono insegnare al proprio bimbo per rendere minimo il rischio di puntura di insetto tratte dal sito del servizio sanitario nazionale britannico.

  1. muoversi lentamente e non andare in panico quando si incontrano vespe e api. Non agitare le braccia e non cercare di scacciarle con le mani.
  2. evitare prodotti (shampoo e sapone) troppo profumati. Gli insetti ne sono attratti.
  3. non avvicinarsi e non disturbare gli alveari: le vespe costruiscono il proprio nido spesso sotto ai tetti, balconi e alberi. Far rimuovere gli alveare presenti in casa o in giardino.
  4. attenzione ai picnic all'aria aperta. Meglio coprire bevande zuccherate e cibo (soprattutto dolce) per non attirare vespe e api.

Aggiornato il 23.07.2020

Источник: https://www.nostrofiglio.it/bambino/salute/bambini-e-punture-di-api-e-vespe-che-cosa-fare

Rimedi contro punture di insetti

Consigli degli esperti contro i rischi legati alle punture degli insetti

Con la bella stagione arriva il caldo ma arrivano anche gli insetti: ecco come difendere i nostri bambini

E’ una delle insidie dell’estate: punture d’insetto che arrossano la pelle e prudono. Ma tranne in rarissimi casi non bisogna preoccuparsi: bastano, infatti, pochi accorgimenti per risolvere il problema. Quali sono i più efficaci rimedi contro le punture di insetti?

Api, vespe, zanzare e altri insetti diventano in genere più aggressivi durante il periodo estivo, e solitamente colpiscono maggiormente le zone del corpo più esposte e scoperte, come braccia, gambe e mani.

Spesso si trovano nei pressi di pozze d’acqua, ruscelli, fiumi e molte volte ronzano attorno ai cibi, soprattutto le vespe. Attaccano quando si sentono minacciati e in pericolo, ma anche per sopravvivere, succhiando il sangue delle persone.

Vediamo nel dettaglio gli insetti nei quali possono imbattersi i nostri bambini e quali sono i rimedi naturali e non solo per le punture.

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Punture di insetto, meduse, ricci di mare, vipere: d'estate i pericoli sono in agguato. Ecco come rimediare

Calabrone killer

Ogni anno c'è un nuovo insetto a disturbare le vacanze. Dalla Francia è arrivato un calabrone definito killer, avvistato in Piemonte e Liguria.

In generale in caso di puntura da calabrone bisogna applicare sulla zona del ghiaccio. Grazie al gelo la parte dove c'è la puntura si sgonfia e il dolore dovrebbe diminuire.

Zanzara

La zanzara comune, Culex pipiens, è un piccolo insetto munito di apparato boccale succhiatore e pungente. Sono solo le femmine a pungere l'uomo, nutrendosi del suo sangue, in assenza del quale le larve non possono maturare. La più pericolosa tra le zanzare è la zanzara tigre, più piccola delle altre.

È di colore scuro, con fasce bianche sulle zampe e una linea bianca sul dorso. Vola basso, a pochi centimetri dal suolo e punge soprattutto alle gambe e alle caviglie. Più aggressiva delle altre zanzare punge prevalentemente di giorno. La sua puntura provoca vistose bolle e pruriti particolarmente fastidiosi nei soggetti più sensibili.

In corrispondenza della puntura la pelle presenta un pomfo (chiazza sollevata) rosso e pruriginoso, più o meno grande, a seconda della reattività del bambino. Se la puntura è vicina all'occhio, la palpebra può gonfiarsi notevolmente e il gonfiore può durare anche per 2 giorni.

Al centro del pomfo è presente un punto sporgente, che causa un forte prurito.

Per alleviare il prurito si può premere sulla puntura con qualcosa di piccolo (un'unghia, il cappuccio di una penna, ad esempio), per una decina di secondi.

E’ importante raccomandare al bambino di non grattarsi, per non correre il rischio di aumentare il prurito e di infettare la lesione. Se esce sangue, bisogna lavare e disinfettare.

Se il prurito è intenso e il pomfo è esteso si può applicare una crema cortisonica.

Ape

E’ un insetto tozzo di colore bruno rossastro, con striature nere e giallognole. Il corpo è lungo circa 20 millimetri e le zampe sono ricoperte di ciuffi di peli, grazie ai quali le api raccolgono il polline dai fiori.

Questi insetti hanno un pungiglione seghettato, collegato ad una ghiandola che contiene veleno: quando pungono, lasciano il pungiglione all’interno della vittima e con esso anche il veleno e gli ultimi segmenti dell’addome e parte dei visceri.

Infatti dopo la puntura, solitamente l'insetto muore.

I classici sintomi della puntura di ape sono: bruciore, prurito, rossore e gonfiore. Il pungiglione rimane incastrato e attorno ad esso si produce una vescichetta contenente il veleno. In bambini sensibili possono comparire allergia, vertigini, gonfiore diffuso, e perfino shock anafilattico.

La prima cosa da fare è togliere il pungiglione, facendo attenzione a non rompere la vescichetta, per non far fuoriuscire altro veleno. L’ideale è servirsi di una lama smussata che lo faccia saltare. L’uso di una pinzetta, invece, può provocare la rottura della vescica contenente il veleno, che verrebbe, in questo modo, ulteriormente iniettato.

Solo se non è possibile recuperare una lama smussata è possibile ricorrere all’uso delle mani, rigorosamente lavate. In questo caso bisogna procedere usando due dita, come quando si schiaccia un foruncolo, premendo leggermente intorno alla vescichetta e non al pungiglione.

Una volta tolto il pungiglione si procede con impacchi di acqua fredda e con l’applicazione di creme a base di cortisone.

Vespa

Le vespe sono piuttosto snelle, agili, dalla livrea a fasce gialle e nere. Attaccano solo quando si sentono in pericolo, iniettando il veleno.

Il pungiglione delle vespe è lungo, liscio e dritto, in grado di colpire più volte di seguito senza rimanere incastrato nella vittima. Può anche succedere che questi insetti attacchino in sciame.

La reazione alle punture varia a seconda della quantità di veleno iniettata e dalla sensibilità della persona colpita. In genere compaiono rossore, prurito ed edema nella zona colpita.

L’aggressione di uno sciame di vespe può impressionare ma non è pericolosa, a meno che il bambino non sia allergico: in questo caso, una sola puntura provoca shock anafilattico.

In caso di molteplici punture (causate da sciami di insetti) bisogna immergere le zone colpite in un bagno fresco in cui sia stato disciolto del bicarbonato di sodio (un cucchiaio da minestra per ogni litro d’acqua).

Intervenire è semplice: basta pulire bene la zona con acqua e sapone e disinfettare. Contro il dolore sono ottimi gli impacchi di acqua fredda e l’applicazione di una crema antistaminica o cortisonica. Se il gonfiore tende ad estendersi da altre zone, è necessario rivolgersi al pronto soccorso.

Calabrone

E’ un insetto di grosse dimensioni, ha disegni nero-giallo- rossi sul corpo. Le punture del calabrone non sono più velenose di quelle delle api o delle vespe, ma solo più dolorose.

 Si forma immediatamente una chiazza gonfia, rossa e dolente. Il dolore in genere scompare entro due ore, mentre il gonfiore può aumentare ancora per 24 ore.

Al centro, può essere visibile un punto nero, (segno che nella pelle è rimasto il pungiglione e che si trattava di un'ape).

Se le punture sono numerose, si possono avere sintomi generali, come vomito, diarrea, mal di testa e febbre: si tratta di sintomi dovuti alla grande quantità di veleno iniettato, non ad allergia.

Punture localizzate alla lingua e alla bocca in genere possono provocare problemi di respirazione. In bambini ipersensibili, si possono avere sintomi di allergia, fino allo shock anafilattico.

Bisogna disinfettare la cute e togliere il pungiglione sollevandolo o smuovendolo con un ago sterile. Se non ci sono aghi o lame smussate a disposizione si possono utilizzare le mani, come nel caso delle api.

E’ bene poi fare scorrere acqua fredda sopra e attorno alla puntura per alleviare il dolore e ostacolare i fenomeni infiammatori, oppure applicare del ghiaccio. Una pomata antistaminica può calmare il prurito.

Tafano

E’ una grossa mosca di colore generalmente grigio o bruno, spesso con macchie grigie o scure anche sulle ali. Solo la femmina può pungere.

La puntura di tafano provoca bruciore, prurito, arrossamento e gonfiore.

In genere, tra le “vittime” preferite di quest’insetto ci sono bovini ed equini: il rischio è che dopo aver punto questi animali, punga anche i bambini, trasmettendo loro malattie infettive.

E’ facile che la puntura di tafano si infetti, dando luogo alla formazione di pus.

Dopo la puntura di un tafano, è importante lavare accuratamente con acqua e sapone il punto in cui l’aculeo è penetrato nella pelle. E’ bene poi disinfettare la parte lesa, passando un batuffolo di cotone imbevuto d’alcol o betadine, bialcol.

Per contrastare il dolore e il gonfiore invece è sufficiente premere con delicatezza un cubetto di ghiaccio sulla zona. Se dolore e gonfiore non passano si può applicare sulla parte interessata una pomata antistaminica.

Se l’infiammazione è piuttosto intensa, è meglio rivolgersi al medico, perché potrebbe essersi sviluppata un’infezione

Consigli utili

  • Fare in modo che il bambino non gratti, né sprema né incida la sede della puntura
  • Non somministrare farmaci per bocca se non su indicazione del medico
  • Spiegare al piccolo che se viene circondato da uno sciame deve allontanarsi molto lentamente e non tentare di scacciare gli insetti in quanto i movimenti bruschi li eccitano, rendendoli più aggressivi.
  • Nelle situazioni che possono essere a rischio (zone tropicali, paludose, eccetera) far indossare ai bambini maniche e pantaloni lunghi (comunque non farli camminare mai a piedi scalzi).
  • Le sostanze repellenti da applicare sul corpo o sui vestiti sono efficaci contro tafani e zanzare, ma non sembrano funzionare verso gli imenotteri (calabroni, api, vespe).
  • Evitare di spruzzare sul piccolo profumi e creme solari, e di vestirlo con i colori accesi o blu o neri che attraggono gli insetti (vanno bene il colore bianco o kaki).
  • Cercare di non fare praticare ai piccoli sport all’aperto (sia il sudore che l’anidride carbonica emessa con il respiro li attraggono).
  • Spiegare al bambino che non deve mai lanciare oggetti contro un alveare o tentare di farlo cadere.
  • Tenere il piccolo lontano da fiori, frutti maturi, alberi, cespugli e cataste di legna che possono attrarre gli insetti.
  • Evitare di mangiare o bere all'aperto (in particolare non lasciare bibite da lattina aperte).
  • Tenere chiuse le finestre di casa, i finestrini dell'auto e i contenitori dei rifiuti.
  • Individuare l'eventuale presenza di nidi di insetti in casa o in giardino e farli rimuovere al più presto.
  • Sistemare delle zanzariere alla finestra della camera del piccolo o alla culla.
  • Non lasciare i sottovasi del balcone pieni d’acqua dopo aver innaffiato i fiori.

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Источник: https://www.pianetamamma.it/il-bambino/insetti-i-rimedi-contro-le-varie-punture.html

Cosa fare in caso di puntura di vespa

Consigli degli esperti contro i rischi legati alle punture degli insetti

La puntura di vespa è in grado di provocare reazioni cutanee molto fastidiose in quanto l’ingresso del pungiglione nella cute causa localmente un fenomeno infiammatorio doloroso.

Gli effetti della puntura, però, possono essere anche gravi nelle persone precedentemente sensibilizzate, in quanto si può verificare una reazione allergica locale (eritema, edema esteso e dolore intenso) o sistemica (orticaria, vertigini e difficoltà respiratorie).

Come riconoscere una vespa

La vespa è un insetto particolarmente aggressivo e può pungere molteplici volte di seguito la propria vittima in quanto, a differenza delle api, il pungiglione non rimane incastrato nella cute.

Anatomicamente è possibile riconoscere la vespa in quanto possiede un corpo ricoperto di strisce gialle e nere e possiede un pungiglione lungo, liscio e dritto, il quale comunica con un sacco velenifero.

A differenza delle api, il corpo della vespa è meno peloso e più longilineo, in quanto l’addome è distinto dal torace grazie alla presenza di un sottile peduncolo.

Un altro imenottero da cui si distingue è il calabrone, in quanto la vespa è più piccola.

Sintomi della puntura di vespa

Il veleno della vespa contiene sostanze tossiche e componenti ad attività allergenica come fosfolipasi, ialuronidasi e l’antigene 5.

Mentre gli allergeni solitamente agiscono entro pochi minuti, causando reazioni importanti solamente nei soggetti predisposti, le sostanze tossiche sono responsabili di un effetto vasodilatatore che si manifesta, dopo una puntura, con reazioni cutanee locali (pomfo in rilievo, rosso e pruriginoso, associato a dolore o bruciore nella zona lesa).

Le manifestazioni che derivano dallapuntura di una vespadipendono dalla dose di veleno inoculato dall’insetto e dall’entità della precedente sensibilizzazione.

Normalmente, dopo una puntura la persona avverte un dolore immediato e si manifestano arrossamento, gonfiore, bruciore intenso e prurito. Questi sintomi coinvolgono esclusivamente l’area attorno al punto di inoculazione del pungiglione, estendendosi al massimo per pochi centimetri.

Di norma questi sintomi sono autolimitanti e la regione dove è stata inflitta la puntura da parte della vespa rimane dolorante e pruriginosa per alcuni giorni, per poi progressivamente tornare alla normalità.

In alcuni soggetti suscettibili, però, la manifestazione non rimane a livello locale, ma può comportare un’estesa reazione infiammatoria cutanea, la quale si presenta tipicamente con edema di oltre 10 cm di diametro, dolore, arrossamento, prurito e bruciore che tendono ad aggravarsi gradualmente nei primi tre giorni.

Altre volte può manifestarsi, entro pochi minuti, una reazione generalizzata, la quale comprende segni e sintomi, quali:

  • Eruzione cutanea con prurito, pomfi e rossore su un’area più vasta del corpo
  • Edema delle labbra e delle palpebre
  • Nausea, vomito e difficoltà alla deglutizione
  • Febbricola
  • Palpitazioni
  • Astenia

Nei casi in cui l’edema coinvolga la lingua o la faringe, tale avvenimento può rendere difficoltoso il passaggio dell’aria, limitando in questo modo la respirazione.

Ulteriore manifestazione è l’edema della glottide, la quale può comportare una severa ostruzione delle vie respiratorie; in questo caso la persona può presentare difficoltà a parlare, incapacità di prendere fiato, raucedine, tosse, dolore al petto e senso di soffocamento.

Infine, nei casi più severi, dopo unapuntura di vespa può presentarsi uno shock anafilattico, che si caratterizza da una marcata e persistente ipotensione (con conseguente ipoperfusione), la quale può condurre rapidamente alla perdita di coscienza sino ad arrivare all’arresto cardiocircolatorio.

È importante sottolineare come, in caso di punture multiple ravvicinate, anche nei soggetti non allergici si possano manifestare reazioni generalizzate; in questo caso l’accumulo di veleno può provocare gravi sintomi anche a distanza di 24-48 ore.

La reazione tossica da punture multiple si manifesta con nausea, vomito, vertigini, convulsioni, febbre e perdita di conoscenza. Questa condizione rappresenta un’emergenza in quanto può evolvere rapidamente in un’intossicazione da veleno con conseguenti danni al tessuto muscolare (rabdomiolisi), problemi cardiaci ed insufficienza renale.

Come si tratta una puntura di vespa

Se la puntura di vespa non provoca sintomi troppo intensi, per limitare i disagi si possono eseguire degli impacchi di acqua fredda ed applicare (dietro consiglio medico) una crema antistaminica o cortisonica.

Quando si manifesta una reazione più severa e generalizzata, invece, è necessario richiedere un intervento medico urgente recandosi al Pronto soccorso o attivando il 118 (il 112 laddove presente).

In questi casi il trattamento di emergenza per le reazioni allergiche prevede la somministrazione di antistaminici e di cortisone per via endovenosa, al fine di ridurre la reazione infiammatoria e mantenere pervie le vie aeree.

Allo stesso scopo può essere somministrato ossigeno per contribuire a compensare la respirazione limitata, oltre a farmaci beta-agonisti (come ad esempio il salbutamolo), utilizzati per alleviare la dispnea.

Quando il soggetto sa di essere allergico al veleno della vespa, occorre che porti sempre con sé un preparato monouso auto-iniettabile a base di adrenalina.

Se la manifestazione dolorosa persiste, su indicazione medica è possibile assumere antidolorifici o anti-infiammatori; se l’edema locale è grave può essere prescritto un breve ciclo di corticosteroidi orali da assumere per 3-5 giorni.

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Источник: https://www.nurse24.it/dossier/salute/puntura-vespa-cosa-fare.html

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