Come valutare un asilo nido. Le domande da fare

Nido e scuola dell’infanzia: come fare la scelta giusta

Come valutare un asilo nido. Le domande da fare

Nel mio lavoro di consulenza pedagogica, una domanda ricorrente dei genitori riguarda la scelta della struttura per l’infanzia da far frequentare ai propri bambini. «Dottoressa, dove lo iscrivo? Mi dà un consiglio per un asilo “buono”?».

Avere un po’ di preoccupazione a riguardo è del tutto comprensibile: si tratta pur sempre di affidare il proprio figlio a “estranei”, in un ambiente che non è “casa”. Ciò fa sorgere diversi interrogativi su quale sia la soluzione giusta, nella ricerca, propria di ogni genitore, di voler offrire il meglio al bambino. 

Il primo distacco dai genitori

L’iscrizione al nido o alla scuola dell’infanzia è spesso anche la prima esperienza di distacco prolungato del bambino dai genitori e… viceversa! Un passaggio di crescita importante e denso di emozioni per tutta la famiglia.

L’ambientamento positivo del bambino al nuovo contesto è strettamente legato alla serenità trasmessa dai genitori rispetto a quell’esperienza.

Serenità che certamente proviene dalla fiducia verso il personale e le attività della struttura che si è scelta per il proprio bambino. 

Come fare quindi a compiere una scelta serena e consapevole? Cominciamo col dire che non esiste una sola risposta a questa domanda né una regola valida per tutti. Ogni bambino e ogni famiglia hanno caratteristiche e bisogni unici e diversi, così come un’organizzazione del quotidiano, un ambiente e uno stile di vita che influenzano questo tipo di decisione. 

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Attenzione alle mode

Un papà racconta: «Ho deciso di iscrivere mio figlio alla scuola xy dei miei sogni, è la più in voga del momento in città e tutti ne parlano bene. Credo molto nell’educazione all’autonomia del bambino e, conoscendo mio figlio, penso sia proprio l’ambiente giusto per lui.

Ogni mattina, però, raggiungere la scuola è un’impresa titanica: devo svegliare il piccolo all’alba, lavarlo e infilargli i vestiti di gran corsa come fosse un manichino, fargli trangugiare la colazione in macchina nell’ora trascorsa in mezzo al traffico e catapultarlo come un missile all’ingresso (tentando disperatamente di arrivare in orario al lavoro).

Risultato? Urla, litigi, capricci… e mio figlio autonomo non lo è diventato per niente! Ma questa scuola funziona?!».

La frequenza al nido o alla scuola dell’infanzia non dovrebbe certo essere una fonte di stress familiare, bensì una grande opportunità di crescita per il bambino e, di conseguenza, per tutta la famiglia.

Questo avviene quanto più la proposta educativa del servizio si coniuga in maniera armoniosa con l’educazione e lo stile di vita familiare.

Probabilmente, nel caso riportato, scegliere una struttura più vicina a casa avrebbe consentito di rispettare maggiormente i bisogni del bambino, vivere l’esperienza con serenità e poter investire in modo più efficace anche sull’aspetto dell’autonomia che il papà aveva tanto a cuore: concedere al piccolo un tempo “lento” mattutino, godere dello stare insieme chiacchierando, dargli la possibilità di sperimentare l’autonomia nei gesti quotidiani del vestirsi o lavarsi.

Morale della favola? Attenzione alle mode: ciò che va bene per un bambino e una famiglia non è detto che vada bene per tutti.

Orientarsi tra varie possibilità

Abbiamo detto che non esiste una sola risposta “giusta” al quesito iniziale; esistono però delle domande che possono essere utili al genitore per scegliere tra le varie possibilità.

Il consiglio è di provare a interpretare il punto di vista del proprio bambino e chiedersi: «Di cosa ha veramente bisogno per crescere e star bene? Cosa gli servirebbe per sentirsi accolto, sereno, a proprio agio? Che tipo di esperienze potrà fare in quel servizio per l’infanzia?». 

Mi torna in mente a questo proposito la storia di una coppia di genitori che, all’inizio dell’anno scolastico, aveva “vagato” tra varie scuole dell’infanzia sul territorio per scegliere dove iscrivere la figlia.

La scelta finale era ricaduta su una struttura in cui «c’erano i banchetti e i libri e si studiava come nella scuola dei grandi.

Nelle altre dove eravamo andati, invece, i bambini non facevano niente, giocavano e basta!».

Dopo alcuni mesi di frequenza, papà e mamma, osservando alcune manifestazioni di disagio nella bambina, avevano ripensato alla propria scelta.

Insieme, allora, ci siamo chiesti se e quanto quel tipo di proposta educativa e didattica fosse adeguata alla fase di sviluppo della bambina e ai suoi bisogni di crescita.

E abbiamo riflettuto sulla complessità e il valore che aveva invece il gioco, in quel momento della vita. 

Mettersi nei panni del bambino e capire cosa è importante per la sua crescita diviene dunque una lente che aiuta lo sguardo del genitore a orientarsi tra le diverse tipologie di strutture per l’infanzia presenti nel proprio territorio. 

Gli aspetti da valutare nella scelta

Ogni bambino e ogni famiglia hanno diritto di poter usufruire di un servizio educativo per l’infanzia di qualità. Sappiamo però che, nel nostro paese, ciò non è ancora realizzato: l’offerta sul territorio italiano, nel settore pubblico e privato, è molto variegata, con importanti differenze e, purtroppo, “discriminazioni” territoriali. 

In linea generale, accanto al sistema statale, adesso regolamentato dal decreto legislativo 65/2017 (“Sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni”), esistono altri servizi, strutture ed esperienze educative, private o a diversa gestione. 

Nidi, micronidi, servizi domiciliari, scuole dell’infanzia e scuole nel bosco, spazi gioco e tanto altro… come orientarsi allora?

Il primo passo è sicuramente informarsi sulle opportunità presenti nel proprio territorio. Fatto ciò, tenendo presente le caratteristiche del nostro bambino e della famiglia, si può valutare se nella struttura presa in considerazione:

  • ci sono spazi sia interni che esterni, a contatto con la natura, predisposti secondo l’età e le esigenze dei bambini, con locali accoglienti
  • gli arredi sono funzionali, sicuri e favoriscono il movimento e l’autonomia dei bambini
  • i materiali e i giochi facilitano l’esplorazione e la creatività
  • vi è un chiaro orientamento pedagogico di riferimento condiviso dai genitori
  • l’organizzazione delle attività della giornata rispetta i tempi del bambino
  • il personale è qualificato, presente in numero adeguato (con un buon rapporto educatori/bambini) e investe nella relazione affettiva (spesso la chiave di una buona scuola si trova nel sorriso della maestra!)
  • nella programmazione educativa viene rispettata la personale identità e originalità di ogni bambino
  • i genitori vengono coinvolti nella proposta e nelle attività del servizio

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Bibliografia:

Источник: https://www.uppa.it/educazione/scuola/nido-e-scuola-dellinfanzia/

Open day al nido! Cosa differenzia gli asili? Ecco la guida di Che Scuola?!

Come valutare un asilo nido. Le domande da fare

open day

I giorni di open day al nido sono per alcuni genitori l’unica occasione per entrare in un asilo, per parlare con i dirigenti scolastici, conoscere gli educatori e osservare gli spazi.

Sono soprattutto le scuole pubbliche che, per difficoltà organizzative, spesso non permettono ai genitori sopralluoghi o interviste lasciando all’appuntamento collettivo dell’open-day l’occasione imperdibile per poter capire l’essenza del servizio educativo.

La scuola in questa occasione cerca di descriversi al meglio in circa 2/3 ore.

Vorremmo aiutare i genitori, i cui bambini per la prima volta entrano al nido, elencando alcune possibili domande da porre agli insegnanti.

Tante sono le differenze tra un servizio educativo e un altro: sia a livello pratico/organizzativo che di metodo educativo.

Le risposte alle seguenti domande potrebbero, pertanto, fare la differenza al momento della scelta e, porre agli insegnanti quelle che sentite come le più importanti per voi, vi permetterà di sfruttare al meglio l’open day.

L’obiettivo della guida è anche una quello di favorire la trasparenza e una buona comunicazione tra la scuola e la famiglia: base per una sana alleanza educativa.   

Chiedete se prima dell’inserimento ci sarà una riunione per i genitori iscritti e, in tal caso, alcune domande potranno essere posticipate.

Linea pedagogica al nido

  • Come sono suddivisi i gruppi di bambini in età? Le classi sono omogenee o eterogenee?  (Se eterogenee: ci sono dei momenti in cui bambini di età diversa sono insieme  e come  interagiscono?)
  • Che linea adottate se un bimbo picchia o morde un altro bambino?
  • Che linea adottate se il bambino non ascolta o non rispetta le regole?
  • E’ possibile avere il progetto educativo degli anni precedenti da poter leggere in famiglia? (Il progetto educativo descrive la giornata tipo del nido, riassumendo le attività svolte e gli obiettivi di ciascuna di esse) 
  • Quanto tempo è dedicato alle attività programmate/strutturate e quanto al gioco libero? 
  • Durante l’anno i genitori vengono coinvolti nella scelta delle attività?
  • Che tipi di attività vengono svolte? (manuali, musicali, linguistiche), da chi vengono svolte (personale interno o esterno, le cambiate ogni anno?)
  • Dove vengono svolte le attività? all’ interno della scuola o sono esterne? Sono attività extra a pagamento? È possibile non partecipare ad alcune attività?
  • Gestione della nanna: i bambini vengono svegliati dopo un tempo ben stabilito o si tende a lasciare scegliere al bambino? Il genitore può scegliere se farlo dormire oltre il tempo o svegliarlo prima?
  • Proponete gite esterne durante l’anno? Dove vengono portati e da chi sono accompagnati?
  • Come organizzate lo spannolinamento?
  • Capita che i bimbi guardino la tv? Con che frequenza settimanale/mensile?

Organizzazione al nido

  • La mensa è all’ interno della scuola o viene fornita da un’azienda esterna? Il cibo è biologico? E’ possibile avere una dieta personalizzata in caso di allergia?
  • Che tipo di merenda viene somministrata? Cracker e biscotti per gli spuntini? Oppure frutta e semi?
  • Ci sono riti particolari per il pranzo o la merenda?
  • I bambini bevono durante la giornata? Cosa e quando?
  • C’è la possibilità di portare il latte materno?
  • Che strategia viene usata per la somministrazione del cibo e delle bevande? Se il bambino si rifiuta di mangiare qualcosa cosa fate?
  • Quali sono i tempi delle pappe e delle nanne? (se porterete i bambini tra qualche tempo cominciate da subito a sincronizzarvi con le tempistiche del nido perchè queste siano in seguito più naturali per lui)
  • Il bambino ha un suo spazio/armadietto? Quale è il materiale da portare? (questo aspetto non è indifferente, spesso un po’ stressante reperire tutto il necessario pochi giorni prima dell’inizio della scuola, pensarci per tempo vi aiuterà)
  • Il bimbo può portare un suo orsacchiotto o oggetto personale?
  • Durante l’anno sarà necessario portare del materiale extra per le attività da svolgere?
  • Nella retta sono compresi i pannolini e il riscaldamento?
  • Gli orari di ingresso/uscita quanto sono vincolanti? (Cerca di valutare da subito l’elasticità sugli orari soprattutto se avete più bambini da gestire, questo aspetto avrà spesso un grande impatto nell’ organizzazione quotidiana se entrambi i genitori lavorano e i tempi sono stretti. Se avete i secondi contati meglio optare per un nido con orari elastici o comunque con un intervallo di tempo di almeno 20 minuti per il ritiro del bambino).
  • Durante l’anno è possibile cambiare il tempo scuola? Da part-time a full-time e viceversa?
  • Sono presenti telecamere per la sicurezza dei bambini? Come sono gestite?
  • E’ possibile conoscere il calendario delle vacanze? (Cominciare a capire da subito come organizzare il bambino durante le vacanze è importante per essere preparati alla sua gestione con un opportuno supporto familiare o una babysitter a tempo pieno)
  • Per i genitori vengono organizzate riunioni collettive o colloqui personali?
  • Si può lasciare il passeggino in struttura? Le bici e i monopattini dei bimbi?
  • Come avviene l’inserimento? Tempi e modalità dipendono dal bambino o sono generali? (questa domanda è molto importante perché in alcuni nidi, soprattutto in quelli pubblici, il bambino potrebbe cominciare il tempo pieno anche dopo tre settimane dall’inizio dell’inserimento (un’ora con la mamma primi giorni, poi due ore con la mamma, per seguire un’ora senza mamma etc… ). Inoltre, non tutti i bambini cominciano l’inserimento con l’inizio della scuola ma vengono suddivisi in gruppi. Il risultato è che la scuola potrebbe cominciare il 10 settembre e il vostro bambino frequenterà il nido a tempo pieno solo verso il 15 ottobre)

Altri possibili domande potrebbero venirvi in mente leggendo i documenti informativi dei nidi della città di Torino o di altri asili.

Per facilitare l’incontro tra famiglie e asili nido è stata dedicata una pagina del sito ai prossimi  open day:

la pagina verrà aggiornata nel tempo in base alle segnalazioni degli stessi nidi di infanzia, quindi tenetela da parte e controllate costantemente se ci sono novità di vostro interesse.

Источник: https://www.che-scuola.it/guida-allopen-day-del-nido/

Agire educativo al Nido – Domande – 24

Come valutare un asilo nido. Le domande da fare

In questa pagina presentatiamo una serie di 10 domande sull'agire educativo, selezionate tra quelle più frequentemente chieste nelle selezioni e nei concorsi per educatore di asilo nido. Nb: per passare alle 10 domande successive, clicca sul link alla fine dell’articolo.

Tempo da impiegare: max 8 minuti.

Agire educativo in concorsi e selezioni per educatore asilo nido

Quiz, test e domande sull'agire educativo sono la base dei concorsi e selezioni per educatore di asilo nido.

Ecco perché conseguire un buon punteggio nella valutazione delle conoscenze e competenze già possedute dal candidato sull'agire educativo è indispensabile sia nella prova scritta sia in quella orale.

Ciò ci ha convinto a proporre alle future educatrici di asilo nido una serie di domande specifiche sull'agire educativo. Le domande che seguono sono quasi tutte raccolte da vari concorsi e selezioni per educatore di asilo nido dal 1995 ad oggi; le rimanenti sono state da noi sviluppate.

Per un elenco di sinonimi dei termini abitualmente usati in ambito di asilo nido e per definizioni di concetti particolari, vedi Termini per asilo nido.

Domande sull'agire educativo

Le seguenti domande possono essere usate sia come quiz a risposta multipla, sia come quesito aperto: basta non cliccarci sopra e non si vedono le possibili risposte!  

Che vive in un ambiente familiare culturalmente povero Che è probabile che si trovi in uno stadio di regressione dello sviluppo Che sta apprendendo le regole grammaticali sebbene non riconosca ancora le eccezioni  Che sta apprendendo le regole grammaticali sebbene non riconosca ancora le eccezioni 
È sicuramente un segnale patologico È un comportamento che a quest'età rientra in una fase di crescita e di scoperta dell'altro In quel momento il bambino aveva fame  È un comportamento che a quest'età rientra in una fase di crescita e di scoperta dell'altro 
Deve avere un atteggiamento accondiscendente A volte deve negare la verità sul bambino Non deve mai avere un atteggiamento giudicante  Non deve mai avere un atteggiamento giudicante 
non gli fa assaggiare la carne, poi consulta i genitori, esprimendo loro il desiderio manifestato dal bambino 
Ripetere le frasi e i termini in forma corretta Ripetere le frasi e i termini in forma corretta e far ripetere al bambino il termine corretto fintantoché non lo assimila nel suo vocabolario Ridere simpaticamente di fronte all’errore del bambino dicendogli che ha sbagliato nell’esprimersi, e poi ripetere le frasi e i termini in forma corretta  ripetere le frasi e i termini in forma corretta 
 Solo la funzione di sostegno nei riguardi dei bambini più impacciati  Una funzione di osservatore che documenta ciò che i bambini fanno  Una funzione stimolante   Verbalizzare una qualche scusa per giustificare l’assenza della mamma  Spiegare che la mamma è al lavoro e tornerà a riprenderlo dopo il momento della nanna  Fingere di non aver sentito e cercare di distrarlo con un un giocattolo o con un’attività per lui molto interessante  spiegare che la mamma è al lavoro e tornerà a riprenderlo dopo il momento della nanna 
Spiegare che all’asilo nido questo gioco non si può fare e che ci sono tante altre attività molto interessanti e divertenti da fare in compagnia Accogliere la richiesta del bambino se anche altri bambini manifestano lo stesso interesse Consultare i genitori e solo con il loro consenso proporre questo tipo di gioco  spiegare che all’asilo nido questo gioco non si può fare e che ci sono tante altre attività molto interessanti e divertenti da fare in compagnia 
Dalla collaborazione dei genitori o comunque dei familiari dei bambini Dalla suddivisione programmata del tempo, dello spazio e dei materiali Dalla capacità di improvvisazione dell’educatrice  Dalla suddivisione programmata del tempo, dello spazio e dei materiali 
Dovrà dedicare un tempo magari breve ma “tutto per lui” proprio in quel momento Potrà fare a meno di prestare attenzione, dedicandosi ai bambini più problematici, dato che quel bambino riuscirà comunque a consolarsi, magari con un gioco Dovrà dimostrare di essere molto orgoglioso di lui, trascorrendo in sua compagnia un tempo abbastanza lungo  dovrà dedicare un tempo magari breve ma “tutto per lui” proprio in quel momento 

Se ritieni che una risposta sia errata o incompleta, per favore lascia un messaggio nel forum o un commento sulla pagina di Progetto Asilo Nido su . Grazie!

Come usare le domande sull'agire educativo

Abbiamo pensato queste domande sull'agire educativo come aiuto nella preparazione a un concorso o ad una selezione per educatore di asilo nido.
Come per tutte le domande, anche quelle di Progetto Asilo Nido ti sembreranno banali se conosci bene il tema. Quindi, se:

  • Impieghi più di 30-45 secondi per leggere e rispondere ad una domanda
  • La domanda ti sembra “difficile” da capire per termini usati e distinzioni proposte

Allora ti consigliamo di rivedere gli argomenti relativi all'agire educativo dell'educatrice di asilo nido prima di proseguire oltre nel tuo studio, ad esempio leggendo gli articoli presentati nella categoria Agire educativo e negli articoli collegati, come ad esempio Individualizzazione di azioni educative al Nido – Buone pratiche.
In bocca al lupo, futura collega educatrice di asilo nido!

Источник: https://www.progettoasilonido.org/preparazione-concorso/40-domande-su-agire-educativo/299-agire-educativo-al-nido-domande-24

Come scegliere il giusto asilo nido? 5 punti fondamentali da considerare

Come valutare un asilo nido. Le domande da fare

Oppure è cercato e ponderato.

È un momento comunque sia da non sottovalutare e comprenderne la dinamica può aiutare ad accettare e superare le eventuali difficoltà emotive e non.

Una volta affrontato l’ aspetto morale ed emotivo del distacco per il rientro a lavoro, nel rispetto dei tempi di madre e bambino si possono valutare i vari aspetti pratici legati alla custodia del bambino.

Se non saranno nonni o baby sitter ad occuparsi di lui ci si potrà affidare nei primi 3 anni di vita ai nidi.

Con che criteri scegliere il nido? Esaminiamo alcuni punti su cui discutere:

1- Di certo la premessa fondamentale e la base su cui poggia la scelta è l’aspetto economico.

Il costo della retta del nido comunale o privato dovrebbe rientrare nella possibilità finanziarie della famiglia pertanto la prima richiesta di informazioni sarà sul prezzo da pagare mensilmente comprensivo di iscrizione de richiesta e buoni pasto se necessario e/o eventuali esclusioni da acquistare personalmente (carta igienica, pannolini, salviette umide, etc).

2- Un’altra questione a mio avviso importante è la zona in cui  si trova il nido rispetto all’abitazione del bambino e se è comoda in base agli orari di entrata e la strada di passaggio per andare a lavoro che, chi porterà il bambino dovrà percorrere.

Se saranno i nonni a portare il  piccolo al nido o se saranno loro a dover andare a prenderlo la posizione dovrà essere facilmente raggiungibile con automobile, a piedi o in bicicletta o con altri mezzi.

 Questo per evitare di “buttare” del tempo prezioso o fare le cose di fretta sia la mattina che al rientro pomeridiano/serale (anche i bimbi necessitano dei loro ritmi appena svegli o dopo una lunga giornata di “lavoro”) oppure in caso di emergenze, per potersi recare sul posto nel più breve tempo possibile.

3- Per alcuni genitori può essere di aiuto alla scelta sapere che altri amici o parenti hanno portato in quel determinato nido i figlioletti perché leesperienze altrui negative e positive possono recensire il lavoro del nido e possono portare a spunti di riflessione, se comunque si usa la logica e il buon senso (ogni parere ed esperienza rimangono comunque soggettivi).

4- Un aspetto a mio parere fondamentale tanto quanto i precedenti, è la tipologia di servizio che offre il nido e la qualità del tempo che trascorreranno le maestre insieme al nostro bambino, in base alla sua età: la programmazione di attività ludiche, la scuola di pensiero su cui si erge la metodologia di insegnamento e accudimento (ultimamente prendono spazio parecchi nidi e asili improntati sul metodo Montessori), l’organizzazione degli spazi e delle giornate a misura di bimbo e l’approccio ai vari tipi di situazioni dettate dal bambino stesso (rifiuto, stress, pianto, nervosismo, malattia o malessere, insonnia, digiuno).

Penso che avvicinarsi ad un orientamento che rispetta i tempi naturali di nostro figlio senza imposizioni o regole ferree basate su preconcetti comuni e insensati, possa considerarsi un valido alleato nell’ammorbidire il trauma e il difficoltoso periodo di distacco del bimbo dalla madre.

Chiedere supporto morale e pratico alle maestre è nostro diritto e pretendere un approccio delicato e comprensivo nei confronti dell’ infante non è fuori luogo anzi, se ci sarà chiarezza da entrambe le parti fin da subito potrebbero evitarsi alcuni spiacevoli inconvenienti.

5- Fissare un incontro conoscitivo e informativo c/o la struttura (oppure partecipare agli open day) sarà un passo quasi decisivo: si potrà chiedere l’ opuscolo informativo comprensivo di regolamento, si potranno conoscere le maestre che accompagneranno il bimbo per la durata di questa sua nuova e prima avventura e ci si farà un’ idea più precisa dell’ambiente interno ed esterno in cui dovrà passare magari la maggior parte della giornata.

La lettura approfondita del regolamento è vivamente consigliata per non lasciare nulla al caso e per capire se siamo d’accordo con quello che chiede a sua volta la struttura

Parlare e dialogare con le maestre ci rassicurerà su eventuali ansie e timori che con l’ avvicinarsi del distacco si fanno sempre più forti: cosa succede se il bambino si ammala? Cosa succede se ci sono più compagni malati? E se mio figlio non volesse dormire, mangiare o piangesse a lungo?

Solitamente i tutor sono persone capaci di una sensibilità fuori dal comune e il loro compito è fondamentale per garantire il benessere di bimbo ma anche genitori… ma se il vostro istinto di mamma vi suggerisce una direzione piuttosto che un’ altra, difficilmente si sbaglia

Источник: https://www.chizzocute.it/scegliere-asilo-nido-giusto/

Nido famiglia o asilo nido? Guida completa alla scelta | Sitly Blog

Come valutare un asilo nido. Le domande da fare

Devi scegliere il nido per tuo figlio. Meglio nido famiglia o asilo nido convenzionale? Si tratta di due soluzioni molto diverse ognuna con pro e contro. Per aiutarti nella scelta, qui descriviamo la differenza tra questi due tipi di servizio educativo. Cominciamo con il nido in  famiglia, che in molte regioni italiane è ancora poco conosciuto.

Nel Lazio si chiamano nidi famiglia, in Emilia Romagna servizi domiciliari,  in Veneto nidi in famiglia. Ma anche casa nido,  nido domiciliare e molto spesso Tagesmutter (anche se la Tagesmutter in realtà è una cosa un po’ diversa).

Tanti nomi diversi, ma tutti esprimono l’aspetto particolare di questo nido: la dimensione familiare, che sa di casa e di mamma. Tagesmutter in tedesco significa infatti “mamma di giorno”.

Il nido famiglia è composto da un piccolo gruppo di bambini (in genere non più di 5) che vengono accolti in una casa privata dalla Tagesmutter, che è anche la padrona di casa.

Se l’asilo nido è una scuola con tante maestre e  tanti bambini divisi per gruppi di età, il nido famiglia invece è una casa privata – resa sicura per accogliere bambini piccoli – con una o al massimo due figure di riferimento.

Nella scelta tra nido famiglia o asilo nido, quindi, la prima cosa da valutare è la differenza di atmosfera, più intima al nido famiglia, a metà tra casa e scuola.

Ci sono gli angoli per il sonno e per il gioco e per le attività ma si tratta della casa di una famiglia, con le persone che la abitano, i mobili e gli animali domestici.

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Differenza tra micronido e nido famiglia

Spesso il nido famiglia viene confuso con il micronido.

In realtà si tratta di due servizi molto diversi: il micronido è un asilo nido “normale”, solo più piccolo: generalmente può accogliere al massimo 10 bambini ( ma in alcune regioni si arriva anche a 20), mentre un asilo nido normale ne può ospitare fino a 70.

Un esempio di micronido è il nido aziendale o il nido condominiale. Quello che caratterizza il nido famiglia invece, come abbiamo visto, è il fatto di svolgersi in una casa privata e offrire al bambino una dimensione familiare. Il micronido è piccolo come il nido famiglia, ma non è ospitato in una casa privata.

Differenza tra tagesmutter e baby-sitter

La persona che segue i bambini in un nido famiglia, spesso chiamata tagesmutter, non è una baby-sitter né una maestra d’asilo. È diverso il suo rapporto con il bambino e l’ambiente in cui il bambino è accolto.

La babysitter lavora per i genitori, applica le loro regole, gli orari e la routine stabiliti dai genitori e con lei i bambini restano nel loro ambiente, a casa loro, magari con fratelli e sorelle.

La tagesmutter, invece, lavora a casa propria e si occupa dei bambini secondo il suo orientamento educativo, seguendo un progetto educativo che rispecchia i suoi valori.

  Quando sono al nido famiglia, quindi, i bambini si trovano in una dimensione a metà tra casa e scuola: casa perché si trovano a casa della tagesmutter in un piccolo gruppo, possono sedersi sul divano o  accarezzare il gatto. Ma anche scuola, perché la tagesmutter è un’educatrice e segue un progetto educativo con obiettivi prestabiliti.

Asilo nido o nido famiglia: puoi davvero scegliere?

Non tutti i genitori possono scegliere tra nido famiglia o asilo nido, perché in alcune regioni i nidi famiglia sono ancora poco presenti. Nel Lazio, per esempio, la parola tagesmutter è ancora sconosciuta a molte mamme, mentre in Trentino la tagesmutter esiste da decenni.

Al nord il nido famiglia è più diffuso: se vivi a Milano puoi scegliere tra più di 100 tagesmutter (in totale i nidi famiglia in Lombardia sono 280), i nidi in famiglia in Veneto sono quasi 350 e accolgono più di 2000 bambini, e anche in Emilia Romagna i nidi domiciliari sono piuttosto diffusi.

Puoi trovare informazioni sui nidi famiglia e asili nidi vicino a te sul sito della tua Regione o chiedere al tuo comune.

Nido e nido famiglia: parliamo di sicurezza

La tagesmutter è qualificata come un’educatrice dell’asilo nido? Gli spazi sono adatti ai bambini? Chi controlla? Prima di descrivere i punti da considerare nella scelta tra asilo famiglia e asilo nido, chiariamo i dubbi.

Che sia nido famiglia o asilo nido, si tratta comunque di servizi educativi equivalenti dal punto di vista della sicurezza e della formazione degli operatori.

In altre parole, per fare la tagesmutter si devono avere gli stessi requisiti necessari per lavorare in un asilo nido e gli spazi sono controllati perché siano sicuri per accogliere i bambini. Il comune ha l’obbligo di controllare tutti i servizi che accolgono bambini nella fascia 0-3 anni.

Quindi prima che un nido famiglia venga aperto, la ASL verifica che gli ambienti siano sicuri per i bambini. In ogni nido famiglia ci sono spazi riservati esclusivamente ai bambini,  dove gli altri componenti della famiglia non possono accedere.

Per quanto riguarda la preparazione degli operatori, la tagesmutter deve avere la stessa formazione e titolo di studio richiesto per lavorare in un nido. Ci sono piccole differenza da regione a regione, ma tutte le tagesmutter hanno la preparazione necessaria per occuparsi di bambini 0 – 3 anni.

Nido famiglia, costi

E veniamo all’aspetto economico. Diciamo subito che il nido famiglia costa più o meno come un asilo privato “normale”. Dipende da nido a nido, ma per un orario dalle 8.30 alle 16 il costo è intorno ai 500 euro mensili.

Questo include i pasti e in alcuni casi anche i pannolini.

  La differenza è però che il nido famiglia permette una maggiore flessibilità: puoi scegliere di frequentare tre volte a settimana, oppure quattro, uscire dopo pranzo, acquistare pacchetti di ore, oppure stabilire un orario (e una tariffa) personalizzati.

Se fai il confronto con il nido comunale, a seconda del tuo livello di reddito il nido famiglia potrebbe essere una scelta molto più costosa.

Per i redditi più alti, non c’è molta differenza tra nidi pubblici e nido famiglia (a Torino per esempio si arriva a 550 euro al mese per un asilo comunale, lo stesso costo di un nido famiglia).

Se hai un ISEE basso, invece, mandare tuo figlio al nido costa solo 50 euro al mese, a Torino come nel resto d’Italia.

Per il fisco, asilo nido o nido famiglia non fa differenza: le spese per la frequenza possono essere detratta dalle tasse ( il 19% del totale, fino a 632 euro per figlio).

I vantaggi del nido famiglia

Nido famiglia o asilo nido? Qual è la situazione la soluzione migliore per la tua famiglia? Il primo consiglio è quello di andare a vedere i diversi nidi in zona, vedere gli spazi, l’atmosfera che si respira e conoscere la tagesmutter, perché il progetto di ogni nido famiglia esprime l’orientamento educativo della persona che lo gestisce.  Che sensazione ti fa la casa, che atmosfera si respira? Chiedi di passare una giornata al nido famiglia con tuo figlio.

Prima di scegliere tra nido famiglia e asilo nido, considera questi vantaggi del nido famiglia:

  • servizio più personalizzato per ogni bambino: il piccolo numero di bambini rende più facile rispondere a bisogni e tempi diversi;
  • orientamento educativo simile a quello della famiglia: i nidi famiglia sono tutti diversi e puoi scegliere quello più vicino ai tuoi valori: esistono nidi famiglia vegani, di orientamento montessoriano, scuola attiva, outdoor;
  • grande flessibilità di orari e calendario: apertura dalle 6.30 alle 20.00, ad agosto, durante le vacanze di Natale;
  • in caso di malattie: in alcuni nidi famiglia i bambini possono andare anche se non stanno molto bene e la tagesmutter somministra i farmaci;
  • meno bambini per ogni educatore: il nido famiglia può accogliere massimo 5 /6 bambini per ogni operatore; se sono di più o più piccoli, devono esserci due tagesmutter. Al nido “normale” invece, pr i bambini dopo i 12 mesi è generalmente prevista 1 educatrice ogni 10 bambini;
  • socializzazione: in un piccolo gruppo può essere più facile socializzare anche per bambini timidi e introversi;
  • meno bambini,  quindi meno contagio da malattie.

Le domande da fare alla tagesmutter

Qualche domanda da fare alle tagesmutter prima di scegliere il nido famiglia: cosa succede se lei sta male? Il nido chiude o c’è qualcuno che la sostituisce? E chi è? Ci sono animali domestici in casa? (tieni in considerazione questo aspetto se tuo figlio ha allergie o paure legate agli animali).

Chi prepara i pasti? In alcuni nidi i bambini possono portare il pranzo da casa, in altri c’è un servizio di catering, in altri ancora è la tagesmutter che si occupa della preparazione del pranzo, In questo caso è importante chiedere come si organizza.

Se è da sola, riesce a sorvegliare i bambini mentre cucina?

I vantaggi dell’asilo nido

Quali sono i vantaggi dell’asilo nido rispetto al nido famiglia? Ecco qui sotto una lista di cose da considerare prima di fare la scelta tra nido famiglia o asilo nido:

  • presenza di bambini dell’età di tuo figlio: all’asilo nido i bambini sono divisi per classi a seconda dell’età, quindi troverà sempre coetanei con cui socializzare. Al nido famiglia potrebbe trovarsi con bambini di età molto diverse;
  • la presenza di più educatrici può rappresentare anche una ricchezza: tuo figlio sperimenta relazioni con persone diverse, le educatrici si supportano e aiutano a vicenda;
  • la presenza di un’unica figura di riferimento ( la tagesmutter) può rendere più difficile gestire problemi o incomprensioni;
  • gli spazi dell’asilo nido sono generalmente più grandi e più attrezzati di quelli del nido famiglia, che resta comunque una casa privata. Gli spazi dell’asilo nido sono pensati per i bambini: sanitari in bagno, tavoli, sedie, lettini: è tutto a misura di bambino;
  • le attività proposte all’asilo nido potrebbero essere di più e più ricche: laboratori di musica, orto, gite; 
  • l’asilo nido “istituzionale” preparara i bambini all’atmosfera della scuola materna;

Come vedi, nella scelta tra nido famiglia o asilo nido convenzionale ci sono molte cose da considerare. Dipende dal tipo di educazione, dal clima che si respira nel nido famiglia, dal rapporto che riesci a costruire con la tagesmutter.

Dipende anche dall’età del bambino: un bambino piccolo può forse trovarsi più a suo agio in una dimensione familiare, mentre un bambino di 3 anni potrebbe avere bisogno di spazi e socialità maggiori di quelli offerti dal nido famiglia.

E tu cosa ne pensi? Qual è stata la tua scelta tra nido famiglia o asilo nido? Raccontaci la tua esperienza.E se invece ti interessa passare dall’altra parte, leggi il nostro post su come aprire un nido in famiglia.

Источник: https://www.sitly.it/blog/nido-famiglia-o-asilo-nido/

Gravidanza
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