Come togliere il vizio di succhiare il pollice. I consigli della pediatra

Succhiarsi il pollice: 4 modi per aiutare il bimbo a smettere

Come togliere il vizio di succhiare il pollice. I consigli della pediatra

Spesso i genitori si preoccupano quando vedono che i loro bambini si mettono le dita in bocca. Ovviamente questa abitudine può essere causa di gravi problemi per la salute orale e non. Proprio per questo, i genitori provano diversi modi per aiutare il bambino a smettere di succhiarsi il pollice.

Succhiarsi il pollice è un atto naturale. Molti bambini lo fanno sin dalla più tenera età, ed è curioso scoprire che è possibile osservare con l’ecografia molti nascituri intenti a succhiarsi il pollice.

Dito o succhietto?

Il riflesso della suzione  è assolutamente naturale nel bambino. Ne ha bisogno per sopravvivere. Succhiare sazia la fame e produce serenità e calma. Un bambino che viene allattato magari non ricorrerà al dito e non avrà bisogno del succhietto. Ha il petto della madre che lo alimenta e lo tranquillizza.

In ogni caso è normale che un bambino cominci ad introdurre una o più dita in bocca tra i 2 e i 6 mesi. Si tratta di una delle tappe dello sviluppo, uno dei modi grazie al quale il piccolo riesce a calmarsi e di fronte al quale molti genitori decidono sia meglio ricorrere al ciuccio per evitare che si succhi il pollice.

Non a torto si dice che, giunto il momento, sarà più semplice togliere il ciuccio ad un bambino, dato che è impossibile privarli delle dita. Tuttavia, le conseguenze che prevedono l’uso del succhiotto o il ricorso al pollice a partire dai 2 anni, sono praticamente le stesse:

  • Malformazioni nella dentatura
  • Problemi di pronuncia
  • Possono nascondere disturbi emotivi più complessi

Come aiutare vostro figlio a smettere di succhiarsi il pollice?

Così come è normale che un bambino cominci a mettersi le dita (o qualunque altro oggetto abbia tra le dita) in bocca, è altrettanto facile che superi tale tappa attorno ai 2 anni. Fondamentalmente non c’è nulla di cui preoccuparsi . Tuttavia, potreste attuare alcune misure per accelerare questo processo, se può tranquillizzarvi.

Quando il bambino arriva ai 3 o 4 anni e si succhia frequentemente il pollice, bisogna osservarlo e prestare attenzione alle ragioni che motivano tale atteggiamento. In tal modo sarà più facile trovare le migliori soluzioni per evitare che il piccolo si succhi il dito, prendendovi così cura della sua dentatura.

Tuttavia, dato che non tutti i bambini sono uguali e che crescono a ritmi diversi, un buon indicatore del fatto che sia necessario prendere dei provvedimenti è quando sono già spuntati i denti anteriori e i canini.

Se inoltre cominciate a percepire che i denti stanno cominciando a separarsi per lasciare spazio al dito, allora è proprio giunto il momento. Ecco di seguito 4 consigli fondamentali.

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1. Identificate le cause e offrite alternative

Se il vostro bambino si succhia il dito per conciliare il sonno, aiutatelo al momento di dormire. Accompagnatelo mentre dorme, raccontategli una storia, fatelo dormire con il suo giocattolo o peluche preferito invece di usare il dito.

Se il vostro bambino si succhia il pollice quando è stressato o ansioso, forse avete solo bisogno di parlare un po’ con lui, di abbracciarlo ed offrigli il conforto di cui ha bisogno per trovare la tranquillità e vincere la paura che lo turba.

Invece, se vostro figlio ricorre al dito quando è annoiato, è l’ora di accendere la creatività e di offrire distrazioni: fare un gioco, delle attività manuali, una passeggiata, ecc., potrebbero essere tutte cose che vostro figlio vi sta chiedendo quando inizia a succhiarsi il pollice.

2. Spiegate le conseguenze

A volte si ricorre a rimedi casalinghi o si corre a consultare uno specialista prima di sedersi a parlare con il bambino. Offritegli una spiegazione semplice del perché non è il caso che continui a succhiarsi il dito.

Vi sorprenderà la capacità che hanno i bambini di comprendere le spiegazioni che gli vengono date e di agire di conseguenza. Spiegategli che i loro denti possono storcersi, che ormai non è più un bambino piccolo e che è arrivato il momento di smettere di succhiarsi il pollice.

Evitate di ridicolizzarlo di fronte ad altre persone e ancor meno di sgridarlo o punirlo quando vedete che si mette il dito in bocca.

Magari smetterà di succhiarsi il pollice di fronte a voi, ma continuerà a farlo di nascosto.

 Sarebbe molto meglio ricorrere al rinforzo positivo tutte le volte che riesce a superare le cause (sonno, ansia, noia, ecc.) per le quali si succhia il dito.

3. Coprite il dito

Magari considerate necessario applicare una misura più efficace per evitare che il piccolo si succhi il pollice. Probabilmente nel dito di vostro figlio la suzione avrà generato un callo. Coprite il callo con un cerotto e spiegate al bambino che è necessario far curare il callo che si è formato. 

Il cerotto deve essere ben attaccato, ma non troppo stretto. È necessario che vostro figlio non riesca a toglierlo da solo. Cambiatelo due volte al giorno e lasciateglielo costantemente addosso, per circa 15 giorni.

Se il bambino continua a voler portarsi le dita in bocca, proverà una sensazione sgradevole quando sentirà la consistenza del cerotto in bocca. Molte madri collocano anche dell’aceto o del limone sul dito. Valutate se tale metodo potrebbe funzionare anche nel vostro caso.

Nell’arco di due settimane, se il bambino non ha introdotto il proprio dito in bocca e siete stati attenti a minimizzare le cause che portano a questa cattiva abitudine, probabilmente il bambino modificherà tale atteggiamento.

4. Contattate uno specialista se continua a succhiarsi il pollice

Se non ha funzionato nessuna delle opzioni che abbiamo proposto per evitare che il bambino si succhi il pollice, è arrivata l’ora di contattare uno specialista. Un ortodontista potrà ideare un dispositivo che impedisca al bambino di introdurre le dita in bocca.

Tuttavia, se la frequenza e l’intensità di tale abitudine è sproporzionata e incontrollabile, sarà necessario consultare uno psicologo infantile. Succhiare le dita in continuazione può nascondere un disturbo più profondo o un problema di più vasta portata.

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Источник: https://viverepiusani.it/evitar-figlio-si-succhi-il-pollice/

Ciuccio e dito in bocca: come comportarsi

Come togliere il vizio di succhiare il pollice. I consigli della pediatra

Il ciuccio è un oggetto di cui difficilmente si riuscirebbero a fare a meno. E’ tra l’altro molto meglio del dito come mezzo consolatorio. Infatti succhiare per i bambini è un desiderio insaziabile e innato.

Stimola il riflesso naturale della suzione. Tale riflesso fa parte dei riflessi neonatali. Cioè di reazioni immediate che il neonato utilizza per difendersi nel nuovo scomodo ambiente in cui si trova dopo la nascita.

Succhiare è infatti fondamentale per alimentarsi. Succhiare il seno della madre o la tettarella del biberon sono essenziali per la sopravvivenza. Tale meccanismo, cos’ importante, è stato associato da madre natura ad una serie di sensazioni piacevoli per il bambino.

Infatti le ecografie spesso ci mostrano dei feti che succhiano il pollice nel grembo materno. Succhiare regala al bambino una piacevole sensazione di rassicurazione e conforto. Questo soprattutto in condizioni di stress, durante la notte o in momenti di distacco momentaneo dalla madre. Succhiare fa scaricare la tensione.

È per il piccolo un antidoto alla paura e al senso di solitudine. Lo fa sentire sicuro e protetto.

Grazie al seno il bambino prova queste piacevoli sensazioni e si alimenta. Che di per se è un’altra gratificazione. La stessa cosa avviene anche con il biberon. In maniera meno naturale ed appagatoria.

 La spinta a succhiare non è però soddisfatta dal latte artificiale e in alcuni casi neppure dall’allattamento materno. Hanno succhiato abbastanza latte, ma non hanno succhiato abbastanza. Il piccolo, infatti, chiede il seno o il biberon per nutrirsi ma, anche e soprattutto, perché da esso riceve piacere.

In molti casi il bambino ha necessità di calmarsi ed auto consolarsi indipendentemente dai momenti della poppata.

Il ciuccio come alleato

Qui entra in gioco il ciuccio. Negli ultimi anni, ha assunto delle forme che meglio rispettano l’anatomia del palato. E’ sterilizzabile tranquillamente in acqua bollente. Soprattutto non lascia danni al palato e ai denti se tolto in tempo debito. Cioè dopo i due anni.

Si può concederlo senza problemi perché l’appagamento psicologico che il piccolo ne trae succhiandolo è sicuramente positivo. Ci sono però dei comportamenti da evitare. Non intingete mai il succhiotto nel miele o nello zucchero.

Così potreste compromettere la salute dei suoi futuri dentini. Favorire lo sviluppo delle carie. Inoltre potreste condizionare il gusto del bambino. Educandolo ad apprezzare solo i sapori dolci. Un’abitudine che si dimostra subito negativa.

Perché il piccolo potrebbe rifiutare le normali poppate (al confronto “amare”). Inoltre più tardi, diventare un inguaribile goloso. Il ciuccio può trasformarsi in un pericoloso veicolo di germi se non si segue una attenta igiene. Non mettete voi in bocca il ciuccio per “lavarlo”.

La vostra saliva non è sterile anzi, rischiate di trasmettere qualche infezione, soprattutto se siete raffreddati.

La migliore alternativa al dito

L’uso precoce del ciuccio potrebbe evitare che il piccolo inizi a succhiarsi il dito pollice. Infatti è molto facile che il neonato scopra che uno dei piccoli piaceri della vita è proprio nelle loro mani. Facilmente raggiungibile, a portata di “mano”. Che soddisfa il suo bisogno di consolazione innato.

I danni del dito in bocca

Purtroppo il tanto amato pollice, è capace di creare molti danni. I bambini non solo lo succhiano, ma tendono a spingerlo contro il palato esercitando una pressione non indifferente. Pressione capace di alterare la crescita dell’arco palatino.

Con il passare del tempo è quasi sicuro che si possa sviluppare una malformazione dell’arcata dentaria. Quando il bambino è piccolo le ossa della mandibola e della mascella sono dotate di particolare elasticità.

Che permette uno schiacciamento delle stesse con conseguente deformazione e crescita scorretta dei denti. l pollice spinge i denti in fuori.

Il vizio prolungato di succhiare il pollice, inoltre, può essere causa di infezioni al dito stesso. A causa dei microbi che attecchiscono in una zona di pelle ormai macerata e senza difese. Inoltre il bambino che succhia introduce facilmente aria nello stomaco con conseguente meteorismo e coliche addominali.

Succhiare il dito dopo i 4 anni è un motivo per iniziare a pensare all’ortodontista. Soprattutto se il bambino ha già una arcata superiore sporgente. Il pollice viene forzato contro la parte interna dei denti incisivi superiori causando un morso alterato e altre possibili malocclusioni dentali. 

Togliere il vizio

Il ciuccio è preferibile al dito anche perché molto più facile da togliere come vizio alla giusta età. Quando si inizierà a togliere il ciuccio ci saranno momenti di tensione.

Ma il piccolo troverà molto più facilmente un altro metodo per rilassarsi. Spesso con un pupazzetto o una copertina. Con il dito è molto più difficile. È una parte del suo corpo. Non si può far sparire come il ciuccio.

E mentre non si è mai visto un bambino alle medie con il ciuccio, si è visto uno che si succhia il dito.

Per cercare di eliminare questo vizio è del tutto inutile e dannoso intervenire imponendo con violenza al piccolo di smettere. Non farebbe che accrescere il suo bisogno di consolazione e la necessità di soddisfarlo soltanto attraverso se stesso.

Normalmente, quando il bambino inizia a frequentare la scuola, perde il vizio di succhiare il pollice spontaneamente. Perché, capita spesso, che venga preso in giro dai compagni. O rimproverato dalla maestra. Ma, quando la decisione di smettere non è autonoma, deve essere sostenuta dai genitori.

Che possono essere di aiuto cercando innanzitutto di distrarre il piccolo con giochi ed attività che gli tengano impegnate le mani. Offrite voi delle alternative al succhiare. Per esempio: il dondolo, i massaggi, i giochi o il canto. Il bambino fin da subito viene a conoscere che ci sono altri modi per trovare conforto oltre al pollice.

In seguito lui stesso cercherà alternative alla gratificazione orale. Fate in modo che tenga il pollice occupato soprattutto quando lui è annoiato. Quando vedete il pollice dirigersi alla bocca, distraetelo e reindirizzatelo in un’attività che mantiene entrambe le mani occupate.

Aumentando pian piano gli intervalli di tempo in cui il piccolo non ha la possibilità di portare il dito alla bocca.

Un ottimo incentivo è poi quello di stabilire una serie di premi commisurati al raggiungimento degli obiettivi. Se il piccolo riesce a smettere per una settimana verrà premiato con un regalo.

Se riesce a smettere per un intero mese il regalo sarà più grande. Attenzione però, i premi non dovranno consistere in denaro o giocattoli ma soltanto in ricompense morali.

Come una passeggiata insieme nel suo parco preferito o tante coccole.

Cercate di sostituire l’attività consolatoria del succhiare il pollice anche con altri oggetti. Un orsacchiotto così grande che dovrà avvolgere le mani intorno ad esso. Mettetelo a letto con le mani occupate con un libro o un giocattolo, cantate ninne nanne e fate ascoltare della musica. Se si sveglia la notte lasciatelo giocare.

E’ importante inoltre evitare di intervenire proprio quando il bambino attraversa una fase di cambiamento e stress. Come per la nascita di un fratellino o per l’inserimento al nido o all’asilo.

In questi casi sarà necessario assecondare la sua necessità di succhiare e rimandare i tentativi a quando la soddisfazione del suo bisogno di consolazione sarà divenuta meno impellente. Magari durante le vacanze. Cercate di mantenere la vostra e la sua vita calma.

In questo modo, anche se userà il pollice per aiutarsi a rilassare, imparerà che se l’ambiente familiare è rilassato il pollice non serve.

Addio anche al ciuccio

Anche il ciuccio va tolto dopo i due anni. Sebbene provochi danni minori rispetto al dito anche il ciuccio alla lunga crea disturbi ai denti e all’arcata dentaria.

Pianificate l’addio in un periodo in cui il bambino è calmo e spensierato, per esempio durante le vacanze. Consentite al bambino il succhiotto solo in casa. Poi restringete progressivamente i momenti in cui può usarlo. Fino ad ammettere il ciuccio solo per andare a dormire.

Preparatelo al cambiamento. Tre giorni possono essere sufficienti: i bambini si abituano meglio ai cambiamenti quando sono ben preparati all’idea. Usate le parole giuste, un tono calmo e rassicurante. Evitate espressioni colpevolizzanti e paragoni con altri bambini. Ditegli semplicemente: “Ora sei grande e pronto per lasciare il ciuccio”.

Deve suonare come un’informazione di ciò che avverrà e non come l’annuncio di un evento. Anche per il ciuccio può essere utile associare il suo addio ad una ricompensa. Raccontategli che porterete il succhiotto di un centro di riciclo plastica e si trasformerà in un gioco nuovo. Un regalo per lui.

Oppure raccontategli la storia della fatina dei ciucci.

Sulla falsariga della fatina dei dentini che porta un soldino per ogni dentino da latte, è sempre più in voga anche la magica sorella. La fatina dei ciucci, una creatura dolce e generosa come quelli dei denti.  Occorre appoggiare tutti i succhiotti con un bel fiocco colorato sul davanzale di una finestra (o sul balcone).

 Di notte arriverà la fatina che li porta via per consegnarli ai bimbi più piccoli che ne hanno davvero bisogno, lasciando, però, un regalino. Riuscirete così ad avvolgere questo passaggio in una dimensione magica e fiabesca.

Provate e, ovviamente, modificate e arricchite la storia per renderla più affascinante ed efficace per il vostro bambino.

Источник: https://pediatra-milano.it/ciuccio-dito-in-bocca-come-comportarsi/

Dito in bocca: come eliminarlo?

Come togliere il vizio di succhiare il pollice. I consigli della pediatra

La prima cosa da fare è chiederci perché il nostro bimbo si succhia il dito.

Questo è il primo suggerimento della Dott.ssa Leonella Caliari, Odontoiatra specializzata in Ortodonzia presso il Centro Ortodontico Vicentino-Dentisti Vignato che dirige dal 2006.

L’atto di succhiare il dito è una manovra di compensazione a una situazione di stress. E’ la ricerca di autoconsolazione e di conforto. Quando spiego questo aspetto le mamme stupite mi chiedono: “un bimbo così piccolo è già sottoposto a stress??”

Ebbene si, perché l’adattamento al mondo che lo circonda e il distacco dalla mamma sono cambiamenti radicali che possono rappresentare fonti di stress. Il succhiamento del dito regala piacere e, ricordando il seno materno, dà al bimbo sensazioni piacevoli e consolatorie”.

Dottoressa, quando dobbiamo preoccuparci?

Oltre i tre anni il succhiamento prolungato del dito può provocare cambiamenti nella posizione dei denti e, in alcuni casi, anche alterazioni molto marcate nella forma delle arcate dentarie.

Questo accade soprattutto se il bambino ha già naturalmente uno squilibrio tra l’osso mascellare superiore e la mandibola.

Se protratta nel tempo, questa abitudine viziata può alterare anche deglutizione e linguaggio richiedendo lunghi trattamenti ortodontici e logopedici per riportare la situazione alla normalità. Ecco perché è consigliabile non sottovalutare questo vizio.”

Quali piccole strategie sono indicate per aiutare i piccoli a smettere?

Certamente la visita con l’Ortodontista può rappresentare un momento importante in cui il piccolo prende coscienza che quello che fa non va bene.

In molti anni di lavoro con i bambini ho messo a punto una serie di strategie comportamentali – frutto del confronto con l’esperienza di numerosi professionisti del settore.

Ogni strategia mi aiuta a entrare nel mondo del bambino e a dialogare con lui su un piano libero e rilassato.

Intraprendo così una conversazione amichevole a tu per tu, senza la presenza del genitore o di altra figura.

La chiacchierata prevede una serie di domande che puntano a fargli prendere coscienza dell’abitudine sbagliata. Gli faccio visualizzare come il succhiamento ha determinato, o sta determinando, lo spostamento dei denti, e lo faccio arrivare a richiedere l’aiuto necessario per smettere. In tal modo lo ingaggio affinché ce la metta tutta per farcela.

Se al bimbo fa piacere chiedo alla mamma di aiutarlo con dei cerottini sul dito che, nel momento di ingresso del dito in bocca, gli rammentano l’impegno preso con me e con sé stesso.

Mi piace coinvolgere il bambino attivamente con dei semplici, ma importanti, “incarichi a casa”. Uno di questi è segnare in un calendario colorato, che mi riporterà al controllo successivo, quando “il dito non è entrato in bocca”. In tal modo lascerà traccia dei progressi fatti e mi farà vedere quanto bravo è stato a gestire il dito.

Coinvolgo anche le mamme spiegando loro che la notte solitamente è il momento in cui più spesso il bimbo ha necessità di succhiare per compensare alcune paure come quella del buio o della solitudine.

Consiglio quindi di andare in camera, accarezzare il bimbo e lasciare un piccolo segnale del loro passaggio da far notare al mattino per far capire al piccolo che la notte non è solo e che, dunque, non necessita del dito come compagno.

Ci sono dei segreti per favorire il successo?

In realtà non ci sono ricette magiche.

E’ importante rassicurare il bimbo durante tutto il percorso che faremo insieme, guadagnare la sua fiducia ma mantenere quel necessario distacco amichevole medico-paziente che possa rendere il bambino sempre parte attiva.

Fondamentale è ascoltare le ragioni dei suoi insuccessi, senza rimproverarlo o punirlo, ma incoraggiandolo e premiandone i progressi con elogi verbali e un bel premio finale concordato con i genitori.

E se non fosse sufficiente?

Nella maggior parte dei casi queste semplici strategie danno grandi successi. A volte, tuttavia, questa procedura non è sufficiente e possono essere utili semplici esercizi di succhiamento, volti a ridurre il bisogno di succhiare, che il bambino dovrà fare a casa con l’aiuto del genitore.

Se anche questa tecnica fallisse, utilizzo piccoli schermi da posizionare in bocca per impedire al dito di entrare. In questo caso, prima di procedere ne parlo con il bambino per capire se può accettare il dispositivo, perché tutte le strategie obbligate hanno dato dimostrazione di fallire senza la complicità del paziente.

È comunque importante che tutti questi metodi siano proposti da una figura professionale adeguata ed esterna come la mia. La sospensione di un’abitudine sbagliata, rappresenta infatti un momento di confronto e di crescita che implica l’assunzione responsabile di un impegno: se fatta di fronte a un estraneo è più facile che sia onorata.

Ricordiamoci che, anche se sono bambini, con il coinvolgimento e gli stimoli giusti sapranno stupirci e far ricredere anche i genitori che hanno ormai perso le speranze di eliminare il loro vizio”.

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Gravidanza
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